<![CDATA[il Giornale]]> Wed, 28 Jun 2017 17:20:28 +0200 Wed, 28 Jun 2017 17:20:28 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Woodcock e Sciarelli non sono le mie fonti]]> &amp;quot;Henry John Woodcock e Federica Sciarelli non sono le mie fonti&amp;quot;. Dopo che il pm e la giornalista sono stati indagati per la presunta fuga di notizie sul caso Consip, Marco Lillo, giornalista del Fatto quotidiano, prova a scagionare i due. &amp;quot;La procura di Roma ha preso un grosso brutto granchio&amp;quot;, spiega oggi il cronista, &amp;quot;La tesi dell&amp;#39;accusa è fondata, da quel che si legge, su un tabulato telefonico del mio cellulare. Ebbene, non c&amp;#39;è grigio in questo caso ma solo bianco o nero: Woodcock e Sciarelli sono innocenti e la procura si è sbagliata. Le telefonate in questione dovrebbero essere quelle fatte da me il 20 dicembre. Quel giorno ho scritto il primo articolo sulle perquisizioni in Consip e sul ruolo di Tiziano Renzi nell&amp;#39;inchiesta, articolo uscito sull&amp;#39;edizione cartacea del 21 dicembre (&amp;quot;L&amp;#39;amico di Tiziano, il Giglio Magico e la gara da 2,7 mld&amp;quot;). Dopo avere ricevuto (con altra modalità che ovviamente tengo per me) le notizie sul pezzo, ho chiamato Federica Sciarelli solo per sapere dove si trovasse Henry John Woodcock. Non è un mistero che il pm Woodcock e Federica Sciarelli siano legati sentimentalmente&amp;quot;.In difesa del suo giornalista scende pure Marco Travaglio, direttore del Fatto: &amp;quot;Tutti pensano che i pm amici ti diano un sacco di notizie&amp;quot;, racconta al Corriere, &amp;quot;Magari. In realtà Henry John Woodcock è una persona rigorosa che non ci ha mai dato né una notizia né un&amp;#39;intervista né tantomeno carte&amp;quot;. Quanto a Federica Sciarelli, spiega: &amp;quot;Noi sappiamo benissimo che lui è talmente geloso delle sue indagini da non condividerne i segreti nemmeno con lei, con cui ha una relazione da diversi anni. E infatti non le ha detto nulla e lei non ha detto nulla a noi. Speriamo di scagionare una collega corretta che non ha fatto nulla&amp;quot;.&amp;quot;Lei non la devono toccare&amp;quot;, ripeterebbe intanto lo stesso Woodcock, secondo quanto riportato da La Stampa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2009/09/06/1252245938-sciarelli-woodcock.jpg" /> <![CDATA[Roma, bimba muore di morbillo. I medici: Con il vaccino si sarebbe salvata]]> Un&amp;#39;altra bambina è morta perché i genitori avevano deciso di non vaccinarla. È morta a soli nove anni. Una bambina di nove anni per aver contratto il morbillo. Il decesso risale ad aprile di quest&amp;#39;anno, ma il caso è stata reso pubblico soltanto oggi. Come spiega all&amp;#39;agenzia Agi l&amp;#39;infettivologo dell&amp;#39;Ospedale Bambino Gesù di Roma, Alberto Villani, la piccola, che era affetta da una malattia genetica estremamente complessa chiamata cromosomopatia, &amp;quot;non era stata vaccinata per timore, quando invece, essendo un soggetto più fragile per via della patologia di cui era affetta, ne avrebbe avuta estrema necessità&amp;quot;.&amp;quot;La bambina era in una condizione di estrema fragilità - spiega a Repubblica Villani - ma se non avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta. E infatti è purtroppo deceduta proprio per le conseguenze del morbillo, che ha innescato una insufficienza multiorgano. Abbiamo tentato di tutto&amp;quot;. oltre ad essere il primario di Pediatria al Bambino Gesù, Villani è anche il presidente della Sip, la società italiana di Pediatria, e sa bene che i bambini che presentano situazioni cliniche complesse sono anche quelli che vengono vaccinati meno dai genitori. Una scelta folle dal momento che questi rischiano di ammalarsi cinque volte di più rispetto ai bimbi sani. &amp;quot;Molti bambini fragili per vari timori non vengono vaccinati - spiega Villani a Repubblica - ma in realtà soltanto in rari casi di immunodeficienza il vaccino è sconsigliato: bambini oncologici, con patologie intestinali come Crohn o rettocolite ulcerosa, trattate con terapia immunosoppressiva, o altre malattie trattate allo stesso modo, quindi patologie reumatiche, asma grave, trapiantati. E nei casi di malattie immunitarie acquisite o complesse. Negli altri casi, con attenzione, si può procedere alla vaccinazione, che anzi è protettiva. La bimba morta - conclude l&amp;#39;infettivologo - era certamente in una condizione di fragilità, ma senza il morbillo probabilmente non sarebbe morta&amp;quot;.Il caso della bambina di Rom arriva lo stesso giorno in cui l&amp;#39;Unità Operativa di Pediatria dell&amp;#39;ospedale &amp;quot;San Martino&amp;quot; di Oristano ha diagnosticato il tetano a un ragazzino di 10 anni. Erano almeno trent&amp;#39;anni che questa malattia non appariva in Italia. &amp;quot;La vicenda - ha commentato il direttore dell&amp;#39;Unità Operativa di Pediatria Giovanni Zanda - ripropone il tema della scelta da parte di alcuni genitori di non vaccinare i propri figli, esponendoli a rischi apparentemente banali, che potrebbero avere conseguenze molto pesanti e persino letali sulla salute dei propri figli&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/03/1480761266-medic-563425-1280.jpg" /> <![CDATA[Doping, ciclista 14enne trovato positivo ad anabolizzante]]> Un ciclista italiano di appena 14 anni è risultato non negativo a un controllo antidoping effettuato da Nado Italia. Il controllo, che si è svolto al termine di una gara regionale, ha rivelato la presenza di metaboliti del mesterolone - un potente anabolizzante - nel sangue del minorenne. L&amp;#39;atleta è stato subito sospeso dalla prima sezione del Tribunale nazionale antidoping del Coni, che ha accolto un&amp;#39;istanza di sospensione cautelare proposta dalla Procura nazionale antidoping.Il ragazzo, che risulta tesserato per la Fci, potrebbe avere battuto il record come più giovane atleta mai trovato positivo a un controllo di questo tipo.Negli ultimi anni tutto il movimento ciclistico ha fatto alcuni decisi passi inavanti per sradicare la piaga del doping dal mondo degli adulti, ma mai si poteva pensare che le pratiche dopanti potessero raggiungere i giovanissimi.Sempre nella giornata di oggi, è stato termporaneamente sospeso dall&amp;#39;attività agonistica il ciclista del team Trek-Segafredo Andre Cardoso, risultato positivo all&amp;#39;Epo in un controllo dello scorso 18 giugno. Lo ha comunicato l&amp;#39;Uci, Unione ciclistica internazionale. Il corridore portoghese, che avrebbe dovuto partecipare al Tour de France - in programma dall&amp;#39;1 al 20 luglio - sarà sostituito dallo spagnolo Haimar Zubeldia.Tuttavia il ricorso al doping non è un&amp;#39;esclusiva del ciclismo. Il ct della Nazionale tedesca di calcio Joachim Loew si è rivolto ufficialmente alla Fifa per conoscere i nomi dei giocatori di nazionalità russa che sarebber coinvolti in un caso di doping.Loew ha chiesto anche l&amp;#39;intervento della Wada, organo internazionale incaricato dello svolgimento dei relativi controlli.&amp;quot;Voglio sentire i nomi per favore, non speculazioni. Non bisogna tenere i nomi sotto il tappeto&amp;quot;, ha detto Loew. &amp;quot;E se un giocatore si è dopato, deve smettere di giocare ed essere sanzionato&amp;quot;, le parole dell&amp;#39;allenatore della Germania. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/11/11/1447255235-doping.jpg" /> <![CDATA[Oristano, bimbo di 10 anni non vaccinato ​prende il tetano dopo la caduta]]> Una brutta caduta, una banale ferita. Poi, a distanza di qualche giorno, i primi sintomi di un male più grave. Quindi, la corsa in ospedale e la diagnosi: tetano. Perché quel bambino di 10 anni, ora ricoverato nell&amp;#39;Unità Operativa di Pediatria dell&amp;#39;ospedale &amp;quot;San Martino&amp;quot; di Oristano, non era stato vaccinato dai genitori. Il ragazzino, che si trova nel nosocomio da sabato scorso, non è in pericolo di vita. Le sue condizioni sono in progressivo miglioramento, anche se permangono alcuni sintomi tipici della patologia, come le contrazioni muscolari e la paralisi dei nervi cranici.Torna una malattia che sembrava debellata. Perché il caso di Oristano è il primo dopo trent&amp;#39;anni. All&amp;#39;origine dell&amp;#39;infezione una banale caduta dalla bicicletta. Il bambino si è tagliato sulla fronte. Quando sono arrivati in un ospedale della penisola, ai genitori del ragazzini era stata proposta dagli operatori sanitari la terapia con immunoglobulina antitetanica. Una terapia che, come da prassi, viene fatta in via cautelativa. I genitori si sono però rifiutati permettendo al tetano, che ha un&amp;#39;incubazione che va da 3 a 21 giorni, di svilupparsi. Quando il bimbo è arrivato all&amp;#39;ospedale San Martino, la malattia era già in stadio conclamato. Ad allertare i medici sono stati alcuni sintomi, come la paralisi facciale, che non rispondevano alle terapie cortisoniche inizialmente proposte.&amp;quot;È un caso di assoluta rarità - ha spiegato il direttore dell&amp;#39;Unità Operativa di Pediatria Giovanni Zanda - il tetano è una malattia, peraltro non contagiosa, che si può considerare sostanzialmente scomparsa in Italia fra i bambini grazie alla vaccinazione antitetanica. Come ci hanno confermato dall&amp;#39;Istituto Superiore di Sanità e dall&amp;#39;ospedale Gaslini di Genova, specializzato nella cura dei pazienti pediatrici, non si registrano più casi di tetano fra i piccoli ormai da trent&amp;#39;anni&amp;quot;. &amp;quot;La vicenda - prosegue il primario della Pediatria - ripropone il tema della scelta da parte di alcuni genitori di non vaccinare i propri figli, esponendoli a rischi apparentemente banali, che potrebbero avere conseguenze molto pesanti e persino letali sulla salute dei propri figli&amp;quot;. &amp;quot;Devo dire - aggiunge dottor Zanda - che la Sardegna e la provincia di Oristano registrano, in questo senso, delle buone coperture vaccinali: il nostro reparto, negli ultimi tempi, ha preso in carico un solo caso di morbillo. Il caso di tetano rappresenta un&amp;#39;eccezione che, certamente, sarebbe stata evitabile se il piccolo fosse stato vaccinato&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/08/07/1470583295-vaccini9.jpg" /> <![CDATA[Le vacanze in famiglia di Buffon e la D'Amico: I nostri figli sono caciaroni]]> Prima in un resort di lusso in Grecia con Ilaria D&amp;rsquo;Amico, poi in Versilia con la famiglia allargata, così Gigi Buffon si gode qualche giorno di relax prima di ripartire con la sua squadra del cuore.Gigi Buffon è al mare con la sua compagna, il loro bambino Leopoldo Mattia, i figli nati dal matrimonio con la ex moglie Alena Seredova e quello nato dalla relazione tra Ilaria e Rocco Attisani. Il settimanale Diva e Donna li ha pizzicati alle prese con i capricci dei bambini, e tra un bagno e l&amp;#39;altro trovano anche il tempo per restare soli.Le foto pubblicate dalla rivista Diva e Donna testimoniano che tra i bambini si è creato un certo feeling, cosa che la giornalista sportiva commenta con il sorriso: &amp;quot;Sono una comunità di caciaroni, zompano, giocano a pallone, litigano e fanno subito pace&amp;quot;. Anche Buffon si unisce all&amp;rsquo;entusiasmo generale, insegnando ai piccoli qual è il modo migliore per giocare a calcio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498656775-damico.jpg" /> <![CDATA[Legge elettorale, discussione rinviata alla fine dell'estate]]> L&amp;#39;approdo in Aula della riforma della legge elettorale slitta a settembre. Tutto rinviato, quindi, a dopo la pausa estiva. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Ma si dovrà attendere la prossima riunione dei presidenti di gruppo, nella prima settimana di agosto, per capire se l&amp;#39;avvio dell&amp;#39;esame della legge elettorale sarà già alla ripresa dei lavori o verso metà o fine mese.A convenire sul mese di settembre sono stati sia il Pd che Ap e in generale i partiti dell&amp;#39;area di centro. Forza Italia, invece, ha chiesto luglio e come seconda ipotesi settembre. Il tema ha occupato la gran parte della riunione. La riforma del sistema elettorale doveva approdare in Aula nel mese di giugno, dopo aver subito già alcuni rinvii.Questo almeno era il calendario previsto in origine, quando era stato trovato un accordo a quattro sul sistema proporzionale alla tedesca, poi naufragato alla prova del voto.Intanto continua il confronto a distanza nel centro-destra sul nuovo modello di legge elettorale. Se Silvio Berlusconi spinge per un sistema proporzionale, Salvini intende sfruttare l&amp;#39;onda lunga delle amministrative per convincere Fi a passare al maggioritario.&amp;quot;C&amp;#39;è già nelle Regioni e nei Comuni: il modello regionale funziona bene da 20 anni&amp;quot;, l&amp;#39;opinione del segretario leghista che aggiunge: &amp;quot;Prendiamo uno qualunque dei modelli regionali, con la coalizione, con la governabilità: chi vince vince chi perde perde&amp;quot;.In ogni caso, per armonizzare i due sistemi elettorali attualmente in vigore (l&amp;#39;Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato) sarà necessario ritrovare l&amp;#39;intesa tra le prime quattro forze del Parlamento: Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord. Un&amp;#39;intesa su cui Forza Italia sta lavorando da due settimane. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/04/27/1430136407-camera-d.jpg" /> <![CDATA[A Ventimiglia Macron fa muro: rispediti indietro 400 migranti]]> Da Parigi è stato impartito l&amp;#39;ordine di non far passare i clandestini al confine con l&amp;#39;Italia. Il neo presidente francese Emmanuel Macron vuole mostrare i muscoli sin da subito. E così, tra ieri e oggi, a Ventimiglia sono stati rispediti indietro almeno 400 migranti che avevano valicato la frontiera a Mentone. Li hanno rispediti indietro perché si tratta di clandestini che non hanno lo status per stare in Europa. Lo stesso stanno facendo le autorità austriache al Brennero e quelle svizzere alle frontiere di Como e ai valichi lombardi. &amp;quot;Gli altri respingono gli immigrati, noi ce li prendiamo e ce li teniamo tutti - tuona il deputato leghista Paolo Grimoldi - siamo trattati come un grande hotspot a cielo aperto, dove piazzare tutti gli immigrati che partono dall&amp;#39;Africa&amp;quot;.Questa mattina il Viminale si è affrettato a rivedere i numeri dell&amp;#39;invasione. Negli ultimi due giorni le navi della Guardia Costiera hanno fatto avanti e indietro nel Mar Mediterraneo per cercare di recuperare quanti più disperati che si erano imbarcati dalle coste libiche nel tentativo di raggiungere l&amp;#39;Italia. Si parla di almeno 13.500 clandestini salvati e portati nei nostri porti. Dall&amp;#39;inizio dell&amp;#39;anno a oggi, i migranti sbarcati sulle coste italiane sono 76.873. Si tratta del 13,43% in più rispetto allo stesso periodo dell&amp;#39;anno scorso quando gli arrivi furono 67.773. Secondo il Viminale, i porti maggiormente interessati dagli sbarchi sono Augusta (13.000 sbarcati), Catania (9.620), Pozzallo (7.161), Palermo (5.799), Reggio Calabria (5.806), Vibo Valentia (5.299), Lampedusa (5.168), Trapani (4.742), Messina (3.902) e Crotone (3.224). &amp;quot;Ma possibile che siamo solo noi a farci ridere dietro da tutta Europa? - tuona il leghista Grimoldi - iIn tre anni e mezzo abbiamo accolto oltre 550mila immigrati e ne abbiamo ricollocati negli altri Stati dell&amp;#39;Unione europea meno di 10mila, il tutto senza nemmeno prendere i 6 miliardi che l&amp;#39;Europa ha versato alla Turchia. Siamo davvero la barzelletta d&amp;#39;Europa&amp;quot;.La situazione italiana è al limite. Le strutture di accoglienza sono ormai al collasso ma le navi delle ong continuano a riversare sulle nostre coste migliaia di immigrati ogni giorno. Ieri sera il ministro dell&amp;#39;Interno Marco Minniti che, diretto a Washington per alcuni impegni istituzionali, ha preferito rientrare in Italia per gestire di persona l&amp;#39;emergenza migranti. Oggi il governo Gentiloni ha scritto all&amp;#39;Unione europea ipotizzando un blocco alle navi straniere che effettuano i salvataggi nelle acque davanti alle coste libiche. