<![CDATA[il Giornale]]> Fri, 29 Jul 2016 13:52:46 +0200 Fri, 29 Jul 2016 13:52:46 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Jason Priestley in campo per Shannen: Sei una combattente. Ce la farai ]]> &amp;quot;Beverly Hills 902010&amp;quot; li ha legati per sempre, per questo Jason Priestley scende in campo per l&amp;#39;amica Shannen Doherty malata di cancro.&amp;quot;So che stai affrontando questa battaglia e che alla fine sarai ok - ha spiegato - Sei una ragazza forte e una combattente di primo livello&amp;quot;. La serie tv li ha legati per sempre, proprio sul set è nato un affetto particolare che mai è sfiorito. Per questo motivo l&amp;#39;attore Jason Priestley ha voluto incoraggiare la comapgna di avventure Brenda che da quasi un anno sta lottando contro il tumore al seno.Le parole di Jason arrivano dopo che l&amp;#39;attrice di &amp;quot;Beverly Hills&amp;quot; ha deciso di mostrare pubblicamente, via Instagram, le foto del momento in cui si taglia i capelli dopo la chemio. La Shannen negli scatti appare in lacrime, ma nonostante tutto negli occhi si vede la sua voglia di lottare.Come scrive Tgcom24, Priestley è rimasto molto complito dal gesto e soprattutto dalla forza della collega:&amp;quot;Quello che ha fatto è stato incredibilmente coraggioso. Lei sta usando questa cosa per accendere una luce e aiutare altre persone che affrontano un dramma simile. Per lei non sento altro che amore&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/20/1469020808-brenda-1.jpg?itok=mSJAr3IT" /> <![CDATA[Così la Ue finanzia l'immigrazione: soldi a chi cerca gli immigrati in mare]]> Da Bruxelles arrivano altri soldi. ma non serviranno a far fronte alla crisi economica o all&amp;#39;emergenza disoccupazione. Gli 11 milioni di euro, che dovranno essere spartiti tra Italia e Grecia, serviranno a implementare i centri per accogliere gli immigrati e, soprattutto, a coprire le spese dei salvataggi in mare. La Commissione europea ha stanziato oggi 11 milioni aggiuntivi di finanziamenti per l&amp;#39;emergenza profughi in Grecia e Italia. &amp;quot;I fondi sono destinati a rafforzare i rispettivi sistemi di accoglienza e registrazione dei migranti e di salvataggio in mare&amp;quot;, avvertono da Bruxelles spiegando, in modo particolare, che l&amp;#39;Italia riceverà 2,2 milioni per &amp;quot;sostenere la Guardia costiera italiana nell&amp;#39;attività di ricerca e salvataggio di migranti in mare&amp;quot; e per &amp;quot;finanziare le forniture di cibo per le navi che soccorrono i migranti, il personale operativo sulle navi e nei centri di coordinamento operativo&amp;quot;.I fondi stanziati per &amp;quot;la ricerca di migranti in mare&amp;quot; sono il doppio rispetto a quelli previsti per mettere in sicurezza i nostri militari e le nostre forze dell&amp;#39;ordine che quotidianamente hanno a che fare con l&amp;#39;emergenza immigrazione. Bruxelles ha, infatti, stanziato soltanto un milione di euro che la Marina italiana potrà usare &amp;quot;per gli equipaggiamenti e l&amp;#39;abbigliamento protettivo per i controlli sanitari delle persone recuperate in mare&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469792476-olycom-20160723015240-20058469.jpg?itok=aPq5A28o" /> <![CDATA[De Laurentiis risponde a Higuain: Non prenda in giro i tifosi del Napoli]]> Aurelio De Laurentiis non ci sta e risponde per le rime a Gonzalo Higuain che, nella conferenza stampa di ieri, aveva dato la colpa al numero uno azzurro del suo addio al Napoli: &amp;quot;De Laurentiis? Non gli devo dire nulla. La pensavamo diversamente: il modo in cui ragionava non era il mio. La scelta di lasciare Napoli è stata dettata da alcune sue decisioni. Mi ha spinto lui ad agire così: altro non dico. Dopo tre anni, era arrivato il momento di cambiare aria. Ringrazio tutti, lo ripeto ancora. Ma non De Laurentiis, con il quale non avevo più alcun tipo di rapporto. Lui non è stato bene con me e io non avevo voglia di passare un solo minuto in più in sua compagnia&amp;quot;.De Laurentiis ha voluto scrivere una lettera aperta ai tifosi del Napoli per spiegare la situazione e attaccare il suo ex giocatore. Ecco l&amp;#39;estratto integrale tratto dal sito ufficiale della società azzurra:&amp;quot;Cari tifosi del Napoli, cari appassionati di calcio, ho letto le dichiarazioni di Gonzalo Gerardo Higuain nella conferenza stampa organizzata dalla Juventus e vorrei soffermarmi sulla parte nella quale, dopo aver detto che la Juventus è una grande famiglia e lui è felice di indossare la maglia bianconera, afferma che il motivo per cui ha deciso di andare in quella squadra sarebbe colpa mia. Ho riflettuto a lungo se queste affermazioni meritassero una risposta, essendo facilmente chiaro a tutti quale sia la verita&amp;rsquo;. Alla fine ho pensato che qualcosa era meglio dire, cosi&amp;rsquo;, a futura memoria. Questa è la mia risposta. 