<![CDATA[il Giornale]]> Wed, 27 Jul 2016 19:11:54 +0200 Wed, 27 Jul 2016 19:11:54 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Bufera sul tweet di Gassman: ​Informati prima di parlare]]> Pontificare su tutto e di fretta a volte può portare a magre figure. Ne sa qualcosa Alessandro Gassman, il cui tweet ha scatenato le polemiche. L&amp;#39;attore, infatti, ha scritto sul proprio profilo Twitter: &amp;quot;I consiglieri comunali di Roma, senza auto blu e con bus e metro... Ottima notizia! #stamotuttisullastessabarca&amp;quot;.La reazione dei politici però è arrivata a stretto giro di posta. Il consigliere Massimo Palumbo ha precisato: &amp;quot;Carissimo prima di parlare bisognerebbe informarsi. Va bene seguire le mode. I consiglieri comunali non hanno mai avuto l&amp;#39;auto blu&amp;quot;. Il Capogruppo Pd in Campidoglio Fabrizio Panecaldo ha chiesto all&amp;#39;attore di rettificare in quanto &amp;quot;i consiglieri mai hanno avuto auto blu&amp;quot; e ha ribattuto: &amp;quot;Con rimborso taxi esploderanno costi&amp;quot;.La deputata del Partito Democratico Giuditta Pini infine ha commentato: &amp;quot;Non vorrei scompensarti... ma anche i parlamentari non hanno le auto blu né la scorta. #capiscosiaunoshock&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/27/1467044617-20150727-0002.jpg?itok=CrORAQBe" /> <![CDATA[Sacerdote sgozzato, il Papa: Il mondo è in guerra ma le religioni non c'entrano]]> &amp;quot;Abbiamo bisogno di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace&amp;quot;. Sul volo che da Roma lo porta a Cracovia per portare alla Giornata Mondiale della Gioventù, papa Francesco condanna gli ultimi attacchi inflitti all&amp;#39;Europa dal terrorismo islamico. Ma si affretta a chiarire: &amp;quot;Quando parlo di guerra, parlo di guerra sul serio e non di guerra di religione&amp;quot;.Il mondo cattolico è sconvolto dalla brutale omicidio di padre Jacques Hamel, sgozzato da due terroristi mentre stava dicendo la Santa Messa nella chiesa di Saint-Etienne du Rouvray. Lo hanno fatto inginocchiare davanti all&amp;#39;altare e, dopo aver recitato un sermone in arabo, gli hanno reciso la gola. Una macabra esecuzione filmata col cellulare che ricorda le decapitazioni degli ostaggi occidentali eseguite dal boia dell&amp;#39;Isis Jihadi John. I due giovanissimi jihadisti hanno risposto alla chiamata alle armi dello Stato islamico. E, per la prima volta nella storia dell&amp;#39;Unione europea, un parroco è stato ammazzato in chiesa in virtù della fede che professa. Papa Francesco si è, tuttavia, affrettato ad allontanare lo spettro della guerra di religione. &amp;quot;C&amp;#39;è guerra per interessi, soldi, risorse della natura, per il dominio sui popoli - ha spiegato - questi sono i motivi. Qualcuno parla di guerra di religione, ma tutte le religioni vogliono la pace. La guerra la vogliono gli altri, capito?&amp;quot;.Nell&amp;#39;ultimo mese gli attacchi all&amp;#39;Europa si sono moltiplicati di giorno in giorno. Con la strage lungo la Promenade des Anglais a Nizza, i seguaci dell&amp;#39;Isis hanno &amp;quot;inaugurato&amp;quot; una lunga scia di sangue che sembra non aver fine. &amp;quot;Da tempo il mondo è in guerra a pezzi - ha ammesso papa Francesco - non è tanto organica forse (organizzata sì), ma è guerra&amp;quot;. Durante il volo verso Cracovia, il Santo Padre ha rivolto un pensiero a padre Jacques: &amp;quot;Questo santo sacerdote ieri è morto per la preghiera che offriva alla chiesa. È uno, ma pensiamo a quanti innocenti, a quanti bambini muoiono. Pensiamo alla Nigeria, ad esempio. &amp;#39;Ah quella è l&amp;#39;Africa&amp;#39;, dicono, sì è l&amp;#39;Africa, ma è in guerra&amp;quot;. Poi, una volta atterrato in Polonia, nella cornice imponente del Wawel, l&amp;#39;antico Palazzo Reale, Bergoglio ha affrontato il tema dell&amp;#39;accoglienza: &amp;quot;Occorre la disponibilità ad accogliere quanti fuggono dalle guerre e dalla fame - ha detto - la solidarietà verso coloro che sono privati dei loro fondamentali diritti, tra i quali quello di professare in libertà e sicurezza la propria fede&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469634399-lapresse-20160727172746-20102631.jpg?itok=h36ebzoU" /> <![CDATA[Nizza, l'inchiesta: Sicurezza adeguata all'evento]]> Il dispositivo di sicurezza per la festa del 14 luglio a Nizza, il giorno della strage sul lungomare, era &amp;quot;adeguato all&amp;rsquo;evento e non sottodimensionato&amp;quot;, ossia il numero di poliziotti impiegati era giusto. È la conclusione del rapporto dell&amp;rsquo;ispettorato generale della polizia francese, ordinato dal ministro dell&amp;rsquo;Interno Bernard Cazeneuve dopo le polemiche sulle presunte falle della sicurezza. Polemica che la direttrice dell&amp;rsquo;organismo, Marie-France Moneger-Guyomarc&amp;rsquo;h, ha definito &amp;quot;il risultato di un semplice malinteso e dell&amp;rsquo;interpretazione dell&amp;rsquo;informazione&amp;quot;. Eppure non tutti la pensano così. La polizia municipale responsabile della videosorveglianza di Nizza denuncia pressioni da parte del governo di Parigi perché &amp;#39;ritoccasse&amp;#39; le informazioni sulla presenza della polizia nazionale nella risposta all&amp;#39;attentato del 14 luglio, e il ministero dell&amp;#39;Interno ha risposto promettendo una querela per diffamazione. La questione della presenza della polizia nazionale sulla Promenade des Anglais, dove un tunisino a bordo di un camion ha ucciso 84 persone, è all&amp;#39;origine di polemiche tra il governo socialista e l&amp;#39;opposizione di destra, che accusa le autorità di aver nascosto dati che proverebbero l&amp;#39;inadeguatezza delle misure di sicurezza. Sandra Bertin, capo della sorveglianza di Nizza, aveva accusato il ministero dell&amp;#39;Interno di averle fatto pressioni perché indicasse in un rapporto sull&amp;#39;attentato del 14 luglio la presenza della polizia nazionale, nonostante non l&amp;#39;avesse rilevata nei video di sorveglianza.Bertin lo ha dichiarato in una intervista esclusiva al Journal du dimanche: &amp;quot;Ho subito insistenze per un&amp;#39;ora, mi è stato ordinato di indicare le posizioni specifiche della polizia nazionale, che io negli schermi non ho visto&amp;quot;. Le è stato richiesto il giorno dopo la strage, ha spiegato, &amp;quot;un rapporto in cui segnalare i punti di presenza della polizia municipale, le barriere, e di precisare bene che si vedeva anche la polizia nazionale in due punti&amp;quot;.&amp;quot;Ho risposto che non avrei scritto ciò che non avevo visto. E&amp;#39; possibile che la polizia nazionale fosse là, ma non compariva nei video. Allora questa persona mi ha chiesto di mandare per email una versione modificabile del rapporto, per &amp;#39;non dover riscrivere tutto&amp;#39;&amp;quot;, ha raccontato ancora Bertin. In conclusione, spiega di aver &amp;quot;alla fine inviato via email una versione Pdf non modificabile e un&amp;#39;altra modificabile&amp;quot;.Alla fine ho inviato una e-mail in versione Pdf non modificabile e una modificabile. Poi, qualche giorno dopo, la sotto direzione dell&amp;#39;anti-terrorismo mi ha chiesto di cancellare i nastri di sei telecamere che avevo citato nella mia relazione, quelle che hanno filmato l&amp;#39;attentato&amp;quot;. Pochi giorni dopo la strage di Nizza, il quotidiano Libération ha pubblicato un&amp;#39;indagine secondo la quale &amp;quot;l&amp;#39;ingresso del perimetro pedonale della Promenade des Anglais non era protetto dalla polizia nazionale&amp;quot;. Una rivelazione che ha scatenato un&amp;#39;intensa polemica in quanto in contrasto con le dichiarazioni del ministro degli Interni Bernard Cazeneuve e la Prefettura delle Alpi marittime. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/22/1469169708-lapresse-20160715093650-19973754.jpg?itok=vgqJ97Ew" /> <![CDATA[Germania, scoppia valigia vicino ad un centro immigrati]]> Torna la paura in Germania. A circa 200 metri dall&amp;#39;ufficio immigrazione di Zirndorf (nel land della Baviera) c&amp;#39;è stata un&amp;#39;esplosione. Alcuni testimoni oculari parlano di un forte scoppio e, subito dopo, di una valigia in fiamme all&amp;#39;interno di un piccolo giardino. Non ci sono feriti né danni materiali di rilievo.Sentiti dall&amp;#39;emittente radio Bayerischer Rundfunk, i testimoni parlano di alcuni uomini di origine araba visti allontanarsi dal luogo dello scoppio.Lo scoppio, provocato da una valigia contenente bombolette spray, si è prodotto lungo un sentiero antistante un giardino, situato a circa 150 metri da uno stabile ove sono ospitati sia un centro di accoglienza per profughi sia la sede locale dell&amp;rsquo;Ufficio federale per l&amp;rsquo;immigrazione. Potrebbe essersi trattato di un gesto minatorio di matrice xenofoba, ma non si esclude neppure un episodio meramente accidentale. Non distante si trova anche un commissariato. Sul posto sono intervenute diverse squadre di agenti, con artificieri ed esperti della scientifica, per tutti i rilievi necessari.La polizia precisa&amp;quot;Nessuna esplosione, nessun ferito. Il personale di emergenza è sul posto. Non vi è nessun pericolo nella zona&amp;quot;. Lo rende noto, su Twitter, la polizia della Baviera. Secondo quanto riportano i media locali la polizia sta ora indagando per capire chi fosse il proprietario della valigia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469632445-polizia-tedesca-zirndorf.jpg?itok=9zv0Hf6_" /> <![CDATA[Milano avrà il suo Salone del Libro. Gli editori annunciano l'accordo con la Fondazione Fiera]]> Milano avrà il suo Salone del Libro. L&amp;#39;Aie, l&amp;#39;Associazione italiana degli editori, ha infatti dato il via libera alla realizzazione di una collaborazione con Fiera Milano per &amp;quot;l&amp;#39;organizzazione di eventi fieristici in tutto il territorio nazionale&amp;quot;. L&amp;#39;Aie non chiude totalmente la porta alla Fondazione per il Libro, l&amp;#39;organizzazione che dal 1988 organizza il Salone del Libro di Torino.&amp;quot;Ci auguriamo di poter continuare con loro una collaborazione tesa all&amp;#39;individuazione e alla realizzazione di eventi per lo sviluppo della lettura&amp;quot;, si legge in una nota. Il Salone milanese verrà presentato a settembre e probabilmente si terrà a maggio, per non sovrapporsi con l&amp;#39;evento di Torino. Sono previsti anche il potenziamento di &amp;quot;Più libri, più liberi&amp;quot;, la fiera che si tiene a Roma, e un progetto itinerante nel sud Italia.Il presidente degli editori, Federico Motta ha anche annunciato l&amp;#39;uscita dalla Fondazione per il Libro di Torino. &amp;quot;La decisione è stata presa dal consiglio generale all&amp;rsquo;unanimità il 25 febbraio scorso&amp;quot;, ha detto Motta che ha poi spiegato di aver rinviato l&amp;#39;annuncio per evitare interferenze con la campagna elettorale. Per quel che riguarda i rapporti con Bookcity, l&amp;rsquo;altra manifestazione milanese dedicata ai libri, Motta ha spiegato che &amp;quot;Sarà una parte dell&amp;rsquo;organizzazione con cui discutere&amp;quot;.La rottura tra gli editori e la fondazione piemontese risale a qualche mese fa. Da tempo si parla della volontà da parte dell&amp;#39;Aie di creare un polo fieristico a Milano, su iniziativa del nuovo presidente Federico Motta. &amp;quot;Abbiamo capito quale fosse il suo obiettivo&amp;quot;, ha commentato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. &amp;quot;A questo punto - ha aggiunto - la sfida è accettata: noi ora ci prendiamo il tempo strettamente necessario per elaborare un progetto innovativo con le diverse personalità che, a cominciare da Massimo Bray, hanno dato la loro disponibilità&amp;quot;.Nei giorni scorsi il ministro della Cultura Dario Franceschini aveva stretto un patto con le istituzioni locali per rafforzare il Salone torinese, proprio queste sinergie giocheranno un ruolo centrale nel rilancio della Salone torinese. &amp;quot;Giocheremo le nostre carte sul piano dell&amp;#39;innovazione culturale - ha spiegato Chiamparino - con un progetto che segni discontinuità con il passato e un rilancio forte del Salone del Libro, un progetto che, anche in considerazione dell&amp;#39;intesa e del sostegno al Salone da parte del ministero dei Beni Culturali e quello dell&amp;#39;Istruzione abbia come obiettivo la promozione di tutte le forme di lettura a livello nazionale.&amp;quot;[[fotonocrop 1290137]]Lindau di dissocia da Aie e sostiene il Salone del Libro di TorinoLa casa editrice Lindau si dissocia dalle decisioni assunte dal Consiglio dell&amp;#39;Aie a proposito del Salone del Libro di Torino. Lo sottolinea in una nota in cui invita &amp;#39;&amp;#39;i tanti editori che condividono il suo dissenso a costituire in breve tempo un coordinamento nazionale a sostegno della kermesse torinese e per una politica a favore del libro e della lettura&amp;#39;&amp;#39;. Riservandosi inoltre &amp;#39;&amp;#39;di valutare l&amp;#39;opportunità di rinnovare l&amp;#39;adesione all&amp;#39;Associazione, a cui pure appartiene da lungo tempo&amp;#39;&amp;#39;. Lindau, nella nota osserva che &amp;#39;&amp;#39;la posizione del Consiglio non è espressione degli associati, che sono stati tardivamente informati dei problemi emersi, dei progetti alternativi e dei contatti in corso e comunque non sono mai stati consultati&amp;#39;&amp;#39;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469633323-salone-libro2.jpg?itok=KgFoCUBc" /> <![CDATA[Un'altra minaccia Isis: Colpiremo ancora]]> Subito dopo l&amp;#39;omicidio di padre Jacques Hamel, l&amp;#39;Isis è tornata a fra sentire la sua voce. E lo ha fatto con un video questa volta girato probabilmente in un giradino pubblico. Il video è stato postato su Telegram il 26 luglio. Nella clip appare la scritta di Raqqa, roccaforte dell&amp;#39;Isis in Siria, si vede un uomo con il volto coperto che indossa una divisa mimetica parlare in lingua francese. Sullo sfondo c&amp;#39;è del verde, un albero. L&amp;#39;uomo incappucciato non fa nessun riferimento a quanto accaduto a Rouen ma le sue parole sono abbastanza chiare: &amp;quot;Come voi spargete il nostro sangue noi spargiamo il vostro. E come ci combattete vi combattiamo. Oggi è un grande giorno per i musulmani che fa la gioia della nazione di Maometto. La Francia sanguina e con il volere di Allah l&amp;#39;emorragia proseguirà. Questa è la nostra risposta ai vostri raid aerei, crociati. Questa operazione è solo l&amp;#39;inizio di una catena di uccisioni e attacchi sui Paesi della coalizione. Vi abbiamo avvertito in passato: le nostre azioni e le nostre parole rimarranno ferme. E proseguiremo a colpirvi fino a quando voi ci uccidete: fermate i bombardamenti&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469633526-ison.jpg?itok=k8Cb7iRC" /> <![CDATA[Francia, identificato l'altro tagliagole: era schedato con la lettera S]]> Si stringe il cerchio sul secondo tagliagole che ha ammazzato padre Jacques Hamel nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray. Come già Adel Khermiche, il 19enne franco-algerino che aveva scontato un anno di prigione ed era stato rimesso in libertà il 22 marzo del 2016, anche il secondo jihadista, identificato con le iniziali A.M.P., non era sconosciuto alle forze di intelligence francesi. Anche lui era stato schedato con la lettera &amp;quot;S&amp;quot;, in quanto considerato un rischio per la sicurezza dello Stato. Nato nel 1996, sarebbe originario di Saint-Dié-des-Vosges, cittadina di 20mila abitanti situata a 600 chilometri da Saint-Étienne-du-Rouvray.Con l&amp;#39;ennesimo attacco alla Francia si delinea sempre di più la strategia dell&amp;#39;Isis in Europea: colpire ovunque e in qualsiasi momento per portare il caos e spingere il Vecchio Continente alla guerra civile. Aldilà del carattere selvaggio, l&amp;#39;assassinio dell&amp;#39;86enne padre Jacques mentre celebrava la Santa Messa risponde a una precisa strategia dello Stato islamico. Una strategia che non è né segreta né nascosta: sin dall&amp;#39;inizio degli anni 2000 i teorici del jihad l&amp;#39;avevano formalizzata e pubblicata su Internet ed i loro testi sono stati ripresi ed adattati dall&amp;#39;Isis che li diffonde dal 2014. L&amp;#39;obbiettivo è di far implodere quella che l&amp;#39;Isis descrive come &amp;quot;la zona grigia&amp;quot; in cui musulmani e &amp;quot;infedeli&amp;quot; vivono insieme senza cercare di annientarsi a vicenda: nel mondo sognato dal&amp;#39;Isis non ci sono che due campi: i musulmani ed i miscredenti, che devono affrontarsi fino alla vittoria finale dei &amp;quot;veri credenti&amp;quot;. L&amp;#39;Isis insomma non ha inventato niente.&amp;quot;Aveva ragione Osama Bin Laden&amp;quot;, si poteva leggere nell&amp;#39;edizione di febbraio 2015 di Dabiq, il periodico di propaganda online dell&amp;#39;Isis. &amp;quot;Il mondo attuale è diviso in due soli campi&amp;quot;, scriveva citando il defunto fondatore della rete &amp;quot;rivale&amp;quot; di al Qaeda. Nel suo Appello alla resistenza mondiale, pubblicato nel 2004 su Internet e subito divenuto un testo di riferimento del jihadismo mondiale, agli spettacolari attentati stile 11 settembre che in ultima istanza provocano violente reazioni contro i paesi musulmani, il siriano Abu Mussab al Souri diceva di preferire gli attacchi di piccole cellule che operano nei paesi occidentali. A forza di colpire, esse spossano le popolazioni colpite che finiranno per rivoltarsi contro i loro governi incapaci di proteggerle, ma soprattutto contro i musulmani che vivono nei loro paesi. Che, a loro volta, saranno costretti a reagire e questo porterà alla guerre civile. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469550318-lapresse-20160726175549-20092276.jpg?itok=3XXLJVlx" /> <![CDATA[Milano, caccia al turista picchiatore: Massacra persone a caso]]> Chiede informazioni ai passanti, li attira nella sua trappola, poi li picchia. Si tratta di un turista che sta tenendo sotto scacco l&amp;#39;intera Milano, un ragazzo di circa 25 anni descritto come &amp;quot;castano chiaro, abbastanza trasandato, che si rivolge ai malcapitati in inglese&amp;quot;. In pochi giorni sono stati già registrati sei episodi di violenza, denunciati dalle vittime alla polizia. La quale cerca di fermare il ragazzo, ma non è ancora riuscita a identificarlo.L&amp;#39;aggressione a MilanoL&amp;#39;ultimo episodio, scrive Repubblica, è avvenuto oggi all&amp;#39;ora di pranzo. Ma gli altri episodi sono stati registrati tra il 10 e il 26 luglio. Una lunga scia che fa pensare si tratti del &amp;quot;gioco&amp;quot; ormai tristemente noto il cui nome è &amp;quot;knockout game&amp;quot;. In piazzale Cadorna, ieri, un ragazzo di 23 anni è stato fermato con la scusa di sapere dove è la Triennale. Poi l&amp;#39;aggressione: il giovane è stato rincorso e &amp;quot;riempito di botte&amp;quot;.Stessa sorte per un 38enne: &amp;quot;Mi ha chiesto come arrivare a Porta Garibaldi - racconta a Repubblica - Poi mi ha colpito con il pugno sinistro alla mandibola destra, e ha continuato a darmi pugni in testa finché non è intervenuto un passante cercando di metterlo in fuga. Sono scappato verso casa e ho chiuso il portone, lui mi ha inseguito ed era lì che tentava ancora di raggiungermi&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/17/1468766430-lapresse-20160712002313-19929609.jpg?itok=5oDboVCN" /> <![CDATA[Allarme Chikungunya, immigrato potrebbe aver contagiato un'intera città]]> Scatta l&amp;#39;allarme Chikungunya a Rovigo: l&amp;#39;assistenza sanitaria ha segnalato la presenza di un immigrato affetto da questa malattia contagiosa che viene trasmessa dalle zazare.Ieri mattina, l&amp;#39;azienda sanitaria Ulss 18 ha segnalato e ricoverato nel reparto di malattie infettile un immigrato che sembra avere la Chikungunya. Questa malattia non si trasmette da persona a persona, ma viene trasmessa esclusivamente dalle zanzare che, dopo aver morso una persona infetta, vanno a pungere quelle sane. La Chikungunya si presenta con sintomi simili a quelli influenzali, ma può anche portarte dolori articolarti fotissimi.Come scrive Rovigoggi, l&amp;#39;azienda sanitaria ha diramato una nota nella quale spiega che il profugo ospite presso un centro di Rovigo potrebbe avere questa malattia virale. &amp;quot;ll paziente è ricoverato in ospedale e in attesa dei necessari test di conferma, l&amp;rsquo;Ulss 18 segue le direttive regionali in materia. Per questo ha immediatamente disposto la disinfestazione delle aree dove la persona ricoverata aveva soggiornato in epoca recente&amp;quot; - si legge nel comunicato.&amp;quot;La presenza del virus nel sangue dell&amp;rsquo;uomo - continua l&amp;#39;azienda sanitaria - si registra nei primi 4/5 giorni di malattia. I primi sintomi sull&amp;#39;immigrato si sono manifestati il 17 luglio ed il ricovero in ospedale è avvenuto il 21&amp;quot;. L&amp;#39;Ulss ci tiene a precisare che, essendo stato rapido il ricovero della persona infetta, è possibile che il contagio sia stato limitato.Il sindaco Massimo Bergamin, d&amp;#39;altro canto, ha ordinato che i &amp;quot;residenti, amministratori di condominio, operatori commerciali, gestori di attività produttive, ricreative, sportive e quanti hanno disponibilità di aree aperte sul territorio comunale, consentano l&amp;rsquo;accesso al personale che sarà inviato sul territorio per le operazioni didisinfestazione&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/01/27/1453903691-1422964800-521faa749e3533e5067ecb885583e4ee.jpg?itok=WE80jiKx" /> <![CDATA[Gigi Buffon e Ilaria D'Amico: il battesimo di Leopoldo Mattia]]> È uno dei sacramenti più importanti per il rito cattolico, quello d&amp;#39;iniziazione alla fede: stamattina, l&amp;#39;ultimo arrivato in casa Buffon-D&amp;#39;Amico, il piccolo Leopoldo Mattia, ha ricevuto il battesimo. Cornice suggestiva del felice evento, quello di una chiesa di Marina di Massa (in Versilia, Toscana), dove i Buffon possiedono uno stabilimento balneare. La famiglia allargata - al gran completo - è stata immortalata dal settimanale Diva &amp;amp; Donna: tanti sorrisi in un clima di festa con i parenti più stretti.Buffon e Ilaria sono apparsi raggianti, mano nella mano con i figli di lui, David Lee e Louis Thomas - che Buffon ha avuto dal matrimonio con Alena Seredova -, e con quello di lei, Pietro - che la telegiornalista ha avuto dalla relazione con Rocco Attisani. Sorridente e radiosa lei, in total white con miniabito e decolletè, fiero e spensierato lui, con uno spezzato grigio e blu. Casual anche i bambini, in bermuda e camicia con collo alla coreana.[[gallery 1290118]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469628023-c-2-fotogallery-3003756-28-image.jpg?itok=RJJ2lEuI" /> <![CDATA[Hanno sgozzato Dio]]> Il limite che si pensava invalicabile è stato superato ieri in un paesino nel nord della Francia, dove due islamici sono entrati in una chiesa durante la messa e inneggiando ad Allah hanno sgozzato il sacerdote e una fedele dopo averli fatti inginocchiare e aver recitato passi del Corano. Anche il terrore non è solo questione di numeri, ha un peso. E il sacrilegio compiuto ieri pesa in modo inconcepibile e insopportabile su tutti noi, cattolici o laici non cambia. Neppure le SS naziste, nei loro feroci rastrellamenti a caccia di ebrei e partigiani, avevano mai osato oltrepassare il portone delle chiese che infatti erano tra i rifugi più sicuri per le loro prede. Violare la casa di Dio, tagliare la gola al suo ministro sull&amp;#39;altare è il compiersi, per la prima volta nell&amp;#39;Europa moderna, di un folle invito di Maometto, profeta sanguinario, a tutti i musulmani.Spaventa l&amp;#39;idea di una guerra di religione, dichiarata unilateralmente, ma di questo si tratta. Quanta ipocrisia in quel &amp;laquo;je suis prêtre&amp;raquo;, io sono prete, che rimbalzava ieri sulle reti di internet. Molta parte della gerarchia ecclesiale a partire dall&amp;#39;attuale Papa - che tace sui mandanti e spalanca le porte ai carnefici, della classe politica che ha smantellato il sistema valoriale occidentale, persino dei fedeli distratti oggi non può dire in coscienza &amp;laquo;je suis prêtre&amp;raquo;. Il cristianesimo lo abbiamo archiviato, e l&amp;#39;Europa non ha bisogno di nuovi martiri, abbiamo già dato nei secoli. Abbiamo bisogno di preti, politici e uomini soldati schierati a difesa di ciò che siamo, di ciò che vogliamo essere. Si inizia smantellando &amp;laquo;per rispetto&amp;raquo; i presepi in scuole e oratori, ovvio che si arrivi ai terroristi in chiesa. Ciò che non concediamo se lo prendono con le bombe, con i mitra, con i camion, con i coltelli. Sanno che siamo deboli, che la democrazia ci impedisce di rispondere colpo su colpo con la stessa efficacia. Siamo prigionieri delle nostre libertà che gentilmente gli abbiamo concesso gratis.Ha voglia Hollande a dire: &amp;laquo;Faremo tutto il possibile per contrastarli&amp;raquo;. E come? Presidiando tutte le chiese, le piazze, tutti i supermarket e tutte le discoteche? Tempo perso, è impresa tecnicamente impossibile. Se continuiamo a tenerci i nemici in casa, a non chiamarli con il loro nome, rassegniamoci a contare i morti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469549858-1469531745-n-jacques-large570.jpg?itok=lnB0SErS" /> <![CDATA[Torna libero dopo 35 anni l'uomo che sparò a Reagan]]> Trentacinque anni in un ospedale psichiatrico. John Hinckley jr (61 anni), l&amp;#39;uomo che sparò al presidente Ronald Reagan, ora è di nuovo in libertà. Il 30 marzo 1981 l&amp;#39;allora neo eletto presidente degli Stati Uniti rimase ferito dopo i colpi esplosi da Hinckley. Andò peggio al suo portavoce, James Brady, che rimase paralizzato. Feriti in modo più leggero un agente della polizia di Washington ed uno dei servizi segreti.L&amp;rsquo;attentato ebbe luogo mentre Reagan usciva dall&amp;rsquo;hotel Hilton di Washington, dove aveva tenuto un discorso. Il proiettile della pistola calibro 22 di Hinckley perforò il polmone sinistro di Reagan: per soli due centimetri non toccò il cuore. Il presidente rimase ferito da un proiettile che fu deviato dal vetro della limousine presidenziale. Hinckley non cercò di fuggire e fu subito arrestato.Hinckley, all&amp;#39;epoca 26enne, fu riconosciuto non sano di mente e per questo motivo non venne incriminato. Lo mandarono, invece, in un ospedale psichiatrico. Hinckley raccontò di aver sparato a Reagan per fare impressione sull&amp;rsquo;attrice Jodie Foster, per la quale aveva sviluppato un&amp;rsquo;ossessione: &amp;quot;E&amp;#39; stata (la sparatoria, ndr) la più grande offerta di amore nella storia del mondo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469628716-john-hinckley-jr.jpg?itok=8WYyFWmp" /> <![CDATA[Che lavoro fa il figlio di Draghi?: i dubbi sul conflitto di interessi]]> Durante la conferenza stampa della Bce del 21 luglio,Mario Draghi è stato investito da molte domande dei giornalisti. Ma una, più delle altre, ha attirato l&amp;#39;attenzione di tutti. Un cronista, infatti, ha alzato la mano per chiedere conto del lavoro del figlio del capo della Bce, Giacomo. Il dubbio, infatti, è che ci possa essere conflitto di interessi, visto che il figlio è un Trader.Il lavoro del figlio di Mario Draghi&amp;quot;Signor Presidente - ha chiesto il giornalista - le chiedo se suo figlio sia un dealer di Bond e se, quindi, questo non si prefigurerebbe come un conflitto di interesse?&amp;quot;. La risposata di Draghi è stata diretta e senza il minimo tentennamento. &amp;quot;E&amp;#39; una scelta - afferma il leader della Bce - che ha fatto lui cinque anni fa e il Parlamento europeo non ha ritenuto che si trattasse di conflitto d&amp;#39;interesse&amp;quot;.Tutto vero: Giacomo Draghi, infatti, è un Trader e lavora per Morgan Stanley, una delle banche di affari americane più attive. Alcuni commentatori del web, però, si sono chiesti se figlio e padre parlino mai, prima delle comunicazioni ufficiali, delle decisioni della Banca Centrale Europea. Informazioni che potrebbero aiutare, ovviamente, a decidere quali operazioni compiere.&amp;quot;Orbene una domanda sovviene spontanea - commenta Sonny Foschino, analista presso Elysium Academy - anche il figlio di Draghi consulta il Calendario Economico? No, sapete perché? Di certo non mi sognerei mai di poter porre una domanda diretta a Mario Draghi, ma, se un giorno dovesse capitarmi, gli chiederei: &amp;#39;Presidente, ma che argomenti trattate con suo figlio a cena? No, perché le assicuro che se io fossi suo figlio, due tre cose da chiederLe ce le avrei&amp;#39;&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/21/1466499114-lapresse-20160609122151-19447942.jpg?itok=UZj53rxa" /> <![CDATA[L'Ue sposa la flessibilità. Niente multa a Spagna e Portogallo]]> In tempi di Brexit e di dubbi dei cittadini sull&amp;#39;Unione europea l&amp;#39;approccio punitivo non è l&amp;#39;ideale. Lo hanno capito a Bruxelles, dove questa mattina la Cammissione europea ha deciso di graziare Spagna e Portogallo che non hanno rispettato gli impegni di bilancio nel biennio 2013-2015. L&amp;#39;Ue dunque sceglie la strada della flessibilità e della stretta sorveglianza ravvicinata per i due paesi. Lo fa a causa di una &amp;quot;situazione economica eccezionale&amp;quot; e tenendo conto degli sforzi di riduzione dell&amp;rsquo;indebitamento e delle riforme &amp;quot;importanti&amp;quot; avviati nei due paesi. Nello stesso tempo indica che il Portogallo deve porre fine al deficit pubblico eccessivo (in pratica portarlo sotto il 3%) entro quest&amp;rsquo;anno, e la Spagna deve farlo entro il 2018 al più tardi. In tal modo Bruxelles dà più tempo ai due paesi per rimettersi in riga.Il patto di stabilità e crescita, che regola il funzionamento dei bilanci pubblici dei 19 paesi Euro, &amp;quot;funziona, è efficace e non stupido&amp;quot;, ha detto il commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici. &amp;quot;Il deficit dell&amp;rsquo;Eurozona è sceso dal 6% del Pil nel 2011 al 2% nel 2016, e nel 2017 calerà ancora all&amp;rsquo;1%, forse anche di meno&amp;quot;, ha spiegato, aggiungendo: &amp;quot;Le sanzioni non avrebbero permesso di correggere il passato e un approccio punitivo non sarebbe stato la strada migliore nel momento in cui i popoli dubitano dell&amp;rsquo;Europa&amp;quot;.Bruxelles pare voglia sfruttare l&amp;rsquo;effetto leva del congelamento parziale dei fondi Ue per forzare i governi di Spagna e Portogallo ad accelerare l&amp;rsquo;azione di riduzione del deficit. Tanto è vero che oggi la Commissione indica che &amp;quot;per modificare la sospensione dei fondi Ue entrambi gli Stati devono dimostrare di rispettare pienamente il patto di stabilità anche nella fase di elaborazione del bilancio 2017&amp;quot;, cosa che avverrà in autunno.La multa possibile prevista dalle norme Ue può arrivare allo 0,2% del pil (2,1 miliardi per la Spagna e 200 milioni per il Portogallo), ma può essere ridotto sulla base di circostanze economiche eccezionali o in seguito a una richiesta argomentata degli Stati. Nel corso del negoziato che di fatto si è aperto tra Bruxelles e le due capitali, le posizioni di partenza dei due governi sono cambiate nel senso che sono stati proposti alla Commissione percorsi più stretti di aggiustamento di bilancio e di riforme economiche. Ciò ha reso possibile la raccomandazione di procedere all&amp;rsquo;annullamento della multa.Gli obiettivi posti dall&amp;#39;Ue a Spagna e PortogalloLa Spagna deve porre fine alla situazione di deficit eccessivo entro il 2018 &amp;quot;al più tardi&amp;quot;. Quest&amp;rsquo;anno deve portare il rapporto deficit-pil dal 5,1% del 2015 al 4,6% quest&amp;rsquo;anno, al 3,1% nel 2017 e al 2,2% nel 2018. Il massimo sforzo, dunque, deve essere fatto l&amp;rsquo;anno prossimo. Un aggiustamento di tale portata è coerente con un deterioramento della situazione strutturale del bilancio dello 0,4% nel 2016 e di un miglioramento dello 0,5% sempre in termini strutturali dello 0,5% del pil sia nel 2017 che nel 2018, miglioramento che deve essere assicurato attraverso misure di consolidamento da adottare e attuare pienamente. Inoltre la Spagna deve usare tutte le entrate non previste per accelerare la riduzione del deficit e del debito.Quanto al Portogallo, deve ridurre il deficit/pil dal 4,4% del 2015 al 2,5% quest&amp;rsquo;anno, un obiettivo che non include l&amp;rsquo;impatto diretto degli effetti del potenziale sostegno del sistema bancario. Lisbona deve adottare misure di consolidamento pari allo 0,25% del pil quest&amp;rsquo;anno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/24/1466766158-olycom-20160616125554-19566893.jpg?itok=W5TCKAWY" /> <![CDATA[Mentana: I profughi non vengono da noi per uccidersi]]> &amp;quot;C&amp;#39;è solo una cosa ancora più becera che attribuire l&amp;#39;ondata di attentati in Europa a una sorta di spirale imitativa tra depressi e disadattati, invece che all&amp;#39;indicazione dell&amp;#39;Isis ) e lupi solitari. Quella cosa più becera è la pretesa di collegare questa catena terroristica al fenomeno dei migranti&amp;quot;. Lo scrive Enrico Mentana che, sul suo profilo Facebook, fa una distinzione netta tra terroristi e profughi.&amp;quot;Tutti gli attentatori che hanno colpito in Francia e Belgio sono nati lì o ci vivono da molti anni dopo essere nati in ex colonie. La gran parte di loro aveva cercato di andare in Siria tra i foreign fighters dell&amp;#39;Isis: esattamente l&amp;#39;opposto per percorso e scelta esistenziale dei profughi&amp;quot;, spiega il direttore del Tg La7 secondo cui &amp;quot;chi fugge da una guerra, o anche solo da una vita grama, e rischia la morte per venire a vivere tra noi non lo fa certo per morire e uccidere noi&amp;quot;. &amp;quot;Certo, il problema migranti esiste, logistico, politico ed economico: ma è una questione che nulla ha a che fare col terrorismo islamico. E chi lo associa - conclude Mentana - fa una brutta operazione per sommare due paure profonde, quella del cattivo e quella del diverso&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/19/1466350697-enrico-mentana.jpg?itok=F4N1Lk37" /> <![CDATA[Incontro tra Renzi e May: Certezza su tempi del Brexit]]> Un menù a base di pennette al pomodoro, tagliata di mazo e patate, poi un semifreddo alla pesca per chiudere, per il pranzo di lavoro tra Matteo Renzi e il nuovo premier britannico, Theresa May, alla guida del Paese che ha scelto per il Brexit.Una scelta, quella di dire addio all&amp;#39;Unione Europea, che il presidente del Consiglio italiano ha ricordato subito nella conferenza stampa al termine dell&amp;#39;incontro, parlando di &amp;quot;un fatto che naturalmente dispiace&amp;quot; e aggiungendo che colpirà &amp;quot;in particolar modo i 600mila italiani che vivono nel Regno Unito&amp;quot;.Se Renzi ha chiarito di avere rispetto per quanto deciso dal popolo britannico, ha detto anche oggi servono &amp;quot;molto buon senso, tempi chiari e la certezza di un percorso&amp;quot;, a cui il governo è interessato a dare &amp;quot;il massimo della collaborazione e del supporto&amp;quot;.Una strada nuova quella intrapresa da Londra, e per questo &amp;quot;piena di incertezza, anche procedurali&amp;quot;, che avrà bisogno di essere sveltito e reso più chiaro, cosa &amp;quot;necessaria per l&amp;#39;amicizia che lega Italia e Gran Bretagna&amp;quot;.Nelle parole di Renzi e May anche la promessa di una collaborazione maggiore sul tema della sicurezza e della prevenzione del terrorismo. &amp;quot;Stanno attaccando i nostri valori, ma non vinceranno&amp;quot;, ha detto il premier britannico. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469624836-getty-20160727141307-20100346.jpg?itok=9NkjiZlT" /> <![CDATA[Viso angelico e innocente: ecco a voi Donald Trump da piccolino]]> In questa foto sembra un angioletto sceso dal cielo, con gli anni è cresciuto e l&amp;#39;aria da bravo bambino ha lasciato il posto a uno degli uomini più potenti del mondo: ecco a voi Donald Trump.Questa foto è stata pubblicata nel 2013 proprio da Trump sul suo profilo Facebook con questa didascalia: &amp;quot;Chi avrebbe mai sospettato che questo innocente bambino sarebbe diventato un mostro?&amp;quot;. Ora questa imamgine è tornata a tenere banco nei salotti e in televisione. Perché?Secondo molti utenti perché quello sguardo candido da bravo bambino non esiste più ed è stato divorato un mostro cattivo. Secondo tanti altri, invece, quel volto angelico si può ritrovare in gran parte nel faccione di Trump che ad ogni suo comizio urla come un pazzo per far capire a tutti i principi della sua politica.Ma sorpattutto viene da chiederci: un viso così dolce e pulito avrebbe mai immaginato di diventare uno degli uomini più potenti del Pianeta? O meglio, avrebbe mai imamginato di concorrere per la presidenza degli Stati Uniti? (Guarda la foto) <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469619448-1098040-10153083417320725-1757478768-n.jpg?itok=zdCAs2Go" /> <![CDATA[L'Uomo Tigre torna in tv con una nuova serie ]]> L&amp;rsquo;Uomo Tigre tornerà presto sugli schermi con avventure inedite. La nuova serie del cartone animato giapponese con cui sono cresciute diverse generazioni, non sarà un remake dell&amp;#39;originale anime degli anni &amp;#39;60, ma un sequel.Protagonisti della storia sono due giovani lottatori, Naoto Azuma e Takuma Fujii, che si allenano nella piccola federazione chiamata Zipang Pro-wrestling. Quando la loro federazione viene schiacciata da una malvagia federazione chiamata GWM (Global Wrestling Monopoly), dietro la quale si nasconde una rinata Tana delle Tigri, il destino divide i due ragazzi.Sul proprio sito ufficile, la Toei, casa che produce il cartone animato, presenta così la sinossi della storia: &amp;quot;Nella Tana delle Tigri, l&amp;rsquo;organizzazione segreta del rinato mondo del wresting, due giovani lottatori sono uno di fronte all&amp;rsquo;altro. Il primo ha ereditato la tremenda scuola di allenamento e una maschera di tigre che Naoto Ito ha lasciato ai piedi del Monte Fuji. Il secondo ha vinto ogni feroce combattimento da quando è entrato nella Tana, conquistandosi la maschera di Tigre Nera. Un Uomo Tigre che ha scelto di percorrere un cammino luminoso e un Uomo Tigre che ha optato per quello oscuro. Entrambi non hanno ma visto il volto dell&amp;rsquo;altro. Sul ring sono rivali predestinati, ma il loro obbiettivo è lo stesso: Distruggere la Tana delle Tigri!&amp;quot;.La serie &amp;ndash; nata su impulso della federazione giapponese New Japan Pro Wrestling &amp;ndash; presenterà anche le versioni animate di veri wrestler, così come avveniva già nella serie originaria.Verrà trasmessa in Giappone a partire dal prossimo autunno su Tv Asahi e arriverà anche in Occidente a partire dai mesi successivi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469621499-maxresdefault-4.jpg?itok=3SG-Ly08" /> <![CDATA[Fermo, il legale della vedova smentisce: Mai ritrattato. Ma sei testimoni la smentiscono]]> Il legale della vedova di Emmanuel Chidi Nnamdi, il nigeriano morto a Fermo dopo una lite in strada con un ultrà locale, smentisce la notizia, rilanciata per primi da Libero e poi dal Corriere, secondo cui Chiniary avrebbe ritrattato la sua versione dei fatti. &amp;quot;Chinyere non ha mai ritrattato - dice l&amp;#39;avvocato Letizia Astorri - e tutte le presunte notizie che continuano ad apparire sui social network in merito a tale ipotetica ritrattazione sono false e tendenziose&amp;quot;.L&amp;#39;omicidio di FermoI fatti sono abbastanza noti al lettore. Il 5 luglio scorso una coppia di nigeriani, Emmanuel e Chiniary, stanno camminando a Fermo. Incontrano Amedeo Mancini, un ultrà locale. Dopo una offesa (&amp;quot;scimmia&amp;quot;), i tre hanno una lite. Ad un certo punto Emmanuel cade, batte la testa e muore. Questo è quello che si sa di certo sul triste accaduto. Il resto, ancora, è in mano agli inquirenti.Le due versioniCi sono infatti due principali versioni contrastanti. Quella della moglie della vittima e quella di Mancini, sostenuta da almeno 5 testimoni. Persone che anche la procura considera &amp;quot;attendibili&amp;quot;, perché non si conoscono l&amp;#39;uno con l&amp;#39;altro. Tutti, infatti, quando sono stati interrogati separatamente, hanno riportato particolari tra loro concordanti. Ora, secondo Chiniary ad aggredire per primo sarebbe stato l&amp;#39;ultrà, dopo la famosa offesa razziale che lo stesso Mancini ha ammesso di aver detto. Per l&amp;#39;accusato, che è ancora in carcere, a far scattare la rissa sarebbe stata la coppia. Anzi: alcuni testimoni affermano che all&amp;#39;origine di tutto ci sia una reazione scomposta della donna.Infine, c&amp;#39;è la questione del cartello stradale che Mancini assicura di non aver usato contro il nigeriano, come sostiene la vedova, e che i testimoni invece &amp;quot;mettono in mano&amp;quot; a Emmanuel.Poi arriva la notizia di un possibile cambio di versione da parte di Chinary, ora la smentita dei suoi legali: &amp;quot;Anche la Procura della Repubblica di Fermo ha negato che vi sia mai stata una ritrattazione nella ricostruzione della vicenda, e dello scontro tra Emanuel Chidi e Amedeo Mancini, da parte della donna - dice l&amp;#39;avvocato Astorri - e quindi mi riserverò di agire nelle sedi opportune a tutela della mia assistita, se fosse necessario e con tutti i mezzi a mia disposizione&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/06/1467826812-192532897-0675c53e-4af3-4891-8209-163dea5e58c9.jpg?itok=lS3sRG0s" /> <![CDATA[Dimenticata per ore in auto sotto al sole: muore bambina di 18 mesi]]> Era andata a lavoro dopo aver accompagnato sua figlia di sei anni alla scuola estiva e la bimba di diciotto mesi al nido, come ogni giorno. O almeno credeva di averlo fatto perché quando diverse ore dopo è tornata alla macchina la bambina di un anno e mezzo era ancora lì, chiusa in auto sotto al sole cocente, ormai priva di sensi. Quelle ore chiuse nella vettura bollente le sono state fatali. La bambina è morta oggi all&amp;#39;ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove era arrivata nella serata di ieri. I genitori, che vivono a Vada, in provincia di Livorno, sono sconvolti per l&amp;#39;accaduto.La bimba era stata trasportata in condizioni disperate da Vada all&amp;#39;ospedale di Cecina ieri verso le 14, poi in serata era stata trasferita all&amp;#39;ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove era ricoverata in terapia intensiva. Ieri sera la situazione era grave ma non drammatica. In mattinata Francesca Bellini, direttore sanitario dell&amp;#39;ospedale Meyer aveva spiegato: &amp;quot;Le condizioni della bambina sono gravi, in mattinata la situazione si è ulteriormente complicata. Sicuramente c&amp;#39;è un danno che potrebbe aver compromesso le funzioni neurologiche. Siamo preoccupati per l&amp;#39;esito&amp;quot;. Alle 18.30 è arrivata la notizia della morte della piccola.La macchina in cui la madre aveva dimenticato la bambina era parcheggiata all&amp;#39;ombra, ma questo conta poco perché quando fa caldo la temperatura all&amp;#39;interno di un abitacolo può aumentare anche di 15 gradi in 15 minuti. Inoltre, come spiega il ministero della Salute - che a giugno 2015 ha pubblicato un opuscolo sui rischi dei colpi di calore per i bambini - la temperatura di bambini e neonati sale 3-5 volte più rapidamente rispetto a quella di un adulto.Non è la prima volta che un genitore dimentica il proprio figlio chiuso in macchina. In questi casi si parla di &amp;quot;amnesia dissociativa&amp;quot;, cioè l&amp;#39;incapacità di ricordare informazioni personali anche molto importanti solitamente legate a traumi o che generano un forte stress. L&amp;#39;ultimo episodio simile è avvenuto nel luglio 2015, per fortuna con lieto fine. Un uomo aveva lasciato il bimbo di tre anni in macchina per accompagnare l&amp;#39;altro figlio a scuola. Alcuni passanti notarono il piccolo piangere disperatamente nella vettura. L&amp;#39;intervento della polizia evitò il peggio.Il ministero della salute sconsiglia di lasciare i bambini chiusi in macchina, anche se per pochi minuti. Uno dei consigli che viene dato è quello di lasciare qualche oggetto sul sedile posteriore accanto ai bambini - delle chiavi, una borsa o altro - in modo da poter essere sicuri di vedere i piccoli prima di scendere dalla macchina. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/23/1466684295-newpress-20160612143042-19495475.jpg?itok=Jogv1dpD" /> <![CDATA[SEGA annuncia il ritorno sul mercato del Mega Drive]]> Dopo che Nintendo ha annunciato l&amp;#39;arrivo sul mercato della versione Mini del suo storico NES, anche SEGA è pronta rispolverare una sua &amp;quot;vecchia&amp;quot; console.La compagnia giapponese ha infatti annunciato il SEGA Mega Drive 25th Sonic Anniversary Edition, una versione mini della leggendaria console a 16 bit.Il &amp;quot;nuovo&amp;quot; SEGA Mega Drive sarà disponibile nei negozi ad ottobre, con 80 giochi preinstallati, a cui se ne potranno aggiungere altri, scaricandoli da internet, al contrario di quanto deciso da Nintendo per il suo Mini.La console sarà messa in vendita con due controller d dovrebbe essere compatibile con le prese HDMI, per garantire una qualità di immagine adatta ai televisori moderni.SEGA inoltre ha annunciato anche l&amp;#39;arrivo di una versione portatile della stessa console, per potarci a spasso il divertimento.Nell&amp;#39;evento organizzato per i 25 anni di Sonic, è stato annunciato anche un nuovo progetto legato al porcospino blu: si tratta di due titoli, &amp;quot;Project Sonic 2017&amp;quot; e &amp;quot;Sonic Mania&amp;quot;.Il primo sarà un&amp;#39;avventura definita &amp;quot;una nuova esperienza&amp;quot; e sfrutterà le potenzialità offerte dalle console e dai computer di oggi. Uscirà a fine 2017 per Pc, Xbox One, PlayStation 4 e Nintendo Nx.L&amp;#39;altro, invece, sarà un platform 2D che ricorderà i primi capitoli che si giocavano nei primi anni Novanta. L&amp;#39;uscita di quest&amp;#39;ultimo è prevista durante la primavera del prossimo anno.Ecco intanto la lista dei titoli preinstallati sul Mega Drive 25th Sonic Anniversary Edition:Alex Kidd in the Enchanted CastleAlien StormAltered BeastArrow FlashBonanza Bros.Chakan: The Forever ManColumnsColumns 3Comix ZoneCrack DownDecapAttackDr. Robotnik&amp;rsquo;s Mean Bean MachineESWAT: City Under SiegeEternal ChampionsFatal LabyrinthFlickyGain GroundGolden AxeGolden Axe 2Golden Axe 3Jewel MasterKid ChameleonPhantasy Star 2Phantasy Star 3RistarShadow Dancer: The Secret of ShinobiShinobi III: Return of the Ninja MasterSonic &amp;amp; KnucklesSonic SpinballSonic the HedgehogSonic the Hedgehog 2Sonic 3D BlastSword of VarmilionThe OozeVectormanVectorman 2Mortal Kombat 1Mortal Kombat 2Mortal Kombat 3Adventure in the ParkCross the roadJack&amp;rsquo;s PeaJewel MagicCurling 2010Plumbing ContestWall-BreakingBubble MasterBreak a FirelineMahjong SolitaireWarehouse KeeperChessMemorySnakeAir HockeySpiderNaval PowerMr. BallsCannonFight or LoseBottle Taps RaceBomberCheckerHexagonosWhack-A-WolfMirror MirrorPanic LiftBlack SheepFlash MemoryBrain SwitchMega Brain SwitchHidden AgendaDominant AmberHide and SeekJura FormulaLost World SudokuMeatloaf RotationMya Master MindSkeleton ScaleT-Rex Memory MatchYawning Triceratops <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469619039-unnamed-33.jpg?itok=dL_8hyzf" /> <![CDATA[Pokemon Go e la paura dello spionaggio in Cina e Indonesia]]> In Indonesia le autorità hanno vietato al personale di polizia e ai militari di giocare a Pokemon Go durante le ore di servizio, perché preoccupati che possano &amp;quot;dimenticarsi di fare il loro lavoro al servizio delle persone&amp;quot;. Vietato anche ai giocatori entrare nelle zone di sicurezza, in quanto &amp;quot;l&amp;#39;applicazione potrebbe essere utilizzata per altri scopi, come ad esempio lo spionaggio&amp;quot;.In Cina la sovrapposizione di reale e virtuale, ha addirittura fatto pensare a una teoria del complotto, secondo la quale la app di Nintendo potrebbe far scoprire le coordinate precise di posti dove gli utenti non sono riusciti ad avere accesso, come, ad esempio, le basi militari segrete.L&amp;#39;Indonesia ha vietato al personale di polizia e ai militari di giocare a Pokemon Go durante le ore di servizio, avvertendo che le loro basi sono off-limits per altri giocatori. &amp;quot;Siamo preoccupati che i membri delle forze dell&amp;#39;ordine possano diventare dipendenti del gioco e dimenticare di fare il loro lavoro al servizio delle persone&amp;quot;, ha detto il portavoce della polizia nazionale, Boy Rafli Amar.La decisione è arrivata dopo che un francese è stato arrestato e rilasciato per essere entrato inavvertitamente in una base militare, mentre dava la caccia alle creature virtuali di Pokemon Go nella città di Cirebon, nella provincia di Giava Occidentale, mentre in Bosnia il gioco si è rivelato fatale a causa del problema mine anti-uomo.In questo Paese del sudest asiatico, come in altre zone, Pokemon Go ha già numerosi fan che hanno scaricato illegalmente l&amp;#39;applicazione, visto che non è ancora disponibile.Ma secondo Amar bisogna essere &amp;quot;molto cauti nei confronti di coloro che giocano a Pokemon, poiché l&amp;#39;applicazione potrebbe essere utilizzata per altri scopi, come ad esempio lo spionaggio&amp;quot;.&amp;quot;Lo spionaggio si può effettuare sotto diverse forme&amp;quot;, ha dichiarato il ministro della Difesa, Ryamizard Ryacudu. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/14/1468503022-pokemon-go-750x400.jpg?itok=O_SdGLgB" /> <![CDATA[Isis attacca i curdi siriani a Qamishli. Le vittime sono quasi 50]]> Sono almeno cinquanta le vittime e duecento i feriti in un attentato messo a segno dal sedicente Stato islamico a Qamishli, città abitata da una maggioranza curda nel nord-est della Siria, lungo la frontiera con la Turchia.La città fa parte di una striscia di terra a nord del Paese sconvolto dalla guerra civile al momento dominata dalle milizie curdo-siriane dello Ypg/Ypj, organizzazione vicina al Partito dei lavoratori (Pkk), che punta a un maggior grado di autonomia nella regione settentrionale della Siria (Rojava, in curdo).L&amp;#39;attacco, portato con un camion carica d&amp;#39;esplosivo, ha preso di mira il quartier generale dell&amp;#39;Assayish, le forze speciali curde e secondo gli osservatori è il più grave in molti anni. È stato rivendicato dal sedicente Stato islamico, contro cui le forze curde combattono, sostenute dalla coalizione internazionale impegnata nei cieli siriani.Secondo quanto ricorda Reuters l&amp;#39;Isis ha già colpito diverse volte tanto a Qamishli quanto nel capoluogo provinciale di Hasaka. Anche qui sono impegnate le forze curde. L&amp;#39;attacco di oggi è stato abbastanza potente da essere avvertito a Nusaybin, il primo agglomerato urbano oltre frontiera, in Turchia. Almeno due persone sarebbero rimaste ferite.Uno solo l&amp;#39;attentato che ha colpito la città. Se in un primo momento si parlava di due diversi episodi, diverse fonti sostengono che l&amp;#39;esplosione di un contenitore di carburante poco lontano dal luogo dell&amp;#39;attacco sia stato più una conseguenza che non un secondo colpo sferrato a Qamishli. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469619634-lapresse-20160727125728-20099293.jpg?itok=lKeceiy1" /> <![CDATA[Salento, le spiagge rischiano di scomparire]]> &amp;ldquo;Situazioni a rischio nel Salento, micro e macro ferite create dai bagnanti alle dune per accedere in spiaggia, distruzione della vegetazione ed interventi invasivi per far spazio a strutture&amp;rdquo; rappresentano pericoli concreti per la sopravvivenza dell&amp;#39;habitat costiero salentino. Così Rosario Centonze, presidente dell&amp;#39;ordine degli agronomi di Lecce, lancia l&amp;#39;allarme.Centonze mette in guardia: l&amp;#39;ecosistema del Salento può essere compromesso dal sovraffollamento di turisti e dalla gestione sregolata.Dietro gli stabilimenti balneari su scogliere a picco sul mare, dietro piscine di acqua salata e comodi parcheggi, spesso abusivi, tra le dune a due passi dal mare, c&amp;#39;è la natura violata.Il presidente dell&amp;#39;ordine salentino degli agronomi invita così gli operatori turistici e gli stessi bagnanti alla massima attenzione per evitare che venga compromesso l&amp;#39;habitat naturale. &amp;quot;Proprio in vista dell&amp;#39;arrivo di agosto - dice l&amp;#39;agronomo agli organi di stampa - mese in cui si registra la massima concentrazione di bagnanti, mi preme lanciare un appello contro l&amp;#39;uso indiscriminato delle spiagge e del litorale.&amp;rdquo;&amp;quot;La vegetazione &amp;ndash; continua il presidente nelle sue dichiarazioni - ha un ruolo fondamentale nella stabilizzazione delle dune, che a loro volta sono una barriera importante per evitare la dispersione della sabbia e quindi l&amp;#39;erosione del litorale&amp;quot;.Si tratta di tutelare le dune di sabbia che hanno origini lontanissime (alcune sono databili da 7000 a 3000 anni fa) e una vegetazione, la &amp;ldquo;macchia mediterranea&amp;rdquo;, che funge da barriera per la sabbia. Sono i ginepri, la garinga, il timo, il finocchio e l&amp;#39;elicriso. &amp;quot;Si tratta di una flora e una fauna molto ricche e diversificate, che meriterebbero la massima tutela&amp;quot;, ha sottolineato Centonze.La tutela passa anche attraverso la costruzione di strutture non abusive con passerelle ad hoc per non distruggere il paesaggio. Regole appunto, per rispettare la natura e custodirla. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469616683-spiaggia.jpg?itok=edy0Nga2" /> <![CDATA[Higuain fa sognare i tifosi della Juventus: Spero di vincere la Champions]]> Gonzalo Higuain è sbarcato a Torino. Il neo attaccante della Juventus è parso raggiante, sereno, tranquillo e voglioso di intraprendere questa sua nuova avventura con la maglia dei campioni d&amp;#39;Italia in carica. Nelle giornata di ieri è stato depositato ufficialmente il contratto in Lega Calcio e la Vecchia Signora verserà nelle casse del Napoli di Aurelio De Laurentiis la bellezza di 90 milioni di euro. Il numero uno degli azzurri è parso molto amareggiato ed ai microfoni del Corriere dello Sport ha definito Higuain come ingrato e traditore. Il classe 87 ha sottoscritto un contratto quadriennale, fino al 30 giugno del 2020 e percepirà 7,5 milioni di euro netti a stagione. All&amp;#39;aeroporto di Caselle c&amp;#39;è stato un bagno di tifosi bianconeri che hanno accolto in maniera calorosa il loro nuovo bomber che prima di varcare le porte dello JMedical ha affermato: &amp;quot;Adesso vediamo di riprendere e di arrivare in forma alla prima giornata. Sono felice di essere qui, spero di vincere la Champions. Sono contento di poter giocare insieme a Dybala&amp;quot;.Alle 11:30 sono iniziate le visite mediche, dopodiché Higuain, verso le 13 circa, si recherà in sede per le foto di rito. Infine, nel pomeriggio, si allenerà a Vinovo con i compagni di squadra non partiti per la Tournée. Nel frattempo due suoi ex &amp;quot;nemici&amp;quot; sul campo come Claudio Marchisio e Leonardo Bonucci hanno voluto dare il benvenuto al Pipita. Il primo di persona, visto che era presente allo JMedical per recuperare dall&amp;#39;infortunio al ginocchio. Il secondo, su Instagram, con una foto dove Higuain e lo stesso Bonucci vanno in contrasto sul pallone. Il perno difensivo della Juventus ci scherza su: &amp;quot;#BIENVENIDOPIPITA Così potrò allenarmi su certi interventi senza aspettare la domenica!!!#benvenuto #bomber #LB19 #higuain #vincere @ghiguain20_9&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469615505-higuain.jpg?itok=w__9USpz" /> <![CDATA[Guardate, sono invisibile: Robbie Williams nudo su Instagram]]> &amp;quot;Vi lanciamo la sfida: se poteste avere un superpotere, quale scegliereste tra essere invisibili e poter mangiare quante torte volete senza ingrassare?&amp;quot;: questo il sondaggio lanciato dal cantante Robbie Williams e dalla moglie Ayda Field ai followers di Instagram. Il momento di follia ha contagiato sia fan che non, con dibattiti più o meno seri sui pro e contro di entrambi i privelegi supereroistici. Ayda e il marito, dal canto loro, si sono schierati: invisibilità per lui, torte per lei.Alla fine, la stragrande maggioranza delle persone ha scelto mangiare torte (pensateci, senza problemi di calorie e grassi: un vero paradiso), ma Robbie ha pensato bene di non deludere neppure coloro che avevano votato per &amp;quot;l&amp;#39;invisibilità&amp;quot;. Nel video di risposta al sondaggio, dunque, il cantante si è mostrato nudo, con le intimità coperte da un - piccola - torta con glassa rosa. &amp;quot;Guardate, sono invisibile! Per voi una torta fluttuante&amp;quot;, ha dichiarato, mostrando il fisico snello. &amp;quot;Tesoro, ti si vedono le natiche. Non sei invisibile&amp;quot;, ha commentato divertita la moglie - con la telecamera in mano: &amp;quot;A quanto pare, hai scelto anche tu i dolci&amp;quot;.Molte fan hanno apprezzato il piccolo show sexy del cantante, commentando: &amp;quot;Robbie è così bello. Sei fortunata, Ayda&amp;quot; e simili. L&amp;#39;ex Take That pubblicherà entro l&amp;#39;anno un nuovo album, dopo tre anni di assenza dal panorama discografico internazionale. Cake won by a landslide!! @robbiewilliams I think you might be confused. #lol #lmao #mcm #mondayfunday #mondaymadness #cake #supernatural #rydaUn video pubblicato da Ayda Field Williams (@aydafieldwilliams) in data: 25 Lug 2016 alle ore 14:52 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469615283-robbie-williams-naked-cake-instagram.jpg?itok=2ogiRsRQ" /> <![CDATA[Sequestrato il porto di Ostia Il vanto del sindaco Veltroni]]> I finanzieri del Comando provinciale della guardia di finanza di Roma stanno sequestrando il patrimonio aziendale e le quote societarie di 19 società, di cui 2 di diritto inglese, legate alla gestione del porto turistico di Roma e di alcuni lidi di Ostia, 531 unità immobiliari, disponibilità finanziarie e altri beni mobili per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro.Il decreto di sequestro è stato emesso dal tribunale di Roma - sezione specializzata per le misure di prevenzione nei confronti del noto imprenditore romano Mauro Balini coinvolto, in passato, in diverse indagini per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture false e riciclaggio, che è ritenuto vicino ad ambienti malavitosi operanti sul litorale di Ostia e, secondo gli inquirenti, &amp;quot;in costante collegamento con personaggi di notevole spessore criminale&amp;quot;. Il porto di Ostia si sviluppa attualmente su una superficie di circa 22mila ettari e dispone di 840 posti barca per lunghezze comprese fra gli 8 e i 60 metri. La struttura venne innaugurata nel 2001 da Veltroni che al taglio del nastro disse: &amp;quot;Ricchezza per Ostia e anche opportunità per Roma, città di mare&amp;quot;. Ora l&amp;#39;orgoglio di quella giunta di centrosinistra ha i sigilli della Guardia di Finanza. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469613510-veltron.jpg?itok=Euk9IirL" /> <![CDATA[Cosa succede quando una ragazza curvy passeggia da sola?]]> Quando una ragazza va in giro da sola viene sempre osservata dai maschietti, ma cosa succede quando una giovane curvy si mostra in tutte le sue grazie?La londinese Kaysheen Whiteley non è nuova a questi esperimenti e ha voluto testare le reazioni suscitate dalle sue forme molto rotonde. La ragazza si è fatta riprendere da alcune telecamere nascoste mentre passeggia per le vie e i parchi di Londra. Kaysheen, nel video, indossa degli shorts striminziti e una magliettina che mettono in risalto il suo essere curvy.Come mostra il The Sun, nel filmato è possibile notare come tutti gli uomini vengano colpiti dalla ragazza nonostante abbiano vicino una fidanzata che magari ha anche qualche chilo in meno. L&amp;#39;esperimento è stato girato e pubblicato dagli youtuber DengisV e JasonMoments per Immature Channel. E se anche non aveva l&amp;#39;obiettivo di mostrare che il curvy piace, inconciamente lo ha fatto.Nel video, infatti, tutti gli uomini rimangono colpiti da Kaysheen. Tra chi commenta, chi la guarda soltanto, chi la riprende e chi le scatta qualche foto, insomma tutti buttano un occhio su di lei. (Ecco il filmato)[[video 1289885]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469611769-nintchdbpict000254609451.jpg?itok=QChkzmhZ" /> <![CDATA[Lindsay Lohan da sola in barca: è davvero finita con Egor Tarabasov?]]> Lindsay Lohan torna ad essere sotto i riflettori per la propria vita amorosa. Dopo gli eventi tumultuosi dello scorso weekend, e cioè la litigata furiosa tra l&amp;#39;attrice e il fidanzato - russo milionario - Egor Tarabasov che ha portato lei a gridare sul terrazzo &amp;quot;sei uno psicopatico, hai tentato di uccidermi!&amp;quot; e la polizia a sfondare la loro porta di casa, Lindsay ha deciso di rassicurare i fan e chiarire la sua posizione sentimentale in un lungo - e accorato - post su Instagram.&amp;quot;Cari amici - scrive la Lohan -, sto bene. Sto prendendo del tempo per me stessa con alcuni buoni amici. Mi dispiace di aver esposto così esageratamente le mie faccende private, ero mossa dalla paura e dalla tristezza. Tutti facciamo errori - continua - e purtroppo i miei sono sempre stati pubblici. Ho cercato a lungo la mia anima gemella, ma avrei dovuto stare più attenta, invece che essere distratta dal mio buon cuore&amp;quot;.&amp;quot;Le mie intenzioni non erano quelle di inviare messaggi ambigui. Forse le cose possono essere aggiustate, forse no. Ma, comunque, spero di sì. Ho trent&amp;#39;anni, credo di meritare un gigante -uomo? - buono. Nella vita ci devono essere amore e luce, non rabbia. Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto&amp;quot;.Lindsay e Egor sono ai ferri corti già da qualche tempo: lei ha scoperto il tradimento di lui con una prostituta russa e ha sbattuto tutto su Instagram e Twitter - con tanto di prove. Ultimo di una serie di post-sfogo, quello con la sottile allusione alla gravidanza: &amp;quot;Sono incita&amp;quot;, ha twittato, allegando la locandina del suo film &amp;quot;Incinta o... quasi&amp;quot;. E poi, ultimo capitolo del drammatico rapporto, la litigata furiosa sul terrazzo nell&amp;#39;appartimento londinese di lei, con tanto di accuse forti (&amp;quot;Hai cercato di strangolarmi!&amp;quot;) a lui. Che sia davvero la fine, per la coppia? Ca va sans dire, lo scopriremo solo vivendo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469610622-13732102-1574268266203179-1236102621-n.jpg?itok=zJVYXGQm" /> <![CDATA[Referendum, Mattarella: Dibattito surreale. Sembra caccia ai Pokemon]]> Pokemon Go, la moda del momento, fa capolina anche tra i discorsi della politica italiana. A citarlo è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che parlando del referendum costituzionale tira in ballo il gioco più in voga al momento.&amp;quot;Certi dibattiti su data e spacchettamento del referendum costituzionale sono talmente surreali da sembrare la caccia ai Pokemon&amp;quot;, convinto che se &amp;quot;la data del referendum non è stabilita&amp;quot; è &amp;quot;per il semplice fatto che non è ancora possibile farlo&amp;quot;.Mattarella, almeno dall&amp;#39;utilizzo che fa dell&amp;#39;esempio, non sembra essere tra gli appassionati del gioco il cuo scopo è &amp;quot;prenderli tutti&amp;quot;. Quali Pokemon si aggirino per i corridoi della politica romana è una domanda destinata a restare senza risposta.Fuor di metafora, il Quirinale chiarisce: &amp;quot;A fronte di una richiesta, laddove vi fosse stata, solo la Cassazione avrebbe potuto decidere, e rigorosamente non in base a considerazioni politiche&amp;quot;.Nel discorso del Presidente anche la cronaca di questi giorni. &amp;quot;Il terrorismo si può sconfiggere con una sempre più ampia e completa collaborazione operativa tra gli Stati - sostiene -, superando inerzie e resistenze a condividere informazioni&amp;quot;.Poi un rimprovero alla stampa. &amp;quot;Talvolta i media cedono alla tentazione di voler spiegare in tempo reale gli avvenimenti invece di narrarli, cercando nello smarrimento della gente, nei frammenti di immagine, in testimonianze rese talvolta sotto choc, conclusioni destinate sovente a rivelarsi fallaci alla luce dei fatti&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/17/1463474445-lapresse-20160514123346-19041003.jpg?itok=-5P-8KK1" /> <![CDATA[Isis arruola jihadisti in Kosovo a due passi dalle basi italiane]]> Campi di addestramento dell&amp;#39;Isis nel cuore dell&amp;#39;Europa, a qualche centinaio di chilometri dall&amp;#39;Italia e a pochi passi da una base Nato.Succede in Kosovo, dove, secondo fonti di intelligence citate dall&amp;rsquo;agenzia russa Sputnik, sono almeno cinque i campi di esercitazione dello Stato Islamico, dove si addestrano i tagliagole del Califfato pronti a seminare la morte e la distruzione nelle città europee.Nidi di serpi cresciuti, incredibilmente, all&amp;#39;ombra delle bandiere dell&amp;#39;Alleanza Atlantica. Dalla guerra del 1999, infatti, la Nato ha sempre mantenuto una forte presenza militare nella regione, più che in ogni altro Stato del Vecchio Continente. In Kosovo è stata costruita la base di Camp Bondsteel, una cittadella militare con 7mila abitanti che è ad oggi la maggiore base costruita fuori dagli Usa fin dai tempi della guerra del Vietnam.A pochi chilometri da questa base, però, sorge il campo di addestramento Isis di Ferizaj, dove gli islamici radicali albanesi studiano il Corano e si esercitano nell&amp;#39;uso di armi ed esplosivi. I boschi circostanti sono il teatro perfetto per simulare le tecniche di guerriglia.E secondo le informative dell&amp;#39;intelligence kosovara, riferisce L&amp;#39;Espresso, altri due centri jihadisti sono stati individuati nelle città di Gjakovica e di Peje: due località celebri per essere sede del distaccamento dell&amp;#39;Aeronautica italiana nel Paese balcanico e del Villaggio Italia. Peraltro, notano le autorità locali, la maggior parte dei radicalizzati provengono proprio dalle città kosovare che ospitano le principali basi occidentali.La settimana scorsa a Pristina sono stati condannati cinque radicali affilati all&amp;#39;Isis, mentre a marzo sulla chiesa ortodossa di San Nicola era comparsa una scritta inquientante, vergata in inglese perché fosse più comprensibile: &amp;quot;Lo Stato Islamico sta arrivando&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469600429-6590852.jpg?itok=bJLjbtmZ" /> <![CDATA[Così i Rambo dell'esercito ci difenderanno dal terrorismo]]> Il terribile attacco alla chiesa francese di Rouen ha messo in allarme l&amp;#39;Italia. Ora nei luoghi sensibili verrano schierati i reparti speciali per prevenire e combattere il terrorismo.Parà e marina come scudo contro il jihadL&amp;#39;ennessimo attentato in Francia dimostra quanto sia difficile prevedere i raid dei lupi solitari dell&amp;#39;Isis. E quanto sia impossibile monitorare ogni luogo a rischio. L&amp;#39;Italia per non farsi trovare impreparata ha avviato un nuovo dispositivo di sicurezza. Ai 7 mila miliatari impiegati, insieme alle forze dell&amp;#39;ordine, in protezione delle zone sensibili, si aggiungono gli uomini dei reggimenti d&amp;#39;assalto.I Col Moschin dei paracadutisti e Comsubin della marina, raggruppamento subacquei e incursoni saranno utilizzati in caso di emergenza e necessità. Ma non solo. Per loro il Viminale ha cucito ruoli anche nell&amp;#39;ambito della prevenzione e dei controlli. Il Colle, come riferisce Il Messaggero, ha già effettuato diverse esercitazioni antiterrorismo con questi &amp;quot;Rambo&amp;quot; dell&amp;#39;esercito. Nel caso in ci fosse bisogno del loro intevento saranno impiegati da Roma in su, sotto il comando del Gruppo di Intervento Speciale (Gis.). Il dispositivo di sicurezza è già avviato, anche se l&amp;#39;intelligence italiano ammette che è difficile valutare quanto sino a rischio le nostre città. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469609433-col-moschin-members-republic-day-parade.jpg?itok=Xte2ouXe" /> <![CDATA[Conte, messaggio alla Juventus: Matic è importante per il Chelsea]]> La Juventus ha già messo in fila cinque colpi uno più straordinario dell&amp;rsquo;altro: dal Bayern Monaco è arrivato il difensore marocchino, ex Roma e Udinese, Mehdi Benatia che ha già fatto vedere di che pasta è fatto, andando in rete di testa nell&amp;rsquo;amichevole contro il Tottenham, dal Barcellona, svincolato, è arrivato l&amp;rsquo;esterno classe 83 Dani Alves, giocatore che porterà quella giusta esperienza internazionale per competere in Champions League. A centrocampo è arrivato il talentuoso centrocampista bosniaco Miralem Pjanic, che darà ulteriore qualità alla linea mediana. Marko Pjaca, giovanissimo talento classe 95, ha già fatto vedere di possedere enormi qualità ad Euro 2016 con la Croazia di Cacic. Dulcis in fundo, è stato depositato il contratto di Gonzalo Higuain che sarà il terminale offensivo principe e che farà faville con il connazionale Paulo Dybala. In tutto questo, con ogni probabilità, la Juventus perderà Paul Pogba destinato al Manchester United. Al momento la trattativa è in fase di stallo visto che c&amp;rsquo;è da sciogliere il nodo sulla commissione. L&amp;rsquo;affare dovrebbe concretizzarsi, anche se la Juventus non si muove dalla sua richiesta di 120 milioni di euro, mentre lo United è fermo a quota 110.Beppe Marotta e Fabio Paratici, comunque, continuano a lavorare per trovare il degno sostituto del fuoriclasse francese che ha incantato nei suoi quattro anni a Torino. Marcelo Brozovic, Moussa Sissoko, e Axel Witsel sono degli obiettivi reali, ma il primo sul taccuino di Allegri è il giocatore del Chelsea: Nemanja Matic. Antonio Conte lo reputa incedibile e ha voluto ribadirlo chiudendo la porta in faccia alla Juventus: &amp;quot;Matic è un calciatore importante per me: è nella mia idea di gioco e lui lo sa bene. Kanté? Ha giocato una grande stagione con il Leicester e non vedo l&amp;rsquo;ora di lavorare con lui&amp;rdquo;. Qualsiasi trattativa a centrocampo è legata a doppio filo con l&amp;rsquo;eventuale cessione di Pogba allo United. Nel caso in cui il francese dovesse restare a Torino non arriverà più nessuno, ma se dovesse partire allora i dirigenti bianconeri tenteranno l&amp;rsquo;assalto al centrocampista serbo: Conte permettendo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/23/1469283444-conte-2.jpg?itok=YWNC36kp" /> <![CDATA[Gentiloni nel mirino dell'Isis]]> Dopo la strage di Nizza, gli attacchi alla Germania e l&amp;#39;uccisione di ieri di un prete nella chiesa di Rouen, l&amp;#39;Isis sembra ora puntare sull&amp;#39;Italia. Sui siti vicini al Califfato è comparsa una foto con al centro il nostro ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, molto attivo per la creazione in Libia di un governo di unità nazionale stabile con a capo Fayez al Sarraj. In alto a destra della foto si può notare la bandiera nera tipica dello Stato Islamico e, anche la sua autenticità è dubbia rimane la preoccupazione, sempre più crescente, che l&amp;#39;Itala possa essere il prossimo obiettivo dei tagliagole.Il nostro Paese, anche dopo l&amp;#39;attentato a Nizza, è stato indicato come possibile crocevia di terroristi islamici e anche oggi ci sono stati due arresti nel savonese che confermano come l&amp;#39;Italia sia terreno fertile per arruolare nuovi combattenti nel jihad. Periodicamente, inoltre, lo Stato Islamico diffonde video inquietanti in cui minaccia di &amp;#39;prendere Roma&amp;#39; e sullo sfondo si vedono nitidamente il Colosseo e Piazza San Pietro. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469609973-gentiloni.jpg?itok=V6bMwt8X" /> <![CDATA[L'islam usa la spada non la ragione. Così Ratzinger ci aveva avvertiti]]> Pubblichiamo ampi stralci della lectio magistralis &amp;laquo;Fede, ragione e università - Ricordi e riflessioni&amp;raquo;. L&amp;#39;orazione è stata tenuta da papa Benedetto XVI il 12 settembre 2006 all&amp;#39;università di Regensburg (Ratisbona) durante il suo viaggio apostolico in Baviera. Un discorso profetico nel quale il Pontefice toccava i temi del rapporto tra il cristianesimo e l&amp;#39;islam, parlando anche di jihad. Citando un teologo e la sua analisi di un dialogo tra un dignitario persiano e l&amp;#39;imperatore bizantino del XII-XIII secolo, si parla dell&amp;#39;&amp;laquo;irrazionalità&amp;raquo; della guerra di religione propugnata da Maometto. La lezione provocò molto clamore e scatenò dure polemiche nei confronti di Ratzinger, ma aprì uno squarcio sulla natura dei rapporti tra le due religioni e sulla vera essenza del Corano. Un documento che risulta ancora più attuale ed efficace.Illustri Signori, gentili Signore!È per me un momento emozionante stare ancora una volta sulla cattedra dell&amp;#39;Università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l&amp;#39;Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all&amp;#39;università di Bonn. Era nel 1959 ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari.(...)L&amp;#39;Università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch&amp;#39;esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del &amp;laquo;tutto&amp;raquo; dell&amp;#39;universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra Università c&amp;#39;era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva. Di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell&amp;#39;insieme dell&amp;#39;Università, era una convinzione indiscussa.Tutto ciò mi tornò in mente, quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Münster) del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d&amp;#39;inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Fu poi probabilmente l&amp;#39;imperatore stesso ad annotare, durante l&amp;#39;assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402, questo dialogo; si spiega così perché i suoi ragionamenti siano riportati in modo molto più dettagliato che non le risposte dell&amp;#39;erudito persiano. Il dialogo si estende su tutto l&amp;#39;ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull&amp;#39;immagine di Dio e dell&amp;#39;uomo, ma necessariamente anche sempre di nuovo sulla relazione tra le &amp;laquo;tre Leggi&amp;raquo;: Antico Testamento, Nuovo Testamento e Corano. Vorrei toccare in questa lezione solo un argomento piuttosto marginale nella struttura del dialogo che, nel contesto del tema &amp;laquo;fede e ragione&amp;raquo;, mi ha affascinato e che mi servirà come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema.Nel settimo colloquio (controversia) edito dal professor Khoury, l&amp;#39;imperatore tocca il tema della jihad (guerra santa). Sicuramente l&amp;#39;imperatore sapeva che nella sura 2,256 si legge: &amp;laquo;Nessuna costrizione nelle cose di fede&amp;raquo;. È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l&amp;#39;imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il &amp;laquo;Libro&amp;raquo; e gli &amp;laquo;increduli&amp;raquo;, egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: &amp;laquo;Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava&amp;raquo;. L&amp;#39;imperatore spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell&amp;#39;anima. &amp;laquo;Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione (logos) è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell&amp;#39;anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia Per convincere un&amp;#39;anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte&amp;raquo;.L&amp;#39;affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. Theodore Khoury commenta: per l&amp;#39;imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest&amp;#39;affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. In questo contesto Khoury cita un&amp;#39;opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazn si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l&amp;#39;uomo dovrebbe praticare anche l&amp;#39;idolatria.Qui si apre, nella comprensione di Dio e quindi nella realizzazione concreta della religione, un dilemma che oggi ci sfida in modo molto diretto. La convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio, è soltanto un pensiero greco o vale sempre e per se stesso? Io penso che in questo punto si manifesti la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia. Modificando il primo versetto del Libro della Genesi, Giovanni ha iniziato il prologo del suo Vangelo con le parole: &amp;laquo;In principio era il verbo&amp;raquo;, ovvero il logos. È questa proprio la stessa parola che usa l&amp;#39;imperatore: Dio agisce con logos. Logos significa insieme ragione e parola: una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione. Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il logos, e il logos è Dio, ci dice l&amp;#39;evangelista. L&amp;#39;incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso. La visione di San Paolo, davanti al quale si erano chiuse le vie dell&amp;#39;Asia e che, in sogno, vide un Macedone e sentì la sua supplica: &amp;laquo;Passa in Macedonia e aiutaci!&amp;raquo; (cfr At 16,6-10), questa visione può essere interpretata come una &amp;laquo;condensazione&amp;raquo; della necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l&amp;#39;interrogarsi greco.In realtà, questo avvicinamento ormai era avviato da molto tempo.(...)Con questa nuova conoscenza di Dio va di pari passo una specie di illuminismo, che si esprime in modo drastico nella derisione delle divinità che sono soltanto opera delle mani dell&amp;#39;uomo (cfr Sal 115). Così, nonostante tutta la durezza del disaccordo con i sovrani ellenistici, che volevano ottenere con la forza l&amp;#39;adeguamento allo stile di vita greco e al loro culto idolatrico, la fede biblica, durante l&amp;#39;epoca ellenistica, andava interiormente incontro alla parte migliore del pensiero greco, fino ad un contatto vicendevole che si è poi realizzato specialmente nella tarda letteratura sapienziale. Oggi noi sappiamo che la traduzione greca dell&amp;#39;Antico Testamento - la &amp;laquo;Settanta&amp;raquo;, realizzata in Alessandria - è più di una semplice (da valutare forse in modo poco positivo) traduzione del testo ebraico: è infatti una testimonianza testuale a se stante e uno specifico importante passo della storia della Rivelazione, nel quale si è realizzato questo incontro in un modo che per la nascita del cristianesimo e la sua divulgazione ha avuto un significato decisivo. Nel profondo, vi si tratta dell&amp;#39;incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall&amp;#39;intima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero ellenistico fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: non agire &amp;laquo;con il logos&amp;raquo; è contrario alla natura di Dio.Per onestà bisogna annotare a questo punto che, nel tardo Medioevo, si sono sviluppate nella teologia tendenze che rompono questa sintesi tra spirito greco e spirito cristiano. In contrasto con il cosiddetto intellettualismo agostiniano e tomista iniziò con Duns Scoto una impostazione volontaristica, la quale alla fine portò all&amp;#39;affermazione che noi di Dio conosceremmo soltanto la voluntas ordinata. Al di là di essa esisterebbe la libertà di Dio, in virtù della quale Egli avrebbe potuto creare e fare anche il contrario di tutto ciò che effettivamente ha fatto. Qui si profilano delle posizioni che, senz&amp;#39;altro, possono avvicinarsi a quelle di Ibn Hazn e potrebbero portare fino all&amp;#39;immagine di un Dio-Arbitrio, che non è legato neanche alla verità e al bene. La trascendenza e la diversità di Dio vengono accentuate in modo così esagerato, che anche la nostra ragione, il nostro senso del vero e del bene non sono più un vero specchio di Dio, le cui possibilità abissali rimangono per noi eternamente irraggiungibili e nascoste dietro le sue decisioni effettive. In contrasto con ciò, la fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata esista una vera analogia, in cui certo le dissomiglianze sono infinitamente più grandi delle somiglianze, non tuttavia fino al punto da abolire l&amp;#39;analogia e il suo linguaggio (cfr Lat IV). Dio non diventa più divino per il fatto che lo spingiamo lontano da noi in un volontarismo puro ed impenetrabile, ma il Dio veramente divino è quel Dio che si è mostrato come logos e come logos ha agito e agisce pieno di amore in nostro favore. Certo, l&amp;#39;amore &amp;laquo;sorpassa&amp;raquo; la conoscenza ed è per questo capace di percepire più del semplice pensiero (cfr Ef 3,19), tuttavia esso rimane l&amp;#39;amore del Dio-logos, per cui il culto cristiano è logike latreia, un culto che concorda con il Verbo eterno e con la nostra ragione (cfr Rm 12,1).Il qui accennato vicendevole avvicinamento interiore, che si è avuto tra la fede biblica e l&amp;#39;interrogarsi sul piano filosofico del pensiero greco, è un dato di importanza decisiva non solo dal punto di vista della storia delle religioni, ma anche da quello della storia universale un dato che ci obbliga anche oggi. Considerato questo incontro, non è sorprendente che il cristianesimo, nonostante la sua origine e qualche suo sviluppo importante nell&amp;#39;Oriente, abbia infine trovato la sua impronta storicamente decisiva in Europa. Possiamo esprimerlo anche inversamente: questo incontro, al quale si aggiunge successivamente ancora il patrimonio di Roma, ha creato l&amp;#39;Europa e rimane il fondamento di ciò che, con ragione, si può chiamare Europa.Alla tesi che il patrimonio greco, criticamente purificato, sia una parte integrante della fede cristiana, si oppone la richiesta della dis-ellenizzazione del cristianesimo: una richiesta che dall&amp;#39;inizio dell&amp;#39;età moderna domina in modo crescente la ricerca teologica. Visto più da vicino, si possono osservare tre onde nel programma della dis-ellenizzazione: pur collegate tra di loro, esse tuttavia nelle loro motivazioni e nei loro obiettivi sono chiaramente distinte l&amp;#39;una dall&amp;#39;altra.La dis-ellenizzazione emerge dapprima in connessione con i postulati fondamentali della Riforma del XVI secolo. (...) Così la fede non appariva più come vivente parola storica, ma come elemento inserito nella struttura di un sistema filosofico. Il &amp;laquo;sola Scriptura&amp;raquo; invece cerca la pura forma primordiale della fede, come essa è presente originariamente nella Parola biblica. La metafisica appare come un presupposto derivante da altra fonte, da cui occorre liberare la fede per farla tornare ad essere totalmente se stessa. Con la sua affermazione di aver dovuto accantonare il pensare per far spazio alla fede, Kant ha agito in base a questo programma con una radicalità imprevedibile per i riformatori. Con ciò egli ha ancorato la fede esclusivamente alla ragione pratica, negandole l&amp;#39;accesso al tutto della realtà.La teologia liberale del XIX e del XX secolo apportò una seconda onda nel programma della dis-ellenizzazione: di essa rappresentante eminente è Adolf von Harnack. Durante il tempo dei miei studi, come nei primi anni della mia attività accademica, questo programma era fortemente operante anche nella teologia cattolica. Come punto di partenza era utilizzata la distinzione di Pascal tra il Dio dei filosofi ed il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. (...)Come pensiero centrale appare, in Harnack, il ritorno al semplice uomo Gesù e al suo messaggio semplice, che verrebbe prima di tutte le teologizzazioni e, appunto, anche prima delle ellenizzazioni: sarebbe questo messaggio semplice che costituirebbe il vero culmine dello sviluppo religioso dell&amp;#39;umanità. Gesù avrebbe dato un addio al culto in favore della morale. In definitiva, Egli viene rappresentato come padre di un messaggio morale umanitario. Lo scopo di ciò è in fondo di riportare il cristianesimo in armonia con la ragione moderna, liberandolo, appunto, da elementi apparentemente filosofici e teologici, come per esempio la fede nella divinità di Cristo e nella trinità di Dio. In questo senso, l&amp;#39;esegesi storico-critica del Nuovo Testamento sistema nuovamente la teologia nel cosmo dell&amp;#39;Università: teologia, per Harnack, è qualcosa di essenzialmente storico e quindi di strettamente scientifico. Ciò che essa indaga su Gesù mediante la critica è, per così dire, espressione della ragione pratica e di conseguenza anche sostenibile nell&amp;#39;insieme dell&amp;#39;Università. In sottofondo c&amp;#39;è l&amp;#39;autolimitazione moderna della ragione, espressa in modo classico nelle &amp;laquo;critiche&amp;raquo; di Kant, nel frattempo però ulteriormente radicalizzata dal pensiero delle scienze naturali.