<![CDATA[il Giornale]]> Tue, 29 Jul 2014 00:45:03 +0200 Tue, 29 Jul 2014 00:45:03 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Ecco il calendario di serie A ]]> La Juventus campione d’Italia inizierà la sua stagione in casa del Chievo. Lo ha&amp;nbsp;stabilito il sorteggio dei calendari per la serie A 2014-2015. Gara casalinga per la Roma contro la Fiorentina, mentre il Napoli se la vedrà a Marassi contro il Genoa. Ecco la prima giornata del campionato di Serie A 2014-2015 (andata 31 agosto, ritorno 25 gennaio): Atalanta-Verona; Cesena-Parma;&amp;nbsp;Chievo-Juventus; Genoa-Napoli; Milan-Lazio; Palermo-Sampdoria; Roma-Fiorentina; Sassuolo-Cagliari; Torino-Inter; Udinese-Empoli.&amp;nbsp;Milan e Juventus si affronteranno nella terza giornata della stagione 2014-2015 di serie A in programma il 21 settembre.&amp;nbsp;Per il nuovo tecnico bianconero Massimiliano Allegri, ex allenatore del Milan, sarà il ritorno a San Siro da avversario.&amp;nbsp;Juventus-Roma è il big match della sesta giornata del campionato di Serie A 2014-2015. La sfida è in programma nel&amp;nbsp;turno del 5 ottobre (ritorno 1 marzo 2015).&amp;nbsp;Genoa-Sampdoria sarà il primo derby della stagione 2014-2015 di serie A. La stracittadina ligure si&amp;nbsp;giocherà nella quinta giornata il 28 settembre. Sarà il primo derby per il neo presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero.Il derby della Madonnina, Milan-Inter, è in programma nella 12esima giornata, il 23 novembre (ritorno 19 aprile).&amp;nbsp;Nello stesso turno anche Lazio-Juventus.Questo il calendario del Campionato di serie A. Prima giornata (31/8/2014, 25/01/2015) Atalanta-Verona,&amp;nbsp;Chievo-Juventus, Genoa-Napoli, Milan-Lazio, Palermo-Sampdoria, Roma-Fiorentina, Sassuolo-Cagliari, Torino-Inter, Udinese-Empoli.Seconda giornata (14/09/2014,&amp;nbsp;01/02/2015) Cagliari-Atalanta, Empoli-Roma, Fiorentina-Genoa, Verona-Palermo, Inter-Sassuolo, Juve-Udinese, Lazio-Cesena, Napoli-Chievo, Parma-Milan, Sampdoria-Torino Terza giornata (21/09/2014, 08/02/2015)&amp;nbsp;Atalanta-Fiorentina, Cesena-Empoli, Chievo-Parma, Genoa-Lazio, Milan-Juventus, Palermo-Inter, Roma-Cagliari, Sassuolo-Sampdoria, Torino-Verona, Udinese-Napoli Quarta giornata (24/09/2014, 15/02/2015)&amp;nbsp;Cagliari-Torino, Empoli-Milan, Fiorentina-Sassuolo, Verona-Genoa, Inter-Atalanta, Juventus-Cesena, Lazio-Udinese, Napoli-Palermo, Parma-Roma, Sampdoria-ChievoQuinta giornata (andata 28 settembre, ritorno 22 febbraio): Atalanta-Juventus; Cesena-Milan; Chievo-Empoli; Genoa-Sampdoria; Inter-Cagliari; Palermo-Lazio; Roma-Verona; Sassuolo-Napoli; Torino-Fiorentina;&amp;nbsp;Udinese-Parma.Sesta giornata (andata 5 ottobre, ritorno 1 marzo): Empoli-Palermo; Fiorentina-Inter; Verona-Cagliari; Juventus-Roma; Lazio-Sassuolo; Milan-Chievo; Napoli-Torino; Parma-Genoa; Sampdoria-Atalanta; Udinese-Cesena.Settima giornata (andata 19 ottobre, ritorno 8 marzo): Atalanta-Parma; Cagliari-Sampdoria; Fiorentina-Lazio; Genoa-Empoli; Verona-Milan; Inter-Napoli;&amp;nbsp;Palermo-Cesena; Roma-Chievo; Sassuolo-Juventus; Torino-Udinese.Ottava giornata (andata 26 ottobre, ritorno 15 marzo): Cesena-Inter; Chievo-Genoa; Empoli-Cagliari; Juventus-Palermo; Lazio-Torino; Milan-Fiorentina; Napoli-Verona; Parma-Sassuolo; Sampdoria-Roma; Udinese-Atalanta.Nona giornata (andata 29 ottobre, ritorno 22 marzo): Atalanta-Napoli; Cagliari-Milan; Fiorentina-Udinese; Genoa-Juventus; Verona-Lazio; Inter-Sampdoria; Palermo-Chievo; Roma-Cesena; Sassuolo-Empoli;&amp;nbsp;Torino-Parma.Decima giornata (andata 2 novembre-ritorno 4 aprile): Cesena-Verona; Chievo-Sassuolo; Empoli-Juventus; Lazio-Cagliari; Milan-Palermo; Napoli-Roma;&amp;nbsp;Parma-Inter; Sampdoria-Fiorentina; Torino-Atalanta; Udinese-Genoa.Undicesima giornata (andata 9 novembre, ritorno 12 aprile 2015): Cagliari-Genoa; Chievo-Cesena; Empoli-Lazio; Fiorentina-Napoli; Inter-Verona; Juventus-Parma; Palermo-Udinese; Roma-Torino; Sampdoria-Milan;&amp;nbsp;Sassuolo-Atalanta.Dodicesima giornata (andata 23 novembre, ritorno 19 aprile): Atalanta-Roma; Cesena-Sampdoria; Genoa-Palermo; Verona-Fiorentina; Lazio-Juventus; Milan-Inter; Napoli-Cagliari; Parma-Empoli; Torino-Sassuolo;&amp;nbsp;Udinese-Chievo.Tredicesima giornata (andata 30 novembre, ritorno 26 aprile): Cagliari-Fiorentina; Cesena-Genoa; Chievo-Lazio; Empoli-Atalanta; Juventus-Torino;&amp;nbsp;Milan-Udinese; Palermo-Parma; Roma-Inter; Sampdoria-Napoli; Sassuolo-Verona.Quattordicesima giornata (andata 7 dicembre, ritorno 29 aprile 2015): Atalanta-Cesena; Cagliari-Chievo; Fiorentina-Juventus; Genoa-Milan; Verona-Sampdoria; Inter-Udinese; Napoli-Empoli; Parma-Lazio; Roma-Sassuolo;Torino-Palermo.Quindicesima giornata (andata 14 dicembre, ritorno 3 maggio): Cesena-Fiorentina; Chievo-Inter; Empoli-Torino; Genoa-Roma; Juventus-Sampdoria; Lazio-Atalanta; Milan-Napoli; Palermo-Sassuolo; Parma-Cagliari;&amp;nbsp;Udinese-Verona.Sedicesima giornata (andata 21 dicembre, ritorno 10 maggio): Atalanta-Palermo; Cagliari-Juventus; Fiorentina-Empoli; Verona-Chievo; Inter-Genoa;&amp;nbsp;Napoli-Juventus; Roma-Lazio; Sampdoria-Empoli; Sassuolo-Udinese; Torino-Milan.Diciassettesima giornata (andata 6 gennaio, ritorno 17 maggio): Cesena-Napoli; Chievo-Torino; Empoli-Verona; Genoa-Atalanta; Juventus-Inter; Lazio-Sampdoria; Milan-Sassuolo; Palermo-Cagliari; Parma-Fiorentina;&amp;nbsp;Udinese-Roma.Diciottesima giornata (andata 11 gennaio, ritorno 24 maggio): Atalanta-Chievo; Cagliari-Cesena; Fiorentina-Palermo; Verona-Parma; Inter-Genoa; Napoli-Juventus; Roma-Lazio; Sampdoria-Empoli; Sassuolo-Udinese;&amp;nbsp;Torino-Milan.Diciannovesima giornata (andata 18 gennaio, ritorno 31 maggio): Cesena-Torino; Chievo-Fiorentina; Empoli-Inter; Genoa-Sassuolo; Juventus-Verona; Lazio-Napoli; Milan-Atalanta; Palermo-Roma; Parma-Sampdoria;&amp;nbsp;Udinese-Cagliari. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/19/1405726732-09f269153c93754e31f0eb4a021103f0-11751-immagine.jpg" /> <![CDATA[Hamas-Israele, ripresa la guerra]]> Messe a tacere per qualche ora, le armi sono tornate a parlare. E ad uccidere. L'episodio più grave della giornata si registra nel campo profughi di Shati (a nord di Gaza), dove sono state uccise 10 persone, di cui 9 bambini che stavano giocando. I palestinesi hanno puntato il dito sull'esercito israeliano. Qualcuno ha parlato di un missile lanciato da un caccia. L’Idf ha smentito ribaltando le accuse: Poco fa l’ospedale di al-Shifa e il campo profughi di Shati sono stati raggiunti da missili difettosi sparati dai terroristi di Gaza. Terroristi hanno lanciato razzi contro Israele: uno ha colpito l’ospedale di Shifa, l’altro il campo profughi di Shati. Il razzo è esploso nel pomeriggio: i bambini festeggiavano l’Eid el-Fitr, la fine del mese di Ramadan. Apparentemente non c’erano obiettivi militari né adulti nelle vicinanze (scambiabili per combattenti). Lo scoppio è stato molto potente, secondo quanto raccontano fonti locali. Dieci morti e una quarantina di feriti, tra cui venti bimbi. Profondo sdegno a Gaza.&amp;nbsp;Hamas ha rivendicato l’attacco che ha ucciso almeno quattro persone in un kibbutz israeliano, vicino alla frontiera con la Striscia. Il nemico sionista ammette che quattro suoi soldati sono stati uccisi e dieci feriti nella regione di Eshkol da un razzo lanciato dalle Brigate Ezzedin al Qassam, afferma in un comunicato il braccio armato del movimento islamista palestinese. Su Twitter, invece, il portavoce militare israeliano, Peter Lerner, annuncia che cinque soldati sono stati uccisi nei combattimenti. Uno nel sud della Striscia, gli altri quattro lungo la frontiera con Gaza. Il totale dei soldati caduti sale a così a 48. Lerner punta il dito su Hamas: Ha chiaramente usato il suo cessate il fuoco per riorganizzarsi e pianificare attacchi estesi.Le forze armate di Israele hanno inviato messaggi sms e hanno telefonato ai residenti di Gaza nei quartieri di Shajaiyya, Zeitun ed Jabalya est, invitandoli a spostarsi immediatamente nel centro città. Lo riporta il sito internet del quotidiano israeliano Haaretz, aggiungendo che in numerose città nel nord del Paese sono risuonate le sirene.Continuiamo a lavorare per un cessate il fuoco umanitario, afferma il segretario di stato Usa, John Kerry. Gli fa eco Ban Ki-moon: In nome dell’Umanità, la violenza deve interrompersi. I responsabili palestinesi e israeliani devono dare prova di Umanità in qualità di dirigenti e mettere fine alla violenza, per compiere un primo passo verso i negoziati di pace. Ha precisato di aver avuto lunghe discussioni con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sollecitandolo a interrompere la violenza e rispettare la sforzo congiunto della comunità internazionale e l’appello unanime per un cessate-il-fuoco umanitario. In missione in Medio Oriente nel fine settimana, Ban Ki-moon si è espresso qualche ora dopo l’appello lanciato dal Consiglio di Sicurezza per un cessate-il-fuoco umanitario immediato e senza condizioni a Gaza, durante la festa musulmana dell’Eid al Fitr, in cui si celebra la fine del mese di digiuno del Ramadan.Intanto Netanyahu fa sapere che Israele non ha intenzione di fermarsi ora. Nessuna guerra è più giustificata di quella in corso nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il primo ministro israeliano commentando la notizia dell’uccisione di alcuni civili quest’oggi nel sud di Israele a causa di un razzo proveniente dall’enclave palestinese. Per combattere contro un gruppo terroristico che vuole la nostra distruzione occorrono coraggio e determinazione, ha detto ancora Netanyahu, aggiungendo che l’operazione in corso non terminerà prima che i tunnel della Striscia di Gaza non saranno neutralizzati. Dobbiamo prepararci per una campagna prolungata.&amp;nbsp;&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406575316-soldato-israeliano.jpg" /> <![CDATA[Hamas-Israele, ripresa la guerra]]> Messe a tacere per qualche ora, le armi sono tornate a parlare. E ad uccidere. L'episodio più grave della giornata si registra nel campo profughi di Shati (a nord di Gaza), dove sono state uccise 10 persone, di cui 9 bambini che stavano giocando. I palestinesi hanno puntato il dito sull'esercito israeliano. Qualcuno ha parlato di un missile lanciato da un caccia. L’Idf ha smentito ribaltando le accuse: Poco fa l’ospedale di al-Shifa e il campo profughi di Shati sono stati raggiunti da missili difettosi sparati dai terroristi di Gaza. Terroristi hanno lanciato razzi contro Israele: uno ha colpito l’ospedale di Shifa, l’altro il campo profughi di Shati. Il razzo è esploso nel pomeriggio: i bambini festeggiavano l’Eid el-Fitr, la fine del mese di Ramadan. Apparentemente non c’erano obiettivi militari né adulti nelle vicinanze (scambiabili per combattenti). Lo scoppio è stato molto potente, secondo quanto raccontano fonti locali. Dieci morti e una quarantina di feriti, tra cui venti bimbi. Profondo sdegno a Gaza.&amp;nbsp;Hamas ha rivendicato l’attacco che ha ucciso almeno quattro persone in un kibbutz israeliano, vicino alla frontiera con la Striscia. Il nemico sionista ammette che quattro suoi soldati sono stati uccisi e dieci feriti nella regione di Eshkol da un razzo lanciato dalle Brigate Ezzedin al Qassam, afferma in un comunicato il braccio armato del movimento islamista palestinese. Su Twitter, invece, il portavoce militare israeliano, Peter Lerner, annuncia che cinque soldati sono stati uccisi nei combattimenti. Uno nel sud della Striscia, gli altri quattro lungo la frontiera con Gaza. Il totale dei soldati caduti sale a così a 48. Lerner punta il dito su Hamas: Ha chiaramente usato il suo cessate il fuoco per riorganizzarsi e pianificare attacchi estesi.Le forze armate di Israele hanno inviato messaggi sms e hanno telefonato ai residenti di Gaza nei quartieri di Shajaiyya, Zeitun ed Jabalya est, invitandoli a spostarsi immediatamente nel centro città. Lo riporta il sito internet del quotidiano israeliano Haaretz, aggiungendo che in numerose città nel nord del Paese sono risuonate le sirene.Continuiamo a lavorare per un cessate il fuoco umanitario, afferma il segretario di stato Usa, John Kerry. Gli fa eco Ban Ki-moon: In nome dell’Umanità, la violenza deve interrompersi. I responsabili palestinesi e israeliani devono dare prova di Umanità in qualità di dirigenti e mettere fine alla violenza, per compiere un primo passo verso i negoziati di pace. Ha precisato di aver avuto lunghe discussioni con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sollecitandolo a interrompere la violenza e rispettare la sforzo congiunto della comunità internazionale e l’appello unanime per un cessate-il-fuoco umanitario. In missione in Medio Oriente nel fine settimana, Ban Ki-moon si è espresso qualche ora dopo l’appello lanciato dal Consiglio di Sicurezza per un cessate-il-fuoco umanitario immediato e senza condizioni a Gaza, durante la festa musulmana dell’Eid al Fitr, in cui si celebra la fine del mese di digiuno del Ramadan.Intanto Netanyahu fa sapere che Israele non ha intenzione di fermarsi ora. Nessuna guerra è più giustificata di quella in corso nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il primo ministro israeliano commentando la notizia dell’uccisione di alcuni civili quest’oggi nel sud di Israele a causa di un razzo proveniente dall’enclave palestinese. Per combattere contro un gruppo terroristico che vuole la nostra distruzione occorrono coraggio e determinazione, ha detto ancora Netanyahu, aggiungendo che l’operazione in corso non terminerà prima che i tunnel della Striscia di Gaza non saranno neutralizzati. Dobbiamo prepararci per una campagna prolungata.&amp;nbsp;&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406575316-soldato-israeliano.jpg" /> <![CDATA[Hamas-Israele, ripresa la guerra]]> Messe a tacere per qualche ora, le armi sono tornate a parlare. E ad uccidere. L'episodio più grave della giornata si registra nel campo profughi di Shati (a nord di Gaza), dove sono state uccise 10 persone, di cui 9 bambini che stavano giocando. I palestinesi hanno puntato il dito sull'esercito israeliano. Qualcuno ha parlato di un missile lanciato da un caccia. L’Idf ha smentito ribaltando le accuse: Poco fa l’ospedale di al-Shifa e il campo profughi di Shati sono stati raggiunti da missili difettosi sparati dai terroristi di Gaza. Terroristi hanno lanciato razzi contro Israele: uno ha colpito l’ospedale di Shifa, l’altro il campo profughi di Shati. Il razzo è esploso nel pomeriggio: i bambini festeggiavano l’Eid el-Fitr, la fine del mese di Ramadan. Apparentemente non c’erano obiettivi militari né adulti nelle vicinanze (scambiabili per combattenti). Lo scoppio è stato molto potente, secondo quanto raccontano fonti locali. Dieci morti e una quarantina di feriti, tra cui venti bimbi. Profondo sdegno a Gaza.&amp;nbsp;Hamas ha rivendicato l’attacco che ha ucciso almeno quattro persone in un kibbutz israeliano, vicino alla frontiera con la Striscia. Il nemico sionista ammette che quattro suoi soldati sono stati uccisi e dieci feriti nella regione di Eshkol da un razzo lanciato dalle Brigate Ezzedin al Qassam, afferma in un comunicato il braccio armato del movimento islamista palestinese. Su Twitter, invece, il portavoce militare israeliano, Peter Lerner, annuncia che cinque soldati sono stati uccisi nei combattimenti. Uno nel sud della Striscia, gli altri quattro lungo la frontiera con Gaza. Il totale dei soldati caduti sale a così a 48. Lerner punta il dito su Hamas: Ha chiaramente usato il suo cessate il fuoco per riorganizzarsi e pianificare attacchi estesi.Le forze armate di Israele hanno inviato messaggi sms e hanno telefonato ai residenti di Gaza nei quartieri di Shajaiyya, Zeitun ed Jabalya est, invitandoli a spostarsi immediatamente nel centro città. Lo riporta il sito internet del quotidiano israeliano Haaretz, aggiungendo che in numerose città nel nord del Paese sono risuonate le sirene.Continuiamo a lavorare per un cessate il fuoco umanitario, afferma il segretario di stato Usa, John Kerry. Gli fa eco Ban Ki-moon: In nome dell’Umanità, la violenza deve interrompersi. I responsabili palestinesi e israeliani devono dare prova di Umanità in qualità di dirigenti e mettere fine alla violenza, per compiere un primo passo verso i negoziati di pace. Ha precisato di aver avuto lunghe discussioni con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sollecitandolo a interrompere la violenza e rispettare la sforzo congiunto della comunità internazionale e l’appello unanime per un cessate-il-fuoco umanitario. In missione in Medio Oriente nel fine settimana, Ban Ki-moon si è espresso qualche ora dopo l’appello lanciato dal Consiglio di Sicurezza per un cessate-il-fuoco umanitario immediato e senza condizioni a Gaza, durante la festa musulmana dell’Eid al Fitr, in cui si celebra la fine del mese di digiuno del Ramadan.Intanto Netanyahu fa sapere che Israele non ha intenzione di fermarsi ora. Nessuna guerra è più giustificata di quella in corso nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il primo ministro israeliano commentando la notizia dell’uccisione di alcuni civili quest’oggi nel sud di Israele a causa di un razzo proveniente dall’enclave palestinese. Per combattere contro un gruppo terroristico che vuole la nostra distruzione occorrono coraggio e determinazione, ha detto ancora Netanyahu, aggiungendo che l’operazione in corso non terminerà prima che i tunnel della Striscia di Gaza non saranno neutralizzati. Dobbiamo prepararci per una campagna prolungata.&amp;nbsp;&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406575316-soldato-israeliano.jpg" /> <![CDATA[Giorgio Di Maio, da Napoli a Milano per cercare l'armonia delle cose]]> Metti che un giorno un autore napoletano passi da Milano e si faccia incantare dai dettagli del Quadrilatero della Moda. Ne viene fuori un racconto incantato, come di un passante che si sente a casa, accolto da cose che gli piacciono, da colori e forme che gli generano uno stato di grazia. L’eleganza che incontra lo fa sentire orgoglioso di essere italiano, lo fa pensare al valore della qualità e della nostra creatività, che mai dovrebbe essere sottovalutato. Questo ci confessa Giorgio Di Maio spiegandoci il suo lavoro. Formatosi come architetto, ispirato da Frank Lloyd Wright, è sempre stato innamorato dell’arte: di Mondrian e De Chirico, del neoplasticismo, della metafisica e delle avanguardie figurative. E oggi preferisce indirizzare le sue ricerche verso la fotografia, che sente più vicina. Dall’equilibrio delle sue composizioni emerge la continua aspirazione a un’armonia tra colori, linee, geometrie. “Io mi diverto a impaginare frammenti di realtà, vado alla ricerca di ciò che apparentemente sfugge agli occhi di tutti”. “Eraclito – ci spiega Di Maio - che era il filosofo dell’armonia dei contrari, diceva che “La natura delle cose ama nascondersi. Questi dieci scatti delle vetrine milanesi del lusso sono il suo approccio alle cose.&amp;nbsp;Giorgio Di Maio collabora con Osservatorio Digitale, periodico online di informazione, tecnologia, politica, cultura e attualità <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406560493-maio-1.jpg" /> <![CDATA[Perché fare impresa in Svizzera conviene: parola di italiano]]> C'è un imprenditore italiano e uno svizzero... No, non è una barzelletta, è una storia fatta di somiglianze, ma soprattutto di differenze. Quest'ultime ce le spiega, Paolo Federici, titolare di una azienda che si occupa di trasporti e di spedizioni internazionali. Lui lavora a Milano, mentre il collega svolge lo stesso lavoro a Lugano.&amp;nbsp;Insomma, Federici, vi occupate entrambi di logistica, avete clienti in tutto il mondo, annoverate tra i vostri fornitori Compagnie di navigazione e compagnie aeree, eppure siete diversi...O lui è più uguale degli altri....In che senso?Se un suo cliente non lo paga entro 30 giorni, il Tribunale Svizzero fa partire immediatamente un decreto ingiuntivo così che, al massimo entro un paio di settimane, lui ha incassato i suoi soldi. Se invece&amp;nbsp;un mio cliente non mi paga….Lo sappiamo, purtroppo non rimane che aspettare...Esatto, ma fosse solo questo...Che altro c'è?Se lui compra un telefonino, un computer, una stampante, un’auto, registra lo scontrino fiscale in contabilità e quella somma va tra i “costi” aziendali, se invece lo compro io devo chiedere la fattura, pagare con assegno o con carta di credito, passare tutto al commercialista che valuterà quale aliquota sia detraibile e quale no, quanta IVA (che comunque per noi è al 22%, mentre per gli svizzeri è all’8%) possa essere portata a credito, etc etc. Il tutto comporterà una serie di registrazioni contabili complicatissime (e quasi sicuramente sbaglierò, pur in buona fede, dando la possibilità al Fisco di trovarmi in castagna!).Poi?Lo svizzero&amp;nbsp;fa la dichiarazione IVA trimestralmente. Se è in debito, versa quanto deve versare. Se è in credito, lo Stato gli accredita quella somma immediatamente.E lei?Io faccio la dichiarazione IVA mensilmente. Se sono in debito, verso quanto devo versare. Se sono in credito, devo sperare di andare in debito il mese dopo, così da fare la compensazione. Altrimenti dovrò mettermi il cuore in pace ed aspettare almeno tre anni. E quando saranno passati tre anni, lo Stato Italiano, prima di farmi avere l’accredito, vorrà da me una fideiussione a garanzia (fideiussione che, naturalmente, ha un costo che io pago).Capitolo tasse?Alla fine dell’anno, lui calcola la differenza tra quanto fatturato ai clienti e quanto pagato ai fornitori e su quella differenza (l’utile) paga le tasse (che in Svizzera non arrivano al 30%). Il mio utile alla fine dell'anno risulterà molto superiore a quello reale e così le tasse (che non dovrebbero superare il 45 per cento) diventeranno di più. I casi in cui si pagano tasse superiori all’utile non sono casi isolati! Se si pagano tasse superiori all’utile “reale”, significa che la tassazione supera il 100%. Se io ho il bilancio in utile “prima delle tasse” e in “perdita” dopo le tasse, i conti fateli voi.Cosa comporta tutto ciò?Che lo svizzero, dopo aver pagato le tasse, avrà somme disponibili da investire per crescere. Io dovrò arrabattarmi per inventarmi qualcosa.&amp;nbsp;Che faccio, me ne vado (a Lugano) continuando a fare onestamente il mio lavoro, oppure devo inventarmi qualche soluzione disonesta per poter continuare ad operare in Italia?. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/01/23/1390470616-soddi-0.jpg" /> <![CDATA[Pensionato ucciso per errore durante un inseguimento a Portici]]> Un uomo di 75 anni è stato ucciso per errore a Portici, in provincia di Napoli. L'ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori è che Mariano Bottari sia finito nel momento sbagliato in via Scalea, dove stava avvenendo un regolamento di conti.Bottari probabilmente si stava recando a fare la spesa, quando si è trovato al centro di una sparatoria tra due scooter. Due uomini a bordo di un motorino inseguivano una persona in fuga a bordo di un altro mezzo. Uno dei due avrebbe esploso un colpo di grosso calibro, che ha colpito a morte Bottari.Il pensionato, che non ce l'ha fatta, è stato trasportato al Secondo Policlinico. Dovrà essere sottoposto a un'autopsia prima della sepoltura. Incensurato e lontano dagli ambienti mafiosi, accudiva la moglie invalida e frequentava la comunità della chiesa del Redentore. Il parroco, don Giuseppe De Crescenzo, lo ha ricordato come membro di una famiglia di brave persone.È probabile che le persone coinvolte nella sparatoria non fossero del posto. Il tutto è avvenuto infatti in una zona al confine con il quartiere della periferia napoletana di San Giovanni a Teduccio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406556911-ansa-20140728154131-8277018.jpg" /> <![CDATA[Concordia, l'ultima di Schettino: Il recupero prova le mie scelte giuste]]> Il relitto della Concordia è tornato al porto di Genova. Il giorno dopo Francesco Schettino, ex comandante della nave, decide di dire la sua. Lo fa con parole che, quasi sicuramente, scateneranno un polverone. Senza mezzi termini si compiace del proprio comportamento. Lo dice lui stesso a chiare lettere: L’esito positivo ed encomiabile&amp;nbsp;della complessa operazione, che ha consentito di recuperare la Concordia senza creare danni ambientali, ha rafforzato la mia&amp;nbsp;convinzione di avere compiuto la giusta decisione, nel lasciarla adagiare sul basso fondale anziché correre il rischio che potesse&amp;nbsp;inabissarsi. Ovviamente se la nave si fosse inabissata il disastro sarebbe stato ancor maggiore, soprattutto in termini di vite umane. Ma se quel maledetto inchino non ci fosse stato non avremmo avuto né incidente né morti né tutto il clamore mondiale intorno all'Isola del Giglio.&amp;nbsp;Un pensiero (e meno male) l'ex comandante lo rivolge anche alle povere vittime:&amp;nbsp;L’inaspettato e repentino abbattimento su di un lato della nave - prosegue Schettino - congiuntamente alle concause verificatesi, queste ultime tuttora in&amp;nbsp;corso di accertamento processuale, hanno purtroppo contribuito alla dolorosa perdita di vite umane. Questo&amp;nbsp;evento luttuoso nel dolore unisce coloro che sono stati direttamente toccati negli affetti più cari. Che sia ora la mano dell’uomo a&amp;nbsp;demolirla farà in modo che la Concordia riviva in altre forme e questa consapevolezza allevia ferite che difficilmente possono essere&amp;nbsp;comprese da chi non è addetto ai lavori.Schettino poi aggiunge:&amp;nbsp;Durante il trasferimento non ho&amp;nbsp;mai avuto dubbi in merito al buon esito dell’operazione e rivedere la Concordia in porto credo possa essere ragione di riflessione in&amp;nbsp;merito alle scelte compiute, dopo l’urto con il basso fondale delle Scole.&amp;nbsp;Il processo sul disastro della Costa Concordia è in corso per accertare le responsabilità su quanto accaduto. Vedremo come andrà a finire. Sicuramente, però, vantarsi del proprio acume appare esagerato, oltre che fuori luogo, visto che il clamoroso incidente è costato la vita a 33 persone. Restare in silenzio sicuramente sarebbe stato più adeguato.&amp;nbsp;&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406555651-schettino.jpg" /> <![CDATA[Concordia, l'ultima di Schettino: Il recupero prova le mie scelte giuste]]> Il relitto della Concordia è tornato al porto di Genova. Il giorno dopo Francesco Schettino, ex comandante della nave, decide di dire la sua. Lo fa con parole che, quasi sicuramente, scateneranno un polverone. Senza mezzi termini si compiace del proprio comportamento. Lo dice lui stesso a chiare lettere: L’esito positivo ed encomiabile&amp;nbsp;della complessa operazione, che ha consentito di recuperare la Concordia senza creare danni ambientali, ha rafforzato la mia&amp;nbsp;convinzione di avere compiuto la giusta decisione, nel lasciarla adagiare sul basso fondale anziché correre il rischio che potesse&amp;nbsp;inabissarsi. Ovviamente se la nave si fosse inabissata il disastro sarebbe stato ancor maggiore, soprattutto in termini di vite umane. Ma se quel maledetto inchino non ci fosse stato non avremmo avuto né incidente né morti né tutto il clamore mondiale intorno all'Isola del Giglio.&amp;nbsp;Un pensiero (e meno male) l'ex comandante lo rivolge anche alle povere vittime:&amp;nbsp;L’inaspettato e repentino abbattimento su di un lato della nave - prosegue Schettino - congiuntamente alle concause verificatesi, queste ultime tuttora in&amp;nbsp;corso di accertamento processuale, hanno purtroppo contribuito alla dolorosa perdita di vite umane. Questo&amp;nbsp;evento luttuoso nel dolore unisce coloro che sono stati direttamente toccati negli affetti più cari. Che sia ora la mano dell’uomo a&amp;nbsp;demolirla farà in modo che la Concordia riviva in altre forme e questa consapevolezza allevia ferite che difficilmente possono essere&amp;nbsp;comprese da chi non è addetto ai lavori.Schettino poi aggiunge:&amp;nbsp;Durante il trasferimento non ho&amp;nbsp;mai avuto dubbi in merito al buon esito dell’operazione e rivedere la Concordia in porto credo possa essere ragione di riflessione in&amp;nbsp;merito alle scelte compiute, dopo l’urto con il basso fondale delle Scole.&amp;nbsp;Il processo sul disastro della Costa Concordia è in corso per accertare le responsabilità su quanto accaduto. Vedremo come andrà a finire. Sicuramente, però, vantarsi del proprio acume appare esagerato, oltre che fuori luogo, visto che il clamoroso incidente è costato la vita a 33 persone. Restare in silenzio sicuramente sarebbe stato più adeguato.&amp;nbsp;&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406555651-schettino.jpg" /> <![CDATA[Faremo guerriglie democratiche. Grillo vola a Montecitorio per istruire i pentastellati]]> Faremo delle guerriglie democratiche. Beppe Grillo, entrando a Montecitorio per l’assemblea congiunta dei&amp;nbsp;gruppi parlamentari di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle, annuncia battaglie sul tema delle riforme. Dopo la linea ondivaga tenuta nell'ultimo periodo (con prima l'apertura al Pd seguita dalla netta chiusura), il leader pentastellato prova a serrare i ranghi e dare ai suoi una linea univoca. Ma ci sarà anche il faccia a faccia con Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera, delegittimato dal duo Grillo-Casaleggio per aver osato fissare un&amp;nbsp;nuovo appuntamento con i democratici per continuare a trattare sulla legge elettorale.&amp;nbsp;E proprio alla domanda&amp;nbsp;specifica se riconoscesse la linea di Luigi Di Maio Grillo ha risposto: Di Maio è una persona straordinaria. Siamo tutti cittadini straordinari, ma siamo stati messi all’angolo. Poi l'ex comico ha aggiunto: C’è in gioco l’economia di questo Paese, a settembre ve ne accorgerete, ci sono in ballo dieci anni di futuro dei nostri figli.&amp;nbsp;Noi andiamo avanti con la legge&amp;nbsp;elettorale, ma adesso, da qui all’8 agosto, c’è in gioco la democrazia di questo Paese, non solo il dialogo. Combineranno delle cose incredibili.&amp;nbsp;Con il Partito Democratico c’è un confronto sulla legge elettorale, ma sia chiaro che noi non ci faremo prendere in&amp;nbsp;giro, ha spiegato Grillo ribadendo la richiesta del suo movimento di fare un Senato elettivo, di dimezzare il numero dei parlamentari anche alla&amp;nbsp;Camera e di introdurre il voto di preferenza. Secondo Grillo è inaccettabile la fretta di Renzi sulle riforme che vuole cambiare la Costituzione a tutti i costi nel mese di agosto.Infine, in merito alla campagna di comunicazione del M5S, Grillo ha detto ai suoi: No alle presenze in televisione, bisogna tornare in strada per riprendere il contatto&amp;nbsp;con la gente. La televisione ha fatto male al movimento ed è una delle cause del risultato delle Europee. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/06/15/1402852872-grillocwdjsnv.jpg" /> <![CDATA[Faremo guerriglie democratiche. Grillo vola a Montecitorio per istruire i pentastellati]]> Faremo delle guerriglie democratiche. Beppe Grillo, entrando a Montecitorio per l’assemblea congiunta dei&amp;nbsp;gruppi parlamentari di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle, annuncia battaglie sul tema delle riforme. Dopo la linea ondivaga tenuta nell'ultimo periodo (con prima l'apertura al Pd seguita dalla netta chiusura), il leader pentastellato prova a serrare i ranghi e dare ai suoi una linea univoca. Ma ci sarà anche il faccia a faccia con Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera, delegittimato dal duo Grillo-Casaleggio per aver osato fissare un&amp;nbsp;nuovo appuntamento con i democratici per continuare a trattare sulla legge elettorale.&amp;nbsp;E proprio alla domanda&amp;nbsp;specifica se riconoscesse la linea di Luigi Di Maio Grillo ha risposto: Di Maio è una persona straordinaria. Siamo tutti cittadini straordinari, ma siamo stati messi all’angolo. Poi l'ex comico ha aggiunto: C’è in gioco l’economia di questo Paese, a settembre ve ne accorgerete, ci sono in ballo dieci anni di futuro dei nostri figli.&amp;nbsp;Noi andiamo avanti con la legge&amp;nbsp;elettorale, ma adesso, da qui all’8 agosto, c’è in gioco la democrazia di questo Paese, non solo il dialogo. Combineranno delle cose incredibili.&amp;nbsp;Con il Partito Democratico c’è un confronto sulla legge elettorale, ma sia chiaro che noi non ci faremo prendere in&amp;nbsp;giro, ha spiegato Grillo ribadendo la richiesta del suo movimento di fare un Senato elettivo, di dimezzare il numero dei parlamentari anche alla&amp;nbsp;Camera e di introdurre il voto di preferenza. Secondo Grillo è inaccettabile la fretta di Renzi sulle riforme che vuole cambiare la Costituzione a tutti i costi nel mese di agosto.Infine, in merito alla campagna di comunicazione del M5S, Grillo ha detto ai suoi: No alle presenze in televisione, bisogna tornare in strada per riprendere il contatto&amp;nbsp;con la gente. La televisione ha fatto male al movimento ed è una delle cause del risultato delle Europee. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/06/15/1402852872-grillocwdjsnv.jpg" /> <![CDATA[Abruzzo, i vigili in pattuglia con le Hogan da 230 euro ]]> Vigili urbani equipaggiati con Hogan nuove fiammanti da 230 euro il paio. Succede a Celano, undicimila abitanti in provincia dell'Aquila, dove, con apposita determina dell'aprile 2014, i quattordici agenti della Polizia locale sono stati dotati di calzature nuove per un costo complessivo di 3220 euro.Il comandante Giuseppe Fegatilli ha così spiegato questa scelta così controcorrente in tempi di tagli dei costi: Quest'anno non ho voluto comprare costose divise nuove ma soltanto scarpe. E con urgenza.Molti vigili soffrono di ernia del disco e hanno difficoltà a stare in piedi per molte ore consecutive e il nostro lavoro si svolge soprattutto a piedi e in movimento - ha spiegato ai cronisti attoniti - Allora ho comprato 14 paia di Hogan. Per tutelare la salute dei miei uomini. Col caldo estivo, le Hogan non fanno venire le vesciche ai piedi.