1) Se il signor Gonzalo Gerardo Higuain era così indispettito dalla mia presenza, ha impiegato molti anni per capirlo, a meno che non sia una persona falsa o un ottimo attore. Ma escluderei quest&amp;rsquo;ultima possibilità: di attori me ne intendo .2) Abbiamo trascorso molto tempo insieme, anche recentemente, ad esempio un&amp;rsquo;intera giornata alla Commissione Disciplinare di Roma non più tardi del 15 aprile scorso, per cercare di rimediare alla squalifica di 4 giornate che aveva avuto nel pieno della lotta scudetto. Vi assicuro che quel giorno Gonzalo era molto sereno e non mostrava alcuna insofferenza nei miei confronti, come possono testimoniare le persone che erano con noi. 3) Come mai il suo procuratore non ha mostrato insofferenza quando ci siamo incontrati per discutere del rinnovo, ed è successo spesso nell&amp;rsquo;ultimo anno ? Se fossero stati così intolleranti alla mia presenza, non avrebbero passato ore a discutere di soldi, molti soldi, con grande interesse e disponibilità. 4) Non ha una certa vergogna il suo procuratore quando dice che la squadra nella quale giocava, che lo ha messo nella condizione di segnare 38 gol, non era all&amp;rsquo;altezza ? Non ha vergogna di dire, in pratica, che i compagni di Gonzalo erano scarsi, visto che il Napoli è stata la squadra che ha avuto il maggior numero di occasioni da gol in Italia, condizione fondamentale per consentire a un attaccante di segnare molti gol? 5) Cercare di spiegare che il suo passaggio nella nuova famiglia sia colpa mia, è mancare di rispetto ai napoletani. Se Higuain avesse letto la storia di Napoli, scoprirebbe che questa città è stata l&amp;rsquo;unica a liberarsi da sola dai nazisti, prima ancora dell&amp;rsquo;arrivo degli americani, che trovarono la città già liberata quando vi entrarono. Questo popolo lo si può tradire se non si ha vergogna, ma non prendere per il culo&amp;quot; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/23/1406125685-de-laurentiis.jpg?itok=1fcratTf" /> <![CDATA[Bobo is back: Vieri va a giocare in Cina]]> &amp;quot;Bobo is back. Vado a giocare in Cina&amp;quot;. Con questo messaggio su Twitter, corredato da un video mentre si allena, Bobo Vieri annuncia il suo clamoroso ritorno al calcio giocato. &amp;quot;Bobo is back, ho deciso di andare a giocare in Cina. Cinque mesi fa ero 101 chili, ora sono 91. Ho perso 10 chili, devo arrivare a 89 e sono in preso forma. Sono pronto&amp;quot;, ha detto l&amp;#39;ex attaccante nel video postato da Formentera dove è il protagonista indiscusso della vita mondana. Quarantatre anni appena compiuti, Vieri ha lasciato il calcio giocato nel 2009 dopo un&amp;#39;ultima breve apparizione nelle file dell&amp;#39;Atalanta. Insomma a quanto pare è arrivato il momento di rivedere il bomber in campo. E così come ha già fatto ad esempio Graziano Pellé, che dopo gli europei ha firmato un biennale da 39 milioni di euro per giocare in Cina, anche Bobo ha deciso di fare le valigie per Pechino. Non è ancora noto il club per cui giocherà, ma di certo il nome Vieri attirerà diversi tifosi cinesi negli stadi. Bobo è stato uno degli atttaccanti più prolifici del nostro campionato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/24/1469375517-1469375485-13707443-521400604714316-1522745201-n.jpg?itok=tT7zImgZ" /> <![CDATA[Di Pietro benedice Grillo: Oggi voterei per il M5s]]> &amp;quot;Sempre un trattore è&amp;quot;. Il neo presidente di Pedemontana Lombarda, Antonio Di Pietro, a chi gli chiedeva del suo passato prossimo da contadino nel suo paese di origine in Molise e del nuovo incarico in Lombardia, facendo riferimento ai lavori in corso per l&amp;#39;autostrada che dovrebbe collegare le province di Varese, Como e Monza e Brianza, ha risposto con una battuta.Ma oltre al suo incarico, Di Pietro, in una intervista al Corriere della Sera, ha parlato anche di politica e ha confessato: &amp;quot;Oggi voterei per il Movimento Cinque Stelle. Sono riusciti a dare rappresentanza a un mondo che ho provato a rappresentare anch&amp;rsquo;io. Non sono né invidioso né geloso, ma devono stare attenti a non fare l&amp;rsquo;errore che ho commesso io&amp;quot;. L&amp;#39;errore commesso, secondo l&amp;#39;ex toga, sarebbe stato quello