"Vi dico come si picchiano le mogli"

In tv il predicatore egiziano Saad Arafat spiega serafico che "Allah ha onorato le donne istituendo la punizione delle bastonate". Che però vanno date secondo regole precise: senza lasciar segni visibili e solo per una buona causa. Ad esempio se lei si nega

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Pestatela, ma non sfiguratela. Bastonatela, ma non rompetele le ossa. Ficcatevi in testa queste due regolette e vivrete felici con la vostra signora ed in pace con il Signore. Lei, onorata di tante attenzioni, vi considererà un autentico maschio. Lui, soddisfatto per la vostra fede, vi aprirà la strada per il Paradiso dei sant’uomini. Uomini musulmani ovviamente. Uomini tutti d’un pezzo. Uomini ben diversi da quei rammolliti di cristiani sempre pronti a discutere con la moglie prima ancora di averla randellata a dovere.

Non ci credete? Andate su You Tube, regalatevi i tre imperdibili minuti e mezzo d’intervista in cui il predicatore Saad Arafat, ospite della televisione egiziana Al Naas, chiarisce come suonarle alla gentile consorte, quando farlo e perché quello sfogo risulterà sacrosanto sia agli occhi di lei che a quelli di Allah. Incominciamo dalla premessa. Dalla statistica, spiattellata dal presentatore in studio, secondo cui il 90 per cento delle donne britanniche si lamenta per l’eterna indecisione di quelle mammolette dei loro mariti. E il giornalista si chiede perché il mondo continui a riversare «accuse a non finire sui musulmani», perché tutti mettano in croce la santa abitudine di «bastonare le consorti». Per il pio Saad Arafat è come andar a nozze. «Allah istituendo la punizione delle bastonate – spiega serafico - ha voluto rendere un onore e privilegio alle donne». Vi chiedete come le mazzate possano essere un onore? Non siete i soli. Persino quel buon musulmano d’un giornalista nello studio sembra esitare. Ma son tentennamenti degni d’un infedele. Saad Arafat ha già pronta la citazione, il verbo capace di rendere sacra e incontrovertibile ogni spiegazione.

«Il Profeta Maometto ha detto: “non colpitele in faccia e non sfiguratele”. Ecco il modo in cui vanno onorate». Per andar d’accordo con il Corano insomma basta far attenzione, colpire con metodo e precisione. Potete riempirla di calci nel sedere, scudisciarla sulla pancia o farle nera la schiena. L’importante è che non si veda. La poveretta il giorno dopo potrà anche camminar piegata in due, ma dovrà esibire una faccia bella e pulita. La regola numero due del pestaggio familiare è altrettanto fondamentale. «Anche quando la sta colpendo il marito non deve mai insultarla, mai maledirla perchè – illustra quel sant’uomo d’un Saad Arafat - non la batte per farle del male, ma per regalarle disciplina». Come con gli asini insomma. Ci discutereste mentre gli raddrizzate la schiena a forza di scudisciate? Certo che no. Con la mogliettina va allo stesso modo. Cambiano solo le precauzioni. Ad un asino potete dargliele dove volete e quante volete. Alla consorte è meglio di no. «Mi raccomando non potete mai andar oltre i dieci colpi e non potete nemmeno rompergli le ossa, spaccargli i denti, insultarla o ficcarle le dita negli occhi», chiarisce il premuroso Arafat. Anche perché «esiste un’etichetta persino per le percosse...Se il marito bastona la moglie per renderla più disciplinata dovrà sempre ricordarsi di non calcar troppo la mano e di colpirla dal petto in giù... queste son le uniche botte che onorano le donne».

Donna onorata mezza salvata verrebbe da pensare, ma il galateo delle busse benedette dal Profeta non finisce qui. Ci sono anche i ragguagli sugli strumenti da usare. Sarà meglio conciarla a pugni e schiaffi o sarà meglio usare un bel bastone nodoso? Davanti alla domanda dall’intervistatore il buon Arafat si dichiara fermo ed irremovibile. «Quando si colpisce non di deve mai colpire troppo duro e soprattutto non si devono lasciar segni». La cosa migliore, spiega, «è colpirla con un corto bastone... i colpi devono arrivare sul corpo e non devono mai arrivare uno di seguito all’altro». Per educare al meglio la mogliettina è meglio dunque picchiarla con metodo, lentamente, centellinando uno dopo l’altro i dieci colpi concessi. E ovviamente farlo per una santa ragione. Se non vi ha aperto il frigo per offrirvi qualcosa da bere, se non vi ha fatto trovare la cena in tavola le bastonate son eccessive. Se invece non vi vuole più, fa la neghittosa e si rifiuta di soddisfarvi a letto allora ecco la sacrosanta occasione per educarla e onorarla.

