Francia, schianto del Concorde Condannata la "Continental"

La compagnia Usa giudicata responsabile dell’incidente in Francia in cui morirono 113 persone

di -

A oltre dieci annni dall’incidente aereo che costò la vita a 113 persone e che determinò il prematuro abbandono dei cieli del Concorde - il supersonico franco-britannico la cui velocità commerciale, 2.400 chilometri all’ora, resta ancora imbattuta - i giudici del tribunale francese di Pontoise hanno condannato la compagnia americana Continental, ritenendola unica responsabile del disastro. É stato infatti accertato che il pezzo di titanio che perforò uno pneumatico del Concorde fu perso sulla pista del Charles de Gaulle da un Dc10 della compagnia Usa (nel frattempo fusasi con United) decollato pochi istanti prima. Continental è stata condannata in sede penale a una multa di 200mila euro e a un indennizzo di un milione di euro per «danni all’immagine» da versare ad Air France, che ne aveva chiesti 15.

Ma l’attenzione è ora rivolta agli aspetti civili, perchè i danni per Continental potrebbero ammontare a decine se non centinaia di milioni di euro qualora le compagnie di assicurazione decidessero di rivalersi per gli indennizzi già pagati. In sede civile è stato chiamato a rispondere anche il consorzio europeo Eads, che all’epoca produceva parti del Concorde e che è stato ritenuto negligente nei controlli di sicurezza. Il consorzio, in sede civile, risponderà per il 30%, Continental per il 70%. Condannato a 15 mesi anche un tecnico della compagnia americana per non aver seguito, in una riparazione, le regole della casa produttrice.

La Continental ieri ha reagito definendo «assurda» la sentenza e annunciando appello. Air France ha «accolto favorevolmente» la decisione che stabilisce la piena responsabilità della compagnia Usa.

Oltre ai 113 morti, precipitati con l’aereo in fiamme poco a nord della pista dell’aeroporto parigino, l’incidente del 22 luglio 2000 fece un’altra vittima illustre: il Concorde, il leggendario aereo supersonico che collegava Parigi a New York in tre ore, viaggiando a 2400 chilometri all’ora. Il suo abbandono dei cieli era già stato programmato ma l’incidente accelerò i tempi del disarmo e l’ultimo volo risale all’ottobre del 2003, dopo 27 anni di servizio nelle flotte di Air France e di British Airways. Fu un aereo-simbolo, ma a causa dei suoi consumi non riuscì mai a essere economico, e per i suoi livelli di rumorosità fu bandito da numerosi aeroporti.

Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

#3 cgf (3805) - lettore
il 07.12.10 alle ore 20:02 scrive:
A me hanno venduto che in AirFrance da quel giorno della tragedia fanno la conta di tutta l'attrezzatura usata per le manutenzioni, tipo sala operatoria dopo l'operazione quando si contano i tamponi, le garze, bisturi; nell'hangar contano cacciaviti, pinze, CHIAVI INGLESI, morsetti ect ect. sarà un caso? In ogni caso dovrebbe essere colpa di AdP (Aéroports de Paris) che non pulisce e mantiene pulita la pista, no? come mai quando succede un guaio con AF poi non si sa nulla oppure si trovano colpe assurde. In tutta la storia aviazione solo il concorde prende fuoco in quel modo! che dire dell'A330 AF447 caduto nell'oceano, prima si disse che le scatole nere furono localizzate, il giorno dopo smentita e poi.. nulla! Se progettano pneumatici come progettano i condizionatori sui treni che smettono di funzionare perché fa caldo o i freni dell'eurotunnel (anche quelli francesi), beh... io ho avuto un'auto francese, MAI più.
#2 gian td5 (489) - lettore
il 07.12.10 alle ore 17:08 scrive:
Il titolo è ambiguo, trattandosi di rottura di pneumatici , prima di leggere l' articolo si è portati a pensare che " Continental" sia il produttore di coperture e non la compagnia aerea.
#1 SCHOLAR (443) - lettore
il 07.12.10 alle ore 10:05 scrive:
Sembra strano che un tribunale imparziale attribuisca tutte le colpe ad un unico pezzo di metallo . L'imparzialità è un mito.
- correlati
+ correlati