della &amp;quot;scelta della classe dirigente, quello è stato il mio errore fatale. A un certo punto ho pensato di aprire l&amp;rsquo;Italia dei valori a chi aveva già esperienza politica, pensavo fosse un prezzo da pagare per il salto di qualità. E invece è stata la fine di tutto. Stiano in guardia anche loro, che oltretutto prendono tre volte i voti che prendevo io&amp;quot;.Infine, Di Pietro dispensa un consiglio al suo acerrimo nemico Silvio Berlusconi: &amp;quot;Mi è dispiaciuto sapere dei suoi problemi di salute. Si goda la terza parte della vita, la smetta con la politica. Mi viene da dargli questo consiglio&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469791612-omnmi-20160728194411-20114765.jpg?itok=H1KJ-T26" /> <![CDATA[Sposarsi tra cugini? Si può, non c'è nessuna legge che lo vieti]]> Al contrario di quanto si creda, non è necessario essere nell&amp;#39;universo de Il Trono di Spade per sposarsi tra parenti. Nessun articolo - nè codicillo - della Legge italiana, infatti, vieta il matrimonio tra cugini. Lo svela il portale d&amp;#39;informazione giuridica &amp;quot;laleggepertutti.it&amp;quot;, facendo luce sul tabù: i cugini, essendo parenti di quarto grado, possono - effettivamente - sposarsi.Tuttavia, se la Legge italiana non vieta il matrimonio tra cugini, qualche ostacolo lo pone - non sorprendentemente - la Chiesa cattolica, che richiede un&amp;#39;esplicita autorizzazione secondo le regole della procedura canonica. In poche parole, se manca la dispensa data dalla Chiesa, i cugini possono sposarsi solo in comune. In questo caso, il matrimonio non avrà effetti per l&amp;#39;ordinamento ecclesiastico.Anche la - permissiva? - legge italiana, però, prevede dei limiti al matrimonio tra parenti stretti, affini e adottanti-adottati. Alcune di queste categorie, tuttavia, possono sposarsi con autorizzazione del tribunale. Non possono contrarre matrimonio, neppure con la dispensa: genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli e sorelle, adottante e adottato, figli adottivi della stessa persona, adottato e figli del genitore adottivo, adottato e fratelli e sorelle della famiglia di origine, adottato e genitori della famiglia di origine e adottato e nonni della famiglia di origine.Possono sposarsi con dispensa, invece: zia e nipote maschio, zio e nipote femmina, cognati, adottato e coniuge dell&amp;#39;adottante, adottante e coniuge dell&amp;#39;adottato, adottato e parenti in linea collaterale degli adottanti, ma anche suocero e nuora, suocera e genero, patrigno e figliastra e matrigna e figliastro, quando l&amp;rsquo;affinità deriva da un matrimonio dichiarato nullo. La richiesta deve essere congiunta ed è volta a farsi autorizzare a contrarre matrimonio. Il tribunale, si legge sul portale, valuta le ragioni addotte dai richiedenti e decide con decreto motivato. La decisione del tribunale diventa definitiva dopo 10 giorni, senza che sia stato posto reclamo da eventuali controinteressati. Se l&amp;rsquo;autorizzazione è concessa, uno dei nubendi deve presentare copia del relativo provvedimento per la richiesta di pubblicazione. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469791203-matrimonio3.jpg?itok=RPIoqImD" /> <![CDATA[Basta, ci stanno ammazzando. Renzi accolto da fischi a Taranto]]> Una cortina fumogena accoglie il premier Matteo Renzi a Taranto. Sembra roba da stadio nella piazza centrale della città. Sono invece le proteste delle associazioni ambientaliste e dei grillini. Il presidente del Consiglio è in visita questa mattina per l&amp;#39;inaugurazione del secondo piano del museo archeologico nazionale insieme al ministro della cultura, Dario Franceschini e al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio.Un&amp;#39;occasione per la firma del contratto istituzionale per Taranto. Ma il premier, arrivato in ritardo secondo la tabella di marcia, potrebbe saltare il secondo appuntamento previsto in Prefettura dove ad aspettarlo, invitato all&amp;#39;ultimo (alla faccia del cerimoniale) c&amp;#39;è il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.&amp;quot;È finita la stagione degli assegni a vuoto - ha dichiarato Renzi che ha sottolineato - il presidente del Consiglio (parlando in terza persona) è qui per una speranza concreta&amp;quot;.Ma alla &amp;quot;speranza&amp;quot; si risponde con la protesta. Un gruppo di donne del mondo ambientalista ha contestato il premier chiamandolo &amp;quot;Assassino&amp;quot; ed un gruppo di manifestanti ha cercato di sfondare il cordone della polizia in assetto antisommossa che sta proteggendo l&amp;#39;ingresso della prefettura di Taranto dove è in corso ora la riunione economica. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469790867-taranti.jpg?itok=myDdrKyc" /> <![CDATA[Animalisti e utenti social contro George per questa foto: Meriti il carcere]]> Solo pochi giorni fa il piccolo George festeggiava felice il suo terzo compleanno, ora quella spensieratezza è volata via e la casa reale inglese deve fare i conti con gli animalisti.Il 22 luglio il principino ha festeggiato nella residenza di Anmer Hall il suo terzo compleanno. Tra i giochi con mamma Kate e papà William, c&amp;#39;è stato anche un momento di relax con il cocker Lupo. Ma proprio questi attimi di felicita di George, catturati dal fotografo Matt Porteous, hanno scatenato gli animalisti.In una foto, infatti, si vede il piccolo che dà all&amp;#39;amatissimo cane un po&amp;#39; del suo gelato. Immediatemente gli utenti di Twitter e gli animalisti hanno accusato George e tutta la famiglia reale inglese di maltrattare Lupo. &amp;quot;Vi devono togliere il cane. Non sapete che i dolci gli fanno male? Ora noi lotteremo per lui&amp;quot; - hanno scritto alcuni utenti sui social.Ma non è tutti. In rete sono state lanciate diverse petizioni per fare in modo che le associazioni animaliste prendano posizioni nette e la &amp;quot;facciano pagare&amp;quot; al piccolo George e alla sua famiglia. Per cercare di calmare gli animi, la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, che si occupa di salvaguardare gli animali, ha voluto commentare la vicenda: &amp;quot;È ammirevole che il principe George cerchi di aiutare il suo cane a rinfrescarsi, con questo caldo. Ma consigliamo a tutti di stare attenti nel dare ai cani del cibo pensato per gli esseri umani: alcuni ingredienti, come il cioccolato, possono essere gravemente tossici per i cani, che possono avere anche difficoltà a digerire i latticini&amp;quot;.Ma nonostante alcune associazioni abbiano cercato di temperare i toni, alcuni animalisti e normali utenti social sono andati fuori da ogni limite. E con l&amp;#39;hashtag #IceCreamGate hanno iniziato a vomitare cattiverie nei confronti del piccolo George. Tra i tanti commenti di disprezzo c&amp;#39;è addirittura chi chiede il carcere per il principino.Su Instagram e Twitter le accuse non sembrano placarsi e le parole si fanno sempre più minacciose. Le petizioni contro il principe George sono moltissime e ora c&amp;#39;è anche chi ha paura che possa succedergli qualcosa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469789725-lapresse-20160722113706-20048899.jpg?itok=BIyfK8p4" /> <![CDATA[Se lo Stato sfratta gli italiani ​per fare posto agli immigrati]]> Nel quartiere Salinella di Taranto non c&amp;#39;è spazio per gli italiani. Sfrattati, senza preavviso, per ospitare gli immigrati, che continuano a sbarcare senza sosta sulle nostre coste. &amp;quot;È una situazione disumana. Inaccettabile&amp;quot;, ci dice al telefono don Luigi Larizza, parroco del Sacro Cuore che, attualmente, ospita nella propria parrocchia i 47 italiani cacciati dal centro d&amp;#39;accoglienza gestito dall&amp;#39;associazione ABFO presso una scuola comunale in disuso.&amp;quot;Io gli sto offrendo un tetto - dice il sacerdote amareggiato - ma solo non posso fare molto. Nessuno li aiuta. Sono stati costretti a vivere per strada. A dormire in stazione, al pronto soccorso, nei giardini pubblici&amp;quot;. La situazione a Taranto è drammatica, tra i 47 italiani sfrattati &amp;quot;per lavori&amp;quot; anche un settantaquattrenne con problemi di salute: &amp;quot;Mi ha fatto pena. Dormiva in un giardino, ed era stato perfino aggredito dai cani randagi&amp;quot;. Una signora, invece, &amp;quot;si è distesa per la prima volta su una stuoia della parrocchia, dopo dieci giorni passati nella sala d&amp;#39;attesa del pronto soccorso, seduta su una sedia - dice don Larizza - on è umano&amp;quot;.Umano, invece, è propri lui, don Luigi che, per fotografare questa situazione vergognosa usa la parabola del buon samaritano: &amp;quot;Oggi il buon samaritano è il popolo italiano, che paga le tasse, ma resta fuori dall&amp;#39;albergo. Gli albergatori, che ospitano solo clandestini, invece, incassano e basta. Se i 47 italiani fossero stati immigrati e clandestini, allora si sarebbe trovato posto confortevole e garantito anche per loro&amp;quot;. E, magari, in albergo a 5 stelle.Non è populismo, né demagogia! Due termini che vengono utilizzati fin troppo da chi cerca di sviare l&amp;#39;attenzione del mondo sulle proprie malefatte. E&amp;#39; cosa indegna continuare a vedere i nostri connazionali in difficoltà patire l&amp;#39;umiliazione della strada e della mancanza di assistenza e solidarietà da parte delle istituzioni, mentre i clandestini, anche quelli che scappano dal loro paese per gravi reati, ingrassano e pretendono ogni beneficio anche a danno di chi questo nostro Paese ha contribuito a costruirlo con il proprio lavoro e con il sudore della propria fronte. Lo sappiano tutti, anche quelle associazioni che, sembra, oggi a Taranto abbiano chiuso le porte proprio agli italiani. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/25/1469445791-lapresse-20160720210942-20032343.jpg?itok=8cstssDQ" /> <![CDATA[Immigrazione, tensioni in Austria: bagnanti molestate dai profughi]]> Nuovo caos di aggressione ai bagnanti da parte di richiedenti asilo di religione musulmana. Sulle coste dell&amp;#39;Ödter See, nota località balneare in Austria, un gruppo di 10 giovani uomini di età compresa tra i 16 e i 18 anni hanno ripetutamente molestato le persone a riva, soprattutto le donne. A riportarlo è la Polizia locale, ripresa dalla rivista Wochenblick, che racconta di come il gruppo di molestatori abbiano causato l&amp;#39;intervento prima della sicurezza privata del lido e poi delle volanti degli agenti. Tra le vittime ci sarebbero anche delle mamme con dei bambini piccoli. Nessuna è fortunatamente rimasta ferita.I ragazzi provengono da un centro di accoglienza che si trova a poca distanza dal lago e si erano concessi una giornata in spiaggia. Alcuni dei loro comportamenti nei confronti degli altri bagnanti, soprattutto di sesso femminile, hanno generato delle proteste e la chiamata in causa del personale si sicurezza.Secondo quanto riportato l&amp;#39;intervento della polizia sarebbe stato la conseguenza di &amp;quot;pesanti discussioni&amp;quot; tra il personale di sicurezza ed i ragazzi. La Polizia ha poi spiegato loro che i tipi di comportamenti che stavano assumendo non erano accettabili e che disturbavano la pacifica convivenza. Tre di loro sono stati portati via dagli agenti, i restanti hanno ricevuto un divieto di avvicinamento al luogo in questione per la durata di 24 ore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/10/1465564689-burkini.jpg?itok=BDp-km96" /> <![CDATA[Renzi vola alle Olimpiadi di Rio insieme alla famiglia e al fotografo]]> Non ne perde una di presentazione. Quando si tratta di tagliare nastri o di presenziare a eventi di una certa portata, Matteo Renzi c&amp;#39;è sempre. Infatti, come scrive Il Fatto Quotidiano, il premier ha organizzato una spedizione di quattro giorni, dal 3 al 7 agosto, per spingere la candidatura di Roma2024.Renzi andrà con la famiglia, i collaboratori, gli assistenti e fotografo e operatore. Volerà con un volo di Stato da Roma. Arriverà il 3 agosto per l&amp;#39;inaugurazione di Casa Italia dove sono invitati tutti i membri del Cio (Comitato olimpico internazionale), gli stessi che nel 2017 avranno l&amp;#39;ultima parola sulla città che organizzerà le gare del 2024. Ma non solo. il programma sarà fittissimo: dalla visita a Casa Italia ai colloqui con Montezemolo e Malagò passando per l&amp;#39;alzabandiera con gli atleti schierati in divisa e capitanati da Federica Pellegrini e per il ricevimento del governo brasiliano. Poi, dopo pranzi, cene, apertivi, foto e strette di mano, il premier assisterà il 6 agosto alle prime gare degli italiani per poi l&amp;#39;indomani fare rientro in Italia. Sempre se non decida di prolungare la vacanza in forma privata. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469788913-renzi1234.jpg?itok=W4fGVIsI" /> <![CDATA[Referendum, il sondaggio Il 60% non sa cosa sia]]> Il referendum di autunno si avvicina e a quanto pare i sondaggi non sono dalla parte di Renzi. Infatti, secondo una rilevazione di Ixè per Agorà, il 59% degli italiani non conosce i contenuti del quesito referendario mentre il 39% invece dichiara di essere sufficientemente informato. La metà degli italiani, il 49%, dichiara che andrà a votare, il 35% invece no. Sul fronte invece dell&amp;#39;orientamento del voto, secondo Ixè, il 44% degli italiani che intendono recarsi alle urne per votare al referendum metterà la croce sul Sì, il 38% invece sul No. In caso di voto invece l&amp;#39;Italicum si rivela un boomerang per il Pd. Viene registrato infatti un lieve allungo del Pd su M5S ma in caso di ballottaggio con l&amp;#39;Italicum sarebbero i grillini a vincere. Il Partito Democratico aumenta dello 0,2% passando al 31,4%. In crescita dello 0,3% anche la Lega Nord. Lieve calo invece per tutti gli altri partiti. Per quanto riguarda la fiducia nei leader guadagnano un punto Mattarella e Renzi, così come Luigi Di Maio (26%) e Giorgia Meloni (19%). Un balzo avanti di due punti, invece, per Beppe Grillo che passa dal 22% della scorsa settimana al 24% della rilevazione odierna. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469789706-image.jpeg?itok=v0bb_oAU" /> <![CDATA[Rouen, uno dei terroristi lavorava come addetto in aeroporto]]> Prima di entrare in azione in una chiesa di Saint-Etienne-de-Rouvray, prima di comparire in un video rilanciato dalla propaganda del sedicente Stato islamico, in cui invita a colpire la Francia, fino a che &amp;quot;la bandiera della religione e della parola di Allah&amp;quot; non sarà alzata sul Paese, Abdel Malik Petitjean lavorava in aeroporto.Era questa l&amp;#39;occupazione del 19enne jihadista responsabile dello sgozzamento di padre Jacques Hamel. Fino a pochi mesi fa, il killer di Rouen era un interinale addetto al carico e scarico di bagagli all&amp;#39;aeroporto di Chambéry. E fonti citate dal Daily Mail sono chiare nel sostenere come questo abbia costituito, se non un rischio, almeno un grosso problema di valutazione.&amp;quot;Petitjean non ha avuto problemi a superare le indagini della polizia e le valutazioni psicologiche&amp;quot;, dicono le fonti del tabloid inglese. Poi ancora: &amp;quot;Era considerato un gran lavoratore, un giovane amichevole che non rappresentava un pericolo né per il personale né per i viaggiatori in transito dall&amp;#39;aeroporto&amp;quot;.[[video 1290859]]Il 19enne Petitjean non dava dunque segnali di quel piano efferato a cui avrebbe partecipato da lì a poco, né di essersi legato, con un giuramento, al sedicente Stato islamico.Ad aprile Abdel Malik, aveva poi lasciato il suo lavoro e a giugno l&amp;#39;intelligence in Turchia lo aveva scoperto mentre cercava di raggiungere la Siria e qui unirsi agli uomini del sedicente Stato islamico. Secondo fonti della sicurezza francese sentite dalla Reuters, una cartella su di lui era stata aperta un mese prima dell&amp;#39;attacco, quando aveva dato i primi segnali di radicalizzazione. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469777218-senzanome.jpg?itok=w8x2rG7W" /> <![CDATA[Fedez: X Factor? Con me i cantanti vendono di più. Morgan miglior giudice in assoluto]]> È l&amp;#39;uomo del momento: (vincente) giudice di X Factor, produttore, genio del marketing musicale, seguitissimo sui social (con più di 2 milioni di &amp;quot;mi piace&amp;quot; sulla sua pagina Facebook e più di 1 milione di followers su Twitter) ed imprenditore di successo, Fedez ha saputo andare oltre i limiti del rap italiano con esperimenti musicali &amp;quot;riusciti, ed altri di m***a&amp;quot;, come sostiene lui stesso in una lunga intervista a Leggo. Tra la satira musicale - vedi il fenomeno Rovazzi (da lui lanciato) col tormentone &amp;quot;Andiamo a comandare&amp;quot; - e i talent show, Fedez precisa di non essere un provocatore - come tutti pensano - , ma dato che &amp;quot;ho l&amp;#39;immagine da scafista, allora... Mi disegnano così&amp;quot;.Non solo rapper, dunque, ma anche manager musicale. A testimonianza delle sue capacità, non solo il sopracitato Rovazzi, ma anche alcuni cantanti di X Factor, che &amp;quot;quando ho gestito il (loro) management musicale, è stata l&amp;#39;edizione in cui questi hanno venduto di più. Qualcosina di musica capisco...&amp;quot;. E a proposito del talent più famoso della tv, rivela indiscrezioni sui suoi compagni giudici: &amp;quot;Arisa sbrocca da sola. Sono convinto che Manuel Agnelli sarà un grande giudice&amp;quot;. Tuttavia, il suo &amp;quot;vero amore&amp;quot; resta Morgan, per lui il miglior giudice di sempre: &amp;quot;... ci farei anche sesso&amp;quot;, scherza.&amp;quot;Non è facile sfondare - rivela, in merito agli artisti che dopo X Factor faticano ad avere successo -. Io non sarei da talent, ma una cosa l&amp;#39;ho capita e dovrebbero capirla i ragazzi: non puoi essere artista e basta: la musica non basta, devi gestire la vita e tutto il resto intorno. I piedi per terra: tutto può finire presto&amp;quot;.Trai suoi cantautori preferiti, &amp;quot;De André per lo storytelling, Gaber per l&amp;#39;ironia, Guccini per i co****ni, De Gregori per la poesia&amp;quot;, ed è contrario a chi accosta i rapper di oggi ai grandi monumenti del passato: &amp;quot;Io porto rispetto&amp;quot;, dice.E infine, sulle polemiche web: &amp;quot;Mi tirano dentro politici e