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/11/1497204875-olycom-20170528145429-23274813.jpg" /> <![CDATA[Biaggi: Se tornerò a correre? La passione resta intoccabile]]> Max Biaggi è stato dimesso ieri pomeriggio dall&amp;#39;ospedale San Camillo di Roma, dove era ricoverato dallo scorso 9 giugno in seguito ad un brutto incidente avvenuto sul circuito di Latina. Il 46enne sa di essere stato molto fortunato e ha ringraziato tutti i supporters per la vicinanza dimostratagli in questi giorni. Ecco le sue parole a Premium Sport: &amp;quot;La prima cosa che voglio dire è grazie ringrazio tutti i fan e le persone che umanamente mi sono stati vicini. Grazie al chirurgo Giuseppe Cardillo che mi ha operato due volte, a tutti gli infermieri della terapia intensiva e al dottore Claudio Ajmone-Cat che è un grande esempio di chi fa questo lavoro con il cuore. In questi 19 giorni ho rischiato di non esserci più e ho capito che la vita è un dono prezioso e non va sprecata. Ho ripercorso il film della vita e ho capito che ora non devo dimostrare più niente a nessuno&amp;quot;.Biaggi ha poi dedicato un pensiero a Michael Schumacher e Nicky Hayden e non si è sbilanciato sul suo futuro: &amp;quot;Il mio obiettivo adesso è quello di riprendermi, è quello di dare amore e felicità a mio figlio e alle persone che mi amano e che amo. Ho pensato molto alle persone che conoscevo bene, come Schumacher e Hayden e ho capito che a volte basta davvero un battito di ciglio per perdere tutto. Se tornerò a correre in moto? La passione è intoccabile ma darò spazio ai giovani promettenti. Voglio insegnare a loro che ormai il solo talento non basta più in questo lavoro, ma servono altre cose che io posso trasmettere. Per fare questo lavoro ho sempre fatto tanti sacrifici: ora posso dire che la mia vita è bella. Grazie a tutti&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498650230-biaggi.jpg" /> <![CDATA[Bari, psichiatra accusato di palpeggiamento durante una seduta, viene assolto]]> Sentenza di assoluzione per Gianpaolo Pierri, psichiatra di Bari ed ex professore della facoltà di Medicina e Chirurgia dell&amp;#39;Università di Bari, ora in pensione, accusato da una sua paziente trentenne di violenza sessuale aggravata. A darne notizia è il quotidiano regionale &amp;quot;La Gazzetta del Mezzogiorno&amp;quot;.Il medico è stato assolto &amp;quot;perché il fatto non costituisce reato&amp;quot; in quanto, secondo i giudici del tribunale del capoluogo pugliese, quei palpeggiamenti al seno e nelle parti intime non erano violenza sessuale, bensì tecniche di rilassamento adatte alla psicoterapia della paziente.Una decisione che non è, però, stata condivisa dal pm che ha condotto le indagini, come si legge ancora sulla &amp;quot;Gazzetta&amp;quot;, tanto da presentare appello contro la sentenza di assoluzione che risale allo scorso febbraio.&amp;laquo;L&amp;#39;idea che nell&amp;rsquo;ambito della psichiatria italiana le tecniche di rilassamento possano arrivare a comprendere anche il palpeggiamento di seno, interno coscia, inguine e pube, è da considerarsi una invenzione del Tribunale di Bari&amp;raquo;, si legge nell&amp;rsquo;atto di appello della Procura di Bari riportato dal quotidiano regionale.Se a questo si aggiunge che Pierri già nel 2011 finì ai domiciliari, qualche dubbio sull&amp;#39;intera vicenda sorge spontaneo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498642780-palpeggiamento.jpg" /> <![CDATA[Belen Rodriguez e Stefano De Martino complici insieme al figlio. Iannone li osserva dall'alto]]> Nonostante la separazione di Belen Rodriguez e Stefano De Martino sia stata parecchio difficile, tra i due pare essere tornato il sereno. I genitori del piccolo Santiago, infatti, sono entrambi in vacanza ad Ibiza. Belen Rodriguez è accompagnata dal suo fidanzato Andrea Iannone, mentre Stefano De Martino sembra essere in vacanza da solo. Il fatto che tutti e due si trovino nell&amp;#39;Isola spagnola è un bene per Santiago che almeno durante le vacanze estive può godere della vicinanza dei genitori.E a testimoniare questo clima disteso ci sono anche le foto esclusive del settimanale Chi. Negli scatti &amp;quot;rubati&amp;quot; Belen Rodriguez e Stefano De Martino sono insieme a Santiago. Sorridenti e sereni si godono le vacanze ad Ibiza e decidono di comune accordo come dividersi i giorni con il figlio. Le foto di Chi immortalano proprio i vari momenti in cui De Martino passa a trovare l&amp;#39;ex moglie per prendere il figlio. L&amp;#39;atmosfera tra loro è molto distesa e cordiale, con sguardi d&amp;#39;intesa, abbracci e sorrisi. Il clima sembra essere diverso rispetto a qualche giorno fa, quando erano stati fotografati a Milano da Diva e Donna prima della partenza per Ibiza. Tra loro, infatti, c&amp;#39;erano tensione e musi lunghi che ora sembrano essere un lontano ricordo.La complicità fra i due non è un mistero nemmeno per Andrea Iannone che, come dimostrano alcune foto pubblicate dal settimanale diretto da Alfonso Signorini, osserva dal balcone gli atteggiamenti della Rodriguez. Come è noto dalle accuse e dai vari litigi, talvolta condotti anche a mezzo stampa, quella tra Belén Rodriguez e Stefano De Martino non è stata una separazione semplicissima. Eppure, da qualche tempo, tra i due genitori del piccolo Santiago (4 anni) sembra essere tornato il sereno. Lo testimoniano anche gli scatti pubblicati da &amp;quot;Chi&amp;quot;, che li ritraggono insieme sereni e sorridenti ad Ibiza, mentre si rivedono per dividersi il tempo da trascorrere con il figlio. La showgirl e il ballerino hanno scelto di trascorrere separatamente sull&amp;#39;isola delle Baleari le loro vacanze, in modo da essere entrambi vicini a Santiago, accanto al quale si alternano a più riprese. Le foto di &amp;quot;Chi&amp;quot; immortalano proprio vari momenti in cui De Martino passa a trovare l&amp;#39;ex moglie, con la quale ha firmato il divorzio a gennaio 2017, per prendere il figlio. L&amp;#39;atmosfera tra loro è molto distesa e cordiale, con sguardi d&amp;#39;intesa, abbracci e sorrisi. Il clima sembra diverso rispetto a qualche giorno fa, quando erano stati fotograti a Milano da &amp;quot;Diva e Donna&amp;quot;, ma i loro sorrisi erano rivolti soltanto al piccolo Santiago, mentre, lontano dal suo sguardo, il volto dei due genitori tornava abbastanza cupo, quasi a rivelare una sorta di fastidio per quella vicinanza forzata. Eppure qualche segnale di distensione c&amp;#39;era stato già a &amp;quot;Selfie &amp;ndash; Le cose cambiano&amp;quot;, dove i due ex avevano condiviso il salotto televisivo di Canale 5, scambiandosi alcune divertenti frecciatine. In vacanza assieme alla conduttrice e showgirl, tra una gara del MotoGP e l&amp;#39;altra, c&amp;#39;è anche il suo attuale compagno, Andrea Iannone. Anche lui è stato immortalato da &amp;quot;Chi&amp;quot;, mentre, appostato su un balcone, controllava le mosse della sua fidanzata, alle prese con il suo ex. Probabilmente l&amp;#39;atteggiamento di complicità tra Belén e Stefano non dev&amp;#39;essere sfuggito neanche a lui, che ha preferito sorvegliare dall&amp;#39;alto la situazione #GossipTvOfficial #BelenRodriguez #StefanoDeMartino #AndreaIannone #Amici16 #AmiciDiMariaDeFilippi #Selfie #SelfieLeCoseCambiano #IsolaDeiFamosi #PequenosGigantes #ItaliasGotTalent #TuSiQueVales #AmiciDiMariaDeFilippi #Amici16 @gossiptvofficial Fonte Fanpage.itUn post condiviso da Gossip Tv (@gossiptvofficial) in data: 28 Giu 2017 alle ore 04:00 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498652761-belen.jpg" /> <![CDATA[Valle D'Aosta, fondi pubblici al Casinò di Saint-Vincent: danni per 140 milioni]]> Bufera in Valle d&amp;#39;Aosta: la giunta e il Consiglio regionale, attuali e passati, sono finiti nel mirino della Procura per i fondi pubblici al Casinò di Saint-Vincent che avrebbero causato alle casse pubbliche un danno per 140 milioni di euro.Il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Aosta ha concluso una serie di indagini sulla società Casino de la Vallée Spa-Grand Hôtel Billia, a totale partecipazione pubblica della Regione autonoma Valle d&amp;#39;Aosta (99,995%) e del Comune di Saint-Vincent (0,045%), analizzando e ricostruendo le operazioni compiute negli anni dagli amministratori e membri del collegio sindacale e le numerose erogazioni autorizzate con specifiche delibere da parte delle giunte e dei Consigli regionali in carica nel luglio 2012 (50 milioni di euro), settembre 2013 (10 milioni di euro), ottobre 2014 (60 milioni di euro) e dicembre 2015 (20 milioni di euro).La Procura regionale della Corte dei conti per la Valle d&amp;#39;Aosta ha contestato a ventidue tra consiglieri e assessori in carica al momento dei fatti di aver &amp;quot;consapevolmente&amp;quot; causato alle casse pubbliche un danno presunto di 140 milioni di euro. Tra i 22 a cui viene contestato il danno erariale ci sono anche l&amp;#39;ex presidente della Regione Valle d&amp;#39;Aosta Augusto Rollandin, sfiduciato nel marzo scorso, l&amp;#39;attuale governatore Pierluigi Marquis e il senatore ed ex assessore Albert Lanièce.Le fiamme gialle hanno notificato oggi gli inviti a dedurre formulati dalla magistratura contabile, che ha inoltre contestato al coordinatore del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio della Regione una presunta responsabilità amministrativa per colpa grave pari a un milione e seicentomila euro.La Procura regionale della Corte dei conti ha ripartito il danno alle casse della Regione tra i membri della giunta e del Consiglio regionale in relazione alle votazioni nel corso delle deliberazioni, contestando in via principale a titolo di dolo importi compresi tra i 2.857.000 euro e i 17.297.000 euro.Le indagini hanno evidenziato che la società partecipata che gestisce il casinò di Saint-Vincent ha beneficiato di erogazioni plurimilionarie concesse tra il 2012 e il 2015 in conseguenza di bilanci che riportavano perdite volutamente ridotte e piani di sviluppo industriale inattendibili. Tutto ciò nonostante il fatto che la casa da gioco mostrasse &amp;quot;palesi segnali di gravissima sofferenza, con indicatori di debolezza strutturale tali da compromettere irrimediabilmente l&amp;#39;attitudine alla autonoma sopravvivenza nell&amp;#39;immediato e rendevano inverosimile ogni più benevola prospettiva di recupero nel futuro&amp;quot;.Le fiamme gialle hanno quindi segnalato alla Procura di Aosta &amp;quot;ininterrotte condotte&amp;quot; penalmente rilevanti di falso in bilancio e truffa aggravata per ottenere le erogazioni pubbliche da parte degli amministratori della società e dei componenti il collegio sindacale, che avrebbero indotto in errore la Regione e la società finanziaria regionale erogatrice del denaro &amp;quot;avendole coscientemente raggirate grazie alla presentazione di bilanci riportanti perdite di esercizio dissimulate - quindi falsi - e piani industriali di sviluppo conseguentemente irrealizzabili&amp;quot;.Per questo la Procura ha iscritto nel registro degli indagati per falso in bilancio e truffa aggravata l&amp;#39;ex amministratore del casinò Luca Frigerio, l&amp;#39;attuale amministratore Lorenzo Sommo e i membri del collegio sindacale della società Casinò de la Vallè spa. Indagato invece per truffa aggravata l&amp;#39;ex assessore con delega alla casa da gioco, Ego Perron. Gli interrogatori saranno il 3 e 4 luglio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498654686-gambling-2001129-960-720.jpg" /> <![CDATA[Migranti, l'Italia scrive alla Ue Verso blocco degli sbarchi]]> Mentre Forza Italia chiede un pugno duro contro gli sbarchi che continuano indisturbati - solo negli ultimi 4 giorni sono stati salvati oltre 10mila migranti nel Mediterraneo - Marco Minniti ha deciso di rinunciare al suo viaggio negli Stati Uniti per gestire di persona l&amp;#39;emergenza, nonostante si trovasse già sull&amp;#39;aereo per Washington.Una decisione arrivata poche ore prima la scelta del governo italiano di chiedere aiuto all&amp;#39;Europa e dare mandato al Rappresentante presso l&amp;#39;Ue, l&amp;#39;ambasciatore Maurizio Massari, di porre formalmente la questione degli sbarchi in Italia al commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos.&amp;quot;L&amp;#39;Europa non può più voltarsi dall&amp;#39;altra parte e fare finta di niente&amp;quot;, sarebbe scritto nella lettera inviata a Bruxelles. Inoltre l&amp;#39;Italia ha comunicato l&amp;#39;ipotesi di non autorizzare più sbarchi nei porti italiani di migranti salvati al largo della Libia. &amp;quot;Se necessario siamo pronti a aumentare sostanzialmente il sostegno finanziario all&amp;#39;Italia&amp;quot;, ha risposto Avramopoulos, che ha però avvertito: &amp;quot;Abbiamo tutti un obbligo umanitario di salvare vite&amp;quot;.Come racconta La Stampa, tornato a Roma, Minniti ha chiesto un incontro con Paolo Gentiloni per esaminare la situazione. Sia quella degli arrivi senza sosta, sia quella interna al Paese, con sempre più sindaci e cittadini contrari all&amp;#39;accoglienza e sempre più proteste da parte dei migranti stessi.Due le ipotesi che sarebbero allo studio del Viminale: due mini tendopoli per ogni Provincia o l&amp;#39;uso delle caserme. Inoltre Minniti starebbe pensando di ricorrere a ogni edificio pubblico non utilizzato come vecchie scuole o capannoni. Tutte le soluzioni sarebbero nell&amp;#39;ottica dell&amp;#39;accoglienza &amp;quot;diffusa&amp;quot; che eviti la creazione di &amp;quot;ghetti&amp;quot; e zone di eccessivo degrado.Contemporaneamente il Ministero spinge per una maggiore collaborazione con la guardia costiera libica e con il resto dell&amp;#39;Europa, per limitare per quanto possibile gli sbarchi - e la relativa accoglienza - sulle nostre coste. Come dimostra proprio la lettera all&amp;#39;Europa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/14/1479143769-lapresse-20161113194125-21298581.jpg" /> <![CDATA[Presentati i palinsesti Rai. Orfeo: Riporteremo Benigni in tv]]> Torna la fiction in prima serata e per la prima volta nella storia della rete la fantasy family comedy approda alla Rai. C&amp;#39;è questo e tanto altro nei nuovi palinsesti della Rai, presentati oggi a Milano, e che prevedono la settima stagione di Provaci ancora prof! e la seconda de Il paradiso delle signore.Si chiamerà Sirene la fantasy comedy che approda sulla tv nazionale. Poi In arte Nino con Elio Germano nei panni di Manfredi e gli appuntamenti di impegno civile con Sulle punte e la seconda stagione di Sotto copertura.Tre le serate dedicate all&amp;#39;intrattenimento. La domenica, con l&amp;#39;arrivo su Rai1 di Che tempo che fa, poi Tale e quale show di Carlo Conti il venerdì e il sabato appuntamenti musicali, a partire dalle serate evento con la Mannoia.Tra i piani della rete, ha annunciato il direttore generale Mario Orfeo, anche &amp;quot;un impegno forte per riportare un grandissimo artista su Rai1. Ci incontreremo presto per realizzare una di quelle serate che fa commuovere e divertire come lui sa fare. Parlo del premio Oscar Roberto Benigni&amp;quot;.&amp;quot;Fabio Fazio guadagnerà come l&amp;#39;anno scorso - ha aggiunto -, producendo più ore di programma e passando da Rai3 a Rai1. L&amp;#39;impegno con un&amp;#39;altra emittente televisiva corrisponde a realtà, e non era solo una peraltro. Finchè non è stata approvata la policy, la Rai non era in grado di garantire il rinnovo del contratto. Le altre proposte, peraltro, erano molto più vantaggiose della nostra&amp;quot;.&amp;quot;Mi dispiace che qui si debba parlare di polemiche che sono di inusuale violenza. Quando si invocano sommosse popolari e kalasnikov da giornali e esponenti delle istituzioni, c&amp;#39;è qualcosa che non va&amp;raquo;, ha detto Fabio Fazio alla presentazione dei palinsesti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/16/1497594006-15-7175852.jpg" /> <![CDATA[Non correrai per Palazzo Chigi, cosa c'è dietro la rottura Prodi-Renzi]]> Tra Matteo Renzi e Romano Prodi volano gli stracci. Ma il vero motivo della rottura non sarebbe da ricercare nell&amp;#39;intervista rilasciata dal segretario Pd al Quotidiano Nazionale, bensì in un riservatissimo incontro a metà giugno nell&amp;#39;hotel romano di Santa Chiara, dove il Professore sarebbe stato chiarissimo: &amp;quot;Matteo, non vai bene come candidato: sei troppo divisivo&amp;quot;.L&amp;#39;indiscrezione di questo incontro in gran segreto è filtrata da ambienti vicinissimi a Romano Prodi ed è stata data dal quotidiano La Stampa. Alla riunione, determinante per decidere le future sorti del centro-sinistra in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, avrebbero partecipato oltre a Renzi e Prodi anche il collaboratore di quest&amp;#39;ultimo Arturo Parisi.Persino Renzi avrebbe condiviso l&amp;#39;analisi del Professore, riconoscendo che la sua candidatura alla presidenza del Consiglio impedirebbe il formarsi di una coalizione a sinistra: insomma, in presenza del segretario Pd ogni ipotesi di alleanza tra i progressisti cadrebbe nel vuoto.Per compensare la sua rinuncia al ruolo di candidato a Palazzo Chigi, a Renzi sarebbe stato detto di pensare a potenziare e irrobustire il partito. E a questo punto della discussione è spuntato il nome di un nuovo &amp;quot;vecchio&amp;quot; cavallo: Enrico Letta, che avrebbe l&amp;#39;ok di Romano Prodi - e la non opposizione di Renzi - per la leadership del centrosinistra.Una soluzione a cui il diretto interessato non avrebbe detto di no. Nel frattempo il Professore non rimane a guardare. Decisiva sarà la sua intenzione o meno di partecipare alla manifestazione di Pisapia e Bersani a piazza Santi Apostoli, il prossimo primo luglio.Secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe decidere di non andare per fare da &amp;quot;Vinavil&amp;quot; tra le due principali aree di sinistra: il Pd e quella che fa riferimento a Mdp e Campo Progressista. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/18/1497789810-lapresse-20170617194143-23484323.jpg" /> <![CDATA[Berlusconi: Il leader del centrodestra? Conteranno i voti]]> &amp;quot;Il centrodestra unito è il primo polo&amp;quot;. Silvio Berlusconi esulta per il risultato delle elezioni Comunali e &amp;quot;guarda al futuro con fiducia&amp;quot;.Ma restano i nodi da sciogliere, come quello sulla legge elettorale. &amp;quot;Voglio ancora il proporzionale perché quando si parla di maggioritario non si può dire non facciamo la lista unica&amp;quot;, dice il Cavaliere al Tg1, &amp;quot;Se si va al maggioritario si deve fare la lista unica ma c&amp;#39;è chi dice che non vuole la lista unica ma vuole il maggioritario... A meno che non ci sia un premio alla coalizione ma che ci possa essere è escluso dal Pd&amp;quot;.E poi ci sono i rapporti con gli alleati, Matteo Salvini in primis: &amp;quot;Il centrodestra non si dividerà sulla leadership&amp;quot;, assicura Berlusconi, &amp;quot;Chi avrà più voti esprimerà il leader&amp;quot;. E al leader del Carroccio che lo accudsa di &amp;quot;strizzare l&amp;#39;occhio a Renzi&amp;quot;, replica: &amp;quot;Sono opinioni di Salvini e non corrispondono al vero&amp;quot;.&amp;quot;Entro metà luglio lancerò un incontro nazionale aperto a tutti quelli che si ritengono parte del centrodestra per parlare di programmi, al di là della leadership che è un tema più di interesse giornalistico&amp;quot;, dice intanto Matteo Salvini, che si è detto &amp;quot;sereno&amp;quot; dopo le rassicurazioni di Berlusconi circa i rapporti col Pd. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/26/1498483335-lapresse-20170621194904-23529173.jpg" /> <![CDATA[L'Ue lancia l'allarme: Con la Brexit buco di 10-11 miliardi l'anno]]> La notizia è di quelle clamorose. Secondo quanto riferito dal commissario responsabile del bilancio comunitario, Guenter Oettinger, &amp;quot;con la Brexit non avremo più le entrate del Regno Unito. Mancheranno 10-11 miliardi ogni anno&amp;quot;. La dichiarazione del commissario è stata rilasciata durante la presentazione del documento di riflessione sul futuro delle finanze dell&amp;#39;Ue.&amp;quot;Se vogliamo avere le idee chiare&amp;quot; sul nuovo bilancio pluriennale dopo il 2020 &amp;quot;dobbiamo conoscere le conseguenze esatte della Brexit e quali sanno le fatture da pagare&amp;quot;, ha aggiunto.Dunque l&amp;#39;uscita della Gran Bretagna dall&amp;#39;Unione europea non si limiterà a creare problemi strettamente procedurali, ma anche economici. Tanto che il commissario ha chiesto a Parlamento e governi di rinviare alla primavera-estate 2018 la presentazione della proposta sul prossimo quadro finanziario multi-annuale.&amp;quot;A quel punto conosceremo le conseguenze finanziarie della Brexit&amp;quot;, le parole del commissario Oettinger, che ha espresso così le sue preccupazioni circa le conseguenze finanziarie prodotte dal referendum britannico del 23 giugno 2016.Nel suo intervento, il commissario Ue al bilancio ha rassicurato il personale dell&amp;#39;Unione su possibili tagli. Ciò &amp;quot;metterebbe a rischio il buon funzionamento delle istituzioni&amp;quot;, mentre verranno cancellati gli sconti agli Stati membri legati al cosiddetto &amp;quot;rimborso britannico&amp;quot;, che cesserà a seguito dell&amp;#39;uscita della Gran Bretagna dalla Comunità europea.Tra le soluzioni pensate per rimediare all&amp;#39;ammanco di 10-11 miliardi annui (il Regno Unito era un &amp;quot;contributore netto&amp;quot;), nel documento presentato da Oettinger si propone di realizzare una misura che porterebbe al passaggio dai bilanci strutturati su 7 anni a 5 anni, per allinearli alla durata del mandato di Parlamento e Commissione Ue.Ciò per rimodulare più fcilmente la spesa in base a necessità contingenti quali la lotta al terrorismo o la gestione dell&amp;#39;emergenza migranti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/05/08/1494250389-lapresse-20170507192916-23018744.jpg" /> <![CDATA[Sposa abbandonata, il padre di lui:Ho sabotato io il matrimonio]]> &amp;quot;Ho cercato in ogni modo di far naufragare questo matrimonio&amp;quot;. Ora, a parlare al Corriere della Sera, è Mariano Delogu, padre di Giovanni, il ragazzo sardo che non si è presentato all&amp;#39;altare e ha lasciato da sola la futura consorte, Nadia Murineddu, che, per tutta risposta ha festeggiato portando ugualmente tutti gli invitati al ristorante.&amp;quot;La signorina Murineddu è stata avvertita per tempo. - spiega il padre del ragazzo - Ho consigliato loro: pensateci bene, non fate passi affrettati, continuate a convivere, ma almeno rinviate. Lei però voleva sposarsi lo stesso, a tutti i costi. Anche Giovanni le ha chiesto di rinviare. Stava male, era distrutto dallo stress&amp;quot;. Mariano Delogu vorrebbe che il clamore sulla vicenda cessasse e attacca, perciò, la ragazza Il marito vorrebbe chiuderla qui: &amp;quot;Lei è in cerca di notorietà, mio figlio fa un lavoro delicato: non può che star zitto&amp;quot;. Giovanni è un ragazzo con un diploma al liceo classico e una laurea in filosofia a Bologna che, finiti gli studi, ha deciso di entrare nell&amp;#39;esercito, nel corpo della Brigata Sassari che spesso opera in delicate missioni all&amp;#39;estero come Libano, Balcani e Afghanistan. Sabato scorso si è trincerato dietro gli impegni di lavoro per non presentarsi in chiesa per il matrimonio. &amp;quot;Devo tornare alla base&amp;quot;, ha detto alla futura moglie che lo cercava. I carabinieri hanno confermato che il fidanzato &amp;quot;si era chiuso in caserma&amp;quot; ma era in &amp;quot;licenza malattia&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/25/1498413396-wedding-2207211-960-720.jpg" /> <![CDATA[Papa Francesco dimette dallo stato clericale don Mauro Inzoli per abusi su minori]]> Don Mauro Inzoli, il prete condannato in primo grado a 4 anni e 9 mesi per abusi su cinque minorenni, è stato dimesso dallo stato clericale. Ad annunciarlo è il vescovo di Crema, Daniele Gianotti. Il vescovo ha così voluto comunicare alla diocesi la decisione presa da Papa Francesco: &amp;quot;Nei giorni scorsi, la Congregazione per la Dottrina della Fede mi ha comunicato la decisione, presa da papa Francesco il 20 maggio scorso con sentenza definitiva, di dimettere don Mauro Inzoli dallo stato clericale&amp;quot;, ha spiegato il vescovo di Crema esprimendo il dolore della Chiesa alle vittime e ai loro famigliari &amp;quot;per il male compiuto da un sacerdote della diocesi&amp;quot;.&amp;quot;Non possiamo pensare che il Papa sia giunto a una decisione così grave senza aver vagliato attentamente davanti a Dio tutti gli elementi in gioco - continua il vescovo - per arrivare a una scelta che fosse per il bene della Chiesa e al tempo stesso per il bene di don Mauro: perché nessuna pena, nella Chiesa, può essere inflitta se non in vista della salvezza delle anime, che può passare anche attraverso una pena così grave, la più grave che possa essere inflitta a un sacerdote. Accogliamo dunque con piena docilità al Papa questa decisione, custodendola prima di tutto nel santuario della preghiera&amp;quot;.Il vescovo Daniele Gianotti spiega che don Mauro Inzoli, essendo stato dimesso dallo stato clericale, &amp;quot;non potrà esercitare il ministero sacerdotale né presiedere le celebrazioni sacramentali, neppure in forma privata&amp;quot;. &amp;quot;Tuttavia - prosegue - non è scomunicato: resta un membro della Chiesa, un fratello in Cristo e nella Chiesa è invitato ad attingere, come ogni fedele, alla grazia della Parola e dei Sacramenti, che ci fanno partecipare dell&amp;#39;amore fedele e perdonante di Dio. Chiedo dunque a me e a tutti voi che egli trovi spazio nella nostra preghiera e nella nostra compassione in Cristo, perché la pena che gli è stata inflitta sia per lui non solo punizione ma anche e soprattutto via di conversione, per una nuova comunione con Dio e con i fratelli&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/01/1404198436-inzoli.jpg" /> <![CDATA[Inchiesta della Bbc: Batteri fecali nelle bibite di Starbucks, Caffè Nero e Costa]]> Un&amp;#39;inchiesta condotta a campione dalla Bbc ha prodotto risultati sconcertanti: sono stati trovati batteri fecali nel ghiaccio usato per raffreddare le bevande in catene internazionali come Starbucks, Costa e Caffé Nero.L&amp;#39;inchiesta della Bbc ha interessato qualche decina di caffetterie del Regno Unito. E frai i punti di ristoro passati al setaccio ci sono le popolarissime cantene internazionali come Starbucks, Costa o Caffè Nero. Come scrive la Bbc, al momento delle analisi di laboratorio, sono state rinvenute tracce di &amp;quot;batteri fecali coliformi&amp;quot; del 30% nei campioni prelevati segretamente in locali di Starbucks o di Caffè Nero e addirittura del 70% in quelle di Costa Caffè. Si tratta di livelli &amp;quot;preoccupanti&amp;quot;, ha commentato un esperto, Tony Lewis, ipotizzando il rischio di infezioni e malattie. &amp;quot;Non dovrebbero esserci in qualunque misura - dice alla Bbc - altro che i valori rilevanti trovati&amp;quot;. Le aziende dal canto loro si difendono da tutte le accuse. Un portavoce di Starbucks ha assicurato che il rispetto delle norme sull&amp;#39;igiene é considerato &amp;quot;con estrema serietà&amp;quot;, mentre Caffè Nero ha fatto sapere che la denuncia sarà indagata e vi saranno &amp;quot;azioni appropriate&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/11/10/1447156897-ctwxu8wxiaaut4c.jpg" /> <![CDATA[Campi rom, nella Capitale non si fermano i roghi tossici]]> Roma di nuovo invasa dai roghi tossici. Dopo gli incendi di ieri che hanno interessato il parco di Centocelle e che si sono estesi fino alla Pontina, oggi è toccata dei Colli Aniene, in via Grotta di Gregna, nel quartiere di Tor Sapienza che da 15 anni subisce questo problema.Varie esplosioni sono state segnalate ai vigili del fuoco dopo che in un deposito di camper hanno preso fuoco ben sei roulette. Sull&amp;#39;accaduto stanno indagando le forze di polizia perché, come spiega Romatoday, ad esplodere sono state anche varie bombole di ossigeno e pertanto la zona è stata evacuata e la strada è stata chiusa al traffico. I residenti, come al solito, stati costretti a chiudere le finestre e a risentirne della situazione è stata la viabilità con code fra lo svincolo Togliatti e la Tangenziale Est.Intanto proprio ieri il consiglio comunale ha approvato la mozione a prima firma del grillino Fabio Tranchina con cui si chiede al sindaco di intervenire presso gli organi competenti per contrastare il fenomeno dei roghi tossici e dello smaltimento illegale dei rifiuti. &amp;quot;Siamo per la tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini&amp;quot;, ha dettoTranchina, spiegando che &amp;quot;con questa mozione vogliamo dare un segnale al governo per chiedere il rispetto dei cittadini della Capitale: la presenza della criminalità organizzata è diffusa e non è una materia che possiamo affrontare da soli. Facciamo un appello alle opposizioni per un voto all&amp;#39;unanimità per chiedere l&amp;#39;intervento immediato del governo&amp;quot;. Il capogruppo di Fdi-An, Fabrizio Ghera, ha replicato: &amp;quot;Per un anno avete messo gli stranieri e nomadi davanti agli italiani, siete la perfetta continuazione della giunta Marino&amp;quot;. [[video 1414319]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498647545-roghi-tossici.jpg" /> <![CDATA[Nascite, per la Boldrini i papà non sono parte in causa]]> Per Laura Boldrini i papà non esistono. Durante la seduta di ieri il presidente della Camera ha inviato &amp;quot;un saluto molto sentito a Celeste Costantino, la nostra collega che ha fatto una bambina che si chiama Bianca e che sta bene: un saluto a mamma e bimba&amp;quot;.Dall&amp;#39;Aula sono subito giunti applausi scroscianti per la deputata di Sel che è diventata madre, ma Antonio Palmieri di Forza Italia ha voluto subito. fare una puntualizzazione alla Boldrini. &amp;quot;E il papà, no?&amp;quot;, intendendo che anche il padre della piccola bianca si meritasse gli auguri. Il presidente della Camera ha dato una risposta che ha spiazzato tutti i colleghi deputati. &amp;quot;Come dice? Il papà e non è parte in causa in questo caso. Scusate, la bambina è stata fatta da Celeste Costantino, è nostra collega e noi ci rivolgiamo a lei, essenzialmente a lei&amp;quot;, ha affermato la Boldrini.Il fittiano Daniele Capezzone, come ha raccontato sul suo profilo Facebook, ha quindi chiesto la parola &amp;quot;per fare gli auguri anche al marito o al compagno della nostra parlamentare, visto che crediamo, dopo ampia riflessione, che anche il papà abbia avuto un qualche ruolo nella nascita della bimba&amp;quot;. Una Boldrini visibilmente imbarazzata, a quel punto, si è dovuta arrendere e ha concluso: &amp;quot;Sarà un piacere fare gli auguri anche al papà&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498642793-lapresse-20170619151737-23501248.jpg" /> <![CDATA[Australia, pugno di ferro contro le certificazioni halal]]> La senatrice australiana Pauline Hanson ha ottenuto il supporto del Senato per proseguire la sua battaglia per il controllo e la tracciabilità dei proventi di tutti i prodotti alimentari che possiedono la certificazione &amp;ldquo;Halal&amp;rdquo;, e che quindi sono leciti secondo le regole dell&amp;rsquo;alimentazione islamica.La proposta della senatrice e fondatrice del partito &amp;ldquo;One Nation&amp;rdquo;, è quella di ridefinire i parametri con i quali viene concessa la certificazione e, in particolare, comprendere quali siano le entità giuridiche che ottengono finanziamenti pubblici grazie a questa etichetta sugli alimenti. Il problema fondamentale, per quanto concerne questa etichettatura, è, infatti, rappresentato dalle terze parti che ricevono soldi grazie alla vendita di questi prodotti contrassegnati come &amp;ldquo;halal&amp;rdquo;. Una battaglia che il partito della destra australiana porta avanti ormai da più di un anno e che, dopo diciotto mesi di confronto pubblico e d&amp;rsquo;indagine sui prodotti, ha finalmente ricevuto il placet dei senatori.Secondo il movimento della senatrice Hanson, questa etichetta sarebbe in realtà il veicolo attraverso il quale sarebbe finanziata &amp;ldquo;l&amp;rsquo;islamizzazione dell&amp;rsquo;Australia&amp;rdquo;. Parole forti, tipiche di un movimento cosiddetto &amp;ldquo;populista&amp;rdquo;, ma che nascondono, in realtà, un fondo di verità. Perché, se è vero che difficilmente si può credere che questi soldi siano utilizzati per l&amp;rsquo;islamizzazione dell&amp;rsquo;Australia, è anche vero che i centri culturali islamici appartenenti alla Federazione che si occupa di questa certificazione, ottengono soldi dal ricavato della vendita di questi cibi certificati. Soldi che poi confluiscono nelle moschee e nei centri culturali islamici che fanno riferimento a questa federazione.L&amp;rsquo;accusa rivolta dal One Nation Party è quindi in realtà un&amp;rsquo;accusa rivolta allo Stato australiano, che si renderebbe complice di un finanziamento di miliardi di dollari alle organizzazioni islamiche presenti in Australia, ma che potrebbero anche fare riferimento a Paesi terzi. La certificazione è, infatti, presente su tantissimi prodotti alimentari, non solo quelli di alcune aziende, e quindi, in sostanza, i cittadini australiani acquistando prodotti alimentari, pagano una sorta d&amp;rsquo;imposta statale che va a finire nelle casse della comunità musulmana. Per la senatrice Hanson, la quantità di soldi che arrivano a queste associazioni è talmente elevata da dover per forza costringere il governo australiano a imporre una tracciabilità di questi soldi. Un esempio di questo finanziamento è la Malek Fahd Islamic School cdi Sidney, scuola islamica che ha perso milioni di dollari di finanziamento pubblico nel 2017, dopo che i giudici avevano ritenuto di escluderla dal supporto pubblico, e che adesso è finanziata grazie a questi miliardi di dollari che arrivano attraverso l&amp;rsquo;acquisto di cibi &amp;ldquo;halal&amp;rdquo;.Per la senatrice Hanson si tratta di una vittoria storica, che le apre le porte di un più ampio consenso in tutto il territorio australiano. Sono ormai anni che il suo movimento accusa lo Stato australiano di aver chiuso gli occhi sul problema del radicalismo islamico nel continente, ma soprattutto sul rischio della crescente radicalizzazione delle comunità islamiche presenti ormai con numeri elevati in tutta l&amp;rsquo;Australia. In questo senso, la battaglia politica riguardo alle certificazioni halal è soltanto l&amp;rsquo;ultima delle lotte contro l&amp;rsquo;immigrazione islamica. Una lotta che però non investe soltanto il movimento della destra populista di Hanson, ma che in realtà trova un consenso abbastanza esteso in tutto l&amp;rsquo;arco costituzionale australiano, anche nella destra conservatrice e liberale. Il motivo è da ricercare nella crescente diffidenza di Canberra e dintorni per l&amp;rsquo;arrivo di milioni di persone sul proprio territorio. Nonostante le immense capacità di accoglienza dell&amp;rsquo;Australia e le possibilità offerte anche in termini di lavoro, i cittadini stanno recependo con difficoltà le ultime ondate di immigrazione, soprattutto perché li considerano difficilmente integrabili nella cultura del Paese, rimasta imperniata su un solido liberalismo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498644993-australia.jpg" /> <![CDATA[L'Italia, dopo l'Ucraina, tra i Paesi più colpiti dagli hacker]]> Un innocuo software per la contabilità. Ecco cosa c&amp;#39;è dietro all&amp;#39;attacco hacker che nella giornata di ieri ha colpito numerosi obiettivi, concentrandosi soprattutto sull&amp;#39;Ucraina, ma anche su Italia, Israele, Serbia, Romania, Stati Uniti, Lituania e Ungheria.Da MeDoc, programma per computer compromesso dai pirati informatici, è partito il massiccio attacco che a Kiev ha raggiunto istituzioni finanziarie, aeroporti e anche metropolitane, tutte società che utilizzano il software e che hanno eseguito un aggiornamento.Per questa ragione dall&amp;#39;Ucraina arrivano l&amp;#39;85% delle segnalazioni di intrusioni, ma un 10% si è invece registrato nel nostro Paese. E le autorità ucraine, con in prima linea il ministro degli Esteri, Pavlo Klimkin, puntano il dito contro Mosca, accusando i russi di essere dietro all&amp;#39;attacco e di avere già &amp;quot;provato ad attaccare la democrazia in tutto il mondo&amp;quot;.&amp;quot;Cercheranno ancora di manipolare le elezioni anche in Italia perché l&amp;#39;Italia è molto importante per la Russia&amp;quot;, accusano da Kiev, facendo anche sapere che le reti governative e &amp;quot;gli enti strategici, tra cui quelli impegnati nella sicurezza stradale, lavorano regolarmente&amp;quot;. Attacco respinto. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/15/1497509977-26934148384-94d6b2bd34-b.jpg" /> <![CDATA[Cameron e il principe William coinvolti nello scandalo Fifa]]> Ci sarebbero anche il principe William d&amp;#39;Inghilterra e l&amp;#39;ex primo ministro britannico David Cameron fra le persone coinvolte nello scandalo Fifa per le presunte irregolarità - da poco smentite - per l&amp;#39;organizzazione dei Mondiali di calcio 2018 e 2022.Secondo l&amp;#39;inchiesta interna alla Fifa recentemente pubblicata dalla Bild in esclusiva, il principe e l&amp;#39;ex premier avrebbero assistito ad una riunione in cui si sarebbe tentato - evidentemente con scarso successo - di assegnare al Regno Unito i Mondiali del 2018, che invece si giocheranno in Russia.Secondo il rapporto, Cameron avrebbe chiesto ad alcuni rappresentanti della federazione sudcoreana di appoggiare la candidatura britannica, sentendosi in cambio chiedere la restituzione del favore in occasione dell&amp;#39;assegnazione dei Mondiali 2022, poi destinati al Qatar.Un accordo evidentemente irregolare, in palese violazione, come sottolinea anche il documento ufficiale Fifa, delle norme anti-collusione. Nel corso dell&amp;#39;incontro si sarebbe anche accennato alla possibilità di organizzare un incontro fra la Regina Elisabetta II e un alto funzionario sudamericana ma l&amp;#39;ipotesi naufragò immediatamente per l&amp;#39;opposizione degli inglesi.Anche il voto di scambio con i sudcoreani, alla fine, non ha portato a nulla di concreto ma questo non toglie che la pubblicazione del rapporto e il suo scottante contenuto imbarazzeranno più d&amp;#39;uno, a Londra. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/24/1466753592-olycom-20160623134149-19675868.jpg" /> <![CDATA[Brindisi, rumene baby squillo per 5 euro]]> Orrore in provincia di Brindisi. Faceva prostituire la sorella, una 15enne incinta per 5 euro a prestazione. Insieme a lei anche altre due ragazzine. Così un giovane di 23 anni di origine rumena a Latiano è finito in manette con l&amp;#39;accusa di favoreggiamento e agevolazione della prostituzione minorile. Insieme a lui anche un uomo pensionato di 77 anni accusato di aver compiuto ripetutamente atti sessuali con le minorenni.Un vero e proprio &amp;quot;giro&amp;quot; del sesso a pagamento di cui il 77enne era il cliente più affezionato. Ogni giorno, come si legge sulla &amp;quot;Gazzetta del Mezzogiorno&amp;quot; praticava rapporti di gruppo con due o tre delle minorenni gestite dal rumeno. Ora l&amp;#39;anziano uomo di Latiano è agli arresti domiciliari. Mentre il 23enne è in carcere a Brindisi. Le tre ragazzine sono state affidate a una casa famiglia.L&amp;#39;anziano brindisino è stato arrestato proprio in flagranza di reato mentre era in auto in una strada di campagna.Le minorenni hanno rispettivamente 15, 16 e 17 anni. Tutte provenienti dalla Romania. Secondo quanto si apprende dalla &amp;quot;Gazzetta&amp;quot;, le tre avevano appuntamento con i loro clienti nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Latiano dove il giovane rumeno le lasciava ogni giorno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/27/1498575387-baby-squillo.jpg" /> <![CDATA[Confindustria stima il Pil 2017 in rialzo: crescerà dell'1,3%]]> Pil in rialzo rispetto alle ultime previsioni secondo Confindustria. Il Centro studi dell&amp;#39;associazione degli industriali rivede in netto rialzo le stime della ricchezza nazionale per il 2017, di cui è prevista una crescita dell&amp;#39;1,3 per cento contro lo 0,8 indicato in precedenza. Per Confindustria la correzione, rispetto all&amp;#39;ultima rilevazione di dicembre, sarebbe determinata dal boom di esportazioni e investimenti. Una prevsione ottimistica a cui si aggiunge quella dell&amp;#39;agenzia Standard&amp;amp;Poor&amp;#39;s, che ha alzato le sue previsioni di crescita dell&amp;#39;Italia dallo 0,9 all&amp;#39;1,2 per cento.Dati positivi che però c&amp;#39;entrano poco con il fronte lavoro, da cui non provengono buone notizie. Sia nel 2017 che nel 2018 la crescita dell&amp;#39;occupazione rallenterà dallo 0,9 allo 0,8 per cento rispetto all&amp;#39;1,4 del 2016.L&amp;#39;allungamento degli orari di lavoro non sarà seguito dall&amp;#39;aumento del numero delle persone occupate, di cui è prevista dunque una crescita sotto le attese.Tuttavia, si prevede alla fine del 2018 il ritorno ai livelli occupazionali pre-crisi. Una crescita che fa ben sperare rispetto al picco negativo raggiunto nel 2013, quando in autunno si registrò un calo di un milione di posti di lavoro.Nessuna inversione di tendenza invece sul fronte dei conti pubblici. Secondo Confindustria il deficit non scene abbastanza: la perdita netta annuale sarà del 2,3 per cento nel 2017 e del 2,4 l&amp;#39;anno dopo. Stesso discorso per il credito alle imprese, giudicato ancora insufficiente (in calo dello 0,2 per cento tra gennaio e aprile 2017).Per quanto riguarda i consumi la spesa delle famiglie è cresciuta dell&amp;#39;1,3 per cento, due decimi percentuali in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Buone notizie infine dai consumi, sempre in crescita dal 2013 a oggi e favoriti dall&amp;#39;aumento delle possibilità di spesa delle famiglia grazie a un incremento del reddito disponibile reale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/05/1480938480-boccia-confindustria.jpg" /> <![CDATA[Cosenza, sindaco pizzicato in moto senza casco dai carabinieri]]> A Fuscaldo, in provincia di Cosenza, fioccano multe eccellenti. E non si fanno &amp;quot;sconti&amp;quot; neanche per il sindaco, a maggior ragione se viene fermato mentre è in moto senza casco e senza assicurazione. Una scena simile a quella del film &amp;quot;Il vigile&amp;quot; con lo strepitoso sketch tra Sordi e De Sica.A darne notizia è La Gazzetta del Sud. Gianfranco Ramundo, che lo scorso anno ha vinto le elezioni con la lista civica &amp;ldquo;La nostra Fuscaldo&amp;rdquo; è incappato nella disavventura.A fermarlo i carabinieri con tanto di posto di blocco in pieno centro cittadino.Il fermo ha attirato molti curiosi e sicuramente non saranno mancate le polemiche da parte dell&amp;#39;opposizione. Ma politica e poltrone a parte le regole si rispettano e il fatto che un sindaco venga &amp;quot;pizzicato&amp;quot; fa quasi sorridere.La notizia ha fatto velocemente il giro del paese che conta appena 8mila abitanti. Il tempo di una sigaretta e il sindaco &amp;quot;indisciplinato&amp;quot; era già sulla bocca di tutti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/27/1498570555-gianfranco-ramundo-fuscaldo-1.jpg" /> <![CDATA[L'Inter presenta la seconda maglia: bianca con le maniche grigio e azzurro]]> La prima maglia dell&amp;#39;Inter, per la stagione 2017-2018, non aveva per niente soddisfatto i tifosi. Il club nerazzurro, proprio oggi, ha presentato ufficialmente la seconda maglia, quella che la squadra di Luciano Spalletti userà in trasferta. La Nike, insieme al club di Corso Vittorio Emanuele, ha pensato di ideare una divisa particolare tutta bianca nella parte centrale, come da tradizione, e con le maniche di due diversi colori: una azzurra e una grigiaChissà se i supporters nerazzurri apprezzeranno davvero questa seconda maglia ideata dallo sponsor tecnico Nike. I tifosi della Beneamata, da sempre, sono molto esigenti sia dal punto di vista sportivo e dei risultati che da quello stilistico e di design della divisa da gioco della loro squadra:Presentata la nuova divisa Away: clicca qui e scopri subito i dettagli! https://t.co/xVQkw683Od #InterIsComing #FCIM pic.twitter.com/ChQNlecNyC&amp;mdash; F.C. Internazionale (@Inter) 28 giugno 2017 Design semplice con bianco, azzurro e nero dominanti: Inter e @NikeFootball presentano la divisa Away 17/18! https://t.co/IfVBVSXc47 pic.twitter.com/6YBqMNEBj3&amp;mdash; F.C. Internazionale (@Inter) 28 giugno 2017 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498645358-seconda-maglia.jpg" /> <![CDATA[Arezzo, protesta dei migranti: Vogliamo soldi, non il cibo]]> Tre ore: tanto è durata la protesta dei richiedenti asilo ospitati dalla cooperativa Koinè di Arezzo, a cui è stato chiesto di distribuire denaro invece del cibo.Non è la prima volta che i migranti protestano per le condizioni dell&amp;#39;accoglienza: la testata locale Arezzo Notizie racconta come appena il 19 giugno scorso una cinquantina di stranieri si fossero riuniti sotto la sede della questura per manifestare contro gli orari di servizio della cena, che veniva preparata loro prima del tramonto - in violazione delle regole del Ramadan.Stamattina, però, i richiedenti asilo sono andati direttamente dalla cooperativa, come racconta la stessa Koinè sul proprio sito.&amp;quot;I rifugiati hanno insistito con la loro tesi di poter disporre di denaro invece che di cibo - si legge nella nota diramata via Internet - e di fronte al diniego dei dirigenti delle cooperative, hanno annunciato che non avrebbero lasciato gli uffici di via Duccio da Buoninsegna fino a quando il prefetto non avesse modificato le sue disposizioni. Di questa richiesta e della discussione in atto è stata quindi informata la prefettura che, ovviamente, non ha accolto la richiesta. Da qui l&amp;rsquo;arrivo delle pattuglie di Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale.&amp;quot;La loro richiesta, tuttavia, è subito risultata impossibile da accogliere, perché nel bando della prefettura è indicato chiaramente che le cooperative vincitrici devono provvedere al servizio dei pasti. Di denaro, invece, non si parla se non con l&amp;#39;eccezione del &amp;quot;pocket money&amp;quot; per le piccole spese personali quotidiane. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/26/1498485841-titoli-titoletti.00-00-36-22.immagine001.jpg" /> <![CDATA[Mantova, blitz dell'estrema destra contro lo ius soli]]> La giornata del rifugiato non è andata giù proprio a tutti, in particolare al Veneto Fronte Skinheads. Ieri, infatti, a Castel Goffredo (nel Mantovano) l&amp;rsquo;incontro &amp;ldquo;Salvati dalle acque&amp;rdquo; inserito nelle attività promosse per la Giornata mondiale del rifugiato è stato bruscamente interrotto da fumogeni e striscioni (guarda le foto).&amp;ldquo;La Giornata del rifugiato è una presa in giro - afferma il presidente dell&amp;rsquo;associazione culturale Veneto Fonte Skinheads Giordano Caracino. Stiamo assistendo ad un&amp;rsquo;invasione di migranti economici, stranieri che travestiti da profughi scappano da paesi dove la guerra non si vede da decenni&amp;rdquo;.