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mercoledì 27 agosto 2008, 09:15

Medvedev: "Ossezia e Abkhazia indipendenti" Europa e Usa: "Il Cremlino gioca col fuoco"

La Russia riconosce le due repubbliche separatiste: "Non temiamo un'altra guerra fredda". Condanna unanime da Ue e Washington. Bush: "Scelta irresponsabile". Kouchner: "Conflitto possibile, abbiamo paura"

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Alla fine è arrivata, attesa e scontata, ma non per questo meno destabilizzante per gli equilibri internazionali. Mosca ha accolto la richiesta avanzata due giorni fa dal Parlamento russo e ha riconosciuto l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud dalla Georgia. Una decisione che apre scenari che lasciano spazio a conseguenze imprevedibili, da quelle diplomatiche alle più drammatiche. E a tutti sembra di rivivere timori che si credevano dimenticati, quelli sui quali per oltre trent’anni è cresciuta un’intera generazione. Quando l’unica cosa che si poteva fare era appellarsi al buon senso e alla responsabilità dei contendenti. Unione Sovietica e Stati Uniti, allora. Russia e Occidente, oggi.

«Tenendo conto della libera volontà espressa dal popolo abkhazo e osseto, ispirandosi allo statuto dell’Onu, alla dichiarazione del 1970 sui principi del diritto internazionale riguardanti i rapporti di amicizia tra gli Stati, all’atto finale di Helsinki del 1975 e ad altri fondamentali documenti internazionali, ho firmato i decreti sul riconoscimento da parte della Federazione russa dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Non è stata una scelta facile, ma è l’unico modo di salvare vite». Come a dire: il diritto è dalla nostra parte, abbiamo solo rispettato la volontà di un popolo. Chiunque sia contro la nostra decisione è contro quel diritto e quella volontà. Le parole con le quali il presidente russo Dmitri Medvedev ha annunciato il riconoscimento dell’indipendenza suonano come una dichiarazione di guerra: alla Georgia, che è menomata nel suo territorio; all’Occidente, che è decapitato della propria autorevolezza; agli Stati Uniti, che sono spodestati del loro potere dissuasivo, affermato con la diplomazia, l’economia e anche con le armi.

Che l’approvazione internazionale e quella statunitense non abbiano alcun potere dissuasivo o, tanto meno, vincolante, per Medvedev, lo dimostrano non solo le dichiarazioni del presidente russo, ma anche le intenzioni manifestate per l’immediato futuro. «La Russia - ha detto il delfino di Putin - è pronta a tutto e non ha paura di nulla, nemmeno di una nuova Guerra Fredda. Naturalmente non la vuole, ma in questa situazione tutto dipende dai nostri partner». Non solo, Medvedev non esclude «una risposta militare» se verrà realizzato lo scudo missilistico americano nell’Europa centro-orientale. E il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, riguardo alle possibili sanzioni contro il suo Paese: «Non posso né voglio indovinare quale pretesto potrebbero usare i nostri oppositori per varare sanzioni contro di noi, ma la Russia è un Paese autosufficiente e i tentativi di frenare la realizzazione dei nostri ambiziosi piani per lo sviluppo socio-economico russo non avranno alcun risultato». Sembra di sentire un discorso di Breznev.

Molto dura la reazione di Tbilisi, dove il premier georgiano Mikhail Saakashvili ha denunciato il tentativo russo di annettere le due regioni cercando, attraverso il riconoscimento dell’indipendenza, di cambiare i confini con la forza. Con una mossa che non si conosceva in Europa dai tempi «della Germania nazista e di Stalin». Saakashvili si è quindi appellato alla Nato e all’Unione europea perché accelerino il processo di integrazione della Georgia.

