In questa apertura agli arabi si inserisce un'altra mossa di Olmert. Qualche ora prima il settimanale Time aveva diffuso un'anticipazione di un'intervista con il premier che, quando era sindaco di Gerusalemme, veniva considerato un «duro», anzi un «durissimo». Alla rivista il numero uno del governo ebraico ha prospettato trattative dirette con il regime di Damasco. «Non escludo negoziati con la Siria, ma devono avvenire in modo da garantire che si compiano passi in avanti e che non si resti impantanati fin dall'inizio», ha puntualizzato. Tuttavia, ha detto, «dobbiamo essere certi, quando si parla di trattative con i siriani, che il nostro pensiero combaci a grandi linee con il loro». In passato non sono mancati colloqui tra le due parti, ma insoddisfacenti. «Non ho partecipato a questi contatti perch´ - ha commentato Olmert - non erano seri e neanche Damasco li ha ritenuti seri». Possibile dunque un dialogo con il regime del presidente Bashar al Assad? «Oggi non direi di no, ma - ha chiarito - se si vuole che la trattativa abbia successo è necessario procedere a preparativi che consentano poi di concluderla con successo».
Messaggera di Olmert alla corte di Damasco sarà la nuova presidente della Camera dei rappresentanti americana, la democratica Nancy Pelosi, bestia nera del presidente americano, il repubblicano George Bush, che aveva inserito la Siria tra gli «Stati canaglia». La Pelosi era ieri a Gerusalemme, dove ha incontrato il primo ministro, e domani sarà nella capitale siriana per vedere Assad. È ovvio, ha fatto sapere la signora, che la proposta è condizionata alla cessazione dell'appoggio siriano al terrorismo. Il contenzioso israelo-siriano verte anzitutto sulla restituzione delle alture del Golan, occupate dallo Stato ebraico, e sull'appoggio di Damasco sia agli hezbollah libanesi sia a Hamas, il cui capo politico, Khaled Mashaal, vive nella capitale siriana. Nonostante le dichiarazioni distensive, un'intesa appare ardua: il piano rilanciato a Riad prevede infatti anche la rinuncia israeliana della piena sovranità su Gerusalemme Est.
Degli sviluppi in questo scacchiere medio-orientale stanno discutendo sul posto anche altri esponenti della politica Usa: tre deputati del Congresso, Frank Wolf, Joe Pitts e Robert Adrholt, tutti repubblicani, hanno incontrato ieri Assad.
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