Medvedev: "Ossezia e Abkhazia indipendenti" Europa e Usa: "Il Cremlino gioca col fuoco"

La Russia riconosce le due repubbliche separatiste: "Non temiamo un'altra guerra fredda". Condanna unanime da Ue e Washington. Bush: "Scelta irresponsabile". Kouchner: "Conflitto possibile, abbiamo paura"

di -

Alla fine è arrivata, attesa e scontata, ma non per questo meno destabilizzante per gli equilibri internazionali. Mosca ha accolto la richiesta avanzata due giorni fa dal Parlamento russo e ha riconosciuto l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud dalla Georgia. Una decisione che apre scenari che lasciano spazio a conseguenze imprevedibili, da quelle diplomatiche alle più drammatiche. E a tutti sembra di rivivere timori che si credevano dimenticati, quelli sui quali per oltre trent’anni è cresciuta un’intera generazione. Quando l’unica cosa che si poteva fare era appellarsi al buon senso e alla responsabilità dei contendenti. Unione Sovietica e Stati Uniti, allora. Russia e Occidente, oggi.

«Tenendo conto della libera volontà espressa dal popolo abkhazo e osseto, ispirandosi allo statuto dell’Onu, alla dichiarazione del 1970 sui principi del diritto internazionale riguardanti i rapporti di amicizia tra gli Stati, all’atto finale di Helsinki del 1975 e ad altri fondamentali documenti internazionali, ho firmato i decreti sul riconoscimento da parte della Federazione russa dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Non è stata una scelta facile, ma è l’unico modo di salvare vite». Come a dire: il diritto è dalla nostra parte, abbiamo solo rispettato la volontà di un popolo. Chiunque sia contro la nostra decisione è contro quel diritto e quella volontà. Le parole con le quali il presidente russo Dmitri Medvedev ha annunciato il riconoscimento dell’indipendenza suonano come una dichiarazione di guerra: alla Georgia, che è menomata nel suo territorio; all’Occidente, che è decapitato della propria autorevolezza; agli Stati Uniti, che sono spodestati del loro potere dissuasivo, affermato con la diplomazia, l’economia e anche con le armi.

Che l’approvazione internazionale e quella statunitense non abbiano alcun potere dissuasivo o, tanto meno, vincolante, per Medvedev, lo dimostrano non solo le dichiarazioni del presidente russo, ma anche le intenzioni manifestate per l’immediato futuro. «La Russia - ha detto il delfino di Putin - è pronta a tutto e non ha paura di nulla, nemmeno di una nuova Guerra Fredda. Naturalmente non la vuole, ma in questa situazione tutto dipende dai nostri partner». Non solo, Medvedev non esclude «una risposta militare» se verrà realizzato lo scudo missilistico americano nell’Europa centro-orientale. E il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, riguardo alle possibili sanzioni contro il suo Paese: «Non posso né voglio indovinare quale pretesto potrebbero usare i nostri oppositori per varare sanzioni contro di noi, ma la Russia è un Paese autosufficiente e i tentativi di frenare la realizzazione dei nostri ambiziosi piani per lo sviluppo socio-economico russo non avranno alcun risultato». Sembra di sentire un discorso di Breznev.

Molto dura la reazione di Tbilisi, dove il premier georgiano Mikhail Saakashvili ha denunciato il tentativo russo di annettere le due regioni cercando, attraverso il riconoscimento dell’indipendenza, di cambiare i confini con la forza. Con una mossa che non si conosceva in Europa dai tempi «della Germania nazista e di Stalin». Saakashvili si è quindi appellato alla Nato e all’Unione europea perché accelerino il processo di integrazione della Georgia.

Servono a poco, in effetti le rassicurazioni circa il fatto che il riconoscimento dell’indipendenza «non significa l’annessione alla Federazione russa». O che il piano di pace elaborato dal presidente francese Nicolas Sarkozy a nome dell’Ue «non perde significato» nonostante la decisione di Mosca, come ha specificato Lavrov. Perché poi, dall’altra parte, lo stesso premier ha assicurato Ossezia e Abkhazia che la Russia è pronta a garantirne la sicurezza in caso di attacco. E ad avviare trattati diplomatici e di cooperazione, anche militare, con i due Paesi.