giornalisti, poi io non mi faccio indietro. Non ho mai provocato (...), ho sempre dato a tutti risposte educate&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469787605-fedez-giudice-x-factor-8.jpg?itok=LDHbSCcR" /> <![CDATA[Francia, stop alla pubblicazione delle immagini dei terroristi dell'Isis]]> In Francia, i principali media non pubblicheranno più i nomi e le immagini dei terroristi dello Stato islamico per impedire loro qualsiasi tipo di propaganda postuma. La nuova strategia, divenuta operativa da poche ore, arriva a margine delle possibili restrizioni sui mezzi di informazione che il parlamento francese potrebbe approvare a breve per contrastare il terrorismo.Il quotidiano francese Le Monde, in un editoriale del direttore Jerome Fenoglio dal titolo &amp;#39;Resistere alla strategia dell&amp;rsquo;odio&amp;#39;, ha annunciato la decisione di non pubblicare le immagini dei jihadisti, invitando i media ad una maggiore responsabilità.Lo dobbiamo &amp;ndash; scrive Fenoglio - a tutte le vittime del gruppo criminale ed alla memoria di padre Jacques Hamel, assassinato nella sua chiesa.Le reti della stazione televisiva BFM-TV, le più viste in Francia, hanno annunciato il blocco di tutte le immagini collegate all&amp;rsquo;Isis.Dopo l&amp;#39;attacco a Nizza &amp;ndash; si legge nel comunicato dell&amp;rsquo;azienda - non pubblicheremo le fotografie di coloro che compiono massacri ed evitare la possibile loro glorificazione postuma.Radio Europe 1 ed il quotidiano cattolico La Croix hanno dichiarato di aver adottato la stessa linea editoriale. Il quotidiano Libération, invece, deciderà caso per caso.La Francia ricorderà solo le vittimeIl &amp;ldquo;patto&amp;rdquo; dei media francesi è una vera e propria strategia volta a rendere anonimi gli attentatori nell&amp;rsquo;esclusivo ricordo delle vittime. I terroristi, per quella che era ritenuta inizialmente (ed erroneamente) una svista, compiono le lo stragi facendo attenzione a portare con se i documenti di riconoscimento o qualsiasi dettaglio che possa far risalire alla loro identità. Si tratta di una strategia dello Stato islamico volta a glorificare i martiri agli occhi dei loro comandanti, sfruttando i media occidentali, così da incoraggiarne altri a compiere le stesse azioni. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/15/1468595185-lapresse-20160715153028-19979483.jpg?itok=Id__cwkH" /> <![CDATA[Militarizzare la Norvegia per contrastare i sottomarini russi]]> &amp;ldquo;L&amp;#39;ex base di Olavsvern, in Norvegia, è ideale per supportare le operazioni sottomarine nell&amp;#39;estremo nord Atlantico e nell&amp;rsquo;Artico. Le priorità, a fronte della nuova attività russa, devono essere rivolte nel garantire le vie commerciali e la sicurezza delle infrastrutture critiche. Ed, infine, mantenere la capacità di rispondere ad un&amp;rsquo;aggressione e sconfiggerla&amp;rdquo;.E&amp;rsquo; questa la conclusione del rapporto a cura del Center for Strategic &amp;amp; International Studies consegnato a Washington, sulle &amp;ldquo;nuove sfide poste dall&amp;rsquo;aumento dell&amp;rsquo;attività sottomarina russa&amp;rdquo;.La base di Olavsvern è al centro della nuova architettura di difesa proposta dal gruppo di studio per fronteggiare &amp;ldquo;la strategia di negazione del mare di Mosca ed il suo nuovo approccio stratificato nel Nord Atlantico&amp;rdquo;.Durante la guerra fredda, le unità norvegesi e della NATO utilizzavano Olavsvern, nei pressi di Tromsø, come base di approvvigionamento per i pattugliamenti nel Mare di Barents e per monitorare il traffico sottomarino proveniente dalla costa della penisola di Kola, ad ovest di Murmansk. Olavsvern, venduta alla società Triko AS nel febbraio del 2013, infine, era la base ideale per la proiezione dei sottomarini d&amp;rsquo;attacco nella regione, rispetto alle strutture navali esistenti in Europa e Nord America. Per i 46 anni della guerra fredda, l&amp;rsquo;arma navale sovietica più temuta era quella sottomarina. Inizialmente, era concepita come una minaccia per l&amp;rsquo;utilizzo occidentale delle rotte di navigazione dell&amp;rsquo;Atlantico per rafforzare e sostenere l&amp;rsquo;Europa nel caso di un assalto. Successivamente, i sottomarini sovietici equipaggiati con missili strategici divennero la minaccia numero uno per l&amp;rsquo;Occidente.Sappiamo che il Cremlino ha ripreso i pattugliamenti strategici oceanici a copertura di possibili obiettivi, in attesa dei sottomarini classe Borei che attendono la fine dei test sui nuovi missili Bulava per svolgere