Il partito che «deve vincere», non ci vuol molto a capirlo, è quello che secondo tutti i sondaggi vincerà queste elezioni, ovvero Russia Unita guidato dall'inossidabile tandem Putin-Medvedev. Sondaggi credibili, anche perch´ prevedono un calo secco intorno al dieci per cento dei consensi rispetto a quattro anni fa: questo perch´ sono sempre di più i russi, evidentemente stanchi di essere trattati come eterni minorenni politici dai loro dirigenti, che non apprezzano la sfacciata disinvoltura con cui Putin e Medvedev annunciano l'intenzione di scambiarsi il ruolo di premier e di presidente da qui al 2024, perpetuando un sistema di potere basato sulla vecchia rete dei servizi segreti, eredi diretti del Kgb. Una vera alternativa all'onnipotente Tandem tuttavia non c'è: non lo sono i comunisti di Zjuganov (pur dati in impennata verso un solido 20%), capaci solo di rimpiangere il fallimentare sistema della falce e martello; non lo sono i cosiddetti liberaldemocratici del lunatico ipernazionalista Vladimir Zhirinovsky, inetto e corrotto al punto che nessun funzionario putiniano si è mai disturbato a ostacolarlo; non lo sono i socialdemocratici di Russia Giusta, bizzarro ma se non altro rispettabile esempio di partito di carta creato per fiancheggiare Russia Unita e poi sfuggito di mano per vivere di vita più o meno propria; non lo sono i liberali di Yabloko, il cui leader Yavlinskij è troppo «occidentale» per trovare consensi al di fuori delle elite intellettuali. Meno che mai possono esserlo altri liberali, quelli che fanno capo agli ex premier Boris Nemtsov e Mikhail Kasianov: il loro partito aveva chances di successo reali, quindi lo si è tolto di mezzo impedendogli di partecipare alle elezioni. E se i suoi militanti vanno in piazza, li aspetta regolarmente la polizia: cortei non autorizzati, come ai bei tempi di Breznev.
L'unico sfogatoio rimasto per chi non ci sta è internet: qui si legge e si vede ancora ciò che disturba il potere. Logico prevedere che il prossimo Parlamento si attiverà per imbavagliarlo «alla cinese».
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