<![CDATA[il Giornale]]> Sat, 20 Jul 2019 10:00:35 +0200 Sat, 20 Jul 2019 10:00:35 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Bill Gates è il più ammirato (e CR7 è meglio del Papa)]]> Nata a Chicago, classe 1964, professione avvocato. Michelle LaVaughn Robinson, meglio nota come Michelle Obama, è la donna più ammirata del pianeta. L'ex first lady americana, moglie di Barack, è stata incoronata dall'ultimo sondaggio condotto dal portale YouGov.com e realizzato in 41 Paesi su un campione di 42mila persone. Il proprio profilo è molto diverso dal suo alter ego maschile. Perché, sempre secondo la stessa ricerca, l'uomo più ammirato del mondo è Bill Gates, il fondatore del gigante dell'informatica Microsoft, nonché noto filantropo, con oltre 27 miliardi di dollari donati in beneficenza.Nella classifica femminile, al secondo posto c'è Oprah Winfrey. Grande amica di Michelle, l'attrice, anchorwoman, opinion leader e filantropa statunitense è salita sul secondo gradino del podio incalzata da un'altra paladina della solidarietà e dei diritti umani: Angelina Jolie, famosissima per i suoi film ma anche per l'impegno come ambasciatrice Onu. É stata l'ex moglie di Brad Pitt a scalzare la regina Elisabetta II, solo quarta. Sul fronte maschile, al secondo posto della graduatoria c'è proprio l'ex presidente Usa Barack Obama, seguito in terza posizione dall'attore Jackie Chan. Non va, invece, benissimo per l'attuale capo della Casa Bianca Donald Trump, solo 14esimo, ma comunque in salita di due posizioni rispetto allo scorso anno. Mentre è notevole il successo del presidente cinese Xi Jinping, quarto. Le sorprese non finiscono qui perché se i calciatori Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono, rispettivamente, settimo e nono, Papa Francesco è solo 15esimo. Mentre il Dalai Lama è ottavo, con una posizione in meno rispetto al 2018.Sorprendente, fra gli uomini, anche il 19esimo posto conquistato dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan, che precede nella top 20 l'attore e cantante cinese Andy Lau Tak-Wah. Sul fronte femminile, il sondaggio promuove a pieni voti con il quinto posto - l'attrice britannica Emma Watson, l'indimenticabile Hermione della saga Harry Potter. É proprio lei a superare di una posizione il premio Nobel per la pace pachistano Malala Yousafzai. Mentre l'attuale first lady americana Melania Trump è una new entry nella classifica delle 20 donne più ammirate del pianeta, e conquista il 19esimo posto, dopo la premier britannica Theresa May. L'ex first lady Hillary Clinton è all'ottavo posto, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel è al 12esimo, dopo la pop star Madonna e preceduta da un'altra cantante, l'americana Taylor Swift.Tenendo conto dei voti arrivati solo dall'Italia, a vincere nella classifica femminile è ancora una volta Michelle Obama, mentre a conquistare il primo posto in quella maschile è Papa Bergoglio, seguito da un volto noto della tv divulgativa: Piero Angela. Terzo e quarto sono, rispettivamente, il Dalai Lama e Barack Obama. Quinto posto per il ministro dell'Interno Matteo Salvini, decimo per il campione della Juventus Cristiano Ronaldo. Nella classifica femminile, l'astronauta Samantha Cristoforetti è seconda davanti alla conduttrice tv Maria De Filippi. In settima e ottava posizione ci sono due personalità politiche: Emma Bonino e Giorgia Meloni. Nella classifica americana è invece la coppia Obama a stravincere. Barack precede Trump e l'attore Clint Eastwood. Michelle vince la sfida tra first lady battendo Melania, finita in terza posizione dietro al magistrato Ruth Bader Ginsburg. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/05/14/1557818162-cristiano-ronaldo.jpg" /> <![CDATA[Il bluff del Carroccio di staccare la spina fulmina soltanto il Pd]]> Ai vertici del Pd molti ci avevano creduto davvero, alle minacce di crisi di Salvini. Avevano ricevuto "informazioni riservate" secondo cui "sicuramente" il leader della Lega sarebbe andato alla resa dei conti con M5s, affrontandone impavido le conseguenze."Sono quelli che leggono Repubblica e ci credono, e che parlano con Giorgetti e scambiano le sue opinioni con quelle di Salvini", ironizza un parlamentare dem. Fatto sta che l'argomento "crisi imminente" è stato usato dal segretario Zingaretti per stoppare l'iniziativa di una mozione di sfiducia al capo leghista, lanciata dall'ala renziana. Che ieri è tornata all'attacco: "Se non la facciamo oggi quando mai potremo farla?", chiede Maria Elena Boschi. La mozione, spiegano i renziani, avrebbe come scopo principale quello di stanare i grillini e costringerli a dare pubblicamente la propria fiducia al Salvini dei rubli, oppure - ipotesi assai più improbabile - assumersi la responsabilità della rottura. In ogni caso, avrebbe messo in seria difficoltà Di Maio e Conte: "Forse per questo non la hanno voluta presentare", maligna qualcuno tra i favorevoli, "per non mettere troppo in difficoltà i grillini".Alla crisi, del resto, Matteo Renzi non ha mai creduto: "Non la faranno - spiegava ai suoi giovedì - Salvini avrebbe i numeri per fare un governo di destra e tirarsi dietro moltissimi Cinque stelle. Ma non vuole: resta attaccato al patto con Di Maio, nonostante i rischi che questo comporta, su vari piani". La sceneggiata salviniana, spiegano nel Pd, serviva insomma per tutt'altri scopi: per alzare una cortina fumogena che coprisse le nuove rivelazioni sul Russiagate che stanno investendo il ministro dell'Interno, e per spaventare Di Maio e Conte alla vigilia dell'intervento del premier in Parlamento sul "caso rubli"."La verità è che i commentatori politici frequentano troppo poco il Parlamento e le sue commissioni: se lo avessero fatto, in questi giorni, non sarebbero caduti nella trappola mediatica di Salvini e avrebbero capito che la maggioranza grillo-leghista è assolutamente blindata", sospira il costituzionalista e parlamentare dem Stefano Ceccanti. Lui, durante la settimana, ha seguito i lavori delle Commissioni di Montecitorio che stanno esaminando il decreto Sicurezza bis, ossia il provvedimento-bandiera di Salvini: "Devono mandarlo in aula lunedì, votando tutti gli emendamenti, per mettere poi la fiducia. E vanno avanti come un carrarmato, perfettamente allineati e a tappe forzate, con i grillini che difendono a spada tratta tutte le richieste della Lega e che si sono inventati qualunque manovra diversiva, come il caso delle false accuse a Andrea Romano, per bloccare ogni opposizione". Dall'osservatorio parlamentare, insomma, appare chiaro che Salvini e Di Maio si muovono in perfetta intesa. E in privato, con i parlamentari dem, i Cinque stelle confidano: "Di Maio ha dato ordine di dire sì a qualsiasi richiesta della Lega, per non dargli pretesti". Del resto giovedì, nel pieno della bagarre sulla crisi imminente, la viceministro Laura Castelli spiegava a un dirigente Pd: "Ma quale crisi, non c'è nessun rischio: Salvini è il primo a non volerlo correre. Tranquilli, duriamo cinque anni". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/08/1560008504-zingaretti.jpg" /> <![CDATA[Berlusconi si tiene pronto: "Il voto è inevitabile e il centrodestra vincerà"]]> Il governo sale sull'ottovolante della crisi, tra accelerazioni e frenate, strappi e ricuciture, attacchi e attestati di stima. Forza Italia di fronte all'ennesimo scontro osserva da spettatrice interessata il conflitto Salvini-Di Maio e valuta le possibili conseguenze del braccio di ferro gialloverde.Silvio Berlusconi continua a essere convinto che il governo sia giunto al capolinea e sia inevitabile un voto in autunno. "Tornare alle urne è inevitabile. Se si vota il centrodestra avrebbe una maggioranza larghissima e, finalmente un programma coerente", è la convinzione che si ascolta dalle parti di Arcore. Il resto del partito appare più scettico e scommette sulla tenuta dell'esecutivo, pur consapevole che si naviga ormai nel cuore di una tempesta permanente."Il sogno d'una notte di mezza estate, ossia quello di vedere finalmente questo governo trarre le conseguenze sul proprio incaglio in tutti i dossier, è già evaporato. Evidentemente il trambusto di questi giorni tra Lega e M5s era soltanto un gioco delle tre carte per distrarre dai veri problemi del Paese", dichiara Francesco Paolo Sisto. "Conte dice di non voler vivacchiare, eppure ogni giorno questo governo rinvia, rimanda, e blocca ogni provvedimento utile al Paese. Liberiamo l'Italia da questa esperienza ormai fallimentare", dice Licia Ronzulli al Tg2. Mara Carfagna - che con Renata Polverini ha incontrato ieri una delegazione sindacale allargata - ricorda, invece, che "luglio è un mese pieno di scadenze fiscali per piccole e medie imprese, professionisti e lavoratori dipendenti, ma Di Maio e Salvini passano più tempo a litigare che non a fare cose utili per il Paese. Dicano la verità agli italiani, ammettano di non essere capaci di governare e la chiudano qui". E se Giorgio Mulè spera che Lega e Cinquestelle "abbiano il coraggio di far calare il sipario su questo incubo perché mentre il premier Conte interloquisce l'Italia appassisce", Annamaria Bernini fa notare che il Paese appare sempre più bloccato con "una decrescita delle infrastrutture, vedi Tav e Gronda". Mariastella Gelmini, invece, insieme a Maurizio Gasparri, attacca su un provvedimento chiave come la digital tax, una norma che nonostante sia stata votata "con la prima legge di Bilancio di questo sciagurato governo gialloverde, non è ancora operativa visto che non risulta approvato il necessario decreto attuativo del ministero dell'Economia".La prossima settimana Forza Italia ricomincerà a lavorare sul suo rinnovamento interno. Dopo lo stop alle riunione del "tavolo delle regole" determinato dagli impegni a Bruxelles di Antonio Tajani e dall'elezione della nuova presidente della Commissione europea, Mara Carfagna, Giovanni Toti, Mariastella Gelmini, Annamaria Bernini e lo stesso vicepresidente di Forza Italia torneranno a incontrarsi nei prossimi giorni. Toti e Carfagna si sono visti tre sere fa per cercare una mediazione e una proposta condivisa. Dopo alcune incomprensioni che hanno segnato l'inizio del dialogo tra i due coordinatori ora il dialogo sta procedendo. E il cammino verso il congresso di Forza Italia e il rilancio dal basso della governante azzurra appare meno accidentato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/07/1562478922-silvio-berlusconi.jpg" /> <![CDATA[Il divo in vacanza a Cortina sempre con la carta vincente]]> La voce si sparse nella valle e la stazione d'arrivo fu presa d'assalto da curiosi, villeggianti arricchiti, turisti con la macchina fotografica. Tutti volevano vedere il Divo Giulio con le gambe a penzoloni. L'impianto si bloccò e Andreotti fu costretto a ripiegare su qualche blanda camminata sulla strada della ferrovia... a sorpresa, un bel giorno si alzò di scatto dal tavolo, chiuse il taccuino e decise di fare sport: oggi, annunciò a moglie e figli, tutti su al Faloria. Certo, una bella arrampicata. "Macché, si saliva in funivia - racconta Stefano, il secondogenito - Lui non faceva mai più di due passi, figuriamoci una scalata del genere". Comunque la voce si sparse nella valle e ben presto la stazione d'arrivo fu presa d'assalto da curiosi, villeggianti arricchiti, turisti con la macchina fotografica, clientes, insomma dal tipico generone estivo cortinese. Tutti volevano vedere il Divo Giulio con le gambe a penzoloni. L'impianto si bloccò e da allora Andreotti fu costretto a ripiegare su qualche blanda camminata sulla strada della ferrovia. Molto blanda. "I miei amici sportivi - ripeteva- sono morti da tempo".Un'altro bel giorno, erano gli anni sessanta, scoprì la Polaroid. "Ragazzi, mettetevi vicini, fermi, così, sorridete". Belzebu', così lo chiamavano in parecchi, era affascinato da quella che considerava una "scatola diabolica", un attrezzo che stampava istantanee in pochi secondi senza bisogno di portare il rullino a sviluppare. "La considerava un prodigio della tecnologia - ricorda il nipote Luca Danese - Ogni scusa era buona per radunarci e provare su di noi la macchina. Però, siccome lui era un po' rigido e non si chinava molto, le immagini uscivano compresse, con le nostre teste schiacciate in basso quasi fuori dall'inquadratura e sopra, per tre quarti della foto, solo gli alberi e il cielo. Ma zio insisteva. Ci rimetteva in posa, scattava, soffiava, riprovava".Quello di Giulio Andreotti con Cortina e' stato un rapporto forte, durato quasi quarant'anni. "Noi restavamo un mese, papà soltanto una settimana o poco più a cavallo di Ferragosto - spiega Stefano - Verso il venti ripartiva e, sulla strada per Roma, si fermava a Rimini, per il Meeting di Cl. Qualche volta venivamo pure a Natale". D'estate pochi giorni molto intensi. Il convento delle Orsoline, ai piedi del Faloria, si trasformava nel quartier generale della "famiglia invisibile" e, in certi periodi, nella sede distaccata di Palazzo Chigi. Frammenti, ricordi. I bauli zeppi di documenti e decreti da firmare, tra cui quello del carcere duro per i mafiosi. I notabili in udienza. Le brevi passeggiate. Le lunghe telefonate a Roma. Le tante conversazioni con i ragazzi e gli amici. "Voleva sapere tutto, era un grande ascoltatore, chiedeva ai nostri amici che ne pensassero del '68, del Medio Oriente, o degli altri problemi del momento". Vedeva Gianni Agnelli, Indro Montanelli e Enzo Biagi, portava i bambini a mangiare i krapfen caldi alla pasticceria Alvera'. Riceveva. Scriveva. Nei paraggi c'era sempre un alto prelato. "Spesso ospitava il cardinale Felici, un grande amico, erano stati compagni di scuola". Incontrava, talvolta, il re del Belgio. O il presidente italiano.Come nell'estate del 1991. Francesco Cossiga era arrivato in elicottero da Pian del Cansiglio e sfoggiava pedule montanare, jeans e una camicia a quadri. Andreotti aveva addosso il solito cardigan bianco, cioè il suo massimo dell'abbigliamento sportivo. Quel giorno c'era fermento, le scorte vigilavano, le monachelle si affannavano con i dolci, i bambini erano stati spediti a giocare altrove con gli album Panini: per non sbagliare, nonno Giulio comprava sempre tutte le figurine, così i nipoti non dovevano nemmeno fare i cambi di faccette. Però il terrazzo delle Orsoline era pieno di gente. No, non si poteva proprio definire un vertice istituzionale, ma nemmeno una rimpatriata tra vecchi amici davanti a una tazza di cioccolata calda, perché in ballo c'erano diverse questioni importanti da chiarire, tipo la grazia per Renato Curcio. Il capo dello Stato chiedeva, il presidente del Consiglio spiegava, i toni salivano. Finché di colpo, un botto fortissimo. "Sembrava una bomba - ricorda Stefano Andreotti - Gli agenti accorsero, qualcuno tirò fuori la pistola, tutti pensammo al terrorismo, invece era caduto un grosso vaso dal balcone di sopra. Mio padre se ne uscì con una delle sue solite battute: tranquillo, France', tu non c'entri, deve essere qualche suora che ce l'ha con me". E alla fine per il capo Br niente clemenza.Vacanze blindate: del resto per il sette volte capo del governo non poteva che essere così. Ma Andreotti a Cortina d'Ampezzo non faceva certo una vita ritirata. Di giorno, quando non scriveva uno dei suoi sessanta libri, passeggiava sulla strada della ferrovia, costretto a forza dalla moglie Livia Danese. Talvolta si prendeva la rivincita con dei blitz pomeridiani al caffè Lovat, ufficialmente per "comprare i dolci per i ragazzi", che in realtà erano anche per lui. "Appena poteva mangiava qualunque tipo di schifezza - ricorda il figlio - Una volta a Gerusalemme fu l'unico a trangugiare delle orribili frittelle". Per non parlare delle spedizioni all'Armentarola per il pranzo di Ferragosto: ore a tavola, mangiate infinite.Al tramonto c'erano le mostre alla galleria Contini o le presentazioni di libri all'hotel Savoia. La sera spesso a cena fuori. Frequentava i ristoranti migliori di Cortina, e i più alla moda: Baita Fraina, il Caminetto, Lago Scin, il Posta. Oppure andava a casa di amici. "Lo invitavano sempre - ricorda Stefano - e papà rifiutava di rado". Alle undici però scattava il coprifuoco, ordinato dall'inflessibile signora Livia, chiamata in famiglia "la colonnella". A lei toccava dire i no che aiutano a crescere. "Mio padre invece era più aperto, sosteneva che dovevamo decidere noi e pagarne le eventuali conseguenze. Bisognava, ci spiegava, sbatterci la testa. Un'estate, sorprendendo tutti, disse di si a mio fratello Lamberto allora sedicenne che voleva andare a un concerto dei Rolling Stones, chissà dove e chissà con chi". Libertà e protezione. Dice Serena, la quarta figlia: "Papà ci ha sempre difeso dalle interferenze indebite, alzando una linea di demarcazione tra la vita pubblica e quella privata".Ma pure lui ogni tanto veniva viziato. Una volta a Natale i nipoti gli regalarono una montagna di Gratta e Vinci: passò tutta la sera a raschiare i cartoncini. "Per farlo felice - racconta Stefano - bastava comprargli una confezione di Nougatine o di caramelle Rossana".Poi le carte, altra passione dopo la Roma, le corse dei cavalli, il cinema e la politica. Peppa, tressette, canasta, ramino, gin rummy: Andreotti era quasi imbattibile. "Vinceva sempre lui - dice Luca Danese - Grazie al suo cervello, dopo la seconda mano aveva già memorizzato le carte in mano agli altri giocatori. Non ce n'era per nessuno". E l'ippica. "Leggeva tutti i giornali - ricorda Stefano - ma nella mazzetta non potevano mai mancare Il Trotto e Il Cavallo, le bibbie del settore. Negli ultimi anni, quando aveva deciso di lasciare Cortina per un posto più tranquillo, aveva scelto Merano perché c'è l'ippodromo. Tra una chiacchierata con Silvyus Magnago, il fondatore della Svp, e una cena con i cardinali dell'Alto Adige, lui trovava il tempo di fare una puntatina". Vinceva spesso, dicono, anche lì. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/05/06/1367845590-andreotti2.jpg" /> <![CDATA[Sorpresa nel bilancio Lega: i 49 milioni sono diventati 18]]> Ristretto. Il debito leghista verso lo Stato, visto in prospettiva futura, grazie a una (s)contabilità gentile non è poi così tremendo. I famosi 49 milioni che il Carroccio deve restituire dopo la decisione del tribunale di Genova sui rimborsi elettorali ottenuti falsificando bilancio e rendiconti nella precedente gestione Bossi-Belsito tra 2008 e 2010, si sgonfiano proprio grazie alla rateizzazione concessa, che ha spalmato il debito su 75 anni. Così il bilancio si chiude sì in profondo rosso, con 16,5 milioni di euro di disavanzo, ma tutto considerato non siamo di fronte a un annus horribilis per la Lega guidata da Salvini, anzi.Invece dei 49 milioni, a bilancio quel maxisequestro pesa per meno di 19 milioni, il tutto grazie all'attualizzazione di quella cifra. Ossia il calcolo che permette di attualizzare, appunto, il valore futuro della somma, considerati gli anni (75), l'inflazione, il tasso di interesse. Ecco così che la relazione gestionale al bilancio del Carroccio, per spiegare il rosso, specifica che "tale disavanzo - i 16,5 milioni di passivo - è causato esclusivamente dall'allocazione tra i debiti, dell'importo corrispondente al valore netto attualizzato delle somme oggetto del noto sequestro giudiziario, che ha determinato l'insorgere di una sopravvenienza passiva di importo pari ad euro 18.421.578,67". Ed ecco che, al netto dell'onere segnato a bilancio, in via Bellerio si può comunque festeggiare per uno sconto di oltre trenta milioni di euro, non esattamente spiccioli.Senza quel peso, per quanto molto alleggerito, la Lega avrebbe peraltro portato a casa un bilancio in attivo di oltre 2,5 milioni di euro, in linea con i successi mietuti alle urne dal partito guidato da Matteo Salvini, tanto che proprio il "robusto incremento del consenso sul territorio - si legge nel documento contabile - ha garantito al partito un sensibile incremento dei proventi attivi".Tanti i segnali di conferma dell'ottimo stato di salute della Lega. Un milione di euro arriva da chi ha scelto di dare al Carroccio il 2 per 1000, oltre sette milioni piovono dai contributi dei rappresentanti eletti. Poi a queste cifre si aggiungono 2 milioni di euro raccolti con il 2 per mille dall'altro Carroccio, il partito parallelo diretto da Roberto Calderoli "Lega per Salvini premier", che dai suoi rappresentanti e dalle donazioni ha poi incassato quasi 400mila euro. Infatti sia in Lega (2 assunzioni) che in Lega per Salvini (una) sono aumentati anche i dipendenti (ora rispettivamente 9 e 3), segno di buona salute.Insomma, buone notizie - grazie alla attualizzazione dei conti in euro (e non in rubli) - per il ministro dell'Interno, in un momento che, politicamente, per Salvini non è dei più facili. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/07/05/1530771549-lapresse-20180701135040-26764745.jpg" /> <![CDATA[Il Capitano e Savoini a Mosca: quella cena nel mirino dei pm]]> Si allarga alla cena della sera prima dell'incontro al Metropol il faro della Procura di Milano acceso sulla presunta trattativa per far arrivare un fiume di rubli alla Lega. Di quella cena al Rusky di Mosca hanno parlato ieri alcuni quotidiani e i pm che indagano per corruzione internazionale, se da una parte non commentano e ammettono solo di "leggere con attenzione anche i giornali", dall'altra è molto probabile che siano pronti ad approfondire.Al tavolo della sera del 17 ottobre 2018 sedevano Gianluca Savoini, indagato per corruzione internazionale insieme a Gianluca Meranda e Francesco Vannucci, il presidente di Confindustria Russia Ernesto Ferlenghi, il direttore di Confindustria Russia Luca Picasso, il consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepremier Matteo Salvini Claudio D'Amico. E lo stesso vicepremier e leader leghista. Difficile per le indagini portate avanti dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano trovare informazioni su quella cena cercandole in Russia. È molto più plausibile che verranno reperite ascoltando come testimone chi, tra gli italiani, vi prese parte. Alcuni giorni fa inoltre in un'intervista al Corriere il fondatore di Confindustria Russia Fabrizio Candoni, anche lui a Mosca in quei giorni, ha dichiarato di aver ricevuto l'invito per l'incontro della mattina del 18 ottobre all'hotel Metropol. Lo stesso vale per Salvini, ma Candoni sostiene di non esserci andato (e infatti non è stato registrato nell'ormai celebre audio di Buzzfeed) e di aver consigliato al ministro dell'Interno di fare altrettanto. Se ne deduce quindi che Salvini sapesse della riunione in cui i tre emissari italiani discuteranno con altrettanti russi della compravendita di una partita di petrolio da cui ricavare una cospicua cresta da destinare - è l'ipotesi degli inquirenti - una parte ai faccendieri di Mosca e una parte al Carroccio. Sapeva quantomeno che si sarebbe tenuta. Resta da dimostrare che conoscesse anche gli esatti termini della discussione e gli eventuali risvolti illeciti.L'altro fronte dell'inchiesta riguarda il dopo Metropol. Cioè il fatto che, secondo quanto scrive l'Espresso, le trattative per lo scambio di petrolio sarebbero andate avanti almeno fino a febbraio di quest'anno. Fonti vicine alle indagini infatti non smentiscono che flussi di denaro ci sono stati nell'ambito di operazioni legate in qualche modo a quella prospettata al Metropol. La quale invece, a quanto sembra, non sarebbe mai andata in porto. Per scovare le tracce dei rubli, i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro e il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale starebbero preparando una rogatoria da inoltrare alla Russia.Sul resto delle indiscrezioni di stampa pubblicate in queste ore la Procura ribatte con molti "no comment". Compreso quello alla domanda se sia stato un italiano a registrare in segreto la conversazione del lussuoso hotel moscovita. Nel fine settimana non sono previste, almeno ufficialmente, nuove attività di indagine come perquisizioni o interrogatori. Per gli inquirenti del pool reati economici transnazionali sono ore di studio della molte di carte acquisite e del materiale informatico estrapolato. Si tratta dei documenti trovati nei mesi di indagini sottotraccia ma anche di quelli sequestrati nei giorni scorsi nel corso delle perquisizioni a carico di Savoini, Meranda e Vannucci. Il materiale è stato definito "utile" all'inchiesta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/13/1563000491-lapresse-20190712171626-29927492.jpg" /> <![CDATA[Parte il Vietnam grillino: sgambetto sull'autonomia «Non otterranno tutto»]]> Roma Ma quale crisi. A ventiquattr'ore scarsi dal lancio dei piatti, dopo una nottata di rancori repressi e di programmi di rivalsa, i duellanti sono già pronti a ricominciare la convivenza armata. Di Maio vuole incontrare Salvini per chiarirsi. Salvini accetta dicendo di non avercela con Di Maio, "persona per bene", però mette di nuovo nel mirino i signornò grillini, i ministri Toninelli e Trenta. Il Quirinale può rilassarsi perché la prospettiva di elezioni anticipate si allontana. Quanto a Giuseppe Conte, ritrovata una certa momentanea stabilità, può passare all'incasso. Primo, niente rimpasto, la Lega si metta il cuore in pace. "Nessuno mi ha mai prospettato una ricomposizione della squadra di governo". Secondo, la legge per l'autonomia regionale non consentirà l'assunzione diretta dei docenti. "I governatori non avranno tutto", spiega il premier.Certo, questa non è una pace. Dallo scontro aperto e totale, anche personale, si sta passando alla guerriglia quotidiana a bassa intensità, la strategia preferita dai 5s, che puntano a logorare il Capitano. L'effetto si vede subito, alla riunione mattutina sull'autonomia, che Salvini diserta polemicamente e che registra una vittoria dei Cinque stelle. Grazie anche a una sentenza della Consulta firmata da Sergio Mattarella, allora giudice della Corte, che aveva sollevato problemi di costituzionalità, si decide che "il personale della scuola è escluso dalla regionalizzazione, che il sistema rimane unitario" e che non ci sarà nessun trasferimento di fondi dallo Stato: l'istruzione pubblica deve essere uguale in tutta Italia. "L'articolo 13 è stato soppresso, non ci saranno concorsi regionali, è un nostro successo. Non abbiamo ceduto su cose che avrebbero potuto compromettere l'unità del Paese", esulta il sottosegretario all'Istruzione, il grillino Salvatore Giuliano. Restano aperti due punti, le risorse e il potere delle sovrintendenze culturali. Lunedì un nuovo vertice cercherà di risolvere la questione. "L'autonomia funziona se c'è quella finanziaria avverte la leghista Erika Stefani, ministro per gli Affari regionali Non accetteremo compromessi".Conte è soddisfatto. "Il modello della scuola è fondamentale e non può essere frammentato. Siamo in dirittura d'arrivo, era uno dei punti del contratto di governo condiviso da M5s e Lega. Grazie a tutti i ministri, pure agli assenti giustificati", e non si capisce se Salvini, assente ufficialmente per precedenti impegni, è nel numero. I governatori ci resteranno male? Il presidente del Veneto Luca Zaia, è "basito" e ha "le tasche piene" dei rinvii? Pazienza, "su sanità, ambiente, sviluppo economico sono state accolte le loro richieste, però questa è una trattativa, non possono avere tutto".Il premier dunque, forte dell'appoggio del Colle e convinto che il ministro dell'Interno adesso non voglia far saltare tutto, fa anche sfoggio di muscoli. "La mia posizione è molto chiara, non so qui a vivacchiare legato alla sedia. Siamo qui per realizzare un mandato preciso e un progetto di riforme molto ampio, che richiederà del tempo ma che si completerà nel giro di qualche mese, un anno". E dopo? Boh. Conte sente spesso Sergio Mattarella. "Però non è una notizia, sono colloqui istituzionali. Ho visto pure Lorenzo Guerini, Pd, presidente del Copasir, per motivi legati al suo incarico, e presto incontrerò le parti sociali", che Salvini ha già ricevuto al Viminale provocando proteste e polemiche. Si profila comunque un'estate di fuoco. "Non vado in vacanza conclude Conte - solo qualche fine settimana per ricaricarmi. Resto qui a lavorare". E a sorvegliare la poltrona. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/02/1562074482-lp-9968714.jpg" /> <![CDATA[Ora Salvini archivia la crisi ma apre il fronte del rimpasto]]> Nelle feste della Lega che come ogni estate animano paesotti, paesini e città del Nord, ormai è diventato una specie di ritornello. "Niente da dire su Matteo, ma questi qui al governo litigano troppo...". Questi qui, neanche a dirlo, sono Lega e 5 stelle e forse nemmeno le rassicuranti dichiarazioni del pompiere Di Maio basteranno a spegnere l'incendio che si sta lentamente ma inesorabilmente appiccando da prati, pratini e pratoni del Carroccio.Salvini, che conosce palmo a palmo la Lega, perché l'ha scalata seguendo la scia dell'odore delle salamelle, ha capito che a questa marea fedele ma scontenta deve concedere qualcosa. E ha pensato bene di chiedere la testa di due ministri da sempre suoi avversari: la titolare della Difesa, Elisabetta Trenta, e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. La base leghista, a partire dagli imprenditori del Nord che mal sopportano lo stop alla Tav e alle opere, piccole o grandi che siano, ricominciano a sperare. I militaristi padani, che continuano ad abbondare nel parterre dei militanti del Carroccio, gioiscono sui lunghi banconi, tra birre artigianali e cotolette spesse due dita, sperando di liberarsi al più presto del ministro della Difesa più pacifista che la storia ricordi.Ma i motivi che spingono Salvini a mettere nel mirino proprio quei due nomi, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli, sono nascosti nell'articolo uno del decreto Sicurezza bis, quello che avrebbe dovuto trasformare Salvini in un vero Capitano dei mari. Aprire e chiudere i porti a piacimento, decidere le sorti delle navi (e delle barchette di naufraghi) che si avvicinano alle italiche coste.Eccolo il testo destinato a incoronarlo signore del Mediterraneo, o almeno delle coste italiane: "Il Ministro dell'Interno, Autorità nazionale di pubblica sicurezza... nell'esercizio delle funzioni di coordinamento... e nel rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia, può limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che...". Salvo che.Sono queste due paroline finali, "salvo che", a lasciare agio alle Capitanerie di porto e alla magistratura di lasciar applicare la legge del mare, ovvero soccorrere chi è in difficoltà e rischia di morire. La copertura politica, più o meno esplicita, è fornita da quei due signori dei Cinque stelle che si chiamano Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, e Elisabetta Trenta, ministro della Difesa. Sono loro a contendergli il reale controllo dei porti. Sono loro a impedire che il soprannome "Capitano" resti poco più che un gioco.Salvini lo sa bene, come capisce di non poter chiedere la testa di Toninelli e Trenta in nome del suo desiderio di fare il bello e il cattivo tempo tra le onde. Però, parlando di rimpasto, ha chiesto di sostituire proprio coloro che più lo ostacolano dall'attuare a pieno il Decreto Sicurezza bis. Il 13 agosto è la data entro cui dovrà essere convertito in legge. Il 13 agosto è anche la data in cui si vedrà quanto la leadership di Salvini sia stata sfiancata dall'affaire Russia.Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha detto che nessuno gli ha chiesto un rimpasto. Ha ben chiaro che, come allo shangai, toccare un bastoncino può fare scivolare tutti gli altri. Ma se il commissario europeo arriverà dalle file del governo, se per esempio sarà Enzo Moavero Milanesi ad andare a Bruxelles, la casella degli Esteri rimarrà sguarnita e il totoministri non potrà che ripartire."Ai nostri tempi, per coprire un caso come quello che in Russia ha coinvolto Salvini, avremmo fatto finta di aprire una crisi, per poi chiuderla subito" ha dichiarato al Corriere Angelo Sanza, democristiano di lunghissimo corso. A breve si capirà se davvero Trenta e Toninelli possono andare a casa per salvare gli equilibri Di Maio-Salvini, la coppia a cui far finta di essere in crisi continua a convenire di più. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/05/22/1558533801-lp-8595647.jpg" /> <![CDATA[Stallo sul commissario Sale il nome di Moavero]]> Roma Tra fughe (Matteo Salvini) e capriole (Luigi di Maio) il governo gialloverde si incarta sulla nomina del commissario Ue che spetta all'Italia. La tregua tra Lega e Cinque stelle, che sembra allontanare per ora i venti di crisi dall'esecutivo, rimescola le carte nella trattativa per la scelta del rappresentante italiano nella commissione guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen. Nel pieno delle polemiche, per il presunto caso di fondi russi dirottati alla Lega, i Cinque stelle accarezzano l'idea di "rubare" al ministro dell'Interno la nomina del commissario. Piano che spinge gli europarlamentari grillini a dare il proprio voto per l'elezione della presidente della commissione Ue. Mentre il Carroccio si defila. E anche il vicepremier Luigi Di Maio spinge: "È il colmo è che la Lega voglia il commissario europeo". Ieri, però, il capo politico dei Cinque stelle, impaurito dall'ipotesi di andare a casa se la tensione con la Lega sale ancora, si cimenta in una formidabile capriola: "Ho sempre detto che il commissario deve essere della Lega, ora la Lega ha tante altre persone oltre Giorgetti e mi dispiace che si sia ritirato. Decideranno loro chi indicare". Il trapezista Di Maio cambia ancora idea e si inchina all'alleato. Mossa che serve a rasserenare gli animi infuocati dei leghisti, dopo gli attacchi grillini sul caso Russia. Però, la risposta del ministro dell'Interno potrebbe essere un "no grazie".Pare infatti che dopo il passo indietro del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, la Lega voglia rinunciare, definitivamente, a indicare un proprio nome nella commissione. Salvini avrebbe consegnato la patata bollente nelle mani del premier Giuseppe Conte: "Deciderà lui". Scelta che avrebbe almeno due motivazioni: i segnali che arrivano dalla neopresidente non sono positivi, la delega alla Concorrenza potrebbe sfumare; secondo, Salvini, che già ha fatto mancare il proprio sostegno alla von der Leyen, avrebbe mani libere per sparare contro l'Europa. Lasciando la bomba nelle mani dei grillini che passerebbero per alleati dei burocrati.Una strategia che anche Di Maio (anche se in ritardo) ha intuito, ributtando la palla nel campo leghista. Conte mantiene l'equidistanza tra i due partiti e parla di alto profilo da consegnare a Bruxelles: "Non discuto qui di chi sarà il prossimo commissario europeo, lo devo fare con gli esponenti delle forze politiche e del governo. Cercheremo di trovare il profilo più idoneo a rappresentare l'Italia nella Commissione". Sfumato Giorgetti, salgono le quotazioni di un trasloco del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi che aprirebbe poi la strada al rimpasto nel governo. Intanto, i Cinque puntano a consolidare la svolta europeista entrando nel gruppo dei liberali di Renew Europe. Anche se la condizione è quella di mollare la Lega.A complicare la trattativa con la presidente della commissione Ue, è arrivata l'entrata a gamba tesa dell'ex ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, oggi a capo di Consob: "La presidente della Commissione Ue non dovrebbe dire che sta monitorando i nostri conti come se noi avessimo delegato il nostro potere", poiché siamo all'interno di un sistema che si deve preoccupare dello sviluppo del reddito e della protezione del benessere sociale". A dire di Savona, le affermazioni di von der Leyen sono "politiche" e servono per "dare una risposta a quelli che in Europa pensano che il problema dei conti pubblici italiani sia un problema dell'Europa, mentre dovrebbero considerare l'Italia una risorsa". E tanto di politica sanno anche le parole del presidente dell'authority che vigila sulla Borsa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/28/1561753965-enzo-moavero-milanesi.jpg" /> <![CDATA[L'alleanza tra sinistra e islam che sfocia nell'antisemitismo]]> La questione dell'antisemitismo continua ad agitare il Partito laburista britannico e a perseguitare il suo leader, Jeremy Corbyn. Ancora in questi giorni è in primo piano sulla stampa britannica la denuncia fatta da 64 membri laburisti della Camera dei Lord i quali hanno acquistato una pagina di pubblicità sul quotidiano The Guardian per accusare Corbyn di "aver fallito il test di leadership" con la sua gestione dei casi di antisemitismo all'interno del Labour. "Questo è il tuo lascito, Corbyn: il Partito laburista accetta chiunque eccetto gli ebrei", recita il testo della denuncia sottoscritta da un terzo degli esponenti laburisti della Camera dei Lord. L'iniziativa fa seguito alle polemiche scoppiate nel Partito laburista dopo la messa in onda sul primo canale della Bbc di un documentario intitolato "Il Labour è antisemita?". Inoltre, decine di ex funzionari del Partito laburista sono pronti a testimoniare davanti alla "Commissione indipendente per l'uguaglianza" che i più stretti collaboratori di Corbyn hanno interferito nelle procedure disciplinari interne per impedire l'adozione di misure contro molti esponenti laburisti accusati di antisemitismo. In questo clima si muove la riflessione che la nostra collaboratrice Fiamma Nirenstein affida alle pagine del Giornale. L'antisemitismo diventa ancor più pericoloso quando molte acque afferiscono alla sua corrente. Così è oggi. Si può dire che l'antisemitismo contemporaneo sia un "coacervo intersezionale", come si dice oggi, alla rovescia... Ma poiché esiste lo Stato d'Israele, esso può essere fermato.Lo dico in maniera chiara: finché si permetterà all'antisemitismo di travestirsi, non ci sarà alcuna strategia adeguata per batterlo. Per esempio, ho trovato del tutto insufficiente la comparazione - per altro scelta dalla prestigiosa firma del presidente dell'"European Jewish Congress" Moshe Kantor - fra la pericolosità dell'aggressione del "Nordic Resistence Movement", un gruppo neonazista pure molto violento e feroce, agli ebrei di Umera nel 2016, con lo svuotamento imposto agli ebrei di Malmö dall'odio della comunità musulmana antisemita. La fuga da Malmö, dove la presenza islamica è diventata devastante, è specialmente significativa se si considera che l'anno scorso la Svezia ha sperimentato il più alto numero di morti violente: 306. La maggior parte degli attacchi sono avvenuti per mezzo di Kalashnikov, un'arma classica del conflitto israeliano-palestinese, in aeree "vulnerabili" abitate soprattutto da immigrati non occidentali. La polizia parla nei suoi rapporti di "presenza" di simpatizzanti