martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 20:10
 ESTERI
sabato 21 marzo 2009, 07:00

Obama offre pace all’Iran. Una svolta storica? Sì, ma sembra un ultimatum

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
Obama l'aveva detto: sarebbe ripartito da zero con tutti i dossier, cioè con tutti i Paesi con cui gli americani hanno vita difficile, a cominciare dalla Russia e passando per l'Iran. E l'apertura all'Iran è arrivata: «Azzeriamo trent'anni di vita difficile insieme e ripartiamo da zero». Ha risposto subito l'Iran: «Va bene, a patto che alle parole seguano i fatti». Di qui un certo panico europeo: che fa, Obama? Scherza col fuoco? Si arrende davanti ai mullah e agli ayatollah? Oppure ha qualcosa in serbo? Ma gli europei per la gran parte hanno gioito scambiando evidentemente l'apertura di Obama per una garanzia del fatto che l'America rinuncia definitivamente a usare la forza con l'Iran. Sbagliano. Il fatto è che questa apparente apertura è in realtà una sfida micidiale che potrebbe portare la pace definitiva (poco credibile) o, più probabilmente, a un regolamento finale di conti.
Io mi baso su quel che ho sentito dire da Obama nell'agosto scorso quando, parlando dell'Iran, fu chiaro e quasi brutale dicendo più o meno così (ricostruisco a memoria): «Noi non vogliamo incomprensioni, non vogliamo tirarci dietro il bagaglio di trent'anni di tensione e sfide: vogliamo sedere a un tavolo con l'Iran e discutere apertamente di tutto. E a quel punto faremo sapere all'Iran che loro devono rinunciare al loro programma nucleare che consideriamo incompatibile con la coesistenza pacifica con noi».
Ora, si sa bene che gli iraniani non vogliono cedere su due temi per loro fondamentali: il primo è la libertà di repressione interna con cui il governo di Mahmoud Ahmadinejad intende tenere sotto la pressione del terrore i propri sudditi e il secondo è proprio la questione nucleare. Gli iraniani non ne vogliono sapere di rinunciare a un programma nucleare "civile" che possa però essere facilmente convertito alla produzione militare di armi atomiche. E su questo non mollano. D'altra parte gli iraniani sanno che senza il loro consenso gli Stati Uniti non hanno accesso all'Afghanistan e al Pakistan e per Obama l'Afghanistan è importantissimo avendo intenzione di chiudere la partita militare in quel paese dove ha trasportato nuove truppe.
La risposta iraniana all'apertura americana è stata immediata e apparentemente pragmatica: Teheran dice di voler vedere «i fatti» dopo le parole e i fatti possono essere soltanto quelli della fine della politica di interdizione sulle armi nucleari. Ma è proprio lì che gli iraniani si illudono di poter vincere la partita. Obama ha interesse a dimostrare di aver fatto tutto il possibile prima di arrivare al punto di non ritorno e ne ha bisogno per motivi prima di tutto di politica interna: deve dimostrare al suo elettorato di non essere un nuovo Bush e di dare sempre la precedenza ai processi di pace.
Inoltre Obama ha bisogno di tempo per la riconversione dell’apparato militare in Afghanistan e vuole tenere aperta la porta iraniana per non compromettere le sorti della guerra. Si tratta di una partita molto complicata sia sul piano diplomatico che su quello militare e il nuovo presidente americano ha interesse a non sbagliare un colpo e a non forzare i tempi.
Ma contemporaneamente si sa che il Dipartimento di Stato e il Pentagono mantengono tutti i comportamenti della linea dura in modo che diplomazia e apparato militare procedano con lo stesso passo.
Pagina  12  | Successiva 
14 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#14 pietrom (176) - lettore
il 22.03.09 alle ore 0:46 scrive:
#11 Wolf: mi piacerebbe se tu avessi ragione. Però credo che la tecnologia iraniana sia superiore a quella americana degli anni '40. E allora la bomba atomica fu realizzata. Non stiamo parlando di una sofisticata bomba all'idrogeno, ma di una semplice bomba atomica: due pezzi di uranio di massa inferiore alla massa critica, che messi insieme superano la massa critica e generano l'esplosione. Questo è il vero problema: armi potentissime e facilmente realizzabili. Ecco perchè non basta stare a guardare, ma bisogna stroncare sul nascere ogni iniziativa diretta a tali fini.
#13 G_Gavelli (987) - lettore
il 21.03.09 alle ore 23:34 scrive:
Sen. Guzzanti, tutto sommato concordo con le Sue tesi...come ho già scritto a commento di altro articolo in contemporanea. Sono arciconvinto che ben presto avremo Armageddon, che, come Lei ben sa, tutti indicano trovarsi nella Striscia di Gaza , presso le rovine dell'antica città di Meghiddo. E sarebbe ora, perchè la battaglia finale fra il Bene ed il Male non la vincerà quest'ultimo: un Dio esiste. A mio avviso, in attesa di Obama o di chi per esso, c'è già stato ma è si è arenato un tentativo di George W. Bush: lasciare l'Iraq subito dopo la cattura di Saddam avrebbe provocato la "2nda battaglia di Kerbala", ma questa volta ferocemente combattuta fra di loro, Sciiti e Sunniti, in tutto il mondo a sfoltire di molto le fila degli aspiranti all'instaurazione di un Califfato mondiale. Purtroppo Bush non diede l'ordine.
#12 andyberg71 (81) - lettore
il 21.03.09 alle ore 21:33 scrive:
La teoria del senatore Guzzanti è intrigante, ma non mi convince del tutto. Mi preoccupa soprattutto l'azzardo del Presidente Obama, che per distinguersi in politica estera dal predecessore Bush scherza col fuoco sulla pelle degli israeliani. Sarà che è alla Casa Bianca da poco, ma io non ho troppa fiducia su questa sua strategia per il Medio Oriente.
#11 Wolf (5202) - lettore
il 21.03.09 alle ore 19:58 scrive:
#5 pietrom: non è così semplice come l'hai posta tu...avere uranio arricchito è solo un primissimo passo verso il costruire l'ordigno... Stai pur sicuro, comunque, che nel momento in cui l'iran penserà di impacchettare una bomba, in meno di 10 minuti saranno sommersi da una gragnola di cruise con la minaccia di alcuni "equipaggiati" con testate micro nucleari...,,
#10 Wolf (5202) - lettore
il 21.03.09 alle ore 19:52 scrive:
Credo che si scopra l'acqua calda. Obama ha sempre detto che l'opzione militare contro l'iran sarà sempre sul suo tavolo, se l'iran non abbandona il suo progetto criminale nucleare. Non solo, Israele colpirà l'iran appena il punto di non ritorno sarà valicato e sarà una lezione durissima. Mi auguro che i tagliagole iraniani meditino bene sul loro incerto futuro.
14 commenti su  1  2  3   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi