<![CDATA[il Giornale]]> Fri, 18 Apr 2014 15:07:58 +0200 Fri, 18 Apr 2014 15:07:58 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Quale futuro per l'Europa?]]> Così com'è l'Unione europea non va. E che sarebbe stata un fallimento lo aveva già capito nel 1990 Margaret Thatcher quando chiedeva a Bruxelles la restituzione del proprio denaro. Come lo aveva già capito, tempo addietro, Charles de Gaulle che reclamava la supremazia nazionale su quella sovranazionale. Eppure quei gridi d'allarme sono stati messi a tacere da quell'intellighenzia che sbandierava il sogno europeista. Un progetto imposto da una élite che mai tenne conto dei dubbi del popolo. Ebbene, oggi, quel sogno è diventato un incubo. Se da una parte la crisi ha ingrassato l'economia tedesca del 25% (circa 100 miliardi di euro) nel giro di cinque anni, dall'altra ha spaccato l'Ue due, da una parte i Paesi creditori dall'altra quelli debitori. I creditori, che hanno tutta la forza per decidere, anziché aiutare gli Stati periferici in difficoltà, non fanno altro che aggravare la spaccatura accollando un debito sempre più alto.&amp;nbsp;Che le cose non vadano come dovrebbero è ormai un dato di fatto, placidamente condiviso anche dagli europeisti più sfrontati. Tuttavia, mentre si avvicina il voto del 25 maggio, è sulle risposte alla crisi dell'Union europea e dell'unione monetaria che sta montando un dibattito asprissimo. In tutta Europa il fronte dell'astensionismo avrà sicuramente la meglio sia sui partiti tradizionali sia sulle forze euroscettiche e anti euro. Una buona fetta di europei, che tali non si sentono, non andranno nemmeno alle urne tanto sentono lontano quelle istitituzioni che da Bruxelles e da Strasburgo decidono delle nostre vite. Chi, invece, deciderà di dare il proprio contributo, lo farà sperando in un punto di rottura che porrà la parola fine a un'Unione europea che, in questi cinque anni di crisi, non è stata in grado di rispondere alle esigenze del popolo.La propaganda europeistaNel libro Salviamo l'Europa, edito recentemente dalla Hoepli, George Soros mette in chiaro che la sovranità nazionale è diventata un valore, che solo gli Stati prosperi si possono permettere. Il finanziere americano, che attraverso il Quantum Fund sta pesantemente investendo nell'Italia&amp;nbsp;sconquassata dalla recessione, sa fin troppo bene che gli stati europei, che siedono ancora sulla loro montagna di debiti, non hanno nessuna possibilità per il futuro di diventare competitivi come il Nord America o la Cina. A meno che non facciano uno scatto in avanti. Perché, a suo dire, conservare l'Unione europea vale più che preservare l'integrità nazionale. Nel libro-intervista con gregor Peter Schmitz, corrispondente a Bruxelles dello Spiegel, Soros mette a nudo il peccato originale della Ue, nata solo per interessi economici e senza alcuna coesione sociale, e ammette il difetto di disegno nell'introduzione dell'euro dove i Paesi in difficoltà devono prendere a prestito denaro in una moneta che non controllano. Ma bolla le tendenze antieuropee come nazionaliste, xenofobe e antisemite e risponde a questa crisi di valori con uno slogan paradossale: più Europa contro lo scetticismo dilagante. Pur ammettendo tutti i danni fatti dalla politica di austerity imposta dalla cancelliera Angela Merkel, Soros - come tutti gli europeisti incalliti - chiedono più apparato per far fronte a questa istituzione che si sgretola giorno dopo giorno.Euroscettici, eurocritici e anti euroIl Front National di Marine Le Pen che ha conquistato undici città in Francia, il Pvv di Gert Wilders possibile primo partito in Olanda, l'Fpo che fu di Haider in lotta per il primato in Austria sono solo alcuni dei segnali di come potrebbe cambiare la conformazione dell'Europarlamento all'indomani del voto. I messaggi in comune della cordata sono chiari: abolizione dell'euro, stop all'immigrazione di massa e revisione dei trattati economici. La Le Pen ha già sottoscritto un'intesa con la Lega Nord di Matteo Salvini. Alleanza che per ora include anche i separatisti fiamminghi del Vlaams Belang ed i Democratici svedesi e che potrebbe allargarsi anche allo Uk Indipendence Party. Dopo che Nigel Farage aveva detto chiaramente che non avrebbe avuto nulla a che fare con il Front National per le spinte antisemite che cova al proprio interno, la Le Pen ha annunciato alla Bbc&amp;nbsp;che accoglierebbe a braccia aperte lo Ukip perché condividono le stesse battaglie.&amp;nbsp;Per formare un gruppo all'Europarlamento è necessario avere almeno 25 deputati di almeno sette diversi paesi. Per ora gli alleati noti vengono da sei paesi. Secondo Lorenzo Fontana, capogruppo del Carroccio a Strasburgo, arriveranno esponenti di una decina di Paesi, ma è proprio l'estensione geografica della nuova rete ciò che Le Pen e Salvini dovranno chiarire.&amp;nbsp;Nel nuovo parlamento europeo entreranno anche deputati neonazisti: due greci di Alba Dorata, un tedesco dello Npd. E gli antisemiti ungheresi di Jobbik potrebbero aggiungere un seggio ai tre già conquistati alle europee del 2009. La Le Pen, che punta alla rispettabilità e rifiuta l'etichetta neofascista, finora ha sempre categoricamente escluso di imbarcarli.Il nuovo volto dell'EuroparlamentoAnche grazie al Movimento 5 Stelle, che dovrebbe mandare una ventina dei suoi a Strasburgo, sarà senza precedenti l'ondata euroscettica che si abbatterà su Strasburgo. L'area di destra raccoglierebbe complessivamente 133 seggi sul totale di 751. Aggiungendo Tsipras e la Sinistra Unitaria si arriva a 184. E a 225 mettendoci anche i conservatori.&amp;nbsp;Con i popolari e i socialisti testa a testa per la maggioranza relativa (divisi da sei seggi, 214 a 208), con i liberal-democratici a quota 60 e i Verdi a 44, l'effetto dello tsunami euroscettico rischia di essere paradossale: solo una Große Koalition tra Ppe e S&amp;amp;D può arrivare alla maggioranza assoluta necessaria, ad esempio, per l'elezione del successore di Barroso. Nemmeno la&amp;nbsp;Große Koalition, tuttavia, salverebbe questa Europa da un'autocritica senza precedenti. Anche Silvio Berlusconi ha messo in chiaro che così com'è l'Ue non funziona, va cambiata, va adattata alle esigenze dei singoli Stati. Ma, se gli europeisti alla Soros, invitano a scommettere sull'euro per creare il futuro, il leader di Forza Italia è disposto a rimanere nell'unione monetaria solo a certe condizioni. Anche per questo il voto di fine maggio rischia di essere uno spartiacque: la moneta unica sopravviverà all'urto degli anti euro? l'Unione europea evolverà in un'istituzione più vicina ai popoli? la Germania allenterà sulle scellerate politiche di austerità? e, soprattutto, la Bce inizierà a fare la propria parte in una crisi innescata proprio dalle banche? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/03/13/1394728788-euro6.jpg" /> <![CDATA[Renzi: 80 euro per 6,5 milioni di italiani Ma li aveva promessi a 10 milioni di cittadini]]> In attesa del Consiglio dei Ministri di oggi inziano a prendere forma i provvedimenti del governo Renzi. E gli ormai mitologici 80 euro in busta paga subiscono altre limature. In un certo senso si restringono.&amp;nbsp;Diamo ottanta euro al mese a sei&amp;nbsp;milioni e mezzo di persone. A due milioni e ottocentomila ne&amp;nbsp;diamo tra i sessanta e gli ottanta, è con queste parole che il premier ha annunciato, in un'intervista al direttore de La Stampa Mario Calabresi, l'entità del tanto sbandierato bonus. Eppure, calcolatrice e calendario alla mano, qualcosa sembra non tornare. Il 12 marzo, al termine del Consilgio dei Ministri, lo stesso Renzi aveva annunciato così il regalo agli italiani: Circa 10 milioni di italiani andranno a prendere 10 miliardi di euro su base annua, cioè 1000 euro ciascuno all'anno, cioè in media 80 euro circa al mese per dodici mensilità. Una media, che stando all'intervista di oggi, non verrà rispettata perché la platea degli aventi diritto agli ottanta euro si è ristretta da dieci a 6,5 milioni di italiani. Agli altri arriverà un bonus più piccolo: da 60 a 80 euro.&amp;nbsp;Gli 80 euro, ha precisato ancora una volta il premier, non verranno finanziati con aumenti delle aliquote: Questi denari non vengono con&amp;nbsp;l’aumento delle tasse per chi guadagna di più. Ci sono degli&amp;nbsp;interventi solo per quest’anno, come l’1,4 mld di Banca&amp;nbsp;d’Italia. Ma si è innescata una revisione della spesa che darà 6&amp;nbsp;miliardi quest’anno, 15-17 il prossimo e oltre 30 nel 2016. Il&amp;nbsp;taglio delle tasse è strutturale.&amp;nbsp;Noi abbiamo già recuperato 300&amp;nbsp;milioni e lo diciamo - ha proseguito il primo ministro -. Ma lo spazio di recupero vero, che è&amp;nbsp;enorme, non si ottiene con i blitz a sorpresa Cortina o sul&amp;nbsp;Pontevecchio. Ma con l’incrocio delle banche dati. In giugno la&amp;nbsp;fatturazione elettronica ci darà una grande mano su questo.Niente tasse, promette Renzi difendendo la spendig review sulle auto blu (Non porta cifre starordinarie, ma dimostra che non possiamo sprecare neanche un centesimo) e poi rilancia sulla lotta all'evasione fiscale: Noi abbiamo già recuperato 300 milioni e lo diciamo.&amp;nbsp;Ma lo spazio di recupero vero, che è enorme, non si ottiene non&amp;nbsp;con i blitz a sorpresa Cortina o sul Pontevecchio. Ma con&amp;nbsp;l'incrocio delle banche dati. In giugno la fatturazione&amp;nbsp;elettronica ci darà una grande mano su questo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/18/1397821298-renzinumeri.jpg" /> <![CDATA[Alfano: Stop a saccheggi e violenze o chiudo il centro di Roma]]> È inaccettabile che il centro storico di Roma sia sottoposto a rischio di saccheggio ogni due o tre mesi, non vorremmo che ci costringessero a vietare ai cortei l’accesso al centro storico. Il ministro dell'Interno&amp;nbsp;Angelino Alfano alza la voce contro quei cortei che, lo scorso 12 aprile, hanno messo a ferro e a fuoco la Capitale. Il titolare del Viminale non solo ha condannato duramente gli scontri, ma ha anche risposto alle polemiche sollevate dal duro intervento delle forze dell'ordine che, in questi giorni, ha acceso le polemiche dopo il video della ragazza calpestata da un poliziotto. Noi siamo dalla parte delle forze di polizia - ha commentato il leader di Ncd - è inaccettabile che siano sotto accusa i nostri uomini e le nostre donne in divisa.Nel corso di una conferenza stampa, Alfano ha mostrato ai cronisti una serie di fotografie prese da internet dove si vedono chiaramente le violenze di cui questi manifestanti pacifici si sono macchiati durante la manifestazione. Questi sono i manifestanti, i bravi ragazzi che si battono contro l’austerity e la precarietà - dice il ministro mostrando le immagini - guardate il ragazzo con il casco nero e la fionda, questo è un altro idealista che studia filosofia e diritto.... Il ministro dell'Interno non crede sia ammissibile il puntare il dito contro le forze dell'ordine&amp;nbsp;perché hanno soltanto svolto il proprio lavoro.Non è possibile - continua - che si venga a Roma per saccheggiarla: da quando sono al Viminale è almeno 2-3 volte che i nostri uomini hanno impedito il saccheggio del centro della capitale.&amp;nbsp; È questa la dura risposta che Alfano rilascia in merito alle accuse mosse alla recrudescenza nell'agire dei poliziotti, con metodi tutt'altro che di puro contenimento delle violenze. È un corpo sano, perfettamente regolamentato, dichiara. È inaccettabile il tentativo di saccheggio subito dai cittadini e dalla città di Roma. Che cosa si vuole dai nostri poliziotti, che dicano prego accomodatevi? O che difendano le nostre città?, si chiede giustamente Alfano.Ma le critiche non si fermano qui. A coloro che hanno chiesto di applicare sui caschi dei poliziotti dei numeri identificativi, Alfano replica stizzito: Per noi la libertà di manifestare è sacra, ma tirare razzi non è manifestare. Se questi sono i manifestanti, l’identificativo ci vorrebbe per loro, non per la polizia. Di fatto, però, è innegabile che polizia, carabinieri e altri corpi siano formati da semplici uomini. E, a volte, gli uomini sbagliano.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/03/16/1394982869-angelinoalfano.jpg" /> <![CDATA[Tagli alla Sanità, Lorenzin: Combatterò fino all'ultimo]]> È braccio di ferro tra il ministero della Salute e quello dell’Economia in merito ai tagli al Fondo sanitario nazionale. Non ho pensato di dimettermi, ho pensato invece di combattere, per spiegare a che la politica sanitaria, la salute delle persone ha bisogno di una strategia, ha commentato Beatrice Lorenzin ai microfoni di Mix24. Secondo quanto prevede una delle misure contenute nella bozza, ancora in definizione, del decreto per il taglio dell’Irpef, i tagli alla sanità sarebbero pari a circa 2,4 miliardi di euro in due anni.Matteo Renzi deve ancora fare i conti con l'insofferenza del Nuovo centrodestra. All'indomani del durissimo scontro sulle proroghe ai contratti a termine, la formazione guidata da Angelino Alfano apre un nuovo fronte delicatissimo: i tagli alla Sanità previsti dal Tesoro per finanziare le innumerevoli promesse del premier. Tagli considerati dalla Lorenzin immotivati e depressivi. Se ci sono tagli sugli acquisti a me vanno bene - tuona il ministro alla Salute - nella sanità ci sono ancora tanti sprechi, nelle lavanderie degli ospedali, nelle mense nella gestione dei rifiuti. Ma non si può andare a toccare i servizi primari alle persone. Le risorse per finanziare il Servizio Sanitario Nazionale saranno, infatti, ridotte di 868 milioni quest’anno e 1,5 miliardi dal 2015. Il taglio sarebbe legato ad una stima previsionale al ribasso del pil che dovrebbe comportare un ridimensionamento complessivo della spesa pubblica pari a circa 700 milioni di euro, con ricadute nei singoli settori e voci di spesa. Secondo la Lorenzin, i nuovi tagli metterebbero a rischio la definizione del Patto della Salute con le Regioni, oltre che la possibilità di rinnovare i Livelli essenziali di assistenza (Lea), fermi ormai da vari anni. Se non c’è la capacità di capire che può essere il ministero della Salute insieme alle regioni a gestire questo risparmio - ha incalzato l'esponente di Ncd - è difficile che le regioni possano continuare così.Ed è proprio dalle Regioni che leva un coro di no ai tagli di Renzi. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, per esempio, boccia senza appello il decreto Irpef: Se saranno veri risparmi, cioè tagli agli sprechi, al Veneto non andrà tolto nemmeno un euro, in caso contrario sarà lotta senza quartiere, in tutte le sedi e con tutti i modi legalmente e istituzionalmente legittimi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/18/1397816685-lorenzin.jpg" /> <![CDATA[Corea, trovato morto vice-preside della scuola coinvolta nel naufragio]]> Kang Min-Kyu, il vicepreside del liceo di Seul dal quale venivano gli studenti coinvolti nel naufragio di un traghetto al largo delle coste sudcoreane, è stato trovato morto, probabilmente suicida,&amp;nbsp;impiccato a un albero sull'isola di Jindo, dove sono stati portati i passeggeri sopravvissuti al disastro.352 allievi della scuola superiore, al secondo anno, si trovavano sulla Sewol, l'imbarcazione salpata martedì sera da Incheon e diretta all'isola di Jeju, affondata al largo della costa meridionale della Corea del Sud. Nel grave incidente sono morte 28 persone, un bilancio provvisorio, che tiene conto del fatto che 268 persone sono ancora disperse.Intorno alle nove del mattino di mercoledì la Sewol ha lanciato una richiesta di soccorso e iniziato a piegarsi su un lato, affondando. Al sos hanno risposto decine di imbarcazioni ed elicotteri che hanno raggiunto il traghetto in difficoltà, salvando quasi duecento persone. Oggi sono arrivate sul posto alcune barche fornite di gru, che recupereranno il relitto.Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente. Secondo gli inquirenti virata troppo brusca potrebbe avere causato l'affondamento della Sewol.&amp;nbsp;A sollevare dubbi anche la condotta dell'equipaggio della nave, che in un primo momento avrebbe chiesto ai passeggeri di rimanere ai loro posti e cercato di raddrizzare il traghetto. Le indagini devono fare luce anche sul comportamento del capitano, che secondo alcune testimonianze avrebbe abbandonato il ponte con una delle prime scialuppe di salvataggio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/17/1397720401-reuters-20140417090032-6294737.jpg" /> <![CDATA[Pisa, individuati i responsabili dell'aggressione al cameriere]]> Sono stati identificati questa notte i responsabili della morte di Zakir Hossain, il cameriere bengalese morto martedì mattina in ospedale a Pisa, dopo essere stato aggredito all'uscita dal lavoro.Il 34enne era stato avvicinato da un gruppo di giovani nella notte di domenica, a pochi metri di distanza dal ristorante Tanduri, dove lavorava. &amp;nbsp;Colpito da un violento pugno al volto, Hossain era caduto a terra, sbattendo la testa sul selciato. Gli aggressori erano fuggiti a bordo di una Ford Fusion con barre nere laterali.Il datore di lavoro del bengalese, Parvez Latef, aveva chiamato i soccorsi, che lo avevano portato in ospedale, dove Hossain è rimasto in rianimazione fino a martedì mattina, quando è morto.Già ieri gli inquirenti avevano diffuso un video in cui si mostravano i responsabili dell'aggressione, un gruppo di quattro persone che la stessa notte avrebbe cercato di venire alle mani con almeno altre due persone. Tutti residenti a Cascina, in provincia di Pisa, sono stati riconosciuti anche grazie alle immagini riprese dalle telecamere.A sferrare il pugno un 27enne, il tunisino Hmarouni Hamza, che è accusa di omicidio preterintenzionale. Il gip del Tribunale di Pisa chiederà per lui la custodia cautelare in carcere. Sarà necessaria anche una richiesta d'estradizione. Incensurato, Hamza ha preso martedì un volo aereo per la Tunisia dallo scalo di Milano Malpensa.Altre due persone del gruppo, il 22enne Simone Tabbita e un minorenne, sono state denunciate per favoreggiamento.&amp;nbsp;Fabrizio Camarretta, 20 anni, è ritenuto invece estraneo ai fatti.Il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente ha espresso solidarietà all'intera comunità dei bengalesi, che si è sempre distinta per l'osservanza delle leggi e la laboriosità di tutti i suoi componenti. Questo pomeriggio un corteo per le strade della città ricorderà&amp;nbsp;Zakir Hossain. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/17/1397744506-ansa-20140417145106-6301968.jpg" /> <![CDATA[ Portland, urina nel serbatoio d'acqua della città: 143 milioni di litri buttati]]> Una bravata adolescenziale, una stupidaggine che rischia però di costare cara a chi l'ha commessa. Un diciannovenne di Portland, nell'Oregon, nordovest americano, è stato sorpreso mentre urinava nel serbatoio di acqua potabile della città. È stato arrestato, insieme ad altri due ragazzi che erano con lui.Le autorità sono state costrette ad eliminare 143 milioni di litri d'acqua potenzialmente contaminati: per fortuna, però, Portland e l'Oregon sono zone ricche d'acqua, dove la siccità non rappresenta certo un problema. Siamo nell'invidiabile situazione di avere acqua in abbondanza. Anche buttare via tutta quest'acqua sostituirla con altra proveniente dalla sorgente vicina, non avrà alcun impatto finanziario sulla città o sui nostri clienti, spiega David Shaff, responsabile per l'approvvigionamento idrico della città.&amp;nbsp;Non è la prima volta che a Portland si verifica un episodio simile, racconta The Independent: appena tre anni fa era successa una vicenda analoga allo stesso serbatoio. A cui ora dovrebbe essere forse limitato l'accesso per evitare altri spiacevoli incidenti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/18/1397807775-portland.jpg" /> <![CDATA[Un morto in un incidente sulla A1 Code tra Sasso Marconi e Barberino]]> Un morto e due feriti è il bilancio dell'incidente verificatosi questa mattina alle 7 sul tratto appenninico dell'Autostrada del Sole tra Bologna e Firenze in direzione del capoluogo toscano. Nell'incidente, avvenuto al chilometro 222, sono stati coinvolti quattro mezzi pesanti; nello scontro ha perso la vita un camionista e altri due sono rimasti feriti. Ora l'A1 è chiusa, tranne la corsia di sorpasso, tra Sasso Marconi e Barberino di Mugello in direzione Firenze e si registrano 11 km di code.Da Autostrade si consiglia: per chi proviene dalla A13, seguire per la A14, prendere la E45 in direzione Orte, rientrare a Valdichiana o Orte; oppure prendere la A15 in direzione La Spezia, la A12 in direzione Pisa, la A11 verso Firenze e rientrare in A1; oppure uscire a Sasso Marconi e percorrere la SS64 Porrettana verso Pistoia per poi rientrare in A11 in direzione Firenze e riprendere la A1. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/01/31/1391189940-stradaleansa.jpg" /> <![CDATA[Napolitano: Bilancio positivo, ma ho pagato un prezzo alla faziosità]]> Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde oggi, in una lettera pubblicata dal&amp;nbsp;Corriere della Sera, alle domande del direttore Ferruccio De Bortoli, tracciando un bilancio tutto sommato positivo dell'ultimo anno di vita politica.Il Capo dello Stato ricorda come abbia accettato con riluttanza di assumersi per la seconda volta l'impegno di occupare la poltrona quirinalizia e non manca di sottolineare fatti, atteggiamenti, intrighi che hanno concorso a gettare ombre e discredito, che hanno colpito Napolitano personalmente e la presidenza come istituzione.Napolitano, a un anno dall'inizio del suo secondo mandato, ricorda i nodi irrisolti della nostra politica, a partire dalla resistenza, che viene dagli ambienti più disparati, all'obbligo nazionale e morale di garantire la continuità dei percorsi istituzionali. Una situazione che non ha reso facile&amp;nbsp;promuovere la formazione di un governo di ampia coalizione. E d'altronde, chiarisce, con il risultato delle elezioni di febbraio 2013 non si poteva fare altrimenti.Napolitano è sicuro che si possa valutare positivamente l'anno trascorso e ci tiene però a sottolineare quanto si sia esposto, pur nei limiti del mio ruolo costituzionale, pagando allo spirito di fazione un prezzo nei consensi. Ottimista anche la visione del futuro imminente, che gli consente di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/03/06/2013-03-napolitano2.jpg" /> <![CDATA[Nepal, undici morti sotto una valanga sull'Everest]]> Sono undici gli scalatori morti questa mattina sotto una valanga sul versante meridionale dell'Everest in Nepal.&amp;nbsp;I corpi delle vittime, sherpa locali, sono stati trovati coperti da neve e ghiaccio&amp;nbsp;vicino al campo base nella zona di Khubuche.All'appello mancano almeno altre dieci persone. La valanga, che si è staccata dalla parete ovest dell'Everest, finendo in una zona compresa tra il campo base e il campo 1, avrebbe travolto una cinquantina di persone in totale. Sul posto c'erano molte guide intente ad attrezzare la via di salita per gli alpinisti. Il governo nepalese ha detto che otto persone sono state tratte in salvo.Dal 1996 non avveniva un incidente così tragico. Allora otto persone, appartenenti a due spedizioni diverse, persero la vita. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/18/1397801893-ap-20140418074126-6315287.jpg" /> <![CDATA[Altra stangata: torna l'Imu sui fabbricati rurali]]> Roma - Niente detrazioni, ma un bonus modulato sulle diverse fasce di reddito, compresi gli incapienti, cioè chi non paga tasse. Coperture da nuove tasse: come il ritorno del'Imu sui fabbricati rurali, già da quest'anno e la tassazione sulle rendite finanziarie. Poi tagli orizzontali agli acquisti delle Pa, alle società pubbliche e alla sanità.Al Consiglio dei ministri di oggi approderà la bozza di decreto con la misura per dare gli 80 euro ai redditi inferiori a 1.500 euro al mese. I dettagli sono stati messi a punto ieri in un vertice tra il premier Matteo Renzi, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio e dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.Per quanto riguarda il 2014, la bozza di ieri prevedeva un credito al 3,5% del reddito complessivo per redditi sotto i 17.714 euro e un bonus di 620 euro se il reddito complessivo è superiore a 17.714 fino a 24.500 euro. La somma calerà fino alla soglia dei 28.000 euro di reddito complessivo.Il beneficio mensile medio è di 77,5 euro. Il bonus riconosciuto ai contribuenti salirà a 950 euro per la fascia tra i 19.000 e i 24.500 euro nel 2015, quando si spalmerà per l'intero anno. Sotto questa soglia il beneficio sarà del 5% sul reddito.Per gli incapienti, cioè chi ha redditi bassi e non paga tasse, il bonus potrà arrivare attraverso il datore che potrà versare in busta paga i contributi previdenziali.Nel decreto ci sarà anche il taglio dell'Irap, anche se a valere dal 2015. L'aliquota principale passa dal 3,9% al 3,5%. Scendono anche le altre aliquote Irap dal 4,2% al 3,8%; dal 4,65% al 4,2%; dal 5,9% al 5,3%. Un risparmio medio del 10%.Il quadro degli incentivi è chiaro. Le coperture, invece, hanno dato da lavorare al premier Matteo Renzi e al ministero dell'Economia e Palazzo Chigi anche ieri. Ad aprire la giornata, una versione della bozza che prevedeva un taglio delle detrazioni su polizze, mutui e prestiti, per i redditi sopra i 55mila euro all'anno. In sostanza, a pagare buona parte dello sconto Irpef sarebbe stata la classe media con il solito aumento dell'imposizione fiscale. Una scelta tecnica, dettata dal fatto che parte della spending review è stata impegnata dal governo Letta per coprire il mancato taglio orizzontale delle stesse detrazioni. Palazzo Chigi ieri mattina ha smentito con forza e nelle bozze successive il taglio è scomparso.Il grosso delle coperture per il dl sugli sgravi Irpef arriverà ad tagli alla Pa. Sugli acquisti per beni e servizi, scatterà una tagliola del 5%. C'è anche la sforbiciata sulle società pubbliche (comprese le ex municipalizzate) che dovranno tagliare i costi «nella misura non inferiore al 2% nel 2014 e al 3,5% nel 2015».Ma le tasse ci sono. Ad esempio (sempre secondo la bozza di ieri sera) si elimina l'esenzione Imu dei fabbricati rurali ad uso strumentale. C'è anche l'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie dal 20% al 26%. Servirà quindi a coprire in parte il taglio dell'Irap, non solo quello dell'Irpef che scatta nel 2015.Dalla sanità dovrebbero arrivare 700 milioni di euro. Ma ieri sera tra il ministero di Beatrice Lorenzin e il dicastero dell'Economia c'è stato uno scontro molto acceso. Perché i tagli metterebbero a rischio il patto con le regioni e i livelli essenziali di assistenza. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/12/1397282162-ipad-166-0.jpg" /> <![CDATA[Tassa sulle rendite, ecco cosa succederà ]]> C'è un rischio trappola per i risparmiatori italiani. Ed è legato al ventilato aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Una novità che per certi versi sarà retroattiva, per altri, se non gestita con attenzione, rischia di far perdere quattrini a chi ha investito con un regime, e se ne trova un altro. Il tema riguarda un po' tutto, esclusi solo i buoni postali, i titoli di Stato e i prodotti a questi equiparati, per i quali l'aliquota resta al 12,5%. Il resto verrà tassato, sembra, dall'attuale 20, al 26%. Parliamo di capital gain su azioni, obbligazioni e fondi comuni; le cedole e i dividendi azionari. Fondi pensione e risparmio previdenziale dovrebbero godere di un'aliquota separata e pari all'11%. Mentre i dubbi (tra i tanti) riguardano anche la tassazione degli interessi dei conti correnti e dei conti deposito, attualmente tassati al 20.Da ieri si sa che la tassa aumenterà. Ma per ora regna la totale incertezza sulle modalità che saranno adottate. Nel frattempo, chi può tira i remi in barca e, forte anche dei recenti rialzi delle Borse, porta a casa i guadagni accumulati godendo di un regime fiscale migliore rispetto a quello che, presumibilmente, entrerà in vigore dal primo luglio. A due mesi e mezzo dall'ipotetico nuovo salasso, le fonti ufficiali tacciono.Gli unici attivi sono i consulenti finanziari, che mettono i propri clienti di fronte, da un lato, allo spettro della «retroattività» della tassazione, e dall'altro all'esperienza pregressa: l'ultimo aumento dell'aliquota dal 12,5 al 20% avvenuto con il governo Monti tra il 31 dicembre 2011 e il primo gennaio 2012. E consigliano un check dei «portafoglio», prima che sia troppo tardi. Quindi: come difendersi? Risposte risolutive non ce ne sono, nonostante i tempi stretti. Ma ecco, su cinque punti critici, quello che potrebbe avvenire, sulla base dell'ultimo aumento del 2012.TITOLI: TASSARE TUTTE LE RENDITE O SOLO QUELLE DA TITOLI EMESSI DOPO IL 30 GIUGNO?Finora il legislatore ha sempre esteso le normative a tutti i titoli in circolazione.PLUSVALENZE: VERRANNO TUTTE TASSATE AL 26% ANCHE PER GLI IMPORTI GIÀ MATURATI AL 30 GIUGNO?Si tratta dei capital gain maturati, ma non ancora realizzati con la vendita del titolo. Vincenzo Longo, market strategist di Ig: «L'aliquota salirà al 26% a prescindere dal periodo di maturazione degli interessi e delle plusvalenze inerenti al titolo previsto. Potrebbe quindi rivelarsi una soluzione vincente considerare un'uscita strategica a ridosso delle date di passaggio, per poi eventualmente considerare un rientro selettivo». Sempre che le commissioni e la tobin tax rendano l'operazione conveniente. In altri termini: chi sta guadagnando 1000 euro in valuta 30 giugno, tassati al 20%, se vende dalla valuta 1 luglio in poi se li trova tassati al 26%: 60 euro di salasso retroattivo ogni 1000. Questa è la trappola. Per evitarla il risparmiatore deve o vendere prima del 30 giugno; oppure stare attento e chiedere alla propria banca di «affrancarsi»: due anni fa il legislatore aveva previsto un periodo di tre mesi per attuare il cosiddetto affrancamento, ovvero una sorta di congelamento del portafoglio ai prezzi dell'ultimo giorno del vecchio regime, sul quale calcolare le eventuali plusvalenze latenti da tassare alla vecchia aliquota fiscale. Ma attenzione: l'affrancamento vale sull'intero portafoglio (non era data la possibilità di scelta sui singoli asset a cui applicarlo). Qualora anche questa volta dovesse essere previsto un simile procedimento è meglio organizzarsi per tempo, sia perché non è conveniente affrancare titoli in perdita, sia perché affrancare plusvalenze latenti potrebbe non essere conveniente (infatti si assoggetta ad una tassa un guadagno non ancora realizzato).CEDOLE E DIVIDENDI: QUELLI MATURATI NEL CORSO DEI MESI PRECEDENTI ALL'INNALZAMENTO DELLA ALIQUOTA FISCALE COME DEVONO ESSERE CONSIDERATI?In genere le cedole sono sempre state tassate alla data dello «stacco» e con la legislazione vigente all'incasso, a prescindere dalla data di maturazione e dalla data di delibera da parte dell'emittente.MINUSVALENZE: COME CALCOLARE LE MINUSVALENZE MATURATE PRIMA DEL 30 GIUGNO AI FINI DELLO «ZAINETTO FISCALE»?Il problema, come spiega ancora Longo, è questo. «Se il 30 giugno ho già realizzato minusvalenze per 10mila euro, posso compensarle con plusvalenze fino a quell'importo. Ma dal primo luglio l'innalzamento dell'aliquota abbasserà la mia minusvalenza compensabile. La nuova minus sarà pari alla percentuale data dal rapporto delle due aliquote». Dunque: 20/26, pari al 76,92%. In altri termini la minus di 10mila verrà svalutata a 7.692 euro. Per questo Longo conclude: «Se un investitore ha minusvalenze da compensare e ha attualmente operazioni in profitto, a maggior ragione gli conviene chiudere le posizioni entro il 30 giugno».PRONTI CONTRO TERMINE: COME CONSIDERARLI?Due anni fa il legislatore aveva previsto che, sui pronti contro termine, fosse mantenuta la precedente tassazione sui contratti attivati nel 2011 e con scadenza nel 2012. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/02/27/2013-02-borsa.jpg" /> <![CDATA[Come si dice punciutu in arabo? E il caso Dell'Utri diventa farsa]]> Ma punciutu, in arabo, come si dice? E mandamento, come quello alla cui guida fu posto, in qualità di reggente, un personaggio chiave dell'accusa come Vittorio Mangano? E uomo d'onore, nel senso mafiologico di affiliato alla mafia? Che l'operazione di traduzione in arabo o in francese di tutti gli atti di vent'anni di processi per concorso esterno in associazione mafiosa a Marcello Dell'Utri (quattro, quello del 9 maggio in Cassazione sarà il quinto) per ottenere l'estradizione dell'ex senatore Pdl dal Libano sia una missione impossibile (per difetto si tratta di oltre un milione di pagine, impossibile contarle, altro che tradurle) è chiaro a tutti. Ma anche limitarsi soltanto, si fa per dire, alle quattro sentenze non sarà una passeggiata. E non solo perché si tratta della bellezza di oltre tremila pagine fitte fitte (3.064 per l'esattezza: 1.800 la prima, quella della condanna a nove anni del 2004; 641 la seconda, quella del primo processo d'appello che si è concluso nel 2010; 146 la terza, quella della Cassazione che ha annullato con rinvio la prima disponendo un secondo processo d'appello nel 2012; e 477 quella del secondo processo d'Appello arrivata nel 2013, la condanna a sette anni su cui deve pronunciarsi il 9 maggio la Suprema corte) da tradurre per benino entro il prossimo 12 maggio, quando scadrà il mandato di cattura internazionale in virtù del quale l'ex senatore Pdl è stato arrestato a Beirut lo scorso 12 aprile. Già, perché il vero scoglio contro cui rischiano di infrangersi gli interpreti del ministero di Giustizia è proprio la lingua. Non l'italiano, pur involuto e infarcito di linguaggio tecnico, di una sentenza giudiziaria. Ma lo slang sicilian-mafioso che sta alla base del gergo di Cosa nostra e che vede termini come ad esempio punciutu - il mafioso ritualmente affiliato all'organizzazione criminale attraverso il rito della puntura del dito e del santino bruciato - che hanno un preciso significato nelle inchieste di mafia ma che risultano quasi incomprensibili in italiano, figuriamoci tradurli in arabo o francese. Termini di cui le stesse sentenze sono pieni zeppi, visto che le dichiarazioni dei pentiti sono lo zoccolo duro dell'accusa.Immaginate un povero interprete. Anche il migliore interprete del mondo di italiano-arabo che si trovi a dover fedelmente tradurre il seguente passaggio della sentenza di primo grado: «Dell'Utri ha continuato l'amichevole relazione sia con il Cinà (Gaetano Cinà, coimputato di Dell'Utri accusato di esser un boss, morto durante il processo, ndr) che con Mangano, nel frattempo nominato alla guida dell'importante mandamento mafioso palermitano di Porta nuova». Mandamento? E che sarà mai? Se il nostro traduttore è scrupoloso, studia che ti studia, scoprirà che si tratta di slang mafioso che indica l'area di influenza territoriale delle famiglie (anche loro mica semplici, papà, mamma e figli come nel resto del mondo, in Sicilia e per la mafia è tutt'altra storia). Ma anche lì il problema resta: come tradurre il concetto in un'altra lingua?Stesso discorso per punciutu, che nelle sentenze c'è dappertutto visto che i pentiti, al processo, sono chiamati a raccontare nel dettaglio la loro affiliazione. Un banale tentativo on line, col traduttore di Google, suggerisce pacatamente? «Forse cercavi “panciuto”. Una ricerca un filino più approfondita su internet svela l'arcano, ma il problema della traduzione in una lingua diversa dal palermitano-mafioso resta. E con gli esempi potremmo continuare all'infinito. Dichiarazione del pentito Francesco Di Carlo: «Teresi mi disse che Bontade voleva combinare Dell'Utri perché era un buon picciotto». Passi per il «picciotto». Ma il verbo «combinare», dizionario italiano alla mano, tutto vuol dire meno quello che significa in linguaggio mafiologico, alias affiliare all'organizzazione criminale. No, l'impresa traduzione non sarà semplice. E il rischio che agli inquirenti libanesi arrivi un testo inverosimile, più adatto a una farsa che ad atti giudiziari, è dietro l'angolo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/12/1397282342-1397282342-ipad-119-0.jpg" /> <![CDATA[Toghe rosse ko alle primarie del Csm]]> Sarà anche colpa, come scrivono i leader di Magistratura democratica nel loro primo commento non tanto autocritico, di «una fase politica che sembra premiare scelte corporative e ottiche di breve periodo». Sta di fatto che dalle primarie con cui i magistrati hanno scelto i loro candidati per il prossimo Csm, la corrente storica delle toghe di sinistra è uscita malconcia. Nonostante la grande visibilità che la presenza in posti chiave dà ai suoi leader, Md ha perso quattro punti percentuali, ha visto trombare il suo esponente di punta e rischia di ridurre da tre a due i suoi posti dentro il prossimo Consiglio superiore della magistratura. Dinamiche che sembrano riguardare solo gli addetti ai lavori, e che invece mandano più di un segnale sull'umore della «toga» media, e sul ruolo che i giudici si preparano a svolgere nel prossimo futuro: sapendo che insieme al declino di Md si staglia una novità potenzialmente dirompente: lo sbarco dentro il Csm dei grillini, che - secondo un'ipotesi che circola con insistenza - punterebbero a conquistare la vicepresidenza dell'organismo di autogoverno dei giudici con Stefano Rodotà, già candidato dei 5 Stelle alla presidenza della Repubblica.Le «primarie» dei giudici si sono tenute alla fine di marzo: una novità voluta da tutte le correnti per ripristinare un po' di democrazia interna, visto che l'attuale sistema elettorale per il Csm produceva di fatto liste bloccate, dieci candidati per dieci posti. Ma con le primarie sono arrivati i dolori per Md: che alle elezioni si presenta nel raggruppamento di «Area», insieme ai colleghi dei Movimenti riuniti, ma da sempre - e legittimamente - punta a portare avanti i propri militanti. Invece se l'esito delle primarie verrà rispettato, per la Cassazione il candidato di «Area» sarà il movimentista Ercole Aprile, che ha sconfitto Giovanni Diotallevi di Md; tra i pubblici ministeri, Antonio Ardituro e Fabio Napoleone, entrambi dei «Movimenti» hanno sconfitto a sorpresa Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione nazionale magistrati. A questo punto, gli unici esponenti di Md nel prossimo consiglio saranno il palermitano Piergiorgio Morosini, gip del processo Stato-mafia, e un moderato come Lucio Aschettino. Fine. Mentre invece si consolidano i «centristi» di Unicost e avanzano i conservatori di Magistratura Indipendente, su cui convergono i voti delle toghe vicine a Comunione e liberazione: il giudice più votato d'Italia è il milanese Claudio Galoppi, ciellino doc.Ma la vera svolta rischia di arrivare soprattutto dall'irruzione del ciclone Grillo nella vita interna della giustizia italiana. Anche tra i giudici, il mito a 5 stelle della democrazia diretta ha i suoi fan: come Milena Balsamo, magistrato a Prato e leader della cosiddetta «Proposta B», che in vista delle elezioni ha scelto i candidati per sorteggio tra tutte le toghe italiane, in segno di rivolta contro «un sistema di potere bloccato e antidemocratico». E, quel che più conta, adesso il 5 Stelle è in Parlamento, dove voterà per eleggere gli otto componenti «laici», ovvero politici, del Csm, tra i quali viene poi scelto il vicepresidente dell'organismo.Ovviamente, i grillini vorranno piazzare anche alcuni dei loro. E voci insistenti dicono che il primo nome che faranno è quello di Stefano Rodotà, giurista, ex garante della privacy ed ex parlamentare Pds, con l'obiettivo di portarlo alla vicepresidenza. A meno che non venga impallinato dai franchi tiratori, come quando Grillo lo candidò al Quirinale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/16/1397627584-ipad-90-0.jpg" /> <![CDATA[La pietà di una madre: salva il killer del figlio a un passo dalla morte]]> L'Iran khomeinista, torvo e vendicativo come già il solo sguardo del suo fondatore suggeriva, con quelle sopracciglia da cattivo che sembravano fabbricate in un laboratorio teatrale, ci ha abituati a una forma di giustizia in cui il principio dell'occhio per occhio, dente per dente, viene praticato in modo implacabile e tassativo. Nessuna pietà, nessuna misericordia in un Paese in cui la pena di morte va ancora per la maggiore. Adultere lapidate, ladri amputati, spacciatori spediti nel mondo dei più (quelli non funzionali al sistema, alle strategie di potere e alle casse del regime, naturalmente): questo era l'Iran degli inturbantati, ai nostri occhi, fino a quando ieri non sono arrivate dalla città di Nowshahr, Iran profondo, le immagini che vedete qui sopra.Raccontano, queste immagini, la storia atroce e bellissima di Balal, un condannato a morte che all'ultimo momento, quando ha già il cappio stretto al collo, viene graziato dai genitori del ragazzo il cui assassinio -una banale lite di strada, nel 2007- gli era costato la pena capitale. È la madre del morto, Abdolah Hosseinzadeh, questa eroina in cui la pietà materna (anche il condannato, come suo figlio morto, ha vent'anni) prevale infine sul naturale sentimento di vendetta. Uno schiaffo vibrato su una guancia del condannato: ecco la punizione riservata all'assassino del figlio. Che ha salva la vita per ricordare ogni giorno il bruciore di quello schiaffo comminatogli da una madre che non ha avuto bisogno di nulla di più per sentirsi ripagata della rabbia e del dolore.Guardate le immagini. Lui, il condannato, brache azzurre e felpa nera, procede verso il patibolo a occhi bendati. Ha la bocca aperta nel terribile grido di chi chiede pietà. Un mullah lo sorregge, perché ogni condannato, a ogni latitudine, ha diritto al suo prete. All'intorno, un manipolo di funzionari, il volto grigio ombreggiato dalla regolamentare barba di tre giorni, lo sospingono verso la forca, un rudimentale accrocco di tubi innocenti. In un'altra foto eccolo sulla sedia, il cappio al collo. Fra il pubblico di uomini e donne muti, che sembrano venuti dal Medioevo, si vedono anche bambini. In prima fila, accucciata per terra, una mendicante storpia, la mano tesa, le dita ripiegate verso il polso nel gesto internazionale dei mendichi.Poi c'è lei, la vera protagonista della storia. Avvolta nel suo hijab nero, il volto ossuto stretto in un velo monacale, gli occhi pieni di lacrime dietro le lenti da miope, le labbra serrate in un indicibile strazio. La Qisas, la legge della sharia della retribuzione, prevede che siano i familiari della vittima a spingere la sedia che determinerà la caduta nel vuoto del condannato. Ma è a questo punto, quando sulla testa del condannato è già calato il cappuccio nero che avviene il miracolo. La sedia resta ferma. Nel silenzio pare di sentire il sibilo di quella mano ossuta che vola nell'aria e si abbatte sul volto del condannato, mentre il padre del ragazzo morto sfila la corda dal collo del morituro. L'ultima immagine è quella di lei che fugge dalla scena ripiegata su se stessa, il viso tuffato in un fazzoletto bianco che spara su tutto quel nero. Poi, perché la commozione sia al culmine, ecco l'abbraccio delle due mamme. Che bisogno c'era, del resto, di quell'altra morte? Abdolah, ha raccontato la madre, le era venuto in sogno dicendole che non c'era bisogno di vendetta, che lui si trovava in un luogo magnifico. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/18/1397799482-ipad-285-0.jpg" /> <![CDATA[Morto Gabriel García Márquez, patriarca di Macondo]]> Ieri fonti della famiglia hanno comunicato la morte dell'autore di Cent'anni di solitudine alla stampa colombiana. Gabriel García Márquez, che aveva compiuto 87 anni il 6 marzo scorso, è deceduto nella sua abitazione di Città del Messico. Era stato insignito del Nobel per la letteratura nel 1982.A Macondo oggi le cam&amp;shy;pane hanno suonato a morto. La centenaria Ursula, in un sopras&amp;shy;salto di veggenza, ha gridato il no&amp;shy;me di Gabo (García Márquez), quindi è corsa alla cassapanca di noce per estrarre il vestito di raso nero custodito per il giorno della scomparsa; ha poi radunato i fi&amp;shy;gli e la schiera dei nipoti e proni&amp;shy;poti. Anche il vecchio colonnello Aureliano Buendía è rimasto fol&amp;shy;gorato sull’uscio di casa mentre usciva per andare a ritirare la let&amp;shy;tera della pensione. A presenzia&amp;shy;re al rito funebre ci sarà anche lo zingaro Melquíades, giunto in vo&amp;shy;lo dai pantani della Malesia, mentre Remedios la bella farà ca&amp;shy;dere dall’alto le bianche lenzuo&amp;shy;la con cui una sera d’estate era ascesa al cielo. Da molti anni gli abitanti di Macondo attendeva&amp;shy;no questo momento: seppellire il loro creatore e demiurgo.Gabriel García Márquez (1928) negli anni Cinquanta si trasferisce in Europa, vivendo an&amp;shy;che un breve periodo a Roma, do&amp;shy;ve frequenta i corsi del Centro Sperimentale di Cinematogra&amp;shy;fia. Dopo il primo romanzo Fo&amp;shy;glie morte ( 1955), il successo lette&amp;shy;rario arriva con il lungo racconto&amp;nbsp;Nessuno scrive al colonnello&amp;nbsp;(1961).È la storia dell’anziano co&amp;shy;lonnello Aureliano Buendía &amp;shy;sempre in attesa di una fantoma&amp;shy;tica pensione- che rifiuta di ven&amp;shy;dere l’unico bene che possiede, un bellissimo gallo da combatti&amp;shy;mento, perché legato alla memo&amp;shy;ria del figlio ucciso. Personaggio di una moralità cristallina, sop&amp;shy;porta con grande dignità la mise&amp;shy;ria, divenendo il simbolo dell’uo&amp;shy;mo in lotta contro i rovesci della fortuna. Molti spunti del libro passano poi nelle narrazioni suc&amp;shy;cessive, in una serie di frammen&amp;shy;tazion&amp;shy;i e sviluppi che costituisco&amp;shy;no l’essenza stessa dell’arte nar&amp;shy;rativa di Márquez. Accade nel ro&amp;shy;manzo La mala ora , ambientato in un villaggio dove compaiono anonime denunce che provoca&amp;shy;no un’oscura serie di delitti. Man&amp;shy;ca ancora l’umore grottesco, l’esagerazione dissacrante e la di&amp;shy;mensione esilarante del fantasti&amp;shy;co: tutto è contenuto entro misu&amp;shy;re controllate, sebbene l’autore tenda già a dilatare il tempo in uno spazio ciclico medianti flash&amp;shy;back e anticipazioni. Domina il senso della morte e della putrefa&amp;shy;zione, mentre le alterazioni cro&amp;shy;nologiche e la ricorrenza di alcu&amp;shy;ne metafore ossessive fissano lo stereotipo di un clima al limite della sopportazione umana.Motivi che ritroviamo nel li&amp;shy;bro I funerali della Mamá Grande , immerso in una calu&amp;shy;ra stagnante, tra odi e rancori che prefigurano una società chiusa e in preda ad allucina&amp;shy;zioni collettive. Fra i racconti spicca la figura della Mamá Grande, la vergine matriarca giunta alle soglie della morte, al cui funerale assiste un’incre&amp;shy;dibile folla di gente semplice insieme a personaggi impor&amp;shy;tanti ( tra cui il Papa). Il suo fisi&amp;shy;co enorme, colossale, è frutto di una visione ludica, caricatu&amp;shy;rale, raggiunta grazie al poten&amp;shy;ziamento dell’iperbole, l’enu&amp;shy;merazione, il