(...)Per il momento basta tener presente che, in un tentativo alla luce di questa prospettiva di conservare alla teologia il carattere di disciplina &amp;laquo;scientifica&amp;raquo;, del cristianesimo resterebbe solo un misero frammento. Ma dobbiamo dire di più: è l&amp;#39;uomo stesso che con ciò subisce una riduzione. Poiché allora gli interrogativi propriamente umani, cioè quelli del &amp;laquo;da dove&amp;raquo; e del &amp;laquo;verso dove&amp;raquo;, gli interrogativi della religione e dell&amp;#39;ethos, non possono trovare posto nello spazio della comune ragione descritta dalla &amp;laquo;scienza&amp;raquo; e devono essere spostati nell&amp;#39;ambito del soggettivo. Il soggetto decide, in base alle sue esperienze, che cosa gli appare religiosamente sostenibile, e la &amp;laquo;coscienza&amp;raquo; soggettiva diventa in definitiva l&amp;#39;unica istanza etica. In questo modo, però, l&amp;#39;ethos e la religione perdono la loro forza di creare una comunità e scadono nell&amp;#39;ambito della discrezionalità personale. È questa una condizione pericolosa per l&amp;#39;umanità: lo constatiamo nelle patologie minacciose della religione e della ragione, patologie che necessariamente devono scoppiare, quando la ragione viene ridotta a tal punto che le questioni della religione e dell&amp;#39;ethos non la riguardano più. Ciò che rimane dei tentativi di costruire un&amp;#39;etica partendo dalle regole dell&amp;#39;evoluzione o dalla psicologia e dalla sociologia, è semplicemente insufficiente.Prima di giungere alle conclusioni alle quali mira tutto questo ragionamento, devo accennare ancora brevemente alla terza onda della dis-ellenizzazione che si diffonde attualmente. In considerazione dell&amp;#39;incontro con la molteplicità delle culture si ama dire oggi che la sintesi con l&amp;#39;ellenismo, compiutasi nella Chiesa antica, sarebbe stata una prima inculturazione, che non dovrebbe vincolare le altre culture. Queste dovrebbero avere il diritto di tornare indietro fino al punto che precedeva quella inculturazione per scoprire il semplice messaggio del Nuovo Testamento ed inculturarlo poi di nuovo nei loro rispettivi ambienti. Questa tesi non è semplicemente sbagliata; è tuttavia grossolana ed imprecisa. Il Nuovo Testamento, infatti, e stato scritto in lingua greca e porta in se stesso il contatto con lo spirito greco, un contatto che era maturato nello sviluppo precedente dell&amp;#39;Antico Testamento. Certamente ci sono elementi nel processo formativo della Chiesa antica che non devono essere integrati in tutte le culture. Ma le decisioni di fondo che, appunto, riguardano il rapporto della fede con la ricerca della ragione umana, queste decisioni di fondo fanno parte della fede stessa e ne sono gli sviluppi, conformi alla sua natura.Con ciò giungo alla conclusione. Questo tentativo, fatto solo a grandi linee, di critica della ragione moderna dal suo interno, non include assolutamente l&amp;#39;opinione che ora si debba ritornare indietro, a prima dell&amp;#39;illuminismo, rigettando le convinzioni dell&amp;#39;età moderna. Quello che nello sviluppo moderno dello spirito è valido viene riconosciuto senza riserve: tutti siamo grati per le grandiose possibilità che esso ha aperto all&amp;#39;uomo e per i progressi nel campo umano che ci sono stati donati. L&amp;#39;ethos della scientificità, del resto, è volontà di obbedienza alla verità e quindi espressione di un atteggiamento che fa parte della decisione di fondo dello spirito cristiano. Non ritiro, non critica negativa è dunque l&amp;#39;intenzione; si tratta invece di un allargamento del nostro concetto di ragione e dell&amp;#39;uso di essa. Perché con tutta la gioia di fronte alle possibilità dell&amp;#39;uomo, vediamo anche le minacce che emergono da queste possibilità e dobbiamo chiederci come possiamo dominarle. Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell&amp;#39;esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza. In questo senso la teologia, non soltanto come disciplina storica e umano-scientifica, ma come teologia vera e propria, cioè come interrogativo sulla ragione della fede, deve avere il suo posto nell&amp;#39;università e nel vasto dialogo delle scienze.Solo così diventiamo anche capaci di un vero dialogo delle culture e delle religioni un dialogo di cui abbiamo un così urgente bisogno. Nel mondo occidentale domina largamente l&amp;#39;opinione, che soltanto la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti siano universali. Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall&amp;#39;Universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell&amp;#39;ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture. E tuttavia, la moderna ragione propria delle scienze naturali, con l&amp;#39;intrinseco suo elemento platonico, porta in sé, come ho cercato di dimostrare, un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda sul perché di questo dato di fatto esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali ad altri livelli e modi del pensare, alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l&amp;#39;ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell&amp;#39;umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi ad essa significherebbe una riduzione inaccettabile del nostro ascoltare e rispondere. Qui mi viene in mente una parola di Socrate a Fedone. Nei colloqui precedenti si erano toccate molte opinioni filosofiche sbagliate, e allora Socrate dice: &amp;laquo;Sarebbe ben comprensibile se uno, a motivo dell&amp;#39;irritazione per tante cose sbagliate, per il resto della sua vita prendesse in odio ogni discorso sull&amp;#39;essere e lo denigrasse. Ma in questo modo perderebbe la verità dell&amp;#39;essere e subirebbe un grande danno&amp;raquo;. L&amp;#39;Occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all&amp;#39;ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza: è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica entra nella disputa del tempo presente. &amp;laquo;Non agire secondo ragione (con il logos) è contrario alla natura di Dio&amp;raquo;, ha detto Manuele II, partendo dalla sua immagine cristiana di Dio, all&amp;#39;interlocutore persiano. È a questo grande logos, a questa vastità della ragione, che invitiamo nel dialogo delle culture i nostri interlocutori. Ritrovarla noi stessi sempre di nuovo, è il grande compito dell&amp;#39;Università.Regensburg, 12 settembre 2006 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/02/1467445758-lapresse-20160701164956-19791786.jpg?itok=5WxHjkJW" /> <![CDATA[Ferrari, Allison lascia, arriva Mattia Binotto]]> James Allison non è più il direttore tecnico della Ferrari, ad annunciarlo con una nota è il sito del &amp;#39;Cavallino&amp;#39; che comunica l&amp;#39;addio dopo tre anni di collaborazione: la decisione è stata presa &amp;quot;di comune accordo&amp;quot;. Assume il ruolo di chief technical officer è Mattia Binotto. &amp;quot;Il team desidera ringraziare James per l&amp;#39;impegno e il sacrificio profusi in questo periodo passato assieme e gli augura successo e serenità per i suoi futuri impegni&amp;quot;, ha sottolineato il team principal della &amp;#39;rossa&amp;#39;, Maurizio Arrivabene. Da parte sua James Allison ha detto: &amp;quot;Negli anni passati in Ferrari, in due periodi distinti e con ruoli diversi, ho avuto modo di conoscere e apprezzare il valore della squadra e delle donne e degli uomini che ne fanno parte. A loro va il mio ringraziamento per questa grande esperienza professionale e umana. Auguro a tutti un futuro felice e pieno di soddisfazioni&amp;quot;. Intanto il team principal Maurizio Arrivabene ha chiesto di poter &amp;quot;lavorare in pace&amp;quot; insieme alla scuderia Ferrari, in risposta alle critiche per le sue prestazioni deludenti. La Ferrari lo scorso anno ha vinto tre gare, ma in questa stagione - su 11 tentativi - non è riuscita a raggiungere il gradino più alto del podio. &amp;quot;Due mesi fa tutti ci facevano continue domande su Kimi e il suo futuro. Dopo Kimi, è stato il mio turno. Poi abbiamo confermato Kimi e ora si parla di Vettel. Lasciateci lavorare in pace, per favore&amp;quot;, ha detto Arrivabene. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/19/1466323879-ferrari-lapresse.jpg?itok=-qHbxnS7" /> <![CDATA[Sardegna, Olbia ora vieta le Messe dentro gli edifici pubblici]]> Anche a Olbia, in Sardegna, gli attentati contro i luoghi di culto cristiani fanno paura. Nel capoluogo gallurese il sindaco Settimo Nizzi ha bandito dagli edifici pubblici ogni evento religioso, &amp;quot;di qualsiasi confessione&amp;quot;. Con una delibera di giunta l&amp;#39;amministrazione comunale ha infatti stabilito che il Museo archeologico, l&amp;#39;Olbia Expò e l&amp;#39;anfiteatro &amp;ldquo;Mario Ceroli&amp;rdquo; di Porto Rotondo siano chiusi a ogni tipo di celebrazione religiosa. Ma non solo: sono state vietate anche ogni &amp;quot;attività, iniziativa e manifestazione&amp;quot; anche vagamente attinente a qualsiasi Fede.Ritenuto per la particolare delicatezza dell&amp;#39;attuale situazione geopolitica - si legge nel provvedimento del sindaco - con fenomeni legati al terrorismo internazionale e per il carattere aconfessionale dell&amp;#39;amministrazione pubblica, di dover escludere eventi e/o iniziative che abbiano ad oggetto attività religiose, argomenti di natura religiosa e/o che abbiano finalità di propaganda ed indottrinamento religioso, nonché che possano attenere all&amp;#39;interpretazione di testi sacri&amp;quot;.Secondo la Nuova Sardegna, però, dietro la decisione della giunta olbiese non ci sarebbe solo il timore di attentati ma anche una &amp;quot;pretesa aconfessionale&amp;quot; dell&amp;#39;amministrazione pubblica.E anche la Chiesa è rammaricata: il vescovo di Tempio-Ampurias, monsignor Sebastiano Sanguinetti, si domanda se non ci troviamo di fronte a una &amp;quot;decisione affrettata&amp;quot;, presa &amp;quot;sull&amp;#39;onda emotiva&amp;quot; del terrorismo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469606592-lapresse-20160721172422-20041868.jpg?itok=vdROC5n7" /> <![CDATA[Inter, Thohir riporta la calma: Icardi incedibile. Mancini? Crediamo in lui]]> Tocca ad Eric Thohir riportare un po&amp;rsquo; di sereno in casa Inter. Il Presidente del club nerazzurro, direttamente da New Jersey, ha parlato a Inter Channel degli obiettivi stagionali: &amp;ldquo;Suning e noi come dirigenza vogliamo rafforzare la squadra ancora di più per raggiungere i nostri obiettivi. È bello essere qui, oggi è il primo giorno del Manager Meeting, che si tiene all&amp;#39;inizio di ogni stagione ormai da tre anni a questa parte, prima a Washington, l&amp;#39;anno scorso in Cina e ora a New York. Sono meeting importanti per definire insieme la direzione della nuova stagione e l&amp;#39;impegno del management. Quest&amp;#39;anno abbiamo anche un nuovo partner di maggioranza ed è una cosa positiva che loro siano presenti qui per capire anche come vogliono lavorare con noi in Cina, dove vorremmo aprire un nuovo ufficio e sviluppare Academy e strutture. Nei prossimi cinque anni vogliamo crescere in Asia, dove c&amp;#39;è un grande mercato&amp;quot;.Il tycoon indonesiano ha poi toccato gli argomenti caldi in casa nerazzurra ed ha ribadito la fiducia a Roberto Mancini e l&amp;rsquo;incedibilità di Mauro Icardi: &amp;ldquo;Non venderemo Icardi. Abbiamo ricevuto offerte anche dal Napoli ma non lo venderemo. Un anno fa ad Icardi abbiamo prolungato il contratto, siamo come una famiglia, possiamo sempre parlare se ci sono problemi o discutere di cosa vorremo fare insieme in futuro. È il nostro capitano ed è un giocatore importante per noi, siamo molto contenti di lui. Mancini è il nostro allenatore, qui negli Stati Uniti sta lavorando sul campo e anche con il management, credo molto nel suo lavoro. Qui stiamo lavorando tutti insieme, nei prossimi due giorni ci incontreremo ancora per darci supporto l&amp;#39;uno con l&amp;#39;altro. Credo molto nella struttura del management, lavoriamo come un unico team, non in maniera individuale&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/28/1467129576-thohir.jpg?itok=Lq1h33Zz" /> <![CDATA[Porto il 'sociale' in tv perché amo aiutare gli altri]]> &amp;quot;Mi piace raccontare il Paese e stare vicino alle persone, ascoltandole&amp;quot;. La pensa così, Eleonora Daniele, fenomeno tv di questi tempi. Ex bancaria, con mentalità votata al marketing. È uno dei cavalli di battaglia Rai, che ha fatto della &amp;quot;tv sociale&amp;quot; il suo punto di forza. Durante la settimana conduce su Raiuno con Salvo Sottile la seconda parte di Estate in diretta e ieri è tornata, dopo cinque anni, in prima serata con l&amp;#39;evento Music for Mercy, in onda dal sito del Foro romano, per celebrare il Giubileo della Misericordia. Niente vacanze, insomma. Ma non le pesa. In programma per lei una nuova stagione di Storie Vere dal 5 settembre, con novità di peso. Uno spazio centrato sulla condizione dei giovani in Italia, neolaureati e non, per capire se questo paese abbia ancora un futuro. È anche testimonial della Fondazione italiana autismo, che ha appena presentato il progetto Telefono Blu (800- 031819), una linea gratuita attivata insieme all&amp;#39;Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) con il supporto della Rai, e con l&amp;#39;obiettivo di sostenere e orientare i familiari di bambini e adulti con autismo. Un tema di cui la Daniele si è occupata spesso in tv e che la tocca da vicino, per via della sua esperienza di vita accanto al fratello Luigi, affetto da autismo, venuto a mancare lo scorso anno a soli 44 anni. &amp;quot;Questa iniziativa che fa capo al progetto #sfidautismo, è un primo passo per andare incontro a queste famiglie e per evitare che si chiudano in se stesse&amp;quot;.Il tema dell&amp;#39;autismo le sta inevitabilmente a cuore.&amp;quot;Ho vissuto certe dinamiche da vicino. Ho fatto anch&amp;#39;io mille giri nelle istituzioni, per avere un sostegno per mio fratello. Ho provato sulla mia pelle la difficoltà che provano tutti, quando chiedono aiuto a questa società, spesso sorda e troppo burocratica. Sono drammi che rimangono nelle nostre case e gravano sulle nostre tasche. Le istituzioni amministrative, i Comuni, dovrebbero essere più accorti&amp;quot;.A distanza di un anno, come sta per suo fratello Luigi?&amp;quot;Non ho ancora del tutto accettato la sua scomparsa, non l&amp;#39;ho ancora elaborata, forse lo farò piano piano. O forse mai. Ho reagito con grande rabbia. Mi sono chiesta mille volte &amp;#39;perché è successo a lui e non a me?&amp;#39;. Inutile nascondere che mi abbia segnata profondamente. Vorrei fosse ancora qui con me, avremmo potuto vivere tante altre esperienze insieme. Ancora mi trovo in un limbo di sofferenza e, come accade a molti, lavoro tanto per pensare poco. Cerco di aiutare gli altri, per reagire. E per evitare ingiustizie come quelle che ha subito mio fratello. Oggi i bambini autistici hanno molte più possibilità di un tempo di essere aiutati e compresi. Non perdo occasione di parlarne in tv, perché tutto questo migliori sempre più&amp;quot;.Parliamo allora di Estate in diretta, il suo attuale impegno in tv. Come si trova?&amp;quot;Per me è il terzo anno. L&amp;#39;estate è un momento delicato, quello in cui comincia la solitudine per gli anziani e per chi rimane a casa, perché magari non può permettersi vacanze. Ecco, l&amp;#39;intenzione è quella di creare un legame con quel pubblico, accompagnarlo con intrattenimento e informazione, parlando anche di temi sociali. Insomma, la mia idea di servizio pubblico è questa&amp;quot;.Quando pensa ai suoi esordi in tv, rifarebbe tutto?