<![CDATA[il Giornale]]> Mon, 23 Jan 2017 06:02:14 +0100 Mon, 23 Jan 2017 06:02:14 +0100 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Gentiloni: Più poteri a Curcio e Errani]]> &amp;quot;Bisogna dare più poteri a chi si occupa di emergenze e ricostruzione, ovvero a protezione civile e al commissario per la ricostruzione&amp;quot;. Lo ha detto Paolo Gentiloni a Che tempo che fa su Rai3.&amp;quot;Per essere più veloci, chi segue le emergenze deve avere poteri efficaci e straordinari&amp;quot;, ha spiegato il premier italiano, dopo aver lodato la Protezione Civile che &amp;quot;ha dimostrato di saper lavorare bene&amp;quot; e promettendo provvedimenti in questo senso a breve: &amp;quot;Nei prossimo tre o quattro giorni ci concentreremo con Anac e con il Parlamento su quali poteri straordinari dare a chi si occupa di emergenza e ricostruzione&amp;quot;, ha aggiunto da Fabio Fazio, &amp;quot;E&amp;#39; il terzo shock da fine agosto ad adesso: nel centro Italia si è diffusa quasi una disperazione a tornare alla normalità e le popolazioni temono che questa sia un&amp;#39;emergenza cronica&amp;quot;.Sulle polemiche sui presunti ritardi dei soccorsi Gentiloni taglia corto: &amp;quot;La magistratura ci darà i risultati dei suoi accertamenti sui ritardi&amp;quot;, ha detto, &amp;quot;Ma è bene che adesso prevalga la compassione. Attenzione a scatenare già adesso questa voglia di trovare capri espiatori. Temo di lasciarci andare a un Paese incattivito dove si cerca il giustiziere e il capro espiatorio&amp;quot; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485121744-lapresse-20170122211341-21938170.jpg" /> <![CDATA[Ecco come guadagnare sfruttando la ricetta Trump]]> Dollaro e titoli di Stato americani ma anche le azioni delle piccole e medie imprese quotate a Wall Street e quelle delle multinazionali di Piazza Affari che sono più &amp;laquo;attive&amp;raquo; Oltreoceano. Ecco le quattro &amp;laquo;chiavi&amp;raquo; per guadagnare in Borsa, tramite fondi di investimento ed Etf, cogliendo le occasioni che creerà il piano economico e finanziario di Donald Trump. Che nel suo discorso di giuramento come 45esimo presidente degli Stati Uniti ha ribadito di voler &amp;laquo;mettere l&amp;#39;America al primo posto&amp;raquo;, chiedendo agli americani di comperare prodotti made in Usa e di assumere. Il suo obiettivo è creare 25 milioni di posti di lavoro e una crescita annua del pil del 4%. Per fare questo la Casa Bianca pensa anche di bloccare il &amp;laquo;Tpp&amp;raquo; (l&amp;#39;accordo di libero scambio tra gli Usa e 12 Paesi dell&amp;#39;area pacifica e asiatica) e di rinegoziare l&amp;#39;intesa Nafta con Canada e Messico.BENE LE AZIONI MADE IN USA MA ATTENZIONE AL FISCONegli ultimi tre anni le grandi corporation e multinazionali di Wall Street hanno registrato performance superiori rispetto a quelle delle &amp;laquo;cugine&amp;raquo; small e mid cap, ma adesso la cura di The Donald promette di cambiare tutto, invertendone le prospettive. L&amp;#39;atteso taglio delle tasse dovrebbe, infatti, avere benefici maggiori per le piccole imprese (la cui aliquota fiscale media è al 32%) che non per i colossi (che pagano già ora &amp;laquo;solo&amp;raquo; il 26%). Inoltre le società minori e attive prevalentemente negli States potranno usufruire di un maggiore protezionismo da parte dell&amp;#39;amministrazione Trump, in virtù della loro bassa esposizione internazionale: si stima che i ricavi esteri delle piccole imprese americane raggiunga appena il 19% del totale. Cui va aggiunto il fatto che, mentre l&amp;#39;attesa crescita del biglietto verde eroderà margini e profitti delle multinazionali Usa, le realtà medio-piccole saranno meno vulnerabili al dollaro forte vista la bassa esposizione sui mercati esteri. Fatte queste premesse il consiglio operativo è di affidarsi a un buon gestore &amp;laquo;attivo&amp;raquo; di fondi specializzati sulle small e mid cap Usa: grazie alla gestione attiva di portafoglio (che consente al fondo di modificare nel tempo l&amp;#39;esposizione ai settori, al contrario degli Etf che rispecchiano sempre fedelmente le ripartizioni che i settori hanno negli indici) sarà possibile far fronte alle importanti (e magari improvvise) rotazioni di settore che potrebbero verificarsi quest&amp;#39;anno.PER LE MULTINAZIONALI ITALIANE C&amp;#39;E LA &amp;laquo;MOLLA&amp;raquo; USAUn&amp;#39;altra possibilità per sfruttare, in modo indiretto, la ricetta economica di Trump è quella di puntare sui gruppi di Piazza Affari più legati al mercato americano dal punto di vista delle vendite o al dollaro. Analizzando i ricavi, possiamo iscrivere sulla carta a questo gruppo realtà come Fca, Stmicroelectronics, Luxottica, Buzzi Unicem, Campari, Leonardo Finmeccanica, Autogrill, Cnh, Exor, Prysmian, Eni, Enel oltre alle maison del lusso come Salvatore Ferragamo o Moncler. Ma attenzione: molto dipende dal prezzo e in ogni caso si tratta di un&amp;#39;opzione d&amp;#39;investimento solo per gli investitori più abili e dotati delle conoscenze e competenze adeguate per muoversi in Borsa. Ogni titolo va infatti attentamente esaminato e, una volta acquistato, va seguito ogni giorno per scegliere il momento giusto per rivenderlo.IL DOLLARO SALIRÀ ANCORA E C&amp;#39;È LA SCOMMESSA RUBLOPassiamo ora alle opportunità che si potrebbero aprire sul fronte dei cambi. Il dollaro americano, che si è già cresciuto di oltre tre punti percentuali sull&amp;#39;euro dall&amp;#39;elezione di Trump ad oggi, tenderà a rafforzarsi ancora fino a sfiorare la parità con la divisa europea. Questo perché mentre la politica monetaria della Federal Reserve tenderà ad essere restrittiva (soprattutto nella seconda parte dell&amp;#39;anno per contrastare gli effetti della maggiore inflazione provocata da Trump) quella della Bce continuerà ad essere accomodante (lasciando i tassi della zona euro inalterati almeno fino a dicembre 2017) con acquisti sul mercato di obbligazioni in euro. Chi ha già in portafoglio un 30% in valuta estera, di cui la metà (15%) in dollari, può quindi incrementare un po&amp;#39; alla volta la sua scommessa tramite Etf monetari area dollaro, fino al 20%. Nei prossimi mesi è, inoltre, possibile accumulare ulteriori posizioni in dollari (aggiungendo un altro 5%) magari sfruttando eventuali fasi di debolezza del biglietto verde se il cambio euro/dollaro tendesse a toccare (o superare) quota 1,10. L&amp;#39;effetto Trump potrebbe inoltre giovare al rublo russo (grazie alle buone relazioni personali tra il neopresidente americano e Putin) mentre la sterlina potrebbe rappresentare la sorpresa 2017. Dopo il crollo del 2016 sull&amp;#39;euro (-15%), la divisa di Londra potrebbe recuperare terreno soprattutto se si verrà a creare, come è sembrato delinearsi in queste settimane, un asse preferenziale tra Stati Unito e Regno Unito con accordi commerciali ancora più stretti.OBBLIGAZIONI AMERICANE &amp;laquo;GOLOSE&amp;raquo; A QUOTA 2,60%Quest&amp;#39;anno potrebbe poi dare buoni frutti puntare sui Treasury Usa. Ma sarà fondamentale scegliere bene il tempo di ingresso, ricordando che il rendimento si muove in direzione opposta alla quotazione: se il primo sale il secondo scende e viceversa. Ecco perché i guru ritengono che se il decennale americano raggiungerà un tasso del 2,60%, contro il 2,47% toccato venerdì scorso, il suo prezzo potrà poi con tutta probabilità solo aumentare. Assicurando così un buon ritorno all&amp;#39;investitore. Al contrario, chi punta sui Titoli di Stato della zona euro è esposto al rialzo dei tassi di mercato: si stima per esempio che il Bund tedesco a 10 anni (che attualmente offre un rendimento dello 0,42% annuo) possa arrivare a sfiorare l&amp;#39;1% nei prossimi sei mesi, provocando ai sottoscrittori una perdita di circa quattro punti percentuali. Inoltre una piccola scommessa sui Treasury Usa è comunque consigliata come polizza anticrisi. All&amp;#39;orizzonte ci sono rischi politici in Europa (elezioni in Francia, Olanda e Germania) e altri fattori che promettono di rendere i nervosi molto nervosi, volatili: l&amp;#39;investimento in titoli distato americani offre uno scudo a tali eventi. Gli esperti, più in particolare, consigliano di puntare sui Tips (Treasury Inflation Protected Security, le obbligazioni i cui rendimenti sono direttamente collegate all&amp;#39;inflazione) sempre divesificando tramite lo strumento degli Etf o dei fondi. Infatti, le politiche economiche e fiscali annunciate Trump faranno crescere l&amp;#39;inflazione d&amp;#39;Oltreoceano. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/22/1482392486-soldi-banche.jpg" /> <![CDATA[Francia, alle primarie della gauche sarà sfida tra Hamon e Valls]]> Dopo un&amp;#39;affluenza molto più bassa rispetto al 2011 (sotto i 2 milioni di persone, contro i 2,6 milioni di allora) si profila un ballottaggio tra Benoît Hamon (in testa con il 35,21% delle preferenze) e l&amp;#39;ex primo ministro Manuel Valls (che si attesta al 31,56%).Al terzo posto, e sarebbe quindi eliminato, Arnaud Montebourg, con il 18,70% dei voti. L&amp;#39;ex ministro dell&amp;#39;Economia francese ha già annunciato il suo appoggio per il secondo turno a Hamon, definendo una &amp;quot;condanna&amp;quot; il secondo posto ottenuto per ora dall&amp;#39;ex primo ministro Manuel Valls: &amp;quot;Gli elettori hanno voluto che la sinistra ritrovi la sua strada, che il fiume torni nel suo letto. Hanno rifiutato di prendere in considerazione che il futuro del Paese si giochi sulla questione dell&amp;#39;identità e hanno appoggiato una chiara strategia di impulso economico ed ecologico, di recupero del controllo del sistema finanziario, di reinvenzione del modello sociale&amp;quot;. Montebourg ha poi fatto appello all&amp;#39;unione della sinistra poiché, sostiene, senza di essa non si potrà far fronte alla candidatura &amp;quot;liberale britale&amp;quot; del conservatore François Fillon e alla &amp;quot;famiglia Le Pen&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485121327-lapresse-20170122141757-21933579.jpg" /> <![CDATA[Vecchio continente disorientato e senza una linea]]> Il vecchio detto del vaso di coccio tra i due vasi di ferro rischia di attagliarsi bene al futuro dell&amp;#39;Europa nell&amp;#39;era Trump.Ora come ora, al netto dell&amp;#39;imprevedibilità che rischia di essere la cifra principale della nuova amministrazione di Washington, pare infatti realistico che gli interessi americani e quelli russi convergano ai danni di quelli europei (già di fatto compressi nella loro varietà perché costretti ad accodarsi a quelli della locomotiva tedesca).Con il suo tipico stile declamatorio, Trump non fa mistero di voler vedere l&amp;#39;Unione Europea sbriciolarsi, una Brexit dopo l&amp;#39;altra; e Putin, seppure meno esplicito, ha chiaramente come suo obiettivo sia l&amp;#39;indebolimento dell&amp;#39;Europa che la scomparsa della Nato.Non è difficile comprendere chi tra questi tre soggetti si troverebbe nella posizione più debole una volta scomparsi i tradizionali equilibri nel Vecchio Continente. Al momento gli unici a manifestare entusiasmo per l&amp;#39;avvento di Trump sono gli esponenti del &amp;laquo;fronte populista&amp;raquo; europeo, ieri riuniti a Coblenza, convinti che il mix tra la nuova linea della Casa Bianca e un avvicinamento a Mosca ci indichi la giusta strada: la più entusiasta (e ottimista sulle sue personali prospettive di vittoria elettorale sull&amp;#39;onda trumpiana) sembra essere Marine Le Pen, secondo cui &amp;laquo;Trump conta sulla Francia&amp;raquo;, cioè appunto su di lei.Al di fuori del giro dei simpatizzanti per il nuovo presidente, il sentimento prevalente tra i governanti e i politici europei è il disorientamento. Disorientata è Angela Merkel, presa di mira con cannonate verbali ad alzo zero da Trump e costretta a concentrarsi sulla &amp;laquo;ricerca di compromessi e soluzioni&amp;raquo; con il nuovo presidente degli Stati Uniti; disorientata è la sinistra francese, divisa tra un Manuel Valls che denuncia &amp;laquo;i toni da dichiarazione di guerra all&amp;#39;Europa di Trump&amp;raquo; e un Arnaud Montebourg che invoca piuttosto &amp;laquo;un nuovo Trattato di Roma&amp;raquo;; disorientata è Londra, con la premier Theresa May &amp;laquo;convocata&amp;raquo; alla Casa Bianca per discutere a tamburo battente di una nuova intesa bilaterale tra Usa e Regno Unito ma messa in guardia dall&amp;#39;opposizione e da buona parte della stampa a &amp;laquo;rendersi conto di quanto poco realmente importi a Trump della Gran Bretagna&amp;raquo;.Assai più che disorientati - anzi, preoccupatissimi - sono infine quegli europei dell&amp;#39;Est (baltici e polacchi in prima fila) che temono di essere abbandonati alle brame di Mosca da un Trump più interessato a intessere nuovi rapporti con Putin che a rispettare gli impegni degli Stati Uniti a difendere i suoi fedeli ma deboli alleati che hanno messo il loro destino di libertà nelle mani dell&amp;#39;Occidente. Una Nato indebolita, ripetono soprattutto a Varsavia, manderebbe a Putin un pessimo segnale, le cui ricadute non si limiterebbero a colpire i Paesi che confinano con la Russia.Ma questo concetto, così evidente nella sua semplicità, sembra suonare obsoleto (Trump dixit) in quei Paesi che con la Russia non confinano. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/07/1465290263-eu-flags-spotlight.jpg" /> <![CDATA[Israele, Trump pronto a spostare l'ambasciata a Gerusalemme]]> &amp;quot;Siamo nelle primissime fasi&amp;quot; della discussione, assicura il portavoce Sean Spicer. Ma la possibilità - già annunciata da Donald Trump in campagna elettorale e dopo l&amp;#39;elezione - si fa sempre più concreta: la Casa Bianca sta valutando l&amp;#39;ipotesi di spostare l&amp;#39;ambasciata statunitense in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.Intanto questa sera il nuovo presidente Usa, fresco di insediamento, ha sentito al telefono il premieri israeliano Benjamin Netanyahu al quale potrebbe quindi anticipare la decisione. Al centro del colloquio anche l&amp;#39;accordo sul nucleare iraniano, il conflitto israelo-palestinese e la crisi siriana. Un colloquio &amp;quot;molto buono&amp;quot;, ha detto Trump durante un evento alla Casa Bianca. Durante la sua campagna elettorale Trump ha promesso di sostenere con forza Israele, definendo l&amp;#39;accordo sul nucleare &amp;quot;uno dei peggiori&amp;quot; firmati dagli Stati Uniti e dicendosi pronto a spostare l&amp;#39;ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme e anche di riconoscere la città come capitale di Israele. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/15/1481813377-lapresse-20161214103303-21598024.jpg" /> <![CDATA[Rigopiano: 23 dispersi, 6 morti Superstiti: Bevevamo la neve]]> Più di 50 ore immobili senza cibo e aqcua nell&amp;#39;attesa di un soccorritore. Così hanno atteso la salvezza i superstiti di Rigopiano. E così adesso emergono i racconti di chi è riuscito a battere la paura. L&amp;#39;unico modo per sopravvivere è stata la capacità di bere l&amp;#39;acqua che proveniva dal ghiaccio. Un sostegno fondamentale per resistere tra le macerie. Poi qualcuno ha provato a incoraggiare gli altri: &amp;quot;Sono loro&amp;quot;, &amp;quot;vengono a prenderci&amp;quot;, &amp;quot;siamo salvi&amp;quot;, ha sussurrato qualcuno. Prosegue intanto la ricerca di persone disperse all&amp;#39;hotel Rigopiano. Dopo il recupero di tutti i bambini, sono state estratte e portate a Pescara altre quattro persone. Uno di loro è Giampaolo Matrone, 34enne romano, titolare della pasticceria &amp;#39;La Deliziosa&amp;#39;. L&amp;#39;uomo sarebbe rimasto accanto alla fidanzata sotto le macerie, stringendole la mano, fino a rendersi conto che lei si stava spegnendo. Lui stesso, ricoverato a Pescara, è stato sottoposto ad un&amp;#39;operazione, ma ora sta bene. Recuperato anche il 25enne Vincenzo Forti, gestore della pizzeria &amp;#39;Peter Pan&amp;#39; a Giulianova, nel teramano. Estratte infine due donne.Una è Francesca Bronzi, che era alla sua prima vacanza con il compagno, Stefano Feniello, ancora disperso. Viva e all&amp;#39;ospedale è anche Giorgia Galassi, fidanzata di Vincenzo: la loro storia, è il caso di dirlo, sembra concludersi con un lieto fine. Diversi superstiti potrebbero essere dimessi lunedì. Il bilancio ufficiale dei morti è a salito a sei, infatti sarebbe stato individuato il corpo della sesta vittima come hanno fatto sapere i Vigili del Fuoco. Le identità delle altre 5 vittime sono state confermate. Oltre alla della madre di Edoardo, sono quelle di due dipendenti dell&amp;#39;hotel, il capo-cameriere Alessandro Giancaterino e il cameriere Gabriele D&amp;#39;Angelo. Nel corso della giornata di ieri sono stati identificati i corpi di altre due vittime recuperate: Rosa Barbara Nobilio e Sebastiano Di Carlo&amp;#39;. Per quanto riguarda i dispersi, infine, la prefettura si è limitata a fornirne il numero: sarebbero 23. Alla lista è stato aggiunto il nome di un senegalese che lavorava nell&amp;rsquo;hotel. A parlare del senegalese sono stati alcuni dei sopravvisuti che lo avevano visto nell&amp;rsquo;hotel. L&amp;rsquo;africano, di circa 22 anni, lavorava come inserviente e dal giorno della slavina non si hanno più sue notizie. Si ritiene quindi che sia rimasto intrappolato dentro l&amp;rsquo;albergo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/21/1485011391-1485011378-cns3.jpg" /> <![CDATA[Brunetta: Un patto tra Berlusconi e Renzi non esiste]]> &amp;quot;Non esiste&amp;quot; nessun patto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi che si riflette sul governo Gentiloni. A dirlo è Renato Brunetta, secondo cui c&amp;#39;è solo &amp;quot;un atteggiamento di responsabilità&amp;quot; da parte della compagine azzurra nei confronti del nuovo governo &amp;quot;nella discontinuità, per cambiare verso alla politica economica disastrosa di Renzi&amp;quot;.&amp;quot;Il nostro è un atto di grande responsabilità, ma se ci sarà continuismo noi continueremo a votare contro&amp;quot;, ha spiegato a L&amp;#39;intervista di Maria Latella su SkyTg24, &amp;quot;Questa è la linea di Berlusconi, di Forza Italia alla Camera e al Senato&amp;quot;.Al centro dell&amp;#39;intervista non poteva non esserci la legge elettorale, con la Consulta che si pronuncerà martedì sull&amp;#39;Italicum. &amp;quot;La prossima legge elettorale deve avere una forte base proporzionale&amp;quot;, dice Brunetta, &amp;quot;Renzi insiste con il Mattarellum, faccia. È isolato e resterà isolato. Vedremo la sentenza della Corte Costituzionale, ma che sia il Parlamento a costruire la legge elettorale, sulla base della sentenza della Corte ma con dignità democratica: pensare di farsi fare le leggi dalla Corte è offensivo per la Corte, che non ha questo compito. Le leggi elettorali fatte contro qualcuno portano male, finiscono per danneggiare chi le fa. Renzi non faccia il furbo, faccia una legge elettorale che rappresenta il popolo e abbia la forza per governare&amp;quot;.E sulla lettera dell&amp;#39;Europa che chiede una manovra correttiva dice: &amp;quot;I 3,4mld che chiede l&amp;#39;Ue sono attribuibili in gran parte a mance. Io direi a Bruxelles, taglio le mance e le trasformo in investimenti. Sfiderei Bruxelles. Oggi l&amp;#39;Italia ha bisogno di investimenti, questo sarebbe discontinuità: tagliamo le mance&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485103754-latella-brunetta-02.jpg" /> <![CDATA[Le mail prima del disastro: tutte le richieste ignorate]]> Proseguono le indagini della procura di Pescara sulla tragedia di Rigopiano. È stato accertato che la turbina finita nel mirino degli investigatori era rotta dal 6 gennaio scorso. Il mezzo in realtà è un Unimog.Oggi i pm titolari dell&amp;rsquo;inchiesta, il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini e il sostituto Andrea Papalia, scortati dai carabinieri che si occupano delle indagini, hanno fatto un sopralluogo tecnico sul posto della tragedia. Sono state fatte foto e filmati. Al vaglio della procura anche se lo sfruttamento boschivo della zona possa aver inciso sulla potenza della valanga. Sempre oggi, i carabinieri forestale hanno ascoltato quattro persone in qualità di persone informate sui fatti. In particolare, l&amp;rsquo;audizione ha riguardato il Piano neve della Provincia di Pescara, che ieri è stato acquisito dai carabinieri forestale.Acquisiti ieri anche i bollettini Meteomont - servizio nazionale di prevenzione neve e valanghe - trasmessi alla prefettura che indicava livello 4 su una scala di 5 nella zona del Gran Sasso. Al momento non ci sono indagati e le ipotesi di reato sono omicidio plurimo colposo e disastro colposo.E in questo quadro emergono alcune mail inviate e ricevute dall&amp;#39;hotel prima del disastro: &amp;quot;Vi comunichiamo che a causa degli ultimi eventi la situazione è diventata preoccupante. In contrada Rigopiano ci sono circa 2 metri di neve e nella nostra struttura al momento 12 camere occupate (oltre al personale). Il gasolio per alimentare il gruppo elettrogeno dovrebbe bastare fino a domani, data in cui ci auguriamo che il fornitore possa effettuare la consegna. I telefoni invece sono fuori servizio. I clienti sono terrorizzati dalle scosse sismiche e hanno deciso di restare all&amp;#39;aperto. Abbiamo cercato di fare il possibile per tranquillizzarli ma, non potendo ripartire a causa delle strade bloccate, sono disposti a trascorrere la notte in macchina. Con le pale e il nostro mezzo siamo riusciti a pulire il viale d&amp;#39;accesso, dal cancello fino alla Ss42. Consapevoli delle difficoltà generali, chiediamo di predisporre un intervento al riguardo. Certi della vostra comprensione, restiamo in attesa di un cenno di riscontro&amp;quot;, aveva scritto la direzione dell&amp;#39;albergo, come mostra il Centro, che pubblica la mail.[[fotonocrop 1354495]]Ma a quanto pare la Provincia di Pescara sapeva già dei problemi di Rigopiano dalle 7 del mattino. La Provincia di Pescara era stata informata del fatto che per raggiungere l&amp;#39;hotel Rigopiano era necessaria una turbina. &amp;quot;A Rigopiano non si va&amp;quot;, viene riferito da un dirigente nella Sala Operativa. Gli spazzaneve erano al lavoro dalle 3,00 e si erano dovuti fermare ad un bivio che porta all&amp;#39;hotel. A questo punto scatta la ricerca di una turbina. Una era davvero vicino a Farindola. Per tutta la mattina e il pomeriggio del 18 gennaio, come riporta Repubblica, ha viaggiato tra i comuni di Penne e Guardiagrele, triturando migliaia di tonnellate di neve. Ma nessuno l&amp;#39;ha deviata in tempo su Farindola. E quando viene rintracciata forse è troppo tardi... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485109891-mail.jpg" /> <![CDATA[Grillo: C'è bisogno di uomini come Trump e Putin]]> Stavolta niente sparate, come le solite a cui ci ha abituati da anni. Beppe Grillo osserva che nel mondo c&amp;#39;è bisogno di &amp;quot;leader forti&amp;quot; come Putin e Trump. Il leader del Movimento 5 Stelle intervistato dal settimanale francese Journal du Dimanche, si dice &amp;quot;abbastanza ottimista&amp;quot; sul presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e aggiunge che la comunità internazionale ha bisogno di uomini come lui e il leader russo, Vladimir Putin. Grillo liquida poi come &amp;quot;un fallimento assoluto&amp;quot; il bilancio dell&amp;rsquo;Ue.&amp;quot;La politica internazionale - osserva Grillo - ha bisogno di uomini di Stato come loro (Trump e Putin, ndr). Li considero un beneficio per l&amp;rsquo;umanità&amp;quot;. Per il leader pentastellato la politica estera dell&amp;rsquo;amministrazione Obama è stata &amp;quot;un disastro&amp;quot; e &amp;quot;il sogno del mondo intero&amp;quot; è che due &amp;quot;giganti&amp;quot; come Stati Uniti e Russia dialoghino.Quando gli domandano cosa pensi di Trump osserva: &amp;quot;Sembra moderato, i media hanno deformato il suo punto di vista&amp;quot;. E ancora: &amp;quot;Ho letto uno dei suoi libri nel quale scrive cose sensate sulla necessità, per esempio, di riportare l&amp;rsquo;attività economica all&amp;rsquo;interno degli Stati Uniti&amp;quot;. Per Grillo anche l&amp;rsquo;Italia deve adottare misure protezioniste per potenziare il made in Italy. Quanto all&amp;rsquo;Unione Europea, &amp;quot;il suo bilancio è un fallimento totale. È un apparato enorme, con due Parlamenti, a Bruxelles e a Strasburgo, per accontentare i francesi... Sono a favore di un&amp;rsquo;Europa diversa, in cui ciascuno Stato possa adottare il proprio sistema fiscale e monetario&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485080952-grillo-trump.jpg" /> <![CDATA[Maltempo, allerta rossa: tutte le zone a rischio]]> Sulla base dei fenomeni previsti, il Dipartimento della Protezione Civile ha valutato per oggi allerta rossa per maltempo sul versante ionico meridionale della Calabria e sulla Sicilia nord orientale, isole minori comprese. Allerta arancione sul bacino del basso Fortore in Puglia, sul versante tirrenico meridionale della Calabria, sulla Sicilia sud-orientale e la Sardegna orientale. Prevista, inoltre, allerta gialla su Marche, Abruzzo, Basilicata, Molise, su Tavoliere e bacini meridionali della Puglia, sulle isole Tremiti e la Sicilia nord occidentale.&amp;quot;Oggi sarà giornata impegnativa, temiamo, perché abbiamo un&amp;#39;allerta rossa per rischio idraulico-idrogeologico in zone di grandissima vulnerabilità, perché stiamo parlando di Messina, Catania e Reggio Calabria, zone che hanno un dissesto idrogeologico elevatissimo e una esposizione al rischio elevata, legata al grande numero di persone che popolano queste zone. Grande attenzione, il sistema è allertato&amp;quot;, ha affermato il capo dell&amp;#39;Ufficio emergenze della Protezione Civile, Titti Postiglione, intervenendo dalla Dicomac di Rieti. Intanto il sindaco di Siacca ha usato i social network e i siti d&amp;#39;informazione locali per appellarsi alla cittadinanza a non lasciare le proprie abitazioni. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/02/18/1455809977-meteorite-3-1.jpg" /> <![CDATA[Valanga come una bomba Si scava ancora tra la neve]]> &amp;#39;&amp;#39;La speranza di trovare ancora persone vive dopo la valanga c&amp;#39;è sempre perché quelle condizioni tecniche difficilissime possono aver dato luogo a condizioni molto particolari&amp;#39;&amp;#39;. Il Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio non ha perso la fiducia. E anche gli latri soccorritori non chiudono all&amp;#39;ipotesi di trovare qualcuno ancora vivo sotto le macerie dell&amp;#39;hotel Rigopiano. &amp;quot;Ci sono ancora speranze di trovare qualcuno vivo&amp;quot;, dicono gli operatori che si trovano sul posto. Intanto il numero dei dispersi sale a quota 24. I superstiti restano finora 11, mentre le vittime sono 5. E c&amp;#39;è chi tra i sopravvissuti racconta quella terribile esperienza.Uno di questi è Vincenzo Forti, superstite insieme alla fidanzata Giorgia Galassi: &amp;quot;È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo. Io sono rimasto senza scarpe. Indossavo i leggings che mi aveva prestato la mia fidanzata. In un attimo ci siamo ritrovati in tre in un metro quadrato. Ci siamo abbracciati, nutrendoci di neve. La paura è stata tanta e abbiamo pregato&amp;quot;. &amp;quot;Ho sperato fino all&amp;rsquo;ultimo che mio fratello fosse vivo - ha spiegato Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola e fratello di Alessandro, il cameriere dell&amp;rsquo;albergo tra le vittime della tragedia - Anche un minuto prima di riconoscerlo. Fino all&amp;rsquo;ultimo egoisticamente ho sperato che il suo portafogli fosse finito accanto a un altro corpo, ma poi mi è piovuta addosso la realtà durissima&amp;quot;. &amp;quot;Conoscevo benissimo quella zona - ha aggiunto parlando a L&amp;rsquo;Arena di Massimo Giletti - e la vedo dalle mie finestre. Non è una zona dove di solito vengono le slavine. Anche gli anziani della zona parlano di una slavina che si è abbattuta su una zona non lontana ma moltissimi anni fa. Ho lavorato anch&amp;rsquo;io nell&amp;rsquo;hotel, mentre facevo l&amp;rsquo;università, quando la struttura era poco più che una pensione ed era un posto bellissimo, ma è stato tutto ristrutturavo nel 2008 e ritenevo fosse una struttura solida&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485096350-slavina-rigopiano-soccorritori.jpg" /> <![CDATA[Netanyahu: Ai palestinesi uno Stato ridotto]]> Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è disposto a concedere ai palestinesi solo uno &amp;quot;Stato-ridotto&amp;quot;. Lo scrive il quotidiano Haaretz secondo cui Netanyahu avrebbe usato questa definizione durante una riunione con i ministri del Likud, il suo partito. Nell&amp;#39;incontro, il premier ha ribadito che il suo esecutivo è quello &amp;quot;che ha fatto di più per gli insediamenti ebraici&amp;quot; e che continuerà ad agire su questo fronte in modo &amp;quot;intelligente e appropriato&amp;quot;.Il governo Netanyahu va avanti sulle &amp;quot;colonie&amp;quot; nei cosiddetti territori occupati. Le nuove case saranno costruite nelle colonie di Pisgat Zeev, Ramot e Ramot Shlomó, tutte nella zona occupata di Gerusalemme est che i palestinesi reclamano come capitale del loro futuro Stato. I progetti abitativi dovevano essere approvati due settimane fa ma la votazione era stata sospesa su richiesta di Netanyahu, per non irritare ulteriormente l&amp;#39;ex presidente Obama, molto critico sulle colonie.Intanto per questa sera è fissato un colloquio telefonico fra il presidente americano Donald Trump e e il premier israeliano. Lo ha reso noto quest&amp;#39;ultimo precisando che la discussione riguarderà la questione palestinese, la Siria e la &amp;quot;minaccia iraniana&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/07/14/1436861382-netanyahu.jpg" /> <![CDATA[Fuochi d'artificio e cenone: ecco il Capodanno cinese]]> Siamo sempre più vicini al giorno del Capodanno cinese che quest&amp;#39;anno cadrà il 28 gennaio con la seconda luna nuova dopo il soltizio d&amp;#39;inverno. Il &amp;quot;Chun Jie&amp;quot; o Festa di Primavera simboleggia stavolta la fine dell&amp;#39;anno della Scimmia e l&amp;#39;inizio di quello del Gallo.L&amp;#39;ordine degli animali segue quello in cui i 12 animali dell&amp;#39;oroscopo cinese si sono presentati davanti a Buddha: il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale.Una delle caratteristiche che avvicina il Capodanno cinese con il nostro Natale è lo scambio dei doni soprattutto tr i bambini e le buste rosse con le monete all&amp;#39;interno (di buon auspicio). Sempre per favorire la fortuna e la pace non possono mancare i fuochi d&amp;#39;artificio, che tengono lontani gli spiriti maligni con il rumore, e le lanterne rosse, perché il maligno odia il rosso, anche se negli ultimi anni i fuochi d&amp;#39;artificio in città sono stati limitati a causa dell&amp;#39;alto tasso dell&amp;#39;inquinamento.In questo periodo i cinesi devono ripulire la casa da cima a fondo con minuziosità. La casa deve essere uno specchio: anche gli angolini più reconditi devono essere puliti, vengono spostati pesanti armadi, letti e tutti i mobili per spazzare via ogni granello di polvere o di sporco che potrebbe rovinare la festa o portare sfortuna nell&amp;#39;anno che inizia.Molto caratteristico è il cenone, momento di coesione tra le giovani e le vecchie generazioni impegnate nella preparazione di 12 piatti a rappresentare i 12 animali dello zodiaco cinese. Alla vigilia si prepara il Niangao, una torta di riso al vapore che farà da protagonista per tutti i giorni di festa. Non possono poi mancare i ravioli con ripieno di monete di rame, chicchi d&amp;#39;oro o d&amp;#39;argento o piccole pietre preziose, o altrimenti castagne, arachidi o datteri, e a chi capita il ripieno &amp;quot;speciale&amp;quot; sarà fortunato nell&amp;#39;anno a venire. Insieme ai ravioli, al centro della tavola imbandita campeggia un enorme pesce, intero, a simboleggiare l&amp;#39;unità familiare.L&amp;#39;anno nuovo inizia con il suono di una campana, e tutti scendono in strada a far scoppiare petardi e ad assistere agli spettacoli pirotecnici: i più rumorosi e colorati che ci possano essere per impaurire e scacciare gli spiriti maligni. I cinesi indossano gli abiti della festa, e in particolare i bambini hanno un abbigliamento sgargiante, con colori molto accesi e allegri.Le persone nate nell&amp;#39;anno del Gallo sono molto attente, grandi lavoratrici, piene di risorse, coraggiose e talentuose, i Galli credono molto nelle loro possibilità. Sono persone sempre attive, simpatiche e popolari fra le persone e ancora sono loquaci, schiette, aperte ed oneste. Loro amano essere sempre al centro dell&amp;#39;attenzione ed apparire belli ed attraenti. I &amp;quot;galli&amp;quot; si aspettano che le altre persone prestino loro attenzione mentre stanno parlando e potrebbero contrariarsi se ciò non avviene. Vanitosi e presuntuosi, i Galli amano vantarsi e complimentarsi da soli, sono piuttosto sensibili, lunatici e soffrono di stress.Alcuni attori ed artisti famosi nati nell&amp;#39;anno del Gallo: Michael Caine, Eric Clapton, Joan Collins, Errol Flynn, Melanie Griffith, Richard Harris, Katherine Hepburn, Diane Keaton, Steve Martin, Van Morrison, Kim Novak, Yoko Ono, Michelle Pfeiffer, George Segal, Peter Ustinov. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485095268-lapresse-20170112145503-21818047.jpg" /> <![CDATA[Trapani, pediatria vietata di notte ai padri dei bambini: Mariti gelosi]]> Dopo le 22 all&amp;#39;Ospedale Sant&amp;#39;Antonio di Trapani nel reparto di chirurgia pediatrica i padri dei bambini ricoverati non possono assistere i propri figli fino alle 7 della mattina seguente.È questa la regola del reparto ed è quello che è successo a Gaspare Occhipinti, padre di un bambino ricoverato, che si è visto chiudere le porte del reparto. &amp;quot;Mio figlio è stato ricoverato per un trauma cranico - ha raccontato l&amp;#39;uomo ai microfoni di Ditelo a Rgs -. Mia moglie lavora la mattina presto per cui avevamo intenzione di darci il cambio per assistere il bambino. Ma mi è stata negata l&amp;#39;assistenza. Stupito, ho chiesto spiegazioni: mi è stato detto che sono state riscontrate situazioni difficili di convivenza tra uomini e donne e che alcuni mariti lamentano la presenza di uomini nelle ore notturne per gelosia. Mi sono sentito preso in giro. Mi hanno confermato che ci sono stati casi in cui le mamme lamentavano ammiccamenti da parte dei papà. È assurdo negare un diritto per queste motivazioni&amp;quot;.Nonostante nei diritti del minorenne in ospedale compaia la regola in cui si dice che è previsto che &amp;quot;uno dei genitori ha la facoltà di accedere e permanere nel reparto nell&amp;rsquo;arco delle 24 ore&amp;quot;, il direttore sanitario Francesco Giurlanda crede &amp;quot;che si stia montando un caso dal niente perché è solo una questione di rispetto per mamme che allattano, che si rilassano a letto anche per poche ore accanto ai bimbi, è solo una regola di buon senso&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/17/1479407683-11335316corsia-ospedale.jpg" /> <![CDATA[Papa Francesco: Trump? Pure Hitler fu eletto...]]> Sospende il giudizio - per ora - Papa Francesco su Donald Trump. Ma con un accostamento ben più pesante che se un giudizio lo avesse espresso.&amp;quot;Si vedrà. Vedremo ciò che fa e allora valuteremo&amp;quot;, dice infatti il Pontefice al giornalista di El Pais che gli chiede un commento sull&amp;#39;elezione del tycoon a presidente degli Stati Uniti, &amp;quot;Nei momenti di crisi si perde la lucidità di ragionamento e questo è stato sempre per me un riferimento da tenere a mente. Cerchiamo un salvatore che ci ridia una identità e la difendiamo con ogni mezzo, muri o qualsiasi mezzo dagli altri popoli, per timore che inquinino la nostra identità e la danneggino. E questo è grave&amp;quot;.E il riferimento viene spiegato con un esempio calzante: la Germania nazista. &amp;quot;Una Germania distrutta che vuole rialzarsi, che cerca una identità, un leader, qualcuno che le restituisca l&amp;#39;identità e si affida a un giovanotto che assicura poterlo fare, Hitler&amp;quot;, spiega Bergoglio, &amp;quot;E tutti lo votano. Di fatti fu una elezione democratica, non una imposizione. Il popolo lo votò e lui lo portò alla distruzione. Questo è il pericolo che si può correre ancora oggi&amp;quot;.&amp;quot;Il Papa dice tante cose, Hitler è stato sepolto dalla storia, io penso sia stato frainteso&amp;quot;, commenta però Matteo Salvini, &amp;quot;Se mi danno del populista sono contento perché vuol dire che parlo al popolo, ma io penso che il Pontefice sia stato frainteso&amp;quot;.[[video 1354457]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/12/1484218890-olycom-20170111161635-21809025.jpg" /> <![CDATA[La Juventus non sbaglia contro la Lazio: Roma e Napoli rispedite a -4]]> La Juventus di Massimiliano Allegri spazza via le critiche e si aggiudica il match dell&amp;#39;ora di pranzo contro la Lazio di Simone Inzaghi. Il tecnico bianconero propone una formazione molto offensiva con ben tre attaccanti, Dybala, Mandzukic e Higuain con Cuadrado in aggiunta. Passano solo 5 minuti e la Joya argentina porta in vantaggio i padroni di casa con un sinistro che non lascia scampo a Marchetti. Al 17&amp;#39; ecco il raddoppio firmato da Higuain che anticipa un lento de Vrij, su cross di Cuadrado, e batte per la seconda volta il portiere della Lazio.Gli ospiti nella ripresa provano una reazione ma che non produce grossi grattacapi a Buffon e compagni. Di contro Dybala, in due circostanze, va vicinissimo alla doppietta personale: in entrambe le occasioni però il pallone fa la barba al palo della porta difesa da Marchetti. Dopo 3 minuti di recupero l&amp;#39;arbitro Gianluca Rocchi fischia la fine del match: finisce 2-0 in favore della Juventus che si porta così a quota 48 punti in classifica, a più quattro su Roma e Napoli con i giallorossi impegnati in serata contro il Cagliari allo stadio Olimpico. I biancocelesti, invece, restano fermi al quarto posto a quota 40. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485090150-dybala-e-mandzukic.jpg" /> <![CDATA[Arezzo, ventisette bambini intossicati da monossido di carbonio]]> Intossicazione da monossido di carbonio a una festa di compleanno per 27 bambini a Sant&amp;#39;Andrea a Pigli, frazione del comune di Arezzo.Come riporta La Stampa i bambini, tutti tra i dieci e gli undici anni e uno di un anno e mezzo, stavano festeggiando il compleanno di uno di loro nella sala parrocchiale della chiesa locale. La stanza era ricaldata da stufe a gas e questo ha provocato una forte nausea in due undicenni e nel bambino di un anno e mezzo. I tre hanno avvertito anche un forte mal di testa e hanno perso per un attimo conoscenza.Ventitrè bambini su ventisette sono stati ricoverati ad Arezzo e Firenze mentre gli altri non hanno avuto bisogno del ricovero perché i sintomi erano lievissimi. I medici della pediatria si sono resi conto che la concentrazione di monossido di carbonio nell&amp;rsquo;emoglobina era alta e li hanno trasferiti immediatamente all&amp;rsquo;ospedale fiorentino di Careggi per essere curati in camera iperbarica.I bambini non sono mai stati in pericolo di vita e sono stati dimessi questa mattina dall&amp;#39;ospedale. I bambini non ricoverati hanno fatto una visita di controllo e sono stati sottopoti ad analisi complete. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/10/10/1476107561-ambulanza.jpg" /> <![CDATA[Ancora? Questa è una bufala ​La telefonata dopo la valanga]]> La vicenda del ristoratore Quintino Marcella, l&amp;#39;uomo che per primo ha dato l&amp;#39;allarme per la slavina al Rigopiano, comincia ad arricchirsi di particolari curiosi. Da qualche giorno Marcella racconta la sua storia, ovvero di quella telefonata per chiedre soccorso a cui gli operatori non hanno creduto. E adesso sul Messaggero spunta proprio la trascrizione di quella chiamata che ha un ruolo chiave nelle ore successive alla tragedia. &amp;quot;Ancora questa storia? Abbiamo verificato, abbiamo sentito l&amp;rsquo;albergo, la notizia è stata smentita, è una delle tante bufale di questi giorni&amp;quot;, avrebbe detto un&amp;#39;operatrice della Protezione civile che adesso, secondo il quotidiano romano, rischia di essere indagata. La telefonata è delle 18:20 di mercoledì 18 gennaio. Marcella chiama l&amp;#39;operatrice e afferma: &amp;quot;Mi ha chiamato un mio amico, è crollato l&amp;#39;Hotel Rigopiano, ha moglie e figli. Ci sono altre persone&amp;quot;. La risposta dell&amp;#39;operatrice: &amp;quot;Ancora questa storia? Abbiamo verificato, abbiamo sentito l&amp;rsquo;albergo, la notizia è stata smentita, è una delle tante bufale di questi giorni&amp;quot;. Marcella ribatte: &amp;quot;Ma come? Se il mio amico ha detto che l&amp;#39;albergo è crollato deve essere così&amp;quot;. L&amp;#39;operatrice: &amp;quot;Mi dia il numero lo chiamo io&amp;quot;. Marcella risponde: &amp;quot;Guardi che lassù non prende bene, cade la linea&amp;quot;. &amp;quot;Allora è uno scherzo&amp;quot;, ribatte l&amp;#39;operatrice. E Marcella ribatte: &amp;quot;Uno scherzo del genere con il suo telefono?&amp;quot;. &amp;quot;Glielo avranno preso per fare uno scherzo&amp;quot;, conlcude la donna al telefono. Qualche ora dopo anche lei avrà capito la gravita della situazione. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/21/1485011953-lapresse-20170120165231-21912739.jpg" /> <![CDATA[Farinetti: Fossi Renzi me ne andrei all'estero]]> Oscar Farinetti festeggia i dieci anni di Eataly. E manda un messaggio a Renzi: vada all&amp;#39;estero e riparta da zero. Difficile che L&amp;#39;ex premier ascolti questo &amp;quot;consiglio&amp;quot; che Farinetti gli dà dalle colonne del Corriere della sera. &amp;quot;Fossi in lui - dice il patron di Eataly - mi allontanerei dalla politica per qualche anno, andrei all&amp;rsquo;estero, farei altre esperienze; per poi tornare, ripartendo da zero. Ma capisco i motivi per cui non può farlo. Anche se gli converrebbe&amp;quot;. Farinetti è sempre stato e continua anche oggi ad essere un fan del politico toscano. Sentite come ne parla: &amp;quot;Ho conosciuto un po&amp;rsquo; tutti i politici delle ultime generazioni. Ho rapporti di stima con molti di loro, che sono stati ospiti della Fondazione Mirafiore qui a Fontanafredda, nella tenuta che Vittorio Emanuele II regalò alla Bela Rosin. Ma di fuoriclasse ne ho conosciuto uno solo: Matteo Renzi&amp;quot;. E come &amp;quot;prova&amp;quot; di quanto afferma aggiunge: &amp;quot;Lo vada a chiedere a Obama. Era dai tempi di De Gasperi che in America un leader italiano non veniva accolto così&amp;quot;.Quando Aldo Cazzullo gli chiede se sia vero che per i suoi successi imprenditoriali lui debba molto al suo amico Renzi, Farinetti risponde così: &amp;quot;Ma io a essere amico di Renzi ci ho perso. Non solo non ho mai preso soldi pubblici; sono diventato un bersaglio. Mi hanno attaccato in modo gratuito, proprio perché stimavo Matteo e lo dicevo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/12/29/1388299443-1388299443-ipad-152-0-0.jpg" /> <![CDATA[Valanga da 120mila tonnellate Colpa delle scosse? Forse no]]> La valanga che si è abbattuta sull&amp;#39;hotel Rigopiano al momento dell&amp;#39;impatto aveva raggiunto una massa pari circa 120.000 tonnellate ed una velocità di circa 100 Km/ora. Ad elaborare i dati provvisori della dimensione e forza di impatto della valanga sono stati i Carabinieri forestali del servizio Meteomont a seguito di specifici sopralluoghi. Nel dettaglio, spiegano i Carabinieri forestali, il fronte di distacco della valanga ha una larghezza di 500 metri, una lunghezza 250 e lo spessore di 2,5 metri. Il peso peso della neve al momento del distacco è di 200 kg/mc per una massa di 200.000-300.000 metri cubi. L&amp;#39;inclinazione del pendio è di 35 gradi il peso pari a 40-60mila tonnellate. La velocità iniziale compresa tra 50 e 100 km/ora, la pressione pari a 50-270 newton. Si tratta di una massa, spiegano i Carabinieri forestali, pari a 4.000 tir a pieno carico. Lo scorrimento avviene per 2 km, la zona di accumulo è di 800 metri per 100 metri di larghezza. Lo spessore è di 4 metri per circa 300.000 Mc e un peso di 400 kg per mc pari a 120.000 tonnellate al momento dell&amp;#39;impatto. Poi per la prima volta, Il colonnello dei Carabinieri forestali del Meteomont avanza un&amp;#39;ipotesi: &amp;#39;&amp;#39;Il manto nevoso si può distaccare anche per un piccolo sovraccarico come il passaggio di uno sciatore o di un escursionista, basta poco. Probabilmente il distacco è stato dovuto non tanto al terremoto ma all&amp;#39;accumulo della neve consistente e pesante che si è verificato a monte della nicchia di distacco&amp;#39;&amp;#39;.Intanto all&amp;#39;Hotel Rigopiano si continua a scavare, alla ricerca dei 23 dispersi, ma facendo molta attenzione. I rischi maggiori sono due. Da una parte, il rischio di una slavina che potrebbe colpire gli stessi soccorritori: per il momento viene dato ancora un rischio di 4 su 5, e si spera che il livello possa scendere a 3 entro domani. L&amp;#39;altro rischio è causato dalla stessa attività di ricerca, specie se messa in atto con mezzi pesanti: le vibrazioni potrebbero causare cedimenti. Per questo le operazioni procedono a rilento. Esse, secondo quanto riferiscono i soccorritori, vanno in due direzioni: da una parte si continua ad utilizzare il varco aperto per il salvataggio dei superstiti, dall&amp;#39;altra si tenta di aprire un nuovo varco nell&amp;#39;ala sinistra dell&amp;#39;hotel, la quale però deve essere prima messa in sicurezza. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485084140-slavina-che.jpg" /> <![CDATA[Messico, bambini malati di cancro curati con acqua distillata]]> La denuncia arriva dal governatore dello stato messicano di Veracruz, Miguel Ángel Yunes, che ha confermato i sospetti relativi alla precedente amministrazione di Javier Duarte de Ochoa. Le medicine oncologiche, infatti, sarebbero state preparate con un composto simile all&amp;#39;acqua distillata e il governo ne era a conoscenza.Con questi &amp;quot;farmaci&amp;quot; venivano curati i bambini malati di cancro mentre, come riporta Il Messaggero, fino ad ora si parla di nove bimbi morti nel Centro de Cancerología messicano tra dicembre 2014 e gennaio 2015 per aver ricevuto medicine fasulle.L&amp;#39;ex governatore è stato arrestato con l&amp;#39;accusa di riciclaggio di denaro e di comportamento mafioso, attualmente latitante mentre Yunes sta attendendo il completamento delle analisi sui alcuni campioni dei farmaci nonostante sia stato comfermato che non erano chemioterapici ma miscugli a base di acqua: &amp;quot;Un peccato mortale, di una brutalità indescrivibile, un attentato alla vita dei bambini&amp;quot;.Come riporta la Bbc il Segretario della Salute per il Messico José Robles Narro ha promesso di agire per &amp;quot;le persone o aziende interessate&amp;quot; se venissero riscontrate irregolarità e individuate responsabilità per quello che viene definito senza mezzi termini un atto criminale e disumano. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/03/1480761266-medic-563425-1280.jpg" /> <![CDATA[Cyberbullismo, dal quartiere Zen di Palermo 100 studenti dicono basta]]> Il bullismo nelle scuole è una brutta bestia. E lo stesso dicasi per il cosiddetto cyberbullismo, quello che utilizza le nuove tecnologie, internet e smarphone in primis. In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, istituita dal Ministero dell&amp;#39;Istruzione e in programma il prossimo 7 febbraio, una scuola di Palermo, l&amp;rsquo;Istituto comprensivo Leonardo Sciascia del quartiere Zen (una zona &amp;quot;calda&amp;quot; dal punto di vista sociale, conosciuta per diversi atti di violenza e degrado) insieme alla Circoscrizione 7 del Comune di Palermo, parteciperà ad un grande appuntamento che vede come protagonisti gli studenti della 5^ classe elementare e della prima media. L&amp;rsquo;evento si svolgerà a Mondello, in piazza, e gli studenti coinvolti saranno un centinaio.&amp;ldquo;Il cyberbullismo è un fenomeno in aumento - spiega Cetty Mannino, blogger del sito www.intreccio.eu ed esperta di cyberbullismo &amp;ndash; ecco perché è fondamentale fornire agli adolescenti, e non solo, gli strumenti per potersi difendere dai rischi del web, in particolare dei social network&amp;rdquo;.Ma vediamo come si svolgerà la giornata. Nella prima parte saranno coinvolti i genitori ma anche le istituzioni; Comune di Palermo (con una delibera contro il bullismo); il Garante per l&amp;rsquo;Infanzia del Comune di Palermo, Polizia Postale (ed altri ancora) e saranno inoltri resi noti i risultati dei questionari sottoposti in questi giorni ai ragazzi coinvolti nel progetto, al fine di capire la percezione del fenomeno all&amp;rsquo;interno della scuola.L&amp;rsquo;evento è patrocinato dal Garante per l&amp;rsquo;Infanzia e l&amp;rsquo;Adolescenza del Comune di Palermo. &amp;ldquo;In un era in cui le tecnologie hanno sostituito la carta e la penna - afferma il Garante, Pasquale D&amp;rsquo;Andrea - bisogna informare e formare i ragazzi, ma anche gli adulti, sui rischi e sull&amp;rsquo;uso corretto dei new media&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485083766-cyberbullismo.jpg" /> <![CDATA[Possibili altre scosse ​fino a magnitudo 7]]> La sequenza sismica che ha colpito l&amp;#39;Appennino Centrale su una lunghezza complessiva di oltre 70 km, &amp;quot;ha avuto sino ad ora quattro momenti principali di rilascio sismico: il 24 agosto, con l&amp;#39;evento di M6 di Amatrice; il 26 ottobre, con due eventi principali di M5.4 e M5.9 che hanno esteso la sismicità verso nord; il 30 ottobre, con l&amp;#39;evento di M6.5 che ha ribattuto la zona a cavallo degli eventi precedenti; il 18 gennaio, con 4 eventi di magnitudo M5.0-5.5, su una lunghezza di circa 10 km nella parte meridionale della sequenza, nell&amp;#39;area di Montereale, che si ricongiungono alla sismicità aquilana del 2009&amp;quot;. Lo afferma la commissione Grandi Rischi, che si è riunita oggi per fare il punto della situazione dopo le scosse di terremoto che hanno nuovamente colpito il Centro Italia.Si tratta, spiega la Grandi rischi, di una singola sequenza sismica. L&amp;#39;area era già stata colpita da sequenze simili e da grandi terremoti in passato, in particolare dall&amp;#39;evento del 1639, e non era stata interessata dagli eventi recenti di Colfiorito (1997) e dell&amp;#39;Aquila (2009). &amp;quot;Questa sequenza - si legge nel documento - può essere considerata come tipica dell&amp;#39;attività sismica appenninica, e come tale aspettata sulla base della storia sismica e del contesto sismo-tettonico regionale&amp;quot;.Un aspetto della sismicità di questa regione, precisa ancora la Grandi rischi, è la possibilità che le sequenze possano avere una ripresa e propagarsi alle aree limitrofe, come già avvenuto ad esempio per la sequenza del 1703 (con una durata di oltre un anno e due eventi di magnitudo tra 6.5 e 7 a distanza di un mese), del 1639 (almeno due eventi comparabili a distanza di una settimana), di Colfiorito (1997, M6.0, con una sequenza di sei eventi di magnitudo oltre 5.2 su una durata di sei mesi) e ora nella zona di Amatrice, con tre eventi di Mw5.9-6.5 negli ultimi cinque mesi. &amp;quot;Non possiamo essere rassicuranti&amp;quot; spiega il presidente Sergio Bertolucci. &amp;quot;Ma non vogliamo nemmeno creare panico. Bisogna essere prudenti, e per un cittadino questo potrebbe voler dire ad esempio contattare un ingegnere strutturista per controllare la stabilità della propria casa. Per gli edifici pubblici, l&amp;#39;invito è quello di monitorare in maniera sistematica scuole, ospedali e dighe&amp;quot;. Le zone in cui potrebbe ancora verificarsi un terremoto di magnitudo fino a 7 sono quelle attorno alla faglia che corre da nord-ovest a sud-est, tra il Monte Vettore e il Monte Gorzano. Qui, prosegue la Commissione, ci sono aree &amp;quot;che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/06/21/1371812069-sismografo.jpg" /> <![CDATA[Grave lutto per la Canalis: ​è morto il padre Cesare]]> Grave lutto per Elisabetta Canalis. Si è spento negli Stati Uniti il padre Cesare a 78 anni. Il papà della showgirl è morto a seguito di una improvvisa malattia che lo ha colpito proprio mentre si trovava negli States. Cesare Canalis aveva 78 anni. Era originario di Tresnuraghes. Era un medico radiologo e in passato aveva diretto anche la clinica radiologica dell&amp;#39;Università di Sassari.La morte del padre arriva in un momento particolare per la Canalis. Da poco tempo aveva deciso di allontanarsi dalla tv e di dedicarsi ad un&amp;#39;attività imprenditoriale proprio negli Stati Uniti insieme all&amp;#39;amica Maddalena Corvaglia. &amp;quot;Stiamo creando, in una clinica medica privata, un centro multifunzionale fisioterapico, dove sarà possibile fare anche riabilitazione pre e post operatoria. Noi avremo un nostro spazio con macchinari e attrezzatura all&amp;rsquo;avanguardia esclusivamente made in Italy. E in futuro non escludiamo di creare una zona dedicata al beauty e alla cura del corpo&amp;quot;, avevano raccontato qualche settimana fa annunciando appunta una svolta nella carriera. Il padre si trovava negli Stati Uniti anche per stare vicino alla figlia e alla nipotina. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485081047-cana.jpg" /> <![CDATA[Caro paisà Dean Martin bad boy pantofolaio e donnaiolo generoso]]> E adesso &amp;laquo;zi&amp;#39; Dean&amp;raquo;, il figlio di Gaetano &amp;laquo;lu barbiere&amp;raquo; che nei primi anni Venti lasciò il placido Abruzzo per farsi largo in America, rivive al Teatro Cinese di Los Angeles. Dove, dal 19 al 25 febbraio, avrà luogo l&amp;#39;omaggio per il centenario di Dean Martin, &amp;laquo;il re del cool&amp;raquo; al quale la XII edizione di &amp;laquo;Los Angeles, Italia - Film, Fashion and Art Fest&amp;raquo; dedica una serie di eventi, nella settimana precedente l&amp;#39;assegnazione degli Oscar. &amp;laquo;Un&amp;#39;autentica leggenda dello spettacolo, per talento e fascino. Una delle più grandi stelle italo-americane di sempre, che raccolse i suoi primi successi interpretando classici brani napoletani&amp;raquo;, spiega Pascal Vicedomini, produttore del festival. Non a caso That&amp;#39;s Amore, la canzone più nota dell&amp;#39;artista nato nell&amp;#39;Ohio, a Steubenville, il 7 giugno 1917 come Dino Paul Crocetti, sarà la colonna sonora della kermesse. Tra &amp;laquo;vita bella&amp;raquo; e &amp;laquo;tarandella&amp;raquo;, che fa rima con &amp;laquo;mozerella&amp;raquo;, nel tipico stile del crooner dalla voce di velluto, si sprigiona un sentore di altri tempi più ingenui, quando il sogno americano lambiva l&amp;#39;Adriatico.Guardando quel mare domestico da Montesilvano, vicino a Pescara, il giovane Gaetano Crocetti, che con capelli e spazzola aveva un mestiere tra le mani, pensava al fratello Giuseppe, emigrato a New York: gli aveva inviato 25 dollari e un biglietto di terza classe per raggiungerlo nel Nuovo Mondo. La sua valigia di cartone si riempì subito dei pochi effetti personali: da poveri, una camicia basta. Una volta negli States, cominciò la transumanza da una città all&amp;#39;altra, sempre seguendo il filo rosso dei compaesani. A Steubenville, tranquilla cittadina dove Gaetano diventa Guy, vive Angela Barra, connazionale di origini campane, sposata nel 1914 e rapidamente madre di Dino e di Bill. In casa si parlava montesilvanese stretto e Dino, fino a cinque anni, non conosceva una parola d&amp;#39;inglese. Tra angustie e risparmi, l&amp;#39;infanzia durò poco e, con l&amp;#39;adolescenza, arrivarono i primi lavoretti, vari e precari: lustrascarpe, commesso in un supermarket, pugile dilettante con lo pseudonimo di Kid Crochet, pronto a esibirsi nelle stanze d&amp;#39;albergo; benzinaio, tassista e, infine, croupier ai tavoli del casinò.Qui iniziano gli affarucci illegali di Dino, neanche sedicenne e già impelagato tra lotterie, giochi d&amp;#39;azzardo e traffico di whiskey per conto dei fratelli Rizzo: è l&amp;#39;epoca del proibizionismo e un ragazzo sveglio come lui sa come muoversi. La contiguità con il mondo dei night-club, tuttavia, gli porterà l&amp;#39;esordio come cantante: Dino Martini, cognome preso dal tenore Nino Martini, sfoggia una voce sensuale che ha un tocco di mistero. A ventitré anni lo nota Sammy Watkins, pronto a metterlo sotto contratto con la sua orchestra, a Cleveland. Intanto, altri cantanti di origine italiana, come Frank Sinatra, Mario Lanza, Perry Como e Vic Damone, emergono dal nulla per andare a riempire ogni casella del nascente intrattenimento di massa.Oggi Dean Martin è perlopiù associato ai 16 film girati in coppia con Jerry Lewis, nel periodo 1948-1956, quando lo strano duo Dean a rappresentare romanticismo ed eleganza, Jerry strampalataggine e anarchia -, riempiva le sale cinematografiche. Ma inizialmente The King of Cool si era imposto come cantante della Mca e, negli anni &amp;#39;40, lo showman con la sigaretta in una mano e il bicchiere nell&amp;#39;altra viaggiava tra Las Vegas, Chicago, Boston e New York, guadagnando cinquantamila dollari a settimana per cantare Mambo Italiano e Arrivederci Roma. Le frequentazioni con i gangster non mancavano, come racconta Sandra Lansky, figlia del temuto boss ebreo Meyer Lansky e amante di Dean. &amp;laquo;Non ho mai conosciuto un uomo virile come Dean Martin. Facevamo l&amp;#39;amore sei volte a notte e non voleva smettere&amp;raquo;, scrive nell&amp;#39;autobiografia, rivelando come l&amp;#39;atteggiamento da gran bevitore di lui fosse &amp;laquo;a uso e consumo della stampa&amp;raquo;. &amp;laquo;Quando stavamo insieme, si beveva Coca Cola&amp;raquo;, narra Sandra, coinvolta in una relazione torrida mentre la seconda moglie di Dean, Jeanne Biegger, sposata nel 1949, dava alla luce la figlia Gina.Senza essere bellissimo, Dean Martin, l&amp;#39;unica star italoamericana ad avere tre stelle dedicate sulla &amp;laquo;Walk of Fame&amp;raquo;, piaceva alle donne. L&amp;#39;eterno sorriso, l&amp;#39;aria sornionamente menefreghista, lo smoking cucito addosso come una seconda pelle, sembrava un gentleman disponibile a ogni baldoria. Ma era anche capace di lealtà nei confronti dell&amp;#39;universo femminile, come quando nel 1962 s&amp;#39;impuntò con la Fox perché Marilyn Monroe, al termine della sua carriera, ormai alcolizzata e preda dei sedativi, non venisse rimpiazzata da Lee Remick in Something&amp;#39;s Got to Give, regia di George Cukor. Forse per la sua amicizia con Peter Lawford, paraninfo dei fratelli Kennedy, Joe Di Maggio non volle Dean al funerale di Marilyn... Sposato tre volte con Elizabeth Anne McDonald, nel 1941, con Jeanne Biegger e con Catherine Mae Hawn, nel 1973 Martin ha avuto otto figli. &amp;laquo;Sono padre di otto figli. Intorno a me sentirete tre parole: Ciao, addio e sono incinta&amp;raquo;, scherzava.Apparentemente semplice, l&amp;#39;uomo era in realtà introverso e complesso: non a caso amava il golf, sport solitario. Adorava i vecchi western e detestava le feste e gli ascensori, da autentico claustrofobo. Quando la moglie Jeanne diede un party, a suo parere troppo rumoroso, Dean chiamò la polizia per far interrompere quel chiasso. Eppure, da membro del &amp;laquo;Rat Pack&amp;raquo; (&amp;laquo;branco di ratti&amp;raquo;), associazione tra milionari gaudenti di cui facevano parte Sinatra, Sammy Davis jr. e Peter Lawford, anche immortalata nel film Colpo grosso (1960), Dean faceva la vita da bad boy, tra i &amp;#39;50 e i &amp;#39;60, quando c&amp;#39;era da ribellarsi al conformismo dell&amp;#39;era Eisenhower. Periodo in cui inizia la carriera da solista, al cinema, dopo la brusca rottura con Jerry Lewis: da I giovani leoni a Un dollaro d&amp;#39;onore, fino ad Airport (1970), i successi non si contano. Né manca la tv, con The Dean Martin Show e altre fortunate apparizioni. Anche se il cinema gli diede enormi soddisfazioni, facendolo lavorare accanto ad Anita Ekberg, Kim Novak, Shirley McLaine, il vero successo lo ebbe in campo musicale. Lui, che aveva cantato le più belle canzoni di Natale, morirà in solitudine, di cancro ai polmoni, proprio il 25 dicembre 1995. Come sua madre Angela, morta anche lei nel giorno di Natale del 1966.Sulla tomba di Dean, al Westwood Memorial Park di Los Angeles, c&amp;#39;è scritto: &amp;laquo;Everybody Loves Somebody Sometime&amp;raquo;, &amp;laquo;Tutti amano qualcuno, un giorno o l&amp;#39;altro&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485080328-1043939-dean-martin-617-409.jpg" /> <![CDATA[Libri, quadri, civette, il randagio Arpino è tornato a casa sua]]> Perché è nella casa all&amp;#39;ombra delle colline, a Bra, nella terra delle sue origini e della sua giovinezza, che occorre venire. Per fare i conti con le persone con cui ha vissuto, i libri che ha scritto, gli eventi che hanno influenzato il suo modo di essere; e soprattutto per capire chi fosse davvero Giovanni Arpino, uomo piemontesissimo, per quanto nato a Pola, il 27 gennaio 1927 (figlio di un colonnello di stanza in Istria), e autore indimenticabile (benché oggi a fatica ristampato, e per fortuna c&amp;#39;è l&amp;#39;editore Lindau) ma finito chissà perché ai margini del canone del nostro Novecento. Proprio lui, che esordì con &amp;laquo;un racconto lungo che ha tutta l&amp;#39;aria di essere un capolavoro del suo genere&amp;raquo;, come disse Eugenio Montale di La suora giovane (1959) e poi fece un en plein letterario assolutamente unico: vinse il premio Strega (per L&amp;#39;ombra delle colline nel 1964), il Campiello (per Randagio è l&amp;#39;eroe nel 1972) e il Super Campiello (per Il fratello italiano nel 1980). Rien ne va plus.I giochi sono fatti da tempo. Giovanni Arpino è morto da trent&amp;#39;anni. E nato da novanta. Per il doppio anniversario, Torino - dove ha vissuto e lavorato come se avesse avuto tre vite: di scrittore, di giornalista, di dandy - forse non lo ricorderà neppure nel prossimo Salone del Libro. Mentre Bra - il luogo della maturazione intellettuale e dove trovò gli affetti di tutta la vita gli dedica un anno speciale: da qui a dicembre, l&amp;#39;intitolazione della Biblioteca civica, il premio letterario per ragazzi, una maratona cinematografica con la proiezione dei film tratti dai suoi libri, a partire dalle due celebri versioni di Profumo di donna, e una mostra fotografica alla Zizzola, la splendida villa ottagonale in cima al colle Monteguglielmo, diventata la casa dei braidesi, la gente di Bra.Arpino non era propriamente un braidese. Ma qui studiò al Liceo. Qui conobbe e sposò la sua Catterina (sì, con due &amp;laquo;t&amp;raquo;, alla piemontese). Qui passò i giorni più belli col piccolo Tommaso, suo figlio. Qui è sepolto. E qui a Bra, Catterina, che oggi ha 86 anni, con l&amp;#39;aiuto di Tommaso, che ne ha 61, ha dato forma o ordine al ricordo più bello del suo Arpino: un intero, ordinato, silenzioso appartamento (&amp;laquo;Io e Tommaso abitiamo in questa stessa palazzina, su piani diversi&amp;raquo;) consacrato alla memoria dell&amp;#39;uomo che prima fu un grandissimo scrittore, poi suo marito. &amp;laquo;Il suo lavoro per me veniva prima di tutto. Anche di me stessa. Persino quando era famoso e stava a Milano, tornando a casa il sabato, non gli ho mai imposto di stare in famiglia. Così come agli eventi mondani non lo seguivo mai. Le mogli danno sempre fastidio. A casa no, ma in giro sì. Io avevo l&amp;#39;insegnamento, la casa e il figlio di cui occuparmi. Lui aveva i suoi libri, i giornali per cui scriveva, gli impegni letterari... E forse, tenendomi fuori, mi ha anche salvato da un mondo pieno di pettegolezzi e gelosie. Di tutto quello non volevo sapere niente, ma in compenso ero la prima e l&amp;#39;unica a leggere ogni parola che scriveva. Lui era convinto che se capivo io, che non sapevo niente, avrebbero capito tutti...&amp;raquo;.Catterina - per mezza vita una cattedra di Scienze naturali al Liceo - è stata la sua lettrice più fedele, e non ha mai smesso. &amp;laquo;Guardi qua, ci sono tutti i suoi libri. Spesso mi capita di prenderne in mano uno, portarmelo in camera e rileggerlo. Non mi annoio mai. Guardi quanti ce ne sono qui...&amp;raquo;.Qui ci sono sedici romanzi, quasi duecento racconti, migliaia di articoli, poesie, libri per ragazzi, scritti d&amp;#39;arte... E poi ci sono gli oggetti di una vita, i mobili della casa storica di Torino, le sue collezioni: i quadri, i libri, le macchine per scrivere. E soprattutto gufi e civette, suoi personalissimi animali protettori, in tutte le forme, dimensioni e materiali: vetro, legno, ceramica, onice... Molte sono chiuse in una grande vetrinetta d&amp;#39;epoca. Ma occhieggiano anche da un grande disegno, a fare la guardia sulla parete d&amp;#39;ingresso... La prima civetta gliela regalò Enzo Bearzot, il &amp;laquo;Vecio&amp;raquo; di Azzurro tenebra, durante i mondiali in Argentina del &amp;#39;78, che Arpino seguì come inviato della Stampa.Ecco la prima stanza, quella della stampa. In un armadio a muro tutti gli originali dattiloscritti dei pezzi che mandava ai giornali: il Mondo di Pannunzio negli anni &amp;#39;50, Epoca e L&amp;#39;Europeo nei &amp;#39;60, poi il Giorno, la rivista Il Racconto, la Stampa di Torino, quotidiano per cui scriverà di cronaca, costume, cultura e sport, e poi dal 1979 il Giornale, dove lo chiamò Montanelli e dove curava lo splendido inserto Lettere ed arti: &amp;laquo;Indro voleva a ogni costo che scrivesse per lui, e lo portò via da Torino. Di Giovanni una volta Montanelli disse: Un&amp;#39;ora con lui era un bagno d&amp;#39;osservazioni, ricordi, aneddoti, confessioni, sembrava che ti avesse spiattellato su un tavolo tutto se stesso... Lo faceva lavorare tantissimo, divennero amicissimi. Forse troppo. A Milano si vedevano anche di sera, andavano a divertirsi. E quando mio marito si ammalò, voleva che andasse a vivere nel suo stesso residence. E invece io me lo sono portata a casa. E lui continuò a scrivere, dettando a me i pezzi&amp;raquo;. Eccole lì, tutte le sue Olivetti, in fila, perfette. Tic tac tic tac...Tic tac tic tac... Ecco un&amp;#39;altra stanza. Quella dell&amp;#39;arte. &amp;laquo;Giovanni scriveva moltissimo sui pittori. Recensioni, presentazioni di mostre, cataloghi... Ogni articolo che scriveva, un quadro regalato&amp;raquo;. Sono qui, alle pareti. Tutti artisti piemontesi, i più importanti della storia dell&amp;#39;arte del secondo Novecento: Fico, Tabusso, Soffiantino, Saroni, Aime, Calandri... Ma c&amp;#39;è anche Guttuso. Ci sono le caricature di Franco Bruna. Ci sono tante opere di Italo Cremona che firmò gli acquerelli per Domingo il favoloso, uscito a puntate sulla Domenica del Corriere tra il &amp;#39;73 e il &amp;#39;74, col titolo Correva l&amp;#39;anno felice...Gli anni più felici della famiglia Arpino furono quelli a Torino, dalla metà degli anni &amp;#39;50 alla morte di Giovanni, per un tumore alla gola, a 60 anni, il 10 dicembre 1987. &amp;laquo;Fumava talmente tanto... Erano gli anni in cui nei film non c&amp;#39;era un attore che non avesse la sigaretta in bocca, cosa vuole... Chissà se è stato quello, poi...&amp;raquo;. Di quegli anni Catterina ha tenuto tutto, anche la camera da letto. Eccola, con dentro le cose più personali. Le sue carte private, le lettere (inedite) a editori e scrittori, in un cassettone i documenti: passaporti, tesserini, le agendine degli appunti. Alle pareti un grande ritratto di Ennio Onnis e le foto di famiglia più belle, quelle delle estati a Cap d&amp;#39;Antibes, quelle dei viaggi a Londra e Parigi, e una, un bianco e nero, bellissima: lui in piedi, tribuna stampa del Comunale, sigaretta, sguardo lontano e la testa già dentro il pezzo.Appena fuori, dall&amp;#39;altra parte del corridoio, la stanza dei libri. Da un parte, la grande biblioteca personale di Arpino, quella con tutti i libri che aveva ai tempi dell&amp;#39;Einaudi - &amp;laquo;Giovanni iniziò a lavorare nell&amp;#39;ufficio vendite rateali della casa editrice, poi divenne responsabile dell&amp;#39;ufficio vendite&amp;raquo; - dall&amp;#39;altra, un mobile antico a vetrine con tutti i libri scritti da Arpino, a partire dalle prime edizioni alle nuove ristampe e le traduzioni straniere. &amp;laquo;I suoi romanzi sono usciti in 50 lingue&amp;raquo;. Su un grande tavolo e in giro, invece, tutti i libri su Arpino: studi critici, monografie, i tre grossi tomi della Storia dei Gettoni di Elio Vittorini pubblicata da Aragno (&amp;laquo;Nei Gettoni uscì, nel 1952, il suo primo romanzo, Sei stato felice, Giovanni: Vittorini se ne innamorò&amp;raquo;), l&amp;#39;opera omnia in cinque volumi stampata da Rusconi, primi anni &amp;#39;90 (&amp;laquo;Un&amp;#39;operazione gigantesca, che aiutò a tenere in circolazione il nome di Giovanni dopo la morte, prima che iniziasse un certo oblio editoriale. L&amp;#39;ha curata Giorgio Barberi Squarotti, ma la cronologia l&amp;#39;ho ricostruita tutta io...&amp;raquo;), e poi antologie, opuscoli, manifesti... Tutto rigorosamente archiviato, catalogato, ordinato. &amp;laquo;L&amp;#39;esatto opposto di lui. Giovanni era un uomo fuori dalle regole, uno che viveva senza scarpe, sa cosa intendo? Uno a cui piaceva la libertà. Da giovane viveva di notte, nei cinema, nei caffè, a giocare a carte e biliardo. E poi, quando diventò grande, in tutti i sensi, acuì il suo carattere difficile. Quando scriveva si isolava, non esisteva per nessuno. Sopportava solo me. Alla fine ero l&amp;#39;unica persona con la quale andava d&amp;#39;accordo. Sempre&amp;raquo;.E se non è da tutti gli scrittori vincere sia lo Strega sia il Campiello, ancora meno è vivere tutta la vita con la stessa donna. &amp;laquo;Se a un uomo lasci la sua libertà, poi torna sempre da te&amp;raquo;. Dopo, puoi anche dedicargli una casa museo.Dài, Giovanni. Sei stato felice. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485079945-giovanni-arpino-01.jpg" /> <![CDATA[Il Cristo del Boccaccino apre gli orizzonti del '500]]> Boccaccio Boccaccino, nato a Ferrara nel 1467, dopo la formazione in patria, da cui fugge dopo avere ucciso la moglie, è, in apertura del secolo nuovo, a Venezia, nel pieno della riflessione sui capolavori maturi di Giovanni Bellini, dalla Pala di San Zaccaria (1502), modello per la sua pala di San Zulian, alla mirabile Sacra Conversazione Giovanelli, concepita, con l&amp;#39;ampio respiro del paesaggio, più lacustre che lagunare, nel 1502-1503. E se belliniano è il taglio scelto per questa e altre fortunate tavole orizzontali, meno esplicito appare il riferimento a una generica aura giorgionesca, piuttosto circoscritto al tempo della romantica formazione ferrarese. In quegli anni, infatti, il primo a essere giorgionesco è Giovanni Bellini, alla prevalente lezione del quale si ispira in questo momento, tra 1504 e 1507, Boccaccino.Appare invece evidente che Boccaccino, reduce dalla esperienza ferrarese, in equilibrio tra Domenico Panetti e Lorenzo Costa, non ha intenzione di fare salti in avanti rispetto al modello di Bellini, come avevano fatto, e ancora venivano facendo, i più inquieti e innovativi Giorgione e Lotto. Egli anzi sembra coltivare un volontario arcaismo nello schema compositivo, immobile, impostato, incantato, che arieggia al più rigido Palmezzano, almeno nelle due Sacre conversazioni di Venezia e di Berlino. Queste semplificazioni, come l&amp;#39;assenza di paesaggio, indicano una esecuzione intorno al 1504, prima dell&amp;#39;immersione dei gruppi della Madonna e Santi in una incantata poesia della natura. In questi anni, in ogni caso, Boccaccino si esercita in più occasioni, sul modello belliniano, variamente articolandolo: una fase di ricerca intermedia, con esiti di fissità compositiva, nella formula collaudata, tra il poeticissimo, pastorale gruppo asimmetrico della Sacra famiglia con un pastore della Galleria estense di Modena, nella indipendente concentrazione (o distrazione nei loro pensieri segreti) dei personaggi, databile al 1500-1501 (e cioè, significativamente, prima dei Tre filosofi di Giorgione), e il compiuto, monumentale capolavoro per la chiesa di Sant&amp;#39;Agata di Cremona: la Sacra Famiglia con la Maddalena, che chiude il fertile decennio con uno scatto potente nella figura intensa e autorevole del San Giuseppe. Pura poesia è il profilo nazzareno della Maddalena contro il rarefatto paesaggio, questa volta esplicitamente giorgionesco, liberato a sinistra dall&amp;#39;ingombro dell&amp;#39;arazzo teso a delimitare il campo della sacra famiglia. Una impostazione che rompe lo schema delle precedenti Sacre conversazioni belliniane, e apre la strada a Palma il Vecchio.Entro questi anni, e durante queste evoluzioni del tema prediletto della Sacra conversazione, si pone il grande telero con la Crocifissione per il Duomo di Cremona, in fase di restauro. I riferimenti alti, e non ancora allontanati dalla memoria, sono Antonello e Mantegna. E, a Ferrara, Lorenzo Costa. Ma Boccaccino vuole andare oltre, e si misura con il suo concittadino e affine, lasciato in patria, Giovanni Battista Benvenuti, detto l&amp;#39;Ortolano, che trasforma i protagonisti del drammatico episodio in sculture lignee o di terracotta policroma in un ritmo serrato accompagnato da un urlo soffocato. La composizione innalza la croce oltre un paesaggio inaridito, e isola i protagonisti in un catafratto dolore. La statuaria immagine della Madonna è potente, tragica, ritagliata nella sofferenza con risultati drammatici, affini a quelli del vicentino Bartolomeo Montagna (e perfino con un lontana memoria della Trinità di Masaccio in Santa Maria Novella a Firenze). Scrive Alfredo Puerari: &amp;laquo;La compostezza pietosa dei personaggi si ambienta in un paesaggio solitario, dai larghi dossi giallo bruni, disseminati di alberetti quasi spogli, stabiliti in salienti contrappesi e ritmati sulle linee stesse delle braccia del Cristo la cui apertura sembra estendersi dall&amp;#39;alto su tutto l&amp;#39;orizzonte... Il bellissimo perizoma si illumina all&amp;#39;unisono con il dolce splendore dell&amp;#39;aria... E mentre l&amp;#39;imponente ascendenza del paesaggio verso i confini dell&amp;#39;orizzonte può richiamarsi al salire degli sfondi belliniani, si direbbe che qualche impressione sia andata già oltre Bellini; che un vago sentore giorgionesco aleggi nella natura&amp;raquo;.L&amp;#39;impianto semplice, ancora quattrocentesco, perde unità nell&amp;#39;isolamento delle figure con gli ampi panneggi come scolpiti in ripetute pieghe di evidenza geometrica. Boccaccino intuisce forme nuove nel tentativo di mettersi al passo con l&amp;#39;armonia di Perugino e Raffaello, allusi nella Maddalena ai piedi della croce così lontana dalla dolente Madonna. In basso a destra il committente, probabilmente Benedetto Fodri, è il medesimo dell&amp;#39;affresco con il Redentore benedicente del catino absidale, di poco precedente (1506), come l&amp;#39;Annunciazione sull&amp;#39;arco trionfale. La Crocifissione segue di poco. Il Tanzi ci ricorda che la grande tempera fu acquistata dalla Fabbriceria nel 1792, per suggerimento di Giovanni Battista Biffi, e che non è quindi stata concepita per la Cattedrale. Le dimensioni e l&amp;#39;impegno rimandano però a una sede di rilievo. Sono mutati i tempi e nessuna soggezione governa l&amp;#39;estro e l&amp;#39;invenzione di Boccaccio Boccaccino, maestro che si avvia alla notevole e complessa impresa degli affreschi, con le vaste Storie della Vergine e di Cristo (1513-1519), nella cattedrale di Cremona, suo capolavoro padano, in parallelo con gli affreschi di Raffaello nelle Stanze vaticane, certamente conosciute in un viaggio a Roma, tra stupore e ammirazione.Il Puerari osserva: &amp;laquo;Il Boccaccino riportò da Roma nella città padana le prime nozioni di Raffaello, ch&amp;#39;egli certo rimeditò a Firenze studiando gli affreschi di Andrea del Sarto nel chiostro dell&amp;#39;Annunziata. I temi poi del ciclo della Vita della Madonna delle stampe del Dürer suggerirono una traccia al pittore. Gli elementi di ritmo, di simmetria, di prospettica scansione spaziale, se costituiscono i dati di una sintassi classicistica, rappresentando il momento arcaico-ideale della cultura del Boccaccino articolano purtuttavia una trama di connessioni interne, episodiche, poeticissime - paesaggi elegiaci, ambienti pittoreschi, costumi ricchi e variati - che rivelano la natura analitica, patetica, naturalistica del pittore. Con la Circoncisione la più intensa espressività, il senso di partecipazione collettiva dei personaggi all&amp;#39;azione, l&amp;#39;asimmetria illusionistica dei prospetti architettonici, certa trascuratezza nella resa degli abbigliamenti, rivelano una prima frattura nel calmo stile boccacciniano: qualche eco già del Romanino e il risolversi della parata in azione più diretta e comunicativa sono segni delle pressioni esercitate sull&amp;#39;anziano maestro dai pittori della nuova generazione sovvertitrice e rivoluzionaria ai quali venne affidata la prosecuzione del ciclo&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485079688-cattura.jpg" /> <![CDATA[Milan, Montella non ci sta: Sconfitta immeritata contro il Napoli]]> Il Milan di Vincenzo Montella è uscito sconfitto dal big match del Meazza contro il Napoli di Maurizio Sarri. Gli azzurri si sono imposti per 2-1 grazie alle reti di Lorenzo Insigne e José Maria Callejon. Il gol di Kucka ha tenuto vive le speranze dei rossoneri fino all&amp;#39;ultimo ma i padroni di casa non sono riusciti a rimontare come fatto contro il Torino di Mihajlovic. Al termine del match, ai microfoni di Premium Sport, Montella si è mostrato soddisfatto per quanto espresso dalla sua squadra: &amp;quot;Di solito quando si perde poi non si dorme, ma io stanotte dormirò perché sono contento della prestazione. Mi sono divertito, certo sono dispiaciuto per la sconfitta. Ma per larghi tratti della partita abbiamo comandato il gioco. Sono naturalmente amareggiato per la sconfitta, ma soddisfatto perché ho visto una squadra giocare con fierezza. Penso che la sconfitta sia immeritata: come padronanza del gioco, a tratti, abbiamo anche fatto più di loro. È comunque una sconfitta che ci fa ben sperare e che ci insegnerà tanto&amp;quot;.Nonostante il ko, dunque, Montella è soddisfatto, e ai microfoni di MilanTv, Adriano Galliani ha commentato così la sconfitta subita dal Milan: &amp;quot;È stata una bellissima partita, a due facce: un Napoli travolgente all&amp;#39;inizio e poi un buonissimo Milan che meritava ampiamente il pareggio. Siamo diventati come quei pugili che magari hanno la guardia bassa ma che i pugni li sanno dare. Il Milan quando è sull&amp;#39;orlo del ko si riprende, come Rocky Balboa. Sono triste per la sconfitta ma è stata una grande partita. Il pubblico si è divertito, non ci sono stati fischi. E . alla fine sono andato a fare i complimenti a Sarri, perché fa giocare bene la squadra così come il nostro allenatore&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/17/1481963685-montella.jpg" /> <![CDATA[Paris, che fantastico bis. Un'altra laurea dopo 4 anni all'università della discesa]]> La prima sulla Streif è qualcosa di unico, ma la seconda te la godi ancora di più, perché sai già cosa significa, sai cosa ti aspetta, sai che, dopo, non sarà più la stessa vita. Dominik Paris ha concesso il bis del 2013 e se contiamo anche il superG del 2015 il tris è servito, nella gara più prestigiosa e ambita del circuito. Numero 9 al via, ieri Domme se l&amp;#39;è goduto proprio questo trionfo, perché se arrivando al traguardo con il miglior tempo ha avuto la certezza di aver battuto rivali pericolosi come Peter Fill, Hannes Reichelt o Kjetil Jansrud, quelli dopo se li è visti sfilare dietro uno alla volta. Il momento peggiore? Quando Beat Feuz, lo svizzero più largo che lungo ma dalla sciata delicata e leggera come una piuma, si è presentato sul diagonale sopra il traguardo con 72/100 di vantaggio. Nemmeno il tempo di pensare &amp;laquo;questo mi batte&amp;raquo; ed ecco Beat perdere la linea ideale e finire giù, giù nel baratro, sempre più giù fino a sfondare le reti con un volo controllato. Nessun danno se non una vittoria quasi certa buttata via.Fiuu!! Sospiro di sollievo per Paris, ma anche per Peter Fill che si godeva assieme al compagno di squadra l&amp;#39;angolo del leader grazie al secondo miglior tempo. Il sogno della doppietta italiana è sfumato però alla discesa del numero 20, il francese Johan Clarey, che alla fine della scorsa stagione aveva annunciato il ritiro, salvo poi ripensarci, perché &amp;laquo;sentivo di aver ancora qualcosa da dare&amp;raquo;. Ed ecco quel qualcosa materializzarsi nel giorno più importante. Eccolo il francese al comando a 40 dalla fine, eccolo infine tagliare il traguardo con il secondo tempo, 33/100 dietro a Paris e 7 davanti a Fill. Finita così? Purtroppo no, perché con il 24 è ancora una volta un francese a far tremare i nostri: Valentin Giraud Moine è il suo nome, il palmares racconta di un secondo posto conquistato in Coppa a marzo 2016, come Clarey anche lui azzecca tutto nel giorno giusto e a 22 secondi dal traguardo, là dove Feuz era passato con 72/100 di vantaggio su Paris, fa scattare il cronometro 16/100 prima del gigante azzurro, che trema. Un errorino sul diagonale che si tuffa sul traguardo costa la vittoria al venticinquenne (compleanno domani) di Gap, ma per lui il secondo posto vale tantissimo lo stesso.E mentre Dominik tira l&amp;#39;ennesimo sospiro di sollievo, Peter Fill si fa da parte perché il podio è andato: dopo la vittoria di un anno fa stavolta dovrà accontentarsi del quarto posto. Finisce così, e sembrano tutti contenti. I francesi in conferenza stampa chiedono a Paris l&amp;#39;autografo sul pettorale, essere battuti da uno come lui brucia meno. Domme sta simpatico a tutti, è stimato, rispettato e considerato campione leale e sportivo, un po&amp;#39; come è sempre stato per Svindal, di cui il ventisettenne della Val d&amp;#39;Ultimo sembra pronto a raccogliere l&amp;#39;eredità di numero 1 della velocità mondiale. &amp;laquo;Vincere questa discesa è una cosa grandiosa, rivincerla è ancora più bello ed emozionante e oggi lo è stato in modo particolare, perché sapevo di non aver sciato bene la parte alta e sapevo che il mio tempo era battibile: l&amp;#39;attesa è stata lunga e sofferta&amp;raquo;.Ma cosa lo lega con questa pista che gli ha regalato tre delle sue sette vittorie in carriera? &amp;laquo;Fin dalla prima volta (era il 2010, ndr) ho avuto un ottimo feeling con la Streif: ho capito che va trattata con rispetto, ma non troppo se no le prendi, con coraggio, ma non troppo se no ti fai male, insomma, gli equilibri qui sono delicati e io li ho trovati. Oggi però sono partito male e scendendo a un certo punto mi sono detto basta, cambia marcia. L&amp;#39;ho fatto, soprattutto in fondo, proprio dove avevo sbagliato in prova&amp;raquo;. E ora? &amp;laquo;Ora si festeggia e non si pensa al futuro, mi godo questa, vivo alla giornata&amp;raquo;. E allora lasciamo Domme alla sua festa, lo ritroveremo a Garmisch fra una settimana, oggi si parlerà di slalom e per l&amp;#39;Italia la festa potrebbe continuare. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485079139-dominik-paris.jpg" /> <![CDATA[Reale, Antiseri e la filosofia del confronto]]> Questa non è propriamente una recensione. È un invito. Dario Antiseri e Giovanni Reale, scomparso nel 2014, hanno scritto testi di filosofia per la scuola che varrebbe sempre la pena leggere o come minimo sfogliare. Anche se a scuola non ci si va più. L&amp;#39;opera in due volumi Cento anni di filosofia. Da Nietzsche ai nostri giorni (Editrice la Scuola), è ciò di cui ci occupiamo oggi. Si va dallo sviluppo delle scienze nell&amp;#39;Ottocento ai protagonisti della filosofia italiana contemporanea. L&amp;#39;ultimo capitolo, che molto ci appassiona, è dedicato alla Politica alla luce di idee filosofiche negli scontri: tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi, tra Giorgio la Pira e Luigi Sturzo, tra Norberto Bobbio e Roderigo di Castiglia (Palmiro Togliatti). Ci sono i principi classici del nostro liberalismo; da Boudon a Popper, dalla scuola austriaca a Milton Friedman. Insomma è un testo per i licei, ma che farebbe bene a molti laureati.È l&amp;#39;approccio che convince. &amp;laquo;Parafrasando Whitehead, come nella ricerca scientifica così in quella filosofica scontri tra idee non sono un dramma, rappresentano piuttosto un&amp;#39;opportunità. Ricerca senza fine è quella scientifica, e senza fine è la ricerca filosofica&amp;raquo;. L&amp;#39;approccio è quello alla Popper, filosofo molto amato da Antiseri. Il suo capitolo è contenuto nel secondo volume. Come per gli altri filosofi, si parte con una sintetica ed esaustiva biografia del personaggio. Lo si colloca nel tempo: Popper non è mai stato, come taluni hanno pure ritenuto, un neopositivista. &amp;laquo;Al principio di verificazione egli ha sostituito il criterio di falsificabilità che è un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza; alla vecchia e a sua avviso del tutto erronea teoria dell&amp;#39;induzione ha sostituito il metodo deduttivo dei controlli&amp;raquo;.Il libro, relativamente semplice e pieno di rimandi alle fonti originali, è figlio di questo concezione filosofica ed editoriale. Scrivono i due autori riguardo la filosofia, ma anche il loro libro: &amp;laquo;E se l&amp;#39;osservatore ansioso di certezze sarà inizialmente sopraffatto da una sensazione di disorientamento in una inestricabile Torre di Babele, una più matura riflessione lo renderà convinto del fatto che unicamente nel contrasto tra più voci, proprio nella Torre di Babele, i filosofi mettono a prova la validità delle proprie proposte, dando così vita e forza a quella ineludibile ricerca filosofica il cui fine è sempre lo stesso: aiutare gli uomini a capire se stessi e quindi a operare alla luce del giorno e non, paurosamente, nell&amp;#39;ombra, come ha scritto Isaiah Berlin&amp;raquo;.Utile per chi vuole riprendere un percorso del pensiero filosofico, e per giovani studenti che dovrebbero iniziare a capire dove si trovano. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/12/1468309275-image-0.jpg" /> <![CDATA[Il mondo sovietico visto da un conte nel Gulag dorato dell'hotel Metropol]]> Il defunto hotel Lux e l&amp;#39;ancor vivo hotel Metropol distano a occhio e croce, guardando la cartina di Mosca, due o tre verste, per parlare all&amp;#39;antica. Due o tre chilometri, per non fare troppo i difficili. Ma a separarli idealmente c&amp;#39;è uno spazio siderale. Fra i due, il Lux era quello preferito, negli anni Venti, Trenta, Quaranta e Cinquanta, insomma, durante l&amp;#39;ascesa e l&amp;#39;apogeo del regime sovietico, dal fior fiore del comunismo mondiale, inclusi i nostri Gramsci e Togliatti. L&amp;#39;altro, il Metropol, non che fosse un&amp;#39;enclave di libertà, ma quantomeno godeva di maggiore allure internazionale, e non nel senso dell&amp;#39;inno omonimo...Nell&amp;#39;hotel Lux Enzo Bettiza ambientò il primo volume del suo romanzo-fiume I fantasmi di Mosca, intitolandolo appunto Hotel Lux, uscito nel 1993. Bastava la parola. La confessione di Doimo Rismond, funzionario del Comintern, che abbraccia quattro anni epocali, dal 1936 al &amp;#39;40, è lo sfondo su cui si staglia un groviglio di racconti e di personaggi reali e immaginari in gran parte figli dell&amp;#39;attività di corrispondente di Bettiza nella capitale russa, delle sue conoscenze in tema di politica estera e della sua penna, ben più che giornalistica, intinta nel genere noir e in quello spionistico, se vogliamo.E ora all&amp;#39;hotel Metropol un&amp;#39;altra penna appuntita e raffinata, quella dello statunitense Amor Towles (già autore di un affresco su La buona società newyorkese degli anni Trenta), dedica un lungo romanzo dal taglio molto differente. In Un gentiluomo a Mosca (Neri Pozza, pagg. 560, euro 18,50, traduzione di Serena Prina), infatti, il signore (in tutti i sensi) del titolo è un mattatore discreto della narrazione, che parte dal 1922 e termina nel &amp;#39;54, dopo la morte di Stalin. Un padrone di casa suo malgrado il quale, nell&amp;#39;atmosfera ovattata di lussuose suite e grandi ristoranti, scomodi sottotetti e sgabuzzini segreti, silenziosi uffici e piccoli laboratori di sartoria, trasmette al lettore i riflessi, attutiti da quella sorta di extraterritorialità goduta dal grande albergo, dell&amp;#39;universo russo colorato di rosso.Perché abbiamo scritto &amp;laquo;suo malgrado&amp;raquo;? Perché il conte Aleksandr Il&amp;#39;ic Rostov ha sì scampato il plotone di esecuzione che gli... spettava di diritto in quanto nobile, ma ha visto la sua pena commutata negli arresti domiciliari. Durante un processo lampo, tenutosi il 21 giugno 1922 &amp;laquo;dinanzi al comitato d&amp;#39;emergenza del commissariato del popolo per gli affari interni&amp;raquo; e in cui l&amp;#39;accusa è sostenuta dal compagno A.I. Vyinskij, Rostov ammette di aver pubblicato nel &amp;#39;13 un poema (&amp;laquo;È risaputo che so tirare di penna&amp;raquo;); ammette che &amp;laquo;tutta la poesia è un incitamento all&amp;#39;azione&amp;raquo;; ammette di essere partito per Parigi il 16 maggio dello stesso anno e di essere tornato in patria nel &amp;#39;18, anche se non per imbracciare le armi a fianco dei bolscevichi, ma perché aveva &amp;laquo;nostalgia del clima&amp;raquo;. Conclude il compagno Ignatov: &amp;laquo;Ci sono alcuni dei rappresentanti anziani del Partito che la considerano fra gli eroi della causa prerivoluzionaria. È quindi opinione di questo Comitato che lei debba fare ritorno all&amp;#39;albergo che tanto le piace. Ma non faccia errori: se mai dovesse mettere un piede fuori dal Metropole, sarà fucilato. Avanti un altro&amp;raquo;.Così, con cuore pesante e bagaglio leggero, il Nostro rientra alla base, dove risiede, nella suite 317, dal 5 settembre del &amp;#39;18. Vi rimarrà altri 31 anni esatti (a parte qualche ora per condurre in ospedale una certa ragazzina che da bimba lo chiamava &amp;laquo;zio Sasha&amp;raquo; e che ha cresciuto come un padre, figlia di un&amp;#39;altra ex ragazzina di sua conoscenza che gliel&amp;#39;ha affidata). Anche in Un gentiluomo a Mosca, come nell&amp;#39;Hotel Lux di Bettiza, si alza il sipario su una miriade di personaggi. C&amp;#39;è la seducente attrice nuova inquilina della suite 317, dove trascorrerà molte notti con il conte, c&amp;#39;è l&amp;#39;amico di gioventù del Nostro, di lui più idealista e dunque più incline a cacciarsi nei guai, ci sono i funzionari del Partito ai quali Rostov dà lezioni di libertà, c&amp;#39;è un americano con cui discutere di capitalismo e collettivizzazione, c&amp;#39;è chi arruola potenziali spie per inchiodare alle loro responsabilità i &amp;laquo;nemici del popolo&amp;raquo;. Il conte, divenuto solerte cameriere, tra vini francesi e piatti ricercati, concerti e litigi, tanti ricordi e nessun piano di fuga, trova nel Metropol la sua piccola patria. Quella che altri, là fuori, stanno martoriando nel nome del comunismo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485078518-metropol-mosca.jpg" /> <![CDATA[Clamoroso agli Australian Open: Zverev elimina Murray agli ottavi]]> Andy Murray fuori agli ottavi di finale degli Australian Open per mano di Mischa Zverev, attuale numero 50 al mondo. Il tennista tedesco ha avuto la meglio sul numero uno al mondo, inaspettatamente, con il punteggio di 7-5 5-7 6-2 6-4. Il fratello maggiore del promettente Alexander, che ha perso ieri lottando come un leone contro Rafael Nadal, ha ottenuto così il pass ai quarti di finale eliminando il favorito numero uno alla vittoria finale, soprattutto dopo l&amp;#39;uscita di scena di Novak Djokovic per mano del tennista uzbeko Denis Istomin.Murray ha chiuso la passata stagione con la vittoria a Wimbledon e ha conquistato anche l&amp;#39;oro Olimpico a Rio de Janeiro. il tennista scozzese, puntava molto alla vittoria degli Australian Open visto che negli ultimi 7 anni aveva conquistato per ben 5 volte la finale senza mai riuscire a portare a casa la vittoria: nel 2010 perse contro il fuoriclasse svizzero Roger Federer, mentre nel 2011, 2013, 2015 e 2016 perse contro Novak Djokovic. L&amp;#39;appuntamento con la prima affermazione a Melbourne, dunque, è rimandato nel 2018. Chi invece non finisce di stupire è il Re Roger Federer. Lo svizzero, dopo un 2016 da dimenicare, è tornato tirato a lustro nel 2017. Il basilese ha sconfitto in 5 set il numero 5 del mondo Nishikori e si è così regalato i quarti di finale dove affronterà proprio Zverev: 6-7, 6-4, 6-1, 4-6, 6-3 i parziali in favore di Federer. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485078179-murray.jpg" /> <![CDATA[Il fumetto anticomunista che è ancora un successo]]> Nell&amp;#39;ottava tavola di Tintin au pays des Soviets, il giovane reporter parte in tromba al volante di una potente Mercedes decappottabile e il suo ciuffetto di capelli incollato alla fronte si solleva sotto l&amp;#39;effetto del vento e della velocità. &amp;laquo;E voilà! Un gioco da ragazzi... E adesso dritto a Mosca!&amp;raquo; recita la &amp;laquo;nuvoletta&amp;raquo; che accompagna il disegno. Tintin nasce allora, è il gennaio del 1929, il giornale che ne pubblica la storia si chiama Le Petit Vingtième, supplemento per ragazzi del quotidiano Le Vingtième Siècle e il suo autore è un giovane ventenne, George Remi. Hergé è il suo nome d&amp;#39;arte e trent&amp;#39;anni dopo il generale de Gaulle, che si ritiene l&amp;#39;incarnazione novecentesca della Francia, dichiarerà: &amp;laquo;Ho un solo rivale internazionale: è Tintin&amp;raquo;... L&amp;#39;imponente mostra retrospettiva appena chiusasi al Grand Palais di Parigi, che ne ha celebrato il genio a 110 anni dalla nascita, suona come una conferma e insieme una smentita: Charles de Gaulle è sempre più in un rimpianto, Tintin resta ancora una realtà.Belga come Georges Simenon, il Tintin di Hergé è però uno e bino rispetto a un Maigret francese fin da subito. Nel 1930 il settimanale parigino Curs vaillants comincia infatti la pubblicazione delle avventure sovietiche dello spericolato reporter, nell&amp;#39;album Parigi sostituisce Bruxelles e nel viaggio di ritorno dal Paese dei Soviet il treno non passa più per Liegi, Tirlemont e Louvain, ma per Saint Quentin e Compiègne... Il successo è clamoroso e nell&amp;#39;immaginario dell&amp;#39;epoca, complice la lingua, Tintin diviene tipicamente francese, come la baguette e il camembert...Se l&amp;#39;esposizione &amp;laquo;Hergé&amp;raquo; appena ricordata, ha fatto entrare per la prima volta il fumetto in uno dei templi dell&amp;#39;arte ufficiale, l&amp;#39;importanza dell&amp;#39;album da cui siamo partiti ci dice tuttavia qualcosa di diverso rispetto alla materia in sé, al genere, al genio del suo autore. Fermiamoci un momento sulle date di pubblicazione, il biennio &amp;#39;29-30, sull&amp;#39;età del disegnatore, ventidue anni appena, sul tema, la Russia di Stalin, leggiamone poi la storia e ci accorgeremo che rispetto ai &amp;laquo;pellegrini politici&amp;raquo; che prima, durante e dopo andranno a raccontare un comunismo mai esistito nella realtà, ma idealizzato nella loro fede di &amp;laquo;compagni di strada&amp;raquo;, Hergé aveva già capito tutto. Questo provinciale ragazzino belga, insomma, vedeva meglio e più in profondità di tanti intellettuali accreditati e ferrati, in anticipo persino sui reportages, questi sì critici, di un Céline o di un Gide...Prendiamo la visita alla fabbriche, fatta andando dietro a un gruppo di &amp;laquo;comunisti inglesi&amp;raquo; pronti ad ammirare &amp;laquo;le meraviglie del bolscevismo&amp;raquo; con tanto di commenti: &amp;laquo;Beautiful, very nice&amp;raquo;... Tintin si intrufola dalla porta di servizio e scopre che si tratta di &amp;laquo;fondali di teatro&amp;raquo;, il cosiddetto &amp;laquo;effetto Potëmkin&amp;raquo;, dal nome di quel primo ministro di Caterina II che costruiva interi villaggi finti affinché l&amp;#39;imperatrice ne potesse ricevere una sensazione di benessere, un Paese apparecchiato, insomma, per sbalordire gli ospiti di rango, un potere intento a fare la propaganda di se stesso. Allo stesso modo, la scoperta dell&amp;#39;export di vodka, grano e caviale, stoccati per servire da elemento di propaganda all&amp;#39;estero, gli rivela la miseria economica del comunismo in patria. Ora, due anni dopo l&amp;#39;immaginario eppure veridico reportage di Tintin, George Bernard Shaw fa il suo ingresso trionfale in Russia: un vagone frigorifero, colmo di viveri, viene agganciato al treno per convincerlo che nel Paese regna l&amp;#39;abbondanza, e nei ristoranti di Mosca tutte le cameriere dimostrano di conoscere i suoi libri. Commenta deliziato: &amp;laquo;Le domestiche in Inghilterra non sono tanto colte quanto le loro colleghe sovietiche&amp;raquo;. Della serie, quando il socialismo reale diventa il socialismo immaginario e narcisista...Prendiamo ancora la scoperta che Tintin fa dei minori in Russia, mendicanti e vagabondi nelle campagne come nelle città. Cinque anni più tardi la Pravda pubblicherà in prima pagina il decreto con cui si stabiliva che, a partire dai dodici anni, si era passibili &amp;laquo;di tutte le misure della giustizia penale&amp;raquo;, inclusa la pena di morte. Era una legge che si poneva un duplice obiettivo: sociale, nell&amp;#39;accelerare l&amp;#39;eliminazione della moltitudine di orfani inselvatichiti e allo sbando nata dal regime; politico, nell&amp;#39;applicare una forma barbara di pressione sui vecchi oppositori, i Kamenev, gli Zinovev, che avevano figli di età idonea. Il Partito comunista francese dell&amp;#39;epoca, dovendo commentare quella legge, ne sosterrà la giustezza: sotto il socialismo, infatti, i bambini crescevano più in fretta...Tintin non ignora nemmeno il problema dei kulachi, i cosiddetti &amp;laquo;contadini ricchi&amp;raquo;, la requisizione forzata del grano, la cosiddetta dekulachizzazione che significherà la distruzione del patrimonio agricolo, l&amp;#39;eliminazione fisica diretta di centinaia di migliaia di persone, indiretta di qualche milione per carestia e deportazione. È quella che Walter Benjamin scambia invece per il nuovo corso industriale, i piani quinquennali che sostituiscono il comunismo di guerra: &amp;laquo;Adesso, compagni, è scoppiata l&amp;#39;era della moderazione utile e disciplinata. A questa Russia i geni non servono, e men che mai i letterati. Ha bisogno di fabbriche e non di poeti&amp;raquo;. Sarà preso talmente in parola che Esenin si impiccherà usando le cinghie di una valigia, Majakovskij si brucerà il cuore con un colpo di pistola, Mejerchol&amp;#39;d, il padre del teatro moderno, sarà massacrato con un tubo di gomma e poi finito con un colpo alla nuca, la moglie sgozzata fra le quattro mura di casa, Babel&amp;#39; fucilato, Mandel&amp;#39;tam seppellito in un lager... Come ha scritto Josip Brodskij, &amp;laquo;il regime sfornò vedove di scrittori con una tale efficacia che verso la metà degli anni Sessanta ce n&amp;#39;era in circolazione un numero sufficiente per organizzare un sindacato&amp;raquo;.Si badi bene, Tintin è un fumetto per ragazzi, con tutti gli eccessi, le semplificazioni e la superficialità che esso comporta e l&amp;#39;album di cui stiamo parlando era scritto da uno che aveva pochi anni di più dei suoi potenziali lettori. Per formazione e per cultura, Hergé era un anticomunista e fra le letture che formano il terreno su cui la storia prende forma c&amp;#39;è fra le altre quel Moscou sans Voiles (Neuf ans de travail au pays des Soviets) che un diplomatico belga, Joseph Douillet, aveva pubblicato l&amp;#39;anno prima. E tuttavia ciò che lo separa dai Toller, i Dreiser, i Sinclair, i Barbusse, i Wells, i Malraux e i già citati Shaw e Benjamin di quegli anni era proprio la disposizione a volersi fare ingannare, la delusione individuale nei confronti delle nazioni di origine che li spingeva a credere nelle illusioni di un Paese che si voleva vedere come fratello. Inoltre, non c&amp;#39;era nulla in lui, come forma mentis, di quello che resta un elemento fondamentale per spiegare il successo e l&amp;#39;appeal che per quasi sessant&amp;#39;anni accompagnò il comunismo in patria e all&amp;#39;estero: l&amp;#39;esperimento in corpore vili di un&amp;#39;avanguardia intellettuale, una setta di rivoluzionari di professione, in guerra contro un&amp;#39;intera società. Il comunismo in Russia eliminò l&amp;#39;intera Russia: gli intellettuali, ovvero in realtà i professionisti, ingegneri, professori, impiegati, i proprietari terrieri e i contadini, i commercianti, tutti quelli che, indipendentemente dalla loro estrazione sociale, potevano essere considerati, o si rivelarono, ostili e/o estranei al nuovo corso.Fu un&amp;#39;eliminazione ottenuta con la violenza, la delazione, l&amp;#39;inganno e resa altresì possibile dalla più totale mancanza di pietà. Non ci si accontentava del corpo, si voleva l&amp;#39;anima. Le &amp;laquo;confessioni&amp;raquo;, i &amp;laquo;processi&amp;raquo;, quelli che Bertolt Brecht definirà le prove &amp;laquo;delle attive cospirazioni contro il regime&amp;raquo;, miravano a questo, al riconoscimento dell&amp;#39;errore, all&amp;#39;espiazione e alla riaffermazione della giustezza della causa: non solo sono colpevole, ma mi faccio schifo in quanto tale ed esigo il castigo che la mia colpevolezza comporta... Come ha scritto Solgenicyn, alla base della lunga sopravvivenza del regime c&amp;#39;è &amp;laquo;la sua forza disumana, inimmaginabile nell&amp;#39;Occidente&amp;raquo;.Di fronte all&amp;#39;offerta del funzionario della Gpu, &amp;laquo;100mila rubli o la morte&amp;raquo;, per divenire complice del regime, Tintin dice semplicemente &amp;laquo;no&amp;raquo;. Lo può fare perché è un fumetto e il suo cane Milou lo salverà dalla fucilazione travestendosi da tigre... Ma, come ha raccontato nelle sue memorie Jacques Rossi, uno che a vent&amp;#39;anni era già comunista e a trenta, sempre da comunista, ne avrebbe passati altri venti nei gulag: &amp;laquo;Vittima? Non sono stato una vittima. Io sono stato un complice di quel sistema. È come mettere una pentola piena d&amp;#39;acqua sul fuoco, accendere il gas e quando l&amp;#39;acqua bolle ficcarvi la mano dentro. Non bisognava mettercela&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485077024-tintin.jpg" /> <![CDATA[Madonna e il vaffa a Trump durante la Marcia delle donne]]> Con un berretto nero con le orecchie da gatto, Madonna ha fatto una apparizione a sorpresa alla &amp;quot;Marcia delle donne&amp;quot; anti-Trump a Washington, invocando la &amp;quot;rivoluzione dell&amp;#39;amore&amp;quot;. &amp;quot;Siete pronti a scuotere il mondo? Benvenuti nella rivoluzione dell&amp;#39;amore&amp;quot;, ha dichiarato dal palco la cantante prima di intonare due canzoni davanti a centinaia di manifestanti riuniti nella capitale federale.In un discorso infuocato, Madonna ha detto di aver pensato molto di &amp;quot;far saltare la Casa Bianca&amp;quot; dalla elezione di Donald Trump, ma di aver scelto invece l&amp;#39;amore. La regina del Pop ha anche usato diverse volte la parola &amp;quot;fuck&amp;quot;, in questo caso traducibile con l&amp;#39;italiano &amp;quot;vaffa...&amp;quot;, rivolgendosi a quelli che dicono che &amp;quot;niente verrà da questa marcia&amp;quot;.Madonna ha cantato un suo singolo del 1989 &amp;quot;Express Yourself&amp;quot;, un inno femminista del tempo. Ha concluso la canzone con una frase improvvisata, &amp;quot;Donald Trump, go suck a dick&amp;quot;, un volgarissimo invito al nuovo presidente che non merita neanche di essere tradotto.La cantante è una delle più agguerrite oppositrici del neopresidente, e dopo l&amp;#39;elezione ha dichiarato: &amp;ldquo;Dopo l&amp;rsquo;elezione di Trump mi sono sentita come ci si sente quando muore qualcuno. Ho sentito un forte senso di tradimento, il mio cuore era spezzato. È così quando qualcuno ti abbandona. Ed è così che mi sento ormai ogni giorno, ogni mattina quando mi sveglio e realizzo che Trump è davvero presidente e che non è stato tutto un brutto sogno. Mi sono sentita tradita dalle donne americane che in massa hanno follemente votato per il tycoon&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/29/1480413145-madonna-reuters.jpg" /> <![CDATA[Asili, sosta, ticket e welfare. Sala fa cassa con i più deboli]]> &amp;laquo;Francamente non pensavo che già nel primo Bilancio di previsione firmato da Beppe Sala ci fosse una negazione totale del suo programma elettorale&amp;raquo;.Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Comune, cosa intende?&amp;laquo;Sala non aveva promesso un alleggerimento della spesa per la macchina comunale, intesa come minore burocrazia? Non vedo alcun risparmio per il 2017. E nel suo programma si parlava di riduzione selettiva delle imposte locali&amp;raquo;.Invece?&amp;laquo;Nel giorno in cui la giunta ha approvato il Bilancio ha votato pure la revisione del sistema della sosta, con aumenti anche del 50% per il parcheggio sulle strisce blu. E dal 13 febbraio dovranno pagare Area C anche le auto a gpl e metano, una manovra che serve a compensare la riduzione degli incassi dalle multe. Vado avanti?&amp;raquo;Prego.&amp;laquo;Il sindaco ha avviato uno studio per l&amp;#39;aggiornamento dello schema tariffario regolato con le fasce Isee: andrà ad aumentare mense scolastiche, il costo per il pre e dopo scuola, per i centri estivi e le colonie a cui ricorrono generalmente le famiglie meno facoltose, quelle che non possono permettersi di portare i figli in villeggiatura. E giorni fa abbiamo scoperto che scatterà una tassa d&amp;#39;iscrizione pari a 52 euro per le materne. É assurdo che in una città in cui la natalità si sta riducendo clamorosamente si colpiscano così le famiglie con figli piccoli&amp;raquo;.Persino consiglieri di sinistra hanno sgranato gli occhi in Commissione quando si è parlato della nuova tassa e del taglio di 250 posti nei nidi.&amp;laquo;Da una parte il sindaco è ancora ostaggio della vecchia sinistra radicale e dirigista, si vede dalle misure su Area C e sulla sosta che puntano a stangare chi si muove in auto, in continuità con la giunta Pisapia. Dall&amp;#39;altra, l&amp;#39;assessore al Bilancio Roberto Tasca ha affrontato la manovra economica in maniera algida e fredda, senza alcuna sensibilità politica rispetto ai problemi dei milanesi. Sui servizi sociali e per l&amp;#39;infanzia sono previsti aumenti pesanti, che colpiranno le fasce più deboli dei milanesi. Capisco che anche la maggioranza sia spaccata, ma i conti peraltro non sono il primo tema su cui sbandano. Ai milanesi toccheranno più sacrifici, senza che i costi sia giustificati da un miglioramento della qualità dei servizi&amp;raquo;.Farete una battaglia a colpi di emendamenti quando il Bila ncio arriverà in aula?&amp;laquo;Domani riunirò il gruppo di Forza Italia per raccogliere tutte le proposte sulle modifiche al Bilancio da parte dei consiglieri azzurri, in base alle singole sensibilità, e da lì usciranno le nostre proposte di correzione alla spesa&amp;raquo;.Ma avrà già qualche idea?&amp;laquo;Le proposte ovviamente saranno in linea con il nostro programma elettorale: niente tassa d&amp;#39;iscrizione alla materna, riproporremo l&amp;#39;innalzamento della soglia Irpef almeno a 28mila euro, anche se è già stata bocciata dal Pd a luglio. E per noi in un periodo storico come quello attuale non è possibile diminuire la spesa sul Welfare (da 378 milioni del bilancio di previsione 2016 a 358) e il capitolo Sicurezza, chiederemo di dotare i vigili di strumenti che scarseggiano e giubbotti antiproiettile. Sulle periferie, un tema che sta molto a cuore alla coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini, il piano presentato da Sala per ora è solo sulla carta. Chiederemo investimenti subito per riqualificare e assegnare alle famiglie in graduatoria 2.200 alloggi Mm sfitti&amp;raquo;.E sul tema traffico e ambiente?