«In un caso come questo cosa - sostiene Arafat - un marito non ha scelta. Lui la vuole e lei si rifiuta... lui la chiama e lei si nega... potrebbe riprenderla e minacciarla, ma quei metodi van bene quando ci sono di mezzo il mangiare o il bere. Quando arriviamo a cose di cui il marito non può far a meno allora le botte sono concesse». Alla fine insomma la regola è semplice: la moglie onorata è quella prima bastonata e poi violentata.

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COMMENTI

112 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#112 chefare? (525) - lettore
il 24.09.10 alle ore 10:22 scrive:
107musicka : non ti preoccupare, ti hanno pubblicato per permettere a chi di dovere di sapere chi sei :):):):):):)
#111 Oliverus8 (785) - lettore
il 24.09.10 alle ore 8:09 scrive:
Mi domando come sia possibile accettare gente che la pensa così: alla faccia delle pari opportunità e dell'uguaglianza uomo-donna... Che cosa dice il Corano sui diritti della donna di battere il marito? Dove, come e quando è permesso? Poi chiedono di aprire moschee e di far portare i burqa alle loro donne, e di poter fare a casa nostra i loro comodi come se fosse un diritto: ecco come si spiegano le violenze contro donne e ragazze che vorrebbero scegliere di vivere all'occidentale. Le loro donne sono 'cose' nelle mani dei padri-mariti-parenti padroni: e chi sgarra paga. Ma andassero al diavolo: se è insegnamento del Corano, non c'è differenza fra estremisti e moderati, vale per tutti loro. Alla larga!
#110 Zenofonte (175) - lettore
il 24.09.10 alle ore 1:31 scrive:
Però guardiamoci anche in casa. In occidente c'è il problema opposto. In USA, se date un ceffone al figlio, quale che ne sia la ragione, un vicino di casa può chiamare la polizia, che prontamente arriva e schiaffa i genitori in gattabuia. In Italia siamo sulla buona strada, come al solito copiamo con alcuni anni di ritardo. Questa fobia della violenza non mi pare meno grave dell'altare cui è consacrata in alcuni paesi mediorientali e asiatici. E poi ancora, da quelle parti vogliono lapidare una poveretta, mentre in Virginia mandano a morte una malata mentale che è stata raggirata da vili truffatori. Per la donna americana nn si levano voci di illustri dame.
#109 Silvie R. (1) - lettore
il 24.09.10 alle ore 0:30 scrive:
Buona sera a tutti, sono nuova, ho letto questo articolo tramite una mia cara amica (di destra)su facebook e così ho deciso di iscrivermi. Sono di sinistra, non voglio nascondermi, ma questo non mi impedisce di pensare tutto il male possibile di questa persona e dei fanatici, l'aver studiato l'Islam(mi sto laureando in teologia cattolica),mi ha permesso di vederne anche i lati cosidetti belli e di incontrare anche islamici moderati, persone aperte e disponibili, loro lo erano, ne sono certa. Ma sono la maggioranza?Temo di no e temo anche l'Islam vero sia questo di questo maschilista retrogrado essere.Ho paura di questo Iman e della gente come lui perché non hanno il rispetto per gli altri. Paragonare le leggi della "rule of the thumb", vecchie di secoli, con quello che fanno ora questi fanatici mi pare assurdo. Ah e' vero che anche tra i cristiani ci sono dei retrogradi, tipo i famosi hamish o i metodisti, ma le nostri leggi sono contro tutte le violenze, come già ha detto qualcuno
#108 speranzoso (1459) - lettore
il 24.09.10 alle ore 0:18 scrive:
#106 pinogeo84 : Carlo II, il sovrano da Lei citato, mi sembra sia vissuto attono al 1600. Da allora di acqua soto ai ponti ne è passata, non le pare ?
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Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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