E se è difficile fare previsioni, anche solo guardare al passato può far venire i brividi. Raccontare infatti la vita e la carriera di Kim Jong-il significa dover collegare, una sequela di fatti e notizie che in qualunque altra parte del mondo apparirebbero come surreali. Tanto per dire ecco come inizia la biografia ufficiale dell'ex leader (L'adorato Kim Chong-il, in italia edita da ObarraO): «L'adorato compagno Kim Jong-il... è un grande uomo nato, nell'umiltà, sul monte Paektu, monte sacro della rivoluzione: Il figlio del comandante è disceso sul monte Paektu, montando un cavallo alato». Dà l'idea di quanto siano obiettive le fonti ufficiali. Quanto a quelle ufficiose raccontano un bambino diverso, che potrebbe anche aver ucciso uno dei suoi fratelli. Nel 1947 quando Jong-il aveva cinque anni il suo fratellino Shura di tre, che stava giocando con lui, finì in un laghetto, forse non per caso. Annegò. Ma se questa è leggenda nera, è una certezza che il caro leader, che ha sempre pensato di essere anche un geniale regista, abbia fatto rapire l'attrice Sud coreana Choi Eun-hee. Rimase nelle sue mani per mesi e costretta a partecipare a festicciole dove si ballava il fox-trot. Ma è solo uno dei tanti rapimenti (si è a lungo parlato di giapponesi prelevati dai commandos nord coreani sulle spiagge per insegnare la lingua alle loro spie) organizzati da questo «estroso ragazzo» che è diventato famoso anche per il look dittatoriale tutto suo: occhiali scuri, giacchetta marrone, sorriso da play boy... Insomma se i coreani piangono per forza (12 giorni di lutto) nel resto del mondo non si versa una lacrima e a Seul si festeggia. In fondo si potrebbe pensare che la situazione a Pyongyang può solo migliorare. Ma è così detto? I militari della Nord Corea ieri hanno fatto un bel test missilistico.
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