&amp;laquo;Sostegni ai commercianti e artigiani che hanno rinnovato il parco auto comprando mezzi Gpl e a metano e ora si ritroveranno a pagare il ticket d&amp;#39;ingresso in centro. E faremo un emendamento per destinare parte degli introiti da Area C a incentivi per sostituire le caldaie più inquinanti, visto che sono i riscaldamenti e non il traffico la prima causa di inquinamento&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485076817-beppesala.jpg" /> <![CDATA[Il Comune pagherà i funerali del terrorista che colpì Berlino]]> Tocca al Comune pagare. Sesto San Giovanni, popolosa cittadina industriale alle porte di Milano, dovrà provvedere alla bara e alla tumulazione per Anis Amri, il terrorista di Berlino che nella notte fra il 22 e il 23 dicembre, ricercato in tutta Europa, è stato ucciso davanti alla stazione di Sesto nel corso di una sparatoria con la polizia, che lo aveva fermato per un controllo.All&amp;#39;obitorio civico di Milano confermano che, a un mese esatto dal drammatico epilogo della sua fuga, la salma del ventiquattrenne jihadista si trova depositata lì (al costo di 11 euro al giorno) e ancora non si conosce con esattezza quale sarà il suo destino: dove, quando e come troverà sepoltura. Certamente non ci saranno cerimonie né si renderà riconoscibile la tomba del killer, anche per evitare che possa diventare oggetto di attenzioni particolari. Quel che è certo, al momento, è che sarà il Comune a dover provvedere alle spese necessarie. Dalla Tunisia, infatti, non è arrivato alcun concreto interessamento per la salma del giovane Amri. La famiglia, comprensibilmente molto scossa dall&amp;#39;accaduto, ha avuto un comportamento difficile da decifrare. I familiari lo avevano immediatamente &amp;laquo;rinnegato&amp;raquo;. E poi hanno manifestato l&amp;#39;intenzione di recuperare le spoglie del giovane per dargli sepoltura nella sua città natale: subito dopo la sparatoria di Sesto, una radio tunisina aveva riferito che alcuni componenti della famiglia (che vive a 160 chilometri dalla capitale) avevano avanzato questa richiesta rivolgendo alle autorità locali anche un appello affinché sa rivelata &amp;laquo;la verità sul coinvolgimento del loro congiunto nell&amp;#39;attacco di Berlino&amp;raquo;. In un&amp;#39;intervista rilasciata a un inviato di Rainews 24 il 28 dicembre, la famiglia parla ancora e manifesta cordoglio per le vittime della strage e solidarietà per i familiari. Nell&amp;#39;intervista-video, la madre spiega di aver &amp;laquo;rinnegato&amp;raquo; il figlio, ma si dice convinta che fosse indottrinato. E conferma la richiesta di riportare Amri in Tunisia. In seguito, evidentemente, questo passo non ha avuto alcun seguito concreto da parte della famiglia stessa o delle autorità tunisine, dal momento che il 4 gennaio alcuni giornali riportano la notizia che &amp;laquo;nessuno ha ancora reclamato la salma di Amri&amp;raquo;.In situazioni del genere, persone decedute in una via pubblica senza che i familiari abbiano mostrato l&amp;#39;intenzione di provvedere, è il Comune a doversi far carico delle spese. Lo prevedono le norme richiamate anche dal regolamento municipale di Sesto. Ne ha parlato ieri il settimanale locale Sestoweek, riportando anche le dichiarazioni del coordinatore milanese di Fratelli d&amp;#39;Italia Viviana Beccalossi, che come assessore regionale è stata incaricata dal governatore lombardo Roberto Maroni a porre in essere &amp;laquo;azioni mirate al contrasto del radicalismo islamico&amp;raquo; e si è occupata fra l&amp;#39;altro anche di Sesto come futura sede della moschea più grande della Lombardia, già progettata e approvata. Le spese a carico del contribuente all&amp;#39;esponente di Fdi non vanno giù: &amp;laquo;Se la legge prevede questo - ha detto Beccalossi - in un caso del genere serve una deroga: la deroga del buon senso. E quindi, se qualcuno deve provvedere alle spese - ha avvertito - quel soggetto non può che essere il Paese di appartenenza, ovvero la Tunisia&amp;raquo;. &amp;laquo;Il rispetto dei defunti per chi come me è cristiano è sacro - ha aggiunto l&amp;#39;assessore - ma ciò non può valere per un terrorista spietato&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/12/23/1482495509-olycom-20161223130237-21680175.jpg" /> <![CDATA[Caccia alle streghe del fisco contro i commercialisti Nel mirino i conti off-shore]]> G iro di vite sui commercialisti. L&amp;#39;ha annunciato un portavoce dell&amp;#39;Agenzia delle Entrate a margine della riunione che ha visto la partecipazione dei responsabili di trenta amministrazioni finanziarie di altrettanti Paesi e che si è tenuta a Parigi il 17 gennaio. I commercialisti in questione sono un gruppo di oltre 700 professionisti nei confronti dei quali si stanno facendo verifiche. Si tratterebbe di professionisti i cui nomi sono legati a quelli dei clienti riconosciuti colpevoli di evasione.Un&amp;#39;evasione, quest&amp;#39;ultima, venuta fuori anche grazie a indagini giornalistiche come la recente Panama Papers. Insomma anche il Fisco italiano inizia le manovre di accerchiamento - come scriveva ieri il giornale economico-finanziario Italia Oggi - &amp;laquo;sui professionisti fiscali che consigliano l&amp;#39;elusione ai propri clienti&amp;raquo;.La riunione ha visto il più grande scambio di informazioni simultaneo mai realizzato prima d&amp;#39;ora, basato sugli strumenti giuridici concordati nell&amp;#39;ambito della Convenzione multilaterale Ocse - Consiglio d&amp;#39;Europa e dei trattati fiscali. L&amp;#39;incontro è stato il terzo del gruppo Jitsic (Joint International Taskforce on Shared Intelligence and Collaboration), convocato presso l&amp;#39;Ocse per discutere dei progressi sull&amp;#39;attività di omologazione delle normative dei diversi Paesi, sullo scambio di informazioni, sulla conoscenza del ruolo degli studi legali e delle società di intermediazione legate allo scandalo dei Panama Papers, dal nome di un fascicolo digitale riservato di 11,5 milioni di documenti creato da Mossack Fonseca, studio legale panamense, che fornisce informazioni dettagliate su oltre 214.000 società offshore, includendo le identità degli azionisti e dei manager. Il dossier è arrivato nell&amp;#39;agosto del 2015 sul tavolo del tedesco Sueddeutsche Zeitung.Sono stati raggiunti significativi risultati rispetto all&amp;#39;ultima riunione della task force, (incluso lo sviluppo di approcci omogenei per richiedere le informazioni tra i partner dei trattati) ed è stata approfondita la conoscenza delle varie tipologie di evasione fiscale messe a punto dagli intermediari fiscali e delle nuove tecniche di analisi dei dati. Progressi importanti sono stati ottenuti anche con oltre 1.700 controlli e verifiche effettuati sui contribuenti, più di 2.550 richieste di informazioni e l&amp;#39;individuazione di una lista di 100 intermediari. All&amp;#39;Agenzia delle Entrate, poi, giudicano in modo positivo il fatto che l&amp;#39;esposizione mediatica dell&amp;#39;inchiesta ha portato un &amp;laquo;cospicuo&amp;raquo; numero di contribuenti a farsi avanti spontaneamente per dichiarare al Fisco le proprie operazioni off-shore.La task force, promettono all&amp;#39;Agenzia delle entrate, continuerà ad attingere alle migliori competenze di intelligence delle autorità fiscali di tutto il mondo e a condividere le migliori pratiche per l&amp;#39;analisi dei dati e la collaborazione sulle informazioni. Quindi, le amministrazioni fiscali potranno condividere le informazioni nell&amp;#39;ambito dei quadri normativi esistenti per lo scambio di dati, opereranno in conformità con le loro leggi, politiche e normative nazionali e lavoreranno a stretto contatto con altre agenzie nazionali per identificare i beneficiari effettivi e il ruolo che gli intermediari ricoprono nel facilitare l&amp;#39;evasione fiscale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/10/15/1444918761-1422274080-1408180654-imu.jpg" /> <![CDATA[Il centrodestra è premiato dai sondaggi. Ma Berlusconi e Salvini restano distanti]]> Roma - Il centrodestra alla (difficile) prova dell&amp;#39;unità. Se i sondaggi continuano a dare la coalizione composta da Forza Italia, Lega e Fratelli d&amp;#39;Italia alla pari con il Pd e il Movimento 5 Stelle (lo conferma anche l&amp;#39;ultima rilevazione Tecnè), i malumori e le battute al vetriolo tra presunti alleati continuano a essere all&amp;#39;ordine del giorno.Il motivo del contendere è sempre la disputa sulla legge elettorale, materia sulla quale si procederà con maggiore chiarezza dopo il pronunciamento della Consulta che potrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana. &amp;laquo;Noi cercheremo di fare una cosa, insieme a chi ci sta, più ampia possibile ma con coerenza con un programma preciso e puntuale. Poi dovrà essere Berlusconi a decidere cosa vuol fare&amp;raquo; dice Matteo Salvini. Giorgia Meloni, a sua volta, lancia la manifestazione del 28 gennaio di &amp;laquo;Italia sovrana&amp;raquo; a Roma, durante una iniziativa a Testaccio. E spiega la sua linea sulle alleanze. &amp;laquo;Chi ci sarà deve iniziare un percorso che vuole arrivare al governo della nazione, Trump dimostra che si può fare, quindi spazio per le ambiguità non c&amp;#39;è&amp;raquo;.Silvio Berlusconi, in realtà, anche nel Comitato di presidenza di Forza Italia della scorsa settimana, ha detto chiaramente che le porte per Salvini restano aperte. Il Cavaliere, però, non nasconde la sua stanchezza per i continui attacchi del leader della Lega e anche l&amp;#39;atteggiamento tenuto rispetto alla tragedia di Rigopiano non è stato particolarmente apprezzato. Per comprendere meglio le intenzioni della Lega bisognerà attendere qualche giorno. Nel giro di 48 ore si dovrebbe capire qualcosa di più rispetto alle alleanze sul territorio. In Toscana c&amp;#39;è qualche mal di pancia e dovrà essere fatta chiarezza sulle intenzioni del Carroccio, in particolare in vista delle Amministrative di Pistoia e di Lucca. Tra due settimane, poi, il direttivo federale del Carroccio offrirà un quadro più chiaro sulla politica delle alleanze.Sullo sfondo si muove anche Stefano Parisi che da Genova ha ribadito di non avere alcuna intenzione di chiedere un passo indietro a Berlusconi. &amp;laquo;Nessuno deve farsi da parte. Il mio è un giro importante di ascolto, di costituzione di un programma, di creazione di una nuova comunità che rinnovi quest&amp;#39;area che ha perso la fiducia degli italiani. Si deve ritrovare una classe politica nuova, energetica, con qualità e con la capacità di interpretare questa grande parte del popolo italiano che avuto sempre la maggioranza nel paese e oggi l&amp;#39;ha persa&amp;raquo;. Infine il dialogo con Raffaele Fitto. &amp;laquo;Non escludo intese con lui. Ci stiamo parlando ma bisogna rendersi conto che il problema non è mettere insieme pezzettini di centrodestra, il problema è ritrovare il nostro popolo, è un progetto molto più ambizioso&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485074725-salvini-parisi.jpg" /> <![CDATA[La seduta spiritica del Pd fa tornare il fantasma di Prodi]]> A Bologna riappare il &amp;laquo;fantasma&amp;raquo; di Romano Prodi. E delle tredici sigle dell&amp;#39;Ulivo (L&amp;#39;Unione nel 2006). Il Professore, protagonista della leggendaria seduta spiritica durante il rapimento di Aldo Moro, due volte presidente del Consiglio e due volte sfiduciato in Parlamento, riporta in vita il defunto centrosinistra italiano. &amp;laquo;Non penso sia un&amp;#39;esperienza irripetibile, soprattutto dopo quello che sta succedendo. Io vedo che la gente ha bisogno di sentirsi unita in questo mondo che si disgrega, con Trump, con la Brexit, con le crepe che arrivano dappertutto. Io vedo che c&amp;#39;è un naturale desiderio di riunirsi ma è uno sforzo che non mi sembra impossibile&amp;raquo; dice Prodi, intervenendo al convegno della rete C3dem a Bologna.L&amp;#39;ex premier ci ricasca, abboccando all&amp;#39;amo di Pier Luigi Bersani e Massimo D&amp;#39;Alema che da settimane invocano, per sbarazzarsi di Matteo Renzi, il ritorno al modello Ulivo guidato da un &amp;laquo;nuovo&amp;raquo; Prodi. L&amp;#39;ex capo del governo non solo accetta la sfida della Ditta ma si spinge oltre, fissando i principi del futuro manifesto politico di un centrosinistra resuscitato. &amp;laquo;È necessario riunirsi su idee, su un rinnovamento. Perché riunirsi non serve a niente. Il grande problema è ricominciare a parlare di politica. Di problemi veri come la ridistribuzione del reddito, l&amp;#39;occupazione, la scuola, pensare nel lungo periodo e non nello scontro quotidiano per riformare una società che è diventata profondamente ingiusta. Perché le basi di queste tensioni sono date dall&amp;#39;ingiustizia&amp;raquo;, spiega Prodi.Se dal quartier generale renziano non arriva alcun commento, dopo le parole dell&amp;#39;ex leader dell&amp;#39;Ulivo che pure si era schierato per il Si al referendum, Bersani saluta con gioia l&amp;#39;intervento del professore: &amp;laquo;Penso siano parole sacrosante e che sia l&amp;#39;ora, per chiunque la pensi così, di metterci al lavoro con impegno e generosità&amp;raquo;. Si ricompatta, dunque, il fronte della sinistra nel Pd con l&amp;#39;obiettivo di archiviare la leadership di Renzi.L&amp;#39;ex sindaco di Firenze non molla, anzi riavvia i dialoghi con Verdini e si prepara a girare l&amp;#39;Italia in pullman. Il 28 gennaio D&amp;#39;Alema riunirà a Roma i suoi comitati del No per trasformarli in costituenti del centrosinistra. La strategia si articola in mosse: una interna al Pd, per strappare a Renzi la guida del partito al prossimo congresso e l&amp;#39;altra nella coalizione, per individuare una personalità in grado di guidare il centrosinistra. Nel partito si sta lavorando alla candidatura unitaria di Michele Emiliano: il governatore della Puglia sarebbe l&amp;#39;unico che al congresso potrebbe giocarsela ad armi pari con il segretario uscente Renzi. Emiliano sta sondando il terreno con una serie di incontri riservati tra i governatori del Pd nel Mezzogiorno. Il presidente pugliese avrebbe già incassato il sostegno di Rosario Crocetta in Sicilia, Mario Oliviero in Calabria e Francesco Pigliaru in Sardegna. Marcello Pittella in Basilicata è schierato con Renzi mentre i rapporti tra Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ed Emiliano non sono buoni.L&amp;#39;asse renziano regge in tre Regioni: Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. In caso di candidatura di Emiliano, Roberto Speranza ed Enrico Rossi sarebbero pronti al ritiro. L&amp;#39;ago della bilancia nella battaglia congressuale diventerebbe il pacchetto di voti dell&amp;#39;area Dem di Dario Franceschini. E qui che si inserisce la seconda mossa della coppia Bersani-D&amp;#39;Alema: concedere agli ex Popolari la leadership della coalizione di centrosinistra alle elezioni politiche in cambio dell&amp;#39;appoggio ad Emiliano. Tra i nomi in lizza per guidare il nuovo Ulivo ci sarebbero Enrico Letta, Dario Franceschini o Andrea Riccardi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/10/1478767682-prodi.jpg" /> <![CDATA[Via al congresso dei populisti: Stop all'Europa]]> &amp;laquo;Viviamo la fine di un&amp;#39;era e la nascita di una nuova&amp;raquo;. Quella che sancisce la fine della vecchia Europa sul solco di Brexit e di Trump, è stata celebrata al vertice delle destre europee ieri a Coblenza, in Germania.Alla vigilia delle scadenze elettorali che nel 2017 vedranno andare al voto Germania, Francia e Olanda, i leader del Front national, Marine Le Pen, della Lega, Matteo Salvini, della Afd tedesca, Frauke Petry, e quello della destra olandese Gert Wilders, soffiano sul vento antisistema che sferza l&amp;#39;Unione Europea. &amp;laquo;Sarà l&amp;#39;anno del risveglio - ha detto Le Pen - il tempo in cui i nazionalisti in Europa erano gruppi marginali è finito&amp;raquo;. E Salvini: &amp;laquo;L&amp;#39;euro è un esperimento fallito e criminale quindi dobbiamo prepararci per il dopo euro&amp;raquo;.&amp;laquo;Ieri, una nuova America. Oggi Coblenza. Domani, una nuova Europa&amp;raquo;, ha detto Wilders, mentre fuori sfilava la protesta dei manifestanti, a cui ha preso parte anche il vicecancelliere tedesco e leader del Partito socialdemocratico (Spd) Sigmar Gabriel. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485073152-congresso-populisti.jpg" /> <![CDATA[Colpi di sonno e guasti meccanici Quando una gita si fa dramma]]> Ancora lamiere attorcigliate sull&amp;#39;asfalto. Ruote sgangherate e tendine che restano inutilmente appese ai vetri rotti. Un altro bestione che si rotola sull&amp;#39;asfalto. Paura e morte che ti coglie alle spalle al ritorno da una festa, andando in gita, tornando da un santuario. Una sequenza dell&amp;#39;orrore infinita. Verona come Tarragona, come Sierre, nel cantone Vallese, come Avellino. Quel pullman che scegli perchè non te la senti di guidare, per viaggiare tranquillo e che ti tradisce. Errore umano, un colpo di sonno ma anche un guasto perchè la manutenzione manca. E sono stragi.L&amp;#39;anno scorso a marzo, vicino a Tarragona, sull&amp;#39;autostrada che unisce Valencia a Barcellona viaggia un pullmann carico di studenti Erasmus di 22 nazionalità. Il pullman viaggia a velocità incostante, a bordo risate e chiacchiere degli studenti che tornano a casa dalla festa di Valencia. Il bus che sbanda e colpisce il guard-rail sulla destra. Finisce nella carreggiata opposta e si scontra con un&amp;#39;auto. È una strage. Muoiono tredici ragazze, sette italiane. È una ferita indelebile.Un altro errore umano, nel 2012, un colpo di sonno insieme alla velocità troppo elevata e questa volta a morire sono ventidue bambini. Succede a Sierre, nel cantone Vallese, pochi minuti dopo le nove di sera. Il pullman che imboccca il tunnel devia dalla traiettoria, e si schianta sul muro della piazzola di sosta. A bordo due scolaresche di Lommel e Heverlee, nel nord del Belgio. La gita, la voglia di cantare, la gara a chi si siede nei posti più in fondo, vite spazzate via. Muoiono 22 bambini. In Italia resta il ricordo orrendo del pullman che vola giù dal viadotto. Ad Acqualonga di Monteforte Irpino è l&amp;#39;inferno. Muoiono 49 persone, stavano tornando dal santuario di Padre Pio. I soccorritori che hanno ancora nelle orecchie le voci dei bambini che gridano. Tutta colpa di un pezzo che si è staccato. Manutenzioni che scarseggiano, controlli fatti male, falle nella sicurezza e turni di guida non rispettati. La gara è sempre al ribasso sulla pelle dei passeggeri. È lo scandalo dei pullman per le gite che fa rabbrividire. Autisti senza patente e bassissima manutenzione. L&amp;#39;accordo tra polizia stradale e ministero dell&amp;#39;istruzione nel 2016 ha dato i primi risultati. Già dopo quattro mesi è risultato fuorilegge un pullman su cinque. Quasi 10mila bus controllati, gomme lisce, fari guasti, specchi retrovisori danneggiati, problemi strutturali. In 295 casi la scatola nera aveva rilevato che l&amp;#39;autista non aveva riposato abbastanza. Otto autisti non avevano la patente in tasca, 25 veicoli senza revisione, 20 senza assicurazione. Ancora: ogni autista dovrebbe guidare non più di nove ore il giorno e non più di quattro ore e mezzo di fila. La Motorizzazione civile, nei suoi controlli periodici, ha scoperto la frequente alterazione del limitatore di velocità. &amp;laquo;Il salto dei turni di riposo è tra le prime cause di incidenti&amp;raquo;, spiega l&amp;#39;Associazione amici sostenitori della Polstrada. Tutto sulla pelle dei passeggeri. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/22/1485071635-bus-incendiato.jpg" /> <![CDATA[Il film del weekend: Arrival]]> &amp;quot;Arrival&amp;quot;, il nuovo film di Denis Villenueve (&amp;quot;Prisoners&amp;quot;, &amp;quot;Sicario&amp;quot; e, in uscita il prossimo autunno, il sequel di &amp;quot;Blade Runner&amp;quot;), è un esempio di fantascienza intelligente e coinvolgente. Lungi dal ricordare certi blockbuster sci-fi fracassoni d&amp;#39;ultima generazione che sembrano rivolgersi a un pubblico infantilizzato, &amp;quot;Arrival&amp;quot; è un&amp;#39;opera dalla spettacolarità minimalista e che va a vivificare intelletto, emotività e, negli spettatori più predisposti, anche sostanza spirituale.Muovendo dal tema classico dell&amp;#39;invasione aliena, la pellicola rispetta, sulle prime, molti stilemi di genere per poi giungere a rivisitarli e focalizzare l&amp;#39;attenzione sulla valenza filosofica di concetti come Tempo e Linguaggio (guarda la video recensione).[[video 1354202]]In punti diversi del pianeta arrivano dodici astronavi di forma ovoidale, alte centinaia di metri, che si posizionano a poca distanza dal suolo. La loro provenienza è ignota così come le loro intenzioni. Per tentare di comunicare con la civiltà aliena viene arruolata una linguista di fama mondiale, la dottoressa Louise Banks (Amy Adams), assieme ad un fisico teorico, Ian Donnelly (Jeremy Renner). Intanto tra la popolazione va scatenandosi il panico e i governi delle nazioni più potenti hanno difficoltà a decidere il da farsi.&amp;quot;Arrival&amp;quot; è tratto da un racconto pluripremiato di Ted Chiang, &amp;quot;The Story of Your Life&amp;quot;, e, durante la visione, si fanno spazio nella memoria &amp;ldquo;2001: Odissea nello spazio&amp;rdquo; di Kubrick (1968), &amp;ldquo;Incontri ravvicinati del terzo tipo&amp;rdquo; di Spielberg (1977) ed &amp;ldquo;Interstellar&amp;rdquo; di Nolan (2014), mentre le atmosfere, poetiche e rarefatte, ricordano il Malick di &amp;quot;The Tree of Life&amp;quot; (2011). Nonostante i tanti riferimenti cinematografici ravvisabili, il film di Villeneuve rappresenta comunque un immaginario fantascientifico nuovo ed è caratterizzato da un&amp;#39;ambizione illuminata e da uno slancio intellettuale che sembra quasi divenire, sul finale, anelito spirituale.Il film si interroga sulla nostra maniera di comunicare, esplora la paura del diverso ed indica nel dialogo e nella condivisione le condizioni necessarie non solo per una convivenza pacifica e collaborativa, ma per la nostra stessa sopravvivenza.La logica narrativa lascia in alcuni momenti a desiderare: non è impresa facile coniugare intrattenimento e suggestioni semantiche dotate di bellezza e profondità. &amp;quot;Arrival&amp;quot; può essere recepito e goduto come un film di fantascienza con cenni filosofici ma anche essere visto come una rete di simboli da decriptare prendendo proprio spunto da quella devozione alla ricerca della conoscenza che si respira nella protagonista. Allora la grafia aliena ricorderà l&amp;#39;Uroboro, ossia l&amp;#39;archetipo della circolarità del tempo, un serpente proprio come quello dell&amp;#39;albero della conoscenza del bene e del male, la cui verticalità sembra invece riassunta nella forma delle astronavi. Il cerchio di comprensione parrebbe chiudersi, a questo punto, con la presenza di una Eva (Louise) munita del cartello &amp;quot;human&amp;quot; cui sarà, in sostanza, fatto il dono del libero arbitrio di compiere scelte che sa già le porteranno dolore.&amp;quot;Arrival&amp;quot; non punta mai allo spazio interstellare, ma a quello interiore, ancorché universale.Mediante riferimenti al labirinto dello spazio-tempo e al mistero della vita e della morte, cerca di proiettare verso un nuovo livello di autocoscienza che contempli come la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo valga anche sul piano temporale e ogni istante contenga l&amp;#39;eternità, come non esista inizio, né fine e al centro di tutto sia l&amp;#39;amore. Contenuti trascendentali, senza dubbio, ma è il film stesso a fare riferimento all&amp;#39;Ipotesi di Sapir-Whorf, secondo la quale la lingua che si parla influenzerebbe direttamente il modo di pensare e lo sviluppo cognitivo, perciò, per estensione arbitraria e giocosa, auguriamoci che anche il cinema che si guarda, nei casi come questo in cui usi un &amp;quot;linguaggio diverso&amp;quot;, serva a donarci, se non una arricchita concezione della realtà e della vita, almeno prospettive inedite di pensiero. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/21/1484992654-arrival.jpg" /> <![CDATA[Lo scarabocchio dell'adulto ​rivela la sua personalità]]> Sapevate che lo scarabocchio è un mezzo contro lo stress? Soffrite d&amp;rsquo;insonnia perché vi assalgono dei problemi che dovete risolvere; quella trascorsa è stata una giornata tesa; avete l&amp;rsquo;umore nero; vi siete arrabbiati di brutto con vostra moglie? Non &amp;ldquo;uccidetela&amp;rdquo;, ma piuttosto soffocate il vostro livore facendo dei cuoricini su un foglio: vi ricorderà il vostro amore e tutto si appianerà. Prendete una matita e un foglio bianco e iniziate a pasticciare e a lasciarvi condurre, come fanno i bambini, con spontaneità. Se nel bambino lo scarabocchio segna le tappe della crescita, nell&amp;rsquo;adulto è una regressione salutare.LE FRECCE Il vostro capo vi ha rotto &amp;hellip; disegnate delle frecce e, pensando che questo simbolo è indice di aggressività, ciò vi permette di esternarla e di scaricare lo stress accumulato durante il giorno.LE CASETTE Non riuscite a prendere sonno e vi viene voglia di riempire fogli d&amp;rsquo;infinite casette; esse possono sottintendere dell&amp;rsquo;ansia per un cambiamento dovuto a un trasloco non del tutto accettato, oppure siete preoccupati per il &amp;rdquo;mutuo&amp;rdquo; che bussa al vostro portafoglio e attualmente vi è difficile pagarlo. Tale disegno simbolico può non risolve concretamente il problema tuttavia, vi permetterà un adeguato sfogo. Questo modo apparentemente &amp;ldquo;banale&amp;ldquo; di evocare con il disegno i nostri sentimenti e i disagi interiori, ci permette di staccarci un po&amp;rsquo;, almeno emotivamente, dai problemi stessi.I CAVALLI Se disegnate facilmente dei cavalli vuol dire che siete un &amp;ldquo;don Giovanni&amp;rdquo; in un periodo di &amp;ldquo;carestia&amp;rdquo; e la vostra sessualità viene sublimata in un sogno, in attesa di tempi migliori. IRETICOLATI Se scarabocchiate riempiendo fogli interi di linnee incrociate, di labirinti e di reticolati, dovete chiedervi quanto la vostra vita sia sotto un controllo eccessivo, condizionata da pensieri troppo coercitivi che non lasciano spazio alla distensione e allo svago.GLI ANNERIMENTI Siete facilmente in una fase ossessiva, dove problemi e disagi emotivi non trovano vie salutari e producono in voi dell&amp;rsquo;ansia che a volte viene investita nel bisogno di controllo eccessivo su tutto, anche nella professione. Scarabocchiare quindi ci aiuta con piccoli accorgimenti che permettono la conoscenza di una parte dell&amp;rsquo;inconscio e del motivo di certi disagi emozionali che non sempre riusciamo a risolvere. (Clicca qui per fare il test con i tuoi &amp;quot;scarabocchi&amp;quot;)[[gallery 1354221]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/21/1484998921-scarus.jpg" /> <![CDATA[Grazia Di Michele: Canto al cinema l'amore incestuoso fra una madre e un figlio]]> Dopo gli ottimi consensi della proiezione romana alla presenza di Rita Dalla Chiesa, Maria Rosaria Omaggio, Luna Berlusconi e tanti volti noti dello spettacolo, è stato presentato con successo al Pepe Rosa Caffè Letterario di Gorla Minore (Varese) &amp;quot;Normality&amp;quot;, film coraggioso del giovane artista Gabriele Lazzaro (GUARDA IL TRAILER). Fra i nomi coinvolti nel progetto cinematografico spicca quello di Grazia Di Michele, interprete intensa e raffinata della canzone italiana da sempre impegnata nel sociale.Dopo essere uscita di scena dal talent di Maria De Filippi Amici, la Di Michele, impegnata nella tournee dello spettacolo musicale Io non so mai chi sono con Mauro Coruzzi in arte Platinette, partecipa straordinariamente al cortometraggio indipendente di Lazzaro. E lo fa ricantando sui titoli di coda Il tempio, suo celebre brano riarrangiato per l&amp;#39;occasione dal musicista Luciano Vaccariello.Un film che fa riflettere e discutere, scritto a quattro mani dall&amp;#39;attore con la psicoterapeuta romana Maria Grazia Lo Russo, e che parla senza pudore e inibizioni dell&amp;#39;amore folle e incestuoso fra una madre e un figlio. Una storia dark che sfocia nella tragedia, ispirata a fatti realmente accaduti e libero omaggio a Psycho e al più recente Bates Motel.Nel cast, accanto a Lazzaro, Mariella Valentini (storica interprete di Palombella rossa di Nanni Moretti) e gli attori Carola Stagnaro e Fabio Massimo Bonini. Ne parliamo con la Di Michele.Signora Di Michele, perché ha deciso di partecipare alla colonna sonora di questo cortometraggio?&amp;quot;Perché dietro al corto c&amp;rsquo;è un progetto interessante. Il tema duplice su cui è incentrato il film è quello dei legami familiari e della follia. La famiglia è l&amp;rsquo;elemento sul quale si costruisce la nostra personalità, la nostra vita di relazioni, e proprio per questo, se sono per qualche aspetto viziati o alterati, possono risultare incredibilmente pericolosi&amp;quot;.Con le mie mani ho costruito un tempio, lasciando fuori tutto il resto del mondo&amp;hellip; La tua immagine l&amp;rsquo;ho messa sull&amp;rsquo;altare&amp;hellip; Quanti idoli dobbiamo adorare, statue di pietra che non hanno cuore, vorremmo averli&amp;hellip; e poi ucciderli e sentirci veri&amp;hellip;. Così canta ne Il tempio, suo brano riarrangiato appositamente per il film. Incredibile come le parole aderiscano perfettamente alla storia dei due protagonisti, tragedia preannunciata.&amp;quot;Il rapporto fra la musica e il cinema è strettissimo e misterioso. Una colonna sonora, un commento musicale che si affianca alle immagini, l&amp;rsquo;abbinamento del testo di una canzone con la trama del film è un elemento che ne intensifica l&amp;rsquo;espressività, ma più ancora contribuisce a quella che nella semiotica viene definita la &amp;ldquo;produzione di senso&amp;rdquo;. In sostanza, la musica offre una chiave interpretativa dei sentimenti e dei significati narrati nel film. Nel caso di Normality la sintonia c&amp;rsquo;è e si percepisce&amp;quot;.Come la produzione, anche la distribuzione del corto è indipendente. Lazzaro crede fortemente nell&amp;#39;idea di un seguito, e sta cercando di sviluppare la storia in un lungometraggio. Si vocifera anche di un coinvolgimento di Simona Izzo.&amp;quot;Gabriele in quanto autore del progetto sta sviluppando contatti con personaggi che possono dare un contributo importante. Simona Izzo è una donna intelligente e che conosce bene l&amp;rsquo;arte del cinema. Sarebbe di grande supporto&amp;hellip;&amp;quot;Con la sua arte sta sostenendo l&amp;#39;idea di Lazzaro, che è in cerca di una produzione per il lungometraggio. Vuole lanciare un appello per la realizzazione del vostro film, a supporto del buon cinema fatto da giovani autori? &amp;quot;Penso che i giovani autori siano portati a sviluppare, per forza di cose, idee originali realizzabili con un costo basso, in certi casi molto basso. I produttori e gli sponsor cercano infondo proprio questo, idee innovative ed economie negli investimenti. Basterebbe, a volte, solo un pizzico di coraggio&amp;quot;.Perché si fa fatica oggi a fare arte?&amp;quot;Perché le risorse sono concentrate soprattutto sulle produzioni televisive, e non vengono distribuite su tutti quei circuiti rappresentati dai teatri, dai circoli culturali, dai festival che sono invece il terreno sul quale si formano gli artisti e si forma anche il pubblico&amp;quot;.Ha lavorato con Salvatores nella realizzazione di uno dei suoi primi videoclip, e con Normality debutta nel mondo delle colonne sonore. Che opinione ha del cinema italiano di oggi? &amp;quot;Mi sembra che il cinema italiano di oggi sia capace di raccontare i paradossi e i drammi della quotidianità e di esplorare le dinamiche relazionali e il mondo dei sentimenti. Quando si dedica a questo, senza voler competere con generi e stili che sono propri di altre tradizioni, sa essere molto incisivo&amp;quot;.Il film parla di psicosi familiari. Lei ha scritto Io e mio padre, uno dei suoi successi più indimenticabili, dedicandolo proprio a suo padre. Com&amp;#39;è stato il vostro rapporto?&amp;quot;Nel nostro caso, per fortuna, non si è mai trattato di psicosi, ma di normali dinamiche familiari: un papà che si preoccupa per una figlia che vuole fare la cantante, una figlia che combatte per difendere il proprio sogno&amp;hellip;&amp;quot;.Che mamma è invece Grazia Di Michele? Il film mette in discussione proprio la relazione madre figlio non sempre facile.&amp;quot;La sfida più difficile per un genitore è quella di trovare la giusta misura tra il ruolo normativo e quello liberante, tra la dipendenza affettiva e l&amp;rsquo;autonomia. Un po&amp;#39; come nella metafora dei porcospini di Schopenhauer, che debbono trovare la giusta distanza, perché troppo vicini si pungono reciprocamente e troppo lontani non ricevono calore l&amp;#39;uno dall&amp;#39;altro&amp;quot;.Progetti futuri? &amp;quot;Sto lavorando con Platinette allo spettacolo Io non so mai chi sono. Sul fronte discografico ho due progetti in corso, uno che riguarda me ed uno che riguarda i miei talentuosi allievi&amp;quot;.Lazzaro vorrebbe farla recitare con un cameo nello sviluppo di Normality. È già stata attrice sul palco in un recital molto intenso, accetterebbe? &amp;quot;Il lavoro in teatro è molto più vicino alla mia esperienza di cantante e al mio modo di comunicare. Il cinema non è il mio mondo ma mai dire mai&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/20/1484912579-15895421-1233925776689550-472852107842042190-n.jpg" /> <![CDATA[Morta Loalwa Braz: cantò la Lambada]]> È morta a 63 anni la cantante brasiliana Loalwa Braz, ex voce del gruppo Kaoma, interprete della famosissima Lambada. L&amp;#39;artista è stata trovata senza vita, carbonizzata, in un&amp;#39;auto incendiata a Saquarema. Secondo il quotidiano O Globo, la polizia militare avrebbe riferito che due uomini sono stati visti in casa della cantante, vicino al luogo in cui è stata ritrovata l&amp;#39;auto bruciata. Dopo avere venduto circa 30 milioni di dischi con il suo gruppo e avere vissuto a Parigi, Loalwa Braz è tornata in Brasile, dove cantava in una struttura alberghiera ad quattro chilometri da dove è stata trovata senza vita. Il gruppo Kaoma lanciò nel 1989 il brano Chorando se foi, chiamato anche lambada, copiando Llorando se fue del gruppo boliviano Los Kjarkas, che vinse in tribunale dimostrando che le canzoni erano la copia l&amp;#39;una dell&amp;#39;altra. Nonostante tutto Lambada è diventato un successo mondiale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/19/1484847471-155508202-22b44684-2f54-4581-be87-66d94e13de37.jpg" /> <![CDATA[Così Eugenio Corti galoppa ancora sul Cavallo rosso]]> La grandezza dell&amp;#39;opera trema ancora tra gli occhi della moglie. Il romanzo è lì, ovunque, un cannibale, scassa tutto, terrorizza la famiglia. Il cavallo rosso, cui &amp;laquo;fu dato potere di togliere la pace dalla terra&amp;raquo;, come è scritto nell&amp;#39;Apocalisse, ha devastato la vita di Eugenio Corti per un decennio. Lo ricorda ancora la moglie Vanda, che vedeva il marito randagio nel giardino, a dissotterrare i ricordi, affilare in testa la frase e misurare la rotondità dell&amp;#39;episodio, del capoverso. In quei momenti, di estasi e di crisi, di vita magra e benedetta, Corti, che aveva già scritto I più non ritornano e Processo e morte di Stalin, pensò di lasciare tutto, disarcionato dalla fatica.&amp;laquo;Vorrei dunque pregarti di dirmi, senza mezzi termini, e senza giri di parole consolatori, se tu mi vedi come scrittore, e se ritieni che come tale io possa servire a qualcosa&amp;raquo;, scrive il 19 giugno 1977, prostrato, al suo futuro editore, Cesare Cavalleri. Insieme avevano combattuto la battaglia perduta contro il divorzio. &amp;laquo;Essere isolato è anche una forza per il tuo lavoro di scrittore&amp;raquo;, risponde l&amp;#39;amico. A quel tempo, Corti non era ancora uno &amp;laquo;di quegli intellettuali scomodi la cui voce, spesso antipatica e discorde, rappresenta sempre e in ogni caso un salutare antidoto all&amp;#39;omologazione culturale, ai luoghi comuni e al pensiero dominante&amp;raquo; (Giuseppe Langella) né &amp;laquo;uno dei romanzieri di prim&amp;#39;ordine del secondo Novecento&amp;raquo; (il cardinale Angelo Scola). In quegli anni è uno scrittore di 50 anni che sacrifica la vita per scrivere un romanzo manzoniano ma in realtà atipico, privo di precedenti diretti e di padri semmai, va avvicinato a Vita e destino di Vasilij Grossman apolide dall&amp;#39;avanguardia come dalla letteratura di massa. Nel 1983, infine, Corti pubblica per Ares quel tomo da 1200 e passa pagine, costantemente ristampato (siamo all&amp;#39;edizione numero 32), tradotto in tutte le lingue possibili, brandito come la bandiera del romanzo cattolico.Il cavallo rosso non sbandiera alcuna ideologia, ma soltanto il genio del suo autore. &amp;laquo;È ora - dice Cavalleri - di sfatare la leggenda del complotto. Bisogna prendere atto che un editore che si vede arrivare un manoscritto di 1280 pagine fa due conti e capisce che ne verrebbe un libro dal prezzo di copertina proibitivo. Il romanzo di Corti, per di più, era cattolico, ma anche se fosse stato politicamente corretto, avrebbe incontrato difficoltà commerciali insormontabili&amp;raquo;. Finita la polemica, i romanzi vanno letti per ciò che sono: testamenti di grandezza o attestati inutili, degni di oblio. Il cavallo rosso, piuttosto, si installa in quella stretta cerchia di romanzi in perpetua &amp;laquo;lotta contro le evidenze&amp;raquo;, secondo la formula critica usata da Lev Sestov per Dostoevskij, romanzi in cui uno scrittore &amp;laquo;apre senza riserve la sua anima ai supremi misteri dell&amp;#39;esistenza umana&amp;raquo;.La storia letteraria, che è anche una straordinaria parabola editoriale in cui &amp;laquo;Autore e editore diventavano tutt&amp;#39;uno&amp;raquo; (ogni scrittore più che una casa editrice desidera una casa), si è trasfigurata in mito: in concomitanza con un paio di anniversari (il 4 febbraio sono i tre anni dalla morte di Corti, domani sono i 96 dalla nascita), Interlinea pubblica un tomo di studi su &amp;laquo;Eugenio Corti scultore di parole&amp;raquo;, titolato Al cuore della realtà, curato da Elena Landoni (pagg. 144, euro 15) in cui lo scrittore è trattato per ciò che è, un classico. E se alcuni, in Italia, ancora fanno gli schifiltosi al cospetto del romanziere cattolico, beh, cosa importa, &amp;laquo;se non dovesse essere accettato nel canone italiano, Il cavallo rosso e altri libri gli garantiranno un posto nel canone europeo&amp;raquo; (François Livi). Tutto il resto è noia, un panorama sulle rovine della critica italica. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/07/07/1436250157-email-ar.jpg" /> <![CDATA[Basta un messaggio con le emoticon per bloccare uno smartphone]]> Con un messaggio formato da tre emoticon è possibile bloccare un qualsiasi dispositivo che al suo interno abbia installato il sistema operativo iOS.La redazione di Mashable ha svelato che, inviando ad uno smartphone con sistema operativo iOS un preciso messaggio, si può disattivare per tre minuti il dispositivo. Basta una combinazione di tre emoticon per bloccare un qualsiasi iPhone, iPad o iPod touch con sistema operativo iOS.Il sito ha spiegato che se gli utenti ricevono tramite iMessege un messaggio contenente l&amp;#39;emoji della bandiera bianca, uno zero e l&amp;#39;emoji dell&amp;#39;arcobaleno vedranno il loro dispositivo bloccarsi per circa tre minuti. Passato questo periodo il device tornerà a funzionare normalmente, come se nulla fosse successo.La sequenza di caratteri sta circolando su iMessage come una catena di Sant&amp;#39;Antonio e spesso viene inviata per infastidire il destinatario del messaggio. Ma andando a scavare più a fondo, ci si rende conto che ancora una volta il sistema di messaggistica ha dimostrato di avere al suo interno delle falle.Mashable, poi, ci tiene a precisare che il messaggio in grado di bloccare un iPhone non è fatta solo da quei tre caratteri, ce ne è infatti uno invisibile che non può essere riprodotto manualmente. Quindi per bloccare un dispositivo con sistema operativo iOS serve quel preciso messaggio che sta arrivando tramite catena. Ma perché lo smartphone si blocca?Stando alle prime informazioni acquisite, sembrerebbe che il sistema operativo del colosso di Cupertino va in tilt poiché non riesce a legare l&amp;#39;emoticon della bandiera bianca allo zero. Al momento, non c&amp;rsquo;è modo di evitare la ricezione di questo messaggio, l&amp;#39;unica soluzione potrebbe essere quella di bloccare i potenziali mittenti dispettosi. Intanto, i clienti Apple restano in attesa di un nuovo aggiornamento del software che possa essere in grado di superare l&amp;#39;errore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/04/16/1460818212-cellulare.jpg" /> <![CDATA[Prysmian Group, dove le persone fanno la differenza]]> Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei cavi e dei sistemi per l&amp;#39;energia e le telecomunicazioni, si conferma una delle realtà produttive più attente alla valorizzazione del proprio capitale umano. Dai piani di partecipazione azionaria fino all&amp;#39;implementazione di policy virtuose per l&amp;#39;inclusione e la diversità, passando per numerosi programmi di formazione e recruitment: Prysmian crea valore per le persone.Alla ricerca dei migliori talentiLa creazione di valore sul capitale umano parte dal recruitment e dalla formazione. Nei processi di selezione delle persone rientrano alcuni programmi che Prysmian conduce a livello internazionale e che da qualche anno stanno ottenendo risultati brillanti.Ne è un esempio Build The Future, il graduate program del Gruppo mirato all&amp;#39;individuazione di giovani di talento per trasformarli in professionisti del futuro. Con oltre 200 risorse già reclutate negli scorsi anni e la sesta selezione annuale appena conclusa, il percorso d&amp;#39;inserimento in Prysmian Group prevede un&amp;#39;iniziale formazione in collaborazione con SDA Bocconi presso il nuovo innovativo headquarter di Milano, quindi un successivo anno di job rotation nel Paese di provenienza, nonché due anni all&amp;#39;estero su funzioni specifiche. Dopo i primi tre anni, il programma permette di attribuire ruoli di junior management o di figure specialistiche specifiche, all&amp;#39;estero o nel Paese d&amp;#39;origine, in modo pienamente meritocratico e sulla base delle singole attitudini personali. Così facendo, Build The Future non solo consente ai giovani di osservare da vicino le dinamiche del Gruppo e delle sue attività produttive, ma anche di evolvere e migliorarsi per fornire un indispensabile contributo per il raggiungimento degli obiettivi di business. &amp;ldquo;Valorizzazione delle risorse umane e programmi di recruitment e formazione si confermano una componente fondamentale della crescita del Gruppo, che vede nei promettenti giovani d&amp;#39;oggi una preziosissima risorsa per il futuro dell&amp;#39;azienda&amp;rdquo; &amp;ndash; spiega Fabrizio Rutschmann, Responsabile Risorse Umane del Gruppo. &amp;ldquo;In questo senso Build The Future rappresenta un esempio concreto della strategia del Gruppo, che crede fortemente nel vantaggio competitivo che deriva dal talento delle proprie persone&amp;rdquo;.Prysmian non punta solamente all&amp;#39;inserimento di neolaureati di talento, ma anche al recruitment di professionisti esperti in ambito industriale. Un obiettivo raggiunto con il programma Make It, pensato per individuare ingegneri di processo, di manutenzione, di progettazione e della qualità, quindi altre figure tecniche specializzate affinché ricoprano ruoli chiave nelle aree manufacturing, nei centri d&amp;#39;eccellenza del Gruppo sparsi in tutto il globo.La seconda edizione è appena partita e i candidati avranno 3 mesi di tempo per valutare il programma e inviare le proprie candidature. Ideato per coloro che sono in possesso di una laurea in ingegneria o equivalente, e un&amp;#39;esperienza dai 3 ai 7 anni alle spalle, il programma Make It valorizza i migliori talenti del settore manufatturiero, grazie a un percorso professionale di quattro anni. Il tutto tramite un inserimento dagli elevatissimi standard, caratterizzato dalla partecipazione alla Prysmian Group Academy, quindi da due settimane presso la nuova Manufacturing Academy in Turchia: un polo specialistico allo stato dell&amp;#39;arte sul fronte tecnologico, dedito alla formazione di personale altamente qualificato.Prysmian ha voluto sviluppare un ambiente che metta al centro il professionista sin dal primo giorno, affinché possa sentirsi subito parte non solo del Gruppo, ma anche degli obiettivi di business. A seguito di due mesi dedicati all&amp;#39;orientamento, per comprendere le inclinazioni dei prescelti e permettere di sperimentare le diverse aree del business tramite un piano di job rotation, il professionista avrà la possibilità di accrescere le proprie skills e di seguire un percorso di crescita accanto a un manager esperto altamente qualificato, un vero e proprio mentore. Un programma, quello di Make It, dagli assicurati sbocchi professionali, che porterà gli ingegneri in una delle 30 principali realtà internazionali di Prysmian Group.Un ulteriore programma di recruiting, pronto a partire nel mese di febbraio, è stato denominato &amp;quot;Sell It&amp;rdquo;, e come suggerisce il nome è orientato a reclutare giovani professionals con 3-5 anni di esperienza in ambito commerciale. L&amp;rsquo;obiettivo è di coinvolgerli in un percorso di formazione e crescita di circa 4 anni che li porti a lavorare per il leader mondiale nel proprio settore, e a gestire i più interessanti progetti infrastrutturali del mondo.Sviluppo e valutazione: Prysmian Group Academy, P3 e P4[[fotonocrop 1351000]]Sempre in un&amp;#39;ottica di valorizzazione del capitale umano, il Gruppo ha da tempo inaugurato la Prysmian Group Academy: un&amp;#39;iniziativa rivolta allo sviluppo delle potenzialità di professionisti di talento, facendo leva sulle necessità di un apprendimento continuo. Prysmian ha deciso di elaborare dei programmi specializzati e di fornire strumenti mirati grazie alla collaborazione con SDA Bocconi, per aumentare le opportunità a disposizione dei dipendenti, in particolare sul fronte delle performance di carriera e della conoscenza professionale. Un intento che trova prima concretizzazione nella School of Management, una realtà rivolta