Ma non basta. È La stessa Ossezia a chiedere alla Federazione la disponibilità a costruire una base militare su territorio osseto. Serghei Bagapash, proclamatosi presidente dell’Abkhazia, non ha nascosto l’entusiasmo: «È un giorno storico per il nostro popolo. La Russia ci ha salvato dal genocidio, e ci ha dato la possibilità di vivere nel nostro Paese». Le reazioni della popolazione nelle due regioni separatiste sono state entusiaste. In Abkhazia migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale Sukhumi, con salve di cannone a suggellare il giorno di festa. A Tskhinvali, in Ossezia del Sud, in cinquecento sono scesi nella piazza principale della capitale a festeggiare, tra canti e inneggiamenti all’Ossezia del Sud.
E in questo modo si festeggia anche il ritorno della Guerra Fredda. Non più un fantasma del passato, ma una realtà che si è improvvisamente concretizzata, con tutto il suo portato di inquietudini.

Ingrandisci immagine

COMMENTI

13 commenti su 1   2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 Ititrefen (611) - lettore
il 27.08.08 alle ore 11:18 scrive:
L'UE cerca di ricucire perchè, come tutti sappiamo, non ci sono neanche le condizioni economiche per allontanarsi dalla Russia. Forse non è a tutti chiaro che in Italia quel poco che si fa oggi di economicamente significativo, lo si sta facendo con l'export. In questo contesto, si è voluto concedere alla Georgia di aggredire le forze autorizzate della Russia in Ossezia e Apkazia, sperando che tutti si bevessero la storia dei russi cattivi. Qui di cattivo c'è solo il vizio di servirsi di motivazioni etiche per farsi gli affaracci propri.
#7 Wolf (6306) - lettore
il 27.08.08 alle ore 11:17 scrive:
In tutto questo la UE sta in mezzo, senza essere di fatto attore, si pagano le colpe della politica Europea di allargamento a tutti i costi, la politica della moneta piuttosto che dei diritti, delle tradizioni e della cultura comune. La UE è solo una organizzazione di banche centrali, sentita distante dalla gente.
#6 fritz1996 (2340) - lettore
il 27.08.08 alle ore 10:46 scrive:
Dopo aver riconosciuto l'indipendenza del Kosovo, non mi pare che USA ed Europa abbiano il diritto di condannare "violazioni dell'integrità territoriale" di qualsiasi altro stato.
#5 Luigi Morettini (4380) - lettore
il 27.08.08 alle ore 10:45 scrive:
La Russia ha completato il disegno criminale che aveva cominciato ad accarezzare dalla primavera scorsa. Per annettersi le due regioni della Georgia ha prima distribuito i passaporti russi alle rispetive popolazioni e poi ha effettuato l'invasione armata spacciandola per protezione delle stesse inquanto di estrazione russa. Un giochino per tentare di mascherare il suo vero interesse: mettere sotto controllo quelle due aree geografiche, a tutti gli effetti parti integranti della Georgia, passata a schierarsi con la Nato. Non a caso la Russia ha ricevuto una condanna ferma oltre che dagli USA (abbastanza scontata) anche da tutta l'Europa che finalmente, almeno per una volta, si è espressa all'unanimità, un pochino più credibile dell'unanimità espressa dal senato russo ove quei democratici rappresentanti sono abituati ad ubbidir tacendo.
#4 Annagil (13) - lettore
il 27.08.08 alle ore 10:45 scrive:
Tante dichiarazioni sulla inaccettabilità del riconoscimento e sulla intoccabilità dell'integrità terriotoriale della Georgia, e non un politico o commentatore che si arrischi a dimostrare in cosa esattamente il caso Kossovo sia diverso dal caso Ossezia e Abkhazia. In realtà gli Stati Uniti sapevano benissimo cosa sarebbe successo, o si aspettavano che la Russia avrebbe perso l'ultima occasione di intervenire nel suo cortile di casa (la Georgia è l'equivalente di Cuba per l'America) prima che un ingresso ufficiale della Georgia nella NATO rendesse automatica una reazione militare dell'occidente, ergo impossibile fare qualsiasi cosa? E la prossima sarà l'Ucraina: impossibile pensare che Mosca cosegni la Crimea e Sebastopoli alla NATO. L'unica cosa positiva della cortina di ferro è che creava degli stati cuscinetto fra i contendenti... questa smania degli americani di arrivare a contatto diretto con la Russia rimane un catastrofico errore di valutazione geopolitica.
13 commenti su 1   2  3   pagine RSS commenti | Cosa sono?

ANNUNCI GOOGLE

Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Tempi di scoop giornalistici, questi. Ieri il Tg5 ha mandato in onda...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati