Usa, marocchino di 29 anni fermato vicino al Congresso Voleva farsi saltare in aria

Un aspirante kamikaze è stato fermato mentre si dirigeva a Capitol Hill, sede del parlamento degli Stati Uniti, a Washington, dove avrebbe voluto farsi saltare in aria

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Washington - L'incubo attentati si riaffaccia negli Stati Uniti. Un  ventinovenne marocchino è stato arrestato dall'Fbi mentre stava raggiungendo Capitol Hill, sede del parlamento americano, dove avrebbe voluto compiere un attentato suicida (leggi l'articolo sul Washington Post). L'aspirante kamikaze indossava un giubbotto che credeva fosse imbottito di esplosivo, ma in realtà era innocuo. Glielo avevano dato degli agenti dell'Fbi sotto copertura, che erano venuti a conoscenza della sua intenzione di mettere a segno un attentato. Gli agenti si erano presentati a lui come uomini al Qaeda.

Immigrato clandestino

Dopo qualche ora dall'arresto sono state rese note le generalità dell'uomo: si tratta di Amin Khalifi, cittadino marocchino di 29 anni, introdottosi negli Usa come immigrato clandestino.

La preghiera prima dell'attentato

Prima di raggiungere il Campidoglio l'uomo si era fermato a pregare in una moschea di Washington. La Capitol Police ha confermato l'arresto e ha precisato che "in nessun momento vi sono stati pericoli per il pubblico o i membri del Congresso" e che il sospetto era stato "strettamente e attentamente monitorato" durante tutta l'operazione. Una delicata operazione di intelligence fortunatamente andata a buon fine.

Capitoll Hill, Washington
Capitoll Hill, Washington
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COMMENTI

13 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 maxaureli (767) - lettore
il 18.02.12 alle ore 19:45 scrive:
Hum.... ma che non lo sapeva il giovincello che il Venerdi' al Congresso non c'e' nessuno? Repubblicani e Democratici si raccolgono nella Moschea a Massachusetts Avenue in Washington per ascoltare i sermoni di al-Obama dall'alto del minareto?? Come quell'altro scemo che a Dicembre sparo' alle finestre della Casa Bianca senza sapere che al-Obama Baba' si trovava a prendere un po di sole nelle Hawaii??? ... ma che fine hanno fatto sti ridicoli de "terroristi".... LOL
#12 idleproc (3010) - lettore
il 18.02.12 alle ore 18:39 scrive:
Noi possiamo stare tranquilli. Difficile inventarsi l'Italiano Kamikaze. Eroi magari sì e in molte occasioni ma fessi no.
#11 Raoul Pontalti (1086) - lettore
il 18.02.12 alle ore 11:47 scrive:
per umberto nordio e simplicio due campioni di logica. Per il primo: far saltare in aria un marocchino clandestino da 13 anni in USA (riescono a battere anche noi...) con la "sua stessa bomba" ossia quella fornitagli dal FBI significa doverlo mettere sopra un tappeto elastico ed invitarlo a rimbalzare: ad un certo punto lo si potrà cogliere a mezz'aria (o Ti era sfuggito che la bomba era fatta di inerti?). Per il secondo: ancor prima di essere liberato lui sarebbero finiti in galera i brillanti agenti dei servizi segreti nostrani con eventuale accompagnamento di poliziotti complici per aver: a) omesso di far espellere un clandestino ai sensi della Bossi-Fini, b) commesso istigazione al reato e per complicità nel reato. Ma per Voi è normale manipolare degli sprovveduti per creare casi fasulli? Ma non Vi viene il sospetto di essere anche Voi manipolati da certa propaganda?
#10 simplicio (5) - lettore
il 18.02.12 alle ore 10:54 scrive:
Immaginiamo che la stessa cosa sia potuta capitare a milano, Immaginiamo, per un istante, che le nostre "forze" di "intelligenza" siano riuscite, senza chiedere l'obbligato permesso scritto e l'ordine dal magistrato o pm di turno nel luogo dove agiscono (o di più magistrati) a sventare un attentato, nel modo simile a quanto fatto dagli statunitensi. Ed ecco cosa sarebbe successo: il presunto attentatore sarebbe stato subito liberato e proposto per un cospicuo indennizzo per non aver commesso il fatto. Ed è vero! La moschea, nel processo immediatamente intentato agli genti segreti sarebbe stata ammessa come parte civile offesa, ed avrebbe attenuto un risarcimento. I nomi di tutti gli agenti, dei loro superiori, gli indirizzi delle sedi e gli indirizzi sarebbero subito resi pubblici: il fatto, repubblica 2000 ed altri giornali li avrebbero pubblicati immediatamente. Gli agenti licenziati, in barba all'articolo18. Pisapia ed altri avrebbero offerto La difesa a spese del Comune.
#9 umberto nordio (129) - lettore
il 18.02.12 alle ore 7:24 scrive:
Sarebbe opportuno che le autorità americane esaudissero l'aspirazione del fallito kamikaze e provvedessero a farlo saltare con la sua stessa bomba,ovviamente in zona sicura e dopo averlo "adeguatamente "torchiato.Niente Guantanamo.
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