Venezuela, Chavez ci riprova: vuole il potere "perpetuo"

Oggi voto della Camera sulla rieleggibilità indefinita del presidente. Il sì è scontato, ma la proposta dovrà passare al vaglio dei cittadini con un referendum

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Hugo Chavez ci riprova. Oggi il parlamento venezuelano deve votare un emendamento alla riforma della Costituzione che permetterà la rieleggibilità indefinita del presidente. E’ questa una formula per ottenere il potere per un numero illimitato di mandati che Chavez aveva già proposto ai cittadini con un referendum (bocciato un anno fa).

Ora Chavez tenta di nuovo l’azzardo per via parlamentare, con una riforma della Costituzione che, se approvata dall’Asamblea nacional, dovrà subito passare al vaglio del Consiglio nazionale Elettorale. I media venezuelani considerano scontato il voto di oggi, dal momento che Chavez gode di un’ampia maggioranza in parlamento. Ma la parola dovrà comunque passare ai cittadini. Il CNE avrà infatti 30 giorni di tempo per convocare un referendum che confermi o bocci questo emendamento sulla rielezione del presidente.

Con una maggioranza salda alla Camera, Chavez più che dalle critiche politiche si deve guardare da quelle della Chiesa, con cui ormai è in scontro aperto. Il vescovo ausiliare di Caracas, Luis Tineo, è stato durissimo con il governo: “Il popolo fu già consultato nel referendum del 2007 e si pronunciò in modo contrario alla rielezione indefinita”. La Chiesa è “preoccupata per questo intento di stravolgere questa decisione popolare”. Intanto qualche quotidiano non allineato al governo, inizia a fornire i primi dati negativi della gestione decennale del potere da parte di Hugo Chavez Frias, alla presidenza dal 2 febbraio del 1999. Il giornale Ultimas Noticias ha pubblicato dati sconcertanti sull’aumento del numero di omicidi nel Paese: oltre 100mila in dieci anni, 2165 nel solo 2008 a Caracas, una media di sette al giorno.

Il quotidiano paragona l'ecatombe di Caracas alla strage dell'uragano Katrina negli Stati Uniti, definita il disastro naturale più grave della storia contemporanea del continente americano. Nella capitale del Venezuela, sottolinea il quotidiano, nell'anno passato ci sono state 329 vittime in più di quel devastante evento. Caracas è la città con più omicidi consumati, oltre il 21% del totale dei delitti del Paese nel decennio. I morti in dieci anni per omicidi sono 101.141. Questo vuol dire, prosegue il foglio venezuelano, una media annuale di 10.114 omicidi, 842 al mese, uno ogni ora. A Caracas 21.990 persone sono state assassinate nei dieci anni presi in esame, con una media che dal 2000 supera le 2310 vittime ogni anno.

Dopo la Capitale, il luogo dove sono avvenuti più crimini è lo stato di Carabobo, con 11.501 omicidi tra il 1999 e il 2008. Seguono lo stato di Zulia, con 10.520, Miranda, con 10.232 morti dal ’98, e infine gli Stati di Aeragua, Bolivar, Anzoategui, dove sono state uccise tra le 5mila e le sei mila persone nel periodo preso in considerazione secondo i dati del CICP venezuelano.
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COMMENTI

19 commenti su 1  2   3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 migpao (2406) - lettore
il 14.01.09 alle ore 19:31 scrive:
se vuole il "potere perpetuo" potrebbe chiedere consulenza tecnica al senatore Andreotti.
#8 vanigliati 38 (78) - lettore
il 14.01.09 alle ore 19:29 scrive:
Evidentemente il potere dà alla testa. Al capo opposto del Venezuela troviamo il fratello gemello(si fa per dire) di Chavez,anch'egli grande campione di democrazia in quella Corea del Nord di Kim Yong Il, succeduto, sempre democraticamente, al padre Kim Sung Il fondatore della successione dinastica COMUNISTA, con cui Chavez si alleerà con Lula & C. per cmbiare finalmente il mondo.Deo gratias
#7 pizzaemandolino (67) - lettore
il 14.01.09 alle ore 19:09 scrive:
nel 2003 feci il mio ultimo viaggio in venezuela, il mio distributore ogni volta che veniva a prendermi in aeroporto a caracas al mio bagaglio a mano prontamente aggiungeva un revolver da usarsi quando in dubbio, 'meglio piangere che essere pianti' mi diceva; il buon chavez altro non e' che un populista al pari di mugabe in zimbabwe, con un paese che potrebbe essere un paradiso. consoliamoci con i nostri pagliacci, tanto male ancora non ci fanno.
#6 Gensca (982) - lettore
il 14.01.09 alle ore 17:58 scrive:
All'esito referendario, ben conoscendo quella realtà, avevo pronosticato che Chavez ci avrebbe prima o poi riprovato non rassegnandosi alla sconfitta né alla perdita del potere di cui è assetato. In nessun paese al mondo che si dica democratico è previsto che la stessa riforma costituzionale, benché sonoramente bocciata dal popolo, venga riproposta a distanza di un anno. In Venezuela ciò è possibile perché quella Costituzione, voluta dal Caudillo e già in parte riformata agli inizi di questo secolo, è stata fatta ad immagine e somiglianza dello stesso ex golpista e grazie ad una Asamblea Nacional, di fatto, priva di qualsivoglia forma di opposizione. Avevo anche formulato l'ipotesi che Chavez avrebbe accelerato il processo per la rielezione indefinita qualora il prezzo del petrolio fosse sceso sotto i 35 $/b vale a dire il prezzo odierno del greggio venezuelano, perché così non avrebbe più potuto finanziare la valanga di progetti peraltro di nessuna utilità nel medio-lungo termine.
#5 lesath (559) - lettore
il 14.01.09 alle ore 17:31 scrive:
un personaggio come chavez lo chiameremmo in spagna "jilipollao" un termine molto dispregiativo rivolto ad una persona che fa davvero schifo, un terrorista, un dittatore spregiudicato e falso... quando qualcuno farà un bel colpo d stato in venezuela forse si potrà tornare a parlare di democrazia... chavez è un militare e comanda lui... come la volete chiamare la sua presidenza? democratica? ma non diciamo fesserie... ethan lesath (gèneve)
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