martedì 09 febbraio 2010
 
 ESTERI
mercoledì 04 novembre 2009, 19:36

Prime sconfitte per Obama: in Virginia e in New Jersey

A un anno dall'elezione campanello d'allarme: nel New Jersey sconfitto il governatore democratico uscente. La Virginia a un indipendente. A New York Bloomberg si conferma sindaco per la terza volta

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Washington - E' un anniversario decisamente amaro per Obama. A un anno esatto dalla sua elezione alla Casa Bianca Virginia e New Jersey vanno a due governatori repubblicani. Pur trattandosi di un voto "locale" il dato di fondo che emerge in modo inequivocabile è che la "luna di miele" per Obama è finita. I repubblicani si prendono la loro bella rivincita. Ma è ancora presto per parlare di sconfitta. Il vero e proprio referendum su Obama ci sarà nel novembre 2010, quando negli Stati Uniti si rinnoverà un terzo del Senato, tutta la Camera dei rappresentanti e più di due terzi dei governatori.

Doppietta repubblicana Obama esce dall'Election Day 2009 con due sconfitte nette: dalla Virginia e dal New Jersey suona un campanello d'allarme per la Casa Bianca. I due stati al centro del primo test elettorale dopo le presidenziali dell'anno scorso hanno eletto governatori del Gop (Great Old Party, soprannome del Partito repubblicano). In Virginia, che un anno fa aveva scelto Obama, puntando su un candidato democratico presidenziale per la prima volta dal 1964, il repubblicano Bob McDonnell ha battuto il democratico Creigh Deeds.

New Jersey e Virginia In New Jersey il governatore uscente democratico Jon Corzine, per cui Obama aveva fatto campagna fino a domenica, é stato sconfitto dal rivale Chris Christie. Scontenti per lo stato dell'economia, hanno votato per McDonnell in Virginia gli indipendenti che un anno fa avevano catapultato Obama alla Casa Bianca. Corzine, un ex banchiere di Goldman Sachs, è stato danneggiato dalla presenza sulla scheda di un terzo incomodo, l'indipendente moderato Chris Daggert. Per i repubblicani in Virginia c'era un incentivo in più alla vittoria, dal momento che l'elezione di McDonnell ha rappresentato uno sgarro per il governatore uscente Tim Kaine, che è anche presidente del partito democratico e che si è dimostrato incapace di garantire l'elezione del suo successore.

Riscossa repubblicana I repubblicani hanno fatto l'en plein portando a casa oltre al governatore, il suo numero due e il ministro della giustizia statale. Rabbia e frustrazione al posto di 'Yes We Can': Obama non ha seguito i risultati, ha detto il suo portavoce Robert Gibbs, ma il voto della Virginia e del New Jersey, dominato dallo scontento sull'economia e la paura per il posto di lavoro, è stato il primo vero segnale di insoddisfazione per la sua presidenza. L'interrogativo è se l'esito del mini-test nelle poche competizioni ieri in calendario - tra le più seguite, oltre alla Virginia e il New Jersey c'é anche un'elezione suppletiva per un seggio alla Camera nello stato di New York - siano un antipasto del ben più importante appuntamento del voto di metà mandato del 2010, quando l'intera Camera del Rappresentanti, un terzo del Senato e un terzo dei governatori rimetteranno il mandato.

Barometro elettorale In New Jersey e in Virginia una maggioranza degli elettori ha detto che Obama non è stato un fattore nelle loro scelte di voto. New Jersey e Virginia sono i due stati in cui le elezioni per governatore sono sfalsate di un anno rispetto al voto presidenziale: in entrambi i casi le competizioni assumono a torto o a ragione l'importanza di barometri degli umori della nazione.

New York, confermato Bloomberg

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20 commenti su 1   2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 04.11.09 alle ore 17:28 scrive:
Ce la si aspettava. Obama e' in calo di consensi da tempo. Il suo ruolo e' assicurato per i prossimi tre anni, ma dovra' tener conto del clima cambiato in Usa nei suoi confronti.
#14 mamba26 (92) - lettore
il 04.11.09 alle ore 17:06 scrive:
Molto bene! Vedo che gli americani stanno finalmente cominciando a rendersi conto di quale sia il valore reale del loro attuale Presidente!
#13 giovannima (669) - lettore
il 04.11.09 alle ore 15:58 scrive:
Niente di preoccupante, ma un piccolo campanello di allarme per Obama. In effetti la sua elezione era stata un pò troppo sopravvalutata da tutti. Certo era stato un mometo storico, perchè per la prima volta un nero si era insediato alla Casa Bianca, ma passata quella sbornia, gli americani, che sono un popolo molto pratico, vogliono vedere i frutti e, a dir la verità, fino ad ora non è che si sono visti. Però Obama ha il tempo per rifarsi e speriamo che non sia un'altra bufala come lo Zapatero
#12 zio Fester (1007) - lettore
il 04.11.09 alle ore 15:51 scrive:
Indeciso in politica estera, quindi letteralmente all mercè degli "stati canaglia" (si é visto che esistono, eccome, non era un'invenzione di Bush), indeciso in politica economica, quindi alla mercè delle grandi lobby di Wall Street, che sensazione può dare all'opinione pubblica? La maggioranza degli americani non é convinta che riuscirà a dare una svolta stabile all'economia, nonostante i miliardi di dollari di debito pubblico elargiti in modo approssimativo. La gente si pone domande e si pone il problema del domani; l'uomo dei grandi discorsi, ora che governa, non riesce a dare risposte adeguate ai temi più sentiti. La sconfitta é grave perché il partito Repubblicano é ancora alla ricerca di identità e di unità, e manca un leader di forte personalità riconosciuto dalla popolazione.
#11 Archey (412) - lettore
il 04.11.09 alle ore 15:13 scrive:
Gli eterni *******i della sinistra in agitazione: anche l'afroamericano democratico e progressista rischia la ******a sentenza? Dove sbaglia il popolo?
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