[[gallery 1414299]]In questo clima già di per sé teso, la legge sullo Ius Soli in discussione in questo momento non ha sicuramente favorito tranquillità d&amp;rsquo;animo. &amp;ldquo;E in questa invasione i nostri politici anziché pensare a difendere i nostri confini conquistati e difesi con il sangue dei nostri nonni, o a tutelare gli italiani, pensano a regolarizzare 800mila stranieri nati sul suolo italiano. Sono i primi traditori del nostro popolo - sentenzia Caracino. Lo Ius Soli è una fregatura: solo il sangue dà diritto alla cittadinanza, all&amp;rsquo;appartenenza ad un popolo e quindi all&amp;rsquo;identità: un cigno che nasce in una stalla non è né sarà mai una mucca&amp;rdquo;.Ieri sera a Castel Goffredo, durante il dibattito in corso sull&amp;rsquo;accoglienza ai migranti, un gruppo di appartenenti al Veneto Fronte Skinheads è arrivato nella piazza in cui si stava tenendo l&amp;rsquo;iniziativa: qui hanno srotolato striscioni, distribuito volantini, lanciato alcuni cori e acceso alcuni fumogeni sventolando bandiere. &amp;ldquo;Siamo talmente stupidi - conclude Caracino - da spendere 35 euro al giorno per averli qui a delinquere, importunare o stuprare le nostre donne, quando donando un euro alle filantropiche associazioni Onlus dedite al terzo mondo, avremmo già potuto sfamare e far studiare dei bambini&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498644420-01.jpg" /> <![CDATA[Temptation Island, Alessio sulla fidanzata: Mi manca più il gatto di lei]]> Lunedì 26 giugno è iniziata la nuova edizione di Temptation Island, sei coppie si sono messe in gioco per mettere alla prova il loro amore e la loro storia.Ma già dopo i primi giorni passati con i 12 tentatori per le fidanzate e con le 12 tentatrici per i fidanzati ci sono stati i primi litigi. Riccardo Gismondi pare essersi dimenticato della sua fidanzata Camilla Mangiapelo e ha perso la testa per una corteggiatrice. Ma la loro non è l&amp;#39;unica coppia ed essere già entrata in crisi. A traballare, infatti, sono soprattutto Alessio e Valeria. I due stanno insieme da quasi 6 anni e hanno spiegato di voler partecipare a Temptation Island per superare un momento di stallo dovuto al fatto che, mentre lei vorrebbe metter su famiglia, lui non si sente ancora pronto. Così, fin dalla prima puntata, Alessio si sfoga in un video che subito viene mostrato alla compagna. Il filmato è stato registrato prima dell&amp;#39;approdo a Temptation Island.&amp;quot;Siamo arrivati a un momento del nostro rapporto in cui non ci sopportiamo - spiega Alessio -. Non la vedo come moglie nè come madre dei miei figli. È una donna che non si fissa obiettivi e che, se ce li ha, non fa nulla per perseguirli&amp;quot;. Ma è il secondo video mostrato a Valeria che la fa ancora più soffrire. &amp;quot;Io sto benissimo senza di lei - precisa lui confidandosi con le tentatrici -. Mi manca più il gatto della mia ragazza. Non sono sicuro che il nostro sia un rapporto che valga la pena di essere vissuto. Bella com&amp;#39;è, dovrebbe farmi sentire male ma non è mai successo. A volte vorrei dirle di farsi la valigia e andarsene a casa. Il forte della coppia sono io e ci sguazzo in questo ruolo. Non mi incuriosisce più nulla di lei. Appiattisce tutto, pure a letto. A volte manifesto allergia a stare con lei. Ho paura di rovinarmi la vita con lei&amp;quot;.Subito dopo queste affermazioni poco carine, è arrivata l&amp;#39;immediata replica di Valeria: &amp;quot;Sono delusa, non mi aspettavo che parlasse così di me. Prima di partire mi aveva detto che mi ama da morire. Sono passati solo 4 giorni. Stiamo scherzando?&amp;quot;. Ma per la ragazza l&amp;#39;incubo non finisce qui, per lei c&amp;#39;è un terzo filmato. Nella clip Alessio dà confidenza alla tentatrice Carmen Rimauro, concedendosi con lei un bagno in piscina. La fidanzata non regge, toglie le cuffie e si rifiuta di continuare a guardare il video. Poi le compagne la convincono a vedere la parte restante. La single è sempre più vicina e Valeria sbotta: &amp;quot;Con me ha chiuso, non mi faccio mancare di rispetto. Se vuole, la cerca fuori&amp;quot;. Per il momento, la coppia è ancora a Temptation Island. Probabilmente Valeria vuole vedere fino a che punto si spinge Alessio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498642177-senza-titoslo-1-720x720-2.jpg" /> <![CDATA[Ex Juventus, Coman in arresto: violenza domestica sulla sua ex ]]> Kingsley Coman è un giovanissimo attaccante francese di proprietà del Bayern Monaco. Il club tedesco ha esercitato il diritto di riscatto prelevando l&amp;#39;intero cartellino dalla Juventus che due anni fa gli aveva ceduto in prestito biennale il giocatore. Il 21enne è uno dei talenti emergenti del calcio francese ed è in pianta stabile anche in nazionale. Questo, però, non è un buon periodo per Coman visto che è stato accusato di violenza domestica ai danni della sua ex fidanzata.Secondo quanto riportano i media francesi, e soprattutto l&amp;#39;Equipe, Coman è stato arrestato e poi subito rilasciato per le violenze commesse ai danni della sua ex compagna che è anche finita in ospedale e ha ottenuto 8 giorni di prognosi. Il classe &amp;#39;96, interrogato a Chessy, avrebbe ammesso di aver picchiato la donna e nel mese di settembre dovrà presentarsi davanti al giudice e rispondere di questa pesante accusa. Secondo le ricostruzioni dei media francesi, la ragazza avrebbe rubato la password del profilo Instagram del giocatore del Bayern per pubblicizzare uno dei suoi sponsor. L&amp;#39;ex Juventus sarebbe andato in escandescenza per questo &amp;quot;furto&amp;quot; ed avrebbe perso il controllo usando violenza nei confronti della sua ex fidanzata. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498641645-coman.jpg" /> <![CDATA[Lavoro, Papa Francesco: Serve riforma sociale per i giovani, no a pensioni d'oro]]> Papa Francesco denuncia ciò che non funziona nel mondo del lavoro in Italia: pensioni d&amp;#39;oro, disoccupazione giovanile, condizione della donna, e difende la funzione del sindacato.&amp;quot;È una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti&amp;quot;. Questa la forte denuncia del Pontefice nel discorso ai delegati al Congresso nazionale della Cisl, che ha ricevuto questa mattina in Aula Nervi prima dell&amp;#39;Udienza Generale.Nel suo intervento, Bergoglio ha ricordato che &amp;quot;non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione&amp;quot; e ha spiegato che giusta vuol dire &amp;quot;né troppo povera né troppo ricca&amp;quot; in quanto &amp;quot;le pensioni d&amp;#39;oro sono un&amp;#39;offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni&amp;quot;.Francesco ha anche osservato che può essere una cosa sbagliata mandare in pensione per inabilità nei casi in cui invece potrebbe solo essere cambiata la funzione. Il lavoratore che si ammala, ha detto, &amp;quot;viene scartato anche dal mondo del lavoro in nome dell&amp;#39;efficienza e invece se una persona malata riesce, nei suoi limiti, ancora a lavorare, il lavoro svolge anche una funzione terapeutica: a volte si guarisce lavorando con gli altri, insieme agli altri, per gli altri&amp;quot;.&amp;quot;È urgente un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell&amp;#39;ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare - ha proseguito il Papa - Il dono del lavoro è il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, è il primo patrimonio di una società. È la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta&amp;quot;.&amp;quot;Da bambini non si lavora, e non si deve lavorare - ha gridato il vescovo di Roma - Anche oggi ci sono nel mondo ancora troppi bambini e ragazzi che lavorano e non studiano, mentre lo studio è il solo lavoro buono dei bambini e dei ragazzi&amp;quot;.&amp;quot;La persona non è solo lavoro, perché non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare - ha ricordato il Pontefice - Non lavoriamo quando siamo malati, non lavoriamo da vecchi. Ci sono molte persone che ancora non lavorano, o che non lavorano più. Tutto questo è vero e conosciuto, ma va ricordato&amp;quot;.Francesco ha poi sottolineato, in controtendenza rispetto a opinioni oggi molto diffuse, che &amp;quot;Sindacato è una bella parola che proviene dal greco syn-dike, cioè &amp;quot;giustizia insieme&amp;quot;. Non c&amp;#39;è giustizia insieme se non è insieme agli esclusi. Non c&amp;#39;è una buona società senza un buon sindacato, e non c&amp;#39;è un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie, che non trasformi le pietre scartate dell&amp;#39;economia in pietre angolari&amp;quot;.&amp;quot;Il sindacato nasce e rinasce tutte le volte che, come i profeti biblici, dà voce a chi non ce l&amp;#39;ha, denuncia il povero venduto per un paio di sandali, smaschera i potenti che calpestano i diritti dei lavoratori più fragili, difende la causa dello straniero, degli ultimi, degli scartati - ha spiegato - Come dimostra anche la grande tradizione della CISL, il movimento sindacale ha le sue grandi stagioni quando è profezia. Ma nelle nostre società capitalistiche avanzate il sindacato rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare. Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile. E invece, se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l&amp;#39;azione dentro le imprese perde forza ed efficacia&amp;quot;.&amp;quot;I profeti sono delle sentinelle, che vigilano nel loro posto di vedetta, anche il sindacato deve vigilare sulle mura della città del lavoro, come sentinella che guarda e protegge chi è dentro la città del lavoro, ma che guarda e protegge anche chi è fuori delle mura. Il sindacato non svolge la sua funzione essenziale di innovazione sociale se vigila soltanto su coloro che sono dentro, se protegge solo i diritti di chi lavora già o è in pensione - ha rilevato il Papa - Questo va fatto, ma è metà del vostro lavoro. La vostra vocazione è anche proteggere chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia&amp;quot;.Secondo Francesco, &amp;quot;il capitalismo del nostro tempo non comprende il valore del sindacato, perché ha dimenticato la natura sociale dell&amp;#39;economia, dell&amp;#39;impresa, della vita, dei legami e dei patti. Ma forse la nostra società non capisce il sindacato anche perché non lo vede abbastanza lottare nei &amp;quot;luoghi dei diritti del non ancora&amp;quot;: nelle periferie esistenziali, tra gli scartati del lavoro, tra gli immigrati, i poveri, che sono sotto le mura della città; oppure non lo capisce semplicemente perché a volte la corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacalisti. Ma non lasciatevi bloccare da questo&amp;quot;.​Durante l&amp;#39;incontro di oggi alla Cisl, il Papa si è soffermato anche sulla condizione della donna: &amp;quot;Ancora nel mondo del lavoro la donna è di seconda classe: voi potreste dire, sì, ma c&amp;#39;è quella imprenditrice, quell&amp;#39;altra... ma la donna guadagna di meno, è più facilmente sfruttata: fate qualcosa&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498640998-olycom-20170622182457-23540576.jpg" /> <![CDATA[Annuncio di Confalonieri: Nuova causa contro Vivendi]]> È arrivato durante l&amp;#39;assemblea del gruppo Mediaset l&amp;#39;annuncio di una nuova causa intentata contro i francesi di Vivendi. Una mossa legale, l&amp;#39;ultima di una serie, di cui ha parlato il presidente Fedele Confalonieri, specificando che la citazione in tribunale è stata fatta per &amp;quot;violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo&amp;quot;.L&amp;#39;alleanza con i francesi, ha messo in chiaro, nelle intenzioni poteva essere &amp;quot;qualcosa di molto positivo&amp;quot;, ma si è trasformata in &amp;quot;un condizionamento pesante al nostro sviluppo&amp;quot;, &amp;quot;una querella societaria&amp;quot; per la quale &amp;quot;Mediaset non può esprimere appieno le sue potenzialità&amp;quot;.&amp;quot;Non sono sul tavolo solo i nostri diritti violati - ha aggiunto - ma anche molti nostri progetti futuri. Non arretreremo sul piano della difesa legale e nella tutela dei nostri e dei vostri interessi&amp;quot;.&amp;quot;Non vediamo il rischio di una scalata&amp;quot;, ha poi detto il vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, rispondendo alla stampa dopo il &amp;quot;buy back&amp;quot; del 10% di azioni proprie approvato oggi dall&amp;#39;assemblea degli azionisti del Biscione. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/14/1481753208-newpress-20161214121549-21599061.jpg" /> <![CDATA[Tennis, Maldini sconfitto al Challanger di Milano: ko in soli 42 minuti]]> Paolo Maldini, due giorni fa, ha compiuto 49 anni ma la sua classe è rimasta immutata nel tempo. L&amp;#39;ex capitano e bandiera del Milan è stato uno dei difensori italiani più forti di tutti i tempi e nella sua lunga carriera, sempre e rigorosamente tinta di rossonero, ha messo insieme 902 presenze e 33 reti ed ha vinto tutto: 7 Scudetti, 5 Supercoppe Italiane, una Coppa Italia, 5 Champions League, 5 Supercoppe Europee e 3 Coppe Intercontinentali.Maldini, dunque, è stato uno dei più grandi calciatori della storia del calcio ma recentemente ha dimostrato di saperci fare anche con la racchetta da tennis, in un match di un torneo professionistico. Maldini, infatti, ha partecipato al Challanger di Milano, all&amp;#39;Aspria tennis cup, in coppia con il suo coach Stefano Landonio ed ha perso in soli 42 minuti di gioco dalla coppia formata da Tomsz Bednarek e David Pel che hanno regolato la coppia italiana con un doppio 6-1. Nonostante la sconfitta, l&amp;#39;ex capitano del Milan è parso soddisfatto: &amp;quot;La cosa più curiosa che mi è accaduta in questi giorni? Di essere contattato da qualche altro torneo Challenger che si gioca in Italia, che mi offriva una wild card... Invece questo resterà un evento isolato. Una bella esperienza, che mi ha divertito parecchio, ma che non si ripeterà&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/10/06/1475740405-paolomaldini.jpg" /> <![CDATA[Marco Borriello mostra al pubblico la sua nuova fidanzata]]> Sono giorni che si parla della nuova fidanzata di Marco Borriello, in particolare gli occhi indiscreti dei paparazzi sono finiti sulla bellissima Cristina Buccino.I due, infatti, sono stati pizzicati insieme ad Ibiza in atteggiamenti piuttosto intimi. Per questo motivo, i giornali scandalistici hanno iniziato ad insinuare che tra i due ci sia qualcosa in più di una semplice amicizia. Ma ecco che arriva il colpo di scena. Per mettere a tacere tutte le false notizie che circolano sul suo conto, Marco ha pubblicato su Instagram una foto con la ragazza che gli ha fatto perdere la testa.Della sua identità si sa molto poco e fino ad ora nemmeno il suo nome era conosciuto. Andando a sbirciare sui profili Instagram siamo riusciti a scoprire che la compagna misteriosa di Marco si chiama Camila Morais da Paz. Camila è una super modella sudamericana e il suo profilo Instagram è seguito da più di 62 mila seguaci.Ecco il profilo Instagram della fidanzata di Borriello[[fotonocrop 1414224]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498639973-borriello-marco.jpg" /> <![CDATA[Sodinha: A Bari facevo sesso prima delle partite. Conte? Non si accorgeva]]> Sodinha è un giocatore brasiliano attualmente in forza al Mantova. Il classe &amp;#39;88, nel 2007, fu acquistato dall&amp;#39;Udinese ma non ha mai esordito in Serie A. Nelle stagioni seguenti, Sodinha ha militato in diverse squadre senza mai lasciare il segno: Bari, Paganese, Portogruaro, Triestina, Cearà e Brescia. Il 28enne di Jundiai, in passato, non si è comportato da professionista ed è rimasto molto tempo fermo per via della sua vita sregolata.Qualche tempo fa, Sodinha ha raccontato come è riuscito a riprendersi da una vita fatta di eccessi, spese folli e chili di troppo. L&amp;#39;attaccante del Mantova, ai microfoni di Sportitalia, ha racconato alcuni aneddoti top secret di quando vestiva la maglia del Bari con Antonio Conte in panchina: &amp;quot;Sesso pre-partita? E&amp;rsquo; capitato due-tre volte che ho portato in ritiro una donna il giorno prima della partita. Successe ai tempi di Bari e Brescia, ma poi feci goal e abbiamo vinto. Il sesso fa bene, è la stessa cosa di un calciatore che lo fa con la moglie quando torna a casa. Romario lo faceva spesso, Ronaldo ha dichiarlo di averlo fatto spesso quando giocava. A Bari mi allenava Antonio Conte, ma lui non lo sapeva. Il mio compagno in camera era Caputo, ebbi rapporti anche quando lui era in stanza con me, l&amp;rsquo;ho fatto nascondere in bagno&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/30/1398847110-1398846496-lapresse-20140426161232-6443701.jpg" /> <![CDATA[Ronaldo, il Fenomeno, messaggio d'amore per l'Inter: Sempre nel cuore]]> Luis Nazario de Lima, conosciuto come Ronaldo, è stato uno dei giocatori più forti della storia del calcio. Il Fenomeno ha incantanto con le maglie di Psv, Barcellona, Inter e Real Madrid, ed ha dimostrato di essere un fuoriclasse totale nonostante i gravissimi problemi fisici avuti nella sua lunga carriera. Il 40enne brasiliano, ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha parlato del suo amore per l&amp;#39;Inter, nonostante nell&amp;#39;estate del 