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lunedì 07 settembre 2009, 07:00

"Io, in fuga dai mullah, vi racconto il vero Iran"

Mahmoud Keyvannia, 30 anni, ha partecipato ai cortei anti-Ahmadinejad. Arrestato e torturato, è riuscito a scappare in Italia e racconta le ipocrisie del regime islamico. "Il governo è ossessionato dalla guerra all’alcol, ma chiude gli occhi sulla droga. Le proteste continueranno. Fino al crollo del potere dei fondamentalisti"

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Per tentare di sopravvivere al sistema repressivo dei mullah - dalla politica, alla religione, al costume sociale - «devi sdoppiare la tua personalità in una pubblica e una privata». Mahmoud lo dice per esperienza: «Ho visto amici convertiti dall’islam al cristianesimo, che per evitare l’impiccagione, nascondevano la croce sotto i vestiti o facevano finta di andare in chiesa solo per interesse culturale, come a un museo. Se passeggi con la tua fidanzata e ti ferma la polizia del buon costume, devi dire che la ragazza è tua cugina, pena il carcere. Se vuoi cercare lavoro in un ufficio pubblico, iscriverti all’università o ottenere un passaporto devi professarti musulmano, altrimenti per loro sei un nulla da eliminare».
Mahmoud rischia molto, ma parla a volto scoperto: «Ho scelto di non vivere più sotto la menzogna e la paura e ora non voglio tornare indietro».

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7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 roxy (38) - lettore
il 10.09.09 alle ore 8:02 scrive:
Ecco una persona da aiutare con il coraggio di sfidare un regime oppressivo, che giustifica i suoi atti criminale con la motivazione religiosa.
#6 millycarlino (130) - lettore
il 09.09.09 alle ore 14:59 scrive:
L'etimologia della parola genovese mujratore in dialetto "massacan" (segnalo che lo scrivo come si pronuncia per i puristi del dialetto) deriva dal grido dei guerrieri arabi che saccheggiavano le terre liguri e in special modo Genova. Certo che queste invasioni creavano distruzione tanto che, passata la buriana, si cominciava a ricostruire. I genovesi di allora avevano creato vari campi di concentramenti di prigionieri mussulmani ove si rivolgevano gli edili dell'epoca per reperire mano d'opera. Siccome in battaglia i mussulmani urlavano muori cane infedele gli edili solevano chiedere, ovviamente in dialetto, "hai mica degli amazzacani (infedeli) disponibili?" alla risposta affermativa li reclutavano per impiegarli appunto come muratori. Non ci stupiamo anche noi uccidavamo per motivi religiosi il fatto è che loro continuano tutt'ora. Milly Carlino
#5 LoZioTazio (653) - lettore
il 09.09.09 alle ore 6:51 scrive:
questo é il tipo di persona meritevole di asilo politico, non chi paga gli scafisti per venire ad arrangiarsi nel ventre molle dell' europa
#4 Don Atheo (66) - lettore
il 09.09.09 alle ore 2:44 scrive:
Trent’anni, grandi ideali e soprattutto non cristiano. Bastano questi pochi requisiti in Italia per diventare vittima di discriminazioni sociali....
#3 miladicodro (610) - lettore
il 08.09.09 alle ore 9:46 scrive:
Va assolutamente aiutato.Oltretutto è in possesso di diploma.Qualche azienda potrebbe assumerlo.
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