Afghanistan, muore soldato italiano: polemica Ma il ritiro graduale è un buon affare per tutti

Il caporalmaggiore scelto Gaetano Tuccillo ucciso da una bomba esplosa al passaggio del suo camion nella provincia occidentale di Farah. La Russa: "La strategia non cambia". Bossi: "Troppi i nostri militari nel mondo. Costano e muoiono". Il ritiro graduale è un buon affare per tutti: Eni, Enel e Saipem cointeressate al gasdotto che porterà lavoro e sviluppo in un Paese martoriato

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In un normale sabato afgano, a quasi dieci anni dalla fine del regime talebano amico di al Qaida, può accadere che: nella provincia orientale di Zabul cinque uomini, quattro donne e due bambini muoiano a causa della bomba esplosa al passaggio del furgoncino sul quale viaggiavano; nella provincia occidentale di Farah un militare italiano venga ucciso mentre era alla guida di un camion investito dallo scoppio di un ordigno che ha anche ferito in modo non grave un parà della «Folgore»; nel distretto meridionale dell’oppio (Helmand) un consigliere comunale sia ucciso a colpi di mitra da due persone in moto; nei pressi di Kunduz, nel Nord, sia catturato dalle forze della coalizione e dalle forze di sicurezza afgane un leader islamico uzbeko; nella capitale Kabul, dove due giorni prima erano stati arrestati per corruzione l’ex presidente e l’ex amministratore delegato della Banca centrale, 40 ragazze, tutte velate, partecipino alle lezioni finali del corso di scuola guida organizzato dalla cooperazione italiana.
Nello stesso giorno un’università americana pubblica alcune «stime prudenti» delle vittime e dei costi dei conflitti ai quali hanno preso parte gli Stati Uniti dal 2001, ovvero della cosiddetta guerra al terrorismo: circa 225mila morti e 365mila feriti. Dei primi, quasi 32mila sono militari (oltre seimila americani e 1.200 dei Paesi occidentali alleati) e circa 172.000 civili (125.000 iracheni, 35.000 pachistani e 12.000 afghani). Morti anche 168 giornalisti e 266 operatori umanitari. Quasi otto i milioni di profughi. Quanto ai costi, i ricercatori si sbilanciano su 3.700 miliardi di dollari (circa 2.550 miliardi di euro), ovvero un quarto del debito americano.
E tuttavia visto dall’Italia il normale sabato afgano di ieri è soltanto il giorno della morte del caporalmaggiore scelto del battaglione logistico «Ariete» Gaetano Tuccillo, che era nato a Palma Campania (in provincia di Napoli), aveva 29 anni, era sposato con una ragazza olandese e abitava a Revine Lago (in provincia di Treviso). Alla vedova e alla famiglia di origine del caduto sono giunte le doverose manifestazioni di cordoglio delle istituzioni, dal Quirinale ai Comuni di nascita e residenza. I funerali di Stato di Tuccillo, la cui salma giungerà domani in Italia, si svolgeranno martedì nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma
Ma soprattutto ieri è il giorno che, portando a 39 il numero dei nostri militari morti nell’ambito della missione Isaf (International security assistence force), provoca l’ennesimo e affollato siparietto politico delle «riflessioni» sulla partecipazione italiana a quella missione militare con la quale alla fine del 2001 l’Onu intendeva «assistere» la coalizione anti-talebana nello sforzo di garantire la sicurezza in un Paese che veniva da un ventennio di guerra civile.
Insomma, un po’ come il governo Prodi era in balia della «dialettica» interna alla sua maggioranza che in tema di missioni militari all’estero era animata dalla sinistra radicale, il governo Berlusconi è costretto a registrare con apprensione le prese di posizioni che sulla materia esprime la Lega Nord. Soprattutto perché presto il consiglio dei ministri dovrà mettere all’ordine del giorno il decreto di rifinanziamento delle missioni. E perché mercoledì al Quirinale è in programma la riunione del Consiglio supremo di difesa, organo del quale fa parte fra gli altri il ministro dell’Interno.
Certo, Roberto Maroni è forse il massimo che la Lega possa esprimere in fatto di galateo istituzionale. Ma è pur sempre esponente del partito di Umberto Bossi, che dice «troppi in giro che costano e muoiono», e di Roberto Calderoli, che ieri ha chiesto la riduzione degli stanziamenti e delle forze nel decreto missioni «altrimenti non solo voleranno le sedie ma la Lega nemmeno lo voterà né in consiglio dei ministri né in Parlamento». Il Pdl prova a resistere con il neosegretario Angelino Alfano: pur con grande dolore l’Italia «si fa carico del proseguimento di una giusta causa». E con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «sono contrario a riesaminare le nostre missioni tutte le volte che c’è una tragedia». Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa, contrattacca: dalla Lega «demagogia inaccettabile».
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COMMENTI

15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 scardan123 (444) - lettore
il 04.07.11 alle ore 1:06 scrive:
Non sono eroi ma bravi ragazzi che vanno lì per fare soldi in modo rischioso ma onesto. L'eroismo è un'altra cosa, per me sono eroi quelli che tirano avanti onestamente e crescono figli onesti e sani pur con la mancetta da cassintegrati.
#14 abj14 (1333) - lettore
il 03.07.11 alle ore 19:05 scrive:
#8 scandalo (67) 03.07.11 15:22 scrive: "Finiamola di chiamarli eroi , questi vanno nelle missioni solo per la grana!!! " - - - Più che uno scandalo la considero un infimo minus quam ****am.
#13 giuliana (615) - lettore
il 03.07.11 alle ore 17:55 scrive:
Potenzialmente ogni musulmano, se vuol considerarsi bravo musulmano, è una mina vagante, in Afghanistan come in Italia. E in Italia siamo pieni di musulmani che odiano l'occidente, tutti noi e il nostro stile di vita. Non capisco perché continuiamo a tenere sul nostro territorio i figli di un'ideologia distruttiva che sappiamo si stanno organizzando, anche qui, per sottometterci al loro stramaledetto dio. I nostri soldati servono in Italia. Larussa, prima di parlare, ci mandi suo figlio, in Afghanistan.
#12 flavio simon (165) - lettore
il 03.07.11 alle ore 17:51 scrive:
Onore a Gaetano Tuccillo, umile servitore dello Stato che ha donato la sua vita nell'adempimento del dovere. Dovere che ha compiuto fino in fondo nel nome della Patria e ciò dovrebbe essere di esempio a quanti ci rappresentano nel Parlamento, a chi ci governa, agli uomini delle istituzioni: prendano esempio da Lui di cosa vuol dire "servire lo Stato" e inizino una volta per tutte a fare il "proprio dovere" e non solo "difendere i propri privilegi". Che anche il "folgorino" ferito non sia dimenticato dalla burocrazia ma venga assistito amorevolmente anche per la parte burocratica.... Solidarietà ed espressioni di affetto alle famiglie di questi nostri fratelli.
#11 giovanni padova (117) - lettore
il 03.07.11 alle ore 17:20 scrive:
Il Gasdotto. Facciamolo,interriamolo bene,, mettiamo un soldato ogni 100 metri per evitare che i talebani mettano la bomba. I russi sono dei duri e se ne sono andati. Stiamo facendo dei conti errati. Torniamocene a casa
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