alla ricerca e allo sviluppo di professionisti motivati, con l&amp;#39;obiettivo di rafforzare e ampliare le forze del management con un focus mirato sulle capacità di leadership, la creazione di una cultura manageriale condivisa e una visione integrata del business del Gruppo. La seconda concretizzazione, invece, è rappresentata dalla Professional School: un piano che mira a consolidare le conoscenze chiave e le competenze tecniche che, nel tempo, si sono rese indispensabili al Gruppo per costruire la propria posizione di mercato.L&amp;#39;impegno di Prysmian, tuttavia, non si ferma alla formazione, ma include il continuo rafforzamento dei valori di engagement per il personale, nonché il monitoraggio della soddisfazione e delle performance. A partire dal 2012, il Gruppo ha introdotto Prysmian People Performance (P3), un nuovo e moderno sistema di valutazione delle performance individuali. Esteso in tutti i Paesi nei quali Prysmian opera, il sistema P3 persegue l&amp;#39;obiettivo di allineare gli obiettivi personali dei dipendenti con quelli del Gruppo, motivando ogni singolo lavoratore a fare del proprio meglio per creare valore per l&amp;#39;intera organizzazione, incentivandone il senso d&amp;#39;identità. Ancora, il sistema facilita la comunicazione tra i manager e lo staff, affinché obiettivi e risultati siano sempre condivisi, le performance definite in modo costante e calibrato e il feedback sempre continuo ed efficace. Non è però tutto, poiché gli scopi del sistema P3 sono stati di recente estesi con il Prysmian People Performance Potential (P4), un processo elaborato per incentivare la cultura della collaborazione, una comunicazione aperta e un feedback costruttivo, allo scopo di creare un bacino di professionisti di talento da inserire nella successione delle posizioni chiave del Gruppo a livello mondiale. &amp;ldquo;Questo programma permette ai nostri talenti di crescere &amp;ndash; sottolinea Fabrizio Rutschmann &amp;ndash; trasformandoli nei leader del futuro&amp;rdquo;.Partecipazione azionaria: il piano YES[[fotonocrop 1351002]]Prysmian Group ha appena rinnovato per il secondo triennio consecutivo il piano YES, acronimo di Your Employee Shares: un programma di partecipazione azionaria a lungo termine riservato ai dipendenti. YES offre la possibilità di acquistare azioni Prysmian con uno sconto fino al 25% sul prezzo di mercato: un&amp;#39;iniziativa accolta più che favorevolmente, considerato come oltre il 40% dei 20.000 dipendenti, distribuiti in 50 paesi diversi abbia già optato per divenire azionista dell&amp;#39;azienda.Il nuovo piano - presentato lo scorso settembre dall&amp;#39;Amministratore Delegato del Gruppo Prysmian Valerio Battista presso la sede milanese di Borsa Italiana, in presenza di 300 manager provenienti da tutto il mondo - si pone come obiettivo quello di raggiungere l&amp;#39;1,5% di dipendenti nel proprio azionariato entro la fine del secondo triennio. &amp;ldquo;Per una public company come Prysmian &amp;ndash; spiega Battista &amp;ndash; l&amp;#39;allineamento degli interessi di azionisti e dipendenti è di fondamentale importanza&amp;rdquo;.Non è però tutto, poiché il programma YES nasce anche per stimolare il coinvolgimento di tutte quelle persone che, con passione e dedizione per il loro lavoro, contribuiscono alla creazione di valore per il Gruppo. &amp;ldquo;Ciò che vogliamo offrire ai nostri dipendenti &amp;ndash; sottolinea ancora Fabrizio Rutschmann &amp;ndash; non è tanto un&amp;#39;opportunità di investimento finanziario. Il nostro obiettivo è quello di promuovere il coinvolgimento e la consapevolezza di lavorare tutti per un fine comune, che è la creazione di valore a beneficio di tutti gli stakeholders interni ed esterni all&amp;#39;azienda&amp;rdquo;.In quest&amp;#39;ottica, e per favorire soprattutto la partecipazione della grande massa di dipendenti, sono state previste delle soglie di sconto differenziate: al top management è riservata una riduzione dell&amp;#39;1% e percentuali maggiori per le altre categorie lavorative, fino al 25% per gli impiegati. Inoltre, è stato anche introdotto un premio per chi ha già aderito in passato a YES e vuole rinnovare il proprio impegno, con l&amp;#39;assegnazione di 8 azioni gratuite.Infine, Prysmian monitora la soddisfazione e le condizioni lavorative dei propri clienti con delle Enagement survey cicliche, puntando sui temi della salute e della sicurezza, dell&amp;#39;integrità e dell&amp;#39;etica, dell&amp;#39;inclusione e del rispetto. Con la Diversity and Inclusion Policy, che va ad aggiungersi alle altre politiche messe in campo per supportare e sostenere i valori fondamentali per Prysmian di Eccelleza, Integrità e Comprensione, il Gruppo ha voluto promuovere un ambiente di lavoro multiculturale e inclusivo, poiché consapevole dell&amp;#39;importanza delle diversità nei vari Paesi in cui opera. Prova ne è il programma Side by Side, volto a sostenere la diversity in modo concreto e che ha fra i suoi vari obiettivi quello di aumentare il numero di donne sia nella popolazione di impiegati, sia in ruoli chiave di top management ed executive.Attenzione alle persone che viene calata anche alle piccole attività quotidiane. Nei nuovi headquarters di Milano, realizzati in una sede avveniristica nello storico polo manufatturiero di Bicocca, le persone sono al centro di un progetto strettamente legato ai concetti di sostenibilità e smart working. Un edificio che se per forma ci riporta con la memoria alla storia industriale di questa area cittadina, nella realtà rappresenta una delle più alte espressioni dell&amp;#39;architettura contemporanea e interpreta un nuovo modo di concepire lo spazio per rendere sempre più forte e reale la relazione tra i colleghi. Un approccio sostenibile portato non solo dentro il luogo di lavoro ma esteso alla mobilità nel territorio: Prysmian incentiva infatti i dipendenti a utilizzare i mezzi pubblici, sostenendo integralmente i costi di abbonamento, pensando al presente e al futuro della comunità. Sempre in linea con il suo motto &amp;ldquo;Linking the future&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/18/1484760057-make-it-prysmian.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Giulia De Lellis e la sua gravidanza: Signorini ritenta, sarai più fortunato]]> Nelle ultime ore, si è parlato molto di Giulia De Lellis e della sua non partecipazione all&amp;#39;Isola dei Famosi, soprattutto dopo la notizia di una sua presunta gravidanza, ora l&amp;#39;ex corteggiatrice di Uomini e Donne svela la sua verità.Soltanto qualche ora fa, il suo nome è finito sulla cronaca rosa di tutti i siti. Qua e là si leggeva: &amp;quot;Giulia De Lellis è incinta&amp;quot;, &amp;quot;Giulia e Andrea diventano genitori&amp;quot;, &amp;quot;La De Lellis non va all&amp;#39;Isola perché è incinta&amp;quot;. Purtroppo però non c&amp;#39;è niente di vero, se non il fatto che la fidanzata di Damante non sarà sull&amp;#39;Isola.La notizia, iniziata a circolare ieri sera dopo un articolo pubblicato sul blog di Alfonso Signorini, 361 Megazine, è stata smentita poco più tardi della diretta interessata attraverso un Istagram Stories. Giulia, nel filmato, si mostra a cena con Andrea e altri due amici, ad un certo punto esclama: &amp;quot;Ora vi mostro i miei bambini (girando l&amp;#39;obiettivo vero i tre seduti al tavolo, ndr), Alfonso Signorini ritenta... sarai più fortunato!&amp;quot;.I fan, alla notizia della gravidanza di Giulia De Lellis, hanno subito commentato entusiasti, peccato però che tutta questa gioia debba essere ritratta. L&amp;#39;ex corteggiatrice di Uomini e Donne, infatti, ha semplicemente rifiutato di partecipare all&amp;#39;Isola dei Famosi, non c&amp;#39;è nient&amp;#39;alto dietro. I due fidanzatini avranno modo e tempo per mettere su famiglia, intanto si godono il loro amore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/18/1484734147-giulia.jpg" /> <![CDATA[Con questi limoni potete scoprire se avete un cancro al seno]]> Se vi state chiedendo perché alcuni dei vostri contatti femminili negli ultimi giorni hanno pubblicato un cuoricino come status di Facebook, sappiate che il risultato dell&amp;#39;ennesima catena per sensibilizzare - nell&amp;#39;intenzione di chi partecipa - sulla prevenzione del cancro al seno. Un modo forse troppo &amp;quot;criptico&amp;quot; per raggiungere il risultato sperato. Così in molte hanno iniziato a far girare un&amp;#39;altra immagine, quella di dodici limoni che con il loro aspetto possono far capire se qualcosa non va.La curiosa &amp;quot;infografica&amp;quot; è stata creata dalla designer Corinne Ellsworth Beaumont per l&amp;#39;organizzazione no-profit World Wide Breast Cancer che combatte appunto il tumore al seno e spiega a grandi linee come riconoscere una possibile lesione cancerosa attraverso l&amp;#39;osservazione del proprio seno e l&amp;#39;autopalpazione. Ogni limone, infatti, presenta un&amp;#39;imperfezione che può essere collegato a un carcinoma: Thik mass: Ispessimento cutaneo localizzatoBump: Deformazione esterna del profilo Indentation: Retrazione cutanea Growing vein: Vena che cambia aspetto Skin sores: Lesioni cutanee Retracted nipple: Retrazione del capezzolo Redness or heat: Calore o arrossamento cutaneo New shape/size: Cambiamento di forma/dimensione Unusual or new fluid: Fuoriuscita di fluido dal capezzolo Orange peel skin: Pelle a buccia d&amp;rsquo;arancia Dimpling: Fossette/Irregolarità cutanee Hidden Lump: Nodulo sottocutaneoInsomma, come recita la campagna, conoscete meglio &amp;quot;i vostri limoni&amp;quot;. Sempre meglio che condividere una catena senza fare tutti i controlli del caso. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/17/1484679740-15965991-1359310844101083-1537488077132840615-n.jpg" /> <![CDATA[Chiara è incinta: lo scherzo di Fedez alla mamma della Ferragni]]> I fan di Fedez e Chiara Ferragni seguono costantemente i loro spostamenti e aggiornamenti sui social, ma un video in particolare non è passato inosservato.Durante le feste di Natale, i due piccioncini hanno pubblicato su Instagram Stories un breve filmato nel quale viene mostrato un piccolo regalo che Fedez ha fatto alla mamma della Ferragni. Il rapper, in accordo con la sua fidanzata, ha dato alla madre un test di gravidanza per farle capire che la figlia Chiara aspetta un figlio.Il tutto è stato filmato e condiviso sui social, ma la reazione della mamma della Ferragni non è stata delle migliori. La donna, infatti, dopo aver aperto il regalo ha esclamato: &amp;quot;Me lo sentitvo&amp;quot;. Ma la sua aria è piuttosto preoccupata e tutt&amp;#39;altro che felice. Il suono &amp;quot;Chiara è incinta&amp;quot; non le è piaciuto più di tanto e ha tentato di nasconderlo come meglio poteva.Il filmato, come spiegano gli stessi Fedez e Ferragni, verrà caricato a breve su Youtube, per ora c&amp;#39;è soltanto una piccola parte su Instagram. Intanto, lo scherzo, sicuramente ben riuscito, continua con la coppia a cena con l&amp;#39;amico Rovazzi e la fidanzata Karina in collegamento FaceTime. (Guarda il filmato) Per Natale ho regalato alla mamma di Chiara un finto test di gravidanza. Non l&amp;#39;ha presa bene direi Domani alle 15 su YouTube il DiaryUn video pubblicato da Fedez (@fedez) in data: 17 Gen 2017 alle ore 07:08 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/17/1484668298-ferrani.jpg" /> <![CDATA[Isola dei Famosi, Vladimir Luxuria rivela: Una concorrente ha proposto sesso in cambio di un panino]]> &amp;quot;Fino alla scorsa stagione all&amp;rsquo;Isola dei Famosi c&amp;rsquo;erano due opinionisti, un uomo e una donna. Quest&amp;rsquo;anno, prendendo me, hanno risparmiato, due al prezzo di uno&amp;quot;. Scherza così Vladimir Luxuria nel corso dell&amp;#39;intervista a Chi. Vladimir che quest&amp;#39;anno sarà la nuova opinionista del programma parla di questa nuova esperienza e del ruolo che andrà a ricoprire. &amp;quot;A volte, sull&amp;rsquo;Isola, le bombe ci sono già e tu devi fare da artificiere - dice Luxuria al settimanale in edicola da mercoledì 18 gennaio -. Non parto con l&amp;rsquo;idea di mettere zizzania, il compito di un opinionista è piuttosto quello di smascherare chi vuole fare doppi giochi, chi vuole dare una falsa immagine di sé e incoraggiare chi magari è in un momento difficile e pensa di abbandonare, perché l&amp;rsquo;Isola è un&amp;rsquo;esperienza bellissima ma molto dura. Dico sempre che per me è stato come fare il militare, visto che quello vero non l&amp;rsquo;ho fatto&amp;quot;.Vladimir, in quattro e quatrotto, entra nelle polemiche che hanno già caratterizzato questa edizione dell&amp;#39;Isola prima ancora della sua partenza: l&amp;#39;esclusione a furor di popolo di Wanna Marchi e della figlia Stefania Nobile dal cast e l&amp;#39;ingaggio di Stefano Bettarini come inviato. &amp;quot;Non sono un magistrato e non sono una vittima dei loro raggiri - dice - come opinionista avrei giudicato le Marchi solamente per il loro comportamento sull&amp;rsquo;Isola. Ma, certo, se avessero detto di essere loro le vittime e avessero parlato di una condanna immeritata allora sarei entrata in argomento&amp;quot;.&amp;quot;Quanto a Bettarini - continua - mi sono espressa su di lui in una puntata del Costanzo show condannando l&amp;rsquo;episodio in cui elencava le sue conquiste, dopodiché non è che la critica nei suoi confronti debba durare per tutta la vita: lui si è scusato, ha capito di aver fatto una stupidaggine, di essere stato leggero, spero che questa cosa possa servire di esempio a quelli che, quando parlano di donne, fanno il catalogo come nel Don Giovanni di Mozart. Il compito di Bettarini come inviato sarà quello di narrare ciò che accade sull&amp;rsquo;Isola e di spiegare le regole del gioco, deve solo stare attento a non farsi fagocitare dai concorrenti che lì diventano iene perché la fame rende aggressivi. I concorrenti si aggrappano all&amp;rsquo;inviato, e per un panino sono disposti a tutto&amp;quot;.Dopo aver pronunciato questa frase, Vladimir Luxuria si lascia andare una confessione davvero priccante. La nuova opinionista svela un episodio clamoroso dell&amp;#39;Isola dei Famosi, finora rimasto segreto: &amp;quot;Quando ero inviata sull&amp;rsquo;Isola c&amp;rsquo;erano concorrenti, soprattutto donne, che con i cameraman erano disposte a tutto. Ricordo un operatore che rimase impietrito davanti alla contrattazione di una concorrente: &amp;#39;Se mi dai un panino ti &amp;hellip;&amp;#39;. Lui non ha potuto nemmeno risponderle perché ai cameraman è vietato per contratto parlare con i concorrenti. Ma vi assicuro che è una cosa a sfondo sessuale&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/12/1484214345-schermata-2017-01-12-10.42.26-copia.jpg" /> <![CDATA[Kim Kardashian e la sua felpa con falce e martello da 700 euro]]> Tornano di moda le felpe con falce e martello e a indossarla oggi è la diva Kim Kardashian, nonostante la settimana scorsa il marito Kanye West sia andato a fare visita al capitalista Donald Trump.Una scelta che ha destato scalpore ma che soprattutto riporta in primo piano questioni etiche sull&amp;rsquo;uso del simbolo comunista. Come riporta Dagospia la marca parigina Vetements vende le felpe filosovietiche in edizione limitata a quasi 700 euro a pezzo.Già nel 2000 lo stilista russo Denis Simachev aveva mischiato le uniformi militari sovietiche a pelliccia, fiori e personaggi dei cartoni animati mentre oggi Demna Svasalia, nato nella Georgia Societica, utilizza questi simboli sui capi di moda.I simboli russi sono stati reintrodotti da Gosha Rubchinskiy che nella collezione primavera/estate del 2016 chiamata &amp;quot;1984&amp;quot; usa falce e martello ma anche caratteri e slogan dell&amp;rsquo;era sovietica. Georgia, Ungaria, Lettonia, Lituania e Ucraina hanno vietato i simboli del totalitarismo e dell&amp;rsquo;ideologia criminale e l&amp;rsquo;esibizione di stelle rosse e simili sono ritenute offese, punibili per legge. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/17/1484657639-cattura.jpg" /> <![CDATA[Avanti un altro, ecco chi è la Bonas che sostituisce Paola Caruso]]> Ieri sera è andata in onda la prima puntata della nuova stagione di Avanti un altro e tra le varie novità, c&amp;#39;è anche quella della Bonas che sostituisce Paola Caruso.Lo show preserale di Paolo Bonolis, fin dagli anni precedenti, ha conquistato il pubblico. Quest&amp;#39;anno la produzione ha deciso di introddure una serie di novità. Inanzitutto, è stato presentato il minimondo, un gruppo di concorrenti che potranno essere scelti per alcune domande speciali.Ma l&amp;#39;attenzione del pubblico è finita tutta sul nuovo volto della Bonas, Guadalupe Gonzalez. La showgirl del Paraguay ha 24 anni e con il suo fisico perfetto ha fatto letteralmente impazzire tutti. Ma Guadalupe non è nuova al mondo dello spettacolo. La sudamericana, infatti, dopo aver avviato una carriera nella moda ha partecipato al prestigioso concorso di Miss Universo nel 2013, in rappresentanza del suo Paese. Nel 2016, poi, ha esordito nella tv italiana come ballerina a Ciao Darwin 7 . A completare il tutto, non poteva mancare un fidanzato famoso, immancabilmente proveniente dal mondo del calcio. Guadalupe è la compagna dell&amp;#39;argentino Juan Iturbe, attaccante del Torino. Proprio per amore, la Gonzalez aveva deciso di trasferirsi in Italia (ai tempi in cui lui giocava nella Roma) e ora qui si gode una carriera nel mondo della televisione sempre in ascesa. (Guarda le foto della nuova Bonas di Avanti un altro)[[gallery 1352100]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/16/1484566249-bonas-1.jpg" /> <![CDATA[Shannen Doherty sta meglio: le cure contro il cancro fanno effetto]]> Finalmente buone notizie: Shannen Doherty sta meglio, l&amp;#39;ultimo ciclio di radioterapia è terminato e l&amp;#39;attrice sembra che stia recuperando alla grande.Shannen continua a combattere la sua battaglia contro il cancro al seno che più di un anno fa ha stravolto la sua vita. L&amp;#39;attrice di Beverly Hills 90210 dopo aver fatto una serie di cicli di chemioterapia e radioterpia sembra portare a casa i primi risultati. Shannen, più volte, aveva confessato di voler mollare, non ce la faceva più. La malattia, infatti, nei mesi scorsi, si era estesa ai suoi linfonodi ed era diventata davvero pericolosa.Quel cancro così aggressivo le stava togliendo tutto, ma non l&amp;#39;affetto di amici, parenti e fan che l&amp;#39;hanno aiutata ad andare avanti. Oggi, Shannen sa che deve lottare ancora tanto, ma ora inizia a vedere una luce in fondo a questo tunnel così buio che avrebbe fatto perdere chiunque. Le cose, finalmente, hanno preso un&amp;#39;altra piega.Shannon - scrive ilMessaggero - è stata vista in giro felice mentre svolgeva alcune commissioni a Malibu, in California. Il peggio sembra essere passato, i capelli piano piano stanno ricominciando a crescere e Shannen ha trovato la forza di guardare in faccia questo maledetto cancro che non riuscirà mai a togliere quello che di più bello le è stato donato: la vita. (Guarda la foto) Thank you Vantage Oncology and Dr Leslie Botnick. Thank you to all that work there, especially Anna,Vince, Mike (pictured here) and Jackie. And a big thank you to Maggie. Everyday you rotated around me, I knew you were zapping the last of those pesky micro cells lingering behind. Here&amp;#39;s hoping I never see you again sweet Maggie!!! #lovethiscrew #cancerslayerUna foto pubblicata da ShannenDoherty (@theshando) in data: 6 Gen 2017 alle ore 18:35 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/11/29/1480437739-shannen.jpg" /> <![CDATA[Higuain: Il Pallone d'Oro? Preferisco vincere con la Juventus]]> Il trasferimento di Gonzalo Higuain dal Napoli alla Juventus è stato molto chiacchierato in estate. Il Presidente del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, a più riprese si è beccato con il fratello-procuratore del Pipita che non ha esitato un attimo ed ha accettato la corte dei rivali storici. Higuain, in una lunga intervista concessa a Tuttosport, ha voluto spiegare ancora una volta i motivi del suo addio a Napoli: &amp;quot;Quando mio fratello mi ha detto che mi voleva la Juve sono rimasto tranquillo, sereno. I dirigenti bianconeri sono stati molto decisi fin dal primo giorno che ne abbiamo parlato. E&amp;rsquo; stata una decisione difficile. Venire qui e lasciare il Napoli non è stato facile, ma era quello che mi sentivo e sapevo che sarebbe stata la scelta migliore per me. Vi assicuro che non è stata una decisione presa in due giorni. Che la Juventus possa prendere i più forti non c&amp;rsquo;è dubbio. E&amp;rsquo; una squadra top, con una società forte. Però non è facile. Con me è stato difficile, ma si è fatto. Con un altro magari non si farà. Dipende dalla volontà del giocatore e della società. Può capitare di darci dei consigli tra colleghi. Non è il mio caso, però. La mia è stata una scelta personale, presa con la mia famiglia. Ma è vero, in generale quando esce la notizia che una squadra ti vuole succede che ti informi, parli con gli amici che hai in quella squadra&amp;quot;. Higuain è rimasto impressionato dalla fame e dalla voglia di vincere che c&amp;#39;è ancora alla Juventus nonostante cinque Scudetti consecutivi: &amp;quot;La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l&amp;rsquo;unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d&amp;rsquo;anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto. A me ha colpito il modo di allenarsi e la fame che continuano ad avere giocatori che hanno vinto 5 scudetti di fila. Non è facile mantenere la voglia quando trionfi tanto, qui invece sono tutti motivatissimi. E quando vedi gente così, ti viene ancora più voglia di lottare per gli obiettivi&amp;quot;. L&amp;#39;ex Napoli e Real Madrid non pensa al Pallone d&amp;#39;Oro e preferisce vincere con la Juventus: &amp;quot;Se arriva il Pallone d&amp;rsquo;Oro? Perfetto, ma io preferisco vincere con la Juventus. Se poi le due cose vengono collegate, tanto meglio&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/01/14/1484387464-higuain.jpg" />