È il risultato sorprendente che emerge da un sondaggio commissionato dal governo federale sugli umori dei tedeschi a due decenni dalla fine della divisione. Ben il 49% dei "ossi", così vengono chiamati i tedeschi dei laender orientali, secondo un'indagine eseguita dall'istituto Emnid e pubblicata sul quotidiano Berliner Zeitung, ritiene che la Ddr, nonostante il muro, nonostante le forti limitazioni alle libertà individuali e il basso tenore di vita, fosse uno Stato con più lati positivi che negativi. Se poi a questo 49% si aggiunge la quota dei tedeschi dell'est che senza tanti giri di parole dicono che si viveva meglio nella Ddr che nella Germania unificata di oggi, circa l'8%, ecco che si arriva al 57% di tedeschi orientali che, seppure con gradualità e motivazioni diverse, rimpiange il passato e si dice deluso dal presente.
Molto diverso il giudizio sulla Ddr dei "wessi", i tedeschi occidentali. Il 52% ritiene che la Ddr fosse uno Stato con lati più negativi che positivi, oltre il 26% giudica la Ddr una delle peggiori dittature della seconda metà del secolo scorso e la stragrande maggioranza, oltre l'80%, dichiara che mai, per nessuna ragione al mondo, vorrebbe vivere in uno Stato come la Germania comunista di Ulbricht e Honecker. Ciò che sorprende nel sondaggio non è tanto il fatto che wessi e ossi si preparano a ricordare la notte del 9 novembre con animo diverso, quanto la forte percentuale di tedeschi dell'est che vent'anni dopo guardano ancora con nostalgia a un passato in cui, secondo una celebre battuta, lo Stato trattava male i suoi sudditi ma pensava a tutto. Ed è proprio nel brusco passaggio da un sistema assistenziale ad un sistema altamente competitivo, quale è quello tedesco, che molti commentatori individuano le cause dei malumori che circolano tra i cittadini della ex Germania est.
Un dato rivelatore nel sondaggio è che la più forte percentuale di nostalgici della Ddr è tra gli "ossi" che nel novembre dell'89 avevano tra i 45 e i 55 anni: per alcuni era troppo presto per andare in pensione per altri troppo tardi per cambiare lavoro e adattarsi a un'economia basata sul libero mercato e la concorrenza. Ma c'è un altro motivo che spiega il disagio di molti "ossi". In tutti i paesi ex comunisti il paragone viene fatto tra come si viveva ieri e come si vive oggi. In Germania il paragone viene fatto tra come si vive a est e come si vive a ovest e il risultato spesso alimenta le nostalgie.
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