Reuters sotto accusa: sangue e coltelli spariscono dalle foto

Gli autori di un blog Usa si accorgono di un "taglio" e di un ritocco: due immagini nel mirino

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Qualche fotografo ha un brutto vizio, quando c’è di mezzo Israele mette mano a photoshop. Tanto, comunque vada, ci sarà da ritoccare. Se i cattivi di turno devono sembrare quelli con la stella di David, come durante i bombardamenti su Beirut dell’estate 2006, allora meglio darci dentro con fumo e scie di missili in un crescendo di drammaticità. Ma se a menar coltellate sono i «pacifisti», allora meglio far sparire il coltellaccio, il sangue troppo evidente e i feriti con la divisa di Tsahal. Insomma, è successo di nuovo. Come già nel 2006 qualche maramaldo al soldo di una delle più blasonate agenzie d’informazione internazionali non ha resistito alla tentazione di taroccare due foto per renderle più congeniali alla causa anti israeliana.

Le immagini sono quelle scattate dalla torma «fondamental-pacifista» durante l’assalto agli incursori israeliani conclusosi - dopo minuti di botte e il tentato rapimento di due militari - con l’uccisione di nove militanti dell’organizzazione integralista Ihh. Due di quelle foto pubblicate dal quotidiano turco Hurryet e poi affidate alla Reuters per la distribuzione internazionale hanno subito un ritocco che le rende molto differenti dall’originale. Il primo ad accorgersi del «ritocchino» o della «taroccata» è «Little Green footballs», un piccolo, ma attentissimo sito americano. Agli autori del blog basta pubblicare l’originale della foto e quella distribuita dalla Reuters per far capire l’entità della sforbiciata. Dalla prima immagine – in cui è ripreso un militare israeliano ferito a terra - scompare un serramanico pronto a colpire.

«È una maniera senza dubbio interessante di tagliare una foto - fa notare con sarcasmo il blog -, la questione degli attivisti armati ha sollevato un’ampia controversia. Molti considererebbero quel coltello una parte importante del contesto. Tagliarlo fuori nella foto in cui si vede il soldato appena pugnalato sembra almeno discutibile dal punto di vista editoriale. A meno che non si volesse nasconderlo». Il peggio arriva quando l’esperto del blog esamina una seconda foto e scopre la sparizione di una pozza di sangue israeliano, di un altro coltello e persino di un altro militare ferito. «Una foto ritoccata potrebbe essere anche il frutto dell’incompetenza di un redattore, ma ora - fa notare Little Green Footballs - abbiamo due foto tagliate».

Come dire il primo ritocco può anche essere un errore umano, ma il secondo ci regala la certezza di un diabolico tarocco. Del resto era già successo nel 2006 quando un redattore della Reuters di Beirut aveva moltiplicato il fumo nel cielo della capitale libanese per aggiungere drammaticità alle immagini dei bombardamenti dell’aviazione israeliana. Quella volta la Reuters per salvare la propria reputazione aveva messo alla porta il fotografo e il suo capo. Stavolta l’ufficio di Istanbul sembra essersela cavata con qualche scusa e il ritorno in rete delle foto originali.

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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 Eclisse (1364) - lettore
il 10.06.10 alle ore 0:42 scrive:
"#5 PaK8.8", in ogni caso, probabilmente si parla dell'agenzia TURCA della Reuters, che ha reso le foto un tantino più "politicamente corrette", cioè antiisraeliane. Così come erano, erano adatte per il sito dell'organizzazione islamoterrorista (da alcuni chiamata "pacifista") IHH, ma non erano adatte per un pubblico (noi), non pronto ad apprendere la verità. E quindi si ricorre alla taqiyya (o, meglio, alla sua branca chiamata kitmān). Certi insegnamenti del Corano e degli Hadith (per non parlare della Sirah) non vengono applicati solo da quelli che mettono bombe e decapitano la gente. Anzi, secondo molti, costoro (collettivamente parlando) ci fanno un favore, costringendoci (con le dovute eccezioni di coloro che si fanno dire cosa devono vedere) a guardare in faccia la realtà. Ed a costringere chi di dovere a spendere un mucchio di petrodollari per comprare direttori e giornalisti dei media e cattedre universitarie per mantenere la “dissimulazione”.
#7 Eclisse (1364) - lettore
il 10.06.10 alle ore 0:31 scrive:
"#5 PaK8.8", in ogni caso, probabilmente si parla dell'agenzia TURCA della Reuters, che ha reso le foto un tantino più "politicamente corrette", cioè antiisraeliane. Così come erano, erano adatte per il sito dell'organizzazione islamoterrorista (da alcuni chiamata "pacifista") IHH, ma non erano adatte per un pubblico (noi), non pronto ad apprendere la verità. E quindi si ricorre alla taqiyya (o, meglio, alla sua branca chiamata kitmān).
#6 gianfi49 (492) - lettore
il 09.06.10 alle ore 19:51 scrive:
Poco furbi gli operatori Reuters. La prossima volta si facciano assistere dalla repubblichella di Giannini. Potrebbero diventare credibili perchè riuscirebbero a coinvolgere anche SB.
#5 PaK8.8 (1299) - lettore
il 09.06.10 alle ore 18:35 scrive:
è stata Reuters. I turchi avevano fatto le foto giuste, coi coltelli e il sangue e i feriti.
#4 Eclisse (1364) - lettore
il 09.06.10 alle ore 12:22 scrive:
Per chi conosce la mentalità islamica non c'è niente di strano. "La guerra è inganno" ha dichiarato Maometto, e tutto il mondo che non è sottoposto all'Islam è "Casa della Guerra" (Dar al-Harb).
8 commenti su  1  2   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
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