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13 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 L'Anonimo (166) - lettore
il 27.08.08 alle ore 13:40 scrive:
R: #2. Gentile *Alfierebianco*, mi spiace deluderLa, ma io sono megafono di me stesso. Tuttavia non ho motivo di nascondere (cosa che non ho mai fatto) che condivido alcune delle analisi di Blondet in merito alla questione Russia. Leggendo invece il suo intervento mi verrebbe da dire che Lei è megafono della linea di regime, forse perché si è accontentato di leggere solo quello che la stampa filo USA scrive.
#12 dellelmodiscipio (1494) - lettore
il 27.08.08 alle ore 12:33 scrive:
Premesso che sono d'accordo piu' con Parpaiola e Annagil che con altri, lancio l'idea di una RIFORMA DELLA GIUSTIZIA internazionale, magari saltando il lodo e arrivando subito alla depoliticizzazione dei giudici, separazione dei PM dai giudici veri e propri, responsabilizzazione e svincolamento degli organi inquirenti, certezza della pena (isolamento degli stati fuorilegge dalla societa' civile e risarcimento del danno) e ovviamente abolizione della pena di morte e dei processi sommari. E molta, molta preparazione, cultura e levatura nei giudici. Non e' un'utopia, si puo' fare. Pensate a come nessuno possa entrare in Internet a fare troppo il bullo, eppure non gli sparerebbe addosso nessuno. Si chiama progresso della civila', dalla clava al linguaggio.
#11 Annagil (8) - lettore
il 27.08.08 alle ore 11:56 scrive:
per Alfierebianco (#10): guarda che nessuno dice che la Russia stia seguendo una politica estera lineare nel nome del riconoscimento delle minoranze. Mi pare che i più, me compreso, sottolineino l'inconsistenza di chi prima smembra a serbia nel nome del diritto di autodeterminazione dei Kossovari e poi dichiara la georgia intoccabile nel nome del principio di integrità territoriale. O l'uno o l'altro. La Russia si sta facendo gli affari suoi e si ricorda dei popoli oppresso solo quando gli fa comodo, certo, ma è l'ipocrisia delirante dell'occidente che viene rimarcata. Qui si parla di biechi (e secondo me legittimi, in politica) interessi nazionali e la volontà di difenderli. Il punto è: era nostro interesse nazionale smembrare la Serbia ed avere il kossovo indipendente? Secondo me, no, ma una volta che si è presa tale posizione, e meno di un anno fa, non si può evitare che la propria obiezione morale a che la Russia faccia lo stesso con la Georgia suoni assolutamente vuota.
#10 Alfierebianco (113) - lettore
il 27.08.08 alle ore 11:28 scrive:
E' un po' sconcertante leggere i commenti qui presenti sulla situazione nel Caucaso. Ma perché Mosca non ha riconosciuto l'indipendenza dei Ceceni e degli Ingusci? In Cecenia ed in Inguscenzia i Russi si sono macchiati di eccidi e massacri con metodi brutali. Vorrei solo ricordare la figura del giornalista Antonio Russo, misteriosamente e brutalmente eliminato dopo aver raccontato cosa avveniva in Cecenia. E se l'Europa ha colpe è perché non ha denunciato ciò che è accaduto lì, invece ha taciuto per convenienze...... Dopotutto Abkhazi e Osseti del sud hanno attuato pulizie etniche nei confronti dei Georgiani nel passato…. Lamentarsi di Saakashvili e degli Ucraini che vogliono liberarsi dei Russi? Sarebbero marionette degli Americani? Invece Medvedev stesso è la matrioshka che cela Putin e i trafficanti oligarchi dell’ex KGB…. Yushchenko, presidente ucraino, porta sul suo volto le conseguenze del suo essere anti russo. Georgiani, Ucraini, Polacchi, Lettoni, Estoni, Cechi, tutti nutrono una profonda diffidenza nei confronti della Russia, lo storico vicino arrogante e bullo… Mi auguro che Russi siano ridimensionati nel Mar Nero, restituiscano Sebastopoli all’Ucraina e la smettano di definirlo il “Loro Mare”, perché non lo è.
#9 Dekebalos (59) - lettore
il 27.08.08 alle ore 11:26 scrive:
Sono d'accordo con Luigi Morettini (post #5) Bernard Kouchner ha dichiarato che la Russia potrebbe avere altri obiettivi: Crimea, Ucraina o Moldavia. Nel frattempo stanno arrivando nel Mar Nero delle navi di guerra NATO. Anche i capitali esteri sono in fuga dalla Russia, come se sapessero che la crisi è di lunga durata e potrebbe anche degenerare. La cosa più preoccupante ,secondo me, è l'appoggio della popolazione russa alla propria classe dirigente; vuol dire che c'è un forte sentimento anti-occidentale in Russia.
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