&amp;quot;Certo, fa tutto parte di un percorso di crescita. Provo nostalgia solo per il teatro, che ho fatto per due anni. Mi ha insegnato i tempi giusti, i silenzi, a stare sul palco. Mi è capitato anche ultimamente di ricevere proposte legate alla recitazione. Per ora, con questo impegno quotidiano in tv, non mi è possibile farlo. Ma in futuro, mai dire mai&amp;quot;.Ci dica il momento televisivo di cui va più fiera.&amp;quot;Storie Vere ha cambiato totalmente la vita a varie persone, che hanno trovato lavoro, dignità, una casa. Ne cito uno per tutti, un operaio della Fiat siciliano, che ha perso il lavoro e dormiva sui treni da un mese. L&amp;#39;ho intervistato di spalle, perché si vergognava e un nostro spettatore gli ha offerto un lavoro. Questo è il tipo di tv che amo fare&amp;quot;.La sua tv funziona, si direbbe. Le invidie le nota?&amp;quot;Il 60% delle volte non me ne accorgo, il 40% delle volte vado incontro all&amp;#39;invidioso e, quando non è possibile, cerco di buttare acqua sul fuoco&amp;quot;.Diplomatica.&amp;quot;Tendo a essere equilibrata. Sono del segno del leone, di natura buona e generosa. Tendo alla difesa, non all&amp;#39;attacco&amp;quot;.Sono uscite indiscrezioni (su Oggi) che parlano di un rapporto non positivo tra lei e la collega di Estate in diretta Arianna Ciampoli.&amp;quot;Smentisco categoricamente. È una brava conduttrice, abbiamo un rapporto fatto di stima e solidarietà femminile. Voci lontane dalla realtà&amp;quot;.Una curiosità. Molte sue colleghe ricorrono alla chirurgia estetica. Lei lo farebbe?&amp;quot;A 40 anni non l&amp;#39;ho ancora fatto e penso che non lo farò. Gli anni passano e le rughe arrivano. Non sono contraria, ma le mie priorità sono altre&amp;quot;.E il suo matrimonio arriverà (è legata all&amp;#39;imprenditore Giulio Tassoni)?&amp;quot;Il lavoro mi impegna molto. Ma continuo a desiderare di sposarmi e avere anche figli. Magari lo farò. Dite che dovrei darmi una mossa?&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469603281-eleonora-daniele.jpg?itok=WZ9pofzr" /> <![CDATA[Condanne al clan dello stadio San Nicola durante il tour di Vasco Rossi]]> Infiammò lo stadio San Nicola con venticinque canzoni, Vasco Rossi, nel giugno 2015 si fermò per due tappe consecutive a Bari. Il tour era &amp;ldquo;LiveKom&amp;#39;015&amp;rdquo;. Ma mentre il Blasco si esibiva per i suoi innumerevoli fan (non solo pugliesi), i venditori di panini, durante lo spettacolo, subivano estorsioni. Cinquecento euro a sera per le due serate del concerto è quanto chiese il clan che gestiva i traffici illeciti al &amp;quot;San Nicola&amp;quot;.Così dopo le indagini per il processo arriva l&amp;#39;ultimo atto: la condanna per quattro imputati. Il reato: estorsione. Le pene variano: dai tre anni e sei mesi ai sette anni. Gli ambulanti avrebbero pagato il pizzo al clan Strisciuglio che, secondo le dichiarazioni di un pentito, avrebbe nella sua zona d&amp;#39;influenza lo stadio San Nicola. Oggi, però, sono arrivate le condanne ai responsabili delle estorsioni.I giudici hanno creduto all&amp;#39;accusa che sostiene gli imputati aver compiuto ricatti ai danni di commercianti ambulanti durante il concerto della rock star di Zocca.I condannati, inoltre, pagheranno i danni al Comune di Bari, costituitosi parte civile: la spesa è di 8mila euro.Stando alle indagini della squadra mobile, coordinate dai pm Roberto Rossi e Patrizia Rautiis, sono circa quaranta gli episodi contestati.La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469567022-vasco-ilgiornale.it.jpg?itok=wrmFNdDi" /> <![CDATA[La salvezza dell'Europa è nel (vero) federalismo: parola di Von Hayek]]> Da alcuni anni l&amp;#39;Unione europea è sottoposta a una duplice critica. Da destra è accusata di eccessivo centralismo e di ottusa burocratizzazione, e perciò di varare e di gestire un insieme di regole e di norme che, di fatto, si risolvono in vari impedimenti volti a soffocare la libertà economica e politica tanto degli individui, come delle imprese; inoltre di promuovere, sul piano culturale e morale, la formazione di una mentalità supina al conformismo più piatto espresso dal &amp;quot;politicamente corretto&amp;quot;, i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti gli spiriti liberi. Da sinistra, al contrario, viene tacciata di essere l&amp;#39;estrinsecazione del capitale finanziario - in particolare del sistema bancario - e di smantellare il Welfare State in nome di un&amp;#39;agenda neoliberale imposta dall&amp;#39;alto; un liberismo che favorirebbe, corporativamente, gruppi molto ristretti di potere.Crediamo che non sia del tutto sbagliato sostenere che, in parte, entrambe le critiche non sono lontane dal vero, anche se in misura diversa. Come si può uscire, perciò, dalla contrapposizione fra lo statalismo e il liberismo?È stato pubblicato in questi giorni, presso l&amp;#39;editore Rubbettino, un profetico saggio di Friedrich August von Hayek, Le condizioni economiche del federalismo tra Stati (pagg. 163, euro 12), che anche se scritto nel lontano 1939, quando cioè l&amp;#39;Unione Europea non stava nemmeno nel mondo dei sogni, ci fornisce un utile quadro concettuale per rispondere a questo dilemma. Naturalmente le indicazioni che si possono trarre non sono di natura pratica ed empirica, ma teorica e ideale. Hayek, da autentico liberale, risponde con una sola parola: con la libertà. Vediamo dunque di cogliere, nel suo federalismo, quegli insegnamenti in grado di indicare la strada capace di disincagliare l&amp;#39;Unione Europea dalle secche in cui si è arenata.Per Hayek, l&amp;#39;utilità di una federazione fra Stati deve consistere prima di tutto in questo elementare principio: preservare la pace fra tutti gli Stati membri e favorire la libertà e la sicurezza dei suoi cittadini. Ciò comporta la creazione di un&amp;#39;unione politica, fondata su un comune apparato di difesa militare, a cui sia connessa una politica estera comune. Tuttavia, come egli scrive, queste premesse sono difficilmente concepibili senza una vera unione economica, cioè una politica fiscale e monetaria altrettanto comune che preveda, per logica coerenza, le fondamentali quattro libertà del mercato unico: la libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali. L&amp;#39;unificazione generale di questo mercato avrebbe effetti notevoli perché attiverebbe una dinamica competitiva in grado di vanificare le forme più diffuse di regolamentazione e tassazione che ne inceppano il meccanismo, sia a livello nazionale, sia a livello sovranazionale.La realizzazione di un programma di riforma politica e intellettuale dell&amp;#39;Europa e dei suoi Stati membri, in senso autenticamente liberale, non potrebbe che sfociare in un federalismo teso a evitare il duplice scoglio di una unità soffocante, come di una dispersiva autonomizzazione, impedendo così un dirigismo interventistico dall&amp;#39;alto, come un nazionalismo monetario protezionistico dal basso. Nessun gruppo e nessun territorio sarebbero particolarmente privilegiati a danno di altri gruppi e di altri territori, perché non si costituirebbero delle fissità particolari univocamente ripetitive. Tutti troverebbero il loro giusto spazio in una federazione dalle storie, lingue e tradizioni più variegate.Questo disegno politico ed economico diverrebbe possibile attuando la ricetta liberale più classica: quella del contrappeso fra le varie istituzioni. Più che esaudire all&amp;#39;istanza democratica centrata sulla domanda &amp;quot;chi ha diritto di comandare?&amp;quot;, sarebbe molto meglio, per Hayek, trovare la risposta per quella liberale: &amp;quot;come limitare il potere di chi comanda?&amp;quot;, passando così dalla centralità del soggetto (chi) alla centralità del modo (come). Le due polarità, nazionali e sovranazionali, risulterebbero fra loro bilanciate. È evidente che questa combinazione istituzionale non può prevedere, per la sua stessa natura, un&amp;#39;esaustiva legislazione capace di regolamentare tutti gli aspetti della vita politica ed economica che si presentano in continuazione.Bisogna perciò cercare di convivere con questa insufficienza, che è comunque un male minore rispetto alla rigidità legislativa imposta oggi dai diktat di Bruxelles. Ora, solo una federazione liberale decentralizzata potrebbe dar corso a questo equilibrio sempre aperto, portando a compimento il processo di integrazione europea nel rispetto dell&amp;#39;autonomia istituzionale dell&amp;#39;una e dell&amp;#39;altra realtà - nazionale e sovranazionale -, sullo sfondo della salvaguardia della più ampia libertà economica per tutti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469601333-hayek2.jpg?itok=qysPV8hq" /> <![CDATA[Il gesto eroico di padre Jacques: Non si è inginocchiato]]> Dopo l&amp;#39;orrore nella chiesa di Rouen emergono nuovi dettagli sulla morte del prete 86enne sgozzato da due jihadisti. A quanto pare il prete prima che venisse sgozzato ha cercato di difendere la sua chiesa. Non si è piegato al diktat dei due islamici e si è rifiutato di inginocchiarsi. Un gesto che di certo segna la drammaticità di quegli attimi. La consapevolezza di morire e il rifiuto di soccombere davanti ai due assassini. A raccontare il retroscena è stata suor Danielle che ha assistito alla scena senza che i due jihadisti si accorgerserro della sua presenza. &amp;ldquo;Sembravano invasati&amp;rdquo; ha raccontato suor Danielle. &amp;ldquo;Gridavano Daesh, Daesh o anche Allah Akbar&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Volevano che Padre Jacques si inginocchiasse, giravano attorno all&amp;rsquo;altare facendo una specie di proclama islamico, in arabo. Tutti gridavano. &amp;ldquo;Fermatevi, non sapete cosa state facendo&amp;rdquo;. &amp;ldquo;E&amp;rsquo; una follia&amp;rdquo;. Ma i due avevano i coltelli e minacciavano tutti&amp;rdquo;. Poi quella richiesta al prete: &amp;ldquo;Inginocchiati&amp;rdquo;, avrebbero detto al prete. &amp;ldquo;Padre Jacques non ha voluto inginocchiarsi, ha resistito e credo che tutto sia degenerato in quel momento&amp;rdquo;. Così uno dei due ha sgozzato il prete. &amp;ldquo;Tutti urlavano, i fedeli inorriditi e anche i due invasati. &amp;ldquo;Fermatevi, fermatevi&amp;rdquo;. Io ero vicina alla porta, nessuno mi guardava&amp;rdquo;. Padre Jaques si deve essere accasciato perché la suora racconta che &amp;ldquo;quello del coltello si era chinato per raccoglierlo. L&amp;rsquo;altro stava riprendendosi mentre pregava in arabo davanti all&amp;rsquo;altare. Una barbarie. Ed è stato allora che sono corsa fuori senza che nessuno se ne accorgesse&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469547458-olycom-20160726153627-20090658.jpg?itok=oBIln0_g" /> <![CDATA[Usa, Hillary Clinton fa la storia: prima candidata alla Casa Bianca]]> Dopo aver mandato un afro-americano alla Casa Bianca, i democratici rompono un altro tabù. Hillary Clinton fa la storia diventando la prima donna nominata per la corsa alla presidenza. L&amp;#39;investitura formale le è stata tributata durante la seconda giornata della Convention democratica di Filadelfia che ha ritrovato unità dopo le proteste della vigilia, fatta eccezione per un residuale sit in pro Sanders. &amp;quot;È storia - ha commentato su Twitter l&amp;#39;ex first lady - questo momento è per ogni bambina che sogna in grande&amp;quot;.Il momento clou è arrivato alle 18.38, durante la roll call, la conta dei voti dei singoli stati, quando con il Sud Dakota è stata superata la fatidica soglia dei 2.383 delegati necessari per la nomination. Ma il culmine è stato raggiunto quindici minuti dopo, quando l&amp;#39;ex rivale Bernie Sanders ha preso la parola proponendo di tributare ad Hillary la nomination per acclamazione, proprio come lei aveva fatto nel 2008 dopo aver perso le primarie contro Barack Obama. Il senatore del Vermont, sempre con la moglie Jane al suo fianco, è apparso commosso mentre al Wells Fargo Center i sostenitori scandivano &amp;quot;Bernie, Bernie&amp;quot;. Non è riuscito a trattenere le lacrime quando a fare la dichiarazione di voto è stato il fratello Larry, a nome dei democratici all&amp;#39;estero, dicendosi orgoglioso del risultato ottenuto, galvanizzando le piazze e guadagnando oltre 13 milioni di voti alle primarie, contro i 17 milioni della Clinton. Il bilancio finale, a Filadelfia, è stato di 1.843 delegati per il senatore del Vermont e 2.838 per Hillary.La notte dell&amp;#39;incoronazione formale di Hillary segna anche un altro primato. I Clinton sono i primi marito e moglie a poter vantare, entrambi, la nomination del partito dell&amp;#39;Asinello. &amp;quot;Hillary è la più potente changemaker che io abbia mai conosciuto&amp;quot; è il messaggio lanciato da Bill Clinton sul palco della Convention democratica di Filadelfia. &amp;quot;Per questi tempi è qualificata come nessun altro per cogliere le opportunità e ridurre i rischi che fronteggiamo&amp;quot;, ha insistito l&amp;#39;ex presidente degli Stati Uniti descrivendola come compassionevole e tenace allo stesso tempo. &amp;quot;Ha lavorato ogni singolo giorno per rendere migliore la vita degli altri&amp;quot;, ha infine rimarcato sottolineando l&amp;#39;impegno per i diritti civili della moglie dai tempi dell&amp;#39;università.Alla fine della Convention Hillary ha fatto una breve apparizione via video, dicendo alle bambine che &amp;quot;forse sono ancora sveglie&amp;quot;. &amp;quot;Io potrei diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti - ha detto - poi toccherà a voi&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469599013-olycom-20160726114245-20087302.jpg?itok=4OctxNiH" /> <![CDATA[Ora è guerra di religione Attaccano le chiese per colpire i nostri valori]]> C hi vuole continuare a chiamarli pazzi o squilibrati è libero di farlo. Ma il vero pazzo, l&amp;#39;incapace d&amp;#39;intendere, volere e persino vedere è solo lui. Dopo l&amp;#39;assassinio rituale dell&amp;#39;84enne padre Jacques Hamel, sgozzato sull&amp;#39;altare di Saint-Etienne-du Rouvray, il bandolo della matassa è sotto gli occhi di tutti. Per capire il piano dei nostri nemici, per scorgerne ragioni e finalità basta seguirne la trama.S&amp;#39;inizia nel 2014 con le decapitazioni di ostaggi decise per fare a pezzi la risolutezza occidentale. Si continua nel 2015 con gli attacchi di Parigi e Bruxelles messi in atto per portare la paura nelle nostre case. Si finisce con un terrore nelle chiese che vuole spingerci a nascondere la nostra fede, a rinunciare alla nostra identità, a rinnegare i nostri valori. Che punta insomma a farci morire in ginocchio e a conquistarci definitivamente. Ma partiamo dall&amp;#39;inizio, partiamo dalla Siria.Lì tra agosto e ottobre 2014 &amp;laquo;Jihadi John&amp;raquo;, un islamista cresciuto nei quartieri eleganti di Londra, fa rotolare le teste di James Foley, Steven Sotloff, David Haines ed Alan Henning. Lo sgozzamento, in meno di 45 giorni, di quattro ostaggi occidentali prigionieri dell&amp;#39;Isis da mesi, se non anni, ha un significato ben preciso. Con quella raffica d&amp;#39;esecuzioni lo Stato Islamico vuole seminare la paura nei cuori occidentali, convincere gli americani e i loro alleati che hanno appena iniziato a bombardare l&amp;#39;Irak a starsene alla larga. Sono esecuzioni basate sulla certezza di fronteggiare un nemico debole e pusillanime. Esecuzioni rivolte non tanto a far smettere dei raid aerei a cui l&amp;#39;Isis sa di poter sopravvivere, ma a convincerci a non mandare forze di terra, a non combattere il nemico faccia a faccia, a non scegliere l&amp;#39;unica forma possibile di guerra al terrorismo.Quell&amp;#39;errore capitale, quell&amp;#39;arretramento innegabile rispetto alle decisioni assunte dopo l&amp;#39;11 settembre quando si diede la caccia ad Al Qaida nel cuore dell&amp;#39;Afghanistan regala all&amp;#39;Isis la certezza di poter compiere un altro passo avanti, spingendolo a portare il terrore nelle nostre città. Con gli attentati di Parigi e Bruxelles lo Stato Islamico trasferisce la prima linea nel cuore dell&amp;#39;Occidente. E noi ancora una volta non sappiamo far di meglio che chinar la testa e fare un altro passo indietro. Quando, in quei giorni, rinunciamo a chiamare i nostri nemici &amp;laquo;islamici&amp;raquo;, seppur &amp;laquo;estremisti&amp;raquo;, seppur &amp;laquo;fanatici&amp;raquo;, perdiamo la capacità di far notare la differenza tra noi e loro. La differenza tra chi giustifica odio e violenza con la parole di un Profeta che consentono di praticarli e chi - come noi - s&amp;#39;identifica nei principi ben diversi del Cristianesimo.Ma dopo l&amp;#39;assassinio sull&amp;#39;altare