Se restano là diventano facili prede

Il destino dei bambini. C’è chi li vende come schiavi e chi li violenta. Caschi blu compresi. Sono 300mila le vittime di trafficanti di minori e pedofili. E chi deve difenderli ne abusa

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Bambini ridotti in schiavitù, abusati sessualmente, anche dai caschi blu che dovrebbero difenderli e vittime dei trafficanti di uomini. È questa la tragica fotografia dei minori di Haiti, ancora prima del flagello provocato dal terremoto. Il dipartimento di Stato americano teme che siano 300mila i bambini coinvolti nel mercato di esseri umani. Haiti «è fonte e transito del traffico di uomini, donne e bambini per lavoro forzato e sfruttamento sessuale» scrive l'amministrazione Usa.
Fra i 90mila e i 300mila bambini vengono coinvolti nel famigerato sistema del restavek, che in creolo significa «stai con». In pratica i genitori poveri, che non riescono a mantenere i propri figli, li cedono a famiglie più abbienti. Oltre a un tetto sulla testa e a un piatto caldo ai bimbi dovrebbe venire garantita l'istruzione. In realtà molti restavek diventano schiavi domestici. Soprattutto le bambine, il 65% del totale con un'età dai 6 ai 14 anni, subiscono abusi sessuali.
Altri 3mila minori vengono contrabbandati ogni anno con la vicina Repubblica Dominicana come schiavi domestici o per costringerli al lavoro forzato nell'agricoltura o nell'edilizia. I trafficanti guadagnano dagli 80 ai 100 dollari americani ogni baby servo. Le guardie di frontiera di Santo Domingo chiudono un occhio per 50 pesos, l'equivalente di due dollari e mezzo per bambino. Secondo il dipartimento di Stato il traffico degli haitiani è indirizzato anche verso «le Bahamas, gli Stati Uniti, l'Europa, il Canada e la Jamaica». Ora si teme che il terremoto attiri ancor più gli avvoltoi del mercato dei bambini. Secondo l'Unicef e Save the children, prima della scossa, gli orfani di Haiti erano 380mila, 200mila dei quali avevano perso i genitori a causa dell'Aids. Quattro bambini su 10 vivevano già in catapecchie sovraffollate o con il pavimento in terra.
Lo scorso settembre l'Fbi ha accusato l'americano Doug Perlitz di pedofilia ad Haiti. Perlitz raccoglieva fondi per aiutare i bambini più sfortunati dell'isola. Se non sottostavano ai suoi voleri sessuali tornavano in strada. Nell'agosto 2007 ben 47 bambini sono stati «liberati» da un centro di adozione illegale dai loro parenti, dove vivevano come bestie. Tutti minori dai 2 ai 7 anni, provenienti da una regione poverissima, che erano finiti nella grinfie di trafficanti di affetto senza scrupoli.
Anche i caschi blu sono stati accusati di abusi. Al cancello del palazzo presidenziale un militare di pace avrebbe offerto dolci e pochi dollari a ragazzine di 11 e 14 anni in cambio di sesso. Un'altra bambina sarebbe stata stuprata in una base navale dell'Onu. Il dipartimento di Stato americano continua a denunciare che il giro di prostituzione, pure minorile, ad Haiti è «incoraggiato dai soldati di pace delle Nazioni Unite».
www.faustobiloslavo.eu
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COMMENTI

1 commenti
#1 spalella (4070) - lettore
il 19.01.10 alle ore 13:11 scrive:
Se restano a casa loro, affidati ad organizzazioni spesso internazionali che sono presenti sul posto, con finanziamenti per mantenere orfanotrofi e scuole, non saranno affatto preda, ma risorsa ! VENENDO AFFIDATI AD ORGANIZZAZIONI CHE NE CURINO L'ISTRUZIONE POSSONO DIVENTARE IL FUTURO COLTO DEL PROPRIO PAESE ...... ma forse questo non conviene alle tante organizzazioni del ns e di altri paesi, spesso cristiane, che su questi drammi speculano e si arricchiscono.
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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