Riforma storica negli Usa Obama cambia la sanità: "Capaci di grandi cose"

Un compromesso sull'aborto per garantirsi i voti cattolici e dopo mesi di polemiche il Congresso ha approvato una riforma storica. Obama: "Il cambiamento sale dal basso"

di -

Washington - Un compromesso sull'aborto ha guidato in porto la riforma della sanità. I repubblicani che speravano in una Waterloo per Barack Obama hanno dovuto incassare una altrettanto clamorosa sconfitta. Dopo mesi di dibattito e polemiche, di accuse di socialismo, statalismo, stalinismo, il Congresso ha approvato una legge storica, sfuggita per oltre un secolo ai predecessori Obama. Il voto sul filo del rasoio della Camera dei Rappresentanti sul testo del Senato, 219 a 212, è arrivato grazie al sostegno di un manipolo di democratici anti-abortisti che hanno strappato in extremis alla Casa Bianca un decreto sul bando all'uso di fondi pubblici nelle interruzioni volontarie di gravidanza.

Una svolta storica La svolta è arrivata nel pomeriggio di Washington, il voto sul testo del Senato che entra nei codici come 'Law of the Land', è seguito poche ore più tardi. Un comunicato della Casa Bianca aveva preceduto di pochi istanti l'annuncio che Bart Stupak, il deputato cattolico leader degli anti-abortisti della Camera, si era spostato sul fronte del sì. Per il suo cambia-bandiera, Stupak è stato insultato da un repubblicano in aula come "baby killer", uccisore di bambini. Dopo il voto "giusto" della Camera, Obama è uscito nella East Room con il suo vice Joe Biden per cantare vittoria, ma prima, dall'Ufficio Ovale, ha ringraziato la Speaker Nancy Pelosi: "Hai fatto quel che nessuno prima di te aveva fatto".

La maratona politica La vittoria ha chiuso una maratona politica di oltre un anno. Dopo il voto sul testo del Senato la Camera ha approvato un pacchetto di emendamenti che armonizzano la riforma dei senatori con quella che i deputati avevano approvato in novembre. La Pelosi, madrina della legge quando per Obama tutto sembrava perduto, ha suggellato il via libera con il 'martello' usato nel 1965 - era presidente Lyndon Johnson - dal collega John Dingell per sancire l'approvazione di Medicare, la mutua degli anziani. "Il presidente Roosevelt ha fatto approvare la Social Security; Johnson, il Medicare. Oggi è la volta di Obama", le ha fatto eco il capogruppo democratico John Larson, sicuro della maggioranza di 216 voti necessari per dare l'assicurazione a 32 milioni di americani che attualmente non l'hanno: tanti sì ad alto rischio, che potrebbero costare il posto a molti suoi colleghi di partito nelle elezioni di metà mandato a novembre.

Le barricate dei conservatori L'aborto, con l'input dei vescovi cattolici contro la riforma, e le ingenti spese federali (940 miliardi di dollari in in 10 anni) sgradite ai conservatori erano i nodi che avevano frenato per mesi il cammino di una riforma che non crea una sanità pubblica alla 'europea' ma aiuterà comunque le famiglie povere e della middle class a comprare una polizza dai costi accettabili. 'Obamacare', come l'hanno soprannominata i repubblicani, permetterà ai giovani fino a 26 anni di restare sotto la mutua dei genitori e agli anziani a pagare le medicine senza interruzioni; garantirà una polizza ai malati cronici e a chi ha problemi di salute preesistenti; impedirà infine alle mutue di scaricare chi si ammala.

La "vittoria" di Obama "E' fatta", ha applaudito un liberal critico di Obama, l'economista premio Nobel Paul Krugman. E' stata una vittoria annunciata, ma sul filo del rasoio. Nel corso del dibattito Patrick Kennedy, deputato del Rhode Island, e poi la Speaker Pelosi hanno invocato la causa cara al senatore Ted Kennedy, morto di cancro prima di vederla attuata, mentre i repubblicani minacciavano l'uso di "ogni arma parlamentare disponibile" per fermare i lavori: gli è andata male. La Commissione Procedure della Camera aveva stabilito alla vigilia le regole del gioco: dopo voto procedurale sull'agenda dei lavori (224 a 206), oltre due ore di dibattito sulla legge del Senato e sul provvedimento di aggiustamento che tiene conto del testo della Camera, infine la coppia di votazioni sui due testi. Superato lo scoglio della Camera, il testo del Senato andrà nei prossimi giorni alla firma di Obama, mentre la legge di accompagnamento passerà al Senato per essere votata a maggioranza semplice. Ci vorrà tempo e il risultato non è scontato: in caso di emendamenti, quel testo tornerebbe alla Camera per un nuovo voto. Per Obama la battaglia per la riforma non è stata la Waterloo auspicata dai suoi avversari, ma non è ancora finita.

