<![CDATA[il Giornale]]> Fri, 24 Feb 2017 01:31:14 +0100 Fri, 24 Feb 2017 01:31:14 +0100 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Europa League, la Fiorentina fa harakiri: agli ottavi ci va il Moenchengladbach]]> La Fiorentina di Paulo Sousa fa harakiri contro il Borussia Moenchengladbach, perde per 4-2 in casa, ed esce malamente dall&amp;#39;Europa League. I viola, dopo aver espugnato una settimana fa il campo dei tedeschi hanno buttato letteralmente all&amp;#39;aria una qualificazione già scritta visto che dopo soli 29 minuti, i padroni di casa erano in vantaggio per 2-0 frutto delle reti di Kalinic e Borja Valero. Il Borussia, però, non si scoraggia e accorcia le distanze, su rigore, con Stindl per fallo di Astori su Hermann.Nella ripresa la Fiorentina è timorosa e il Borussia ne approfitta per pareggiare al minuto ancora con Stindl che approfitta della confusione in area viola per battere ancora una volta Tatarusanu. Al 55, l capitano del Moenchengladbach cala il tris su punizione che non lascia scampo al portiere rumeno della viola. al 60&amp;#39; Christensen cala il poker e lascia di sale tutto il Franchi. La Fiorentina prova con tutte le sue forze a rientare in partita soprattutto con Ilicic che complice la sfortuna non riesce a battere Sommer. Finisce 4-2 per il Borussia Moenchengladbache che in rimona e clamorosamente elimina la squadra di Paulo Sousa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487886180-stindl-borussia-moenchengladbach.jpg" /> <![CDATA[Trump: Rilanceremo il nostro arsenale nucleare]]> Il presidente americano lancia una nuova sfida. L&amp;#39;arsenale nucleare degli Stati Uniti, dice Donald Trump in un&amp;#39;intervista alla Reuters, &amp;quot;va implementato&amp;quot; per fare in modo che il Paese resti &amp;quot;in testa al gruppo&amp;quot; delle potenze nucleari. Parlando dal suo ufficio nello Studio ovale il presidente si è detto anche &amp;quot;molto arrabbiato&amp;quot; per l&amp;#39;ultimo test balistico effettuato dalla Corea del Nord.Poi si è anche lamentato con la Russia per il dispiegamento recente di un missile cruise in violazione del trattato sul controllo degli armamenti (in violazione del trattato Inf del 1987 firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov), dicendo che ne parlerà direttamente con il presidente russo Vladimir Putin, &amp;quot;se e quando ci vedremo&amp;quot;.Trump ha poi affermato che &amp;quot;sostiene una forma di tassa doganale che può rendere possibile che le aziende tornino in Usa e costruiscano i loro stabilimenti produttivi, creando posti di lavoro&amp;quot;.Intanto il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, rende noto che non ci sarà alcuna operazione militare nel gestire l&amp;rsquo;immigrazione clandestina e l&amp;rsquo;espulsione degli immigrati criminali. Era stato Trump a definire &amp;quot;un&amp;rsquo;operazione militare&amp;quot; la stretta sull&amp;rsquo;immigrazione. Oggi arriva il chiarimento: &amp;quot;Il presidente - dice Spicer - ha usato la parola militare come un aggettivo, nel senso di precisa&amp;quot;. Anche il segretario alla Sicurezza Interna, John Kelly, in missione in Messico con il segretario di Stato Rex Tillerson, ha escluso il ricorso all&amp;rsquo;esercito contro gli immigrati. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487887009-trump-kuschner.jpg" /> <![CDATA[Leicester, esonerato Claudio Ranieri]]> Anche le favole più belle finiscono. E quella del Leicester campione d&amp;#39;Inghilterra sicuramente è stata una bellissima favola. Ma è finita. Il club delle Foxes, tristemente sprofondato nei bassifondi della Premier League, ha esonerato Claudio Ranieri. Sì, proprio lui, l&amp;#39;uomo che aveva reso possibile l&amp;#39;impresa, portando al titolo una squadra di provincia che non aveva mai fatto parte del club delle big. Triste epilogo per il tecnico italiano: dalle stelle del trionfo al licenziamento in tronco. Ranieri saluta il club dopo il ko contro in casa del Siviglia (2-1) rimediato ieri nell&amp;#39;andata degli ottavi di Champions League: tutto sommato un buon risultato, con il passaggio di turno ancora a portata di mano nel match di ritorno. Paga soprattutto i soli 21 punti in campionato, appena uno sopra la salvezza. E paga anche una brutta figura, rimediata in FA Cup (Coppa d&amp;#39;Inghilterra). Il Leicester, infatti, è stato eliminato dal Millwall, squadra che milita in terza divisione.Dopo l&amp;#39;esonero qualcuno griderà allo scandalo e parlerà d&amp;#39;ingratitudine. Ma il calcio è così, contano i risultati. E solo questi. Certo, dopo la conquista di un titolo ripetersi non è da tutti, solo i grandissimi ci riescono. Ma rischiare di retrocedere forse è davvero troppo per Vichai Srivaddhanaprabha, il ricco proprietario thailandese del club.L&amp;#39;incredibile cavalcata dell&amp;#39;anno scorso, che aveva entusiasmato gli appassionati di calcio in tutto il mondo, ormai è un ricordo lontano. &amp;quot;Re Claudio&amp;quot; paga per tutti. Il comunicato con cui il Leicester dà l&amp;#39;annuncio dell&amp;#39;esonero rende omaggio al lavoro svolto da Ranieri: &amp;quot;Claudio è stato nominato manager del Leicester nel luglio 2015, ha portato la Foxes a raggiungere il più grande trionfo in 133 anni di storia del club quando la scorsa stagione siamo stati incoronati campioni d&amp;#39;Inghilterra per la prima volta. Il suo profilo è senza dubbio quello del tecnico di maggior successo di tutti i tempi del Leicester. Tuttavia, i risultati raccolti quest&amp;#39;anno nella stagione in corso hanno posto il club campione di Premier in una situazione di pericolo, e per ciò il Consiglio a malincuore ritiene che un cambio della guida tecnica, che sicuramente è doloroso, sia necessario per il più alto interesse del club&amp;quot;. Il vicepresidente, Aiyawatt Srivaddhanaprabha, ammette che &amp;quot;è stata la decisione più difficile che abbiamo dovuto prendere in quasi 7 anni da quando abbiamo preso il possesso del Leicester. Ma il nostro dovere è quello di tutelare gli interessi nel lungo periodo del club, e alle volte mettendo anche da parte i sentimenti personali e non importanti quanto questi possano essere forti&amp;quot;.La preparazione del prossimo match di campionato, contro il Liverpool, sarà affidata al vice Craig Shakespeare, che insieme a Mike Stowell guiderà la prima squadra in attesa della nomina del nuovo allenatore. Lasciano subito il club i collaboratori italiani del tecnico romano, Paolo Benetti ed Andrea Azzalin.Gary Lineker, ex bomber della nazionale inglese, ora apprezzato commentatore tv, a caldo si sfoga su Twitter: &amp;quot;Dopo ciò che ha fatto per il Leicester esonerarlo ora è inspiegabile. Sono davvero triste. Grazie di tutto Claudio&amp;quot;. Lineker l&amp;#39;anno scorso aveva detto pubblicamente di non credere all&amp;#39;impresa del Leicester. E per pagare pegno della scommessa persa si era poi presentato in tv in mutande.La favola del Leicester finisce qui, dunque, nel peggiore dei modi. Ranieri torna a casa sua. Magari, chi lo sa, un giorno lo rivedremo in un altro grande club. Perché il calcio ha ancora bisogno di persone come lui. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487882460-claudioranieri.jpg" /> <![CDATA[La sinistra che ha svenduto il cuore]]> Il cuore di questo Paese non funziona più, sa di marcio e batte furbo e finto. Non per sempre, non per tutti, ma ormai troppo spesso. Non è più un caso, ma un virus, una patologia. Che accade se quelli che dovrebbero tutelare i deboli ci lucrano sopra? Che accade se gli immigrati diventano una filiera di affari, il volontariato una scusa, l&amp;#39;accoglienza una cresta? Che accade se ogni profugo vale almeno 40 euro al giorno ma a lui, singolo individuo, ne arrivano tre e il resto va nelle casse dei nuovi capataz, come nel caso di Mafia capitale con la coop di Buzzi? Che accade se la cooperazione diventa solo un modo per non pagare le tasse? Che accade se alcune organizzazioni non governative fanno patti scellerati con gli scafisti? Accade che il cuore va in frantumi e pesa una libbra di carne.Il cuore è la solidarietà ed è una cosa bella, se non è drogata. È quella cosa per cui ti riconosci negli occhi dell&amp;#39;altro. È qualcosa che rende più umano l&amp;#39;uomo, meno cieco il mercato, meno ottusi lo Stato e la burocrazia. È uno dei cardini della civiltà occidentale quando le crisi ti fanno perdere la rotta e la paura ti fa cadere nel lato oscuro. Il cuore è essenziale, ma per sopravvivere ha bisogno di fiducia. Non di meschinità.Tutto questo, lo raccontano le cronache giudiziarie e sociali, sta saltando. È il peccato mortale di questi anni. La sinistra, in particolare, ha costruito intorno alla solidarietà un sistema di associazioni finanziate con soldi pubblici. È, avrebbe dovuto essere, il cardine della via italiana al socialismo. Qualcosa di più di una politica, quasi una filosofia di vita. L&amp;#39;impressione è che da anni queste &amp;laquo;imprese sociali&amp;raquo; siano fabbriche di cinismo. Soldi in cambio di bene e i bisognosi trattati come merce, tanto al chilo, da piazzare sul banco dei finanziamenti pubblici, soldi con la scusa del buono, del bello, del santo, della cultura. Quanti migranti avete pescato stasera? Non tutti fanno così, certo, neppure la maggioranza, ma troppi. Davvero troppi. Di fronte a tutto questo non c&amp;#39;è stato neppure un mea culpa o uno straccio di allerta. Si preferisce non vedere e fa comodo mascherarsi da buoni. Ed è così che la sinistra ha svenduto il cuore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/04/24/1429851605-ipad-113-0.jpg" /> <![CDATA[La Roma perde di misura ma passa: giallorossi agli ottavi di Europa League]]> La Roma di Luciano Spalletti esce sconfitta per 1-0 contro il Villarreal ma si qualifica agli ottavi di finale di Europa League in virtù del 4-0 rifilato, nel match d&amp;#39;andata, al Sottomarino Giallo. I giallorossi, pieni di seconde linee, hanno sofferto gli spagnoli che hanno cercato in tutti i modi di ribaltare le sorti della qualificazione ma con esito negativo. Il gol di Borré al 16 del primo tempo aveva illuso la squadra allenata da Fran Escribà che però viene eliminata dalla competizione, mentre la Roma accede con merito agli ottavi.Nel primo tempo il Villarreal parte forte e colpisce subito la traversa con l&amp;#39;ex Sampdoria Soriano. Al 16, gli spagnoli passano grazie al gol di Borré che approfitta del brutto errore di Vermaelen e batte Alisson. Gli ospiti spingono e il portiere brasiliano della Roma è assoluto protagonista con due parate super su Soriano e Rodrigo. Nel secondo tempo Borré spaventa ancora la Roma mentre Perotti si fa vedere dalle parti di Fernandez. All&amp;#39;82 i giallorossi restano in 10 per l&amp;#39;espulsione, per doppia ammonizione, di Rudiger e al 90 Alisson è ancora memorabile su Borré. All&amp;#39;Olimpico finisce 1-0 per il Villarreal. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487879730-spalletti.jpg" /> <![CDATA[Rai, stretta sugli stipendi: cda dà il via libera a Campo Dall'Orto]]> La Rai fisserà un tetto di 240mila euro per i contratti di collaborazione e consulenza artistica, introdotto dall&amp;#39;art 9 della legge 198/26 ottobre 2016. Il cda di viale Mazzini ha dato mandato al direttore generale, Antonio Campo Dall&amp;#39;Orto, di applicare il limite ai contratti con la tv pubblica. La mossa però potrebbe saltare, qualora il parere richiesto dalla Rai ai ministeri competenti (Mise ed Economia) dovesse bloccare il provvedimento. Ma poniamo il caso che il tetto vada in porto. Chi ne subirebbe le conseguenze? Molti i vip della tv. Tra i più famosi citiamo Fabio Fazio, Carlo Conti, Flavio Insinna, Antonella Clerici, Amadeus, Bruno Vespa, Massimo Giletti, Piero e Alberto Angela, Lucia Annunziata.Il tentativo, si legge in una nota della Rai, è quello di &amp;quot;proteggere l&amp;#39;azienda dalle pesanti ricadute che un&amp;#39;applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull&amp;#39;intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato. Date tutte queste premesse, nel protrarsi di una pericolosa indeterminazione nell&amp;#39;interpretazione della legge, il Consiglio ha dato mandato al direttore generale di procedere all&amp;#39;applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi&amp;quot;.Il tema, com&amp;#39;è facilmente intuibile, è molto delicato, tenuto conto che in un clima pre-elettorale pochi avrebbero voluto sbilanciarsi, mettendo nero su bianco un&amp;#39;interpretazione secca della legge. Di contro, però, pare che negli ultimi giorni ci siano state intense comunicazioni fra il ministero dello Sviluppo economico e il Tesoro. Una delle soluzioni al vaglio era questa: distinguere fra serate evento (i cui compensi artistici andrebbero esclusi dall&amp;#39;applicazione rigida della norma e quindi dal tetto) e programmazioni artistiche che possono configurare collaborazioni coordinate e continuative.Il Cca Rai ha inoltre approvato all&amp;#39;unanimità il budget di Gruppo Rai per il 2017, illustrato