2002 decise di lasciare Milano per sposare il Real Madrid: &amp;quot;L&amp;rsquo;ho sempre detto, e ben prima che arrivasse Suning: io l&amp;rsquo;Inter ce l&amp;rsquo;ho nel cuore&amp;quot;. Ronaldo, attualmente, è ambasciatore per il Real Madrid ma potrebbe anche tornare all&amp;#39;Inter un giorno: &amp;quot;Spieghiamoci bene: io a Madrid sto da dio, Florentino mi ha appena rinnovato di un anno il contratto da ambasciatore del Real e non c&amp;rsquo;è bisogno che spieghi cos&amp;rsquo;è il Real. Però mi sento pronto per un&amp;rsquo;esperienza diversa, chiamiamola gestionale, e per questo sto valutando l&amp;rsquo;opportunità di acquistare una società di Segunda Divisiòn: ci sono un paio di opzioni, vorrei mettermi alla prova. Un po&amp;rsquo; come ho fatto con le Ronaldo Academy, le mie scuole calcio che sto creando in tutto il mondo. In Cina hanno avuto un impatto straordinario: per ora ne sono nate trenta, dodici già operative. Oggi lavorare con la Cina significa avere opportunità illimitate: è una delle grandi frontiere del futuro&amp;quot;.Il Fenomeno ha poi affrontato l&amp;#39;argomento Gianluigi Donnarumma, etichettato come traditore da molti tifosi del Milan. Ecco il suo pensiero sul giovane portiere di Castellammare di Stabia: &amp;quot;Troppo sentimento, troppe emozioni: anche nei milanisti. Il cuore è importante, ma non sono i calciatori ad aver deciso che il calcio sia diventato un&amp;rsquo;industria troppo grande, dove tutti prendono soldi. E i calciatori forse meno di tutti, anche se sono i più vulnerabili: perché se non salgono su un treno rischiano che non ripassi più e se lo prendono è facile che siano giudicati dei traditori&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/02/25/1456419496-lapresse-20160222142832-17738808-1.jpg" /> <![CDATA[Il Regno Unito vara la superportaerei Queen Elizabeth]]> Sarà l&amp;#39;orgoglio della leggendaria Royal Navy e non poteva che prendere il nome dalla Regina più longeva della storia britannica. La nuova superportaerei Hms Queen Elizabeth ha preso il mare nel porto di Rosyth, in Scoiza, dopo otto lunghi anni di lavori.La nuova unità, destinata a diventare la maggiore della flotta di Sua Maestà, è costata sei miliardi di euro, per 280 metri di lunghezza, 65mila tonnellate di dislocamento e 1000 uomini di equipaggio. Dal suo ponte di volo potranno decollare 36 aerei F-35B e 4 elicotteri. In attesa di essere raggiunta dalla gemella, Hms Prince of Wales, la Queen Elizabeth è destinata a un lungo periodo di prove in mare. Gli aerei saliranno a bordo solo nel 2018 e si prevede che non prenderà parte alle operazioni prima del 2021.[[gallery 1414185]]Con le due nuove unità, la Royal Navy si riprende così di prepotenza il ruolo di primissimo piano che per storia e per tradizione da sempre le spetta fra le Marine militari di tutto il mondo. Sono ormai trascorsi tre anni dalla radiazione dell&amp;#39;ultima portaerei, la Hms Illustrious, l&amp;#39;ultima della classse Invincible.&amp;quot;Si tratta di un&amp;lsquo;unità di deterrenza, coercizione e ed anche un segnale politico, oltre che un&amp;#39;enorme base marina. Non dimenticate, è un assetto marittimo per il soccorso umanitario, la difesa e per la promozione dell&amp;#39;industria britannica all&amp;rsquo;estero&amp;rdquo; - ha dichiarato davanti alla stampa il comandante Jerry Kyd, che già è stato al comando delle portaerei Ark Royal e Illustrious. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498637298-lapresse-20170626181955-23578785.jpg" /> <![CDATA[Kim Jong-Un è terrorizzato: teme il piano decapitazione come Bin Laden]]> Tutti i grandi dittatori della storia, prima o poi, hanno avuto paura degli attentati e Kim Jong-Un non fa eccezione.La Guida suprema della Corea del Nord, in carica del 2011, ha iniziato a temere seriamente per la propria vita. Gli ultimi mesi di crescente tensione con gli Stati Uniti, soprattutto dopo l&amp;#39;arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, ne hanno messo a dura prova la tenuta nervosa.Nonostante nelle dichiarazioni pubbliche continui a mostrarsi spavaldo, il leader di Pyongyang si dimostrerebbe sempre più paranoico, adottando ogni giorno nuove strategie per garantire la propria sicurezza.Un reportage di Guio Olimpio e Guido Santevecchi per il Corriere della Sera racconta di come Kim abbia ormai limitato i suoi spostamenti all&amp;#39;aperto alle ore prima del sorgere del sole e di come cambi spesso auto con quella dei suoi sottoposti, per evitare di essere riconoscibile nei viaggi. Le sue apparizioni in pubblico nei primi sei mesi dell&amp;#39;anno sono il 32 per cento in meno del 2016 e una fitta rete di spie è stata mobilitata per intercettare eventuali progetti di attentati.A far tremare il leader nordcoreano, in particolare, una presunta operazione preparata da Usa e Sud Corea per &amp;quot;decapitare&amp;quot; la guida del regime in caso di guerra. Il particolare più inquietante sarebbe la presenza sulla portaerei Uss Carl Vinson del Team 6 dei Navy Seal: le teste di cuoio che sei anni or sono uccisero Osama Bin Laden nel compound in cui era nascosto in Pakistan e che ora incrociano davanti alla penisola di Corea.Inoltre i sudcoreani hanno addestrato delle unità di élite ad infiltrarsi oltre confine, pronte per una missione speciale e segretissima.Gli sviluppi nell&amp;#39;indagine sulla morte di Kim Jong-namNel frattempo emergono anche nuovi dettagli sulla possibile dinamica della morte di Kim Jong-nam, il fratellastro della Guida suprema ucciso a febbraio in Malesia in circostanze che vanno ancora chiarite in profondità.Il fratello del dittatore sarebbe stato visto incontrarsi nel resort turistico di Langkawi con un agente della Cia giunto appositamente da Bangkok. Le autorità malesi hanno ricostruito che durante questo appuntamento, durato un paio d&amp;#39;ore, i due si sarebbero scambiti informazioni e forse anche dei dati. Da questo si potrebbe desumere che l&amp;#39;omicidio - portato a termine con ogni probabilità da due donne legate ai servizi nordcoreani - sia forse dovuto al passaggio di informazioni riservate a potenze straniere. Sta di fatto che anche questa vicenda ha contribuito ad alimentare il clima di sospetto e di terrore di cui si ammanta oramai qualsiasi vicenda che riguardi Pyongyang. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/09/1496995542-kim.jpg" /> <![CDATA[Garlasco, la Cassazione conferma: Stasi condannato a 16 anni]]> Alberto Stasi dovrà scontare tutti i 16 anni di carcere a cui è stato condannato per l&amp;#39;omicidio della fidanzata Chiara Poggi.La Cassazione ha rigettato il ricorso straoridinario presentato dai difensori e dallo stesso Stasi nei confronti della condanna alla reclusione. Secondo i giudici, è stato l&amp;#39;ex studente della Bocconi a uccidere la ragazza il 13 agosto 2007 a Garlasco.Anche il pg della Suprema Corte Roberto Aniello (che rappresentò la procura generale pure nel primo processo sul delitto che si svolse in Cassazione nel 2013) aveva, nella sua requisitoria, evidenziato profili di inammissibilità del ricorso, con il quale Stasi metteva in rilievo un &amp;quot;errore di fatto&amp;quot; relativo alla mancata ammissione di prove dichiarative nel processo d&amp;rsquo;appello-bis. In quella sede, dopo l&amp;rsquo;annullamento con rinvio da parte della Suprema Corte delle assoluzioni pronunciate nei confronti di Stasi nei primi due giudizi di merito, e dopo un approfondimento dell&amp;rsquo;istruttoria dibattimentale, arrivò la prima condanna per l&amp;rsquo;ex studente della Bocconi, poi confermata in Cassazione nel 2015. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/12/17/1418847170-garlasco.jpg" /> <![CDATA[Il lusso è diventato un'idea su misura]]> Che ci fa un (architetto) americano a Parigi? Progetta senza le inibizioni di chi ha secoli e secoli di tradizione nel dna. La creatività opera così a briglie sciolte, e soprattutto se i committenti non badano a spese. Questo accade a Eric Carlson, fondatore dello studio d&amp;#39;architettura Carbondale, mago nel dare un volto agli spazi che ospitano marchi di lusso. Su tutti, Louis Vuitton. E&amp;#39; lui l&amp;#39;artefice di una delle boutique più fantasmagoriche che vi siano: il complesso sugli Champs-Élysées.Originario del Michigan, con decollo di carriera a San Francisco, ha scelto di vivere in Europa, a Parigi per l&amp;#39;esattezza, perché il lusso di classe continua ad albergare nel vecchio mondo. Solo quest&amp;#39;anno approda in Italia, su invito di Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno messo sul tavolo di cinque studi d&amp;#39;architettura, tra cui Carbondale, la bellezza di 60 milioni di euro per ridisegnare 12 boutique. Carlson sta lavorando a quelle di Venezia, Montecarlo e Pechino.Finalmente in Italia.&amp;laquo;Il progetto di Dolce &amp;amp; Gabbana mi ha stregato. Mi piace il, loro approccio innovativo e audace, l&amp;#39;idea di creare boutique l&amp;#39;una diversa dall&amp;#39;altra, espressioni delle città in cui si collocano&amp;raquo;.Finita l&amp;#39;era del concept store?&amp;laquo;Esatto. E la cosa è molto stimolante. Perché anziché ripetere all&amp;#39;infinto lo stesso modulo espositivo, lo si forgia a seconda del luogo in cui si trova. E&amp;#39; indice del cambiamento dei tempi, del resto&amp;raquo;.Quindi lavorare in Italia cosa vuol dire?&amp;laquo;Confrontarsi con le bellezze del vostro patrimonio artistico. Impossibile non tenerne conto, non sfuggire al contagio&amp;raquo;.E nello specifico: Venezia cosa le ha suggerito?&amp;laquo;Venezia è internazionale. Non è la città della moda e dello shopping come Parigi o Milano, è anzitutto città d&amp;#39;arte, in questo risiede la sua forza attrattiva. L&amp;#39;ho ripercorsa in lungo e in largo per carpirne l&amp;#39;anima, e ho concluso che avrei dovuto incorporare tanta bellezza. E in particolare la bellezza dei vetri di Murano&amp;raquo;.Avete tenuto conto anche della Sicilia di Dolce&amp;amp;Gabbana?&amp;laquo;C&amp;#39;è una fantastica combinazione in Dolce&amp;amp;Gabbana. E&amp;#39; la quintessenza di un marchio italiano che allo stesso tempo trae ispirazione dalle radici siciliane. Per questo ho preso dieci dei miei architetti e sono andato in Sicilia per immergermi nelle tradizioni, luoghi, colori, cibi locali. Siamo stati alla Kalsa, abbiamo pranzato all&amp;#39; Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Ho visitato la Cappella Palatina, l&amp;#39;Oratorio di Santa Caterina d&amp;#39;Alessandria, la Chiesa di Sant&amp;#39;Ignazio all&amp;#39;Olivella, le piazze, palazzi, Bagheria, il Castello Ursino di CataniaQuanta bellezza&amp;raquo;.Che cos&amp;#39;è la bellezza?&amp;laquo;E&amp;#39; un qualcosa che nasce da un&amp;#39;intesa. E&amp;#39; ciò a cui tendo e che mi sforzo di trasmettere&amp;raquo;.Come è cambiata l&amp;#39;idea di lusso negli ultimi anni?&amp;laquo;Il lusso è quel fenomeno che più di tutti è soggetto a continue trasformazioni. Ora vuol dire avere prodotti e servizi personalizzati. L&amp;#39;esigenza è quella di creare un maggior grado di intimità, con piccoli e confortevoli spazi ognuno dei quali offre una categoria di prodotto con un servizio ad personam&amp;raquo;.Cosa vuol dire operare nell&amp;#39;architettura di lusso?&amp;laquo;Non permettersi di fare il minimo errore. Il committente mette a disposizione tante risorse, e questo ti rende libero. Però è molto, molto esigente, non ammette il minimo errore. Richiede, poi, massima reattività e velocità. Il mondo del lusso cambia rapidamente quindi bisogna rispondere subito alla domanda. Il lusso è perfezione, è per gente esigente&amp;raquo;.E&amp;#39; il tipico americano workaholic? Lavoro, lavoro, lavoro?&amp;laquo;Non stacco mai, è vero. Del resto vivere intensamente il mondo dell&amp;#39;architettura è una forma di lifestyle, appartiene a uno stile di vita. Viaggio costantemente, visito gallerie, ho incontri speciali. Francamente non ho neppure la percezione che sto lavorando. E&amp;#39; la mia vita&amp;raquo;.Cosa la affascina di più del vecchio mondo e in particolare di Parigi?&amp;laquo;Di Parigi mi piace la qualità della vita urbana. Vivo e lavoro nel centro storico. Raggiungo lo studio a piedi o in bicicletta, immerso nella bellezza. E&amp;#39; impagabile tutto questo&amp;raquo;.Cosa le manca del suo Paese?&amp;laquo;I visi pronti al sorriso&amp;raquo;.Ha lasciato la dinamica America per il vecchio mondo. Perché?&amp;laquo;Perché le capitali della moda sono qui. Perché il livello di apprezzamento del lusso sta ancora in Europa. In America la priorità è la quantità. Il mio studio punta alla qualità, non vogliamo costruire ovunque ma nei punti strategici. Negli Usa si perseguono altri obiettivi. L&amp;#39;industria edile ha voluto assecondare certi standard, sistemi e principi economici a scapito dell&amp;#39;originalità, c&amp;#39;è insomma una certa omologazione. Cosa che si riflette nella cultura oltre che nell&amp;#39;architettura contemporanea&amp;raquo;.Come sta un americano a Parigi?&amp;laquo;Sono un Americano con studio a Parigi e attivo in tutto il mondo. Però lo ammetto: mi sento un outsider. Il che mi consente di operare con oggettività e libertà, senza il peso di norme e preconcetti&amp;raquo;.Come vede gli Usa dell&amp;#39;era Trump?&amp;laquo;Sono molto sconcertato. Veramente tanto. Per fortuna il nostro lavoro prescinde dal mondo politico di un Paese, lavoriamo per privati. E questo mi dà moltissimo sollievo&amp;raquo;.Spesso si ricorre all&amp;#39;architettura per far brillare le città sulla scena internazionale. C&amp;#39;è chi taccia questo come mera strumentalizzazione.L&amp;#39;architettura serve anche a questo. Io approvo senza riserve. Penso al modello Bilbao per esempio: che male c&amp;#39;è?Vi sono architetti del retail design che consultano sociologi per assecondare le tendenze dell&amp;#39;epoca. Anche lei?&amp;laquo;No, il colpo d&amp;#39;ala sta nell&amp;#39;anticipare le tendenze e magari pure dettare nuove tendenze&amp;raquo;.Ha firmato una struttura iconica come Louis Vuitton sugli Champs-Élysées, annoverata fra le mete imperdibili della città. Cosa ricorda di quel progetto?&amp;laquo;Spiegai che il mio approccio sarebbe stato radicale, fui molto chiaro. Volevo incorporare l&amp;#39;idea del viale che è tra l&amp;#39;altro compatibile con l&amp;#39;attitudine al viaggio del marchio. Pensai a una sorta di Guggenheim rovesciato, con i piani circolari al contrario. Aldilà della questione estetica, questo avrebbe consentito di mettere i clienti a diretto contatto con i prodotti&amp;raquo;.La Maison come reagì?&amp;laquo;Volevano essere i numeri uno al mondo, mi spiegarono. Per questo mi lasciavano carta bianca, purché avessi in testa il chiaro loro obiettivo. Certo, col senno di poi, ammetto che fu un rapporto molto inteso&amp;raquo;.E Bernard Arnault (appunto proprietario del gruppo LVMH), che disse alla fine?&amp;laquo;Era molto soddisfatto, tanto che la collaborazione non si è poi mai interrotta. E noi pure, perché non possiamo dire che la struttura di un negozio sia il fattore numero uno del successo di un brand, però è innegabile che dia un forte contributo. L&amp;#39;architettura è l&amp;#39;aspetto fisico che crea attrattiva e influenza il potenziale cliente. Quindi ci siamo sentiti parte del successo del marchio. Quello è stato senza dubbio un momento magico della mia carriera&amp;raquo;.Che clima si respira nella Parigi degli ultimi due anni?&amp;laquo;E&amp;#39; molto cambiata, cosa che vale per i residenti e per i turisti. Si respira il clima del dopo 11 settembre americano. Parigi deve buona parte della sua economia al turismo, quindi è stata messa in ginocchio. Io viaggio molto, non vivo la città nella sua quotidianità, però questa percezione è evidente&amp;raquo;.Viaggia molto perché pur nell&amp;#39;era digitale il cliente lo si incontra di persona&amp;laquo;L&amp;#39;incontro diretto con il cliente è un&amp;#39;altra cosa, muta la qualità del, rapporto. E&amp;#39; determinante&amp;raquo;.Da studente universitario, a cosa ambiva? Puntò subito all&amp;#39;architettura di lusso?&amp;laquo;Da studente cercavo di diventare un architetto con la A maiuscola. Il mio obiettivo era progettare edifici e interni partendo da uno slancio creativo. Subito mi ritrovai a collaborare con studi come Mark Mack, Oscar Tusquets, Rem Koohaas, e con loro sviluppai questa mia idea di architettura pura. Mi imbattei nel lusso nel 1997, invitato a diventare cofondatore e direttore della Louis Vuitton Architecture. E lì potei combinare la mia esperienza di architettura di design con il mondo del lusso&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498635479-34-7179307.jpg" /> <![CDATA[Viaggiare, sì viaggiare le vacanze in bicicletta]]> Due scuole di pensiero, due modi di intendere le vacanze, probabilmente due modi di vivere. E così c&amp;#39;è chi parte con bici, borse e bagagli al seguito e chi invece sceglie spiaggia e resort e si accomoda tranquillamente sotto un ombrellone. Vacanze e sport, pedalando su lunghi percorsi che in bicicletta permettono di scoprire, tappa dopo tappa, itinerari e località spesso fuori dalle rotte. Vacanze una volta per &amp;laquo;addetti ai lavori&amp;raquo; oggi sempre più frequentate. Crescono gli appassionati di questo &amp;laquo;viaggiare lento&amp;raquo; che non è riservato solo a chi ha gambe e cuore allenati. Una cultura della vacanza che all&amp;#39;estero è consolidata ma che anche da noi comincia a crescere.I dati parlano chiaro visto che solo lo scorso anno, secondo Unioncamere, questo settore ha contato 42 milioni di presenze e un impatto economico di quasi 5 miliardi di euro. Certo, l&amp;#39;Italia non riesce ancora a tenere la scia europea dove il cicloturismo genera un indotto economico di 44 miliardi, con due milioni di viaggi e venti milioni di pernottamenti l&amp;#39;anno. I numeri del 2015 del Ciset, il Centro internazionale di studi sull&amp;#39;economia turistica, lo confermano. Rispetto ad altri Paesi europei siamo agli esordi per numero di cicloviaggiatori: solo un 3% si sposta in bici mentre, tanto per fare un esempio, oltre il 40% dei tedeschi quando parte porta in viaggio con sé la bici. Le principali destinazioni turistiche sono quelle forniscono servizi e tracciati protetti: Austria, Danimarca e Francia. L&amp;#39;Italia è ottava in classifica grazie alle piste ciclabili del Trentino e dell&amp;#39;Alto Adige, alla Toscana, al lago di Garda e al lungo Po di Ferrara e provincia.RITORNO ALLA LENTEZZACosì da noi la domanda sorge ancora spontanea: &amp;laquo;Ma come? Vai in vacanza in bici?&amp;raquo;. C&amp;#39;è sempre qualcuno che te lo chiede quando scopre che il prossimo viaggio è da Parigi a Londra pedalando. &amp;laquo;E quanti chilometri fate? Dove dormite? E i bagagli?&amp;raquo;. C&amp;#39;è una risposta a tutto. Ma soprattutto c&amp;#39;è una filosofia da spiegare. Viaggiare in bici è un modo prendersi una pausa. Si va più lenti, senza fretta, sulle strade meno battute in assoluta libertà, cambiando i ritmi perché è facile fermarsi e ripartire. La vacanza è il viaggio stesso, con il suo scorrere silenzioso e paziente, con le deviazioni inaspettate, con le mappe che spesso si perdono, con le soste impreviste perché si incontra un borgo, una trattoria, uno scorcio che merita una foto. Con il sole, con la pioggia, con gli imprevisti perché capita (eccome se capita...) di forare e di riparare, di sporcarsi le mani di grasso, di dovere fare i conti con qualche bullone che si allenta, di dovere metter mano a brugole e cacciaviti.Negli ultimi anni il nostro Paese si sta adeguando. Sui percorsi ciclabili sono spuntate le prime stazioni di sosta dove è possibile fermarsi, mangiare, riparare e dormire, crescono le offerte dedicate a chi ha voglia di pedalare e molte regioni stanno provando a incentivare un settore che ha grandi potenzialità anche dal punto di vista occupazionale. L&amp;#39;agenzia del Demanio pochi mesi fa ha emesso un bando in cui offre gratis, agli under 40, vecchie case cantoniere, locande, ostelli, piccole stazioni, caselli idraulici da recuperare e pronti a diventare strutture turistiche per chi viaggia su due ruote. Non solo. Dalla Romagna alle Dolomiti, dall&amp;#39;Umbria alla Lombardia stanno aumentando i chilometri segnati, le ciclopedonali e sono sempre di più e i vecchi tragitti delle linee ferroviarie dismesse si trasformano in percorsi.Tanti gli esempi: in Calabria la ex ferrovia Crotone-Petilia Policastro, alla scoperta della biodiversità del Marchesato crotonese, in Lombardia i dodici chilometri della Saronno-Seregno, la Arcisate-Stabio o il tratto lungo la linea Varese-Porto Ceresio dove si può ammirare la bellezza della valle della Bevera. E ancora in Umbria i 51 meravigliosi chilometri della Spoleto-Norcia restaurati e recuperati dopo quasi mezzo secolo di abbandono e in Veneto il tratto costruito dall&amp;#39;esercito nel 900 per trasportare le truppe da Treviso fino ad Ostiglia nel Mantovano.UN NUOVO BUSINESSMa progetti ci sono anche in Piemonte, in Sardegna e in Abruzzo e Molise. All&amp;#39;estero le vie classiche sono in Austria con la ciclopedonale sul Danubio da Lienz a Vienna o con il giro del lago di Costanza, in Belgio con l&amp;#39;imperdibile giro della Fiandre, in Germania seguendo il corso del fiume Altmuhl in Baviera da Gunzenhausen a Regensburg oppure in Spagna da Valencia ad Alicante in un tragitto di costa tra mare, sole, cerveza, tapas e paella.Aumentano anche i privati che scommettono su un turismo che funziona e che rende. Così molti hotel diventano Bike hotel, molti agriturismi diventano &amp;laquo;amici dei ciclisti&amp;raquo;, molte strutture puntano sull&amp;#39;accoglienza alle due ruote con una serie di servizi che vanno dall&amp;#39;ospitalità, alle officine, ai punti di lavaggio, alle colazioni e ai menu pensati apposta per chi pedala.Sono sempre di più anche i tour operator che nel settore come Girolibero, Bikedivision, Verde Natura, Zeppelin o come MarcheBikeLife, nata dalla tenacia di Mauro Fumagalli che, proprio spingendo sui pedali, sta cercando di portare turisti in una regione che dopo il terremoto ha necessità di non essere dimenticata. Idee, proposte di viaggio, pacchetti per le vacanze su due ruote con viaggi completi o da costruire a misura di famiglia.LE AGENZIE DI VIAGGIOOppure portali come www.viagginbici.com come www.beactiveliguria.it che offrono una panoramica completa su mete, servizi, opportunità per chi ama fare vacanze pedalando. Le agenzie pianificano i viaggi con chilometraggi a seconda delle capacità e dell&amp;#39;allenamento dei partecipanti che possono viaggiare in gruppo ma anche con la propria famiglia o da soli, noleggiano le bici, prenotano gli hotel e si occupano di portare i bagagli da una tappa all&amp;#39;altra.Ma si può anche fare da sé. Una bici da viaggio, una gravel o una mountain bike, attrezzata con un paio di borse laterali, un minimo kit di attrezzi con alcune camere d&amp;#39;aria, luci, casco, una cerata per l&amp;#39;acqua e si può partire. Si decide il viaggio e si fissa un itinerario: 50, 70, 100 chilometri al giorno per chi se la sente, avendo cura però di prenotare per la notte prima di partire perché, dopo una giornata in sella, spesso non si hanno voglia e forze per cercare una sistemazione al calar del sole. Buona regola è quella di imparare a contenere il carico perché, quando la fatica comincia a farsi sentire, il peso diventa un problema serio. Per il cibo infine vale la vecchia regola di una gran bella colazione al mattino ricca di carboidrati, di un pranzo veloce per non appesantirsi e di portare sempre in borsa qualche barretta o qualche gel per le emergenze. La sera poi la cena è il premio meritato e spesso sognato. Rimettendo ordine tra le emozioni della giornata e preparando la tappa che verrà. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/28/1498635096-32-7179315.jpg" /> <![CDATA[Londra, arrestata una donna per la morte di Pietro Sanna]]> Potrebbe avere già un nome e un volto l&amp;#39;assassino di Pietro Sanna, lo studente sardo 24enne ucciso a coltellate a Londra lunedì scorso.Scotland Yard ha annunciato questa mattina che la Metropolitan Police, competente per l&amp;#39;area della capitale britannica, ha arrestato una donna coinvolta nell&amp;#39;omicidio, senza però rivelarne l&amp;#39;identità. La donna si trova ora detenuta nella stazione di polizia di East London. Secondo le prime indiscrezioni della stampa britannica potrebbe trattarsi della di Sanna: la stessa persona che ha dato l&amp;#39;allarme.In attesa di altri dettagli, però, già oggi l&amp;#39;autopsia dovrebbe fornire ulteriori informazioni. Lo studente sardo era stato ritrovato senza vita all&amp;#39;interno del suo appartamento di Canning Town alle 11.40 di lunedì mattina, con il corpo martoriato da diverse ferite di arma bianca.&amp;quot;Nonostante sia stato effettuato un arresto - ha avvertito l&amp;#39;ispettore capo Gary Holmes - l&amp;#39;indagine è nella prima fase e invitiamo i cittadini che abbiano informazioni a farsi avanti&amp;quot;. Il caso della morte del ragazzo nuorese, quindi, potrebbe risolversi nelle prossime ore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/26/1498512364-1498503694361.jpg-tragedia-londra-ragazzo-italiano-ucciso-coltellate-l.jpg" /> <![CDATA[Gli affari delle coop sulla pelle degli orfani]]> Siamo il Paese record per le adozioni a distanza: stacchiamo assegni per i bambini africani e a Natale rispondiamo alle loro letterine. Ma ci dimentichiamo degli orfani di casa nostra. O meglio, ce ne ricordiamo solo quando capiamo che possono rappresentare un business succulento. Attorno alle sofferenze degli oltre 20mila minori soli (dato del 2014) ruota un ingranaggio poco limpido di burocrazia, associazioni e cooperative - nate come funghi negli ultimi tempi - che si accapigliano per poter gestire case-famiglia e comunità. Non sempre per generosità, ma perché, molto più biecamente, il &amp;laquo;listino-orfani&amp;raquo; rende parecchio, fino a 140mila euro all&amp;#39;anno a minore. Stranieri non accompagnati compresi: usciti dai centri di accoglienza, dove percepiscono una diaria di 45 euro al giorno, anche i figli dei migranti valgono rette pari a quelle dei bambini italiani. Il disordine nel mondo delle comunità per i minori è tanto e la mancanza di una legge nazionale che uniformi le regoleC&amp;#39;è un aspetto che inquieta più di tutti: per le cooperative un bambino adottato significa una retta in meno. Già i tempi per affidi e adozioni sono molto lunghi (le coppie in attesa sono oltre diecimila), se poi a questo si aggiungono la nebulosa dei rimborsi e gli appetiti sulla scia dell&amp;#39;emergenza, allora la matassa diventa ancora più intricata. Intanto i bambini se la cavano da soli: se va bene in comunità dove vengono amati e aiutati a crescere, se va male in luoghi in cui rischiano persino di diventare vittima di abusi sessuali. I più grandicelli hanno anche imparato a non piangere più, tanto nessuno va a consolarli.LE RETTEPeggio che al mercato. Il meccanismo dei rimborsi spese alle comunità è opaco. Solo che in ballo non c&amp;#39;è merce da barattare, ma ci sono bambini da crescere. Ogni Comune ha le sue tariffe: un ventaglio molto ampio che va dai 70 ai 400 euro in base all&amp;#39;assistenza. Dove la legge regionale non stabilisce quote minime e massime, regna l&amp;#39;anarchia e c&amp;#39;è spazio per business sospetti che celano, dietro accoglienza ed educazione, molti interessi. Significa che non sempre le rette da hotel a cinque stelle corrispondono a un buon servizio di assistenza. La media nazionale delle quote si aggira attorno ai 120 euro a minore ma ci sono centri che si fanno pagare tre volte tanto. I casi più clamorosi sono quelli di una comunità a Bastia, in provincia di Perugia, che costa 395,20 euro al giorno a bambino, e una di Vazzola, in provincia di Treviso, che per anni ha chiesto 400 euro al giorno per minore (ridotti a 200 dopo la denuncia in Regione). Potenzialmente i casi potrebbero essere molti di più ma le verifiche non sono semplici. Il motivo? Mancano i controlli e ci sono vuoti legislativi tali da trasformare il capitolo tariffe in una giungla.Il paradosso è che non in tutte le regioni i 400 euro a minore sono un reato, da nessuna parte sta scritto che non si può fare. E allora si fa. Se le comunità prestano assistenza terapeutica, con medici e neuropsichiatri, il rimborso arriva a 300 euro per ospite ma anche in questo caso c&amp;#39;è spazio per qualche trucchetto. Ci sono ex orfanotrofi che fanno passare i (comprensibili) disagi degli adolescenti soli per &amp;laquo;disturbi psichiatrici&amp;raquo; in modo da renderli più &amp;laquo;redditizi&amp;raquo;. Ma che poi, una volta riempite le tasche, non rispettano nemmeno il minimo sindacale della buona gestione della comunità. Magari lasciando che di notte rimanga un solo educatore ogni dieci ragazzi minorenni. Ovviamente gli appetiti sui rimborsi d&amp;#39;oro dei minori sono aumentati da quando è raddoppiato il numero dei bambini stranieri non accompagnati sbarcati in Italia: nel 2015 erano 12.360, nel 2016 sono saliti a quasi 26mila.LE COOP DELL&amp;#39;ULTIMA ORAE il numero delle cooperative è proliferato. Quelle iscritte alla banca dati del ministero dello Sviluppo economico sono ventimila e tra queste, a parte i colossi con curriculum a prova di magistrato, ci sono quelle improvvisate e di dubbia professionalità. Del resto per aprire una coop bastano tre persone e una firma dal notaio e per avviare una comunità per minori sono sufficienti un po&amp;#39; di stanze in affitto e corsi pubblicizzati on line con annunci del tipo: &amp;laquo;Vuoi aprire una casa-famiglia? Chiunque può farlo&amp;raquo;. Per le autorizzazioni non ci sono iter complicati, anzi. Una breve ricerca su Google aiuta a capire come districarsi tra la burocrazia e quali carte compilare per ottenere i finanziamenti del Comune. Tutto in modo trasparente, ma con ampio spazio per i disonesti e con un meccanismo che, a detta di tanti esperti di diritto, si basa troppo sull&amp;#39;autocertificazione. Ogni Regione stabilisce i propri criteri di controllo. Alcune riescono a cadenzare con regolarità le ispezioni, altre non le fanno quasi mai, per mancanza di fondi e personale. Va precisato che, ispettori a parte, entrare per una visita o un controllo nelle comunità e nelle case famiglia non è scontato. Ci entrano solo i responsabili, quelli che ci lavorano (medici, addetti alla mensa e alle pulizie) e, previo avviso, i tutori e gli assistenti sociali. Stop. Quindi non è immediato identificare chi non rispetta le regole o non tratta i ragazzi come dovrebbe. La trasparenza scarseggia anche nella contabilità e spesso le coop non presentano i report semestrali come dovrebbero.LA RETE LARGA DEI CONTROLLI&amp;laquo;In molti casi - denuncia Cristina Franceschini, avvocato della onlus Finalmente liberi - non esistono rendicontazioni dettagliate delle spese sostenute. Cooperative e onlus presentano bilanci stringati, senza entrare nel dettaglio, né i Comuni chiedono informazioni in più&amp;raquo;. Tanto che ci sono stati casi in cui alcuni Comuni hanno pagato il rimborso anche per i giorni in cui il minore non era in comunità ma era tornato a casa dai genitori. L&amp;#39;ex ministro per la Famiglia e neuropsichiatra infantile Antonio Guidi avanza una proposta per uscire dalla trappola delle quote. &amp;laquo;Le strutture non devono più essere pagate in base al numero dei bambini che ospitano - sostiene -. L&amp;#39;errore sta nella logica delle quote. Piuttosto si potrebbe pensare a un sistema diverso, in cui sono i Comuni a corrispondere uno stipendio fisso a chi lavora all&amp;#39;interno delle comunità, scardinando ogni interesse legato numero degli ospiti&amp;raquo;. In alcuni casi i controlli avvengono solo dopo segnalazioni di maltrattamenti alle forze dell&amp;#39;ordine e alla Procura dei minori: a Licata (Agrigento) i ragazzini con disabilità psichiche sono stati trovati legati con lo scotch, a Foggia due educatrici sono state arrestate per maltrattamenti. E poi c&amp;#39;è lo scandalo di Forteto di Vicchio del Mugello (Firenze), dove