Berlusconi: successo della democrazia "La riforma della sanità" approvata questa notte grazie alla ferma volontà e alla nobile decisione del presidente Obama, rappresenta un successo della democrazia e il valore di una politica che mantiene gli impegni assunti con gli elettori". Lo scrive il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una nota. "Si tratta - aggiunge - di una forte testimonianza anche per noi che lavoriamo per un progresso e un ampliamento della libertà che non lasci nessuno ai margini della società. Complimenti di cuore al presidente Obama e al parlamento americano". 

Ingrandisci immagine
Barack Obama

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

64 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#64 roberto200141 (198) - lettore
il 23.03.10 alle ore 8:22 scrive:
Era ora! Negli USA fino ad oggi a chi cadeva in terra folgorato da un infarto (ad esempio) la prima cosa che la polizia faceva era quella di guardare tra i documenti da quale assicurazione il malcapitato era assistito. Se non lo era, poteva rimanere lì anche mezza giornata prima che arrivasse un'ambulanza a recuperare l'ormai cadavere. Adesso ci sarà da fare a pugni con le lobbies delle assicurazoni, ma mi pare di aver capito che a chi non può permettersi di pagarne una, lo Stato provvederà d'ufficio a risarcire le spese mediche, attraverso assicurazioni consenzienti, aggirando così il problema. Mi sembra che solo adesso in America si possa cominciare a parlare di vera democrazia. Per quanto riguarda Violoncella, desidero ricordarle che il primo sistema pensionistico e assicurativo sanitario in Italia venne istituito nel Lombardo-Veneto dagli Austriaci, a chi collaborava con essi; prima nessuno sapeva cosa fosse.
#63 curatola (4500) - lettore
il 23.03.10 alle ore 5:22 scrive:
un buco nell'acqua che gli americani pagheranno caro.
#62 curatola (4500) - lettore
il 23.03.10 alle ore 5:28 scrive:
quando si allarga la platea degli utenti bisogna garantirsi dalla bancarotta selezionando i servizi essenziali ed evitando gli sprechi,operazione difficile se in mano al dipendente pubblico che non ha nessun vantaggio dall'efficienza ed é insofferente ai controlli ma tende ad essere pagato come fosse sul libero mercato. I servizi di interesse comune vanno estesi finché conviene e non oltre,ma solo il privato noprofit in concessione può farlo. Fra l'altro si rimedia alla precarietà senza perdere efficienza.
#61 violoncella (790) - lettore
il 22.03.10 alle ore 20:57 scrive:
sono contenta x il presidente obama se riuscirà a portare agli americani questa riforma anche se dovrà scendere a duri compromessi con le varie lobby. la cosa che piu' stupisce che i nostri sinistrati si paragonano ai democratici d'america!!! poverini !!!! chi ha portato l'assistenza sanitaria x tutti in italia?e il sistema pensioni!!! ne hanno di strada da fare!!. l'unica cosa x cui saranno ricordati è x tutti gli extracomunitari che hanno voluto in italia. berlusconi ha fatto il suo dovere di capo del governo italiano a congraturarsi con il presidente obama e i sinistrati soffrono solo di invidia!!!!!
#60 Leonardo Pitocco (584) - lettore
il 22.03.10 alle ore 20:10 scrive:
Leggendo alcuni commenti,ed in particolare quelli della Signora Gabriella Bellini, che dice di abitare negli States,evinco che un elementare e inalienabile diritto di tutti e ribadisco di tutti,passa quasi per un colpo di mano a cui porre immediato riparo.Vede cara signora,evito di tenerle una elementare lezione di democrazia e di diritto perchè sò a priori,che sarebbe tempo perso.Le rammento solo che gli americani sono abituati a ciò che da sempre sono stati abituati.E Le auguro di potersi sempre pagare,semmai ne dovesse avere bisogno,le cure necessarie a tutelare la Sua salute.American Express?Yes,we can.No American Express? It is impossible.Bella civiltà.Complimenti.Signora torni in Italia a....risciacquar i suoi panni in Arno
64 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati