Nucleare e Iran, Israele spaventa Mosca

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Dopo che lo stesso ministro Dan Meridor, per le questioni di intelligence e nucleari, ha dichiarato ieri che «non c'è più tempo da perdere» per fermare la corsa iraniana alla bomba nucleare e ammesso che Netanyahu, nonostante le smentite israeliane e russe, si sia recato in visita segreta in Russia, non è difficile ipotizzare di cosa il premier israeliano abbia parlato. Se le pressioni diplomatiche su Teheran - potrebbe aver detto - non porteranno ad un cambiamento nella politica nucleare iraniana, il governo russo non potrà sottrarsi alla responsabilità di eventuali danni causati da una azione israeliana ai tecnici russi che lavorano alle centrali atomiche iraniane. Per cui non è difficile escludere connessioni fra questo "misterioso" viaggio e la pioggia di dichiarazioni che lo hanno seguito.
Dopo che il presidente iraniano aveva solennemente dichiarato giorni fa di essere disposto a trattare in base a proposte presentate da Teheran all'Occidente, però considerava "chiusa" la questione nucleare, sono successi i seguenti fatti:
1.Putin ha escluso che l'Iran possa sviluppare il nucleare per scopi altri che quelli civili.
2.Il ministro della Difesa iraniano Vahidi ha affermato che l'Iran «non vuole dotarsi di una arma atomica che è contro i principi religiosi nazionali e umani».
3.Il ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, a proposito del piano sottoposto da Teheran al “Gruppo di Contatto dei 5 +1”, si dice pronto ad aprire un «dialogo comprensivo». Se «le condizioni saranno mature sarà possibile affrontare il nodo nucleare».
Nessuno si fa illusioni sull’abilità iraniana di dissimulazione (taqiyya) che ha assunto valore religioso nella tradizione shiita, tanto che anche ieri Ahmadinejad ha ribadito che sul nucleare «non ci sono margini di manovra». Tuttavia all'Onu circola una bozza di risoluzione contro l'Iran da discutersi alla riunione del Consiglio di Sicurezza del 24 settembre che sarà presieduta per la prima volta da Obama. Prevede il disarmo nucleare completo sotto «rigidi controlli internazionali». Se per la fine di settembre non verranno sospese le attività nucleari verranno imposte nuove gravi sanzioni all'Iran. A condizione, beninteso, che Russia e Cina non pongano, come hanno sempre fatto, il loro veto. Veto che per Obama rappresenterebbe uno scacco pericoloso, mentre l'astensione di Mosca, a cui quasi certamente seguirebbe quella di Pechino, sarebbe per il presidente americano una triplice vittoria: confermerebbe la validità della sua strategia di negoziazione a tutto campo; metterebbe Israele nella impossibilità di agire militarmente, almeno per la durata dei negoziati; sarebbe per Obama un successo di prestigio in politica estera, tanto più a lui necessario nel momento in cui viene contestato apertamente in una mega manifestazione a Washington sul tema della riforma sanitaria e sorgono in Usa i primi mugugni sulla guerra in Afghanistan.
In questi delicati e complessi frangenti, Israele, sotto la guida abile e spregiudicata di un Netanyahu contestato all'interno e all'estero per la sua politica verso i palestinesi, si rivela come l'elemento chiave, anche se temporaneo, della situazione tanto come «bastone» quanto come garante dell'uso delle «carote» che l'Occidente è disposto ad offrire a Teheran. È una posizione di potenza e di rischio al tempo stesso. Potenza in quanto lo Stato ebraico si rivela una volta di più come la sola «spada» che l'Occidente può maneggiare in questo momento. Rischio nella misura in cui Gerusalemme sarà capace di ottenere qualcosa di concreto in cambio di un ruolo che nessuno è disposto a riconoscergli ma di cui tutti hanno in questo momento bisogno.
Netanyahu è cosciente di essere impegnato in una partita in cui è in gioco non solo la costruzione (numericamente ridicola e simbolicamente esplosiva) di 2500 alloggi negli insediamenti ebraici in Cisgiordania, ma l'avvenire stesso dello Stato ebraico, unitamente a occasioni o tensioni nuove nel conflitto coi palestinesi.

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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 PaK8.8 (1329) - lettore
il 14.09.09 alle ore 16:28 scrive:
Come si fa a mettere sullo stesso piano Israele e l'Iran? Facilissimo, basta non essere né donne, né omosessuali, né atei, né istruiti e soprattutto abitare lontano dagli scudisci degli Ayatollah. Tutti quelli che, al calduccio del loro boudoir gauche-caviar (ma anche droite-matraque, visto che gli ebrei stanno sul piffero a tutti), mettono i due sullo stesso piano non mancherebbero di subire le staffilate del grande Ricucci, per cui è facile fare i fr8ci col cu1o degli altri.
#10 clamor (757) - lettore
il 14.09.09 alle ore 15:14 scrive:
olivetanus (3), le spiego, è molto semplice da capire anche per chi ha certe difficoltà. Normalmente si da il porto d'armi a chi ne ha bisogno e,sopratutto, è a posto con il siatema nervoso (isomma deve avere tutte le rotelle a poso). Quindi Isralele ne ha diritto per difendersi, è poi una democrazia ricinosciuta in tutto il mondo. Da parte dell'Iran non mi sembra che abbia tutti i requisiti morali, intellettuali e "psicofisici" per detenere un giocattolo del genere.
#9 rommel (101) - lettore
il 14.09.09 alle ore 14:18 scrive:
#3 olivetanus, ehheheh , la risposta alla tua domanda è semplice: Istraele non ci tira le bombe a noialtri, i mussulmani invece si. Ti ci vuole la laurea per compredere ?
#8 Wolf (6447) - lettore
il 14.09.09 alle ore 13:12 scrive:
#3 olivetanus: non capisco se la sua sia una domanda provocatoria o sincera. Le pare sensato porre sullo stesso piano Israele ed Iran.... Su una cosa mi pare non ci siano se e ma...vale a dire bisogna evitare con TUTTI i mezzi che un regime nazistoide si doti del deterrente nucleare. Con questo dico che se la diplomazia non riesce...bisogna fermarli con la distruzione di tutti i siti nucleari...
#7 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 14.09.09 alle ore 13:10 scrive:
L'Iran in questo momento è nelle mani a dei fanatici religiosi che in più occasioni hanno dichiarato che la cancellazioni geografica dello Stato d'Israele è la loro missione in questa vita. Le chiacchiere dei russi, dei cinesi e dei buffoni che si sono impadroniti dell'Europa, non sono certezze a garantire la sopravivenza d'Israele. Abbiamo visto in passato che delle chiacchiere dell'ONU, gli Iraniani se ne sono fatti un baffo e hanno rifiutato ogni controllo ai loro siti nucleare. Non rimane che liquefarli, e presto avverrà.
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