la comunità nemmeno chiedeva i rimborsi al Comune ma dove erano quotidiani gli abusi sessuali sui bambini.INCONTRI A PAGAMENTO&amp;laquo;Ciò che ci dispiace molto - spiega Giovanni Fulvi, presidente del coordinamento nazionale delle comunità per minorenni - è che una comunità che funziona male distrugge tutto il lavoro delle comunità che lavorano bene e che seguono il codice deontologico che ci siamo dati. Chiediamo a gran voce più controlli sulla qualità della vita nelle strutture e sulla gestione dei soldi pubblici&amp;raquo;.Il problema è che non esistono regole uguali per tutte stabilite a livello nazionale, né c&amp;#39;è una banca dati comune. O meglio, quella prevista dalla legge 149 del 2001 non è ancora operativa. Per capire la confusione che regna nell&amp;#39;ambito dell&amp;#39;accoglienza dei minori, basti pensare che non tutte le regioni usano le stesse parole per definire le strutture per l&amp;#39;infanzia, ma &amp;laquo;ognuna ha le sue denominazioni e questo complica le cose&amp;raquo; sostiene Fulvi, a conferma che il percorso verso la trasparenza è davvero lungo. Il vuoto normativo riguarda anche gli incarichi. La onlus Finalmente Liberi lo scorso anno ha &amp;laquo;scovato&amp;raquo; 211 giudici onorari minorili che sono stati a lungo anche azionisti, dipendenti o soci delle case famiglia. E sebbene ora sia stata riconosciuta l&amp;#39;incompatibilità dei loro ruoli, non tutti hanno sanato la loro posizione. Tanti bambini accolti in comunità, una famiglia ce l&amp;#39;hanno. Però sono stati allontanati perché il clima a casa è stato ritenuto pericoloso e malsano. Ai genitori e ai parenti tuttavia sono consentite le visite e sono i giudici a stabilirle durante le sentenze di allontanamento. Tuttavia è meglio che gli incontri non avvengano né nella casa d&amp;#39;origine né all&amp;#39;interno della comunità. Si scelgono degli spazi neutri, spesso molto lontani da casa, anch&amp;#39;essi gestiti dalle associazioni o dalle cooperative. Ed ecco che pure quei momenti così intimi, sospesi nel vuoto, sofferti, agognati, diventano un&amp;#39;ennesima occasione di guadagno. In un centro a Roma un&amp;#39;ora di incontro figlio-mamma costa 45 euro. A Brescia una zia ha denunciato che per vedere la nipotina doveva sborsare ogni volta 70 euro. Calcolando che spesso i bambini vengono allontanati dalle famiglie povere, il metodo suona come una cattiveria ulteriore. Anche se, è comprensibile, le cooperative devono pagare lo spazio degli incontri, le bollette e il personale. Se i genitori non possono sostenere la spesa, allora provvedono i Comuni ma gli incontri diventano molto meno frequenti e non viene rispettata la disposizione dei giudici. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/05/24/1495645803-bambini.jpg" /> <![CDATA[Cristina Parodi fa gli auguri alla figlia per i suoi 21 anni: Mia bellissima bimba]]> Benedetta Gori ha compiuto 21 anni e per l&amp;#39;occasione la mamma Cristina Parodi le ha fatto degli auguri speciali postando una foto su Instagram.La primogenita di Cristina e Giorgio Gori, che si chiama poprio come la sorella della famosa giornalista, ha già quasi 15 mila follower su Instagram.&amp;quot;Auguri mia bellissima bimba&amp;quot;, ha scritto mamma Cristina accanto allo scatto che le ritrae insieme. Le due si somigliano molto, tanto da sembrare sorelle.&amp;ldquo;Io e mamma abbiamo un rapporto bellissimo, siamo complici. Voglio che gli altri mi conoscano per le mie qualità, per chi sono davvero&amp;rdquo;, ha detto Benedetta che è attualmente iscritta all&amp;#39;università nella facoltà di Scienze gastronomiche.Cristina Parodi ha anche altri due figli, Alessandro e la più piccola Angelica. In un&amp;#39;altra foto pubblicata su Instagram nel weekend la conduttrice ha presentato invece l&amp;#39;intera famiglia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/27/1498571826-parodi.jpg" /> <![CDATA[È morto Alain Senderens, uno dei padri della Novelle cuisine]]> Storicamente la cucina francese è sempre stata pesante, basata su ricette standard fatte di cotture infinite, basi già pronte, abbondante uso di grassi e spezie oltre a salse a base di burro e farina. Questo fino agli anni Settanta, quando un gruppo di chef giovani e coraggiosi propose di abbracciare un nuovo modello che ha portato alla trasformazione della cucina in un arte.Tra questi cuochi c&amp;#39;era anche Alain Senderens, scomparso all&amp;#39;età di 77 anni nella sua casa di Corrèze, in Francia. Tornato in auge nel 2005 per la sua decisione di rinunciare alle tre stelle Michelin, Senderens era diventato famoso negli anni Settanta grazie alla sua innata e originale abilità di coniugare il cibo al vino in modo leggero e gradevole.Considerato insieme a Paul Bocuse e Michel Gerard uno dei paladini della Novelle cuisine, al nome di Senderens sono associati due dei più importanti ristoranti di Parigi. All&amp;#39;inizio &amp;quot;L&amp;#39;archestrate&amp;quot; di rue de Varenne, poi il &amp;quot;Lucas Carton&amp;quot; nei pressi di place de la Madeleine e infine &amp;quot;La Tour d&amp;#39;Argent&amp;quot;, l&amp;#39;ultimo ristorante in cui ha lavorato prima del ritiro nel 2013.Qualche anno fa era tornato agli onori delle cronache per la sua decisione di sfuggire alla dittatura della guida gastronomica Michelin.Ma ancora più importanti della sua carriera da chef sono le creazioni, come l&amp;#39;indimenticabile aragosta alla vaniglia. Più in generale, Senderens fu tra i primi ad avvertire l&amp;#39;esigenza di alleggerire la cucina francese, abbandonando la quantità in favore della qualità e sostituendo i pesanti intingoli della tradizione con ricette delicate, leggere e preziose.Di Senderens si ricorda anche l&amp;#39;attenzione alla storia della cucina. Lo chef nato a Hyères, nel sud della Francia, ebbe l&amp;#39;intuizione di recuperare la ricetta dell&amp;#39;anatra arrosto alla maniera di Apicius, un ricettario romano scritto tra il quarto e quinto secolo d.C. che prende il nome da un cuoco e buongustaio romano vissuto ai tempi dell&amp;#39;imperatore Traiano. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/27/1498561583-terroirs-de-chefs-alain-senderens-zoom.jpg" /> <![CDATA[Hailey Baldwin è la donna più sexy del mondo]]> La 20enne Hailey Baldwin è stata la protagonista del Maxim Hot 100 Party di Los Angeles dove è stata incoronata &amp;quot;donna più sexy del mondo&amp;quot;.In questa occasione, la modella classe 1996, ha indossato un abito bianco firmato Alexandre Vauthier caratterizzato da una profonda scollatura sulla schiena e una gonna cortissima che ha messo in risalto le gambe perfette.Lei è l&amp;#39;ex fidanzata di Justin Bieber ed è la figlia più piccola dell&amp;#39;attore Stephen Baldwin, nipote del più noto Alec Baldwin. Dal 2009 è iniziato il suo successo quando ha partecipato con lo zio Alec e i Jonas Brothers nell&amp;#39;episodio del &amp;quot;Saturday Night Live&amp;quot;.Dal 2014, all&amp;#39;età di 16 anni, ha iniziato a sfilare per marchi famosi come Sonia Rykiel, Tommy Hilfiger, Philipp Plein, Moschino, Prabal Gurung, Tory Burch e Julien MacDonald. E adesso è stata eletta donna più sexy del mondo grazie anche ai più di 10 milioni di follower che la seguono su Instagram. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/27/1498559752-baldwin.jpg" /> <![CDATA[Anonymous: Gli alieni esistono e la Nasa sta per annunciarlo]]> Gli alieni esistono e la Nasa prossimamente ce lo dirà. È quanto svelato qualche giorno fa in un video di Anonymous, il più famoso collettivo di hacker del mondo. Nel filmato si afferma che in base a una serie di indiscrezioni da loro raccolte, la Nasa sarebbe sul punto di comunicare all&amp;#39;umanità l&amp;#39;esistenza di forme di vita extraterrestri (PER GUARDARE IL VIDEO CLICCA QUI).[[video 1413552]]Il video, pubblicato da un canale non ufficiale che dice di essere collegato ad Anonymous, ha spopolato su internet al punto da costringere la Nasa a una smentita.&amp;quot;Nonostante l&amp;#39;entusiasmo per le ultime scoperte dell&amp;#39;osservatorio spaziale Kepler, non c&amp;#39;è nessun annuncio in vista riguardo la vita extraterrestre&amp;quot;, il commento della Planetary Science Division della più famosa agenzia governativa Usa.Le immagini contenute nel filmato lungo 12 minuti mostrano alcuni articoli del sito internet ancient-code.com che citano le dichiarazioni di Thomas Zurbuchen, uno scienziato della Nasa il quale, durante un&amp;#39;audizione davanti al Congresso americano, avrebbe detto che &amp;quot;La nostra civiltà è sul punto di scoprire prove di vita aliena nel cosmo&amp;quot;.E ha aggiunto: &amp;quot;Alla luce delle differenti missioni che sono impegnate nella ricerca di vita aliena, siamo sul punto di fare una delle più profonde e senza precedenti scoperte della storia&amp;quot;.Negli ultimi tempi la scienza sta facendo alcuni passi importanti per capire se esistano forme di vita aliene, un mistero che stuzzica l&amp;#39;uomo da migliaia di anni. Ad aprile alcuni scienziati hanno annunciato che la sonda spaziale Cassini ha scoperto idrogeno su &amp;quot;Encelado&amp;quot;, la luna di Saturno.Successivamente è stata verificata l&amp;#39;esistenza di oceani su Europa (una luna di Giove), mentre il Centro ricerche Ames della Nasa ha aggiornato il catalogo dei pianeti della nostra galassia, portandolo a 4.034. Secondo Anonymous, su almeno uno di questi pianeti esistono gli extraterrestri. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/12/27/1451221166-download-3.jpg" /> <![CDATA[Texas, a 10 anni inventa dispositivo per salvare i bimbi lasciati in auto]]> Le cronache degli ultimi giorni parlano di bambini dimenticati in auto e, purtroppo, deceduti a causa del caldo. A trovare una prima soluzione è Bishop Curry Junior, un piccolo texano di appena 10 anni.Il bimbo, che frequenta la prima elementare, è riuscito a inventare un dispositivo per salvare la vita dei piccoli lasciati in macchina. Come riporta La Stampa, il marchingegno si chiama Oasis ed è dotato di un un sensore in grado di riconoscere i bruschi innalzamenti di temperatura. In quel caso il dispositivo inizia a emettere aria fresca e contemporaneamente invia un segnale di pericolo alle autorità e ai genitori.L&amp;#39;idea di Bishop nasce dopo aver sentito la storia di una bambina di 6 mesi morta dopo essere stata lasciata in auto. Negli Stati Uniti dal 1998 a oggi sono deceduti oltre 700 bambini dopo essere stati scordati in auto dai genitori. La famiglia ha avviato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, fissando l&amp;#39;obiettivo di partenza a 20mila dollari: nel giro di pochi mesi la cifra è stata superata di quasi 10 mila dollari. Il denaro sarà interamente investito nelle spese per ottenere il brevetto e individuare una fabbrica disposta a produrre il dispositivo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/26/1498492115-seggiolino-auto-montato.jpg" /> <![CDATA[Il Giappone piange la presentatrice che ha raccontato con un blog il cancro al seno ]]> Il Giappone piange Mao Kobayashi, una presentatice e blogger di 34 anni malata di cancro. È stata la prima persona in Giappone a sfidare ogni tabù per parlare della malattia.Molto famosa e seguita da moltissimi fan, aveva riempito le pagine dei giornali per la sua storia d&amp;#39;amore con il marito, l&amp;#39;attore Ichikawa Ebizo. Nel 2014 ha scoperto di avere un cancro al seno ma, insieme alla famiglia, ha deciso di non raccontare nulla al suo pubblico fino a quando, nel 2016, un tabloid ha raccontato lo scoop.Mao ha così aperto un blog &amp;quot;Kokoro&amp;quot; (cuore) e per la prima volta ha raccontato tutto quello che aveva affrontato negli anni appena passati:&amp;quot;Avevo 32 anni quando ho ricevuto la diagnosi del tumore al seno. Mia figlia aveva tre anni, mio figlio solo uno. Pensai: &amp;#39;Andrà tutto bene, tornerò ad essere come prima dopo le cure&amp;#39;. Ma non è stato così facile, e il cancro è ancora nel mio corpo. Il mio lavoro è apparire in tv e così avevo paura di essere associata con quella parola, cancro, e non volevo essere vista nella mia fragilità&amp;quot;. Poi ha anche spiegato perché non ha voluto parlare prima del cancro: &amp;quot;Non volevo essere vista mentre andavo in ospedale, sentivo di aver fallito, e ho smesso di comunicare con gli altri al di fuori della mia famiglia. Ma così, mentre cercavo di tornare quella che ero prima, in realtà mi incamminavo sempre più verso le ombre, allontanandomi sempre più dalla persona che volevo essere. Poi, un giorno, la dottoressa delle cure palliative mi disse: &amp;quot;Non nasconderti dietro il cancro&amp;quot;. Capii: lo stavo usando come una scusa per non vivere più&amp;quot;. Adesso Mao è morta mentre il blog è diventato uno dei più seguiti in Giappone. Nell&amp;#39;ultimo post aveva confidato una speranza: arrivare al 3 luglio per vedere il saggio teatrale della figlia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/26/1498486975-1498232045-594d34eca6693-624x350.jpg" /> <![CDATA[Lutto per Josè Mourinho: è morto a 79 anni papà Felix]]> Lutto per l&amp;#39;allenatore del Manchester United Josè Mourinho. È morto ieri a Setubal, in Portogallo, il padre Felix: aveva 79 anni. La notizia della scomparsa del padre di Mourinho ha commosso tutto il mondo del calcio e in particolare l&amp;#39;Inter, che con un messaggio su Twitter ha voluto esprimere le sue condoglianze all&amp;#39;indimenticato tecnico del Triplete del 2010: &amp;quot;L&amp;#39;Inter e gli interisti sono vicini a Josè Mourinho in un momento di così grande dolore&amp;quot;, il messaggio pubblicato sul suo profilo Twitter ufficiale dalla scoietà nerazzurra.José Manuel Mourinho Felix, conosciuto più semplicemente come Felix Mourinho, è stato un importante protagonista del calcio portoghese del dopoguerra.Nato a Setubal nel 1938 e portiere di ottimo livello, nel corso della sua carriera ha vestito solamente le maglie della squadra della sua città (il Vitoria, con cui nel 1965 ha vinto una Coppa di Portogallo) e del Belenenses, che poi avrebbe allenato nella seconda parte della sua vita. Nel suo palmarès anche una presenza con la Nazionale portoghese.Appesi nel 1974 i guanti al chiodo, Felix Mourinho ha allenato tra le altre União de Leiria, Amora, Rio Ave, Belenenses, Varzim, União da Madeira e Vitoria Setubal.All&amp;#39;inizio degli anni Ottanta, come allenatore di Rio Ave e Vitoria Setubal ha intrecciato la sua storia con quella del figlio Josè, ma senza grande successo. Il papà dello &amp;quot;Special one&amp;quot; era malato da tempo. La sua salma è già stata trasportata nella Chiesa do Socorro, a Setubal: i funerali sono stati fissati per martedì.Josè ha voluto ricordare il papà con una foto in bianco e nero pubblicata su Instagram. Nell&amp;#39;immagine si vede un piccolo Josè insieme al papà, entrambi sorridenti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/26/1498475094-mourinho-padre.jpg" /> <![CDATA[Il principe Harry: Volevo tirarmi fuori dalla famiglia reale]]> &amp;quot;C&amp;#39;è stato un momento in cui volevo tirarmi fuori&amp;quot; dalla famiglia reale per vivere &amp;quot;una vita ordinaria&amp;quot;. Lo confessa il principe Harry, secondo quanto racconta sul Daily mail la giornalista Angela Levin, che l&amp;#39;ha intervistato su Newsweek la settimana scorsa rivelando che il secondogenito di Lady D crede che nessuno della famiglia reale voglia diventare re o regina. Harry racconta che &amp;quot;essere nell&amp;#39;esercito è stata la migliore fuga che abbia mai avuto. Mi sentivo come se stessi realmente realizzando qualcosa&amp;quot;. Indossando l&amp;#39;uniforme &amp;quot;io non ero un principe, ero solo Harry&amp;quot;. Il fratello di William, anche grazie al suo aiuto, ha però poi deciso di non rinunciare alla propria posizione e &amp;quot;di ritagliare un ruolo per me stesso&amp;quot;. Il motivo principale è stato la regina Elisabetta: Harry voleva fare qualcosa per la nonna e ha deciso di impegnarsi nel sociale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/22/1498128704-getty-20170612205829-23436384.jpg" />