ritmo alternante e iterativo: ingredienti presen&amp;shy;ti nel romanzo capolavoro Cent’annidi solitudine ( 1967).La saga della famiglia Buen&amp;shy;día abbraccia cent’anni di sto&amp;shy;ria fino a giungere all’ultima generazione segnata dall’ince&amp;shy;sto e dalla nascita del bambi&amp;shy;no con la coda di maiale, che mette fine alla discendenza e al racconto. Il mitico villaggio di Macondo diventa il centro dell’universo e i vari Buendía&amp;shy;nel succedersi ed accavallarsi delle generazioni che ripeto&amp;shy;no gli stessi nomi e tratti carat&amp;shy;teriali- traducono costanti psi&amp;shy;cologiche umane, dove le don&amp;shy;ne so&amp;shy;no attente alla salvaguar&amp;shy;dia della casa, mentre gli uomi&amp;shy;ni si perdono nei labirinti del&amp;shy;la mente o fuggono inseguen&amp;shy;do&amp;shy;rivoluzioni e avventure sen&amp;shy;za ritorno. La narrativa di Gar&amp;shy;cía Márquez ha poi spostato l’epicentro della sua realtà ro&amp;shy;manzesca sulla costa caraibi&amp;shy;ca, sostituendo il mare alla fo&amp;shy;resta, continuando però a pro&amp;shy;durre opere significative, alcu&amp;shy;ne poi passate al cinema, co&amp;shy;me L’autunno del patriarca , Cronaca di una morte annun&amp;shy;ciata , L’amore ai tempi del co&amp;shy;lera e Dell’amore e di altri de&amp;shy;moni , che insiste sulla ricerca del sentimento d’amore, per giungere ai libri finali - che re&amp;shy;cuperano l’attività di giornali&amp;shy;sta dello scrittore o, come in Notizia di un sequestro (1996), il coinvolgimento di García Márquez nell’attuale situazio&amp;shy;ne della colombia.In ultimo il grande affresco della memoria, i due volumi della biografia - il primo, Vive&amp;shy;re per raccontarla , si arresta agli anni della prima giovinez&amp;shy;za, mentre il secondo è solo an&amp;shy;nunciato - , segna il ritorno del moderno affabulatore, confer&amp;shy;mando le intrinseche qualità di uno scrittore particolarmen&amp;shy;te dotato. Segue il racconto Me&amp;shy;morie delle mie puttane tristi,&amp;nbsp;del 2005, omaggio all’opera di Yasunari Kawabata, che se&amp;shy;gna un ritorno alla vena fanta&amp;shy;stica. Ancora il libro Non sono venuto a far discorsi ( 2010) riu&amp;shy;nisce 22 &amp;nbsp;testi disseminati in un ampio arco di tempo.Creatore di un microcosmo familiare in cui confluiscono storia e leggenda, realtà e ma&amp;shy;gia, passato e modernità, Gar&amp;shy;cía Márquez (premio Nobel 1982) resta una delle voci più alte e popolari del romanzo contemporaneo. Narratore lu&amp;shy;cido e attento, ha saputo resti&amp;shy;tuire al romanzo la sua autono&amp;shy;mia e capacità d’invenzione, affascinando i lettori di tutto il mondo. Discusso sostenitore della dittatura cubana, amico di Fidel Castro, lo scrittore co&amp;shy;lombiano ha cantato, attraver&amp;shy;so la suggestione del mito, l’immagine della realtà latino&amp;shy;americana, espressione del&amp;shy;l’emarginazione e della lotta politica, ma anche specchio deformante in cui si riflette la dolente condizione dell’uo&amp;shy;mo moderno.Il silenzio degli ultimi anni ci aveva preparato al doloroso evento della sua fine,ma non c’è dubbio che le campane che oggi suonano nel villaggio di Macon&amp;shy;do annunciano a tutti la scom&amp;shy;parsa di uno dei più grandi scrit&amp;shy;tori del nostro tempo.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/17/1397766354-marquez2.jpg" /> <![CDATA[Il caos calmo Inter agita solo Mazzarri]]> Mazzarri si è tappato la bocca con una delle solite banali scuse. Forse teme la loquacità di Cassano. Moratti crede fermamente nella scaramanzia e ieri si è ripresentato ad Appiano, come la settimana scorsa. Icardi esagera con i tweet, deve tener botta anche per conto di Wanda messa a tacere dalle pretese economiche del marito. Maurito invece va giù duro contro il cattivone Maxi, i suoi avvocati e tutti quelli che scrivono contro. Tweet numero uno: «Mi dispiace che non capiscano nulla di quello che facciamo noi! Non dobbiamo pagare niente, se volete scrivere qualcosa prima dovete sapere!». Tweet numero due: «Continuate a inventare delle multe, peccato che non esiste nessuna multa per mettere foto su Social Network. Continuate a scrivere». Fra poco toccherà all'Inter scrivergli una bella lettera. Tipica Inter da caos calmo. E Thohir che lavora dietro le quinte. Per il momento il conto calcistico rischia il passivo. L'Inter non può perdere punti a Parma (saranno fuori Alvarez e Jonathan), Mazzarri non può rimediare una figuraccia proprio contro Cassano, i punti suoi sono pari a quelli di Stramaccioni: un fardello più che un merito. Thohir e il dg Fassone si affrettano a far sapere che l'allenatore è confermato: tipica cura per bambinelli piagnucolosi che cercano sempre la mamma e vogliono la caramella. Il povero (calcisticamente parlando) presidente, oltre a dover andare a caccia di un bel gruzzolo di milioni, deve preoccuparsi anche degli umori caduchi e mutevoli del suo tecnico. Poi, certo, corrono le voci. Settimane fa si parlava di un interesse milanese per Spalletti, magari scontato dopo il suo esonero in Russia. Ora si racconta di un avvicinamento con Montella: un interesse a sondarne la disponibilità. E, guarda caso, la Fiorentina ha cominciato a richiedere la disponibilità di Claudio Ranieri. Magari non succederà niente, ma il caos calmo nerazzurro non è mai stato un buon segno. Del resto come dare torto a ET se affiorano dubbi e voglia di cambiare: finora Mazzarri è riuscito a farsi licenziare dal tifo, sta faticando a tener botta almeno per entrare nella Europa league, ha scoperto casualmente di avere un bomber in squadra, ha dimenticato di valutare e valorizzare i giovani: primo fra tutti Kovacic, che nessuno sa quanto realmente valga. L'opportunità poteva essere impiegata meglio.E ora la società insegue idee e ipotesi: deve ancora pagare i 20 milioni per Hernanes, sarà costretta a vendere un paio di giocatori per fare cassa, dovrà sborsare quattrini sonanti per un attaccante (si riparla di Lavezzi) e un mediano (favorito il brasiliano Nilton), magari per inseguire Hamsik che sta nel cuore del tecnico e costa 15-20 milioni. Certo, si può guardare con altro occhio: spendi ancora per un buon allenatore (il terzo a libro paga per un totale di almeno 20 milioni) e quello, magari, ti fa acquistare giovani di valore a minor costo e ne caverà qualche buon giocatore.Thohir si sta attrezzando: ha firmato un nuovo accordo con la Nike, che permetterà di diffondere brand e prodotti Inter attraverso tutti i canali dell'azienda americana, è passato da Rcs a Infront per la gestione dei ricavi pubblicitari con un contratto di 4 anni che porterà circa 70 milioni. Ci mette impegno e idee, ma forse non basteranno. Servirà un altro socio, sempre che papà Thohir non intervenga in prima persona aprendo il forziere al quale il figlio non può attingere. C'è anche chi sostiene che Moratti stia alla finestra e, nel caso l'indonesiano non riesca a rimettere in sesto bilancio e conti della società, potrebbe riassumere il potere per cedere le quote ai russi entrati nella sua società petrolifera. Ma, in questo caso, ne uscirebbero male in tanti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/02/15/1392445262-1392445262-ipad-637-0.jpg" /> <![CDATA[Il Cav contro Bruxelles: questa Europa non va]]> I want my money back (rivoglio i miei soldi indietro, ndr), ma forse dovremmo dirlo in tedesco. Silvio Berlusconi apre la campagna elettorale di Forza Italia citando Margaret Thatcher e dichiarando guerra all'Europa del fiscal compact, dell'austerity della cancelliera Angela Merkel e delle forsennate politiche monetarie imposte dalla Bce ai Paesi dell'Eurozona. Alla presentazione delle liste dei candidati alle elezioni europee, il Cavaliere traccia il solco in cui i futuri europarlamentari azzurri dovranno marciare per cambiare