di gruppi terroristi... Malmö, città da cui sta svanendo la comunità ebraica, soffre la presenza di un estremismo diffuso, tanto che il Comune ha stampato delle "guidelines" per i suoi impiegati e li invita fra l'altro a fare attenzione prima di lasciare un edificio "per evitare di finire in una situazione indesiderata". Il rischio più comune è quello dei continui incendi e distruzioni vandaliche: insomma la presenza islamica crea, e non solo a Malmö, una vera e propria "situazione di guerra", come la definiscono molti autorevoli commentatori.La violenza importata dall'immigrazione islamica incontrollata o mal controllata si è trasformata in antisemitismo: ma nessuno ha voglia di dirlo, per paura di essere accusato di islamofobia. Ne sa qualcosa l'ex presidente dell'Unione Europea Romano Prodi che nel 2003 nascose un'inchiesta che provava la presenza di diffusi sentimenti antisemiti presso i musulmani in Europa.L'antisemitismo svedese è un caso di studio molto speciale, in cui si trovano esaltati tutti gli elementi dell'antisemitismo europeo di oggi. C'è, in primis, un sottofondo di antico antisemitismo cristiano, un antico fantasma utilizzabile al bisogno. È l'antisemitismo light: a volte lo vediamo nello sciocco snobismo dell'upper class, altre volte invece è plebeo e demenziale negli stadi. In secondo luogo esiste una minoranza, residuo del passato, di idioti marciatori all'ombra di una svastica di suprematisti privi di riferimenti politici e culturali che non siano miserie razziste o memorie ipernazionaliste con le loro icone. E poi - terzo elemento - ecco la grande immigrazione islamica, il fenomeno contemporaneo per eccellenza, quello che fa tremare il mondo occidentale e arriva con un carico di antisemitismo pressoché invincibile, che parte dall'educazione dei bambini, come scrive Ayaan Hirsi Ali, che "imparano da piccoli che gli ebrei sono figli di scimmie e maiali", "disumani uccisori di palestinesi". Nella Carta di Hamas si dice chiaramente: "Le pietre e gli alberi diranno O Abdullah, c'è un ebreo qui nascosto, vieni e uccidilo". Nell'antisemitismo islamico si trova il nocciolo più duro dell'antisemitismo israelofobico, condito da incitamento e caricature ripugnanti.Infine c'è la maggiore di tutte le macchine da guerra antisemite, che ora viene chiamata in un modo e ora in un altro, che si basa sull'immensa costruzione della cultura contemporanea di Sinistra, coi suoi film, i suoi libri, le case editrici e i centri di cultura. Alla base c'è la storia europea vista attraverso il messaggio sovietico che in piena Guerra Fredda amava accusare gli Usa e i suoi alleati di essere colonialisti e guerrafondai. Israele, e quindi gli ebrei, diventano nemici dei drappelli per la pace, antimperialisti, contro il nazionalismo, che manifestano per l'uguaglianza, la libertà d'opinione, il femminismo, la difesa dei gay ... Che peccato, tante belle battaglie insozzate dal comune odio antisemita.Torniamo in Svezia. Io stessa, quando guidavo la Commissione esteri del Parlamento italiano, nel luglio 2009, poco dopo che il giornale Aftonbladet aveva pubblicato un lungo articolo in cui spiegava che i soldati israeliani uccidono i giovani palestinesi per rubargli gli organi e poi farne commercio, mi sono sentita rispondere dal presidente della riunione delle Commissioni esteri europee, il ministro degli esteri svedese Carl Bildt, che "non esiste nessun antisemitismo in Svezia". Gli avevo chiesto che cosa intendesse fare per bloccarne l'evidente ondata. La sua risposta fu: "nulla". Perché il problema, secondo lui, non esisteva.E in effetti è difficile estrapolare l'antisemitismo dal mainstream contemporaneo. Si tratta di rivoluzionare l'intera costruzione ideologica dell'Occidente post bellico, che oggi marcia nel segno di un evidente antisemitismo. La confusione, dovuta anche alla faciloneria ideologica delle classi dirigenti con cui si è affrontato il problema dello Stato-Nazione (come se si potesse cancellare con un colpo di spugna ciò che ha volto, confini, lingua, identità, cibo, famiglia...), dei confini, delle minoranze, dell'immigrazione, della condizione della donna, si è trasformata in quella famosa "intersezionalità" per cui chi si batte per la libertà della condizione omosessuale, alla fine arriva, secondo l'ideologia dei "diritti umani", a essere anti israeliano. Israele è uno dei Paesi più gay friendly del mondo. Eppure lo si dipinge sempre come se usasse le sue leggi e i suoi costumi a favore dei gay come una bandiera di "pinkwashing". Perché la vera natura dello Stato degli ebrei deve essere quella oppressiva e quindi anti-gay, come è anti-palestinese.I mille affluenti ideologici del liberalismo conducono a una quantità di altre stravaganze anti-israeliane, fra cui considerare Israele un Paese genocida (mentre la popolazione palestinese, prima di Israele un popolo alquanto volatile, adesso raddoppia, triplica, quadruplica...). O di essere un Paese in cui vige l'apartheid, o antidemocratico. Tutte accuse che i fatti smentiscono. Basta una passeggiata in un Mall, o in un ospedale, o alla Knesset. Ma tant'è: Bildt quando diceva che in Svezia non esiste l'antisemitismo voleva dire che se c'era una vibrante critica allo Stato d'Israele, se persino lo si criminalizza, ciò è giustificato dalle azioni perverse che quello Stato, sin dalla sua nascita, compie contro i palestinesi. Israele, per così dire, è la somma perfetta dell'"intersezionalità rovesciata": ovvero chiunque al fondo abbia il germe del trimillenario malanno che affligge l'umanità, può trovarne il germe in tutte le possibili lotte per i diritti umani.Imbarazzante? Dovrebbe esserlo, in un mondo che solo 70 anni fa ha perpetrato l'Olocausto. E invece ogni organizzazione, anche quelle che come l'Unesco dovrebbero dedicarsi a preservare la bellezza del mondo, ha nell'ispirazione internazionalista il paravento per l'avversione agli ebrei. Quando scrivevo in anni molto lontani il mio primo libro sulle donne comuniste, restavo attonita scoprendo che sin dal loro inizio le prime riunioni internazionali femministe, sempre sotto l'egida dell'Urss, mettevano in relazione la rivoluzione sociale necessaria in Sud America con i movimenti femminili, mentre però l'assemblea votava l'espulsione delle donne israeliane dal loro consesso.La Sinistra mondiale ha adottato sempre di più questo modello per cui un oppressore o presunto tale è il coacervo di tutti i mali, dall'odio anti-omosessuale allo sfruttamento economico. Israele incarna la connessione del tema dell'identità col potere, e da qui a farne l'assassino di bambini palestinesi il passo è breve. La cosiddetta "Grande marcia del ritorno" dei palestinesi di Hamas, un'organizzazione terrorista che uccide, quella sì, donne e bambini innocenti e teorizza l'antisemitismo, è considerata spesso simile alle manifestazioni dei neri d'America, alle masse di immigrati disperati, tutti perseguitati dai privilegiati, dai potenti. I missili e gli attentati di Hamas, i palloni incendiari, sono considerati epifenomeni non collegati alla natura terrorista di Hamas che domina la Striscia di Gaza.Così gli ebrei sono tornati nell'empireo degli sfruttatori e dei mostri dopo le sofferenze della Shoah. La battaglia contro l'antisemitismo deve partire dal difendere Israele dalle accuse di genocidio, colonialismo, apartheid, ossia le bandiere del nuovo antisemitismo. Gli ebrei sono i nazisti moderni, e quindi non si meritano di esistere, tanto meno come Stato nazione, di per sé un'identità che incarna il potere, la prepotenza, l'espulsione dei miseri. Se chiedessimo a Jeremy Corbyn, il leader del partito laburista britannico, perché è antisemita, risponderà che i suoi migliori amici sono ebrei, e che è semplicemente contro l'oppressione che Israele infligge ai palestinesi. Se gli si chiedesse perché tuttavia è amico di Hamas, la risposta invocherà i valori della resistenza contro l'oppressione. Questa è la bandiera europea dell'antisemitismo odierno, qui si combatte la battaglia. E di nuovo il centro è Israele, attaccato sì, ma forte: lo Stato degli ebrei oggi esiste per difenderli in tutto il mondo. Ed è solo rafforzandolo ulteriormente che si batte l'antisemitismo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/20/1563606698-7414249.jpg" /> <![CDATA[Il rischio Etruria dietro Moscopoli]]> È iniziato tutto dieci giorni fa, quando il sito americano BuzzFeed ha pubblicato una traccia audio in cui si sentono sei persone parlare di soldi e politica all'hotel Metropol di Mosca. Da allora il Russiagate rimbalza quotidianamente sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei tg, anche grazie al "carburante" mediatico fornito ogni giorno da Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Premier e vicepremier, infatti, sono stati ben felici di schiacciare finalmente nell'angolo Matteo Salvini, alleato troppo ingombrante e che in quest'anno di governo ha avuto una leadership incontrastata nella maggioranza. Dieci giorni dopo, le prime rilevazioni dicono che il consenso della Lega resta sostanzialmente invariato. Tecné ha rilevato un calo dello 0,7%, Euromedia dello 0,5%, mentre Swg registra addirittura un aumento dello 0,2%. Leggerissimi movimenti di pochi decimali. Nella sostanza, nulla. Lo zero assoluto. Nonostante Salvini sia al centro della polemica sui presunti finanziamenti russi al Carroccio, al momento il consenso del ministro dell'Interno non pare averne in alcun modo risentito. E questo nonostante la strategia mediatica del leader della Lega sia stata piuttosto approssimativa, visto che in ben due circostanze si è fatto cogliere in fallo. Quando nelle prime ore dopo l'uscita dell'audio disse di conoscere a malapena Gianluca Savoini (circostanza poi smentita) e quando spiegò che era stato Palazzo Chigi ad invitare lo stesso Savoini alla cena in onore di Vladimir Putin a Villa Madama (ricostruzione sconfessata da Conte secondo il quale fu proprio l'entourage del vicepremier a volerlo tra gli ospiti). Al momento, dunque, la vicenda non buca. Anche perché il coinvolgimento di Salvini resta indiretto e non c'è la prova di alcun passaggio di denaro. Certo, il rischio è che - andando avanti nel tempo - la goccia d'acqua finisca per scavare la roccia. Dal fronte giudiziario, infatti, non c'è giorno che non emerga una qualche novità, tra nuovi indagati, perquisizioni e qualche documento inedito dato in pasto ai media. E ora anche l'Europa ha deciso di spingere il pedale dell'acceleratore. Che Salvini non avesse un rapporto idilliaco con Bruxelles non è un mistero, ma la sensazione è che la scelta di votare contro la neopresidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen non abbia fatto che acuire le distanze. Così ieri è arrivato l'affondo di Angela Merkel, pronta a dire che "l'Italia deve chiarire la sua situazione" perché "i contatti tra la Russia e i partiti populisti destano preoccupazione". Ora, è certamente vero che la Cancelliera tedesca non suscita simpatie in Italia e, dunque, certamente la sua uscita non inciderà sul consenso di Salvini. Però, potrebbe avere conseguenze l'intenzione del Parlamento Ue di istituire una commissione d'inchiesta sui presunti finanziamenti di Mosca alle forze politiche europee: c'è la Lega, ma anche il Rassemblement national di Marine Le Pen e l'Fpo austriaca. L'appuntamento è per settembre a Strasburgo, a conferma del fatto che il rischio che lo stillicidio non si fermi è concreto.Sono casi diversi e difficilmente sovrapponibili - perché fino ad ora non c'è prova alcuna che nel Russiagate vi sia stato il passaggio di un solo rublo - ma anche l'affaire Banca Etruria - dove invece il denaro è quello dei correntisti danneggiati - iniziò in sordina nel febbraio 2015 per poi esplodere solo a novembre, quando Maria Elena Boschi fu costretta a difendersi in aula da una mozione di sfiducia del M5s. Quanto quella vicenda - poi tornata al centro delle cronache nel 2017 con la Commissione bicamerale sulle banche - pesò sul consenso di Matteo Renzi e sul suo crollo fragoroso non è un mistero per nessuno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/16/1560691346-lapresse-20190613195715-29636105.jpg" /> <![CDATA["Doveri di padre" Così slitta la crisi]]> Ieri Matteo Salvini ha disertato il Consiglio dei ministri e, poi, il fatidico vertice sull'Autonomia. Motivo? "Il venerdì è stata la risposta passo tutta la giornata con mio figlio". Da mercoledì, invece, farà una breve vacanza con la figlia: "Parti con lei gli ha intimato, infatti, la seconda ex compagna, carattere deciso e madre della bimba non sento ragioni". Così il vicepremier, che è innanzitutto un padre irreprensibile e affettuoso, si è fatto due calcoli veloci e ha capito che il tempo per una crisi di governo non l'aveva proprio. Povero cristo, un conto è immaginare sul piano teorico di stressare il Paese con un'altra campagna elettorale sotto il solleone, un altro tediare la famiglia(e) con un tour di comizi durante le ferie estive: un'ipotesi del tutto impraticabile, pena l'ira funesta di ex mogli, ex compagne e fidanzate arrabbiate.Nella narrazione dell'ennesima parodia di una crisi annunciata a tambur battente dai giornali e smentita dalla realtà, c'è anche questo aneddoto: Salvini non ha tempo per la crisi. Nella giustificazione a Mattarella il vicepremier scriverebbe sicuramente: "motivi famigliari". Poi, ci sono le ragioni politiche che frenano la corsa alle urne. E non sono poche. L'altro ieri quando il sottosegretario Giancarlo Giorgetti è salito al Quirinale per sondare l'umore del capo dello Stato, lo ha trovato aperto all'ipotesi elettorale a parole ("Non mi metto di traverso"), ma poi, nei fatti, estremamente capzioso. Intanto il capo dello Stato ha posto il problema di un governo, che, se dimissionario, sarebbe estremamente debole con l'Europa nella trattativa per i posti in Commissione. Quindi, ha ventilato un'altra questione grossa come una casa: la crisi, se si aprisse, sarebbe la prima dopo il ritorno al proporzionale. Per cui il presidente dovrebbe adottare tempi e dettami della Prima Repubblica: il primo passo sarebbe la "parlamentarizzazione" della crisi, cioè dovrebbe verificare l'esistenza di una possibile maggioranza o meno in Parlamento; in secondo luogo, difficilmente sarebbe l'attuale governo Conte a guidare il Paese al voto, anche perché il principale protagonista della corsa elettorale, cioè Salvini, ricopre in esso la carica di ministro dell'Interno, cioè sarebbe l'uomo che dovrebbe gestire le elezioni: insomma, si porrebbe un problema di imparzialità. Per cui davanti agli occhi del vicepremier leghista si è subito materializzato il rischio che un altro governo potrebbe anche ottenere la maggioranza in un Parlamento quantomai confuso e animato da un forte spirito di sopravvivenza. "Matteo sa benissimo che sul Colle si inventerebbero ha spiegato Igor Iezzi, compagno di scuola del vicepremier ad un deputato piddino qualsiasi cosa pur di non darci le elezioni". E, comunque, i tempi di una crisi, finestre o non finestre, si allungherebbero non poco: a quel punto, pur riuscendo a strappare le elezioni, ci sarebbe il rischio che il Paese prima di avere un altro governo, dovrebbe affrontare l'esercizio provvisorio, il che comporterebbe il rispetto delle clausole di salvaguardia e, quindi, l'aumento dell'Iva. Quanti voti prenderebbe quel leader che per portare il Paese al voto, provocasse, sia pure indirettamente, l'aumento delle aliquote?Di fronte ad un percorso talmente accidentato, pieno di incognite da mandare in tilt il cervello di Archimede Pitagorico, Salvini che ha un carattere pragmatico e addirittura basico nelle sue scelte - ha preferito non impelagarsi in questo groviglio di questioni e imboccare la via più semplice: il redde rationem è rinviato alla prossima primavera, sperando che nelle regionali di gennaio l'Emilia rossa diventi verde. "Si voterà è la profezia del suo predecessore alla guida della Lega, Roberto Maroni il 7 giugno del 2020". Per cui non prendete impegni.Fin qui Salvini, il resto lo ha determinato il sentimento dominante che anima Di Maio e l'intero gruppo dirigente grillino: lì dentro, al solo sentir parlare di elezioni, la paura fa 90. E accomuna "governisti" e "movimentisti", senza distinzioni. Anche Giuseppe D'Ambrosio, orecchino a destra e sinistra, più rivoluzionario del Dibba e più a sinistra di Fico, non ha dubbi. "Tra noi 5stelle ha spiegato a un collega di Forza Italia - ci sono 200 deputati pronti a fare le barricate contro le elezioni. Una cinquantina pronti ad appoggiare un governo di centrodestra". Una propensione condivisa da un ampio arco parlamentare. "Se Mattarella desse l'incarico ad un tecnico, magari a Conte o a Tria - spiega il forzista Osvaldo Napoli tra Pd, grillini e Forza Italia, alla fine un simile governo andrebbe avanti due anni".Ma non c'è bisogno di manovre, di salti mortali o di nuove maggioranze. Almeno fino alla prossima primavera. Di Maio ruggisce in pubblico, ma in privato tratta. A volte bela. È disposto anche ad offrire su un piatto d'argento qualche testa riccioluta al feroce Saladino leghista, anche se per tenere il punto, almeno di fronte ai suoi, mette nel mirino Centinaio o la Bongiorno. Nelle ore più tese di giovedì, mentre si parlava di tradimenti e coltellate, Luca Carabetta, grillino ben accetto alla corte di Casaleggio, spiegava: "Forse è arrivato il momento di aggiornare il contratto di governo e, magari, un rimpasto. Loro stanno alzando i toni perché vorrebbero cambiare Toninelli e la Trenta. Riflettiamoci su". Già, su questa strada, Salvini potrebbe trovare qualche alleato pentastellato. Il sottosegretario Buffagni, ad esempio, non sopporta più da mesi il collega delle Infrastrutture: "Ci fa perdere voti". Mentre il sottosegretario all'Economia, Laura Castelli, dice in proposito: "Tra noi, mentre c'è chi, come me, tenta di risolvere i problemi in anticipo per evitare che ricadano sulle spalle di Di Maio, c'è pure chi li crea!".Insomma, il disorientato Toninelli, che da ultimo giapponese 5stelle spara ancora contro la Gronda, il raccordo che dovrebbe semplificare il traffico a Genova, rischia di essere immolato sull'altare della pax gialloverde. Non è l'unica vittima. Dell'affaire russo, ad esempio, i grillini parlano sempre meno. Mentre l'ipotesi di autonomia che sta uscendo dai vertici di governo, rende irascibili i governatori leghisti Fontana e Zaia. In più si scopre che Zingaretti non sa nulla di ciò che frulla nella testa di Salvini, era convinto che ci fosse la crisi, al punto da bloccare la mozione di sfiducia contro il leghista. Così, la rissa è scoppiata al solito nel Pd sull'esagerata cautela del segretario. Berlusconi, invece, sa di più, ma a volte spera troppo nella voglia di staccare la spina al governo da parte dell'amico Salvini. L'unico che è al corrente di tutto, o quasi, è l'altro Matteo, Renzi: il telefono rosso della solidarietà generazionale funziona ancora. È il paradosso di un Palazzo confuso, poco avvezzo alla retorica di insulti e di iperbole, che caratterizza la retorica populista-sovranista. "Addirittura confida Felice D'Ettore, forzista e collega accademico del premier - Conte ha accarezzato l'idea, in caso di crisi, di candidarsi al ruolo di Commissario Ue per la Concorrenza. Lo so". Cose che non debbono meravigliare se un esperto frequentatore del Palazzo come Luigi Bisignani, da mesi litiga con il calendario, per trovare una domenica per quelle elezioni politiche autunnali che, a quanto pare, non si terranno mai. Commento shakespeariano dell'azzurro Francesco Sisto: "La crisi? Il sogno di una notte di mezza estate". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/17/1563366251-salvini.jpg" /> <![CDATA[Per alcuni sono solo trofei Non si è genitori per dovere]]> Serve un figlio per essere felici? Così ci chiede la ricerca pubblicata ieri da Eurispes. Domanda del cavolo, non ce ne voglia il signor Eurispes. La risposta dei giovani italiani è lapidaria: sette su dieci dicono di no.Non è indispensabile avere un figlio per essere felici. E a noi sembra una risposta tutto sommato ragionevole allo sbilenco quesito. Non è necessario mettere sempre i millennials sotto il vetrino del microscopio per imputargli tutti i mali del mondo. La felicità è una ricetta complessa che non ha ancora trovato uno chef che sappia impiattarla con la bollinatura delle stelle Michelin. Ma la felicità è anche qualcosa di tremendamente personale ed egoistico. Fare un figlio è un percorso naturale che non ha la felicità come traguardo, ma che la include senza calcolarla col bilancino delle programmazioni sentimentali e i calcoli ragionieristici di chi sente che l'orologio biologico - o peggio ancora quello sociale - sta suonando. Un figlio non è una pastiglia di Prozac da autoprodurre per riempire vuoti che sembrano incolmabili. Non è un trofeo da mostrare nella carrozzina come se fosse una Bmw parcheggiata in garage. E quindi ben venga il fatto che non sia più percepito come un dovere morale, che sia una scelta e non un obbligo.È un atto di coraggio, di follia e di incoscienza. Il computo dei sorrisi, il calcolo costi-benefici sul diagramma della propria felicità sono solo meschinità. Chissà che acquazzoni di lacrime, e poi che tsunami di soddisfazioni, ci sono dopodomani. Ma non c'è mica il meteorologo che te lo anticipa con certezza scientifica, non esiste una carta nautica che può prevedere gli scogli sommersi della propria esistenza. Figurarsi quella di un altro. Anche se è il proprio figlio.Il figlio come diritto alla propria felicità è la negazione della genitorialità. Un atto di solitudine che apre la strada a quegli orribili mercati di pargoli, nei quali si affittano uteri come fossero monolocali e spermatozoi come se fossero fertilizzanti. Così i figli si riducono ad essere solo 23 coppie di cromosomi elaborati da un algoritmo a pagamento.Il mondo è cambiato e la domanda sopraccitata è ottocentesca, quasi marxista: quando esistevano i proletari, chiamati così perché possedevano i propri figli come unica ricchezza.Come se fossero un asset aziendale. Un figlio è la frazione di secondo che esplode per una vita intera. Molto più del valore statistico di qualsiasi ricerca sociologica. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/29/1464526582-culle-vuote.jpg" /> <![CDATA[Senza di loro nulla ha senso La felicità fa rima con fatica]]> "S e hai bisogno di questo lavoro per avere una vita, allora hai bisogno di un nuovo lavoro. E di una nuova vita". L'argomento è un altro, il senso è lo stesso: è sempre deleterio legare la propria esistenza a un solo scopo, a una sola missione, a un unico affetto. Senza considerare il senso di "soffoco" che si rischierebbe di provocare in quell'unico affetto, perché è estenuante essere il centro dell'universo di qualcuno. Ognuno dovrebbe essere centrato, autobastevole, equidistante. Ognuno dovrebbe salvarsi da solo, non farsi fagocitare da cause, scrivanie o rapporti e dovrebbe mantenere interazioni sane. In questo modo la felicità sarebbe il risultato di un armonioso connubio di fattori, e l'infelicità non sarebbe ascrivibile a qualcuno o a qualcosa.Tutto bene. Lo abbiamo pensato anche noi per un tratto considerevole della nostra vita (più o meno quello esplorato dalla ricerca Eurispes). Poi, abbiamo avuto un figlio. E i nove mesi di gestazione ci sono serviti, anche, per accomodarci in tutti i clichè che sino ad allora avevamo sentito e aborrito. Perché la saggezza delle "felicità separate", dell'armonioso connubio dei fattori, della diversificazione degli affetti, smette di valere davanti a un figlio. Un figlio è l'unica variabile sulla quale puoi investire tutto senza che nessuno te lo possa rinfacciare. Ed è esattamente così che accade, anche per chi si sentiva la cosa più distante da un genitore fino a qualche mese prima. Con un figlio, la vita si biforca bruscamente tra prima e dopo. E il prima, perde inevitabilmente di senso perché pensarsi senza un figlio, dopo averne avuto uno, è banalmente impossibile. Sarebbe come se ci chiudessero l'orizzonte. Perché siamo in grado di essere ciò che siamo sempre stati anche senza il nostro lavoro, o senza il nostro grande amore, ma non possiamo tornare ad essere ciò che eravamo prima di avere un figlio.Il prima e il dopo. E non lo sappiamo se la felicità la si senta sempre, ogni giorno, in ogni momento. E non siamo in grado di spiegare come resista assieme alla fatica, all'apprensione o al sacrificio. Non sempre la felicità è la fitta che vince, la carezza che prevale. Ma è il senso sotteso di avere finalmente senso a metterci in pace. Il sollievo di diventare marginali, secondari, relativi, per qualcuno che è davvero qualcosa di importante. Qualcuno per cui vale la pena impegnarsi a vivere. Non è che prima non ci bastassimo, ma arrivavamo solo fino a un certo punto, pensando a noi. Non sapevamo come continuare. Poi abbiamo avuto un figlio. E nemmeno noi lo sapevamo, tra i diciotto e i trent'anni. Ma poi lo abbiamo capito che la vita, senza questa magia sarebbe solo un grande spavento. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/05/29/1559138569-neonato-getty.jpg" /> <![CDATA[Ci vogliono dei veri eroi contro i supereroi buonisti]]> Sarebbe bello vivere in un mondo in cui davvero ci sono i super eroi? Dove all'improvviso una donna in costume dalla forza eccezionale piomba a bloccare la rapina a un furgone blindato, oppure un gladiatore del bene capace di volare scende dal cielo per fondere, con i raggi che gli escono dagli occhi, il mitragliatore nelle mani di un malvivente? La risposta automatica che ci deriva dal mondo dei fumetti mainstream sarebbe: sì certo. La risposta che arriva dalla serie The Boys, che dal 26 luglio sarà disponibile su Amazon Prime Video, dà, invece, una risposta molto diversa e molto più realistica.La fiction made in Usa, che nasce dal lavoro degli showrunner Eric Kripke, Evan Goldberg e Seth Rogen, è tratta dall'omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, che reinterpreta abbastanza liberamente, seppur conservandone lo spirito di fondo. Racconta un mondo dove i super poteri si sono diffusi in una parte minima della popolazione e le grandi corporation come la Vought International reclutano i più talentuosi potenziali giustizieri per inserirli all'interno di gruppi di "giustizieri" che poi vengono affittati dalle metropoli in cui il crimine è in crescita. Ovviamente questi eroi sono trattati come delle super star, merchandising compreso... Ad esempio A-train, dotato di una incredibile velocità che ricorda quella del Flash della DC Comics, ha una linea di cereali dedicata e tanti altri gadget...Ma che succede se A-train correndo veloce come un fulmine per la città investe qualcuno? Succede che diventa pubblicità negativa e bisogna insabbiare tutto. Che succede se qualcuno sa cose che non dovrebbe sapere sulla vita privata di questo o quel supereroe che ha le sue perversioni? Succede che magari quel qualcuno sparisce misteriosamente. E cosa succede a una ragazza con incredibili capacità che entra, con tappeto rosso e folla urlante, nella crew più amata e redditizia gestita dalla Vought International? Magari scopre che il peggior mobbing, con molestia sessuale annessa, è all'ordine del giorno e deve far finta di nulla per non essere "licenziata".Ovviamente questo non sta bene a tutti, come nel fumetto, c'è chi, pur avendo l'aria più da gangster che da agente dell'Fbi, indaga sui presunti paladini del bene. Si chiama Billy Butcher (interpretato da Karl Urban) ed è a capo del gruppo noto come The Boys. Ovviamente avranno i loro guai nel tentativo di fare giustizia dei super buoni in realtà cattivissimi e nel farlo coinvolgeranno anche un povero ragazzo, Wee Hughie, che nella vita avrebbe voluto solo restarsene a lavorare in un negozio di elettronica, ma ora è nella lista dei danni collaterali accettabili per chi è Super e vede gli altri come insetti.Inutile dire di più e rischiare di rovinare la visione degli 8 episodi da 60 minuti agli spettatori. Ciò che conta più della trama è la costruzione dell'ordito narrativo. La serie, oltre a giocare satiricamente schierando dei cloni incattiviti di super eroi famosi, mette molto bene alla berlina una delle caratteristiche più diffuse della nostra società: il buonismo fariseo. Crea un clone potenziato del nostro mondo dove chi è potente o famoso e si spende per le cause ritenute "giuste" è poi esentato dal rendere conto del proprio personale, di quanto fa dietro le quinte. Ecco perché The Boys alla fin fine è una serie molto amara, realistica sotto la finzione ludica delle megascazzottate e della sovrabbondanza di armi. A taluni potrebbe un po' ricordare Watchmen, film ucronico pieno di super eroi moralmente molto molto discutibili.Ma in The Boys la parte di analisi sociologica su una società dove il vuoto esistenziale porta alla costante ricerca di miti e di modelli (sfruttati dal marketing) è molto più marcata. Spinge a parafrasare Brecht: "Sventurata la terra che ha bisogno di (super)eroi". Perché poi l'eroismo a volte passa e la natura umana resta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/20/1563605735-7414262.jpg" /> <![CDATA[Il Milan aspetta i saldi ma Modric non è scontato]]> Rade Krunic, bosniaco, appena sbarcato al Milan, offre riferimenti professionali molto impegnativi. "Dicono che somiglio a Hamsik, il mio idolo è stato Kakà, guardo spesso De Bruyne" si descrive così prima di tessere l'elogio di Bennacer, prossimo arrivo, "mi chiedevo come potesse giocare nell'Empoli uno così forte". Theo Hernandez, 21 anni, scuola Real Madrid, non gli è da meno: "Il mio modello da piccolo era Paolo Maldini, a Madrid ho studiato molto Marcelo". Come debutto niente male visto che il francese è l'autore dell'unico gol della prima amichevole a porte chiuse (col Novara, 1 a 1) che precede la partenza (oggi) per Boston. A quest'ultimo Maldini fissa già un traguardo molto prestigioso: "Deve diventare tra i primi tre al mondo nel suo ruolo". Mica poco.Loro sono i due nomi nuovi del Milan firmato Maldini e Boban ma forse quel che più conta è proprio ciò che riferiscono l'ex capitano e il ds Massara sul discusso mercato rossonero. "Non dobbiamo avere fretta, dobbiamo sbagliare il meno possibile" è il comandamento di Maldini deciso ad aspettare agosto "quando sulle quotazioni attuali ci saranno gli sconti". "L'importante è avere le idee chiarissime, ogni giorno parliamo con Giampaolo" conferma il suo braccio destro per far sapere che il tecnico non è in fibrillazione come Conte. Le idee siano chiare. "Alcuni centrocampisti sono partiti a fine contratto, in quel settore avevano le maggiori esigenze": ecco perché il Milan si è concentrato su Sensi, Krunic, Vereotut e Bennacer (da annunciare a coppa d'Africa conclusa).Persino gli sfottò per le operazioni concluse ("Milan rinforzato con due retrocessi in B") non sembrano scalfire Maldini. "I calciatori buoni sono ovunque" mentre "i profili giovani costano tantissimo" fa capire la strategia adottata, aspettare che il prezzo scenda. Forse la chicca della mattinata è nella frase conclusiva dedicata a Modric, il nome eccellente attribuito al club rossonero. "La nostra formula è abbinare a giovani, forti, elementi di esperienza: Modric, qui, sarebbe perfetto ma non l'abbiamo trattato" la frase letterale che può voler dire non seguite la pista oppure esattamente il contrario, e cioè l'intenzione di puntare sul croato (con i buoni uffici di Boban) al momento giusto. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/10/19/1539929469-maldini-lapresse.jpg" /> <![CDATA[È già il Conte furioso: "Inter, sei in ritardo". Ma è anche colpa sua]]> Basterebbe la minima percentuale, ma pare che non ci sia nemmeno quella. E allora Antonio Conte batte i pugni sul tavolo, a sole due settimane dai buoni auspici della presentazione ufficiale. Dove a proposito della sua nuova Inter era stato chiaro: "Devo avere la percezione che ci sia anche solo l'1% di possibilità di poter vincere". Seconda conferenza stampa e il Conte è già, in apparenza, furioso. Si è travestito da Thor per mandare sul pianeta nerazzurro tuoni e fulmini, messaggi chiari per la dirigenza e, ammettiamolo, date le capacità di leadership dell'uomo, anche per dissimulare quanto ci sia di suo nella decisione di mettere in naftalina Icardi e il Ninja. Difficile, infatti, pensarlo mesto ad accettare le scelte del club. Se oggi non ha punte è anche e soprattutto per una sua scelta. Fatto sta, "ci sono difficoltà importanti" ha dichiarato da Singapore, alla vigilia dell'amichevole di lusso contro il Manchester United "siamo in ritardo rispetto al previsto e non è un buon segnale perché c'è tanta strada in salita da fare. Ho parlato chiaro con la società, il gruppo va snellito e i problemi vanno risolti, ma ancora non si è mosso nulla. Capisco i tempi del mercato però sono altrettanto importanti le scadenze. Se vogliamo mantenere certe ambizioni, servono i fatti".Sulla via della tournée asiatica, dopo i Red Devils, ci saranno Juve (mercoledì 24) e Psg (sabato 27), da sfidare con un attacco che tale non è, dove mancano esperienza e nomi capaci di accendere le fantasie. Con Lautaro in vacanza e Politano infortunato, alle armi sono stati chiamati Longo, Colidio, Esposito, Vergani e Puscas, che di certo non sono ciò che si aspettava l'ex allenatore juventino e della Nazionale. In compenso fin qui sono arrivati Sensi, Lazaro e Barella. Ma non Dzeko e nemmeno Lukaku, obiettivo numero uno, valutato oltre 80 milioni dallo United: "Il belga mi piace, provai a portarlo al Chelsea" ha puntualizzato Conte "ci farebbe migliorare, lo considero importante, tuttavia è un giocatore di Solskjaer e non è corretto parlarne". Oggi Lukaku non sarà in campo, non ci sarà nessun incrocio tra presente e possibile futuro perché, almeno in via ufficiale, la punta ha un problema alla caviglia e gli inglesi hanno fatto sapere che il giocatore non è in forma.In breve tempo Conte è tornato il solito Conte, allora le bordate sono per tutti, inclusa la società e questa campagna d'Asia, che per il match contro la Juve prevede una comparsata a Nanchino, roccaforte Suning e del patron Zhang: "Non sarà facile affrontare certe sfide con questo organico. Ci aspettano avversari impegnativi e partite ogni tre giorni, purtroppo il calendario era stato deciso prima del mio arrivo". Lo sfogo ha infiammato i social, secondo i più cattivi Conte sta ripercorrendo proprio le orme di Lippi, esonerato in burrasca nell'ottobre 2000. Intanto i giorni corrono veloci, tra quasi un mese inizia il campionato e gli esuberi restano tali, fanno da tappo al mercato e alle ambizioni del tecnico: "Su Icardi e Nainggolan non si torna indietro. Il belga è qui in tournée, ma è fuori anche lui. Da Perisic voglio capire se può giocare nella posizione che ho in mente altrimenti valuteremo". Più che con lo United, l'esame dell'Inter è con se stessa. E se Conte non l'ha bocciata, l'ha quantomeno rimandata. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563543865-lapresse-20190719134307-29989264.jpg" /> <![CDATA[Roma: allarme terrorismo. Si cerca un siriano “Andrò in paradiso”]]> È scattato ieri l"allarme terrorismo a Roma in seguito a una intercettazione telefonica. Un siriano avrebbe detto, parlando al telefono, "Domani a Roma andrò in paradiso". Frase che non lascia spazio a dubbi e fa intendere l"intenzione di un attentato suicida proprio nella Capitale. Immediatamente la Questura di Roma ha chiamato a raccolta tutte le volanti e gli agenti per cercare di pattugliare la città. Le Forze dell"ordine avrebbero anche una foto del giovane possibile attentatore.Ancora dubbi invece sulle sue vere generalità. Sembrerebbe infatti che il ricercato abbia almeno tre profili diversi su Facebook e ancora non si sa se tra questi vi sia quello reale. Gli ordini diramati a tutti gli agenti li esorterebbero a chiamare immediatamente la Digos qualora dovessero intercettare l"uomo. L"Antiterrorismo, in questa difficile operazione, sarebbe supportato anche dai Servizi Segreti, scesi in campo per dare il massimo aiuto e fornire indicazioni sul modo più idoneo di procedere. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di un ragazzo 21enne nato in Siria, data possibile di nascita il 5 maggio del 1991.Ancora però nessuna conferma da parte delle autorità che mantengono il massimo riserbo per non bruciare i tempi. Importantissimo in queste ore cercare anche di rintracciare eventuali contatti dell"uomo sul suolo italiano e su Roma. Il ricercato potrebbe già trovarsi nella Capitale e decidere di colpire da un momento all"altro. Nella foto tra le mani della Polizia, scattata a Berlino, vi sarebbe un giovane con la barba, fotografato davanti alla Porta di Brandeburgo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/06/06/1496730083-lapresse-20170604130013-23342780.jpg" /> <![CDATA[Alaphilippe show: domina la crono e ora sogna]]> Pau Lo si dice spesso, il Tour è un racconto, un romanzo d'appendice, per certi versi è anche un giallo, pieno zeppo di colpi di scena e zone d'ombra. Fatti nascosti e domande che fino alla fine non trovano risposte. Anche ieri mattina la domanda era una: riuscirà Julian Alaphilippe a tenere la maglia gialla? La risposta l'ha data il diretto interessato ieri pomeriggio, dominando anche la crono.Il D'Artagnan della Deceunick Quick-Step mette in scena un capolavoro: in testa dal primo all'ultimo dei 27 chilometri, il galletto si lascia alle spalle tutti. "Fin qui ho dato tutto e tutto darò anche sul Tourmalet (oggi, ndr) per difendere una maglia che ormai sento mia", dice.È uno dei leitmotiv che da sempre accompagnano il ciclismo: la maglia di leader in un Grande Giro fa miracoli, quella gialla ancora di più. Giuliano si supera, e valgono le motivazioni; lui ne ha più di una, visto che sul traguardo oggi si presenterà nientemeno che il presidente Macron.Alaphilippe, prendete nota di questo nome. È il numero uno del ciclismo mondiale, e per personalità e classe non ha nulla da invidiare a Peter Sagan: stessa statura, stessa mentalità. Entrambi interpreti di un ciclismo champagne che va dritto al cuore degli appassionati. E intanto prendono forma altre domande: ma può Giuliano arrivare a Parigi in giallo? Se succedesse, ci sarebbe da rimanere basiti e senza parole. Cose da extraterrestri. Ci sono da scalare ancora tante montagne, le più ardite sono ancora là, e per Giuliano il meglio è passato. Ma intanto l'ha passato al meglio.Anche se tra i più impressionati e quindi preoccupati c'è proprio lui, Geraint Thomas, l'ultimo vincitore e il primo degli indiziati al successo finale. "Se continua così, diventa una minaccia per il successo di Parigi", dice.Oggi c'è il Tourmalet. E l'interrogativo è sempre lo stesso: Alaphilippe la maglia la può tenere o no?Ordine d'arrivo tredicesima tappa Pau-Pau (crono): 1) Julian Alaphilippe (Fra, Deceuninck) km 27 in 35'00'' (media 46,63), 2) Thomas (Gbr) a 14'', 3) De Gendt (Bel) a 36'', 4) Uran (Col) a 36'', 5) Porte (Aus) a 45'', 6) Kruijswijk (Ola) st, 7) Pinot (Fra) a 49'', 22) Bernal (Col) a 1'36'', 26) Aru a 1'49'', 28) Quintana (Col) a 1'51'', 57) Nibali a 3'09''.Classifica: 1) Julian Alaphilippe (Fra, Deceuninck) in 53h 01'09'', 2) Thomas a 1'26'', 3) Kruijswijk a 2'12'', 4) Mas (Spa) a 2'44'', 5) Bernal a 2'52'', 7) Pinot a 3'22'', 8) Uran a 3'54'', 23) Aru a 7'46'', 41) Nibali a 29'12''. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/08/1562600005-d-9lmvgxoaizbo1.jpg" /> <![CDATA[Così ti conquisto la Juve. De Ligt, un duro di 19 anni: "Non mi manda Ronaldo"]]> Quando distribuivano la personalità, evidentemente Matthijs De Ligt la fila l'ha fatta tre o quattro volte. Sicuro di sé, determinato, idee chiare: il quasi ventenne olandese (cifra tonda il 12 agosto) nel primo vero giorno da juventino ha dato subito prova del suo carattere nel corso della conferenza stampa di presentazione.Personalità, ma anche umiltà, nonostante l'etichetta di terzo acquisto più caro nella storia della Juve: "Ho 19 anni ma ho già molta esperienza alle spalle. Sono qui però perché voglio imparare tanto dai miei compagni per poter migliorare in ogni settore. Pressione? Normale che ci sia, ma per essere un grande calciatore devi saperla gestire".Abituarsi in fretta al nuovo ambiente e alla nuova cultura, giocare, crescere e vincere: questi i quattro punti della to do list di De Ligt per la nuova vita in bianconero. Ma perché proprio la Juve e non Barça o Psg? "È stato un processo lungo, mi stavo guardando intorno ha confidato l'olandese - L'Italia è famosa per essere il Paese della difesa e ciò rappresentava per me una grande sfida. La Juve ha poi dimostrato di credere in me e quella sensazione ha fatto la differenza. Inoltre in Champions sono rimasto colpito dall'entusiasmo dello Stadium e dei tifosi: atmosfera eccezionale".E nella trattativa, un certo peso l'hanno avuto anche i colloqui che Matthijs ha avuto con Cristiano Ronaldo al termine della sfida di Nations League tra Olanda e Portogallo e con Sarri: "Avevo già deciso di andare alla Juve, ma vedere Ronaldo avvicinarsi per chiedermi di venire qui è stato un grande complimento, ne sono orgoglioso. Sarri? Ho parlato con lui al telefono, per conoscerci. Ammiro il suo modo di giocare, è stato uno dei motivi che mi hanno convinto". Ma forse la Juve è sempre stata nel suo destino, come conferma una foto di lui bambino con la maglia bianconera: "Avevo 6/7 anni e se sei un difensore sai già quali giocatori ammirare. All'epoca era Fabio Cannavaro, Campione del Mondo e Pallone d'Oro. Ero un suo grande fan, ma lo ero di tutta la Juve. C'è sempre stato un certo feeling...". E la sua, di maglia, avrà dietro il numero 4: "Per me è speciale perché fin da giovane e anche in prima squadra ho giocato con questo numero. Qui era libero e lo indosserò con orgoglio e spero di esserne all'altezza". Faccia da ragazzino, personalità da veterano: questo De Ligt ci farà divertire.E l'olandese ieri è partito, insieme al resto della squadra, per la tourneé estiva in Asia, dove la Juve disputerà l'International Champions Cup 2019. 26 i convocati da Sarri: oltre a De Ligt, anche Rabiot e Demiral, ma non Ramsey, impegnato con il programma di recupero, insieme anche a Douglas Costa, Khedira e Chiellini. Presente, invece, Higuain, che ha scelto il 21 come nuovo numero di maglia. Il Pipita non si riprende quindi la 9 indossata nell'ultima stagione in bianconero, lasciandola libera. Per Kean (se rinnoverà) o per un nuovo attaccante? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/24/1561384180-getty-20190610194611-29604739.jpg" /> <![CDATA[Foto hard rubate dal telefonino: “Se non ci dai 9mila euro le mettiamo in rete”]]> "Se non ci dai 9mila euro metteremo in rete le tue foto". Questa la minaccia rivolta ad una donna di Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, da parte di alcuni malviventi che le avevano rubato foto hard dal suo telefonino. La vittima è stata vessata continuamente nonostante avesse già ceduto più di una volta alle richieste degli estorsori.Di fronte all"ultimo ricatto, che prevedeva un esborso di ulteriori 5mila euro la donna ha denunciato l"accaduto rivolgendosi a dei legali. Sull"episodio adesso indaga la polizia postale, che sta ricostruendo l"intera vicenda.La vittima è stata contattata da una donna dopo che qualcuno è riuscito a rubarle le foto hard dal suo cellulare. La possibilità che le immagini potessero finire su internet l"ha spinta a versare il denaro richiesto, ben 9mila euro, con un bonifico ad una banca svizzera. Dopo avere eseguito il pagamento è arrivata una nuova telefonata con la richiesta di altri 5mila euro per mantenere le foto nascoste. A questo punto la donna si è rivolta ai suoi legali. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/20/1563603786-polizia-postale.jpg" /> <![CDATA["Serenity - L'isola dell'inganno", enorme passo falso della coppia McConaughey/Hathaway]]> Steven Knight, dopo un'importante carriera da sceneggiatore e un folgorante esordio alla regia ("Locke" con Tom Hardy), torna dietro alla macchina da presa con "Serenity - L'isola dell'inganno".Il film, un thriller-noir con protagonisti due premi Oscar, Matthew McConaughey e Anne Hathaway (di nuovo insieme a cinque anni di distanza da "Interstellar"), si candida meritatamente tra i flop dell'anno: realizzato in maniera maldestra nonostante il cast tecnico e artistico di riguardo, presenta un soggetto a dir poco datato e un finale "sperimentale" che lo proietta in maniera risibile nel genere sci-fi.La storia è incentrata sulla figura di un pescatore triste e solitario, Baker Dill (Matthew McConaughey), un uomo che, in fuga da un passato traumatico, si è ritirato su un'isola al largo della Florida, dove vive ossessionato dal tentativo di catturare un tonno gigantesco. Un giorno viene rintracciato dall'ex moglie Karen (Anne Hathaway) che gli propone, in cambio di dieci milioni di dollari, di liberare lei e il loro figlio dal suo nuovo e violento marito (Jason Clarke)."Serenity" è pretenzioso fin dal ricalcare il protagonista su quello de "Il vecchio e il mare" di Hemingway, per poi snaturare il senso di tutto quello che lo osserviamo fare e pensare quando, a causa di un colpo di scena, tutto si trasforma in una sorta di Truman Show. In mezzo, complici delle scene d'amore con Diane Lane, ritroviamo un Matthew McConaghey vecchia maniera, quello cioè abbonato a ruoli a torso nudo e immerso in una fotografia anni '80 che fa molto "Orchidea Selvaggia".Non va meglio ad Anne Hathaway, costretta nel biondo posticcio di una femme fatale che, col suo piano omicida destinato a un reduce di guerra, sembra uscita più che da un noir anni '40 da una sua parodia. Vengono, infatti, goffamente proposti tutti gli stilemi di un classico giallo ma le venature oniriche e surreali di cui va "arricchendosi" via via il racconto più che regalare fascino sembrano suggerire ilarità.La caratterizzazione piatta di protagonisti e comprimari, la marea d'indizi che rende il colpo di scena assai prevedibile sebbene resti infinitamente grottesco, fanno sì che il pubblico non si appassioni né al dramma patinato né al successivo valzer tra virtualità e paranoia. I generi cinematografici diversi che vanno a comporre "Serenity- L'isola dell'inganno" restano distinti tra loro e accostati in maniera artificiosa.La deriva esistenzialista dei dilemmi etici che accompagnano durante il film una specie di eroe hemingwayano in versione "digitale" è solo il colpo di grazia che affonda un film che fin dall'inizio fa acqua da tutte le parti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/20/1563602541-serenity-lisola-dell-inganno-28-jpg-960x0-crop.jpg" /> <![CDATA[La Francia falsifica i documenti per rimandare i migranti in Italia]]> Le procedure sono procedure. E se un Paese amico fa la cose per bene, non ci sarebbe motivo di dubitarne. Tuttavia i saggi sanno che in politica fidarsi è bene, ma non farlo è pure meglio. Anche se di mezzo c'è la Francia. Già, perché a quanto pare pur di respingere quanti più migranti possibili in Italia, i nostri cugini non si fanno problemi ad aggirare le norme o a taroccare i documenti.Dal lontano 2015 Parigi gestisce una sorta di "muro invisibile" al confine tra Ventimiglia e Mentone. Solo negli ultimi dodici mesi ha rispedito nel Belpaese qualcosa come 18.125 immigrati. E ogni giorno continua a mettere in atto riammissioni e respingimenti facendo leva sulla sospensione dell'accordo di Schengen prorogata (nel silenzio dell'Ue) ben oltre il limite dei due anni. Niente di assurdo, per carità. Anzi: la Francia fa quello che - a giudicare dalle elezioni - anche gli italiani desiderano. Ovvero sbarrare i luoghi d'ingresso ai clandestini. Solo che mentre i "porti chiusi" di Salvini indignano l'Europa intera, nessuno s'infiamma per le saracinesche calate da Macron o per i trucchetti della polizia d"Oltralpe (guarda il video).[[video 1729354]]Vediamo cosa accade. Quando Parigi trova un irregolare alla frontiera può "respingerlo" in Italia. Si tratta di una procedura molto rapida: i gendarmi pizzicano i clandestini sui treni e li portano a Ponte San Luigi. Qui li trattengono in container senza cibo né acqua, gli danno un foglio chiamato refus d'entré e poi li rimandano indietro. Tutto nella norma. O quasi.L'obiettivo della polizia francese, infatti, è quello di cacciare oltre confine i migranti prima possibile (guarda il video). E per riuscirci svolgono le pratiche in maniera più che sbrigativa, a volte calpestando i diritti degli stranieri. Facciamo qualche esempio. Per identificare gli immigrati si basano su un paio di domande (nome, cognome ed età) senza approfondire le indagini. E se fosse un profugo? Se fosse in fuga dalla guerra? Pace. E ancora: i refus d'entré dovrebbero essere firmati dagli agenti specificando nome e grado, ma in quasi tutti i documenti appaiono solo scarabocchi e poco più. Infine, molti migranti hanno denunciato l'impossibilità di presentare richiesta di asilo: i poliziotti li ignorerebbero, evitando così di doversi far carico della domanda di protezione. Bel vantaggio. "Alla maggior parte delle persone - spiega Emilie Pesselier, di Anafè - viene solo consegnato il refus d"entre e vengono rimandati in Italia".Di aneddoti su espedienti poco ortodossi ne esistono a bizzeffe. Capita pure che fermino gli stranieri ben oltre la frontiera e, violando gli accordi, provino a rispedirli a Ventimiglia. Le norme affermano che per giustificare il respingimento debbano beccare il clandestino al confine e presentare una "prova" della sua provenienza dall"Italia. Cosa fanno invece i transalpini? "A volte prendono un biglietto del treno Venitimiglia-Metone e lo danno in mano al migrante", ci rivela un poliziotto italiano impegnato al confine. Poi ovviamente i nostri agenti domandano loro se sono davvero stati presi sul convoglio (come scritto sui documenti francesi) e "rispondono che erano già a Marsiglia". Cioè a tre ore d'auto dalla frontiera. Un piccolo trucco con cui "si stanno ripulendo la Francia". A discapito del Belpaese.[[video 1727790]]L"inventiva francese non ha limiti. "Quando ci presentano i documenti - aggiunge il poliziotto - Sui fogli scrivono nome, cognome, data di nascita e provenienza del migrante. Ma spesso li compilano loro stessi". Sui refus d'entré gli agenti nostrani trovano "nomi o storie inventate" e "minori che diventano maggiorenni" per magia. L'artificio dei finti over 18 è stato per lungo tempo motivo di scontro: "Su quelli palesemente minori dicono: 'Ha dichiarato di essere maggiorenne'. Ma poi quando verifichiamo le impronte digitali scopriamo che non ha 18 anni". A quel punto la polizia li riporta in Francia e i gendarmi "fanno gli stupidi". "Ci dicono: 'Ah, scusami, non me ne ero accorto". Insomma, "ci provano".Secondo il regolamento di Dublino, i minori non accompagnati non potrebbero essere respinti. E così per evitare di farsene carico, nel tempo Parigi ne ha inventate di ogni: alcuni sono stati rimessi direttamente sul treno per Ventimiglia senza passare dagli uffici, altri sono stati "affidati" ad altri migranti maggiorenni anche se non erano parenti. E si sono verificate pure modifiche arbitrarie alle date di nascita pur di farli risultare maggiorenni. "Diverse missioni di osservazione - si legge nel rapporto di Anafé - hanno trovato prove del fatto che il cambio della data di nascita sarebbe avvenuta allo scopo di ingannare la polizia italiana".Non proprio quella che si può definire "correttezza istituzionale". Perché respingere i clandestini sarà pure un diritto. Ma taroccare le carte no.[[video 1728198]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563555267-apertura-2.jpg" /> <![CDATA[Iran cattura petroliera inglese. Si muovono le navi da guerra]]> I guardiani della Rivoluzione iraniana hanno sequestrato una petroliera britannica nello stretto di Hormuz. L'imbarcazione, la Stena Impero, è attualmente diretta a nord, verso l'Iran. Per questo la Gran Bretagna sta inviando una nave da guerra nella zona.La motivazione del fermo è ancora da chiarire, anche se le prime notizie parlano di una presunta violazione delle leggi internazionali. La Stena Bulk, proprietaria della nave, non riesce più a entrare in contatto con l'equipaggio, composto da 23 persone, fra cui tre cittadini russi. La società ha spiegato che la petroliera è stata catturata da piccole imbarcazioni e da un elicottero intorno alle 15 ora di Greenwich, cioè le 19:30 in Iran. Il governo britannico ha confermato l'accaduto e ha subito chiesto chiarimenti a Teheran. Gli iraniani hanno risposto che il mezzo è stato catturato su richiesta dell'autorità marittima della provincia di Hormozgan per non aver rispettato i regolamenti marittimi internazionali.Sale la tensione nel Golfo PersicoLa Stena Impero, costruita nel 2018, ha una stazza di quasi 30 mila tonnellate. L'ultimo avvistamento della petroliera è avvenuto nel porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, a circa 70 miglia nautiche dall'imbocco dello stretto di Hormuz, un'area incandescente che divide la Penisola Arabica dalle coste iraniane e il Golfo Persico dal Golfo dell'Oman. La nave era diretta verso l'Arabia Saudita quando improvvisamente ha lasciato le acque internazionali all'altezza del citato stretto di Hormuz. Adesso, stando a quanto riportano i radar, sarebbe diretta verso l'isola iraniana di Qeshm, dove tra l'altro i guardiani della Rivoluzione hanno una base.Nei giorni scorsi la Marina reale britannica ha sequestrato al largo di Gibilterra una petroliera battente bandiera panamense, la Grace 1, sospettata di trasportare greggio iraniano verso la Siria, violando le sanzioni europee nei confronti di Damasco. C'è chi ipotizza che l'Iran abbia reagito a questo gesto. Si attendono adesso le reazioni delle potenze occidentali.Come prima cosa, il presidente americano Donald Trump ha avuto uno scambio telefonico con l'omologo francese, Emmanuel Macron, per analizzare la situazione. E vista la crisi nelle acque, Trump ha annunciato che parlerà a breve con il governo britannico sulla questione della petroliera britannica sequestrata dai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Il tycoon ha inoltre aggiunto che il sequestro conferma quello che dice da sempre sull'Iran, ovvero che Teheran crea problemi e ha ricordato di esser stato nel giusto nel ritirarsi dall'accordo sul nucleare del 2015.Per questo le reazioni dagli Stati Uniti non tardano ad arrivare. "Siamo a conoscenza di rapporti secondo cui le forze iraniane hanno sequestrato una petroliera britannica". Lo ha detto in una nota il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Garrett Marquis. "Questa è la seconda volta in poco più di una settimana che il Regno Unito è obiettivo dell'escalation di violenze del regime iraniano", ha aggiunto Marquis, assicurando che gli Usa "continueranno a lavorare con alleati e partner per difendere la nostra sicurezza e interessi contro il comportamento dell'Iran".In queste ore così concitate, anche il ministro degli Esteri britannico commenta cosa sta accadendo e si dice "estremamente preoccupato" per "l'inaccettabile" sequestro delle due petroliere. Ha poi sottolineato che "è essenziale che sia mantenuta libertà di navigazione e che tutte le navi possano muoversi in modo sicuro e libero nella regione".Il giallo di un secondo sequestroLa tensione cresce di ora in ora. Mentre Washington denunciava l'escalation di violenza da parte dell'Iran, la Cnn dava notizia di una seconda petroliera catturata dai Pasdaran un'ora dopo il fermo della Stena Impero. Le guardie della Rivoluzione, confermavano le voci, avevano sequestrato la Mv Mesdar, un'imbarcazione battente bandiera liberiana ma sempre britannica, gestita dalla Norbluk, un'azienda marittima con sede a Glasgow. La nave aveva spento il suo localizzatore e ignorato gli avvertimenti delle autorità. Tuttavia, quello che inizialmente sembrava un secondo sequestro, si è rivelato in realtà soltanto un controllo: gli iraniani avrebbero rilasciato un avvertimento all'equipaggio per aver infranto dei regolamenti ambientali.La Mesdar avrebbe infatti ripreso la sua rotta in allontanamento dalle coste iraniane, almeno stando a quanto risulterebbe dalle tracce riportate dai siti che monitorano il traffico marittimo. Nel frattempo, il segretario di stato americano, Mike Pompeo, ha detto che Trump è pronto a negoziare con il governo iraniano un nuovo accordo sul programma missilistico per porre fine all'escalation.Intanto, proprio dove l'Iran ha sequestrato la Stena Impero, alcuni Jet militari Usa stanno scortando una nave mercantile statunitense lungo lo stretto di Hormuz. Washington vuole evitare che i Pasdaran catturino una seconda imbarcazione, anche perché gli Stati Uniti, in tal caso, potrebbero davvero dichiarare guerra a Teheran. Secondo fonti americane, Trump avrebbe adottato in privato toni durissimi contro Teheran, veri e propri atteggiamenti da "Falco" pronto a un conflitto. Il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt, non ha usato mezzi termini e si è unito al coro americano, dichiarando che ci saranno gravi conseguenze qualora l'Iran non libererà la petroliera Stena Impero. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/20/1563575315-iran-sequestro.jpg" /> <![CDATA[E il quotidiano la Stampa attacca Salvini: "Lui non dà il buon esempio, ma moderate il linguaggio"]]> Sono giorni davvero particolari questi. Il governo è appeso un filo, anche se oggi entrmabe le parti si sono aperte l'una all'altra. Diciamo che hanno cercato di venirsi incontro anche se sul tema delle autonomie non vanno troppo d'accordo. Ma proprio mentre si cercano di spegnere alcuni fuochi, la notizia del rientro in Germania di Carola Rackete riaccende i riflettori sull'eroina della sinistra.Il motivo? La sua manovra spericolata nel porto di Lampedusa non è paciuta ai più, le medaglie di Francia e Catalogna nemmeno e ora pure un commento dell'autorevole quotidiano La Stampa agita ( di nuovo) le acque. Non si sa di quando sia questo commento, fatto sta che Matteo Salvini lo ha "screenshottato" e postato sui suoi profili social. Ma vediamo bene cosa è successo.Nello screenshot pubblicato dal vicepremier leghista, si vede un video pubblicato La Stampa. Nel video in questione Salvini replica a Carola Rackete. Fin qui nulla di strano se non fosse per un commento del quotidiano: "Gentili lettori, capiamo bene che il ministro Salvini è il primo a non dare il buon esempio, ma vi preghiamo di moderare il linguaggio. Grazie".Commento circondato di rosso dal leader del Carroccio. Commento che ha lasciato un po' perplessi gli utenti e lo stesso Salvini: "Accidenti". Visualizza questo post su Instagram Accidenti!!! #colpadiSalvini Un post condiviso da Matteo Salvini (@matteosalviniofficial) in data: 19 Lug 2019 alle ore 1:26 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/28/1561750485-lapresse-20190627220751-29776796.jpg" /> <![CDATA[È morta Agnes Heller, intellettuale e filosofa ungherese]]> Se ne è andata a novant'anni Agnes Heller, intellettuale e filosofa ungherese tra le più influenti del Novecento, considerata come la massima esponente della cosiddetta "Scuola di Budapest". Nata nel 1929 nella capitale dell'Ungheria, visse sulla propria pelle la Seconda Guerra Mondiale, sopravvivendo all'Olocausto e agli orrori del Nazismo.Negli ultimi anni, in patria, ha osteggiato duramente il governo di Viktor Orban: a marzo, infatti, presentò anche in Italia il suo ultimo libro "Orbanismo-Il caso dell"Ungheria: dalla democrazia liberale alla tirannia", criticando aspramente il governo e la linea del primo ministro ungherese, del quale disse: "È un'infezione per l'Europa intera". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563568651-gnes-heller-g-teborg-book-fair-2015.jpg" /> <![CDATA[Se Palermo celebra la Rackete ma non i finanzieri speronati]]> Niente cittadinanza onoraria da parte della città di Palermo per gli uomini della Guardia di finanza vittime dello speronamento della Sea Watch 3 timonata dalla tedesca Carola Rackete al fine di approdare a Siracusa ad ogni costo.Lo scarto che ha fatto cadere la proposta è stato di un solo voto, ma comunque sia al termine dei conteggi è stato determinante a far crollare l'ordine del giorno sostenuto dalla Lega. In tutto 23 i consiglieri comunali presenti al momento della votazione: 9 i voti favorevoli, a cui fanno fronte i 4 contrari ed i 10 astenuti, fondamentali per far cadere la proposta.Le tensioni tra gli schieramenti in consiglio comunale si sono fatte sentire fin dalla presentazione della tematica sostenuta dal Carroccio, con una posizione di forte opposizione da parte di Sinistra Comune.[[video 1729118]]Grande l'amarezza da parte del capogruppo della Lega in consiglio Igor Gelarda, che su "La Sicilia" spiega le motivazioni alla base dell'ordine del giorno ed i più prossimi sviluppi. "Ci sembrava doveroso formalizzare un riconoscimento agli uomini in divisa che, a rischio della propria vita, hanno cercato di impedire fino all"ultimo che la Rackete infrangesse le leggi italiane. Evidentemente il fatto di essere in divisa e di essere cittadini italiani non è stato sufficiente ad indurre la maggioranza del consiglio comunale ad approvare un atto che per noi era assolutamente dovuto".Il prossimo obiettivo è quello di contrastare i tanti sostenitori della cittadinanza onoraria alla stessa capitana tedesca. "La bocciatura è un atto politico, siamo pronti a dare battaglia affinché la cittadinanza palermitana non venga data a Carola Rackete".Una follia secondo Matteo Salvini che sui suoi profili social condivide la notizia: "Nella Palermo del sindaco buonista Orlando regalano la cittadinanza onoraria a Carola ma la negano ai finanzieri che hanno rischiato la loro vita per colpa della comandante criminale", scrive, "Siamo alla follia..." <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/29/1561789600-sewo.jpg" /> <![CDATA[Torino, arrestato sul bus molestatore seriale: è un 67enne marocchino]]> Terribile esperienza per una giovane a bordo di un autobus di Torino, avvicinata e pesantemente molestata da un cittadino straniero che ha approfittato della situazione per allungare le mani.Secondo quanto riferito dai quotidiani locali, in fatto si è verificato questa mattina, quando la vittima, una 25enne, è salita con un passeggino sul mezzo Gtt della linea 18. Con lei anche un'amica.Compiuta poca strada, sul bus è salito il molestatore, un soggetto già noto alle forze dell'ordine. Quando il mezzo si trovava all'altezza del Rondò Rivella, lo straniero si è avvicinato alla donna ed ha cominciato a molestarla, palpeggiandola con insistenza. Neppure le grida e le lacrime della vittima, che è scoppiata a piangere ed ha chiesto aiuto all'amica, hanno fatto desistere il soggetto.[[video 1729339]]Provvidenziale l'intervento degli uomini della polizia municipale, che si trovavano a bordo del mezzo in borghese. Gli agenti, impegnati in un'operazione denominata "linea sicura", hanno immediatamente raggiunto l'extracomunitario, poi dichiarato in arresto per violenza sessuale.Condotto negli uffici del comando di via Bologna, lo straniero, un marocchino di 67 anni con precedenti penali dello stesso genere, è finito dietro le sbarre, in attesa del giudizio direttissimo. Al momento si trova detenuto all'interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563560669-bus-pixabay720.jpg" /> <![CDATA[Ora Rocco Hunt non si ritira più: "Il mio sfogo ha sbloccato l'album"]]> Rocco Hunt non si ritira più. No, dopo aver annunciato l'addio alla musica perché "mi hanno privato e ancora adesso mi stanno privando della mia libertà", fa marcia indietro e annuncia che grazie al suo sfogo sui social l'uscita del suo nuovo album si sarebbe finalmente sbloccata.L'altro giorno, su Instagram, aveva scritto: "Sono anni che continuamente vi prometto che l"album nuovo uscirà presto e per un motivo o per un altro non riesco a condividerlo con voi. Siamo cresciuti insieme attraverso la mia musica e ci siamo emozionati durante i concerti ed io mi sono sempre sentito come se fossi stato nel pubblico con voi. Ovunque sono andato mi avete fatto sentire a casa (per questo vi ringrazio) e spero che per voi sia stato lo stesso. Ma adesso non me la sento più di continuare e credo sia meglio lasciarvi con il bel ricordo che avete di me. Ho troppe pressioni e forse è arrivato il momento di mollare tutto e darla vinta a tutte le persone che vorrebbero la fine della mia musica. Ho creato tante aspettative che non riesco a mantenere. Ho sentito il bisogno di sfogarmi con voi e dirvi che per adesso mollo tutto. Purtroppo mi sembra la decisione più onesta da prendere".Oggi il dietrofront, con un nuovo lungo post social: "Sono stati i giorni piú lunghi e brutti della mia vita. Come prima cosa vorrei ringraziare la mia famiglia, il mio staff e sopratutto tutti voi per il grande amore che mi avete dimostrato. Le vostre frasi di incoraggiamento, le telefonate ed i messaggi mi hanno aiutato a sentirmi meglio, a capire quanto per voi la mia musica sia importante [...] Questo mio sfogo, seppure impulsivo, ha fatto sì che si sbloccasse una situazione ormai ferma da troppo tempo. Sto parlando del mio nuovo album a cui ho dedicato 3 anni della mia vita, di cui volevano privarmi per l'ennesima volta".Non è chiaro a chi si riferisca piccato il rapper salentino, ma è chiaro che non intende più ritirarsi. Anche se c'è qualcuno che butta lì un'ipotesi, avanzando la possibilità che si sia trattato, semplicemente, di una furba operazione di marketing... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/05/21/1558456261-1558456136-img-8403.jpg" /> <![CDATA[Clamoroso a Temptation Island: "Il tentatore Javier è già fidanzato"]]> Clamoroso a Temptation Island, dove non mancano mai, ma proprio mai, i colpi di scena. Ecco allora servito l'ultimo, che riguarda il tentatore Javier Martinez.Già, il bel pallavolista moro che sta facendo vacillare Ilaria, fidanzata di Massimo (alle prese, a sua volta, con la tentazione Elena), nasconderebbe un segreto, di quelli con la "s" maiuscola. Come scrivono alcuni utenti sui social, Javier, infatti, sarebbe infatti fidanzato.Insomma, se nel reality show di successo di Canale 5 il tenebroso argentino veste i panni del single tentatore, ma nella vita reale sarebbe già impegnato: il suo cuore, infatti, batterebbe per un'altra ragazza - e non certo per Ilaria... - peraltro, pare, da diverso tempo. I due sarebbero stati avvisati sul litorale marchigiano, al mare, in atteggiamenti inequivocabili da fidanzatini impegnati in una relazione.Almeno per il momento, non è arrivato né la conferma né la smentita all'indiscrezione, neppure da parte della produzione del format della rete ammiraglia Mediaset. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563554691-javier-martinez-temptation-island.jpg" /> <![CDATA[E adesso Carola Rackete torna in Germania]]> Adesso Carola Rackete torna in Germania. Dopo l'interrogatorio di ieri ad Agrigento dove è stata ascoltata dai magistrati, adesso la tedesca che ha speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mentre era al timone della Sea Watch, fa ritorno in patria. Secondo quanto riporta Repubblica, la Rackete è partita per la Germania. Ieri, il suo avvocato aveva sottolinetao più volte che essendo una "libera cittadina" poteva anche far rientro a casa. E la Rackete non ha certo perso tempo decidendo di tornare in Germania. Subito dopo l'interrogatorio la capitana di Sea Watch ha tenuto una conferenza stampa davanti al tribunale che ha assunto i contorni di una comizio con un appello chiaro rivolto all'Europa che a suo dire dovrebbe spalancare le porte ed accogliere i migranti.La capitana della Sea Watch resta indagata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e i magistrati, alla luce anche delle sue dichiarazioni, dovranno prendere anche una decisione riguardo al gesto più grave commesso dalla Rackete, lo speronamento di una motovedetta nel porto di Lampedusa con una manovra spericolata. Carola però potrebbe far presto ritorno in Italia. Infatti a Palermo il sindaco Orlando ha trovato il tempo di conferirle la cittadinanza onoraria della città. Premio questo che invece è stato negato dal Consiglio comunale ai militari delle Fiamme Gialle che si trovavano a bordo della motovedetta. Una decisione questa che non è stata certo digerita dal ministro degli Interni, Matteo Salvini: "Nella Palermo del sindaco buonista Orlando regalano la cittadinanza onoraria a Carola ma la negano ai finanzieri che hanno rischiato la loro vita per colpa della comandante criminale. Siamo alla follia". Sempre il titolare degli Interni era tornato proprio sulla Rackete con un post su Facebook: "La nuova eroina della sinistra è stata interrogata per quattro ore...Ci sarà un giudice che almeno stavolta farà rispettare le leggi, la sicurezza e la dignità del nostro Paese? Io non vedo l'ora di espellere questa viziata comunista tedesca e rimandarla a casa sua". Il caso comunque non è chiuso. Sulla Rackete infatti potrebbe scattare un secondo procedimento che ipotizza la resistenza a pubblico ufficiale e la resistenza o violenza a nave da guerra. Insomma il ritorno in Germania della capitana è solo una pausa dall'iter giudiziario che molto probabilmente dovrà affrontare nei prossimi mesi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/17/1560759159-rackete.jpg" /> <![CDATA[Belen massacrata (ancora) in rete: "Bello il costume di tua nipote..."]]> Belen Rodriguez sa sicuramente come attirare l'attenzione. Anche se sono lontani i tempi delle continue copertine sui settimanali, in quanto la bella showgirl argentina preferisce proteggere la sua vita privata, di Belen Rodriguez sempre se ne parla. Basta una foto o un mezzo video per farla diventare argomento di discussione. Un esempio? La foto condivisa qualche ora fa mentre mangia un ghiacciolo. Sicuramente non è una foto che passa inosservato. E Belen questo lo sa. Che gliel'abbia fatta il figlio, il marito o un fotografo professionista, lei è sempre perfetta. Ma sempre lei muove l'opinione pubblica.C'è chi, infatti, l'apprezza e la riempie di complimenti. E c'è chi non perde occasione di insultarla e vomitarle addosso le peggiori cattiverie. Cattiverie gratuite che non si possono giustificare. Così, tra i vari "non ti vergogni?", "sei una madre. Basta" e "sei sempre nuda", c'è anche chi si "concentra" su altro. Più precisamente sul costume: "Ti sta bene il costume di tua nipote...". Il fare è ovviamente ironico e mira a puntare sul bikini particolarmente succinto. Ma Belen guarda avanti, ha di meglio a cui pensare. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da (@belenrodriguezreal) in data: 17 Lug 2019 alle ore 11:35 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563549113-belen.jpg" /> <![CDATA[Il padrone muore e il cane lo aspetta sul luogo dell’incidente da un anno e mezzo]]> La storia arriva dalla Grecia, per l"esattezza dalla città di Nafpatkos. Un uomo di 40 anni, circa un anno e mezzo fa, è morto in un tragico incidente. Da allora il cane del defunto attente l"arrivo del padrone, trascorrendo intere giornate vicino la lapide che è stata costruita in sua memoria, rincorrendo una vana speranza, una carezza o un sorriso del caro estinto.Come ha riportato TGcom24, i residenti del paesino in ogni modo hanno cercato di ovviare la situazione senza nessuna speranza di successo. C"è chi ha cercato una nuova casa per il cane, c"è chi invece ha costruito una piccola cuccia vicino la lapide per proteggere l"animale dal sole cocente, e chi ancora porta ogni giorno cibo e acqua. Il cucciolo però non se la sente di lasciare il luogo dell"incidente che, tra l"altro, dista ben 12 chilometri dalla casa dell"ex padrone."Lui vuole stare lì. Lo accudiamo, cerchiamo di farlo stare bene - affermano gli abitanti al giornale locale -. Ogni giorno gli portiamo i beni di prima necessità. Più volte abbiamo cercato di trovargli un nuovo padrone. Ma in un modo o nell"altro torna sempre su luogo del misfatto". Una storia così fuori dal comune ricorda quella del cane giapponese che ha aspettato per dieci lunghi anni l"arrivo del padrone, ogni giorno, fuori la stazione di Shibuya a Tokyo. Tanto è vero che gli abitanti di Nafpatkos lo hanno soprannominato l"Hachiko greco. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563544485-10-160-100-111.jpg" /> <![CDATA[Pesta gli agenti e spara a raffica. Immigrato ferisce carabiniere]]> Le immagini drammatiche arrivano da Terni, in Umbria. Uno straniero, probabilmente sotto effetto di alcol e droghe, ha sparato diversi colpi di pistola. Ferendo un carabiniere.Secondo quanto riportano e media locali, l'uomo - pare dell'Est Europa - sarebbe stato fermato da alcuni agenti mentre era in sella ad una bibicletta elettrica. Il normale controllo si è però trasformato in tragedia. Lo straniero avrebbe dato in escandescenza, costringendo alcuni militari dell'Arma ad intervenire. I video diffusi sui social mostrano i momenti in cui un carabiniere cerca di fermare l'uomo, inutilmente. La colluttazione dura per alcuni istanti. La ricostruzione è ancora frammentaria. Di certo ci sono però i video: a un certo punto si nota lo straniero rubare la pistola d'ordinanza a un carabiniere per poi iniziare a sparare. I quattro colpi si sentono chiaramente. Uno dei proiettili finisce a bersaglio, ferendo uno dei militari trasportato d'urgenza all'ospedale Santa Maria."Con la pistola ad altezza d'uomo ha sparato cinque colpi muovendosi a semicerchio. Non so come non ci abbia ucciso tutti", ha detto al Messaggero una vigilessa che era poco distante. A salvare la vita ai colleghi sarebbe stata la prontezza di uno degli operatori, che ha afferrato il polso all'uomo armato impedendogli di ammazzare qualcuno."Solidarietà al carabiniere ferito a Terni da uno straniero, molto probabilmente sotto l"effetto di droghe - dice Matteo Salvini - L"uomo ha prima attaccato le Forze dell"Ordine a calci e pugni e poi ha addirittura sparato. Nessuna tolleranza per i delinquenti! Un grazie e un grande abbraccio alle donne e agli uomini in divisa che, in tutta Italia e tutti i giorni, rischiano la vita per difendere la sicurezza dei cittadini perbene. Anche per questo il Decreto Sicurezza Bis punisce più severamente chi aggredisce le Forze dell"Ordine: non vedo l"ora sia convertito in legge. E non mollo sulla guerra totale allo spaccio e al consumo di droga: altro che liberalizzazione come vorrebbe qualcuno".[[video 1729185]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563540959-67173458-370501043613479-5113729178063077376-n-1.jpg" /> <![CDATA[Gerry Scotti: "Ai delinquenti voglio vedere le manette ai polsi"]]> Gerry Scotti ha spiazzato tutti nell"ultima puntata di Caduta Libera, il quiz preserale di Canale 5. Una domanda sui "prigionieri" ha fornito infatti al conduttore lo spunto per lasciarsi andare ad un"accesa polemica sul tema delle manette. "A loro vengono messi i ferri alle mani o ai piedi per impedirne la fuga". Questa era la domanda per il concorrente che, correttamente, ha risposto "prigionieri". Così Gerry Scotti ha incalzato: "Quando vedo al telegiornale certi delinquentoni che vengono portati via e oscurano le manette mi chiedo 'ma perché?', fate vedere che gliele avete messe. Dobbiamo vergognarci?".In studio si sono levati gli applausi del pubblico e lui ha rilanciato la polemica: "Io sono contrario alle manette ma se uno è un delinquentone e gliele hanno messe fategliele vedere. L"ho buttata lì, tanto è estate e non mi guarda nessuno". In questo modo ha chiuso il discorso Gerry Scotti. E la maggior parte del pubblico sembra condividere il suo pensiero. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563540015-1563528368293.jpg-caduta-libera-raptus-manettaro-gerry-scotti-conduttore.jpg" /> <![CDATA[Gi Group si è presa la Germania e ora punta ai 6 miliardi di euro]]> Gi Group, prima multinazionale italiana del lavoro ha acquisito OnTime Group, rafforzando la sua presenza in Germania, lì dove oltre un decennio fa diede il "la" alla sua espansione oltre i confini nazionali. Una rinnovata scommessa sul mercato teutonico, le difficoltà su quello italiano, e un'ambizione: quella di diventare, entro un lustro, un player da 6 miliardi di euro. "Nel 2018 abbiamo chiuso a 2,3 miliardi. Se pensiamo che vent'anni fa eravamo a zero, direi che siamo sulla buona strada", ci racconta Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato Gi Group.Nel 2007 Gi Group iniziò il processo di internazionalizzazione con la prima acquisizione estera in Germania. Oggi vi espandete ulteriormente sul mercato tedesco con l'operazione OnTime Group: cosa è cambiato in questi dodici anni?"In dodici anni è cambiato il mondo, che è diventato più complesso. Dodici anni fa non si parlava di intelligenza artificiale, di industria 4.0 o di blockchain, per esempio. Di pari passo sono cambiate le esigenze delle aziende, che sono diventate anch'esse più complesse e articolate: pensiamo solamente ai bisogni che oggi hanno le aziende su temi come la formazione, o l'employer branding. Gli intermediari del lavoro come Gi Group hanno seguito e risposto attivamente a questo cambiamento: da semplici intermediari sono diventati interlocutori che affiancano le aziende e le direzioni HR nella comprensione delle principali tematiche per poi fornire soluzioni in grado di creare valore".Perché proprio la Germania?"La Germania è la quarta economia mondiale, la prima manifattura d'Europa. All'interno delle cinquecento imprese con maggior fatturato a livello globale, quaranta hanno sede in Germania. È quindi un mercato centrale sotto tutti i punti di vista e non è un caso che il nostro processo di internazionalizzazione sia iniziato nel 2007 proprio dalla Germania. A ciò aggiungiamo che il mercato del lavoro tedesco sta vivendo una fase di transizione: la ricerca dei candidati sta cambiando e migra sempre più verso modalità on line. Come Gi Group vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento".Ed ecco la scelta di OnTime Group: cosa vi può dare? Vi completa?"OnTime Group è una realtà che completa la nostra value proposition in Germania. La copertura territoriale di OnTime non si sovrappone con quella attuale di Gi Group e ci permetterà pertanto di avere una presenza capillare sul tutto il territorio tedesco; riusciremo in questo modo ad essere più vicini alle esigenze di aziende e candidati. A livello di servizio inoltre questa operazione ci consentirà di integrare nella nostra value proposition, oltre al servizio di temporary e permanent staffing, anche la national e international mobility, fiore all'occhiello di OnTime Group, che potrà diventare un asset non solo per il mercato locale ma per tutto il gruppo nel mondo".Qual è l'obiettivo finale dell'operazione? Quali risultati vi siete prefissati?"Per ora abbiamo già raggiunto un risultato importante: l'unione delle due società ci ha portato di diritto tra i primi venti operatori della staffing industry in Germania. Iniziamo ad avere una massa critica ed una capillarità in termini di presenza che ci rende interessanti per grandi aziende nazionali e multinazionali. Sulla Germania l"obiettivo nei prossimi anni è quello di continuare a crescere e di saper rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro estremamente maturo, con la consapevolezza che soluzioni che funzionano in questo mercato possono funzionare anche altrove".Questo in Germania. Mentre a livello globale?"Nei prossimi cinque anni vogliamo diventare un player da 6 miliardi di Euro, una dimensione sufficientemente grande per competere ovunque con i grandi player del settore, ma allo stesso tempo non troppo grande per garantirci una certa agilità operativa. Nel 2018 abbiamo chiuso a 2,3 miliardi. Se pensiamo che vent'anni fa eravamo a zero, direi che siamo sulla buona strada".Per concludere, veniamo all'italia: come sta andando il mercato?"Il mercato rispetto all'anno scorso è stagnante, un po' per la congiuntura macoreconomica che sta facendo segnalare un rallentamento generalizzato, un po' anche per cause endogene al sistema Paese Italia; il Decreto Dignità è stato un provvedimento fondamentalmente dannoso e non aiuta sicuramente le aziende nelle loro esigenze di flessibilità. Come Gi Group invece siamo soddisfatti: la nostra performance è migliore rispetto al mercato soprattutto in un ambito, quello del professional dove diventa fondamentale la capacità di attraction di profili altamente specializzati". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/17/1563358923-stefano-colli-lanzi-gi-group-1.jpg" /> <![CDATA[Alba Parietti scatenata con il figlio della vicina: "È illegale ma mi sono rifatta gli occhi"]]> Sarà la calura estiva ma Alba Parietti in questa estate 2019 è davvero scatenata. Prima le foto in topless pubblicate dalla rivista "Nuovo", poi gli scatti sensuali a Ibiza e oggi le bollenti dichiarazioni sul figlio della vicina di casa. Non passa giorno senza che Alba Parietti faccia parlare di sé. Uno degli ultimi post social pubblicati dalla presentatrice ne è la prova.Alba Parietti non ha fatto mistero di apprezzare la prestanza fisica del figlio della vicina di casa milanese, fotografandolo e pubblicando lo scatto sul suo profilo Instagram con tanto di apprezzamenti. "Per la serie "l"uomo non è di legno"...e la donna neppure... ma dico, io posso avere il figlio più grande della mia vicina di casa (tra parentesi una delle mie migliori e fidate amiche) che mi passa in giardino così?", sbotta ironicamente Alba Parietti nel suo post.Uno scatto rubato dal terrazzo della sua casa verso il giardino della vicina che la conduttrice classe 1961 non ha resistito a pubblicare. Il fisico statuario del giovane, indiscutibile, ha suscitato un certo interesse nella Parietti che prosegue: "Non è legale..... la trovo una vera cattiveria. Secondo me si sta vendicando degli anni della sua adolescenza (essendo noi vicini da 30 anni) .... cara amica o mi metti una parete divisoria o gli darò il gettone di presenza.... o faccio un esposto .... in ogni caso mi sono davvero "rifatta" (così siete contenti ) gli occhi". Apprezzamenti "sfacciati" che lo stesso figlio della vicina di casa ha commentato con un ironico: "Dai Alba....sono timido", scatenando i commenti divertiti dei follower della bella Alba. Visualizza questo post su Instagram Per la serie "l"uomo non è di legno"...e la donna neppure ...... ma dico, io posso avere il figlio più grande della mia vicina di casa ( tra parentesi una delle mie migliori e fidate amiche) che mi passa in giardino così? Non è legale..... la trovo una vera cattiveria secondo me si sta vendicando degli anni della sua adolescenza ( essendo noi vicini da 30 anni) .... cara amica @alda.bosetti , o mi metti una parete divisoria o gli darò il gettone di presenza.... o faccio un esposto .... in ogni caso mi sono davvero " rifatta " ( così siete contenti ) gli occhi @matteodaolio Un post condiviso da Alba Parietti Officialpage (@albaparietti) in data: 18 Lug 2019 alle ore 8:46 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563525642-alba-parietti.jpg" /> <![CDATA[Scafista decapita migrante sul barcone per un succo di frutta]]> Gli ha tagliato la testa per un misero succo di frutta. È quanto successo a bordo di un gommone durante la traversata tra Marocco e Spagna. Autore dell'omicidio uno scafista di nazionalità guineana, Oumar Diallo, che non ci ha pensato due volte a estrarre un pugnale e a mozzare la testa a uno dei 17 migranti "ospitati" sulla barca. Dopo lo sbarco sulle coste spagnole, è stato arrestato.Il barcone - racconta il quotidiano El Mundo - era partito il pomeriggio del 5 luglio dalla spiaggia di Kariat Arkmane (vicino alla città di Nador, nord del Marocco) per arrivare all'alba del giorno successivo in acque spagnole, nel Mare di Alboran, in Andalusia: in tutto, 200 km di traversata in poco più di mezza giornata. Ciascuno dei migranti a bordo, tutti provenienti dall'Africa subsahariana, aveva con sé un pacchetto con del cibo e un succo di frutta. Tuttavia, a causa del caldo intenso, uno di loro ha rubato e bevuto il succo dello scafista che, in un raptus di follia, ha estratto un pugnale e gli ha mozzato la testa. Gli altri migranti, scioccati, non hanno avuto la forza di reagire, mentre Diallo ha preso la testa del malcapitato e l'ha gettata in mare, lasciandone il corpo sul gommone per circa 45 minuti."Gli ha tagliato la testa, è impazzito", il racconto di uno dei testimoni ai volontari della Croce Rossa spagnola che li ha soccorsi sulle coste andaluse. I migranti superstiti sono stati condotti al centro rifugiati di Malaga, mentre lo scafista è stato arrestato con l'accusa di omicidio. I volontari del centro raccontano che "Una settimana dopo i fatti, molti ancora non riescono a dormire, in tanti hanno ancora bisogno di assistenza psicologica". Ancora ignota l'identità della vittima, mentre lo scafista era già noto all'Organizzazione marocchina per i diritti umani, che lo aveva denunciato diverse volte per la tratta degli essere umani. Omar Naji, il presidente della ong, ha raccontato che l'uomo "individua le persone nel suo Paese di origine, la Guinea, e le convince a partire, chiedendo in cambio 3 mila euro. La polizia marocchina lo ha fermato diverse volte, ma alla fine è sempre stato scarcerato". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/07/1562487522-business-migranti.jpg" /> <![CDATA[Rita Dalla Chiesa in lacrime dalla Perego: "Non voglio invecchiare e perdere la memoria"]]> Rita Dalla Chiesa ha aperto il suo cuore a Paola Perego raccontandosi tra risate e lacrime nel nuovo programma "Non disturbare". Seduta sul letto di una stanza d"albergo Rita Dalla Chiesa si è confessata, proprio come si fa con un"amica, su vecchi amori, amicizie, ricordi dolorosi e sul futuro. I messaggi di Fiordaliso sul cellulare, le risate con la conduttrice sulla sua preferenza per gli uomini pelosi fino ai pettegolezzi sull"ex fidanzato greco Akis hanno fatto da introduzione a una puntata ricca di emozione.E" parlando della cornice con la foto della madre, regalatale dal padre nel 1978, che Rita Dalla Chiesa si commuove. Paola Perego le chiede: "Hai paura di perdere i ricordi?" e la giornalista le risponde: "Mi fa paura l"idea di invecchiare e perdere la memoria, è l"unica cosa di cui ho paura. Succede lo so, ma vado nel panico vero se non ricordo qualcosa, anche piccolezze. Ho paura di perdere la memoria, un timore vero".Le lacrime e la commozione prendono il sopravvento quando Rita Dalla Chiesa ripercorre alcuni momenti vissuti dalla sua famiglia quando il padre, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, era in prima linea nella lotta alle Brigate Rosse a Palermo: "Quando ha combattuto le Brigate Rosse abbiamo vissuto male tutti, tutta la famiglia era sottopressione, sotto l"occhio di tutti. Noi cambiavamo spesso casa per non essere identificabili. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle la mafia e le Brigate Rosse, più di quello che ci hanno fatto oggi cosa ci possono fare oggi? Niente, ora non ho più paura".Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/19/1563523044-rita-chiesa.jpg" /> <![CDATA[Lady Diana, un bambino di 4 anni afferma di essere la sua reincarnazione]]> Billy ha 4 anni e sostiene che nella vita precedente è stato una principessa. Si tratta un bambino americano che sostiene di essere la reincarnazione della Principessa Diana, morta in un incidente stradale il 31 agosto 1997.La storia del piccolo Billy sta facendo il giro di tutto il mondo e ora arrivano anche le "prove" di quello che sostiene. Insieme al padre David Campbell e alla madre Lisa, Billy si è sottoposto a una serie di test per verificare quanto conosca effettivamente della vita di Lady D. Il padre, durante alcuni test, gli ha mostrato le foto di alcuni castelli e gli ha chiesto quale fosse quello di Balmoral: senza esitare il piccolo ha indicato quello giusto, la residenza preferita di Diana Spencer durante le vacanze estive.Il piccolo, inoltre, avrebbe riferito ai suoi genitori che alcuni spiriti sarebbero andati a fargli visita ogni notte per poi riportarlo a casa il mattino seguente:"Tutto è iniziato quando qualcuno ha dato a mia moglie Lisa una cartolina di Lady D. Billy, che all'epoca aveva due anni, la indicò e disse: 'Guarda, sono io quando ero una principessa'". Successivamente, i genitori, rimasero di sasso quando il figlio cominciò a parlare nei minimi dettagli della vita di corte.Uno dei test che ha scioccato di più la famiglia riguarda una domanda precisa fatta dal padre al figlio: "Chi altro c'era nella tua famiglia quando eri una principessa?" E lui ha risposto: "Ho fratelli e sorelle, un fratello che si chiama John". Il dettaglio di John ha fatto rimanere di stucco i coniugi Campbell, poiché questo morì nel 1960, prima che Diana nascesse. Come potrebbe un bambino di quattro anni sapere questa cosa senza che nessuno gliene abbia mai parlato? Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/18/1563448027-diana.jpg" /> <![CDATA["Voglio dare al pubblico tutto me stesso". Ancora un altro successo per i Thegiornalisti ]]> Sono primi in classifica con il brano "Maradona y Pelè" e il video su Youtube ha superato le 7 milioni di visualizzazioni. È un momento d"oro per la band dei Thegiornalisti, guidati dal carisma e dalla bravura del loro leader Tommaso Paradiso. Il frontman, 36 anni, si rivela in un"intervista a Grazia, in cui racconta la sua vita, ora che è baciata dal ritmo del successo."Corro, faccio box, vado in palestra. Lo sport mi aiuta anche a essere una persona migliore. Sul palco mi muovo molto, voglio dare al pubblico tutto me stesso", dice. Con 5 album all"attivo e collaborazioni di grande successo, i Thegiornalisti sono ancora esterrefatti per tutto quello che sta accadendo alle loro vite. "Ora mi preparo al grande concerto del 7 settembre al Circo Massimo di Roma- afferma Paradiso -. Esperti sostengono che dietro alcune canzoni estive ci siano dei riferimenti alla droga. Lo dicono da sempre, mi diverte. Perché significa che il testo ha fatto il suo dovere e ognuno da l"interpretazione che vuole".E sul suo rapporto con il successo ha le idee ben chiare. "La mia vita non è cambiata, non più di quanto si crede - confessa - Amo le cose semplici, le cene con gli amici, un giro col cane, un bicchiere di vino, suonare il pianoforte a casa, una mini-vacanza con la mia fidanzata". Rivela inoltre che ha già scelto il nome per la figlia, anche se con la fidanzata Carolina, ancora non hanno fatto la scelta di mettere su famiglia. "Annalia - conclude -. Annalia è un nome che mi piace. Se un giorno avrò una figlia la chiamo così". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/18/1563444136-1533625479-7306476.jpg" /> <![CDATA["Smettete di seguirmi". Madonna sbotta contro gli hater di instagram ]]> Per Madonna non è un periodo sereno. Dopo la pubblicazione del suo nuovo album, già aspramente criticato dai fan storici della pop star, la regina degli scandali deve prendere una posizione anche nei riguardi dei suoi follower. Ultimamente sta ricevendo commenti non pochi lusinghieri sul suo profilo Instagram e, in risposta a un video che è stato pubblicato di recente, sbotta pesantemente contro gli hater e i leoni da tastiera.Tutto è avvenuto troppo in fretta dopo la condivisione di un video dal backstage del "Madame X Tour". Madonna è stata ripresa mentre provava, con scarsi risultati, una delle coreografie che presenterà durante i suoi concerti. Il post ha racimolato più di 374mila like, ma ha ricevuto anche diverse critiche. In molti hanno attaccato la cantante per l"età, per l"aspetto fisico, per la musica e per la poca importanza che da tempo riveste nel panorama musicale di oggi. Madonna però non è stata in silenzio e, modificando la didascalia del post, risponde alle accuse."Madame X è una professoressa di storia. La polizia di Instagram è conosciuta anche come "bigotti e misogini potete andate a quel paese." La vostra paura di ciò che rappresento è palpabile e il fatto che voi mi seguiate e vi prendete del tempo per fare questi commenti è un segnale della vostra stupidità, ignoranza e intolleranza verso tutto ciò che è diverso - scrive Madonna -. Se non sono rilevante allora dimostratelo. Smettetela di seguirmi". Non è la prima volta che Madonna si scaglia contro il mondo dei social. Diverso tempo in un"intervista aveva bollato Instagram come un mondo costruito per far del male alla gente. Visualizza questo post su Instagram Madame is a history professor.......................... #madamex #rehearsals PS. IG police other wise known. as women hating Misogynistic. bigots can F**k off!!!!! Your fear of what I represent is palpable and the fact that you follow me and. Take the time to make remarks is an advertisement for your stupidity -ignorance and intolerance for that which is different. if i am not relevant then prove it. Stop following me. Lol.Un post condiviso da Madonna (@madonna) in data: 12 Lug 2019 alle ore 6:45 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/15/1563183787-1556181361-img-2843.jpg" /> <![CDATA[Elena Morali si svela: verità su Colorado e crisi con Scintilla]]> Fino a qualche giorno fa non si parlava d"altro. Numerose pagine di gossip e non solo, annunciavano l"esclusione di Elena Morali da Colorado, il programma che l"ha resa celebre. Insomma tra amore e lavoro per la bella ventinovenne questo sembra essere un periodo un po" troppo movimentato. Sembra, ma la verità è un"altra. Si, perché proprio lei ha deciso di parlare e di raccontare qual è la realtà dei fatti. Esclusa da Colorado? Amore finito con Scintilla? Macché, semmai è tutto il contrario. Per ora, Elena non ha rilasciato nessuna intervista per nessun giornale ma ha voluto rispondere direttamente alle domande dei suoi fan. Ovviamente tramite i social, su instagram, attraverso uno dei tanti "ask me" che ormai tutti i personaggi famosi ogni tanto fanno.Elena Morali svela: "Sarò ancora a Colorado"Naturalmente, tra mille complimenti sulla sua bellezza e gentilezza sono spuntate anche delle domande proprio su Colorado e sulla sua relazione con Scintilla: "Che cosa è successo con Colorado?". Un pò tutti le hanno posto questa domanda. A questo gettonatissimo quesito, Elena ha voluto rispondere che a Colorado ci sarà: "Colorado è stato rinnovato perché è andato molto bene. Io ovviamente porterò dei pezzi nuovi da far vedere, ma nessuno ha mai pensato o detto che non lo farò. Credo semplicemente che ogni tanto qualche giornalista si inventi le notizie perché se le sogna di notte. Quindi, ragazzi, state sereni che mi vedrete." Nessuna esclusione dal famoso programma comico di Italia Uno, la Morali anche per l"edizione del 2020 sarà presente facendo la felicità di tutti i suoi fan. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/14/1563107476-chi-elena-morali-biografia.jpg" /> <![CDATA[Belen Rodriguez fa impazzire con il suo lato B]]> Belen Rodriguez, l"amore ti fa davvero bene! Per la showgirl, di origine argentina, la vita procede davvero nel migliore dei modi. Dopo essere stata al centro del gossip in questo autunno, in primavera ha annunciato il ritorno con il suo ex marito, Stefano De Martino. Ovviamente, i fan della coppia sono impazziti di gioia ma, soprattutto i diretti interessati, sono felici di aver riunito la loro famiglia.In particolare per il frutto del loro amore, il piccolo Santiago. Belen Rodriguez si sta dunque godendo questa "prima" estate, dopo il ritorno con Stefano, da mamma e moglie. Ma senza perdere la sua sensualità e l"abitudine di condividere scatti sexy sul suo profilo Instagram.Belen : lato B esplosivoBelen Rodriguez ha deciso di rendere partecipi i suoi followers delle sue giornate di relax con la famiglia. Ha condiviso uno scatto davvero bollente su Instagram, con un succinto bikini e un regalo speciale per i fan. La bella argentina infatti è tornata a mostrare senza freni il suo pazzesco lato B.Nello scatto in questione, Belen è sdraiata in barca. Abbronzatura dorata, gambe da gazzella e capelli bagnati dalla salsedine. Ma sopratutto... lato B in mostra! E che dire, i fan sono stati d"accordo all"unanimità: "Con questa foto hai asfaltato tutta la concorrenza!". Per il web il fondoschiena di Belen non ha rivali! In effetti... Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da (@belenrodriguezreal) in data: 12 Lug 2019 alle ore 11:59 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/13/1563046570-65303461-1312954372190675-4418156144389335175-n.jpg" /> <![CDATA[Taylor Mega ed Erica Piamonte in vacanza insieme?]]> L'ex gieffina, Erica Piamonte, ha pubblicato su Instagram alcuni indizi che fanno pensare che presto andrà in vacanza con la sua grande amica Taylor Mega. L'ex concorrente del GF ha scritto sui social che tra due giorni partirà con un'altra bionda, circostanza che fa pensare proprio alla famosa influencer. E' noto a tutti, ormai, che tra le due c'è una bellissima amicizia: si sentono spesso e quando possono si incontrano e passano molto tempo insieme. Erica Piamonte e Taylor Mega in vacanza insieme?Nessuna delle due si sarebbe mai aspettata, all'interno della casa del Grande Fratello, di formare una vera amicizia. Eppure è successo e, anzi, i fan le vorrebbero presto insieme come coppia. Tra i fan c'è addirittura chi vorrebbe partecipare al futuro ipotetico matrimonio tra le due. Erica Piamonte, su Instagram, ha scritto che a breve partirà per un posto magnifico con una spiaggia e un mare da sogno: "Vi dico solo una cosa: domani preparo la valigia! Go!" ha scritto sul social.Quanto riguarda gli altri ex concorrenti del GF ci potrebbero essere delle sorprese: Velentina Vignali ha indossato un abito da sposa e molti pensano che si stia preparando per il suo grande giorno. Nella foto pubblicata su Instagram non si capisce molto bene che si tratti di un abito da nozze ma Valentina ha tolto ogni dubbio ponendo l'icona dell'abito nuziale come emoticon. Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? Visualizza questo post su Instagram CHE SIGNORINA ogni tanto sembro una ragazza fine....! vestitino mare bianco e fluo preso da @chiaragfirenze vi piace???Un post condiviso da Erica Piamonte (@erica_piamonte_official) in data: 10 Lug 2019 alle ore 3:40 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/13/1563017533-erica.jpg" /> <![CDATA[Ludovica Pagani in lingerie: follower in delirio]]> Ludovica Pagani è sicuramente una delle giovani donne più apprezzate sui social network. La sexy influencer e inviata di "Quelli che il calcio", infatti, è solita postare foto molto provocanti sul suo profilo Instagram che scatenano la fantasia di molti suoi seguaci che ad oggi superano i 2,1 milioni. La bionda 27enne, però, nonostante abbia tanti ammiratori ha anche qualche haters, come spesso capita. Qualche tempo fa, infatti, fu presa di mira dopo una foto pubblicata in compagnia del suo cane, con commenti davvero volgari e di poco gusto: "Qual é la cagna fra voi due", "Il cane e la cagna", "Che bella cagna, e il cane come si chiama?". "Niente di nuovo il cane che bacia la cagna", "Zozza", "Da una parte c"è una cagna e dall"altra Spike".Ludovica con un lungo post su Instagram aveva poi snobbato i suoi haters, dimostrando di avere carattere: "Non accetterò mai nessun luogo comune come quelli della serie 'se mostri il tuo corpo sei una poco di buono' o 'se ti vesti in un certo modo sei una poco di buono'. Tengo anche a dire che sono la prima ad allontanare la volgarità, c'è una bella sottile ma enorme differenza tra essere sensuali ed essere volgari". Nonostante tutto e tutti la Pagani continua la sua grande scalata verso il successo dato che continua ad essere una delle più seguite ed amate sui social. Basti considerare che il suo ultimo scatto in lingerie ha mandato fuori di testa oltre 400.000 follower che hanno invaso di commenti la sua bacheca:[[gallery 1724819]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/11/1562846527-ludovica-pagani-4.jpg" /> <![CDATA[Sgarbi difende Balotelli: "Lo scooter in acqua? Un'opera d'arte"]]> Mario Balotelli fa sempre discutere e la sua bravata del motorino finito in acqua ha scatenato gli utenti sui social network, Matteo Salvini e per ultimo Vittorio Sgarbi, che ha però spezzato una lancia in favore di Supermario. Tutto il caos mediatico è partito da un video postato dall'ex attaccante di Milan ed Inter su Instagram dove si vedere un ragazzo, amico di Balotelli e gestore di un bar vicino Napoli, finire in acqua con il suo scooter per via di una scommessa fatta proprio con il 28enne ex City e Liverpool.Balotelli si è subito difeso ed ha risposto piccato alle accuse subite: "Pensate alle cose serie in Italia". Il vice Premier Matteo Salvini, però, ha usato parole dure per condannare il gesto dell'attaccante attualmente svincolato: "Io lo avrei arrestato. Che immagine diamo dell"Italia nel mondo, se nelle nostre città passa un ricco e viziato giocatore che dice al primo che passa "ti do 2mila euro se butti il motorino nel mare", e questo lo butta davvero!".In questa querelle, però, anche Vittorio Sgarbi ha voluto dare una sua interpretazione e dare la sua opinione e l'ha fatto attraverso un video pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook: "Balotelli ha ragione da vendere e deve essere ricompensato dallo Stato perché ha creato emozione. Lui in quel momento ha manifestato il suo potere nei confronti di un ragazzo napoletano, dunque questo ragazzo nero e ricco ha dato 2.000 euro ad un bianco povero e la scommessa è stata fatta, basta".Sgarbi ha poi chiuso rincarando la dose: "Non c'è istigazione a delinquere, quale sarebbe il delitto? Non c'è inquinamento dato che le acque sono già inquinate. Infine non c'è nessun gioco d'azzardo perché non c'è nessun contratto scritto. Bravo Balotelli, un grande e straordinario giocatore che questa volta ha perso una scommessa ma ha creato emozione. Stato di m... con magistrati incapaci che non sanno fare il loro lavoro e che vogliono mettere alla sbarra un vero eroe". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/07/1562482011-tifoso-si-butta-acqua-motorino.jpg" /> <![CDATA[Anguria, effetto detox per la stagione estiva]]> In estate l"anguria (o cocomero) regna sovrana sulle nostre tavole e durante gli spuntini fatti in spiaggia.Da gustare in qualsiasi momento della giornata per rinfrescarsi. Grazie al suo bassissimo apporto calorico è un"alleata per chi vuole dimagrire. Le sue calorie sono circa 30 kcal per 100 grammi di polpa, considerando che una fetta di anguria in media arriva tra i 400 e i 500 grammi Il 90 per cento dell"anguria è rappresentato da acqua importante per l idratazione della nostra pelle in questo periodo.Fonte di sali minerali come magnesio e potassio, utili per contrastare la spossatezza e i crampi muscolari. Da non sottovalutare anche il suo ricco apporto di vitamina A, C, B1, B2, B6 e PP.Ecco i principali benefici che ci faranno amare l"anguria in questa stagione calda:- Idrata e protegge la pelle: grazie al licopene che le conferisce il colore rosso, il cocomero contrasta l"invecchiamento cellulare. Mantiene giovane e idratata la pelle;- Combatte l"insonnia: grande stimolatrice di serotonina, ormone del sonno e del benessere. Favorisce il riposo notturno e la qualità del sonno;- Un aiuto naturale contro le malattie cardiache: merito della citrulina, una sostanza che rende questo frutto adatto a prevenire l"ipertensione e le malattie cardiache. Secondo alcuni studi, basterebbe una fetta di anguria al giorno per aiutare il nostro organismo a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue;- Mantenere il peso forma: il consumo di anguria può aiutare a mantenere il peso sotto controllo. Grazie alla grande quantità di acqua presente all"interno non solo disseta ma placa il senso di fame;- Stimola la diuresi, ha effetto detox: grazie alla ricchezza d"acqua, è un frutto che stimola la diuresi e favorisce la disintossicazione del corpo. Inoltre aiuta a contrastare la cellulite;- Fonte di energia: l"anguria è un frutto energetico per eccellenza. Una semplice porzione può aumentare i livelli di energia del 23%. Grazie al magnesio e alla vitamina B6 è un naturale rifornimento di energia per le nostre cellule. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/09/1562665189-fruit-melon-watermelon.jpg" /> <![CDATA[Luna, i rifiuti lasciati dagli astronauti]]> L"uomo inquina. Ebbene sì, c"è poco da fare. Dovunque andiamo creiamo scarti e rifiuti di vario tipo. Siamo stati "disegnati" così. Ovviamente ciò non è un buon motivo per riempire il nostro Pianeta e l"universo di immondizia, tema peraltro molto caldo in questi giorni. Abbandoniamo per un attimo i problemi terreni relativi a cassonetti e raccolta differenziata e spostiamoci sul nostro satellite, la Luna. I primi uomini vi hanno messo piede ormai 50 anni fa, il 20 luglio 1969, in una missione entrata nella storia. La spedizione, però, ha anche un lato oscuro e maleodorante. Armstrong e Aldrin e gli altri astronauti delle missioni Apollo, esseri umani come tutti noi, si sono lasciati alle spalle cumuli di rifiuti, come ci racconta il sito Business Insider.Insomma non siamo riusciti a tener pulito neanche il suolo lunare, ma non è un caso isolato: di solito capita che i viaggiatori, durante le missioni estreme (sulla Terra o nello spazio), si trovino a dover abbandonare i loro scarti. Così sulla Luna abbiamo lasciato 70 veicoli, 5 bandiere americane, 2 palline da tennis, 12 paia di scarpe, attrezzatura fotografica, zaini, giornali, medaglie, statuette, ma anche altre cose meno edificanti (ma del tutto naturali), come 96 sacche di feci, urine e vomito. Tutto questo è stato prodotto dall"uomo nel corso delle 6 visite sul satellite, per un totale di 16 giorni. L"abbandono di questi resti è dovuto al bisogno di rendere il più leggeri possibile i mezzi di trasporto che avrebbero consentito il rientro sulla Terra. Forse quei rifiuti sarebbero rimasti sulla Luna, dimenticati per sempre, se la Nasa non avesse ricevuto la direttiva di Donald Trump del 2017, nella quale il presidente americano chiede la ripresa dei programmi di espansione umana nel Sistema Solare.L"uomo vuole tornare sulla Luna e colonizzare Marte, ma per far questo ha bisogno di studiare strategie di sopravvivenza inattaccabili. Il modo migliore per farlo è raccogliere dati scientifici e quale migliore possibilità dei rifiuti lunari? Business Insider spiega che il 50% della massa fecale è fatta di batteri, gli stessi che "vivono" nel nostro intestino (ce ne sono di specie diverse). In teoria questi resti non dovrebbero aver inquinato la Luna, dove le condizioni di vita sono impossibili: non c"è atmosfera, né ozono, le temperature si collocano tra i 223 e i 150 gradi e l"esposizione ai campi magnetici è ampia. Nonostante questo, però, molti studi hanno dimostrato che i microrganismi possono sopravvivere in situazioni proibitive. Forse anche i batteri del nostro intestino. Se così fosse avremmo un tassello in più per capire fin dove può spingersi il limite umano di sopravvivenza.Per questo motivo, nel 2020, una nuova spedizione sulla Luna si occuperà anche di riprendere le famose sacche maleodoranti e riportarle a Terra, in modo che gli scienziati possano studiarle. I microrganismi potrebbero essersi evoluti e adattati alle condizioni estreme, oppure essersi "addormentati" in attesa di una situazione favorevole alla sopravvivenza. Già l"Apollo 16 tentò con successo di far vivere un campione di batteri fuori dalla navicella, seppur per pochi giorni. Cosa accadrebbe se l"uomo lasciasse i suoi rifiuti anche su Marte? Le ricerche ci faranno anche capire qualcosa in più sulla nascita della vita sulla Terra. Business Insider giunge a una possibile conclusione in proposito: forse non è del tutto fantasioso pensare che questi organismi invisibili a occhio nudo e così resistenti abbiano viaggiato nello spazio su un asteroide e siano arrivati fin sul nostro pianeta. A quel punto non saremmo solo figli delle stelle, ma anche di qualche altra cosa molto meno romantica. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da NASA (@nasa) in data: 30 Giu 2019 alle ore 10:45 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/06/29/1561796128-ww.jpg" /> <![CDATA[Filippo Magnini e Giorgia Palmas, vacanze d'amore in Sardegna (con imprevisto)]]> Filippo Magnini e Giorgia Palmas sono volati in Sardegna, terra natale dell'ex velina mora, per rilassarsi e godersi qualche giorno di relax dopo gli impegni lavorativi degli ultimi mesi. Sui rispettivi profili social, la coppia sta pubblicando splendidi scatti che li ritraggono insieme, felici e innamorati più che mai, sulle idilliache spiagge sarde. Filippo Magnini e Giorgia Palmas stanno alloggiando nella villa di famiglia dell'ex velina, che si trova nella Costa Rei a sud-est dell'isola e ogni giorno si concedono un po' di mare e sole in una delle meravigliose spiagge della zona. Maklas e Lido Tamatete sono i posti del cuore della Palmas, che qui è cresciuta e che frequenta assiduamente quando si trova nella sua terra.Tra bagni di acqua e sole (in compagnia dei due cagnolini della coppia) e pranzi a base di pesce la coppia si sta godendo l'intimità senza la figlia di lei, Sofia, avuta dal calciatore Bombardini. Proprio in uno di questi momenti di relax, il campione di nuoto è stato protagonista di un vero e proprio gesto eroico. Filippo Magnini ha salvato la vita a un turista che domenica pomeriggio ha accusato un malore mentre stava facendo il bagno nelle acque di Cala Sinzias, tra Villasimius e Costa Rei, provincia di Cagliari. A rendere nota la notizia per prima è stata l'ANSA, grazie al racconto del direttore della Provincia di Cremona, Marco Bencivenga, testimone oculare del salvataggio.Passato il clamore del salvataggio, la coppia è tornata alla vita vacanziera. La breve pausa durerà infatti pochi giorni poi il rientro a Milano, con la testa rivolta al nuovo progetto televisivo che li vedrà esordire in coppia su Real Time con il programma "Assaggi D'Amore". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/08/1562570766-filippo-magnini-e-giorgia-palmas.jpg" /> <![CDATA[Aida Yespica in topless a Capri: fan in delirio]]> Aida Yespica è una delle donne più desiderate dal pubblico maschile. Bellissima e super sensuale, la showgirl fa sognare i fan con i suoi scatti bollenti, soprattutto quando è in vacanza e indossa i suoi mini bikini, e magari si lascia andare a qualche balletto "hot". Impossibile non apprezzare il corpo d capogiro e le forme esplosive della Yespica, che al Grande Fratello aveva fatto perdere la testa a Jeremias Rodriguez, e che nell"ultima foto postata su Instagram è davvero "esagerata".Aida Yespica in topless: fan in delirioAida Yespica si sta rilassando a Capri da qualche giorno, in compagnia del compagno, l"imprenditore napoletano Geppi Lama, e del figlio Aron, nato dalla relazione con l"ex calciatore Matteo Ferrari. Vacanza super per la showgirl venezuelana, che sta vivendo dei giorni di relax e divertimento, facendo molte uscite in barca, nel mare cristallino dell"Isola dei Faraglioni. Ma il popolo di Instagram è rimasto a bocca aperta per l"ultima foto publicata da Aida.In barca con Geppi, Aron ed altri amici, Aida si è lasciata fotografare in tutta la sua bellezza, ma soprattutto senza reggiseno. Solo con il pezzo inferiore del suo bikini, in topless, Aida fa impazzire i fan, se non fosse che la posa è di spalle, e dunque il suo seno esplosivo in realtà non si vede. Una brutta notizia per molti degli utenti che hanno commentato lo scatto, che invece le hanno simpaticamente chiesto di girarsi la prossima volta. Scherzi e commenti a parte, la foto della Yespica è comunque da capogiro, perché risulta sensuale anche se la modella è di spalle rispetto all"obiettivo, in quanto la sua bellezza è palpabile anche così. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Aida Yespica (@aidayespica27official) in data: 7 Lug 2019 alle ore 11:52 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/08/1562568354-66448585-456305481595808-1306329493692875880-n.jpg" /> <![CDATA[Un nuovo amore per Dua Lipa? Avvistata con il fratello di Gigi e Bella Hadid ]]> È una fra le artiste emergenti più in voga del momento. Il fascino, il carisma e la bravura di Dua Lipa hanno rivoluzionato il panorama della musica pop di oggi. E a quanto pare la sua bellezza ha fatto breccia anche nel cuore di Anwar Hadid, il fratello minore delle modelle Gigi e Bella Hadid. Come riportano alcuni rumor dai settimanali inglesi e come ha riportato Vanity Fair, fra la cantante e l"aspirante modello sarebbe scoccata la scintilla.Già da qualche settimana si vociferava che tra i due ci fosse del tenero, ma una serie di foto che ritraggono insieme Dua Lipa e il giovane Anwar, avrebbe messo a tacere definitivamente i rumor e i pettegolezzi. Intravisti al Barclaycard Presents British Summer Times, kermesse musicale che infiamma Hyde Park nel centro di Londra, sia Dua Lipa che Anwar sono stati fotografati felici e sorridenti l"uno stretto fra le braccia dell"altro. Per la premiata arista di appena 23 anni è un periodo di rinascita sentimentale dopo la fine della tormentata storia d"amore con Isaac Carew, chef londinese cresciuto professionalmente al fianco di Gordon Ramsey. La storia fra i due si è conclusa ad inizio di giugno dopo un lungo tira e molla. Uniti dal 2013, si sono lasciati per la prima volta nel 2017 per tornare insieme qualche settimana dopo, ma il ritorno di fiamma è durato poco. Sembra che coltivare una relazione a distanza, per Dua Lipa e lo chef, non è stato facile.Il periodo nero però è un lontano ricordo. La felicità di Dua Lipa è lampante. La coppia si è conosciuta a Los Angeles durante una festa organizzata da Gigi Hadid e, secondo gli ultimi rumor, proprio la celebre modella avrebbe presentato il fratello alla cantante londinese. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/08/1562570062-1554107357-dua-lipa.jpg" /> <![CDATA[Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez, scatto hot di coppia]]> La storia d'amore tra Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser prosegue a gonfie vele e la coppia non manca di condividere momenti di romanticismo e di divertimento sui social. Sia Ignazio che Cecilia sono molto seguiti fin dalla loro uscita dalla seconda edizione del Grande Fratello Vip, il programma che li ha fatti conoscere e innamorare.Qualche settimana fa la coppia aveva dato scandalo sui social a causa di una svista da parte di Ignazio Moser. Il figlio dell'ex campione di ciclismo, mentre riprendeva una storia per Instagram, non si è accorto di aver inquadrato un sex toy poggiato su un tavolino. Il clamore mediatico suscitato è stato tanto ma in una recente intervista Ignazio ha minimizzato l'accaduto. A poche settimane di distanza, i due hanno voluto creare un nuovo "caso" e si sono fotografati nudi in versione molto hot davanti allo specchio. La situazione è quella comune a molte coppie: Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez si sono immortalati impegnati a prepararsi per uscire. Mentre lui si lava i denti a torso nudo, lei si trucca in slip senza reggiseno, pronta per infilarsi l'abito per la serata. La coppia si trova attualmente in Calabria dove, tra una tintarella e un'altra, i due alla sera lavorano, ospiti dei locali più cool della costa.Nel selfie scattato dal suo fidanzato, Cecilia si copre i seni con le braccia e gli occhi con una palette di trucchi, mentre Ignazio Moser sorride sornione con una buffa smorfia. In pochi credevano nella loro storia quando è iniziata, molti pensavano si trattasse di una passione passeggera, altri non credevano nemmeno a quello. Eppure, dopo quasi due anni, Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez appaiono più uniti e complici che mai. Voci di corridoio parlano di nozze e periodicamente si mormora che la sorella di Belen possa essere incinta, ma finora i due hanno sempre smentito. Visualizza questo post su Instagram Getting ready for the night @chechurodriguez_realUn post condiviso da Ignazio Moser (@ignaziomoser) in data: 5 Lug 2019 alle ore 10:45 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/07/05/1562355662-screenshot-www.instagram.com-2019.07.05-21-37-08.jpg" />