dal dg Campo Dall&amp;#39;Orto. &amp;quot;Le proiezioni economiche evidenziano, nonostante la contrazione delle risorse pubbliche per circa 120 milioni di euro per effetto della riduzione dell&amp;#39;importo unitario del canone ordinario da 100 Euro a 90 Euro, un risultato economico in sostanziale pareggio e un livello di indebitamento finanziario netto allineato al valore previsto per il 2016. In questo contesto di minori risorse, il segno positivo della gestione operativa e il sostanziale pareggio previsto derivano dagli interventi di razionalizzazione impostati nell&amp;#39;area dei costi e degli investimenti di Gruppo, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di Euro&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487880766-fazio-conti-littizzetto.jpg" /> <![CDATA[Benefici, carriera, pensione. Emiliano non molla la toga]]> È come entrare nell&amp;#39;acqua senza bagnarsi. Si può? Michele Emiliano è fradicio, ma continua a proclamarsi asciutto: &amp;laquo;No, non mi dimetto. Resto magistrato&amp;raquo;. E avanza lanciando fumogeni: &amp;laquo;Quello è il mio mestiere. Non ci rinuncio. E non rinuncio nemmeno ai miei diritti costituzionali. All&amp;#39;elettorato attivo e passivo. Semmai pongo un problema che non è solo mio, ma più generale: ci vorrebbe un intervento del legislatore. Chi come me è fuori ruolo dovrebbe rientrare sì, ma in un&amp;#39;altra articolazione della Pubblica amministrazione&amp;raquo;.Lui intanto si tuffa e prova a scalare il Pd. Equilibrismi che nemmeno la legge italiana, più snodata di Houdini, riesce a conciliare. Recita il decreto Mastella del 2006: una toga può aspirare a qualunque carica, ma non può farsi incasellare dentro la vita di un partito. Sarebbe una sbandata intollerabile per chi non può fare distinzioni e deve far valere la legge allo stesso modo per tutti. Tradotto, Emiliano può fare, come ha fatto, il sindaco di Bari e il governatore della Puglia ma l&amp;#39;importante è che mantenga un profilo sganciato dalle sigle che compongono il nostro emiciclo. L&amp;#39;articolo 3 della norma vieta solo &amp;laquo;l&amp;#39;iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa ai partiti politici&amp;raquo;. Siamo, come si capisce, sul filo dell&amp;#39;ipocrisia perché i partiti sono il sale della vita pubblica. È davvero problematico, al di là delle forme e di eventuali escamotage, entrare in municipio o in parlamento senza schizzarsi. E però il governatore della Puglia sfonda le regole già così malleabili: fuori ruolo dall&amp;#39;ormai lontano 2003, è stato segretario del Pd pugliese, ora prova addirittura a conquistare la leadership del primo partito d&amp;#39;Italia. Che altro si può immaginare per marcare in modo così netto una carriera? Il giudice dovrebbe rimanere super partes, difficile pensare che al suo ipotetico rientro Emiliano possa rimettersi addosso il mantello della terzietà, fatto a brandelli.Non importa. Lui avanza, comizio dopo comizio, e contrattacca, sbandierando l&amp;#39;elettorato attivo e passivo. La procura generale della Cassazione nel 2014 ha aperto nei suoi confronti un procedimento disciplinare: nel mirino proprio la segreteria e la presidenza del Pd pugliese. In questo modo l&amp;#39;anti Renzi avrebbe violato il decreto 109 del 2006 che a sua volta dà attuazione a una prescrizione della Costituzione pensata - sottolinea la Procura generale - &amp;laquo;a garanzia dell&amp;#39;esercizio indipendente e imparziale della funzione giudiziaria&amp;raquo;.Lui reagisce. &amp;laquo;L&amp;#39;accusa non regge - spiega a La7 - perché fondata sull&amp;#39;idea sbagliata che ci siano due categorie di politici: i magistrati che devono fare politica da soli e gli altri che possono farla nei partiti&amp;raquo;. Poi da tribuno vira verso il vittimismo: &amp;laquo;Sono l&amp;#39;unico magistrato nella storia d&amp;#39;Italia ad avere problemi di questo genere&amp;raquo;.In realtà non è così: Paolo Taviano, che nutriva ambizioni un tantino più modeste e si sognava vicesindaco di Cassino, qualcosa di meno del Nazareno, si era visto rifilare dal Csm una censura, poi annullata dalle Sezioni unite della Cassazione solo perché la sua esposizione era durata pochi giorni e finalizzata a rastrellare voti. Ma giocare da numero uno del Pd, a Bari e poi magari in tutta Italia, è un&amp;#39;altra storia.Insomma, per liberarci da una repubblica giudiziaria Emiliano dovrebbe tagliare con le forbici il cordone ombelicale. Invece, resiste. Così resta legato alla corporazione togata. E non perde, sempre ipotizzando un ritorno a casa, gli scatti di anzianità e gli aumenti in busta paga. Infine, ultimo simpatico dettaglio, matura la pensione senza versare i contributi. Fuori, ma dentro gli oliati meccanismi della casta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487875535-michele-emiliano.jpg" /> <![CDATA[Sarah nell'ultimo tema aveva previsto la sua fine]]> ​Aveva predetto la sua fine nell&amp;#39;ultimo tema scritto a scuola, Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana (Taranto), scomparsa il 26 agosto 2010 e ritrovata cadavere in un pozzo 42 giorni dopo. Solo qualche giorno fa la Cassazione ha confermato i due ergastoli inflitti alla cugina Sabrina Misseri e alla zia, Cosima Serrano. Confermata anche la condanna a otto anni per Michele Misseri (marito di Cosima e padre di Sabrina) per la soppressione del cadavere di Sarah.A distanza di 7 anni dalla morte della figlia, la madre di Sarah, Concetta Serrano, ha consegnato alla redazione di Giallo, settimanale di cronaca nera, alcuni scritti di sua figlia. È inquietante - si legge nel settimanale - quanto è emerso da un tema scolastico dal titolo &amp;quot;Inventate un fatto immaginario&amp;quot;, in cui Sarah scrive: &amp;quot;In una famiglia avviene un terribile e misterioso omicidio. Qualcuno uccide una ragazza. Gli inquirenti sospettano una persona. Poi, due anni dopo, si scopre la verità: a uccidere la ragazza è stato suo padre che viene arrestato e confessa il delitto&amp;quot;.Così la ragazzina scriveva in un altro compito: &amp;quot;Una signora terrorizzata da un incubo notturno seguito da una strana apparizione nella sua stanza racconta questa storia a Carmille che dice di averne vissuta una simile, ma ne è venuta fuori ricorrendo a un amuleto. Ma Carmille una notte scomparve senza essere mai più ritrovata&amp;quot;.A tanti anni dal delitto, questi scritti destano molti interrogativi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487875294-sarahscazzi-thumb400x275.jpg" /> <![CDATA[Poliziotti costretti alla dieta: ​porzioni minime a mensa]]> A Genova, i poliziotti sono costretti a una dieta forzata a mensa: porzioni minime e pasti sgradevoli perché serviti freddi o scotti. E chi arriva tardi non mangia. A insorgere contro i tagli indiscriminati è il sindacato Siap che punta il dito contro la ditta che ha in appalto il servizio: &amp;quot;Minaccia i dipendenti di trasferimento se non accettano la riduzione dell&amp;#39;orario&amp;quot;, sottolinea il segretario provinciale Roberto Traverso.Come racconta Repubblica, già un anno e mezzo fa il sindacato aveva segnalato al ministero dell&amp;#39;Interno i tagli al menù.&amp;quot;Ora la situazione è diventata insostenibile, alcuni colleghi mi hanno detto che si porteranno da casa un panino&amp;quot;. Sono duemila gli agenti che ogni giorno vanno a mangiare nelle sei &amp;quot;Mense di Stato&amp;quot;: a Sturla e Cornigliano, nella caserma del Reparto Mobile di Bolzaneto, al Lagaccio (Polfer), in via Saluzzo alla Foce e Sampierdarena (dove ci sono le sedi della Stradale).Secondo la denuncia del sindacato, nelle cucin,e &amp;quot;le grammature non vengono rispettate, quindi la classica fettina di carne si riduce a un sottile quadratino di pochi centimetri. Il pesce è tutto lische, mentre la pasta, che dovrebbe essere un piatto essenziale, che fa bene e riempie, spesso non è condita a dovere. Di un bianco smorto... Non sto parlando di sugo con astice, ma di semplice pomodoro! Eppure cosa costerebbe aumentare le dosi di trenta grammi visto che la pasta non è certo un piatto per ricchi?&amp;quot;.E se un poliziotto, impegnato in un servizio che si prolunga oltre l&amp;#39;orario, prova a sedersi al tavolo quando finisce, trova poco o niente da mangiare: &amp;quot;Quando le razioni sono finite ci si deve accontentare di due fette di mozzarella e una scatoletta di tonno: 80 grammi che non bastano neppure per un ragazzino!&amp;quot;.&amp;quot;Quando si parla del panino da casa, vuol dire che il servizio è insufficiente &amp;ndash; conclude il segretario provinciale del Siap, Roberto Traverso &amp;ndash; e che la pazienza è finita. Non si può garantire un pasto con una mozzarella e due pezzetti di tonno e costringerci a un digiuno forzato. Non mi resta che dire che siamo alla frutta, ma delle volte neppure la troviamo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487871095-foto-volante-sera.jpg" /> <![CDATA[Gallowgate Flags, dall'Inghilterra ecco il tifo che piace ]]> Pensiamo spesso alle tifoserie formate da ultras violenti e pericolosi ma esistono anche casi in cui il buon esempio viene proprio dai tifosi stessi. Questo, infatti, accade in Inghilterra, precisamente a Newcastle. La squadra, attualmente prima in classifica in Championship e allenata da un&amp;#39;ex conoscenza italiana, Rafa Benitez, è accompagnata di settimana in settimana dalle magnifiche coreografie dei Gallowgate Flags (guarda il video).[[video 1368073]]Il gruppo si propone di migliorare l&amp;#39;atmosfera al St James&amp;#39; Park durante le partite della squadra e si forma su un sito di crowdfunding. Da giugno 2016 sono state racimolate circa 11.000 sterline dai tifosi provenienti da tutto il mondo. Hanno il sostegno della società ma hanno bisogno, soprattutto, delle donazioni della gente per proporre ogni settimana delle fantastiche coreografie in un ambiente pacifico e soprattutto sportivo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487870418-c5mu7m4wqaa-vfg.jpg" /> <![CDATA[Ruby ter, Berlusconi in procura come teste]]> Silvio Berlusconi è stato ascoltato come testimone per un paio d&amp;#39;ore negli uffici della procura di Milano nell&amp;#39;ambito dell&amp;#39;inchiesta Ruby ter che indaga sui presunti pagamenti da parte del leader di Forza Italia per condizionare le testimonianze delle cosiddette &amp;quot;olgettine&amp;quot; durante il processo Ruby.L&amp;#39;ex premier, accompagnato dal suo medico personale Alberto Zangrillo e dall&amp;#39;avvocato Niccolò Ghedini, è stato sentito come persona offesa e ha risposto a tutte le domande dei magistrati, ai quali ha ribadito la sua accusa di estorsione nei confronti di Giovanna Rigato che gli avrebbe chiesto circa un milione di euro per non parlare di particolari accaduti in una delle serate ad Arcore.Un colloquio disteso durante il quale il Cav ha anche scherzato con i pm, ironizzando sul fatto che il fascicolo sia stato aperto nel 2014, prima cioè che decidesse di tornare attivamente in politica. &amp;quot;Vi siete mossi in anticipo&amp;quot;, ha detto con tono definito &amp;quot;leggero&amp;quot; dai presenti.Silvio Berlusconi si è detto poi &amp;quot;dispiaciuto&amp;quot; per aver denunciato Giovanna Rigato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/10/1484063286-66-full.jpg" /> <![CDATA[Per un errore giudiziario, ​la sua casa finisce all'asta]]> Un errore giudiziario può costargli la casa. Con l&amp;#39;accusa (poi rivelatasi errata) di truffa, la procura di Aosta sequestra i conti correnti di un avvocato palermitano, Calogero Dolce, che non può così pagare il muotuo della sua abitazione, un attico nel centro storico della città che domani potrebbe essere venduto all&amp;#39;asta. Tutto ha inizio 12 anni fa. &amp;quot;Nel dicembre del 2005 &amp;ndash; racconta l&amp;#39;avvocato a Palermotoday.it - ricevetti una proposta contrattuale di lavoro in ordine a transazioni internazionali, in particolare fra gli Stati Uniti e i paesi dell&amp;rsquo;Est: dovevo ricevere dei bonifici e poi, trattenuta una percentuale che variava dal 5 al 10%, inviarli a soggetti russi o ucraini. Accettai il mandato e ricevetti i primi bonifici di appena mille euro. Sempre nel dicembre del 2005, in vista delle festività natalizie ho fatto un assegno a mia figlia per fare dei regali. Lei va in banca e le rifiutano di cambiare l&amp;rsquo;assegno. Il vicedirettore mi spiegò che il conto era stato sequestrato per operazioni &amp;#39;sospette&amp;#39; di mille euro&amp;quot;.La procura di Aosta nel corso di un&amp;rsquo;inchiesta aveva bloccato il conto corrente dell&amp;#39;avvocato accusato di essersi intromesso telematicamente nel conto corrente di diversi soggetti e aver effettuato dei bonifici a suo favore. Il provvedimento di sequestro gli viene notificato solo il 16 gennaio 2006. &amp;quot;Bastava una semplice operazione per scagionarmi - spiega il legale -: chiedere al provider di competenza il log-file ed individuare chi si fosse intromesso nel conto corrente delle presunte vittime della truffa. Questa semplice operazione avrebbe dimostrato in pochi secondi, chi fosse stato ad intromettersi nel conto corrente in questione&amp;quot;.Nel 2008 arriva la sentenza di assoluzione che stabilisce che a mettere in atto la truffa non era stato l&amp;#39;avvocato, ma altri soggetti, rimasti ignoti, perché non era più possibile effettuare i dovuti accertamenti: i dati vengono conservati dai providers solo per due anni.Ma l&amp;#39;incubo per il legale non era terminato. Oltre al danno la beffa: coi conti sequestrati non aveva potuto pagare il mutuo della sua abitazione che, intanto, era finita all&amp;#39;asta.&amp;quot;La procedura esecutica immobiliare non si è fermata e va avanti e nonostante ben 6 aste andate deserte - sottolinea l&amp;#39;avvocato -. Il giudice anzichè estinguere la procedura fissa una nuova asta ad un prezzo ridicolo. Ho proposto una decina di istanze di estinzione o sospensione, ma nulla&amp;quot;. Domani 24 si terrà la settima asta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487870010-martello-giudice.jpg" /> <![CDATA[Sgarbi: Famo lo stadio della Lazio. Sarò il testimonial]]> Nell&amp;#39;infinito dibattito sul nuovo stadio della Roma che dovrebbe sorgere a Tor di Valle, zona a sud della Capitale, si inserisce anche Vittorio Sgarbi. Il critico d&amp;#39;arte, con un video pubblicato sulla propria pagina Facebook, aggiunge però al dibattito un altro tassello: &amp;quot;Ma perché lo stadio della Roma o non quello della Lazio?&amp;quot;.Sgarbi si pone questa domanda, con il solito approccio tra l&amp;#39;ironico e il serio, e invita i tifosi della Lazio a unirsi per chiedere che venga realizzata un&amp;#39;opera anche per loro: &amp;quot;Laziali ribellatevi&amp;quot;. Aggiunge poi una promessa: &amp;quot;Sono pronto a fare il testimonial per la Lazio&amp;quot;.Il critico d&amp;#39;arte torna poi a parlare di Francesco Totti, criticato nei giorni scorsi per essersi schierato a favore del progetto, sottolineando che &amp;quot;non può essere un consulente per l&amp;#39;architettura un giocatore di calcio, il quale difende non solo lo stadio ma anche i grattacieli&amp;quot;. (GUARDA IL VIDEO)[[video 1368054]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/17/1487326878-13669728-1180876508635421-2236215006093433022-n.jpg" /> <![CDATA[Mosul, forze irachene si riprendono l'aeroporto]]> L&amp;#39;esercito iracheno ha messo a segno un colpo molto importante contro il sedicente Stato islamico, riconquistando l&amp;#39;aeroporto di Mosul. L&amp;#39;offensiva per liberare la città dalle bandiere nere (che la controllano dal 2014) è partita a ottobre scorso. Dopo uno stallo di alcune settimane è ripartita lo scorso 19 febbraio: l&amp;#39;avanzata, dopo lo scalo aereo e la base di al Ghazlani, nella periferia sud-ovest di Mosul, permetterà di lanciare altre operazioni verso ovest, dove si annidano migliaia di combattenti Isis. Quattro soldati delle forze anti-terrorismo irachene sono morti e altri tre sono rimasti feriti dopo un attacco con i razzi Katyusha lanciato dai miliziani dell&amp;#39;Isis contro l&amp;#39;aeroporto di Mosul. Il generale di brigata Bahnam Mohammad al-Kazimi, uno dei comandanti che all&amp;#39;alba hanno guidato l&amp;#39;operazione per la riconquista dello scalo, ha confermato che le forze governative ora hanno il &amp;quot;controllo totale&amp;quot; dell&amp;#39;aeroporto che, tuttavia, deve ancora essere &amp;quot;ripulito&amp;quot; da eventuali ordigni e da possibili jihadisti ancora nascosti all&amp;#39;interno.L&amp;#39;attacco contro l&amp;#39;Isis è iniziato la notte scorsa con alcuni raid aerei (con jet, droni ed elicotteri) della coalizione internazionale a guida americana. I jihadisti hanno provato a resistere all&amp;#39;avanzata delle forze irachene anche con il lancio di colpi di mortaio da zone interne della città. Prima dell&amp;#39;inizio delle operazioni erano stati lanciati volantini che avvisavano gli abitanti dell&amp;#39;imminente offensiva. Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per i civili che restano nella città, fino a 650mila persone. La tv di Stato irachena ha trasmesso immagini di soldati iracheni che fanno il segno della vittoria e issano la bandiera irachena nello scalo davanti a carri armati e mezzi blindati. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487867311-polizia-iraq-mosul.jpg" /> <![CDATA[Rischia di perdere una gamba, ai responsabili solo 200 euro di multa]]> Solo per miracolo cammina ancora dopo aver rischiato di perdere una gamba a causa del malfunzionamento dell&amp;rsquo;ascensore dell&amp;rsquo;Istituto superiore di sanità in viale Regina Elena, a Roma. Dopo 7 anni di processo arriva la condanna: una multa di 200 euro per i tre responsabili della società che si occupava della manutenzione. La seconda sezione penale del Tribunale ha quantificato un risarcimento danni di 7mila euro a favore della parte offesa, K.L., una dottoressadi 43 anni.I fatti risalgono al 18 ottobre del 2011. Come racconta il Corriere della Sera, la donna era quasi del tutto uscita dall&amp;rsquo;ascensore quando all&amp;rsquo;improvviso le porte si serrarono come una tenaglia sulla sua gamba destra. Il resto del corpo era ormai fuori dalla cabina e l&amp;rsquo;elevatore cominciò la sua lenta risalita, con l&amp;rsquo;arto incastrato.Secondo quanto rilevato dalle indagini, a provocare il guasto furono gli omessi controlli al sistema frenante dell&amp;rsquo;elevatore. La donna riuscì a salvare la gamba divincolandosi con tutte le sue forze. Una volta tirato fuori, vide l&amp;rsquo;ascensore riprendere la risalita schiantandosi sul soffitto dell&amp;rsquo;ultimo livello.A causa dell&amp;#39;incidente, la dottoressa riportò una lacerazione muscolare alla gamba destra, oltre a diverse escoriazioni in varie parti del corpo. Sempre meglio che &amp;quot;venire tagliata in due&amp;quot;, come la vittima scrisse nella denuncia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487867321-ist.jpg" /> <![CDATA[Dai club omosessuali ai gruppi anti-Israele: è il grande affare onlus]]> Non governano, ma sono potentissime. Non fatturano, ma sono un business. Il sottobosco delle organizzazioni non governative vale milioni di euro e conta su risorse importanti: in Italia le Organizzazioni non governative riconosciute ufficialmente eleggibili per il finanziamento pubblico sono almeno 250 e il &amp;laquo;fatturato&amp;raquo; totale di quelle registrate supera i 500 milioni di euro. Come l&amp;#39;associazione Anddos, finita nella bufera per le orge nei circoli gay finanziate dall&amp;#39;Unar e rivelate dalle Iene: dopo lo scandalo, ieri la presidenza del Consiglio ha revocato il finanziamento da 55mila euro annullando l&amp;#39;inserimento in graduatoria.Gli introiti sono costituiti per il 68% da finanziamenti istituzionali e &amp;laquo;solo&amp;raquo; per il restante 32% da donazioni di privati e tax payers. Un indotto che ha molto che vedere con il tema dell&amp;#39;occupazione, se si pensa che il 31% degli operatori può contare su contratti a tempo indeterminato e il 38% su collaborazioni a progetto, con una retribuzione che oscilla fra 66mila euro lordi annui (la più alta) e i dieci mila. Comparando le più recenti top 10 delle Ong classificate per totale di entrate, emerge un aspetto interessante: si scopre che l&amp;#39;altalena dei numeri fa variare, e di molto, le posizioni. Così (ai dati di maggio 2016) Save the Children scala il primo posto, passando da 25 milioni a 66 milioni di euro, Medici senza Frontiere segue con 50 milioni (più dieci), Emergency vede crescere il bilancio a ben 38milionidi euro (dai 23 precedenti). Ma l&amp;#39;elenco continua, ed è lungo. Dove finiscono, tutti questi fondi pubblici? La questione è stata sollevata non molto tempo fa, da Gerard Steinberg, che ha dichiarato: &amp;laquo;Milioni di euro pagati dai contribuenti italiani sono sperperati ogni anno in favore di un piccolo gruppo di Ong politicizzate che non realizzano obiettivi in particolare&amp;raquo;. Per esempio, le associazioni anti-Israele: un nutrito gruppo di attivisti che operano per diffondere il verbo della propaganda pro-palestinese, con il beneplacito, tra gli altri del Ministero degli Affari esteri. Quanti sono i soldi dei contribuenti che finiscono a finanziare progetti &amp;laquo;umanitari&amp;raquo; o di cooperazione dai contorni non sempre trasparenti, è una domanda a cui non c&amp;#39;è ancora una risposta univoca. Spesso, non è noto l&amp;#39;ammontare dei contributi e del costo dei progetti finanziati nel settore delle onlus, né i criteri di selezione per l&amp;#39;assegnazione degli incarichi. Ancora più spesso, accade che gli stessi progetti vengano presentati dalle stesse associazioni, finanziati dagli stessi enti, in anni diversi. Mentre in altri Paesi, come Stati uniti e Canada, esistono precisi meccanismi di controllo, in Italia il sistema delle Ong non ha mai vincolato i finanziamenti statali sulla base di gare pubbliche né sono fissati criteri specifici che definiscano di qualità e costi dei progetti, soprattutto per le Onlus con i bilanci che pesano di più. Ufficialmente, non vi sono enti indipendenti di controllo e certificazione obbligatori. Una lacuna legislativa che è, a tutti gli effetti, un limbo. La necessità di maggiori controlli è stata auspicata nel luglio 2012 anche dalla Corte dei conti, che ha monitorato 84 progetti in 23 Paesi, trovando di tutto: soldi mai arrivati, progetti fermi o in ritardo da anni, rendiconti spariti. In effetti, a rendere pubblici i propri bilanci, o il proprio organigramma, sono per lo più le organizzazioni internazionali, cosa che accade molto più di rado nel no-profit delle piccole associazioni all&amp;#39;italiana. Incrociando gli open data, per esempio, incuriosisce che la classifica delle dieci ong più &amp;laquo;ricche&amp;raquo; non corrisponda affatto a quella delle più trasparenti. Discutere delle competenze, dell&amp;#39;operato, degli ambiti d&amp;#39;intervento e del funzionamento generale delle organizzazioni non governative sembra un tabù su cui vige, a tutt&amp;#39;oggi, una specie di silenzio assenso. È lecito sospettare che quello scoperchiato dal caso Unar, coi finanziamenti contro la discriminazione razziale devoluti al sollazzo omosessuale, sia solo un vaso di pandora. Scoperchiarlo, non basta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487866501-7079041.jpg" /> <![CDATA[Ex vendoliani con scissionisti: Uniti con Speranza e Pisapia]]> Scissionisti con scissionisti. Prende forma (a fatica) la nuova anima rossa a sinistra. Dopo la rottura nel Pd a rafforzare le truppe dei fuoriusciti dem arrivano gli ex vendoliani che hanno abbandonato Sinistra e Libertà. Gli scissionisti di Sinistra italiana - alla Camera sono in tutto 17 - costituiranno nei prossimi giorni un gruppo parlamentare comune assieme agli &amp;rsquo;scissionistì del Pd, ovvero i bersaniani. A confermarlo Arturo Scotto e Alfredo D&amp;rsquo;Attorre in conferenza stampa, che hanno spiegato: &amp;quot;Costruiremo anche un&amp;rsquo;agenda comune su cui incalzare il governo&amp;quot;, ad esempio sul lavoro, il sociale e i diritti &amp;quot;e su alcuni punti si può trovare una condivisione che allarghi l&amp;rsquo;ambito di sostegno al governo&amp;quot;, ha sottolineato D&amp;rsquo;Attorre. E quindi potrebbe nascere una sorta di fusione tra le due anime scissioniste della sinistra.