Frasi così gli austriaci non ne avevano mai sentite e immediate sono state le proteste. La procura generale ha avviato un procedimento penale per verificare se sussista il reato di incitamento all'odio, mentre per il presidente della Comunità islamica in Austria, Anas Schakfeh, i musulmani che vivono nel paese «sono indignati».
Non si è fatta attendere neanche la risposta dei fondamentalisti islamici. Martedì su YouTube è comparso un filmato in cui la candidata veniva minacciata di morte come blasfema. Il filmato dura poco più di 4 minuti e mostra il crollo delle Torri Gemelle l'11 settembre. Mentre scorrono le immagini una voce, in tedesco, avverte la Winter a stare attenta: «Potrebbe accadere la stessa cosa nel tuo paese». La frase è rivolta alla donna, che viene chiamata per nome. Il portavoce del ministro dell'Interno austriaco, Rudolph Gollia, ha detto che sono stati alzati i livelli di guardia in tutta l'Austria, aggiungendo che alla candidata è stata assegnata una scorta massiccia. Le autorità, ha proseguito Gollia, stanno verificando la provenienza del video.
Domenica l'Fpö non è dato tra i favoriti per la poltrona di primo cittadino. La sfida sarà tra il Partito del popolo austriaco (Övp) dell'attuale sindaco, Siegfried Nagl, e il Partito socialdemocratico (Spö), guidato dall'ex governatore della Stiria, Franz Voves.
Le dichiarazioni della Winter però hanno toccato un tasto dolente. La questione degli immigrati di fede islamica è uno dei temi più dibattuti in Austria. A fine agosto fece discutere un'intervista in cui Haider - oggi governatore della Carinzia e leader dell'Alleanza per il futuro dell'Austria (Bzö) - propose una «normativa a livello nazionale per regolamentare la costruzione di moschee, minareti e centri islamici». Allora quelle parole furono viste come una provocazione. Il 12 settembre vennero arrestati a Vienna dei sospetti terroristi, due uomini e una donna, di origine araba ma con passaporto austriaco. I tre furono accusati di aver diffuso un video con minacce di attacchi contro l'Austria e la Germania per il loro impegno in Afghanistan.
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