&amp;nbsp;L'opposizione in consiglio comunale ha fatto però notare come già nel 2013 fossero stati già spesi oltre ventimila euro per l'abbigliamento dei vigili e la protesta si è rapidamente estesa ai social network, dove i cittadini non hanno tardato ad esprimere la propria indignazione.Il sindaco della città, Filippo Piccone di Ncd, si è detto amareggiato e ha assicurato che chiederà accertamenti sulla vicenda. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406554012-9e8be2362deefcdf8583102f6ce6d707.jpg" /> <![CDATA[Riforme, Renzi ai senatori: Da vostra tenuta dipende l'Italia. Ma Sel: È solo un coatto...]]> Le riforme sono al palo e il premier ne è consapevole. Probabilmente neanche lui si aspettava un percorso così pieno di ostacoli e di ostracismi. E così, Matteo Renzi scrive una lettera ai senatori esortandoli a deporre l'ascia di guerra. C’è chi vuole bloccare tutto. E c’è chi vuole cambiare, iniziando da se stesso. Dalla vostra capacità di tenuta dipende molto&amp;nbsp;del futuro dell’Italia. Siamo chiamati a una grande responsabilità: non la sprecheremo, scrive il presidente del Consiglio ai senatori aggiungendo che con il vostro sostegno garantite la fiducia e la maggioranza al governo.Sulla legge elettorale, scrive il capo del governo nella missiva, abbiamo convenuto circa i punti&amp;nbsp;fondamentali: chiarezza del vincitore, premio di maggioranza proporzionato, principio dell’alternanza ma la discussione del Senato consentirà di affrontare i nodi ancora aperti: preferenze, soglie, genere.Per il premier, solo le riforme strutturali ci consentiranno di essere credibili per usare la flessibilità necessaria a far ripartire&amp;nbsp;l’occupazione e la crescita. Abbiamo mille giorni per riportare l’Italia a fare l’Italia. Dopo ognuno farà le proprie scelte in libertà e rispetto. Stiamo realizzando un’impresa, una legislatura nata con difficoltà può segnare una svolta nella storia repubblicana.Una risposta all'appello renziano è arrivata da Sel. La maggioranza cominci a ritirare la tagliola. Non può chiedere solo a&amp;nbsp;noi il passo indietro, ha affermato, in una intervista a Repubblica, la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sel, aggiungendo: Renzi ci dia un segnale, ma reale, di disponibilità al confronto sulla&amp;nbsp;riforma, e noi di Sel siamo pronti a ragionare.&amp;nbsp;Al presidente del Consiglio piace fare il coatto, come si dice a Roma. Il bullo. Ma l’esibizione muscolare non porta da nessuna parte. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/24/1406190323-renzi.jpg" /> <![CDATA[Riforme, Renzi ai senatori: Da vostra tenuta dipende l'Italia. Ma Sel: È solo un coatto...]]> Le riforme sono al palo e il premier ne è consapevole. Probabilmente neanche lui si aspettava un percorso così pieno di ostacoli e di ostracismi. E così, Matteo Renzi scrive una lettera ai senatori esortandoli a deporre l'ascia di guerra. C’è chi vuole bloccare tutto. E c’è chi vuole cambiare, iniziando da se stesso. Dalla vostra capacità di tenuta dipende molto&amp;nbsp;del futuro dell’Italia. Siamo chiamati a una grande responsabilità: non la sprecheremo, scrive il presidente del Consiglio ai senatori aggiungendo che con il vostro sostegno garantite la fiducia e la maggioranza al governo.Sulla legge elettorale, scrive il capo del governo nella missiva, abbiamo convenuto circa i punti&amp;nbsp;fondamentali: chiarezza del vincitore, premio di maggioranza proporzionato, principio dell’alternanza ma la discussione del Senato consentirà di affrontare i nodi ancora aperti: preferenze, soglie, genere.Per il premier, solo le riforme strutturali ci consentiranno di essere credibili per usare la flessibilità necessaria a far ripartire&amp;nbsp;l’occupazione e la crescita. Abbiamo mille giorni per riportare l’Italia a fare l’Italia. Dopo ognuno farà le proprie scelte in libertà e rispetto. Stiamo realizzando un’impresa, una legislatura nata con difficoltà può segnare una svolta nella storia repubblicana.Una risposta all'appello renziano è arrivata da Sel. La maggioranza cominci a ritirare la tagliola. Non può chiedere solo a&amp;nbsp;noi il passo indietro, ha affermato, in una intervista a Repubblica, la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sel, aggiungendo: Renzi ci dia un segnale, ma reale, di disponibilità al confronto sulla&amp;nbsp;riforma, e noi di Sel siamo pronti a ragionare.&amp;nbsp;Al presidente del Consiglio piace fare il coatto, come si dice a Roma. Il bullo. Ma l’esibizione muscolare non porta da nessuna parte. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/24/1406190323-renzi.jpg" /> <![CDATA[Farsi fare la mappatura del Dna può cambiare la vita di un paziente?]]> È importante farsi mappare il Dna? Le informazioni che si ottengono sono utili (e attendibili)? A questa e altre domande prova a rispondere un lungo pezzo pubblicato oggi dal&amp;nbsp;Corriere della Sera, che partendo da un articolo pubblicato da&amp;nbsp;Nature racconta l'esperienza di chi l'analisi se l'è fatta fare. E cosa è cambiato nella sua vita.A raccontare è un medico, Giuseppe Remuzzi, che dopo qualche ritrosia e dopo avere consultato la famiglia ha deciso di tentare l'analisi del Dna, una pratica che in Italia si può richiedere soltanto se un medico dice che è necessaria. O se ci si affida alle compagnie che la fanno.I costi al momento sono proibitivi. Se si considerano le spese per la mappatura e quella per l'interpretazione dei dati raccolti - spiega l'articolo del&amp;nbsp;Corriere - si arriva senza problemi ai tremila euro. Nei prossimi anni il prezzo potrebbe però scendere, se l'analisi diventerà più comune.Dalla mappatura del Dna, e dall'analisi della storia familiare di chi vi si sottopone, si possono scoprire alterazioni nei geni che potrebbero significare una maggior predisposizione a certi tipi di malattie. Allora dovremmo fare tutti l'analisi del Dna? Non è detto. Un po' perché al momento i test non sono del tutto affidabili e dunque le conclusioni non sono necessariamente valide al 100%. E un po' perché - argomenta Remuzzi - scoprire una predisposizione alle dipendenze, per esempio, potrebbe diventare una facile scusante per non smettere e incolpare la genetica.Insomma, non sempre l'analisi (o comunque l'interpretazione dei dati) ci azzecca e studiare il genoma ha insegnato che la storia familiare continua a essere fondamentale. Qualcosa che non avrei immaginato - conclude però l'articolo - è che conoscere i segreti del mio Dna fosse uno stimolo a cambiare le mie abitudini. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/06/16/1402937010-test-dna.jpg" /> <![CDATA[Tavecchio è sotto assedio: pure la Fifa e l'Ue all'attacco]]> Dopo la Fiorentina anche la Sampdoria e il Cesena scaricano Carlo Tavecchio. Proprio quando scade il termine per la presentazione delle candidature e parte ufficialmente la corsa per la presidenza della Figc, lo scivolone su stranieri mangia banane costa a Tavecchio il ritiro del sostegno da parte di tre club egli strali della Fifa e dell'Unione europea. Joseph Blatter ha, infatti, chiesto alla Figc di prendere le opportune iniziative per indagare e decidere sui presunti commenti razzisti pronunciati durante l’assemblea della Lega dilettanti. Una presa di posizione che ha trovato d'accordo anche&amp;nbsp;Dennis Abbott, portavoce della commissione Ue per lo sport.Così non si può continuare. La Lega di Serie A non può far finta di nulla. I presidenti devono rivedersi al più presto e rivalutare la posizione. Rischiamo il commissariamento della Figc. In una intervista all'Ansa, il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero si fa promotore di una nuova iniziativa per cercare una soluzione, moderna e basata su pochi ma chiari contenuti, alla questione politica che sta ulteriormente danneggiando l’immagine del calcio italiano. Alla luce di quanto accaduto da venerdì invita tutti i presidenti e i club a ritrovarsi al più presto per rivalutare la situazione. Non c’è tempo da perdere - spiega - stiamo dando una pessima immagine di noi al mondo, un’immagine che non ci deve appartenere. Dello stesso avviso anche Giorgio Lugaresi. Da oggi tutti i presidenti della Lega di serie A dovrebbero sentirsi liberi di votare per la presidenza federale in assoluta autonomia - commenta il presidente del Cesena - seguendo solo le proprie convinzioni e la propria coscienza. Oltre che dai club, le pressioni arrivano pure dalla Fifa che invita addirittura a indagare Tavecchio per la dichiarazione incriminata. Un diktat che infastidisce (e non poco) il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, secondo cui l’attacco a Tavecchio è demagogia pura, una strumentalizzazione all'italiana. È schifoso come le persone vengano lapidate per niente - incalza Zamparini - la Fifa è un organismo che andrebbe sciolto. Conferma il proprio sostegno anche Adriano Galliani: Le parole di Tavecchio sono battute infelici, ma lì finiscono. Ora viene dipinto come un razzista, ma certamente non lo è. La posizione del Milan non cambia?&amp;nbsp; Assolutamente no. L'amministratore delegato del Milan, ai microfoni di Sky Sport ribadisce poi che i rapporti personali con Albertini sono buonissimi.Come se non bastasse lo zampino di Blatter, anche l'Unione europea non perde l'occasione per attaccare. Abbott sottolinea, infatti, che la non discriminazione è la pietra angolare della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Il razzismo e ogni altra forma di discriminazione - conclude il portavoce della Commissione Ue per lo sport - non devono avere posto nel calcio. Le pressioni per screditare Tavecchio puntano a favorire&amp;nbsp;Demetrio Albertini&amp;nbsp;che ha formalizzato anche la sua candidatura, sfidando così ufficialmente Tavecchio nell’assemblea in programma l’11 agosto. L’ex giocatore del Milan e della nazionale ha presentato il suo programma alla segreteria federale, con le firme di accredito delle due componenti tecniche, l’associazione calciatori e l’associazione allenatori. E soffermandosi sul suo sfidante, finito nella bufera, ai microfoni di Sky Albertini ha sottolineato questo: La frase di Tavecchio si commenta da sé, ci ha messo un po' in difficoltà a livello internazionale. Dispiace a tutti, ma credo assolutamente che dobbiamo essere meno intolleranti noi. Se vogliamo crescere e parlare ai nostri ragazzi dentro e fuori dal campo dobbiamo dare noi il buon esempio. E poi ancora: A livello internazionale abbiamo un rapporto diretto, essendo la nostra una delle federazioni più importanti al mondo. Mi dispiace molto ma conosciamo tutti le regole e la tolleranza zero verso alcuni tipi di comportamento. Secondi i numeri, Albertini non avrebbe chance, ma Tavecchio, partito con il sostegno della quasi totalità dei club, dalla serie A ai dilettanti, rischia ora di passare due settimane sulla graticola mentre il fronte in suo favore comincia a mostrare le prime crepe. Chi punta su di lui per far partire una riforma del calcio, da Beretta ad Abodi, a Macalli, ha già fatto quadrato, parlando di strumentalizzazione di una frase infelice, però dopo il sabato di bufera - con il web intasato di commenti tra l’ironia e rabbia e un fuoco di fila di attacchi dalla politica - anche la domenica non ha risparmiato critiche al presidente dei Dilettanti e qualcuno sta rivalutando la sua posizione. La sfida è dunque partita, non sotto le migliori stelle: Aic e Aiac continuano a sostenere l’ex giocatore del Milan e della Nazionale che vuole comunque giocarsi le sue chance. L’11 agosto il voto finale che metterà sulla poltrona di via Allegri il successore di Giancarlo Abete. Con un compito non facile: rimettere in piedi il calcio italiano tornato a pezzi dai mondiali brasiliani e ridare subito alla nazionale un nuovo ct.In serata, nel corso dell'evento in diretta Sky per la compilazione-presentazione del calendario di serie A, Tavecchio è tornato sulla vicenda che lo vede protagonista: Ho fatto un’uscita infelice in un contesto di una presentazione di un programma che durava più di un’ora. Ho sbagliato. Mi dispiace e mi sono scusato, ma posso dire, con arroganza, che per il mio vissuto pochi hanno fatto quello che ho fatto io per il Terzo mondo. Mi sono trovato protagonista delle prime pagine più del Papa e della guerra in Palestina. Sull’argomento ha anche detto: Non racconto la mia storia africana ma dico solo una cosa: abbiamo permesso a diecimila extracomunitari di scendere in campo, ci sono società con undici extracomunitari. Ci si può iscrivere senza ulteriori orpelli, oggi diecimila persone extracomunitarie giocano nel campionato di calcio dilettantistico. È un fatto: io sono stato in Africa a fare calcio e campi di calcio. Basteranno queste parole a chiudere la polemica? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406556946-tavecchio.jpg" /> <![CDATA[Roma, quanti dubbi per il nuovo stadio]]> Mancano solo tre giorni al via libera del Comune capitolino per il nuovo stadio della Roma. Il 31 luglio infatti è atteso il responso del Campidoglio al progetto di fattibilità per il nuovo impianto della società giallorossa presentato dalla società Eurnova del gruppo Parnasi.Tuttavia, come racconta il quotidiano romano Il Tempo, sulla strada verso la nuova tana della lupa potrebbe profilarsi più di un ostacolo. Innanzitutto i costi delle opere pubbliche necessarie al nuovo impianto, che il Comune ritiene sottostimate del 30%: il costo potrebbe lievitare a 350 milioni di euro invece dei 270 previsti per realizzare strade, fognature, trasporti, parcheggi e spazi verdi.Un altro snodo decisivo è precisamente quello dei parcheggi, il cui numero sarebbe stato grandemente sottovalutato (6mila posti auto per una stima di tre persone per veicolo), con il rischio di congestionare ulteriormente il traffico della Capitale. Un rischio reso ancora più concreto dal fatto che, secondo la Mobilità, gli interventi di adeguamento delle strade di accesso siano inadeguati e limitati solo alle zone immediatamente adiacenti allo stadio. Analogamente, anche i tempi per l'afflusso dei tifosi allo stadio sarebbero stati calcolati con eccessivo ottimismo: negli incontri infrasettimanali, infatti, i supporter della Roma dovrebbero fare i conti con lavoratori e pendolari che tornano dal lavoro.D'altronde è proprio sulle modalità di accesso allo stadio che si gioca un'altra delle partite più importanti: quella della metropolitana. L'assessore ai trasporti Guido Improta e il titolare dell'Urbanistica Giovanni Caudo sostengono la necessità di un collegamento del nuovo stadio alla rete metropolitana, ma al momento non ci sarebbe alcun progetto in questo senso. Impossibile poi, per i costi proibitivi e per un numero di passeggeri già al limite, pensare di collegarsi alla fermata Bologna della Metro B o alla ferrovia Roma-Ostia Lido.C'è poi una questione molto spinosa, relativa questa volta alle cubature del nuovo complesso di edifici e servizi che dovrebbe sorgere intorno al nuovo stadio: 970mila metri cubi necessari solo per ospitare negozi, uffici e due hotel - il cosiddetto Quadro B, da distinguere rispetto al Quadro composto da stadio, campi d'allenamento e palestre - progettati per rientrare nei costi delle opere pubbliche. In Campidoglio però più d'uno non vede certo di buon occhio questa colata di cemento, verso cui si sono sollevate voci contrarie a qualsiasi eventuale speculazione edilizia. E qualche consigliere già in passato si è espresso con decisione sull'eventualità di costruire un nuovo impianto.Lo scenario che si profila come più probabile al termine della Conferenza dei Servizi prevederebbe un'approvazione del progetto, sia pur con modifiche sostanziali, e un no secco alla proposta relativa al Quadro B. Una risposta che, se confermata, potrebbe togliere il sonno a più di un tifoso giallorosso. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406542012-236642808245c7cebd26920092618e6c.jpg" /> <![CDATA[Unioni civili, Renzi accelera]]> Da qui all'autunno il passo è breve. Seppur non sia ancora iniziata, l'estate è già finita. E Matteo Renzi guarda oltre. Gli preme di portare a casa le riforme costituzionali prima delle vacanze, ma sa già che al rientro lo attendono fronti aperti e pesantissimi. Aveva promesso una riforma al mese. Non è stato proprio così. Tanto che, se vuole carburare qualche risultato in più, sa molto bene che deve mettere lo sprint e al governo e al parlamento. Tuttavia, i dossier che sarà chiamato ad affrontare sono tutt'altro che di facile risoluzione. Da una parte c'è la riforma del mercato del lavoro, dall'altra il dibattito sui diritti alle coppie omosessuali.&amp;nbsp; Io ho sempre detto che i diritti civili stanno in un pacchetto che parte dalle riforme costituzionali - ha spiegato ieri in una intervista ad Avvenire - una volta che il parlamento avrà terminato di votare queste, discuteremo anche su quella che ritengo essere una assoluta e corretta rappresentazione delle civil partnership, sul modello tedesco. E ha annunciato il superamento del ddl Cirinnà: Anche in questo campo vedremo una proposta ad hoc del governo, che è pronto a prendere una sua iniziativa. Di più, però, non ha detto. E, ad oggi, è ancora troppo presto per capire come il governo intenderà legiferare sulle unioni civili tra omosessuali. A settembre, però, le carte dovranno inevitabilmente essere calate sul tavolo se il premier punta a portare a casa il risultato entro l'autunno. Un dibattito a cui non intende sottrarsi nemmeno il centrodestra. Quella per i diritti civili degli omosessuali - aveva spiegato qualche settimana fa il laeder di Forza Italia Silvio Berlusconi - è una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti. Una posizione, quella del Cavaliere, che aveva aperto il dibattito in Forza Italia e in tutto il centrodestra spccando diamentralmente l'arco politico. Sebbene tutti condividano la necessità di rispettare i diritti ed evitare discriminazioni, la frattura si consuma su matrimonio e adozioni.Secondo fonti vicine a Palazzo Chigi la nuova normativa, che andrà a ritoccare il codice civile nel libro primo, garantira alla coppia omosessuale che deciderà di convolare a nozze l'iscrizione all'ufficio dello stato civile in un apposito registro. Da quel momento otterrà i diritti e i doveri delle coppie eterosessuali: dalla reversibilità della pensione alla successione, dai diritti in materia assistenziale e penitenziaria all'assegnazione delle case popolari. Insomma, un'equiparazione a 360 gradi. O quasi. Resterà, infatti, fuori il diritto all'adozione. Tuttavia, è sul piatto l'ipotesi di istituire la stepchild adoption: uno dei soggetti della coppia potrà adottare il figlio dell'altra parte dell'unione civile nel caso in cui il genitore naturale dovesse morire. Per il momento, però, si tratta di indiscrezioni. Niente di più. Per andare oltre e toccare con mano la riforma bisognerà, appunto, aspettare settembre.Come bisognerà aspettare settembre per vedere cosa nasconde la tanto sbandierata&amp;nbsp;riforma dl mercato del lavoro. Sul tavolo ci sarebbe anche l'ipotesi di rivisitare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Un vero e proprio tabù pèer la sinistra radicale e per i sindacati. Eppure il presidente del Consiglio conta di approvarla entro l’anno. Anche in questo caso gli alleati sono tutt'altro che scontati. L’articolo 18 - ha avvertito ad Avvenire - sarebbe l’ennesimo inutile derby ideologico. Io sono per riscrivere totalmente le regole del lavoro. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/06/16/1371390671-coppia-gay5.jpg" /> <![CDATA[Cento morti negli scontri in Libia. Gli occidentali lasciano il Paese]]> Un centinaio di morti e 400 feriti in scontri che vanno avanti dal 13 luglio tra Tripoli e Bengasi. Sono questi i numeri forniti dal ministero della Sanità di Tripoli, che inquadrano il peggioramento della crisi libica, mentre molti Paesi occidentali stanno scegliendo di ridurre la propria presenza nel Paese.Le milizie rivali di Zintan e Misurata si contendono da giorni il controllo dell'aeroporto di Tripoli. Lungo la strada verso lo scalo si trova anche un deposito di carburante della National Oil Corporation (Noc), dove ieri è scoppiato un incendio che ancora non è stato circoscritto. Il portavoce della società ha lanciato l'allarme per una possibile esplosione di grande ampiezza, in grado di provocare danni in un'area dai tre ai cinque chilometri.Due giorni fa gli Stati Uniti hanno sospeso l'attività dell'ambasciata, evacuando in Tunisia il personale. Prima di Washington i turchi avevano annunciato la chiusura della propria rappresentanza e la Gran Bretagna ha ridotto la propria presenza. Ieri un convoglio diplomatico britannico è stato attaccato da uomini armati.Un comunicato della Farnesina ha spiegato ieri che anche gli italiani si sono attivati per evacuare quanti ne facciano richiesta. Già cento persone hanno lasciato la Libia in aereo o dal confine con la Tunisia. L'ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha spiegato che la rappresentanza resta comunque aperta, per tutelare i connazionali ancora rimasti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406539378-ap-20140727164944-8263302.jpg" /> <![CDATA[Le pensioni top secret degli eurodeputati: Quanto prendiamo? C'è la privacy]]> Centinaia, probabilmente migliaia, di parlamentari che percepiscono una pensione pagata con i nostri soldi. Pensione su cui però non è possibile avere alcuna informazione. A quanto ammonti, chi ne abbia diritto, con quali modalità sia assegnata.La vera notizia è, però, che non siamo al Parlamento italiano, ma nella civilissima e trasparente (almeno nel racconto dei media) Strasburgo. Un'inchiesta del Corriere della Sera rivela come i responsabili dell'Europarlamento si rifiutino, trincerandosi dietro il diritto alla privacy, di comunicare qualsiasi informazione sul trattamento pensionistico di cui godono gli ex eurodeputati.Una risposta sorprendente, se si tiene conto del fatto che si sta parlando di quegli stessi politici di cui vengono regolarmente messi online dichiarazioni dei redditi, acquisti di titoli finanziari e patrimonio familiare. Eppure, di fronte alle domande del quotidiano di via Solferino, il portavoce dell'Europarlamento, lo spagnolo Jaime Duch Guillot, ha riposto così:&amp;nbsp;Jaime Duch Guillot: Il Parlamento considera che i nomi dei deputati che sono membri del regime pensionistico integrativo costituiscono dati personali ai sensi dell’articolo 2 (a), del Regolamento (CE) n° 45/2001 sulla “tutela delle persone con riguardo al trattamento dei dati personali”.Il Fondo pensionistico volontario ha funzionato con la partecipazione del Parlamento europeo fino al 2009, quando dopo l’entrata in vigore dello statuto del deputato, salari e prestazioni sociali, comprese le pensioni, sono regolati dalle istituzioni europee - prosegue Duch Guillot - Di conseguenza, il Parlamento non può dare informazioni interne su un fondo privato e i suoi membri.Qualche tempo giorno fa anche Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati in quota Cinque Stelle, aveva provato a vederci più chiaro, ma senza risultati di nota. L'unica informazione che è riuscito a strappare riguarda il numero di coloro che beneficiano di una pensione tra gli ex eurodeputati italiani: 146 pensionati, 46 vedove, vedovi o altri beneficiari di reversibilità. Totale, 192. Inoltre si contano 80 pensioni differite: vitalizi cioè per cui sono stati maturati i diritti ma non i requisiti.Per giustificare questa reticenza, Duch Guillot si è appellato a una sentenza della Corte di Giustizia del 2011 secondo cui la diffusione dei dati sul trattamento pensionistico degli ex eurodeputati ne pregiudica la tutela della vita privata. Invocata la privacy, il discorso è chiuso.Nel frattempo, la Bild&amp;nbsp;ha calcolato che i diritti acquisiti dagli ex membri del Parlamento di Strasburgo ammontino complessivamente ad almeno 400 milioni di euro. Spese per il pagamento delle pensioni, 150 milioni all'anno. Cifre da capogiro, pagate dai contribuenti dell'Unione e su cui, a quanto pare, non è lecito sapere nulla. Alla faccia dell'eurotrasparenza. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/05/25/1401053079-europarlamento.jpg" /> <![CDATA[Agnese Renzi cambia strategia: adesso gioca a fare la first lady]]> Niente di quello che fa Matteo Renzi non passa prima sotto la lente di ingrandimento dello staff. Tutto è comunicazione. Dal modo di vestire (adeguato a seconda dell'occasione) alle battute colloquiali per zittire Beppe Grillo sui social network, dal giovanilismo forzato nel linguaggio e nell'atteggiamento alla scelta degli appuntamenti a cui presenziare. Per il presidente del Consiglio l'imatto comunicati è davvero tutto. Per questo non è sfuggito il cambio di passo nei confronti della first lady. Negli ultimi giorni Agnese Landini ha presenziato, accanto al marito, a ben tre appuntamenti ufficiali: il 18 luglio era, a Firenze, rientrava nelle photo opportunity con il premier greco Antonis Samaras e la moglie Georgia; il 24 luglio accoglieva a Ciampino Meriam Yahia Ibrahim, la cristiana sudanese condannata a morte per apostasia; ieri attraccava a Genova per salutare l'arrivo della Costa Concordia. Mica male se si tiene conto che, da quando Renzi si è insediato a Palazzo Chigi, la schiva Agnese era stata fotografata unicamente all'uscita da Messa mentre schermava i figli dai flash.Qualcosa è cambiato, insomma. L'Huffington Post azzarda a parlare di Operazione Agnese. I tre appuntamenti piuttosto ravvicinati lasciano pensare, infatti, a un vero e proprio cambio di strategia. Ovviamente gli appuntamenti per Lady Renzi sono stati selezionati ad hoc. Non a caso, al di là del bilaterale con il premier greco, si tratta di notizie da copertina su cui Renzi, sempre scaltro non buttarsi sulla notizia, ha voluto mette il cappello. D'altra parte una foto vale molto più di una notizia. Non a caso per il nuovo debutto di Agnese sotto i riflettori sono state scelte occasioni propizie per rilanciare l'azione di governo. Se nel caso di Meriam il marito può attribuirsi il merito di aver sottratto ai tribunali islamici una famiglia innocente, nel caso della Concordia ha cavalcato un successo italiano che mette una pezza a un insuccesso italiano. In entrambi i casi la presenza della moglio non era affatto scontata. Eppure l'impatto emotivo delle fotografie con la 27enne sudanese era scontatto. Da donna a donna, da madre a madre: prima l'accoglienza a Ciampino, poi il faccia a faccia sorridente e disteso.&amp;nbsp;Non appena Renzi aveva scippato Palazzo Chigi a Enrico Letta, i flash dei fotografi si erano riversato anche sulla moglie. Non chiamatela first lady - dicevano nello staff del presidente del Consiglio - è un appellativo che non sopporta. Non solo. La decisione della Landini di prendere l'aspettativa per stare vicino alla famiglia, supportare il marito nell'avventura romana e crescere i figli era stato un chiaro segnale: Agnese non avrà mai un ruolo politico. Adesso, però, qualcosa si è rotto. Qualcosa è cambiato. L'arrivo di Meriam in Italia e il ritorno della Concordia a Genova hanno, inevitabilmente, segnato un cambio di passo. Da qui non si può tornare indietro. Anche se Lady Renzi, sulla carta d'identità professoressa di Lettere, abbia più volte ribadito di voler continuare a lavorare e fare la mamma, adesso (forse) ha deciso anche di assumere il ruolo di first lady. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406535646-ansa-20140724184033-8224574.jpg" /> <![CDATA[Il centrodestra avanza: Forza Italia sale ancora]]> Per il momento è ancora presto per dirlo. Si tratta più di una tendenza che di un dato concreto. Eppure quello che attestano pressoché tutti i sondaggisti è una netta ripresa di Forza Italia proprio mentre tutte le altre forza politiche erogano consensi giorno dopo giorno. La corsa del partito trainato da Silvio Berlusconi, rinfrancato dall'assoluzione della Corte d'Appello al processo Ruby, fa da traino alle principali forze di centrodestra. Tanto che se andasse in porto la federazione dei moderati a cui sta lavorando il Cavaliere, per Matteo Renzi la vittoria sarebbe meno scontata. Certo, il Pd continua a essere il primo partito del Paese. Ma i numeri si stanno allontanando dallo scoppiettante risultato delle europee.La politica non va in vacanza. E il dibattito sulle riforme istituzionali influisce pesantemente sui sondaggi. Ma non ci sono solo le schermaglie parlamentari. Le tensioni interne al Pd, il dibattito serrato nel centrodestra, le rivolte dei grillini contro il dialogante Luigi Di Maio e financo l'assoluzione di Berlusconi al Rubygate fanno impazzire i sondaggisti. Anche perché l'ipotesi di un voto anticipato comincia a farsi sempre più concreta soprattutto se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si vedrà costretto a varare una manovra correttiva in autunno. Per il momento l'eventualità aleggia tra i corridoi del Tesoro. Ma se Renzi dovesse ulteriormente ritoccare (all'insù) la pressione fiscale il rischio che il banco salti è tutt'altro che impossibile.Secondo l'ultimo sondaggio Swg per Affaritaliani, Forza Italia continua a crescere. Guadagnando uno 0,5% in sette giorni passa dal 17,2 al 17,7% e conferma un trend positivo che va avanti da almeno tre settimane. Sulla scia anche il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano passa dal 3,9 al 4%, mentre Fratelli d'Italia è stabile al 3,3%.&amp;nbsp;Arretra, anche se di poco, solamente la Lega Nord che passa dal 7,5 al 7,1%.Se Berlusconi sorride, Renzi inizia a preoccuparsi. Il calo dei consensi del suo Pd era iniziato in sordina, qualche settimana fa. Mezzo punto qua, mezzo punto là e il tanto sbandierato 40,8% incassato alle europee dello scorso 25 maggio è stato lentamente eroso. Sebbene i dem siano sempre la forza politica più forte, Renzi deve fare i conti con il calo&amp;nbsp;costante.&amp;nbsp;Scendendo al 38% il partito si allontana sempre di più da quella soglia psicologica del 40% che permette al premier di imporsi in parlamento quando qualcuno o qualcosa cerca di sbarrargli la strada. L'elettorato di centrosinistra si sta, infatti, spostando a sinistra. Secondo il sondaggio Swg, sta infatti recuperando il Sel di Nichi Vendola che dal 2,9 passa al 3,2%.Anche Beppe Grillo non dorme sonni tranquilli. Diviso tra un'aspirazione belligerante e una tentazione più dialogante, il comico si trova a dover far da paciere tra le diverse fazioni che animano il suo Movimento 5 Stelle. Al centro dello scontro c'è la linea di Di Maio e le figuaracce in streaming con Renzi. Anche l'ultimo botta e risposta con il premier non sembra aver giovato granché a Grillo che si è visto spernacchiare proprio sul web. Tanto che i Cinque Stelle passano dal 22 al 20% nel giro di sette giorni.&amp;nbsp;Praticamente scomparsi dalla scena politica Italia dei Valori e Scelta Civica: 0,5% per il movimento di Antonio Di Pietro e 0,7% per quello di Mario Monti. Ancora qualche settimana e saranno solo un lontano ricordo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/11/28/1385621522-ipad-76-0.jpg" /> <![CDATA[L'irresistibile vizio di celebrare le sconfitte]]> Siamo tutti contenti, ci mancherebbe. Un ciclopico lavoro d'alta ingegneria ha consentito di portare a Genova, per la demolizione, una stupenda nave da crociera ridotta, nelle circostanze che tutti conosciamo, a un gigantesco rottame. Un trionfo dell'umano talento applicato tuttavia non a creare nuovi congegni e prodotti ma a rendere possibile un funerale. La Costa Concordia, che a Genova era nata, a Genova è stata riportata non per risorgere ma per essere consegnata ai demolitori.Nella sventura questo epilogo è tutto sommato il meglio che ci si potesse augurare. Un addio senza ripercussioni nocive per l'ambiente e senza accresciuti problemi per un'Italia già abbastanza ferita da tanti altri naufragi. Aggiungo un altro breve cenno, forse consolatorio e forse no. La Concordia non ha fatto la fine del Titanic, inabissatosi con il suo capitano. No, le perdite umane sono state gravi ma la Concordia è rimasta a galla - sia pure con la triste qualifica marinara di relitto - e il suo capitano, vivo e vegeto, dà un festoso apporto alla mondanità. Siamo dunque alla cronaca d'un evento tecnicamente prestigioso e d'una fine, ma non d'un lieto fine.L'ha detto anche Matteo Renzi, del quale sono propenso a giustificare la presenza, data l'importanza dell'evento. Non giustifico invece l'assembramento d'alte autorità per accogliere ciò che malinconicamente resta d'una ammiraglia. Lì in massa i ministri, i governatori regionali, i portaparola, i portaborse. Poiché suggella un lutto, la cerimonia - che mi pare sia stata allestita sulla falsariga dei tagli di nastri ufficiali - avrebbe dovuto essere silenziosa e triste. Se non senza discorsi, almeno senza qualche discorso o commento quasi epico. La Costa Concordia è purtroppo la testimonianza d'una sconfitta. Non addebitabile alla collettività - per nulla responsabile - ma senza dubbio addebitabile ad alcune gravi incapacità individuali.Dovevamo e dobbiamo guardarci bene - lo scrive uno che ha visto altre e ben più gravi sconfitte - dal voler trasformare un disastro in un successo. Ne abbiamo l'abitudine, purtroppo. Vinti in modo umiliante nella seconda guerra mondiale ci comportiamo, almeno nella retorica piazzaiola, da vincitori. Onore agli uomini straordinari che hanno riportato a Genova la Concordia. Ma con, in sottofondo, le note tristi del silenzio militare, non dell'esultate. Ho ricordato, con sfavore, l'eccessivo affollamento a Genova di governanti. Che tuttavia non sarà stato inutile se Renzi e i suoi ministri terranno conto della lezione che il viaggio della Concordia ha dato a loro e all'Italia. Un Paese ubriacato dalle interminabili trasmissioni di Palazzo Madama e infuriato per il vaniloquio di chi sta sugli scranni di Palazzo Madama ha visto, dopo l'abbuffata di chiacchiere, un trionfo di bravissimi ingegneri, di tecnici, di sommozzatori, d'esperti di calcoli difficilissimi.L'Italia s'è trovata di fronte a una sua immagine completamente diversa da quella parlamentare. Spero, anzi credo, che gli italiani utilizzati nell'impresa Concordia siano stati pagati bene e lo siano in futuro. Lo meritano sacrosantamente. Ma non mi faccio illusioni e non se le facciano nemmeno loro. Mai raggiungeranno - salvo miracoli - le buste paga d'un commesso di Montecitorio o di Palazzo Madama. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406562818-costaconcordia.jpg" /> <![CDATA[Evasione, il Fisco dà i numeri]]> Questa settimana, per una volta, lo stanco rito politico delle interrogazioni parlamentari ci ha regalato un po' di ciccia. Un onorevole parlamentare ha fatto la seguente domanda: sentiamo parlare molto di lotta all'evasione, ci volete far sapere quanta roba è stata ufficialmente scovata dai vostri uffici? O, meglio, ci dite l'ammontare dei crediti fiscali che il governo vanta nei confronti dei suoi 60 milioni&amp;nbsp;di cittadini? La risposta secca è stata: una montagna. La bellezza di 475 miliardi di euro.Se, per magia, questo debito fiscale fosse pagato dai contribuenti in questo istante, avremmo risolto i nostri problemi finanziari con l'Europa, il debito pubblico scenderebbe infatti sotto il 100 per cento del Pil. Può mai essere? Ma certo che no. Il Fisco con noi bara. Il che non sarebbe una novità. Ma quel grande e gigantesco numero ci dice per quale motivo le statistiche sull'evasione (o presunta tale), si debbono prendere con la medesima attenzione con cui si cucinano i polli di Trilussa.Intanto una prima considerazione sulla follia italiana. Quando si tratta di fare le leggi siamo dei duri e prevediamo sanzioni pazzesche. Tanto sulla carta il gioco è semplice. Poi quando ci si scontra con la realtà arrivano i guai. Su 475 miliardi che dovremmo al fisco, la bellezza di 250 miliardi (cioè piú della metà dell'intero importo) è fatto da sanzioni e interessi. Bravi legislatori, fate i duri, tanto poi non vi paga nessuno. Ma andiamo avanti. Un euro di credito fiscale vantato dallo Stato ogni quattro è riferito a società o imprese che sono fallite. Dunque si tratta di carta straccia. Insomma la montagna ha partorito il topolino.Ricapitolando, gran parte del debito è fatto da sanzioni e non da imposta evasa e poi un quarto dello stesso è riferito a società fallite che, con ogni probabilità, non solo non pagheranno il fisco ma non hanno pagato manco i loro fornitori e dipendenti. La montagna dovrebbe così scendere a circa 180 miliardi di imposte potenzialmente evase e i cui mancati pagamenti si sono accumulati negli ultimi anni. Anche questa cifra è una balla.Succede, infatti, che dalle nostre parti si paghi prima del processo o meglio prima della sentenza definitiva. Quando vi pizzicano con qualche problema fiscale o conciliate subito, come direbbe il vigile alla Sordi, o sono comunque dolori. Ricorrendo in commissione tributaria viene comunque iscritto a ruolo un terzo del presunto debito fiscale ed entra così in questa mostruosa contabilità. Se si dovesse poi perdere in primo grado (c'è sempre la non remota possibilitá che si vinca in appello) l'iscrizione al ruolo sale a due terzi. Sì lo so è estate, vi siete persi, vorreste stare in vacanza. Ma il punto è fondamentale, poiché la comunicazione ha la sua importanza. Si dice che gli italiani hanno evaso centinaia di miliardi di euro. Poi si scopre che circa il 50 per cento di queste mirabolanti cifre sono sanzioni. Ci si scorda infine l'attitudine prevaricatrice del Fisco che tende a incassare e presumervi evasori anche prima di un giusto processo. Et voilà il gioco è fatto. La morale di questa storia è la solita. Quando il Fisco parla, dà i numeri.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/08/04/1375610243-agenzia-entrate.jpg" /> <![CDATA[Michael Moore, l'anticapitalista col super capitale]]> Nel mondo intellettuale, ci sono alcune scorciatoie per diventare «autorevoli» o almeno per far parlare (bene) di sé. In passato, il regista statunitense Michael Moore ha giocato con successo la carta dell'indignazione anti-capitalista, di solito perfetta al fine di conquistare il mercato della cultura. Oggi però Moore si trova costretto a fronteggiare schiere di (ex) fan che, per usare un eufemismo, mettono in discussione il suo curriculum vitae di fustigatore del «neo-liberismo selvaggio». I giornali britannici Daily Telegraph e Daily Mail hanno infatti pubblicato le carte della separazione tra Moore e la moglie Kathleen Glynn. La coppia ha appena divorziato dopo 22 anni di matrimonio, faticando a trovare l'accordo sulla divisione dei beni. Cosa c'è nei documenti? Sorpresa. Il regista è una specie di Paperon de' Paperoni. L'icona della sinistra no global ha un patrimonio stimato in 37 milioni di euro e possiede nove immobili tra cui un condominio a New York, una villa da un milione e mezzo di euro sulle rive del lago Torch in Michigan (929 metri quadrati) e varie abitazioni a Detroit. Un bel capitale guadagnato grazie ai suoi documentari contro il capitalismo.Era il 2004 quando scoppiò il caso di Fahrenheit 9/11 , il film in cui Moore, telecamera al seguito, vagava per gli Usa raccontando la «vera» storia dell'11 settembre. L'attentato alle Torri Gemelle era stato strumentalizzato dal presidente George W. Bush, in cui convivevano due personalità: il perfetto idiota e lo spregiudicato affarista. Secondo Moore, la dinastia dei Bush avrebbe avuto solidi legami con lo sceicco Bin Laden attraverso il gruppo Carlyle, appaltatore di oleodotti. La guerra in Iraq, voluta dalle corporation del petrolio, avrebbe fruttato montagne di dollari sia a George sia a Osama. Vuoi non dare una Palma d'oro a un simile guazzabuglio complottista? Infatti Moore vinse al festival del cinema di Cannes, nonostante giornalisti come Christopher Hitchens, certamente non un fan di Bush, avessero massacrato il film, giudicandolo pieno di falsità. Nel 2009, Moore realizzò Capitalism: A Love Story , una predica contro il capitalismo a partire dalla crisi dei mutui. Vuoi non invitarlo con tutti gli onori alla Mostra del cinema di Venezia? Infatti fu invitato ma non incoronato perché il documentario risultò parecchio sgangherato. Era comunque un assalto all'arma bianca contro il liberismo, nemico della democrazia, amico degli squali della finanza, causa di povertà. Qualcuno fece notare inutilmente che l'analisi economica non stava in piedi, e che semmai l'Occidente, nonostante le innegabili storture, non era mai stato così ricco. Alla fine del film, Moore, presente in ogni scena, dichiarava: «Il Capitalismo è il male, non si può regolare il male. Bisogna eliminarlo e rimpiazzarlo con qualcosa che faccia il bene di tutta la gente. Con qualcosa di democratico». E ancora, in una intervista al Guardian : «Chiedo un nuovo ordine economico. Non so come costruirlo, non tocca a me. Tutto quello che voglio è che segua alcuni principi. Il primo? L'economia deve essere diretta democraticamente, il popolo intero deve avere voce in capitolo, non solo l'1%. Il secondo? Che al centro ci sia l'etica».In attesa della rivoluzione, mentre puntava il dito contro Wall Street, Moore accumulava milioni, vivendo, come rivelano al Daily Mail i maldicenti vicini, come uno degli «squali» tanto deprecati nei suoi film. Moore non è certo il primo «ribelle» perfettamente integrato nel sistema che vorrebbe a parole distruggere. Il mercato è così ampio e generoso da premiare talvolta anche chi vorrebbe cancellarlo. È il suo bello, la sua forza, la prova della sua superiorità morale. Nessuno scandalo, quindi. Il regista ha intercettato una domanda e la sua offerta è risultata vincente. Stupisce però che Moore, pur avendo toccato con mano i vantaggi offerti dal capitalismo, non abbia avuto neppure un ripensamento. O ci farà un documentario? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/03/15/2013-03-moore2.jpg" /> <![CDATA[Vizi, fantasie ed eccessi da Elvis a Lady Gaga]]> Sesso e droga sono sempre andati a braccetto con l'effervescente mondo del rock'n'roll; gli eccessi erotici hanno dimostrato che le star hanno trovato il Santo Graal moderno della promiscuità libera da qualunque senso di colpa. Tutto è concesso a chi fa della trasgressione la propria bandiera, è così da quando è nato, il rock - da Elvis a Lady Gaga -, e lo racconta in 50 eccitanti storie di musica e rivoluzione sessuale il volume Sexy Rock (Paolo Bassotti, Arcana, pagg. 286, euro 16,50) . Il peccato originale è stato di Elvis (che comunque copiava gli atteggiamenti provocatori di artisti neri come Big Mama Thornton) il quale, davanti a milioni di telespettatori, si mise a contorcersi e a mugolare cantando Hound Dog (che la stessa Thornton eseguiva in modo molto più incendiario). Qualcuno, come Bill Haley, aveva provato prima di lui, ma aveva la faccia da Macario e non la carica sensuale di Presley, e il mondo dei media esplose contro «quella sensualità animale tipica delle taverne e dei bordelli».Negli anni '60 e '70 le regole furono completamente sconvolte dai signori del rock. I Rolling Stones, appropriatisi in tutti i sensi della diabolica carnalità del blues, spinsero Patti Smith a scrivere sulla rivista Creem : «Gli Stones stavano liberando sessualmente i confusi figli dell'America. Ogni ragazza poteva sentire la gloria dell'essere donna, ogni ragazzo poteva rivelare il suo lato femminile senza essere chiamato frocio. La mascolinità non si valutava più su un campo di football. La musica per gli Stones è musica per scopare». Si giocava su un doppio fronte; gli artisti spingevano i giovani a liberarsi e a loro volta ne combinavano di tutti i colori. Si ricordano gli atteggiamenti al limite della pornografia di Jim Morrison e Iggy Pop e le devastanti orge dei Led Zeppelin o degli Who, serviti da ragazze compiacenti e totalmente disinibite (le groupies) come la famosa Penny, capo delle ragazze della giarrettiera volante, «che dirigeva la miglior accademia di sesso orale da questa parte delle Montagne Rocciose». Le groupie si mettevano completamente al servizio delle star, percorrevano la Sunset Strip di Los Angeles alla ricerca di ragazzi dai capelli lunghi affacciati ai balconi degli alberghi, li adescavano inviando loro messaggi invitanti o addirittura noleggiando elicotteri (come accadde ai Beatles) per superare i servizi di sicurezza.Partendo dalla sala Oscar Wilde del Mercer Arts Center di New York, nel 1972 i New York Dolls anticipano il punk con suoni rozzi e brutali e travestimenti femminili fatti di parrucche, zatteroni, body di lamè, vestaglie ricamate, che dall'America sfondano in Gran Bretagna sfruttando appieno la moda del glam rock di Bowie e dei Roxy Music. Mentre le mamme di Washington presentano la lista di proscrizione dei dischi più pericolosi d'America (in testa Prince con l'esplicita Darling Nikki) il sesso irrompe nel pop in modo sofisticato e spregiudicato grazie a Madonna, che impone il suo messaggio «non sono forte malgrado io sia una donna, sono forte proprio perché sono una donna». Madonna inanella una serie di immagini iconiche, in genere con forte connotazione erotica, a partire dai primi Mtv Music Awards del 1984, dove esegue una Like a Virgin particolarmente sensuale. Per Madonna che oggi difende con onore i suoi 56 anni, c'è una Lady Gaga che mescola arte, pop, sesso e provocazione con atteggiamenti non sempre di buon gusto. Recentemente al Festival South by Southwest si è fatta inzuppare di vomito fluorescente mentre cavalcava un maiale meccanico, sponsorizzata da una marca di patatine fritte, e poco prima, durante un concerto ha masturbato un fallo di gomma.Sarà arte? Se lo chiedono anche i detrattori del rap, del cosiddetto «porno rap» e del «gangsta rap» di Puff Daddy e Ice T, ricordando che nel 1990 l'album Nasty As They Wanna Be dei 2 Live Crew, per il brano Me So Horny (Sono tutto arrapato) fu dichiarato da un tribunale il primo disco «legalmente osceno» negli Usa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406529004-lady-gaga-wallpaper-hd-2013.jpg" /> <![CDATA[Il Tour incorona le roi Nibali. È il trionfo di un eroe normale]]> Emma ha un fiocco in testa. E quando il suo papà la bacia sotto l'Arco di trionfo i flash la abbagliano. Ha cinque mesi domani, non si rende conto di essere tra le braccia del vincitore del Tour de France. Il microfono con cui intervistano la sua mamma Rachele tenta di usarlo come ciuccio. Il suo papà è Vincenzo Nibali da Messina, via Mastromarco, è quello che sale sul gradino più alto del podio sugli Champs-Élisées. Un italiano torna a vincere il Tour 16 anni dopo il trionfo di Marco Pantani. E un altro azzurro insieme a Felice Gimondi entra nel club, veramente molto ristretto, dei vincitori di tutti e tre i grandi giri (Giro, Tour e Vuleta). Gli altri? Solo grandissimi nomi. Eddie Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Alberto Contador.Il trionfo di un eroe normale. Di un campione straordinario che ha stretto in pungo il Tour de France già alla seconda tappa di Sheffield e non l'ha mai mollato un secondo. Con dedizione, intelligenza e sagacia tattica. Solo una piccola concessione, la maglia gialla lasciata sulle spalle del francese Tony Gallopin nel giorno della festa nazionale transalpina il 14 luglio. Nessuna indecisione in 3.664 chilometri, nessun momento di esaltazione eccessiva, nessuno scatto di rabbia. Niente. Tre settimane vissute sui pedali, dominando la Grande Boucle passate schivando le cadute degli avversari più prestigiosi (Chris Froome e Alberto Contador) e rispondendo da fuoriclasse agli attacchi: parata e risposta. Su tutti i terreni. Dal pavè di Arenberg, dove Nibali ha costruito il suo primo vero grande vantaggio in classifica, alle salite. Un sigillo sui Vosgi, sullo strappo spaccagambe della Planche des Belles Filles. Un altro sulle Alpi, al traguardo di Chamrousse. Infine sui Pirenei, esultando a braccia alzate sulla montagna mitica di Hautacam.Dopo i brindisi in corsa, come da tradizione, ecco l'arrivo abbracciato al suo compagno di squadra da otto anni, il bergamasco Alessandro Vanotti, lo stesso che gli ha presentato Rachele, che poi sarebbe diventata sua moglie. Nibali è circondato dalla famiglia. Papà Vincenzo si commuove: «Lo sapevo fin dall'inizio che si sarebbe arrivati a questo punto, da quando aveva 14 anni, dalla sua prima gara». Vicenzo era la metà degli altri, il babbo si preoccupava. Il figlio gli disse: «Tranquillo tanto vado in fuga subito». Così fece, ripreso solo agli ultimi 10 metri. «Non è una meraviglia, è una gioia enorme» dice papà Nibali. E a lui che l'ha seguito fin da bimbo risponde ai sospetti di doping della stampa francese rivolte alla sua squadra, la kazaka Astana. «Enzo&amp;nbsp;è cresciuto sano, sanissimo e non ha bisogno di niente. Dalla prima corsa in mountain bike è sempre stato protagonista. È la persona più seria di questo mondo, ve lo garantisco». E anche tutti i dati del suo Tour sono lì a confermarlo: Nibali è un eccezionale corridore normale. Non un super uomo come i vincitori del passato cancellati dall'albo d'oro con l'onta della truffa, Lance Armostrong su tutti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/27/1406482187-1406482187-1406482145-ap-20140727185724-8265384-0.jpg" /> <![CDATA[Coraggio e rispetto Quando la vita è un duello infinito]]> Sotto la luna piena del mese di mehr, al sibilo delle torce, l'africano e il Franco giravano in cerchio sulla terra battuta. Il Franco faceva piroette e sforbiciate sulle gambe da insetto stecco, con la lancetta del punteruolo che indicava il cuore dell'africano, gettando ogni tanto un'occhiata ai bei stivali neri che intessevano una rotta nell'arcipelago di cacate di cavallo e cammello. L'africano impiegava una curiosa andatura circolare da granchio sgambettante, con le ginocchia piegate, gli occhi fissi sul Franco, l'ascia tenuta lenta nel pugno sinistro. La maniera goffa, quasi affettuosa con cui si apprestavano a trucidarsi l'un l'altro commosse il vecchio mahout, che aveva addestrato a uccidere un migliaio di elefanti da guerra, e dunque riconosceva il carattere professionale dell'interesse che i due combattenti avevano per la lotta. Ma gli altri viaggiatori accalcati sotto le gronde e le arcate del cortile, che nulla sapevano dell'intimità del massacro, si spazientivano. Deridevano i combattenti, incitandoli a muoversi per poter finire ciascuno la propria cena e andarsene a letto. La notizia del duello aveva raggiunto il villaggio ai piedi della collina, e l'entrata della locanda brulicava di donne, bambini e di uomini smilzi dal volto triste e dagli eroici mustacchi. Alcuni ragazzi si arrampicarono sul tetto della locanda, agitando i pugni e lanciando fischi, mentre il Franco e l'africano sgombravano la mente dagli ultimi rimpianti.Poi l'ascia, ronzando, parve trascinare l'africano verso il ventre del Franco. La lama colse la luce delle torce e tracciò una runa arcuata di fiamma nella penombra. Lo spaventapasseri Franco schivò, osservò e si tuffò quando l'ascia venne a cercargli la testa. Si gettò su una spalla, rotolò a terra con una destrezza sorprendente per le sue quattro ossa e risaltò in piedi dietro l'africano, dandogli un calcio nelle natiche con una tale aria di solennità fanciullesca che gli spettatori scoppiarono di nuovo a ridere.Era una gara fra resistenza e agilità, e chi aveva puntato sulla prima dapprincipio fu sicuro del proprio favorito e della sua ascia variaga, ma l'africano, incollerito, si faceva sempre più rozzo e scriteriato nel suo gioco di ascia. Mandò in cocci un'enorme giara piena di acqua piovana, infradiciando una dozzina di viaggiatori sdegnati. Frantumò i raggi delle ruote di un carro di fieno, e mentre il Franco danzava solenne, rotolava e tirava affondi col suo punteruolo fino, l'ascia mordeva pietroni all'impazzata, spargendo manciate di scintille.Le torce tremolavano, e la tinta sanguigna sbiadiva dalla luna che sorgeva nel cielo notturno. Un ragazzo che osservava la rissa dal tetto si sporse troppo, ruzzolò e si ruppe un braccio. Fu portato del vino, mescolato con acqua pura del pozzo e offerto in coppe ai duellanti, che si aggiravano per il cortile vacillando, ricoperti di tagli sanguinanti.Poi, gettando via le coppe di vino, si fronteggiarono. L'attento mahout notò negli occhi del gigante africano un bagliore che non era quello delle torce. Ancora una volta l'ascia trainò l'africano come un destriero che trascina per i talloni un cavaliere morto. Il Franco barcollò all'indietro, e quando l'africano gli passò accanto gli piantò nell'inguine la punta squadrata dello stivale sinistro. Tutti gli uomini nel cortile fremettero d'involontaria compassione mentre l'africano si accasciava in silenzio sul ventre. Il Franco gli infilò nel fianco la sua ridicola spada e la trasse fuori. L'africano si contorse per qualche istante e poi giacque immobile, mentre il sangue scuro – ma non nero, si accertò qualcuno – imbrattava la terra.Lo stalliere fece segno a un paio di garzoni, che trascinarono a fatica il gigante morto fino a una stalla in disuso oltre le mura del caravanserraglio, e gli gettarono addosso una vecchia pelle di cammello.Il Franco si rassettò i polsini e i calzabrache e rientrò nel caravanserraglio, rifiutando le congratulazioni o i motteggi benevoli di chi aveva perso la scommessa. Rifiutò anche di farsi una bevuta, e in realtà pareva colto da una malinconia successiva al duello o forse, semplicemente, la sua naturale inclinazione alla tetraggine nordica stava tornando a regnare sul suo cuore e sul suo volto. Ciancicò lo stufato e prese congedo. Scese giù fino al ruscello dietro al caravanserraglio per lavarsi le mani e il viso, poi s'infilò nella stalla fatiscente, levandosi il cappello rovinato come in omaggio al valore del suo avversario. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/27/1406445632-duello.jpg" /> <![CDATA[Expo, lavoro per 16mila: siglato accordo per i Paesi partecipanti]]> Firmato l'accordo sul lavoro per i Paesi partecipanti a Expo. L'annuncio dell'intesa è stato datoo dal commissario Expo Giuseppe Sala alla presenza delle rappresentanze sindacali, del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e del governatore della Lombardia Roberto Maroni. Sala ha spiegato che l'accordo regolamenterà il lavoro di circa 16mila persone: 4mila nei cantieri fino all'apertura dell'esposizione, per la costruzione e gli allestimenti dei padiglioni, mille assunti direttamente da Expo per il semestre, 8mila nelle aziende impiegate per pulizie, manutenzioni e vigilanza, e potenzialmente 3mila chiamati dai Paesi per la gestione dell'evento.Verranno lavoratori dai vari Paesi, ma abbiamo lavorato con i sindacati - ha sottolineato Sala - perché i Paesi per il lavoro nei loro padiglioni attingano al bacino territoriale italiano. Sono i Paesi stessi che ci hanno chiesto una regolamentazione per questo. L'obiettivo è quello di dare certezza del diritto del lavoro in Italia agli investitori stranieri, definendo una quadro di norme condivise in materia di contratti e tutele per i lavoratori assunti dai Paesi che partecipano a Expo.&amp;nbsp;L'accordo si articola in quattro punti: la possibilità di escludere i limiti quantitativi all'utilizzo dei contratti a tempo determinato o almeno la possibilità di prevedere specifici limiti; l'utilizzo dell'apprendistato come forma di stimolo per l'occupazione giovanile, ereditando l'apprendistato di breve periodo introdotto con l'accordo del 23 luglio 2013; l'organizzazione dell'orario di lavoro, dei riposi delle ferie e dei permessi; l'introduzione di una procedure in grado di prevenire o risolvere le controversie su discipline contrattuali e sindacali, evitando così dichiarazioni di sciopero. Per la gestione di questo tipo di lavoro, vista la sua natura a termine, Expo 2015 e i sindacati hanno siglato due accordi destinati rispettivamente ai partecipanti all'evento e ai loro appaltatori.E' un passaggio importante che consente di affrontare l'argomento non come una terra di nessuno ma fissa buone regole su cui bisogna vigilare - ha spiegato il ministro Giuliano Poletti -. In questo modo dimostriamo che i contratti a termine e di apprendistato sono usabili e positivamente in un contesto come questo. Personalmente mi fa molto piacere che siano state scelte queste tipologie, mi sembra un buon modo di usare ciò che abbiamo a disposizione.Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha sottolineato che la Regione ha già stanziato 20 milioni di euro per sostenere la ricollocazione dei lavoratori una volta finito l'evento Expo. E ha aggiunto: Sono molto lieto di questo accordo che si aggiunge all'avviso comune sottoscritto il 5 luglio dalla Regione Lombardia con 22 parti sociali, perché ha come effetto la funzione occupazionale di Expo, favorendo i contratti a termine, di somministrazione e di apprendistato, e di favorire la ricollocazione dei lavoratori dopo l'evento, in particolare i cosiddetti soggetti deboli.Leggi lo speciale Expo Milano 2015 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/25/1406310686-expo-lavoro2.jpg" />