&amp;quot;Assieme ai fuoriusciti dal Pd vogliamo costruire un percorso costituente, assieme a Roberto Speranza e Giuliano Pisapia, e assieme a tutte quelle forze che vogliono unire i progressisti italiani e ridare speranza ai tanti elettori che non hanno più una casa nè un luogo in cui militare e per cui votare&amp;quot;. A lasciare il gruppo di Sinistra italiana, oltre Scotto e D&amp;rsquo;Attorre, Bordo, Melilla, Sannicandro, Duranti, Piras, Ferrara, Martelli, Quaranta, Ricciatti, Galli, Nicchi e &amp;quot;altri che sono con noi in questa nuova avventura e daremo vita a un processo costituente&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/12/1481544221-speranza-bersani.jpg" /> <![CDATA[Paolo Nutini arrestato per guida in stato d'ebbrezza]]> Paolo Nutini è stato arrestato dopo un controllo della polizia per guida in stato di ebrezza. Nella notte di martedì 21 febbraio il cantautore di origini italiane si trovava alla guida della sua auto a Paisley, in Scozia, quando è stato fermato dagli agenti. Sottoposto al controllo, Nutini mostrava un tasso alcolico superiore al limite stabilito. Per questo è stato arrestato e, dopo un breve fermo, rilasciato.Come riporta un sito locale, il 30enne, famoso per &amp;quot;Jenny Don&amp;#39;t Be Hasty&amp;quot;, &amp;quot;Candy&amp;quot; e &amp;quot;New Shoes&amp;quot;, dovrà a breve rispondere del reato davanti al giudice della cittadina scozzese compatibilmente con i suoi impegni. Il cantautore sta infatti preparando la partenza per un breve tour in Sud America: il 22 a Città del Messico, il 25 a Santiago de Chile, il 27 a Buenos Aires in Argentina, il 29 a San Paolo in Brasile.Il terzo album di inediti di Paolo Nutini, &amp;quot;Caustic Love&amp;quot;, è uscito nel 2014. Il cantautore britannico dovrebbe pubblicare il nuovo disco entro la fine di quest&amp;#39;anno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487865679-10511317-10152492622719565-4062315453850064935-n.jpg" /> <![CDATA[Jazz e deejay, sci con ritmo sulle piste della Val di Fiemme]]> Sci e musica, il ritmo è doppio sulla sulla neve della Val di Fiemme fra note jazz e ritmi deejay. Torna infatti il Dolomiti Ski Jazz edizione del ventennale con 20 concerti sulle piste innevate, nei pub e nei teatri dal 10 al 18 marzo. E dal 18 al 25 marzo ancora musica con le performance del Fiemme Dj Ski Fest nei rifugi in quota e nei paesi della valle più musicale - come gli abeti con cui di fanno i violini - del Trentino. Mentre le giornate sugli sci si fanno sempre più lunghe e il Sole colora la pelle, va così in scena il più grande festival di musica nera su sfondo bianco, con due degustazioni di prodotti tipici firmate Happy Cheese.Si parte con il Dolomiti Ski Jazz 20x20 dove i più amati jazzisti europei si esibiscono accanto a jazzisti americani di fama mondiale. Nel cast artistico spiccano nomi affermati sulla scena internazionale come Paolo Fresu e Dado Moroni, Jorge Rossi e Joe Chambers, Andrea Pozza, oltre a giovani promesse come Alessandro Presti e Olivia Trummer. Una sequenza da non perdere fra concerti e jam session, a ridosso delle stazioni sciistiche e nei principali centri abitati. Malghe, rifugi, baite, pub e locali notturni ospitano le magiche note del jazz.Poi la musica cambia a colpi di mixer con le performance deejay che prendono vita bella seconda edizione di Fiemme Dj Ski Fest. I più grandi artisti europei della consolle si esibiscono nei rifugi delle spettacolare skiarea che comprende Ski Center Latemar, Alpe Lusia-Bellamonte e Alpe Cermis. Mentre alla sera, dopo le 20.30, Predazzo e Cavalese puntano i riflettori sui migliori deejay italiani, a partire da protagonisti di Radio 105 come Ylenia e Pippo Palmieri.E il gusto della valle accompagna la musica con due Happy Cheese a ritmo di Dolomiti Ski Jazz: aperitivi tipici trentini al Rifugio Ciamp de le Strie di Bellamonte, 11 marzo alle 12, con il concerto del del quartetto Thrust Electric Funk Project e al super panoramico Rifugio Passo Feudo di Predazzo, il 18 marzo alle 12, con il trio della cantante svedese Emilia Martensson.Informazioni e programma dei concerti su www.dolomitiskijazz.come-mail: info@dolomitiskijazz.comBiglietti - Tutti i concerti sono gratuiti, tranne quelli di Paolo Fresu &amp;amp; Dado Moroni: biglietto intero euro 15; ridotto euro 10; &amp;ldquo;Passport&amp;rdquo;, Alessandro Presti Quintet e &amp;ldquo;Again!&amp;rdquo;: biglietto intero euro 10; ridotto euro 8. Abbonamento Fidelity Card: euro 25 euro (ingresso a tutti i concerti nei teatri). Riduzioni per giovani 12-25 anni e over 65. Bambini fino a 12 anni gratisApt Val di Fiemme, tel. 0462 241111, e-mail: info@visitfiemme.it - www.visitfiemme.it <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487864813-dolomiti-ski-jazz-fiemme-foto-pierluigi-orler.jpg" /> <![CDATA[Silvio Berlusconi all'asta per aiutare i terremotati dell'Abruzzo]]> L&amp;#39;annuncio arriva dalla pagina facebook ufficiale di Silvio Berlusconi. Al centro del messaggio affidato ai social un&amp;#39;iniziativa di beneficienza per quanti sono stati colpiti dal terremoto in Abruzzo, con la possibilità di dare loro una mano, con un gesto di generosità.&amp;quot;Cari amici, ho deciso di prestarmi a questa asta di beneficenza a sostegno delle popolazioni terremotate dell&amp;#39;Abruzzo&amp;quot;, scrive sulla pagina Berlusconi, che passa poi a spiegare i dettagli dell&amp;#39;offerte.&amp;quot;Penso che ognuno di noi debba fare tutto quanto è nelle proprie possibilità per aiutare i nostri concittadini in difficoltà, e a volte si può essere utili anche con un gesto semplice&amp;quot;. E qui l&amp;#39;offerta. &amp;quot;Sarò davvero felice di conoscere e di pranzare con un benefattore generoso e sensibile come il vincitore di questa gara, che spero verrà aggiudicata ad un prezzo molto alto dato che i fondi raccolti saranno devoluti alla Croce Rossa!&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/19/1482168449-lapresse-20161210171042-21563323.jpg" /> <![CDATA[Aborto, anche i medici contro il bando in Lazio. Ma la Regione si difende]]> Dopo vescovi e governo, anche l&amp;#39;ordine dei medici si scaglia contro la scelta della Regione Lazio di indire un bando per assumere solo non obiettori di coscienza all&amp;#39;ospedale San Camillo.&amp;quot;Prevedere un concorso soltanto per non obiettori di coscienza ha il significato di discriminazione di chi esercita un diritto sancito dalla bioetica e dalla deontologia medica&amp;quot;, attacca l&amp;#39;ordine di Roma, &amp;quot;Soltanto ragioni superiori potrebbero consentire di superare il diritto fondamentale di invocare legittimamente l&amp;#39;obiezione di coscienza in determinate situazioni. Ma queste ragioni superiori non ci risulta esistano. Infatti, non risulta che i servizi di interruzione volontaria di gravidanza, nel rispetto della legislazione, non siano mai stati assicurati nell&amp;#39;azienda Sanitaria pubblica. Inoltre, ove si verificassero difficoltà ad assicurare il servizio in questione si avrebbero numerosi strumenti normativi di carattere flessibile, che, utilizzati, potrebbero tranquillamente superare tali ipotetiche difficoltà&amp;quot;. &amp;quot;Le procedure avviate oltre un anno fa, per completare l&amp;#39;organico dei servizi dedicati alle prestazioni assistenziali relative all&amp;#39;applicazione della legge 194 presso il Centro di Riferimento Regionale dell&amp;#39;Ospedale S. Camillo, non contengono alcuna forma di iniquità poiché non vi è nel testo del decreto alcun accenno o riferimenti, tra i requisiti previsti, all&amp;#39;obiezione di coscienza, ma una specifica indicazione delle funzioni da svolgere per le prestazioni assistenziali legate all&amp;#39;erogazione del servizio&amp;quot;, si difende però la Regione Lazio, &amp;quot;Meraviglia pertanto che l&amp;#39;Ordine dei Medici di Roma non conosca i contenuti di atti che risalgono al mese di giugno 2015 pubblicati sul Bollettino Ufficiale&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/22/1487775902-hospital-1802680-1920.jpg" /> <![CDATA[Lanciano il cane dal finestrino dell'auto: è caccia alla Bmw con targa romena]]> È caccia alla Bmw di colore rosso/arancione targata Romania che martedì 21 febbraio ha lanciato un cane dal finestrino, l&amp;#39;auto si trovava nell&amp;#39;area di servizio Limenella (Padova) lungo l&amp;#39;autostrada A4.Hanno abbandonato il cane di taglia media in mezzo alla strada. Lo hanno fatto senza alcuna pietà e poi come dei codardi sono scappati a gambe levate. Dopo averlo &amp;quot;lanciato dal finestrino dell&amp;#39;auto&amp;quot;, infatti, se ne sono andati a tutta velocità in direzione Venezia e nessuno ha potuto fare nulla per farmarli. Se ne sono andati via così velocemente che i testimoni non sono riusciti neanche a prendere il numero di targa.Gli automobilisti che hanno assistito alla scena sono subito corsi verso il cane e hanno chiamato la polizia stradale. La povera bestiolina, ora, è stata affidata alle cure del servizio veterinario dell&amp;rsquo;ULSS 6 di Padova. Intanto, la polizia cotinua a dare la caccia ai passeggeri della Bmw che rischiano una denuncia penale all&amp;rsquo;Autorità giudiziaria per i reati previsti dagli articoli del Codice Penale n.727 &amp;quot;abbandono di animali&amp;quot; (con arresto fino ad un anno e ammenda da 1.000 a 10.000 euro) e n.544-ter &amp;quot;maltrattamento di animali&amp;quot; ( con reclusione da 3 a 18 mesi e multa da 5.000 a 30.000 euro). <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/03/1483472806-cucciolo-abbandonato-rifiuti-ventimiglia-cane2.jpg" /> <![CDATA[Maurizio Costanzo: Sto dalla parte di Stefano De Martino]]> &amp;quot;Siamo più vicini a De Martino&amp;quot;. Maurizio Costanzo non usa giri di parole e in un&amp;#39;intervista al settimanale Nuovo commenta le vicende sentimentali della coppia che ha infiammato il gossip: Belen Rodriguez-Stefano De Martino. Di fatto Costanzo dichiara apertamente che lui e sua moglie, Maria De Filippi, dopo la separazione tra Stefano e Belen, stanno proprio dalla parte del ballerino napoletano. &amp;quot;Stefano De Martino è dotato di grande umiltà e per questo Maria lo stima molto. Non è per lei un figlio artistico, però gli sta dando ruoli sempre più importanti. Stefano del resto non è solo un ballerino, ha altre capacità perché è una persona fedele e appassionata&amp;quot;, ha affermato Costanzo. Poi l&amp;#39;affondo su Belen: &amp;quot;Personalmente consiglio a Belen di trasferirsi all&amp;rsquo;estero e di togliere il disturbo, di non romperci più le scatole. Non è che ogni due minuti possiamo discutere degli amori di Belen: chi se ne importa? E comunque noi ci sentiamo più vicini a Stefano&amp;quot;, ha concluso Costanzo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/25/1464158073-costanzo.jpg" /> <![CDATA[In Svezia c'è chi vuole un'ora di pausa sesso per i lavoratori]]> C&amp;#39;è la pausa pranzo, e quella è un sacrosanto diritto. La pausa sigaretta, e qualcuno ne usufruisce. Ma quello che ha proposto un assessore nella città svedese di Overtornea è se non altro inusuale: la &amp;quot;pausa sesso&amp;quot;.Non c&amp;#39;è nulla di ironico dietro la mozione presentata in consiglio comunale dal 42enne Per-Erik Muskos, che ha confermato alla France Press come la sua proposta sia assolutamente seria, pronto a motivarla.Ogni lavoratore, sostiene Muskos, dovrebbe poter usufruire di sessanta minuti di pausa (pagati) per poter tornare a casa e stare con il proprio partner. &amp;quot;Ci sono studi che dimostrano che il sesso fa bene alla salute&amp;quot;, argomenta il consigliere comunale all&amp;#39;agenzia.E poi ci sono i problemi della società svedese, in cui secondo lui le coppie non trascorrono abbastanza tempo insieme. Ragion per cui è pronto ad accogliere la sfida e portare avanti la sua idea di un&amp;#39;ora di &amp;quot;sesso retribuito&amp;quot; per tutti.Una proposta non senza problemi. Lui per prima sottolinea che non c&amp;#39;è modo di controllare che davvero i lavoratori utilizzino la pausa pagata per avere migliori e più frequenti rapporti sessuali e a suggerire che a regolare la questione sia piuttosto il rapporto di fiducia con i datori di lavoro.Da sottolineare sono i dati sul lavoro. In Europa, dopo finlandesi e francesi, gli svedesi impiegati a tempo pieno sono quelli che spendono meno tempo al lavoro. Il loro monte ore annuo in media si attesta a circa 1.685 ore, dicono dati del 2015. Ma per Muskos il tempo libero non è ancora abbastanza. Più sesso, pagato, per tutti. Questa è la sua battaglia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/21/1479748116-sesso-schiena-678x381.jpg" /> <![CDATA[L'Inps certifica (ancora) il flop di Renzi e Jobs Act]]> Un altro flop di Matteo Renzi certificato dall&amp;#39;Inps. Il Jobs Act non è mai decollato. Sono ammontati a 340.149, al netto delle cessazioni, i nuovi contratti stipulati nel 2016, poco più della metà di quelli registrati nel 2015 che aveva chiuso a 627.569. Crollo invece per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato che hanno chiuso l&amp;#39;anno a quota 82.917 contro i 934mila registrati invece nel 2015: 851mila in meno dunque a causa del progressivo scomparire della decontribuzione.In calo anche le cessazioni (-3,1%) mentre i licenziamenti restano stabili. I nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, infatti, senza calcolare le cessazioni, sono ammontati a 1,264 milioni, il 37,6% in meno del 2015 mentre le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 378.805, il -35,4% in meno dell&amp;#39;anno precedente. Sono stati pari invece a 81.305, invece, il 5% in meno, gli apprendisti trasformati a tempo indeterminato. Il tutto a fronte di 1.642.049 cessazioni che portano il dunque il saldo 2016 a 82.917 assunzioni contro i 934.092 del 2015. Insomma la riforma renziana del mercato del lavoro continua a far acqua da tutte le parti. Quanto alle cessazioni nel complesso, comprensive anche dei rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite del 3,1%. La riduzione è più consistente per gli apprendisti (-11%) e per contratti a tempo indeterminato (-7%). Analizzando le cessazioni per tipologia, i licenziamenti complessivi relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari a 646.000, risultano in modesto aumento rispetto al 2015 pari a 624.000 e in leggero calo rispetto ai 671mila del 2014. Il tasso di licenziamento per l&amp;#39;intero 2016 (calcolato rispetto all&amp;#39;occupazione esposta al rischio ad inizio anno) è stato del 5,9% che risulta inferiore a quello corrispondente del 2015 pari al 6,1% e del 2014 che segno un 6,5%. Sul trend dei licenziamenti ha inciso l&amp;#39;introduzione dell&amp;#39;obbligo delle dimissioni on line. La progressiva consistente riduzione della decontribuzione dunque ha inciso sui numeri del 2016. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/14/1487064580-1473101280-newpress-20160905153226-20534488.jpg" /> <![CDATA[Sanremo, l'impiegato eroe è un ex dirigente da 125mila euro all'anno]]> Invitato alla 67&amp;deg; edizione del Festival di Sanremo, Salvatore Nicotra è stato subito soprannominato &amp;quot;l&amp;#39;impiegato eroe&amp;quot; perché, ha raccontato, &amp;quot;in 40 anni di lavoro non mi sono mai assentato per una malattia&amp;quot; e ancora &amp;quot;ho regalato al comune di Catania 239 giorni di ferie non godute&amp;quot;. Tra gli applausi del pubblico e l&amp;#39;ammirazione di Carlo Conti e Maria De Filippi, il lavoratore modello ha lasciato il palco dell&amp;#39;Ariston. Ma nel racconto della vita di Nicotra qualcosa è stato omesso.Secondo quanto racconta la giornalista Barbara Pavarotti per La Voce delle Voci, Salvatore Nicotra sarebbe in realtà un ex dirigente del comune di Catania da 125mila euro lordi all&amp;#39;anno. L&amp;#39;uomo, classe 1948 e in pensione dal 2014, non sarebbe quindi un semplice impiegato ma uno &amp;quot;in giro per convegni, seminari, delegato del sindaco presso varie società, presidente di commissioni e pure iscritto all&amp;#39;albo regionale dei direttori generali delle aziende Usl e ospedaliere della regione siciliana&amp;quot;. Nulla di tutto ciò è stato però raccontato al Festival di Sanremo.Non è la prima volta che Nicotra finisce sulle pagine dei giornali. In un articolo del 1 aprile 2014, in occasione del pensionamento, Sud aveva elencato i ruoli rivestiti dell&amp;#39;impiegato nel corso dei 40 anni di lavoro: &amp;quot;Nicotra dal 1986 a oggi è stato direttore dell&amp;#39;Ufficio del Segretario generale e ha ricoperto, ad interim, la carica di direttore del settore Famiglia e Politiche sociali e dell&amp;#39;Ufficio traffico urbano, dall&amp;#39;ottobre del 2007 al febbraio del 2008, è stato anche Segretario generale reggente, presidente della Commissione edilizia e del Nucleo di Valutazione oltre che componente del Collegio di Difesa. Nicotra è stato anche direttore per due anni &amp;ndash; dal 2003 al 2005 per nomina prefettizia &amp;ndash; del Comune di San Giovanni La Punta, sciolto per mafia, e segretario generale dell&amp;#39;Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni&amp;quot;. Lo stesso giornale, un anno prima, aveva anche riportato lo stipendio percepito da Nicotra: 125.450 euro lordi annui. Il che equivale, stando alla tabella del giornale, 69.715 euro netti. Ovvero 5.800 euro al mese. Stipendio con il quale si lavora volentieri. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487856188-salvatore-nicotra-sanremo-2017.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, De Grenet: Ceccherini se ne è andato. Serve una vittima che elimini Raz]]> Massimo Ceccherini ha abbandonato l&amp;#39;Isola dei Famosi e i naufraghi rimasti in Honduras non sembrano essere troppo dispiaciuti della sua decisione.Il comico si è ritirato dal gioco a seguito di un insulto che Raz Degan avrebbe rivolto nei confronti di sua moglie Elena. L&amp;#39;attacco ingiustificato sarebbe stato fatto alcune settimane fa da Raz mentre stava parlando con Moreno. L&amp;#39;offesa è emersa soltanto ieri perché il rapper ha avuto una violenta discussione con Degan e quindi, per vendicarsi, sarebbe andato dal comico a raccontare tutta la verità.&amp;quot;Stando alle parole del rapper - si legge sul blog DavideMaggio.it - sembra che Raz l&amp;#39;abbia definita una puttana, ma lui, parlando con Ceccherini, ha negato categoricamente&amp;quot;. L&amp;#39;insulto ha sconvolto Massimo che ha così deciso di abbandonare il reality. Ma dopo alcune ore dal suo ritiro, sull&amp;#39;Isola dei Famosi il clima è piuttosto teso.Nancy Coppola è preoccupata. Nominare di nuovo Raz Degan - a suo dire - assicurerebbe un&amp;#39;altra settimana di forte tensione. Ecco che allora Samantha De Grenet mette in atto un piano per mandare a casa Raz. L&amp;#39;attrice ha spiegato a Nancy che l&amp;#39;unica soluzione possibile è quella di scegliere un concorrente che abbia le potenzialità necessarie per eliminare il naufrago: &amp;quot;Ora ci sarà la vittima sacrificale che deve andare al televoto con lui e bisogna pensare a chi. Chi può essere realmente forte al televoto da poterlo battere. Magari Moreno ha più fan&amp;hellip;&amp;quot;.La confessione della De Grenet mostra come in realtà i naufraghi sull&amp;#39;Isola siano dei veri e propri strateghi pronti a tutto pur di vincere. Ma le parole di Samantha non hanno convinto la cantante neomelodica che reputa anche Moreno &amp;quot;impulsivo&amp;quot; e dunque, anche la sua nomination creerebbe conflitti nel gruppo.Samantha, però, non demorde: &amp;quot;Ma glielo si dice. Nel momento in cui deve esserci una vittima sacrificale, la vittima sacrificale lo deve sapere. Massimo adesso è andato via, Raz è al televoto. Se domani mi dicessero &amp;#39;Tu, che sei il leader, devi nominare uno che va in sfida diretta contro Raz&amp;#39;, sarebbe un compito ingratissimo. Io spero che non mi facciano fare questa cosa. Spero ci dicano al più presto cosa fare, ho l&amp;#39;ansia&amp;quot;.Sull&amp;#39;Isola, quindi, i naufraghi non sembrano disperarsi per ritiro di Massimo Ceccherini, anzi. Come ha spiegato ieri la produzione, i concorrenti avevano organizzato un vero e proprio complotto per buttarlo fuori. Ora che il &amp;quot;problema&amp;quot; è stato risolto, il chiodo fisso è un altro: eliminare Raz Degan. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487851783-ceccherini-abbandona.jpg" /> <![CDATA[Wnba, la denuncia choc di Candice Wiggins: Io, bullizzata perché etero]]> Ora essere eterosessuali è un problema. Almeno nella Wnba, la lega femminile della Nba, la National Basket Association. O almeno è quanto denuncia Candice Wiggins, 30 anni, per oltre 8 giocatrice professionista del parquet americano.La denuncia dopo l&amp;#39;addioLa Wiggins si è ritirata lo scorso marzo a trent&amp;#39;anni. Non per l&amp;#39;età, piuttosto per quel mondo &amp;quot;composto al 98% da donne omosessuali&amp;quot;. Stanca delle molestie e delle offese delle colleghe che la vedevano &amp;quot;diversa&amp;quot;, in quella &amp;quot;cultura dominante molto conformista, che per me era diventata tossica. Il mio spirito e la mia voglia di giocare sono stati spezzati&amp;quot;. La giocatrice inoltre ha spiegato che le colleghe &amp;quot;a forza di confrontarsi con gli uomini, finiscono per comportarsi come loro&amp;quot;.I successi, le vittorie sudate con le altre giocatrici &amp;quot;nulla ha corrisposto ai miei sogni - ha ammeso al San Diego Union Tribune la Wiggins, che prima del professionismo è stata una stella della Stanford University - anzi tutto il contrario. Il messaggio che ricevevo era &amp;#39;noi sappiamo chi sei e tu devi sapere che non ci piaci&amp;#39;&amp;quot;. Il primo anno da professionista fu un vero choc, sia per colpa delle avversarie, sia per le compagne che portavano la sua stessa casacca: &amp;quot;C&amp;#39;è molta gelosia. In vita mia non mi sono mai sentita insultare così spesso. Cercavano di farmi male in ogni modo&amp;quot;. Un&amp;#39;esperienza dura e cruda, sottolineata dalla differenza di comportamento che c&amp;#39;è tra la Wnba e le altre leghe in cui ha militato (Spagna, Turchia, Israele e Grecia). La giocatrice ha però ammesso che giocare nella lega america &amp;quot;mi ha resa più forte. Non ho nemici nella vita&amp;quot;.La protesta contro la WigginsLa Wiggins, dopo la denuncia, ha definito il suo gesto non &amp;quot;un atto di coraggio&amp;quot; ma ha sottilineato che &amp;quot;sarebbe stato vile da parte mia tacere&amp;quot;. Chiaramente la sua dichiarazione ha infiammato gli animi, creando una protesta contro di lei. Imani Boyette, dei Chicago Sky, ha scritto sul proprio sito: &amp;quot;Gettare fango su un&amp;#39;intero campionato, voltando le spalle al mondo nel quale hai costruito la tua carriera. Mi hai fatto male&amp;quot;. Dello stesso parere Monique Currie, giocatrice di San Antonio: &amp;quot;In 11 stagioni mai sperimentato episodi di bullismo&amp;quot;. Un parte però ha appoggiato la Wiggins con atti pubblici di solidarietà, come riportato da RaiNews. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487853470-10583800-10156561322800408-5909753900930908379-n.jpg" /> <![CDATA[Terremoto, Vasco Errani: Questa non è ricostruzione]]> Sono passati sei mesi dal primo terremoto che ha colpito le zone del centro Italia e le condizioni del territorio e della popolazione non sembrano essere migliorate. A dirlo non è una persona qualsiasi ma il commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma, Vasco Errani.Lo scorso 15 febbraio, durante un incontro ad Ancona con gli amministratori locali delle zone terremotate, Errani ammette il fallimento del governo: &amp;quot;Bisogna darsi una governance totalmente differente, è un punto all&amp;#39;ordine del giorno di questa riunione e doveva forse essere il primo. Non c&amp;#39;è dubbio che, avendo avuto quattro terremoti, la dimensione è stratosferica, ma questo non risolve il fatto che non riusciamo ad andare avanti su alcune cose: macerie, stalle, casette...Questa non è ricostruzione, non lo è, questa è gestione dell&amp;#39;emergenza&amp;quot;. Ma il commissario non si ferma qui e, come riporta il settimanale Panorama in esclusiva, aggiunge: &amp;quot;Bisogna darsi un&amp;#39;altra governance sennò non ce la faremo. Non mi interessano le polemiche sui giornali, ma non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette, che non è ciò che devo fare io, si attenda il fabbisogno definitivo. Non e-si-ste!&amp;quot;, tuona Errani.Il problema delle casette a cui fa riferimento il commissario era già stato sollevato dal capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, l&amp;#39;8 febbraio: &amp;quot;La quantificazione è molto difficoltosa dopo tre terremoti, si sta lavorando sulla definizione delle aree che viene fatta dai sindaci. Ci sono delle difficoltà sul territorio a fare queste cose. Il primo requisito è capire quante casette servono. In parte è stato fatto e in parte no&amp;quot;. In conclusione non è dato sapere quando i terremotati potranno lasciare gli alberghi, sulla costa e lontani da casa, per tornare a una vita normale.Oltre alle casette c&amp;#39;è il problema delle stalle e degli animali, sostentamento per centinaia di aziende. È sempre Errani a raccontare come stanno le cose: &amp;quot;Non esiste che per fare le stalle bisogna metterci tutto questo tempo. Non esiste. Ora nel decreto ci sono alcune cose che non rispondono a questo problema: anche i sindaci possono diventare soggetto appaltante e attuatore per il provvisorio, ma bisogna darsi un&amp;#39;organizzazione. Decidetevi, decidetelo&amp;quot;. In conclusione le stalle saranno pronte quando gli animali potranno tornare al pascolo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/09/02/1472799573-errani.jpg" /> <![CDATA[Italia fanalino di coda dell'Ue]]> Il pil sale, ma troppo lentamente, la crescita resta inadeguata e l&amp;#39;Italia è ancora il fanalino di coda dell&amp;#39;Europa. È l&amp;#39;analisi del centro studi di Confindustria, che lancia l&amp;#39;allarme sull&amp;#39;economia italiana e punta il dito &amp;quot;sull&amp;#39;incertezza politica&amp;quot;&amp;quot;Il Pil italiano è atteso aumentare a ritmo lento anche nel primo trimestre 2017, dopo il +0,2% nel quarto 2016 e il +0,3% nel terzo&amp;quot;, dice Confindustria, secondo cui nell&amp;#39;eurozona &amp;quot;l&amp;#39;Italia sfrutta bene il più robusto traino esterno, ma resta fanalino di coda, con una crescita inadeguata a uscire dalla crisi&amp;quot;.&amp;quot;Industria ed export trainano il Pil&amp;quot;, dicono gli industriali, secondo cui però &amp;quot;la domanda interna risente dell&amp;#39;instabilità politica, quando ogni sforzo andrebbe dedicato al rilancio dell&amp;#39;economia e al sostegno dei posti di lavoro, e il credito rimane erogato con il contagocce&amp;quot;. Gli economisti di viale dell&amp;#39;Astronomia sottolineano che &amp;quot;il ritmo rimane ben inferiore a quello dell&amp;#39;Eurozona, frenato dall&amp;#39;incertezza, specie politica&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/30/1480501152-produzione-auto.jpg" /> <![CDATA[Pd, Orlando sfida Renzi: Mi candido per vincere]]> Proseguono le mosse interne al Pd. Dopo l&amp;#39;infuocata assemblea di domenica scorsa, la rottura della sinistra dem e la candidatura alla segreteria di Michele Emiliano, arrivano anche le parole di Andrea Orlando che ha deciso di sfidare il governatore della Puglia e Matteo Renzi per la corsa alla poltrona di segretario dem. &amp;quot;Dobbiamo avere cinquanta sfumature di Pd, non di rosso. Dentro il Pd ci deve essere anche il rosso, ma noi dobbiamo rifare il Pd che abbiamo sognato dieci anni fa e dobbiamo lavorare per evitare che la politica diventi soltanto risse, conflitti e scontri tra personalità. Ma torni a essere grande e bella occasione di vivere insieme e lavorare per la trasformazione dell&amp;rsquo;Italia&amp;quot;, ha risposto il ministro della Giustizia, pochi minuti dopo l&amp;rsquo;annuncio della sua candidatura alla segreteria del Pd, a chi gli chiede se nel partito democratico ci siano cinquanta sfumature di rosso.Poi ha aggiunto: &amp;quot;Ci saranno tanti con me e vedremo come organizzarci&amp;quot;. Il ministro delle Giustizia ha poi spiegato le ragioni della sua candidatura: &amp;quot;Non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare solo prepotenza. Sono deciso a vincere, mi candido per vincere. Ho deciso di candidarmi perché credo che ci voglia responsabilità, ho deciso di candidarmi perché credo che il partito democratico debba cambiare profondamente per poter essere utile davvero all&amp;rsquo;Italia e ai problemi degli italiani, che in questo momento stanno vivendo momenti molto difficili&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487852869-ministro-andrea-orlando.jpg" /> <![CDATA[Torino, primo trapianto di rene al mondo con chirurgia robotica]]> Per la prima volta al mondo all&amp;#39;ospedale Molinette della Città della Salute di Torino è stato espiantato attraverso il robot un rene proveniente da una paziente portatrice di rene ectopico pelvico di 45 anni. Questa anomalia congenita può portarea dolore cronico e infezioni e molte volte, per questa ragione, si arriva a pensare a un intervento chirurgico di rimozione. Come riporta La Stampa, la donna seguita dal professor Bruno Fea ha dovuo rimuovere il suo rene, ben funzionante ma destinato allo scarto lasciando così la possibilità di poterlo trapiantare in un&amp;rsquo;altra persona in dialisi con caratteristiche tali da poter tentare l&amp;rsquo;intervento. Come spiegano dall&amp;rsquo;ospedale, nella reportistica mondiale è la prima volta che viene utilizzata la chirurgia robotica a fronte di una situazione anatomica vascolare estremamente più complessa. Gli interventi sono stati effettuati lunedì e al termine del primo si è deciso di utilizzare il rene per un trapianto. La nefrectomia è stata eseguita con tecnica robotica dal professor Paolo Gontero, direttore dell&amp;rsquo;Urologia universitaria dell&amp;rsquo;ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, insieme al dottor Alessandro Greco ed agli anestesisti Alessandra Davi ed Elisabetta Cerutti. &amp;quot;La chirurgia robotica è stata fondamentale in questa particolare situazione di un rene in posizione anomala a stretto contatto con l&amp;rsquo;utero e con una vascolarizzazione complessa - spiega Gontero -. L&amp;rsquo;aiuto del robot ha permesso l&amp;rsquo;accuratezza chirurgica necessaria in un intervento così delicato. Il robot Da Vinci di ultima generazione in dotazione presso la Città della Salute viene correntemente utilizzato in campo urologico per interventi oncologici su prostata, rene e vescica&amp;quot;.Il dottor Maurizio Merlo, direttore della Chirurgia Vascolare ospedaliera delle Molinette, che insieme al dottor Aldo Verri ed agli anestesisti Antonella Marzullo e Luisella Panealbo (dell&amp;rsquo;équipe dottor Pier Paolo Donadio) ha eseguito la ricostruzione vascolare del rene ed effettuato la fase vascolare del trapianto, sottolinea come &amp;quot;si sia trattato di un rene con una complessità di arterie mai presentata prima d&amp;rsquo;ora per un trapianto nella trentennale tradizione della Chirurgia Vascolare ospedaliera delle Molinette&amp;quot;.Successivamente è stata ricostruita la complessa via urinaria del rene insieme a quella del ricevente dagli urologi Omid Sedigh ed Andrea Bosio. Il trapianto è tecnicamente riuscito ed il paziente di 51 anni, sganciato dalla dialisi, è in costante miglioramento, ricoverato presso la terapia semi-intensiva della Nefrologia universitaria e seguito dall&amp;rsquo;équipe nefrologica diretta dal professor Luigi Biancone. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487851343-1481202697-operazione-chirurgica.jpg" /> <![CDATA[Perde schedina da 35mila euro. Scrive al calciatore: Me li devi]]> Con solo 2 euro ne poteva vincire 34mila euro. Per oltre 80 minuti ha sognato cosa poter fare con quel denaro. Poi, Mustafa Celik, scommettitore che aveva deciso di sfidare la sorte puntando sul risultato esatto di due partite di Champions, ha visto la sua vincita sfumare. Tutta colpa di Leroy Sané.Addio schedina vincenteMustafa Celik ha scommesso 2 euro sul risultato esatto di 2 partite. Il fiuto gli aveva consigliato Atletico Madrid-Bayer Leverkusen (4-2) e Manchester City-Monaco (4-3). Risultati presi in pieno fino al 37esimo: Leroy Sané insacca il quinto gol del City contro i francesi del Principato. Schedina persa a pochi minuti dalla fine della partita. Celik, lo scommettitore, sbianca.Preso dalla rabbia, apre Twitter e scrive al calciatore colpevole di averli fatto perdere una fortuna. &amp;quot;Mi devi 34200 euro @LeroySane19&amp;quot; twitta il ragazzo. L&amp;#39;episodio finisce sui giornali, coivolgendo anche l&amp;#39;interesse del calciatore. &amp;quot;L&amp;#39;ho letto sui giornali&amp;hellip; Mi dispiace per quel povero ragazzo&amp;quot; ha commentato Sane. Chissà che il calciatore non sdebiti in qualche modo.I read about it in the newspapers ... sorry for that poor guy #inSané pic.twitter.com/Kx6X87Gti3&amp;mdash; Leroy Sané (@LeroySane19) 22 febbraio 2017 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487847454-scommessa-bolletta-638x425.jpg" /> <![CDATA[Napoli, spari contro la pasticceria Poppella]]> Raffica di spari contro una storica pasticceria al Rione Sanità di Napoli. I banditi hanno colpito, come già accaduto in altri episodi analoghi, di mattina, in un orario in cui la zona era affollata da bambini che andavano a scuola e dalle mamme che li accompagnavano. Nessun ferito ma altissima tensione nel quartiere napoletano dove la violenza continua a ripetersi e i cittadini adesso sono esasperati.Sono stati quattro i colpi di pistola esplosi da banditi, per il momento ancora senza volto e senza nome, all&amp;rsquo;indirizzo di una vetrina della pasticceria. La dinamica dei fatti è quella di una &amp;ldquo;stesa&amp;rdquo; da manuale. Intorno alle sette e trenta di questa mattina, s&amp;rsquo;è consumato l&amp;rsquo;attacco. I proiettili hanno sfondato una vetrina del negozio gestito dalla famiglia Poppella senza causare feriti. Secondo la polizia, che è intervenuta nell&amp;rsquo;immediatezza dei fatti, si potrà risalire all&amp;rsquo;identità degli attentatori analizzando i filmati della videosorveglianza anche se è proprio sulle telecamere e sulla loro effettiva utilità che da mesi è insorta una ferocissima polemica in diversi quartieri della città, tra cui proprio quello della Sanità.Al momento dell&amp;rsquo;attacco, in strada, c&amp;rsquo;erano numerose persone e solo per un caso fortunato la &amp;ldquo;stesa&amp;rdquo; contro la storica attività commerciale non s&amp;rsquo;è tramutata nell&amp;rsquo;ennesima tragedia della camorra.Il proprietario della pasticceria è sconvolto. Ciro Poppella, come riporta Il Mattino, è deluso: &amp;ldquo;Non me lo meritavo. Ero nel laboratorio quando ho sentito gli spari e sono uscito fuori in strada. Non me lo dovevano fare, sto male&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/28/1485600711-polizia.jpg" /> <![CDATA[Mastella in aula si commuove: Vivo un incubo]]> Clemente Mastella rilascia dichiarazioni spontanee al processo sulla presunta clientelopoli dell&amp;rsquo;Udeur, si commuove e spiega il motivo delle sue lacrime: &amp;ldquo;Ho ripensato a quei momenti, alla mia famiglia: da quasi dieci anni vivo un incubo&amp;rdquo;.Il sindaco di Benevento, in una nota apparsa sul suo profilo istituzionale social, ha ricostruito l&amp;rsquo;ultima puntata del processo che lo vede protagonista. &amp;ldquo;Sì, ho pianto&amp;rdquo;. E spiega: &amp;ldquo;Ieri alla fine ho pianto. Ero in tribunale a Napoli e dopo quasi dieci anni la mia vicenda giudiziaria vede la conclusione. Ho pianto &amp;ndash; ha scritto l&amp;rsquo;ex Guardasigilli &amp;ndash; pensando ai giorni drammatici di quando mi dimisi da ministro. Mia moglie arrestata, uno dei miei figli accusato ingiustamente di aver avuto una macchina in regalo dalla camorra. Un processo da incubo, senza prove. Ma questo in Italia può capitare&amp;rdquo;.Mastella poi aggiunge: &amp;ldquo;Ed ogni notte, da quel lontano 16 gennaio del 2008 mi assale un dolore. Mi chiedo: perché? Non auguro a nessuno quanto è capitato a noi. Solo grazie alla mia fede, alla forza di volontà che mi ha accompagnato e grazie ai tanti di voi che mi hanno incoraggiato in quei momenti, man mano, mi sono ripreso&amp;rdquo;.Il post ha riscosso moltissime reazioni positive e di vicinanza all&amp;rsquo;ex capo dell&amp;rsquo;Udeur. C&amp;rsquo;è chi gli ribadisce solidarietà e vicinanza, chi gli chiede di non mollare, chi gli ricorda che &amp;ldquo;il tempo è galantuomo e l&amp;rsquo;alba arriva per tutti&amp;rdquo; e chi gli conferma di non aver mai dubitato di lui. Intanto il processo istruito sulle presunte pressioni per le nomine negli enti locali è alle battute finali. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487848913-mastella-sindaco.jpg" /> <![CDATA[Medico scoperto con 50 chili di droga in auto]]> Il medico fa il corriere della droga, professionista arrestato con cinquanta chili di &amp;ldquo;roba&amp;rdquo; nell&amp;rsquo;automobile. È accaduto a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, dove è finito in manette un 51enne tradito dall&amp;rsquo;odore pungente e penetrante dell&amp;rsquo;ingente quantità di marijuana che trasportava nel bagagliaio della sua vettura.L&amp;rsquo;operazione s&amp;rsquo;è registrata nella giornata di ieri nel napoletano. Il medico, che viaggiava a bordo della sua autovettura, è stato fermato per un controllo di routine dai militari della Guardia di Finanza di Napoli, impegnati in un servizio di monitoraggio e prevenzione sul territorio. Il professionista non ha tradito alcun nervosismo e s&amp;rsquo;è messo a disposizione delle richieste delle Fiamme Gialle. Ma subito è emerso qualcosa che non quadrava. Nell&amp;rsquo;auto di quel medico c&amp;rsquo;era un odore strano, tipico della marijuana.I sospetti dei finanzieri non erano malriposti, anzi. Perquisita l&amp;rsquo;autovettura, i militari hanno scoperto ben cinquanta chili di droga, tra marijuana del tipo &amp;ldquo;amnesia&amp;rdquo; e hashish, conservati nel bagagliaio. Il valore della droga è stato quantificato in una cifra che sarebbe vicina al milione di euro.Il medico 51enne, originario di Castellammare di Stabia, è stato arrestato e trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale a Napoli. È accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.Non è il primo caso di insospettabili che si prestano a fare i pony express della droga, nel napoletano. Solo qualche settimana fa venne scoperto il caso di un ex tecnico di una multinazionale che, licenziato da tempo, aveva iniziato a sbarcare il lunario fungendo da staffetta della droga tra le piazze di spaccio dell&amp;rsquo;hinterland partenopeo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/03/1480761266-medic-563425-1280.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Giulia De Lellis: Sono stata scartata perché troppo magra]]> La partecipazione di Giulia De Lellis all&amp;#39;Isola dei Famosi sembrava notizia certa, a un mese dall&amp;#39;inizio del programma, però, emergono alcuni retroscena che spiegano il motivo per il quale la fidanzata di Andrea Damante non è sbarcata in Honduras.Il suo forfait all&amp;#39;Isola dei Famosi ha subito fatto pensare ad una gravidanza. Poi il tutto è stato smentito e al settimanale Eva 3000 Giulia De Lellis ha voluto spiegare definitivamente perché non è una naufraga. &amp;quot;Secondo le tabelle mediche imposte dalla produzione io ero e sono sottopeso - ha spiegato a Eva 3000 -. Mi è dispiaciuto non andare sull&amp;#39;Isola perché era un&amp;#39;esperienza che avrei voluto fare&amp;quot;. Giulia De Lellis e Andrea Damante smentiscono anche tutte le voci sulla sua gravidanza: &amp;quot;Smentisco categoricamente, non sono incinta. Anzi per un po&amp;#39; io e Andrea ci vogliamo divertire. Il nostro sarà un matrimonio tradizionale, con l&amp;#39;abito bianco, ma anche un po&amp;#39; americano&amp;quot;. &amp;quot;Non vedo l&amp;#39;ora di vedere Giulia quel giorno&amp;quot;, aggiunge Damante.Così Giulia De Lellis deve accontentarsi di commentare l&amp;#39;Isola dei Famosi dalla social room di Radio 105. Non si sa mai che per l&amp;#39;anno prossimo le cose siano cambiate. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487843163-de-lellis-damante-2.jpg" /> <![CDATA[Caporalato, bracciante morta di infarto ad Andria: sei arresti]]> Paola Clemente era una bracciante agricola di 49 anni di San Giorgio jonico. È morta mentre lavorava all&amp;#39;acinellatura dell&amp;#39;uva sotto un tendone nelle campagne di Andria, nel Tarantino, il 13 luglio del 2015. Ma la sua morte non è stata vana. Questa notte la polizia di Bari, in collaborazione con la guardia di finanza, ha infatti arrestato sei persone accusate, a vario titolo, di reati riconducibili al fenomeno del caporalato.La questura di Bari ha sottolineato che l&amp;#39;operazione ha rappresentato un duplice profilo di novità per quanto riguarda le modalità investigative, che hanno permesso di superare il vincolo di omertà che normalmente copre il fenomeno e riguardo l&amp;#39;emergere di una nuova, più moderna forma di caporalato.Come scrive Repubblica.it, in carcere sono finiti Ciro Grassi, il titolare dell&amp;#39;azienda di trasporti tarantina che portava in pullman le braccianti fino ad Andria, il direttore dell&amp;#39;agenzia &amp;quot;Inforgroup&amp;quot; di Noicattaro, Pietro Bello, per la quale la signora lavorava, il ragioniere Giampietro Marinaro e il collega Oronzo Catacchio. In carcere anche Maria Lucia Marinaro mentre la sorella Giovanna è ai domiciliari. La prima è la moglie di Ciro Grassi, indagata per aver fatto risultare giornate fasulle di lavoro nei campi con lo scopo di intascare poi le indennità previdenziali; la seconda, invece, nei campi avrebbe lavorato come capo-squadra.A smascherare le sei persone sono stati anche alcuni documenti in cui sarebbero emerse differenze tra le indicazioni delle buste paga dell&amp;#39;agenzia interinale che forniva manodopera e le giornate di lavoro effettivamente svolte dalle braccianti. Dalle carte era emersa anche una differenza del 30 per cento tra la cifra dichiarata in busta paga e quella realmente percepita da alcune lavoratrici. Inoltre, precisa il quotidiano romano, il calcolo sulle trattenute avveniva non sulle ore lavorate ma sullo stipendio base. In pratica le lavoratrice percepivano una paga giornaliera di 28 euro quando, in realtà, avrebbero dovuto intascarne almeno 86, in considerazione della paga base di 45 euro più la trasferta fino ad Andria, superati i 40 chilometri, le ore di straordinario e il notturno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/04/12/1460463473-caporalato.jpg" /> <![CDATA[Leone di Lernia in ospedale. Ansia tra i fan dello Zoo di 105]]> Sarebbe in condizioni gravi Leone di Lernia, voce storica dello Zoo di 105, in onda da tempo sull&amp;#39;omonima rete radiofonica, che è stato ricoverato in ospedale e per cui è tanta l&amp;#39;apprensione tra i fan.&amp;quot;Abbiamo iniziato questo lungo percorso radiofonico insieme - ha scritto il presentatore dello Zoo, Marco Mazzoli su Facebook -. Per 18 lunghi anni, ci siamo insultati, augurati la qualsiasi. Ti ho fatto un milione di scherzi, abbiamo creato tormentoni indimenticabli e costruito il programma radiofonico più assurdo d&amp;#39;Italia! Hai 80 anni, ma non hai mai mollato un secondo! Quando andiamo in onda, siamo cane e gatto, ma nella vita reale, ti voglio un bene indescrivibile! Non mollare adesso, nessuna malattia potrà mai sconfiggere il guerriero che c&amp;#39;è in te! Tieni duro vecchiaccio, perché voglio poterti insultare per altri 20 anni! Ti voglio bene&amp;quot;.Sulla pagina ufficiale della trasmissione la foto di Di Lernia, noto per le sue canzoni in stile demenziale e per la sua onnipresenza nella trasmissione, steso su un letto d&amp;#39;ospedale. &amp;quot;Il nostro nonnino tiene duro - il commento dello Zoo - Vai guerriero!&amp;quot;.[[fotonocrop 1367879]]&amp;quot;Leo non sta bene. E&amp;#39; abbastanza grave - spiega Fabio Alisei - Siamo preoccupati per lui e siamo un po&amp;#39; giù, la situazione non è bella. E&amp;#39; una colonna portante e noi abbiamo rapporto personale, di amicizia. Se lo amate e gli volete bene è il momento giusto per sfruttare i social network nel modo giusto, sostenendolo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487845863-zoo-105-diario.jpg" /> <![CDATA[Papa Francesco fa la spesa nelle zone terremotate: Così li aiuto]]> Papa Francesco fa la spesa dai produttori terremotati per risollevare l&amp;#39;economia delle zone colpite dal sisma. A darne notizia è la testata della diocesi di Rieti, &amp;quot;Frontiera.&amp;quot;Il Santo Padre ha infatti dato mandato al proprio Elemosiniere Konrad Krajewski di acquistare le derrate alimentari per le mense dei poveri di Roma presso alcuni piccoli produttori locali di Amatrice ed Ascoli. Nei giorni scorso il vescovo polacco incaricato di svolgere l&amp;#39;assistenza ai poveri in nome e per conto del Papa (questa è infatti la funzione dell&amp;#39;Elemosineria apostolica, ndr) ha visitato i luoghi terremotati dell&amp;#39;Italia centrale insieme ad un altro alto prelato, il vescovo Piero Marini.Insieme i due hanno comprato prodotti tipici scegliendo i produttori maggiormente danneggiati dal terremoto: guidati dal vescovo di Rieti Domenico Pompili e dagli operatori della Caritas diocesana, gli inviati del Pontefice hanno comprato guanciale, pasta, formaggi e vino. Si tratta di un intervento molto importante perché spesso i produttori locali si trovano nell&amp;#39;impossibilità di vendere i propri prodotti avendo laboratori, stalle e magazzini inagibili a causa del sisma.&amp;quot;Al momento non possiamo più produrre formaggi di alcun tipo, perché il caseificio è inagibile e la delocalizzazione va a rilento a causa della burocrazia &amp;ndash; ci spiega Maria Grazia Nibi di &amp;ldquo;Casale Nibbi&amp;rdquo; &amp;ndash; mentre il latte biologico siamo costretti a svenderlo a 0.35 centesimi al litro&amp;quot;. Senza contare che l&amp;rsquo;azienda ha perso i suoi tre dipendenti: &amp;laquo;Sono scappati via e di nuovi non ne vogliono venire, perché non ci sono case sicure dove possono dormire.&amp;quot;Il cibo acquistato dagli emissari papali è stato già distribuito per la cena di lunedì e di martedì alle mense dei poveri allestite a Roma. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487841366-1475569292-1475569270-ct6kufhwiaap2ff.jpg" /> <![CDATA[Vietato dire clandestini: Lega Nord condannata per discriminazione]]> La Lega Nord è stata condannata per l&amp;#39;uso della parola &amp;quot;clandestini&amp;quot; in riferimento a profughi e richiedenti asilo.La mannaia della legge si è abbattuta sul Carroccio a causa di alcuni manifesti affissi a Saronno, in provincia di Varese, in cui era riportata la scritta: &amp;quot;Renzi e Alfano complici dell&amp;#39;invasione: Saronno non vuole clandestini&amp;quot;.Una dicitura che non era piaciuta alle due associazioni di volontariato Asgi e Naga, leste a intentare una causa contro il partito guidato da Matteo Salvini. Ora il giudice Martina Flamini della prima sezione civile del Tribunale di Milano ha condannato la Lega a pagare 10mila euro di danni per &amp;quot;il carattere discriminatorio e denigratorio dell&amp;#39;espressione clandestini&amp;quot;.Non si può insomma chiamare clandestino chi a rigor di legge è invece un richiedente asilo. &amp;quot;Il termine &amp;#39;clandestino&amp;#39; - spiega il magistrato - ha una valenza denigratoria e viene utilizzato come emblema di negatività&amp;quot;, poiché &amp;quot;contraddistingue il comportamento delittuoso (punito con una contravvenzione) di chi fa ingresso o si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del Testo Unico sull&amp;rsquo;immigrazione&amp;quot;.Nello specifico, il caso di Saronno vedeva protagonisti 32 richiedenti asilo ospitati dalla Caritas locale nei locali di un convento di suore. Persone che secondo il tribunale &amp;quot;esercitando un diritto fondamentale, hanno chiesto allo Stato italiano di riconoscere loro la protezione internazionale.&amp;quot;La protesta di Grimoldi: &amp;quot;Continueremo a chiamarli clandestini&amp;quot;Contro la sentenza ha protestato il segretario della Lega Lombarda-Lega Nord, Paolo Grimoldi: &amp;quot;Sei 181mila immigrati approdati in Italia nello scorso 2016- spiega Grimoldi - appena un migliaio erano siriani in fuga dalla guerra e di questi 181mila solo due terzi, circa 123mila, hanno presentato domanda di asilo, mentre quasi 60mila non l&amp;#39;hanno nemmeno presentata confermando nei fatti di essere irregolari. Delle 123mila domande di asilo presentate ben il 56% sono state respinte, confermando lo status di irregolari e dunque di clandestini di circa 65mila immigrati cui si aggiungono i 60mila che non hanno presentato la domanda: in tutto 125mila clandestini su 181mila. Oltre due terzi! Pertanto noi andremo avanti a definirli clandestini&amp;quot; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/19/1487535791-getty-20170218162558-22227317.jpg" /> <![CDATA[C'è un'altra Terra nello spazio. Ma (per ora) è troppo lontana]]> Nel presente della nostra Terra c&amp;#39;è già un po&amp;#39; di tutto: la letteratura di Isaac Asimov, i robot di Blade Runner, i comunicatori di Star Trek, l&amp;#39;immaginario di Star Wars. Ovvero la scenografia di un film che ci sta preparando all&amp;#39;inevitabile, ad un futuro prossimo in cui la domanda &amp;laquo;siamo soli nell&amp;#39;Universo?&amp;raquo; diventerà un moderno retaggio del nostro Medioevo. Quasi una barzelletta. Non è un caso insomma che la Nasa stia trasformando l&amp;#39;astronomia, annuncio dopo annuncio, nel finale sempre meno a sorpresa di una storia fantastica, più che ormai di fantascienza. Ed è di ieri, dopo giorni di tam tam mediatico, la certezza che gli alieni esistono e siamo (anche) noi. Non li vediamo ancora (gli altri), abbiamo diversità di tempo e di spazio. Diversi gradi di separazione tecnologica e di evoluzione. Ma per certo ormai c&amp;#39;è che un giorno ci incontreremo, manca solo il quando. E soprattutto con chi.C&amp;#39;è dunque un intero sistema solare non lontano da noi, se parliamo ovviamente di distanze astronomiche. A 39 anni luce da qui la missione Keplero ha scovato un sole - la nana rossa Trappist-1 che fa parte della costellazione dell&amp;#39;Acquario - con i suoi sette pianeti tutti della dimensione della Terra; e la bellezza della notizia è che tre di questi sono sicuramente rocciosi e alla distanza giusta dal sole, mentre sei sono dotati di una zona temperata, cioè di un&amp;#39;area in cui la temperatura si assesta in un range tra 0 e 100 gradi Celsius. Il che vuol dire atmosfera, vuol dire acqua, vuol dire vita. Pianeti quindi abitabili, dunque cugini; probabilmente anche fratelli, se non addirittura gemelli. &amp;laquo;Non è più questione di sapere se ne troveremo in giro uno come il nostro, ma quando&amp;raquo; dicono trionfalmente alla Nasa. E d&amp;#39;altronde la missione Keplero aveva già scoperto qua e là già un migliaio di possibili corpi celesti simili a quello terrestre, anche se non c&amp;#39;è mai stata la certezza che lo fossero davvero. In pratica: un intero sistema simile e al di fuori del nostro sistema è qualcosa di diverso, è &amp;laquo;la scoperta più eccitante mai fatta&amp;raquo;, la garanzia che tra le miliardi di galassie che si rincorrono nel nostro universo, ci sono miliardi all&amp;#39;ennesima potenza di possibilità di trovare pianeti abitabili e probabilmente abitati. E averne qualcuno a due passi da casa è soltanto il primo passo. E pure la risposta alla domanda di cui sopra.Il lavoro di una serie di telescopi guidati dallo Spitzer (in orbita a 568 km di altezza) ha insomma scovato intorno a quella vicina stella ultrafredda ciò che cerchiamo da tempo: i 7 satelliti dell&amp;#39;astro acquariano girano a una distanza inferiore di quella tra il Sole e Mercurio (ovvero circa 58 milioni di chilometri) e tutti - vista la bassa energia di Trappist-1 - sono capaci di ricevere una quantità di calore analogoa quella che viene irradiato sui pianeti interni del Sistema Solare (Mercurio, Venere, Terra e Marte). &amp;laquo;Ora sappiamo che là fuori c&amp;#39;è vita, il prossimo passo è trovarla&amp;raquo;.Il futuro è già scritto dunque, da chi aveva immaginato che i viaggi nello spazio fossero qualcosa di più di un genere di fantasia. Come detto la Nasa rilancerà per risolvere la nostra eterna curiosità con delle nuove missioni: a quella chiamata Keplero, che finisce così in gloria, succederà la Tess con nuovi strumenti orbitanti di osservazione che si spingeranno ancora oltre. E ancora dopo arriverà un super telescopio ad altissima definizione che i pianeti al di fuori del nostro sistema li potrà perfino fotografare. Restano comunque le diversità di spazio, tempo e tecnologia che rendono ancora irreale un contatto con altre civiltà. Ma l&amp;#39;impossibile ormai non esiste: è diventato probabile. E se mai arriverà l&amp;#39;Anno del Contatto, chi approderà su questo strano pianeta ricoperto d&amp;#39;acqua ma chiamato Terra - che visto da fuori è un minuscolo granello di polvere in un condominio molto affollato - troverà un mondo pieno (sicuramente) di uomini complicati e (probabilmente) di robot a cui bisognerà insegnare delle leggi perché non diventino la specie dominante. Tutto, tra l&amp;#39;altro, è già nero su bianco nelle pagine di alcuni libri e non è, appunto, fantascienza. Non lo è più. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487836972-kepler186f.jpg" /> <![CDATA[Dopo le palme, ora in Duomo a Milano arrivano anche i banani]]> Una presenza annunciata, ma sul cui arrivo ancora non si avevano certezze. Eppure eccoli lì, oggi, di fronte al Duomo di Milano. Dopo la piantumazione delle palme che tanto hanno fatto discutere, dividendo la città tra chi è favorevole all&amp;#39;esperimento nello spazio verde di fronte al monumento simbolo della meneghinità e chi grida all&amp;#39;africanizzazione della piazza, ecco spuntare dal terreno anche i banani.Banani che, insieme alle palme, erano nel piano di cui si erano avuti i primi segnali a fine gennaio, quando era stata annunciata la partnership con Starbucks che avrebbe permesso a piazza Duomo di cambiare immagine, in positivo o negativo ai cittadini giudicarlo.Qualcuno l&amp;#39;ha presa male, molto, arrivando a dare fuoco a quelle palme piazzate di fronte alla chiesa. Un gesto condannato all&amp;#39;unanimità, però con qualche distinguo di chi faceva notare che, se il rogo non era un&amp;#39;opzione democratica, comunque l&amp;#39;estetica della piazza stava risentendo della scelta.[[gallery 1367979]]&amp;quot;Tendenzialmente non mi dispiace - aveva commentato il sindaco Sala -, però, voglio vedere quando tutto sarà finito. Il riferimento storico all&amp;rsquo;Ottocento c&amp;rsquo;è e la Sovrintendenza è stata positiva&amp;quot;.Oggi ha aggiunto: &amp;quot;A breve faremo la presentazione del progetto. Io sono perchiuderla lì. Vediamo come reagirà la gente, ma non così emotivamente. Essendo partito io da una posizione non proprio entusiasta, sono convinto che, magari, fra 2 o 3 mesi, mi piacerà&amp;quot;.E ieri le parole, sarcastiche, del capogruppo di Fratelli d&amp;#39;Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia, Riccardo De Corato. &amp;quot;Li aspettavamo con ansia, così saranno pronti per Carnevale. I banani andranno ad &amp;#39;arricchire&amp;#39; la nostra piazza principale e a creare un ambiente adatto a far sentire a proprio agio tutti gli immigrati che Sala e i suoi stanno accogliendo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487855751-1487855709-lapresse-20170223114521-22285160.jpg" /> <![CDATA[Il trafficante: «Vai in Italia, ti vengono a prendere loro»]]> Il numero di telefono circola da mesi tra gli immigrati. &amp;laquo;Basta chiamarlo e ti organizzano il viaggio verso l&amp;#39;Italia&amp;raquo;, raccontano. Con l&amp;#39;aiuto di un madrelingua arabo proviamo a telefonare al cellulare libico del presunto scafista. Il quale ci spiega come sia facile partire da Tripoli, su un barcone verso l&amp;#39;Italia. Il viaggio della speranza è a portata di mano. Con la particolarità che il &amp;laquo;taxi&amp;raquo; attraverso il Mediterraneo avviene, a suo dire, con la complicità di &amp;laquo;navi delle missioni&amp;raquo;, &amp;laquo;niente militari&amp;raquo;. Il telefono squilla a lungo, poi qualcuno risponde.&amp;laquo;Ciao, shukran, mi chiamo Hamed, sei Fadel?&amp;raquo; esordisce il nostro complice arabo.&amp;laquo;Chi ti ha dato il mio numero?&amp;raquo;: risponde un uomo dall&amp;#39;accento egiziano.&amp;laquo;Un tizio&amp;raquo;, svicoliamo.&amp;laquo;Che vuoi?&amp;raquo;, ci dice ancora.&amp;laquo;Grazie. Io sono a Trablos (Tripoli ndr) e vorrei andare in Italia. Sei tu che ti occupi del viaggio?&amp;raquo;, domandiamo.&amp;laquo;Perché mi chiami a questo numero? - ci chiede - Non devi chiamarmi qui. Devi chiamare il 91... e ti dicono tutto&amp;raquo;.All&amp;#39;altro numero, con prefisso 00218 e dopo diversi tentativi ci risponde un altro uomo.&amp;laquo;Ciao, mi ha dato questo numero Fadel - gli spieghiamo -. Sono Hamed, sono a Trablos e devo partire. Shukran, sì, devo partire&amp;raquo;.Lui: &amp;laquo;Dove ti trovi ora?&amp;raquo;.&amp;laquo;A Trablos. Sono solo - prosegue il nostro complice - e voglio partire. Ho soldi, ma non so se mi bastano&amp;raquo;.L&amp;#39;altro risponde: &amp;laquo;Costa 2.600-3.200 dollari (2.500-3mila euro). Pensiamo a tutto noi: vestiti e cibo. Se vuoi portiamo anche droga&amp;raquo;. Il nostro contatto ha un sussulto: si sente chiaramente uno sparo che sembra di fucile.&amp;laquo;Ho un amico che vorrebbe andare dall&amp;#39;Egitto&amp;raquo;, diciamo.&amp;laquo;Nessun problema - prosegue l&amp;#39;altro - facciamo partire da ogni Paese: Egitto, Tunisia, Libia, Siria, dove vuoi&amp;raquo;.&amp;laquo;E chi ci viene a prendere?&amp;raquo;, chiediamo ancora.&amp;laquo;Se ti interessa chiama di nuovo Fadel che sa tutto&amp;raquo;, dice lui prima di riagganciare.Richiamiamo Fadel: &amp;quot;Sono sempre Hamed&amp;raquo;.&amp;laquo;Perché richiami?&amp;raquo;, ci dice.&amp;laquo;L&amp;#39;altro mi ha detto di parlare con te. Sono interessato. Che devo fare?&amp;raquo;, proviamo a chiarire. Lui sembra un po&amp;#39; alterato, ma continua a parlare: &amp;laquo;Sei a Trablos, giusto? Domani ti telefono al numero da cui mi stai chiamando (in realtà l&amp;#39;abbiamo nascosto ndr). Mi dici dove sei e ti veniamo a prendere&amp;raquo;.&amp;laquo;Sì, ok, ma - chiediamo - con cosa viaggiamo?&amp;raquo;.Ci spiega che partiremo &amp;laquo;con una barca di legno. Ogni giorno - dice poi - carichiamo 45 persone. Non di più. Poca strada in mare e poi vi vengono a prendere&amp;raquo;.Cogliamo la palla al balzo: &amp;laquo;I marinai italiani? Insomma, la Marina, quelli con la casacca blu?&amp;raquo;.&amp;laquo;No - ci rassicura -, non preoccuparti, non ci sono militari. Arrivano navi, quelle delle missioni. Insomma, non navi della Marina. Vengono subito e vi portano in Italia. Ma paghi subito, capito? Ora non fare domande, saprai tutto lì. Per telefono non dico altro&amp;raquo;.Insistiamo: &amp;laquo;Sì, ma chi sono quelli che vengono? Come si chiama la nave?&amp;raquo;Capiamo che non avremo altre risposte: &amp;laquo;Saprai tutto lì, non insistere&amp;raquo;.&amp;laquo;Ok, shukran - lo salutiamo -. Che Allah sia con te. A domani&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/23/1487834511-ape.jpg" /> <![CDATA[Addio bollo sul certificato di proprietà]]> L&amp;#39;abolizione del libretto di circolazione introdurrà un&amp;#39;altra novità per gli automobilisti e per i contribuenti. Con la sostituzione del libertto con il foglio unico per gli automobilisti, scatterà l&amp;#39;abolizione dell&amp;#39;imposta di bollo sul certificato di proprietà dell&amp;#39;auto e verranno limitati i pagamenti destinati al Pra. Il tutto con un risparmio di 39 euro per ogni passaggio di proprietà o per l&amp;#39;immatricolazione del veicolo. Uno sconto che però non limita l&amp;#39;omeroso costo di circa 300 euro per l&amp;#39;Ipt, ovvero l&amp;#39;imposta di trascrizione.Inoltre, come ricorda laleggepertutti.it, a breve dovrebbe entrare in vigore anche la dematerializzazione dello Sportello telematico dell&amp;#39;automobilista. Con questo nuovo sistema che prevede una firma grafometrica sarà possibile autenticare in tempi molto brevi gli atti di vendita. Con il decreto comuqnue resta invariato lo status giuridico del veicolo. Infine va sottolineato che non ci sarà la fusione tra il Pra e la motorizzazione. Resteranno separati con banche dati e personale diversi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/03/29/1459257889-multe-dei-vigili.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Massimo Ceccherini vittima di un complotto]]> Massimo Ceccherini ha abbandonato l&amp;#39;Isola dei Famosi, la comunicazione è stata fatta direttamente dalla produzione del programma, ma in queste ore emergono dettagli di un presunto &amp;quot;complotto&amp;quot;.Lunedì sera Massimo Ceccherini è finito in nomination con Raz Degan. Durante la diretta è sembrato che i naufraghi fossero decisi sui personaggi da mandare a casa. Ma qualche ora fa - prima che il comico abbandonasse il gioco - la produzione dell&amp;#39;Isola dei Famosi ha pubblicato sulla sua pagina Facebook uno spezzone di fuori onda di lunedì sera.Il filmato mostra che alcuni naufraghi hanno tentato di influenzare l&amp;#39;esito delle nomination. Non appena i concorrenti hanno raggiunto la palapa, infatti, Giulio Base ha invitato Moreno a &amp;quot;fare la cosa giusta&amp;quot;. Il cantante ha domandato quale fosse e Malena è accorsa in aiuto di Base dicendo: &amp;quot;Massimo, Massimo&amp;quot;.La pornostar ha subito fatto il nome di Ceccherini convincendo Moreno a votarlo. Il rapper, quando Malena ha fatto il nome del comico, non sembrava particolarmente convinto e infatti ha replicato: &amp;quot;Che botta però&amp;quot;. Sempre nel video pubblicato su Facebook si vede che Malena, notando la reticenza di Moreno, raggiunge Samantha De Grenet e le spiega la situazione: &amp;quot;A Moreno faccio votare Giulia, ha un po&amp;#39; di difficoltà a votare Massimo&amp;quot;. La showgirl subito risponde: &amp;quot;Allora dobbiamo farlo votare a Giulio&amp;quot;.Malena &amp;ndash; lasciando trapelare gli accordi presi in precedenza &amp;ndash; si è mostrata dubbiosa sulla proposta della De Grenet: &amp;quot;Ma così cambiamo tutto&amp;hellip;è un casino. Non è che possiamo cambiare tutto adesso&amp;quot;. Alla fine, però, Moreno non le ha deluse e ha nominato Massimo Ceccherini. Le sue motivazioni, paradossalmente, sono state: &amp;quot;Non volevo seguire nessuna voce. Volevo ragionare con la mia testa e continuare a cercare di fare una bella Isola&amp;quot;.In studio, le motivazioni di Moreno sono state prese per buone da Alessia Marcuzzi e da Vladimir Luxuria, ma ecco che dietro c&amp;#39;era dell&amp;#39;altro e la produzione ha voluto mostrarlo pubblicando il fuori onda. (Guarda il video) <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/22/1487782444-immagine-0.jpg" /> <![CDATA[Anche Niccolò Bettarini ama le modelle brasiliane: ecco la nuova fidanzata Michelly]]> Dopo la breve storia d&amp;#39;amore con Ginevra Lambruschi, Niccolò Bettarini guarda avanti e ricomincia con la modella brasiliana Michelly Sander.I due sono stati paparazzati dal settimanale Chi su una panchina per le strade di Milano. Sono sorridenti, si prendono le mani e si scambiano alcuni abbracci affettuosi noncuranti degli occhi indiscreti dei fotografi. Il figlio di Bettarini sembra aver dimenticato a tutti gli effetti la influencer Ginevra Lambruschi.La 19enne, qualche settimana fa, aveva spiegato in una lunga intervista a Novella 2000 come la sua storia con Niccolò Bettarini sia finita bruscamente. &amp;quot;Improvvisamente - diceva - Niccolò ha cominciato a non farsi più sentire, a uscire senza di me senza darmi spiegazioni. I primi tempi veniva spesso da me, a casa mia, e mi sembrava innamorato. Voleva presentarmi ai suoi genitori, anche se io ero terrorizzata. Avevo un po&amp;#39; di timore per sua mamma Simona Ventura&amp;quot;.Nel suo racconto Ginevra aveva confessato di essere ancora innamorata di lui e che era lì ad aspettarlo. Ma ora la fine è evidente: è arrivato il momento di cambiare pagina anche per lei. Nel cuore di Niccolò c&amp;#39;è soltanto la bellissima modella brasiliana Michelly Sander e gli occhi sono tutti per lei. (Guarda le foto di Michelly Sander)[[fotonocrop 1367521]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/13/1481651855-1481651601-bettarini-4.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Giulia confessa: Raz mi ha messo le mani in faccia e mi ha spinto]]> Durante la quarta puntata dell&amp;#39;Isola dei Famosi tra Raz Degan e Giulia Calcaterra i nervi erano molto tesi e l&amp;#39;ex velina ha svelato in diretta che lunedì scorso il regista le ha messo le mani addosso.Fin dall&amp;#39;inizio della puntata, Giulia Calcaterra è parsa parecchio stizzita quando Raz parlava o veniva tirato in causa. Ma la Calcaterra non ha proferito parola fino al momento delle nomination. Quando Alessia Marcuzzi le ha chiesto di dire chi avrebbe voluto votare, la ex velina è scoppiata: &amp;quot;Nomino Raz Degan perché con me non si rapporta bene. E poi la scorsa settimana ha fatto un gesto che mi ha dato parecchio fastidio. Ha avuto un comportamento brusco nei miei confronti che non avete filmato. Mi ha preso la testa e mi ha messo la sua fronte contro la mia dicendo: &amp;#39;Tu non mi devi insegnare nulla&amp;#39;. E poi mi ha spinto via. Me l&amp;#39;ha giurato che me l&amp;#39;avrebbe fatta pagare perché in puntata gli avevo fatto alcune osservazioni&amp;quot;.Ma non è tutto. Giulia Calcaterra continua ad accusare Raz Degan: &amp;quot;Lui è falso perché prima ha avuto quella brutta reazione nei miei confronti, poi, visto che è finito in nomination mi ha chiesto scusa. Lui fa finta. Lui cambia davanti alle telecamere. Ale, pensa che quando ci sono le telecamere lui ci dice: &amp;#39;Occhio che ci sono gli squali&amp;#39;. Raz Degan non è come pensate. Oltre ad aver fatto questo, ha cercato anche di mettermi contro due miei amici, Simone e Giulio&amp;quot;.Le confessioni inaspettate di Giulia hanno turbato (e non poco) Alessia Marcuzzi, Vladimir Luxuria e il pubblico in studio. Questa settimana tutti i naufraghi vivranno insieme nell&amp;#39;Isola delle Terra e vedremo chi avrà ragione. Se la Calcaterra o Raz. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/02/21/1487695989-isola-dei-famosi-giulia.jpg" />