di ieri il piano è già ad una tappa successiva. E non è una tappa segreta. Il primo luglio 2014 - quando proclama il Califfato in una moschea di Mosul - Abu Bakr Al Baghdadi lo spiega esplicitamente &amp;laquo;La prossima mossa annuncia quel giorno l&amp;#39;autoproclamato Califfo - sarà la conquista di Roma&amp;raquo;. La conquista di Roma, ovvero la distruzione dell&amp;#39;identità cristiana ed europea, passa obbligatoriamente dalle chiese.Dopo averci spinti a chiuderci in casa e a muoverci tremanti nelle nostre città, dopo averci intimorito fino renderci incapaci di chiamare il nostro nemico con il suo nome il Califfo punta ad allontanarci dai simboli della fede trasformandoli in luoghi del terrore. I suoi sgherri sono già al lavoro. E lo sgozzamento di padre Jacques Hamel non è neppure il primo colpo.Il 19 aprile del 2015 l&amp;#39;Isis c&amp;#39;aveva provato a Villejuif, sempre in Francia. Lì il 25enne Sid Ahmed Ghlam, un suo militante algerino, sognava di falciare a colpi di kalashnikov i fedeli in uscita da due chiese cattoliche. Non ci riuscì soltanto perché due colpi partiti accidentalmente gli trapassarono una coscia. Ma il piano c&amp;#39;è ed è ben chiaro. Non appena le chiese saranno vuote, non appena la maggior parte dei fedeli avranno rinunciato a frequentarle e a dirsi cristiani la conquista di Roma potrà dirsi compiuta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469599589-polis.jpg?itok=0NJ3-MJX" /> <![CDATA[Pornhub: Ecco i film hard che garantiscono l'orgasmo immediato]]> Non tutti i film a luci rosse hanno lo stesso effetto sugli uomini e sulle donne: Pornhub rivela quali sono i porno che fanno raggiungere prima l&amp;#39;orgasmo.La redazione di vice.com per rispondere alla domanda si è messa in contatto con Pornhub. Dal 2013, infatti, il sito a luci rosse analizza i dati di traffico per capire le preferenze degli utenti. Inanzitutto vice.com ha chiesto al sito porno di speigare per quanto tempo, in media, gli uomini e le donne stanno sul sito.Il risultato è sorprendente: c&amp;#39;è un minimo di 7 minuti e 37 secondi e un massimo di 11 minuti e 13 secondi. Avuti questi dati, vice.com ha iniziato a capire quali tipi di filmati permettono di raggiungere prima l&amp;#39;orgasmo. Inanzitutto, tra tutte le categorie presenti su Pornhub, quella &amp;quot;old/young&amp;quot; è quella che attira maggiormente. In questa categoria, di solito, c&amp;#39;è un uomo maturo che fa sesso con le ragazzine.Ma non è tutto. Le altre categorie primarie sono: &amp;quot;mature,&amp;quot; &amp;quot;gay,&amp;quot; &amp;quot;amateur,&amp;quot; &amp;quot;intercial,&amp;quot; &amp;quot;ebony&amp;quot; e &amp;quot;casting&amp;quot;. Sono queste le categorie che fanno letteralmente impazzire gli utenti. Queste chiavi di ricerca, spiega Pornhub, msotrano che agli utenti non interessa vedere solo scene di sesso, importante è anche il contesto. &amp;quot;In generale, stando ai dati, il tipo di video che ti fa venire prima è quello in cui compaiono corpi giovani e fertili, ossia con il maggior potenziale sessuale e riproduttivo&amp;quot; - ha spiegato il reponsabile di Pornhub.Ovviamente, le preferenze in materia di porno cambiano anche in base al sesso di chi guarda. Alle donne, infatti, piacciono di più i porno contestualizzati piuttosto che quelli in cui si vedono solo scene spinte. Le donne sono anche più pazienti degli uomini e quindi raggiungono l&amp;#39;orgasmo più tardi. Agli uomini, invece, piace guardare più porno per raggiungere l&amp;#39;orgasmo e a loro poco importa del contesto. L&amp;#39;importante è vedere scene hot.Il responsabile di Pornhub ha anche rivelato che gli utenti cercano principalmente attori porno della stessa nazionalità. Oltre a questo, è stato dimostrato che nei film dove i protagonisti appartengono a culture sessuali aperte c&amp;#39;è più trasporto e quindi si raggiunge prima l&amp;#39;orgasmo.Insomma, vice.com dimostra che i film hard che producono prima piacere sono quelli della nostra stessa cultura e che mostrano scese di sesso tra giovani e maturi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/19/1466361645-sesso-virtuale-686209.jpg?itok=EPqVLQSd" /> <![CDATA[Emma in bikini incanta Instagram]]> Non c&amp;#39;è niente di meglio della compagnia di persone care per ricaricare le batterie: lo sa bene Emma, che ha raccolto attorno a sè le migliori amiche - tra cui la manager Francesca Sgualdrini - per una vacanza a tutto relax. La cantante, attivissima sui social, non perde occasione per condividere con i fan le foto della &amp;quot;fuga&amp;quot; estiva, con tanto di scatti al tramonto, di gruppo o in bikini. Recentemente, in particolare, Emma ha pubblicato una foto in costume carica di sensualità, che ha registrato un autentico boom di &amp;quot;mi piace&amp;quot;: più di 51mila (con quasi mille commenti).Nello scatto - in bianco e nero e dal sapore d&amp;#39;altri tempi - , Emma è sdraiata su un fianco in barca e mostra tutta la tonicità del lato b. I capelli le cadono - ad onde - sulla schiena e il costume nero le incornicia le forme, mentre la cantante guarda l&amp;#39;orizzonte. Emma non potrebbe apparire più rilassata (e sexy): &amp;quot;Circondarsi di persone che fanno la differenza... Non importa dove... Quando i veri amici sono con te è come essere sempre a casa. Grazie amiche care...&amp;quot;, scrive in un altro post, mettendo in evidenza l&amp;#39;importanza di avere accanto persone che le vogliono bene.Durante la vacanza, Emma non ha mancato di condividere con i fan anche le date e le tappe del suo &amp;quot;Adesso Tour&amp;quot;, che partirà il 16 settembre a Milano. &amp;quot;Sto lavorando per voi&amp;quot;, ha scritto sui social. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469532032-13732356-309906919351084-294546725-n.jpg?itok=FjXdKVVa" /> <![CDATA[Silvia Provvedi: A letto con Fabrizio Corona]]> È tempo di passione per Silvia Provvedi e Fabrizio Corona. Dopo un periodo di relazione &amp;quot;tira e molla&amp;quot;, sembra che le cose trai due stiano andando a gonfie vele. A testimoniarlo, uno scatto Instagram particolarmente hot: Silvia e Corona sono abbracciati - avvinghiati - a letto. Lui è mezzo nudo, lei indossa (solo) un&amp;#39;aderente canottiera bianca. Corona la tiene stretta a sé, baciandola sensualmente sulla guancia; Silvia sorride, impegnata a fare la foto. Lo scatto, pubblicato dal profilo ufficiale de Le Donatella, ha riscosso in pochissimo tempo migliaia di &amp;quot;mi piace&amp;quot;.Non più una relazione incerta - quindi - ma qualcosa di più serio, almeno dai fatti: Corona e Silvia passano entusiasmanti serate assieme (vedi l&amp;#39;altra sera in discoteca a Desenzano del Garda) e - a quanto pare - ancor più entusiasmanti notti. Ma non è tutto: qualche giorno fa lui le ha consegnato il mazzo di chiavi di un potente suv (stesso regalo fatto alle ex Moric e Belén), con grande gioia di Silvia. Questo è successo prima della dura sentenza del Tribunale di Milano che, dopo la vacanza di lui (con lei) a Capri, cui Corona si è recato senza nessuna autorizzazione dei servizi sociali, ha vietato al divo di mettere piede fuori dalla Lombardia. Non dubitiamo che l&amp;#39;amore di Silvia aiuterà Corona a deglutire l&amp;#39;amaro boccone. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/25/1469462116-13712569-1131124900282309-1563143582-n.jpg?itok=vNul2QhH" /> <![CDATA[Gb, le rubano il cappuccino in ufficio. La vendetta: Stai bevendo latte materno]]> Lascia stare il pranzo dei tuoi colleghi, perché potrebbero arrabbiarsi oltremisura. Chi lavora in ufficio sa che una delle prime regole non scritte della condivisione del frigo è: &amp;quot;Se il cibo non è tuo, lascialo stare&amp;quot;. Segue a ruota: &amp;quot;Se - invece - hai del cibo, nascondilo meglio che puoi&amp;quot;. Nonostante i buoni propositi e le norme tacitamente condivise dai colleghi, c&amp;#39;è sempre qualcuno che cerca di fare il furbetto e - con l&amp;#39;atteggiamento da ladro di serie A - s&amp;#39;impossessa dei manicaretti succulenti dei compagni d&amp;#39;ufficio.Questa la spiacevole vicenda in cui la signora B - ancora non identificata - si è trovata in mezzo. Da una settimana abbondante, un ladro sconosciuto le rubava il cappuccino (con crema di latte), lasciandola a bocca asciutta. Al contrario di molti suoi colleghi, che pur di non scatenare polemiche subiscono in silenzio le angherie d&amp;#39;ufficio, la signora B si è vendicata in modo geniale. Una mattina, attaccata alla bottiglietta del cappuccino, è stata trovato un post-it esilarante:&amp;quot;Buongiorno! A chiunque si stia gustando il mio cappuccino da tutta la settimana... Sorpresa! Avete bevuto il mio latte materno. Spero vi sia piaciuto. Saluti!&amp;quot;, con tanto di: &amp;quot;P.S., è organico, quindi niente paura&amp;quot;.La foto della nota, postata sul social Reddit, è diventata subito virale, con migliaia di condivisioni e commenti di solidarietà, vedi: &amp;quot;Succede sempre anche a me, hai fatto bene&amp;quot; o &amp;quot;Non vorrei mai averti come nemica, signora B&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/22/1469184227-3676180e00000578-3700820-image-22-1469086806327.jpg?itok=0u7l_zAe" /> <![CDATA[Mercedesz Henger, il video sexy su Instagram fa impazzire i fan]]> Protagonista - tra alti e bassi - de L&amp;#39;Isola dei Famosi, Mercedesz Henger non smette un attimo di far parlare di sé. Attivissima sui social, non perde occasione per condividere coi fan foto tenere delle vacanze in famiglia, selfie divertenti e... scatti decisamente hot. Mercedesz, che ha ereditato il fisico da urlo della madre Eva, mette in mostra le forme toniche per la gioia dei fan, che riempiono i suoi profili social con complimenti d&amp;#39;ammirazione.In uno degli ultimi video postati sui social, Mercedesz mette in scena una sfilata di sensualità: con indosso solamente un costume bianco con dettagli floreali ed un paio di scarpe col tacco, la modella-attrice ruota su sé stessa, mettendo in mostra il - tonico - lato b. La forma del costume non lascia spazio all&amp;#39;immaginazione, mettendo in risalto le forme sode di Mercedesz.Le reazioni dei fan non sono tardate ad arrivare, con commenti entusiastici e complimenti vari: &amp;quot;Sei bellissima. Quel costume ti sta alla perfezione&amp;quot; e &amp;quot;sei una dea&amp;quot;. Tuttavia - come in altri post dello stesso tipo - non sono mancate neppure le critiche: &amp;quot;A L&amp;#39;Isola eri molto più acqua e sapone. Adesso sei troppo snob&amp;quot;, ad esempio.Mercedesz studia psicologia in Inghilterra, ma sta attualmente tentando la carriera televisiva. &amp;quot;Se non funzionasse, pazienza - ha dichiarato recentemente -. Tra l&amp;#39;altro, adoro la cucina. Magari apro un ristorante&amp;quot;. @larevecheUn video pubblicato da Mercedesz Henger (@mjmemi) in data: 19 Lug 2016 alle ore 07:38 PDT costume: @larevecheUna foto pubblicata da Mercedesz Henger (@mjmemi) in data: 19 Lug 2016 alle ore 08:38 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/22/1469179988-13696879-177739815964687-1763502715-n.jpg?itok=FVQmCc-1" /> <![CDATA[Il sindaco di Rio De Janeiro vuole Pokemon GO per le Olimpiadi]]> Il sindaco di Rio De Jainero, Eduardo Paes, ha lanciato un messaggio a Nintendo per far sì che Pokémon GO sia rilasciato in Brasile, o quanto meno nella sua città, in tempo per le Olimpiadi di Rio 2016.L&amp;#39;incredibile successo del videogioco per smartphone e tablet che permette di catturare i piccoli mostri giapponesi ha indotto il primo cittadino a chiedere tramite un messaggio su Facebook il rilascio del gioco in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, prevista per il 5 agosto.Nelle intenzioni del sindaco, c&amp;#39;è quella di sfruttare la presenza dei Pokémon per animare e movimentare i Giochi olimpici.Nintendo però non ha annunciato una data ufficiale per il rilascio dell&amp;#39;applicazione in Brasile. Mancano solo tre settimane all&amp;#39;inaugurazione delle Olimpiadi e i tempi sono decisamente stretti per programmare un lancio.Attualmente, Pokémon GO è disponibile in Italia, negli Stati Uniti, in Australia, in Germania, in Spagna, in Portogallo, in Nuova Zelanda e in Gran Bretagna.Ecco il post del sindaco della città che ospiterà le Olimpiadi: <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/14/1468503022-pokemon-go-750x400.jpg?itok=O_SdGLgB" /> <![CDATA[Buffon e D'Amico: La nostra famiglia allargata]]> Gigi Buffon è raggiante: gioca a pallone sulla spiaggia, porta i figli al parco-giochi, si rilassa al mare con la compagna Ilaria D&amp;#39;Amico. Le lacrime post-Europeo sono solo un brutto ricordo per il portiere, che ha superato la delusione calcistica con l&amp;#39;affetto dei suoi cari. Paparazzato dal settimanale Chi, Gigi si diverte a Forte dei Marmi in compagnia della D&amp;#39;Amico e dei figli David Lee e Louis Thomas, avuti dal matrimonio con la showgirl ceca Alena Seredova.E non è tutto: nel gruppo c&amp;#39;è anche Pietro, figlio che la D&amp;#39;Amico ha avuto dalla relazione con l&amp;#39;immobiliarista Rocco Attisani. Nelle foto di Chi, i bambini giocano assieme sulle giostre di un parco-giochi, sotto lo sguardo amorevole dei genitori. Gigi e Ilaria scattano qualche foto dei piccoli, sorridendosi con fare rapito. Tra scherzi e risate, la coppia si scambia un tenero bacio. Assente dalla serata in famiglia il piccolo Leopoldo Mattia - nato lo scorso gennaio -, rimasto a casa con la babysitter.[[gallery 1287338]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/20/1469028979-1866629-scansione0097.jpg?itok=FHgMiqFu" /> <![CDATA[Ecco i cinque segreti che le donne non diranno mai agli uomini]]> Si sa che le donne non raccontano tutto al loro uomo: in un elenco ecco quello che le vostre compagne vi nascondono per non sentirsi in imbarazzo o per non fare storie inutili.Capire le donne è dà sempre considerata un&amp;#39;impresa titanica. Soprattutto se si pensa che la maggior parte di loro dice una cosa, ne pensa un&amp;#39;altra, ne fa un&amp;#39;altra ancora e vorrebbe l&amp;#39;opposto di quello che fa e ha. Insomma, un modo a parte molto complesso che purtroppo pochi uomini riescono a comprendere. Ecco allora secondo Buzzexcite, i cinque segreti che le donne non diranno mai ai loro uomini.1 - Controllano cosa fa l&amp;rsquo;ex guardando il suo profilo Facebook cercando di scoprire tra i nuovi avvenimenti della vita dell&amp;rsquo;ex compagno se ha trovato un&amp;rsquo;altra donna che l&amp;rsquo;abbia definitivamente sostituita2 - Qualsiasi cosa riguardi la vostra storia, ne sarà prontamente informata anche la sua migliore amica. È risaputo dello stretto e intimo legame che riescono ad istaurare due donne, portandole a confidarsi su tutto3 - Le donne non rivelano mai il numero corretto di quanti ti hanno preceduto. E così che mentono sul il quantitativo di ex che hanno alle spalle4 - Amano che il proprio uomo sia geloso. In fondo questo gli da un senso di sicurezza del rapporto5 - Probabilmente conserva tutte le foto insieme all&amp;rsquo;ex che dimostrano spesso il fatto che in qualche modo gli è rimasta legata <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/19/1468943478-letto.jpg?itok=-w56jAvS" /> <![CDATA[L'estate bollente di Elisabetta Gregoraci, super sexy in bikini]]> In pausa tv dopo la conduzione di Made in Sud, Elisabetta Gregoraci si gode le vacanze estive al Twiga Beach Club - stabilimento balneare di proprietà del marito, Flavio Briatore, a Marina di Pietrasanta (Toscana) - in compagnia del figlio Nathan Falco e di alcune amiche. Nonostante il tutore al polso (causa un recente incidente domestico), Elisabetta non sta ferma un momento, regalando pose sexy - e inconsapevoli - ai paparazzi, merito anche dei bikini sfoggiati - strettissimi e super hot.Tra giochi sulla spiaggia in compagnia del piccolo Nathan, relax sul lettino e chiacchiere con le amiche, Elisabetta mostra - ancora una volta, inconsapevole - il fisico da urlo (tonico e palestrato), e gli scatti rubati assumono la parvenza di servizio fotografico. Sul lettino, in particolare, il bikini di jeans particolarmente sexy non lascia spazio all&amp;#39;immaginazione- e l&amp;#39;atmosfera si fa bollente.Assente Flavio Briatore - forse impegnato dal lavoro -, la showgirl si gode il figlioletto Nathan, avuto con il businessman nel 2010. Briatore ed Elisabetta si sono sposati nel 2008 e da allora il loro amore ha saputo resistere a periodi di crisi, alti e bassi. &amp;quot;Con lui basta essere se stessi - ha commentato la Gregoraci qualche tempo fa -, sempre e comunque&amp;quot;.[[gallery 1285801]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/18/1468840818-c-2-fotogallery-3003501-5-image.jpg?itok=q1Mcszp_" />