lunedì 20 febbraio 2006, 00:00
Nigergate, le registrazioni segrete dello 007 Martino con le sue fonti
(Siamo agli albori del Nigergate. Il 16 febbraio 2000 Rocco Martino è in un bar con lagente del Sismi Antonio Nucera, parlano della «fonte» - ovvero della segretaria dellambasciata del Niger - che il secondo cederà al primo. Prendono accordi in attesa che arrivi la «Signora» dellambasciata).
La «signora» arriva e i tre chiacchierano del più e del meno poi Rocco prende liniziativa e si scambia i numeri di telefono con linterlocutrice. Quando la donna si allontana, Martino e Nucera commentano lincontro. Alla richiesta di Rocco di sapere quanto la pagavano, Nucera risponde un milione e mezzo di vecchie lire. Dopodiché la conversazione si sposta su alcuni documenti che probabilmente la donna ha dato a Nucera. Accennano a codici «cifrati» e alla possibilità di decrittarli, oltre ad altri documenti che la «Signora» avrebbe fornito in passato. Rocco ringrazia Nucera e questultimo gli fa capire che ha bisogno di una raccomandazione per il figlio per la conversione del brevetto di pilota conseguito in America.
(Rocco Martino non perde tempo. Lo stesso giorno chiama la nuova «fonte» e la incontra dopo aver aspettato che finisse di lavorare in ambasciata).
I due conversano a lungo, poi Martino inizia a chiederle da quanto tempo lavora in ambasciata, i nomi dei capi, se in ufficio ci sono italiani. Rocco Martino spiega di essere in procinto di partire e che quindi avrebbe bisogno, per lindomani, di qualche documento in modo da poter dimostrare ai suoi capi linizio della collaborazione. La donna lascia intendere che gli porterà qualche documento così Martino la riaccompagna riferendo del gradimento da parte dei francesi che hanno interessi in quel Paese.
(La fonte dellambasciata nigerina ha già consegnato, a più riprese, materiale top secret a Rocco Martino. Il quale, però, il 23 maggio 2003 si lamenta direttamente con la donna per la genuinità del materiale. Due mesi prima lAiea - agenzia atomica internazionale - aveva certificato che i documenti erano falsi).
Dopo i soliti convenevoli, Rocco spiega alla donna che ha un problema: alcuni documenti che lei ha prodotto, dice, sono falsi. «Sono certo della tua buona fede ma è chiaro che il problema va chiarito». Martino avanza due ipotesi: o qualcuno li ha costruiti allinterno dellambasciata, oppure sono stati introdotti dallesterno per farli prendere a lei. La donna ribatte con sdegno, nega di essere a conoscenza della falsità dei documenti, specie di uno specifico sulluranio. Martino la tranquillizza e le fa sapere che comunque il lavoro da lei fatto è stato molto apprezzato dai suoi capi.
(Si è discusso tanto di come Rocco Martino ha provato a veicolare il dossier falso attraverso linconsapevole giornalista Elisabetta Burba di «Panorama». Cè chi è riuscito persino ad adombrare una regia del governo italiano sul fatto che il settimanale fece verificare il carteggio allambasciata Usa. Ecco come andò veramente)
Martino è in un bar, parla con la giornalista Burba del matrimonio della donna e dei figli. Martino afferma che uno dei figli sta preparando il concorso in magistratura, allora la Burba gli fa sapere che il fratello del marito è il presidente dellassociazione nazionale Magistrati, Edmondo Bruti Liberati. A un certo punto Rocco sbotta: «Vogliamo far scoppiare la guerra? Se tu pubblichi questa cosa, cara Elisabetta Burba (scandisce nome e cognome, ndr