Per la messa del Pontefice a Londra si paga il biglietto

Polemiche per la decisione della Chiesa locale di chiedere 10 sterline per partecipare a due eventi durante la visita di Ratzinger nel Regno Unito

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Un biglietto per poter pregare. «Fanno dieci sterline, please». La notizia ha già attraversato alla velocità del fulmine l’intero Commonwealth britannico. Arrivando perfino down under, come dicono con una certa spocchia gli inglesi per indicare quel pezzo di mondo che vive là sotto, a testa in giù e tra i canguri, ovvero l’Australia. La notizia è che ai partecipanti ad almeno due degli eventi in programma durante la visita pastorale che Papa Benedetto XVI compirà in Gran Bretagna dal 16 al 19 settembre prossimi, sarà chiesto di pagare un biglietto d’ingresso.

La notizia, stando a un canone classico del giornalismo, ovvero a quello dell’eccezionalità dell’accaduto o dell’accadendo, è che si tratta di una prima volta assoluta nella storia dei viaggi papali.

Ad aver reso necessaria questa scelta, presa a malincuore per i più che possibili ritorni negativi d’immagine, c’è il fatto che i costi previsti si stanno annunciando troppo alti per le finanze dell’abbastanza disastrata Chiesa cattolica del Regno Unito. Talmente alti che soltanto poche settimane fa c’era ancora chi metteva in dubbio la stessa concreta possibilità della visita papale. La stampa inglese aveva anche riportato in modo anonimo il commento di un alto prelato all’uscita da una delle prime riunioni del comitato organizzatore: «È come dover comprare un biglietto per il Titanic».
Gli eventi a pagamento, riporta con trattenuto ma evidente compiacimento quella stampa inglese che ha il dente più avvelenato nei confronti del Vaticano per via delle vicende dei preti pedofili, saranno la veglia di preghiera a Londra, in programma a Hyde Park il 18 settembre, e la beatificazione del cardinale John Henry Newman, a Birmingham, il giorno successivo. Dieci sterline saranno chieste ai fedeli per prendere parte al raduno londinese, per il quale saranno stampati 130mila tagliandi d’ingresso. Mentre per la più esclusiva cerimonia di beatificazione, quella di Birmingham, dove è prevista un’affluenza di 70mila persone, il costo del biglietto salirà a 25 sterline.

Si tratta però di prezzi, hanno precisato le autorità ecclesiastiche, che comprendono il cosiddetto «pacchetto del pellegrino», sorta di all inclusive nel quale si intendono comprese anche le spese di trasporto.

Sul sito dell’evento si avvisano infatti i fedeli che non è prevista la possibilità di viaggiare in maniera autonoma, con mezzi propri, per raggiungere i luoghi degli appuntamenti. Gli interessati dovranno quindi mettersi in contatto con i rispettivi parroci di zona, oppure con i coordinatori che sono stati nominati a questo preciso scopo nelle diverse diocesi. Dal Vaticano è giunta tuttavia la precisazione che il biglietto va considerato come un «contributo» volontario e che chi non può permettersi di affrontare questa spesa, sarà esentato dal farlo.

Una buona notizia arriva tuttavia dalla Scozia, dove il Papa si recherà il primo giorno della sua missione, il 16 settembre, per celebrare una messa al Bellahouston Park di Glasgow. Il vescovo della diocesi di Paisley, Philip Tartaglia, di evidenti origini italiane, ha precisato in una lettera inviata a tutti i suoi parroci che ai fedeli non sarà chiesta alcuna somma per il trasporto sul luogo del sacro evento. Ma al tempo stesso ha chiesto, a chi può, il sacrificio di mettere mano volontariamente al portafoglio per contribuire a coprire almeno in parte il costo della giornata papale a Glasgow, calcolato in un milione di sterline.

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COMMENTI

13 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 27massimo52 (1341) - lettore
il 30.07.10 alle ore 18:44 scrive:
Mi sembra giusto magari ci pagasse le tasse come fanno tutte le rockstar del mondo !
#12 b.bruno (3976) - lettore
il 30.07.10 alle ore 17:16 scrive:
e perché il papa se vuole farsi vedere ( che spasso!) non si paga lui questa voglia? Finalmente si comincia a capire da tutti la follia di questi viaggi papali in giro per il mondo ( da ricordare il globe- trotter papa santo-subito...): spese stratosferiche che non sono certo a carico delle 'auguste' persone e che lasciano le cose al punto in cui erano prima: spendere tanto per risultati nulli non è una follia? E poi questi papi gironzoloni hanno il coraggio di piangere sui morti per fame e di denunciare l' egoismo dei paesi 'ricchi', quelli dove la stragrande parte della popolazione i viaggi o se li sogna o se li fa, li fa proprie spese... Finiamola con la pantomima dei cosiddetti viaggi apostolici: e smettiamola di offendere la memoria dei Santi Pietro e Paolo, che di viaggi se ne intendevano certo, ma erano viaggi di tutt'altra tipologia e dal risultato ben diverso...
#11 Monica Bestetti (83) - lettore
il 30.07.10 alle ore 17:11 scrive:
Gli Iglesi sarebbero capaci di ricavari denaro anche da una ragnatela... eo meglio dal ragno...la notizia non mi meraviglia affatto!
#10 gianni.6819 (239) - lettore
il 30.07.10 alle ore 13:56 scrive:
Era ora che i cattolici iniziassero ad usare i loro soldi e non quelli degli altri!
#9 Woofer64 (1198) - lettore
il 30.07.10 alle ore 12:13 scrive:
Considerato che organizzare la visita di un Papa costa moltissimo e che la religione che rappresenta è ampiamente minoritaria in Inghliterra, non ci vedo nulla di strano nel ripartire i costi tra gli interessati, ovvero coloro che vorranno vedere il Papa. Sarebbe ancora più scandaloso caricare i costi sui contribuenti il cui 95% non è minimamente interessato all'evento.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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