quell'Unione europea che, anziché combattere la crisi economica, non ha fatto altro che acuirla in una recessione senza precedenti. Dallo sforamento del 3% annuo nel rapporto tra deficit e pil all'annullamento del fiscal compact, la delegazione forzista andrà a Strasburgo a combattere perché il Paese non sia più inginocchiato ai voleri della Germania.Berlusconi guarda avanti. Non nasconde di essere stato condannato per una decisione ingiusta della magistratura sulla base di un fatto inesistente. E nemmeno nasconde il proprio dispiacere per non poter essere candidato, per la prima volta da vent’anni, alle europee. Perché sa molto bene che l'aver reso impossibile la suaa candidatura va a tutto vantaggio della sinistra. Così, certo che i propri legali arriveranno ad ottenere un annullamento totale della sentenza alla Corte di Strasburgo, si concentra sull'appuntamento elettorale del 25 maggio. Tornata fondamentale per il futuro del Belpaese. Perché è a Bruxelles e a Strasburgo che vengono decise le principali politiche economiche. Qui il Cavaliere punta a rivedere tutti i trattati sottoscritti dall'Italia. In primis, dal patto di stabilità. Oggi la recessione è diventata depressione - ha continuato - si deve puntare a eliminare il fiscal compact e consentire ai Paesi lo sforamento del 3% annuo nel rapporto tra deficit e pil. Un vincolo che nell'attuale situazione economica è antistorico. Da rivedere, a detta del leader di Forza Italia, anche i metodi di finanziamento dell’Unione europea. Abbiamo come peso da contributori il 16% del bilancio - fa notare Berlusconi - ci sono Paesi che hanno pari voti come noi, ma danno un contributo del 2% come la Finlandia.Se su alcuni temi Berlusconi incarna un profondo scetticismo nei confronti dell'attuale Europa, nel dibattito sull'unione monetaria prende le distanze dalle forze anti euro che alle prossime elezioni sperano di fare il pieno dei voti. Sull'euro la politica italiana è spaccata in due. C'è chi, come i Cinque Stelle, Fratelli d'Italia e Lega Nord, che ritiene salvifico rinunciare alla moneta unica e chi, come il Pd, che considera pericoloso uscirne. Berlusconi propone, invece, di restare dentro ma solo a certe condizioni: Questa nostra moneta che io chiamo estera deve diventare una moneta di tutti i paesi attraverso una nuova missione della Bce.Sulla politica interna Berlusconi si sofferma meno. Glissa le provocazioni dei giornalisti che gli chiedono delle limitazioni impostegli dalla magistratura, assicura che farà volentieri i servizi sociali perché abituato da sempre a fare volontariato e promette il proprio apporto al governo per portare a casa le riforme concordate con Matteo Renzi. Rilancia, però, l'elezione diretta del capo dello Stato. Una riforma che ha condiviso col premier nell'ultimo faccia a faccia a Palazzo Chigi. E conclude lanciando un appello ai moderati affinché continuino a interessarsi della politica. Avete il dovere di occuparvi del nostro comune destino, a partire dalle elezioni europee e amministrative - avverte - chi si gira dall’altra parte vuol dire che non ama la libertà o forse non vuole continuare a vivere in Italia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/01/29/1390980007-berlusconi.jpg" /> <![CDATA[Solidarietà a Berlusconi Le firme dei lettori]]> Un mese dopo l'inizio della nostra iniziativa ogni giorno continuano ad arrivare firme alla nostra redazione. Migliaia di lettori ed elettori hanno espresso la loro solidarietà a Silvio Berlusconi affinché avesse la possibilità di candidarsi alle elezioni europee, nonostante i pareri contrari dei giudici. Alla redazione del Giornale arrivano ogni giorno migliaia di mail, fax e lettere dal nostro esercito di «disobbedienti», che vuole dimostrare vicinanza al leader del centrodestra. Potete continuare a inviare le adesionia berlusconi.candidato@ilgiornale.it, per il fax i numeri sono 02.72.02.38.59 oppure 06.678.68.26.Alfieri Giacomo, Alfonsi Maria, Alì Sante, Almerigogna Dante, Almerigogna Giampaola, Almerigogna Rolando, Almici Emanuela, Alpegiani Massimo, Alviano Francesco, Amadi Calini Matilde, Ambrogio Guido, Amici Alessandra, Amici Sonia, Amorotti Maria, Ananchisi Elena, Ancillotti Marcella, Andreoletti Gian Paolo, Andreutti Davide, Andriolo Guido, Angioletti Duccio, Anselmino Ottaviano, Antonazzo Vito, Antonini Felice, Antuofermo Emanuele, Appari Mario, Arcari Roberta, Arcidiacono Raffaele, Arcioni Mario, Ardigò Palmiro, Aresi Augusto, Argentini Serena.Bader Carlo Alberto, Bagato Bruna, Baggioni Roberto, Bagnaschi Orazio, Baiocco Renato, Balbinot Clara, Balbinot Clara, Baldi Alessandra, Baldi Costantino, Ballan Marco, Ballestriero Rodolfo, Ballini Mariadelaide, Balogh Edith, Balosso Anna, Balosso Chiara, Balosso Italo, Baly Ippolito, Banzi Arnaldo, Baraldi Bianca Fiorella, Barattini Giuliana, Barazza Aldo, Barbagli Giuseppe, Barbetti Francesco, Barbieri Anna, Barbieri Carlo, Battistuzzi Fabia, Battistuzzi Flavio, Battocchia Anna Maria, Bazzi Oscar, Bechelli Roberto, Bechini Silvana, Bellemo Sergio, Belli Pierina, Bellini Franco Fausto Maria, Bellini Mariella, Bellintani Maurizio, Bellomo Pietro, Bellotti Antonio, Bellotti Daniela, Bellotti Emanuela, Bellotto Viviana, Belotti Marina, Beltrami Claudio, Beltratti Pierpaolo, Benaglia Bruno, Benassero Nicoletta, Benecchi Francesco, Benevenuta Mario, Bengulescu Polixenia, Berarducci Serena Maria, Berghinz Nicolò.Canova Alessandro, Cantarelli Mariarita, Cantisani Maria Francesca, Cantoni Elvira, Capalbo Fernando, Capelletti Candida, Capezzuto Vittoria, Capilli Giulio, Capitani Giorgio, Capobianco Giovanni, Capogreco Sergio, Cappa Mario, Cappadonia David, Cappanera Erica, Cappanera Giampaolo, Cappelli Maria Pia, Cappelli Romano, Cappelluti Luis, Cappi Roberto, Caprara Filippo, Carminati Gaetano, Carnasciali Vanna, Carnelos Luisa, Chiavuzzo Elio, Chiesa Renzo, Chifari Giorgio, Chighini Nino, Chignoli Roberto, Chilò Francesca, Chindemi Giuseppe, Chinellato Guglielmo, Chiodi Jessica, Chiozza Giacomo, Chirico Antonino, Chis Stoentel Luciana, Cialfi Luigia, Ciani Adelmo, Ciani Seren Roberto, Ciavarro Giovanni, Cicala Luigi, Ciccioli Claudio, Cifù Alberto, Cigliano Amalia, Cipolla Achille, Cippitelli Giuseppe, Cipriani Massimo, Cirelli Salvatore, Cirillo Carlo, Cirrincione Antonino, Cismondi Giuseppe, Clerici Eugenio.De Mello Sorensen Martin, De Palo Giacomo, De Palo Luigi, De Ponte Maria, De Salvo Pietra, De Silva Giorgio, De Simone Italo, De Simone Valentina, De Galleani Giorgio, DeGiuli Carlo, DeGiuli Paola, Dehò Anna, Del Brocco Riccardo, Dell'Aquila Luigi, Dell'Oro Nadia, Delmati Marzia, Dematteis Maria, D'Emidio Bruno, Dendi Gilberto, Deo Pietro, Derin Werther, Deriu Ottavia.Ferrari Ciboldi Mauro, Ferrario Simona, Ferrerio Alberto, Ferretti Armando, Ferretti Francesco Maria, Ferri Allegra, Ferri Ignazio, Ferron Gino, Ferruccio Bernarda, Fettarappa Renato, Fichera Paolo, Ficini Paola, Ficini Vittorio, Fidelbo Giovina Bianca Maria, Fierli Osvaldo, Filetto Roberta, Finadri Federico, Finesso Mario, Fini Angelone Silvana, Finuola Rita, Fiocco Giacomo, Fioravanti Alessandro, Fiorentini Ornella, Fossanetti Maddalena, Fossati Mauro, Foti Stefano, Francavilla Tommaso, Franceschi Baratelli Maria Isa, Franchini Fausto, Franchini Roberta, Francini Romana.Gabbieri Massimo, Gaggioli Enrico, Gaglioppa Franco, Galanti Augusto, Galasso Pasquale, Galbusera Giulio, Galdi Nicola, Galeazzi Orlando, Galelli Gabriella, Galetti Francesca, Gallerani Luigi, Gallo Andrea, Gallo Antonina, Gallo Antonio, Gallo Carolina, Gallo Cristina, Gallo Giorgia, Gallo Roberto, Galoforo Erminia, Gamba Annamaria, Gamba Gianalberto, Gambassini Dino, Gambato Sandra, Gambini Caterina, Gambino Aldo, Gambino Lillo, Gelli Piergiorgio, Gelli Rodolfo, Gemelli Saverio, Gemin Maria Grazia, Gennari Luciano, 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