il loro ruolo primario. I pattugliamenti strategici oceanici e lungo le latitudini meridionali erano stati sospesi dopo il crollo dell&amp;rsquo;Unione Sovietica. Oggi la flotta sottomarina russa ha aumentato la sua attività a livelli che non si vedevano da prima della fine della guerra fredda. Schierati nella Flotta del Nord, i sottomarini classe Delta IV rappresentano l&amp;rsquo;ultima evoluzione della classe entrata in servizio nel 1972. Equipaggiati con dodici missili SS-N-23 Skiff, ognuno dei quali dotato di quattro testate MIRV da 100 kilotoni, rappresentano l&amp;rsquo;attuale spina dorsale russa del deterrente strategico.Il timore degli Usa è rappresentato proprio dall&amp;rsquo;accesso verso l&amp;rsquo;Atlantico: la via di rifornimento principale, cioè, qualora dovesse scoppiare un crisi in Europa. Durante la guerra fredda, gli aerei da pattugliamento marittimo erano sempre in volo nel GIUK gap, braccio di mare tra la Groenlandia, l&amp;rsquo;Islanda ed il Regno Unito per la rilevazione acustica dei sottomarini sovietici. Le flotte MPA (Maritime Patrol Aircraft) furono dismesse dopo la fine della guerra fredda. L&amp;rsquo;Olanda ha venduto le sue piattaforme P-3 Orion nel 2003. L&amp;rsquo;intera flotta MPA inglese fu soppressa nel 2010 a causa di tagli alla spesa militare. Altri paesi come Germania, Italia, Francia e Canada, hanno annullato l&amp;rsquo;acquisto di nuove piattaforme MPA per modernizzare le flotte attuali. La NATO, infine, stima che l&amp;rsquo;Europa dimezzerà la sua flotta MPA entro il prossimo decennio (alcuni velivoli sono entrati in servizio negli anni &amp;rsquo;80). Anche gli Stati Uniti hanno ritirato dall&amp;rsquo;Europa la propria forza Maritime Patrol Aircraft. Basti pensare che dai due squadroni presenti durante la guerra fredda, il Pentagono mantiene oggi soltanto cinque velivoli. Nel 2006, gli Stati Uniti hanno dismesso anche la base aerea di Keflavik, luogo chiave per le pattuglie MPA e per la rete idrofonica. La situazione dovrebbe cambiare entro i prossimi quattro anni. Il Regno Unito ha confermato che ricostruirà la sua capacità MPA entro il 2020 attraverso l&amp;rsquo;acquisto di piattaforme P-8 Poseidon, mentre gli Stati Uniti hanno nuovamente investito risorse per riattivare a pieno regime le strutture di Keflavik dove saranno schierate pattuglie in rotazione, anche se tali forze non risponderebbero alla necessità crescente che il contesto sottomarino impone. Le basi di Andøya e Evenes, nella Norvegia settentrionale, sono già state visionate dagli americani.La Russia di oggi non è l&amp;rsquo;Unione SovieticaNel rapporto del CSIS si raccomanda agli Stati Uniti di &amp;ldquo;sfruttare le relazioni bilaterali con la Norvegia al fine di sviluppare ed implementare una nuova generazione di sistemi per il rilevamento sottomarino e snellire la procedura di manutenzione ed assistenza tra i membri della NATO operanti nelle missioni di sorveglianza&amp;rdquo;.Continuano dal Center for Strategic &amp;amp; International Studies:&amp;ldquo;I sottomarini della NATO hanno utilizzato questa importante base come un hub di rifornimento per lo svolgimento di lunghi pattugliamenti ASW nella regione. La riapertura dell&amp;#39;intera struttura avrebbe un costo proibitivo, ma la Norvegia potrebbe nazionalizzare e riaprire un parte della base per sostenere la presenza delle forze in rotazione di Stati Uniti, Regno Unito e Francia&amp;rdquo;.Sarebbe opportuno rilevare, infine, un dato. Se è vero, da un lato, che l&amp;rsquo;attività sottomarina russa è ripresa, dall&amp;rsquo;altro è da considerarsi soltanto una minuscola proporzione di ciò che rappresentava un tempo la potente forza sottomarina sovietica. Al di là dei proclami, il dato che preoccupa gli USA è uno soltanto: i paesi della NATO non hanno una reale capacità militare, perché quella attuale si basa su sistemi per lo più datati e forze sottodimensionate. Forse lo spauracchio russo spingerà i paesi dell&amp;rsquo;Alleanza ad investire nella spesa militare, ma la Russia non è l&amp;rsquo;Unione Sovietica.Oggi la Russia di Putin ha in servizio attivo circa 50 sottomarini. L&amp;rsquo;Unione Sovietica nel 1957 aveva in servizio attivo circa 450 unità. Dal 1945 al 1991, l&amp;rsquo;Unione Sovietica ha prodotto 727 sottomarini: 492 a propulsione diesel-elettrica e 235 a propulsione nucleare. I tassi di costruzione erano mediamente di quasi 16 sottomarini all&amp;rsquo;anno per i sovietici e di 4,6 per gli Stati Uniti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469781170-tumblr-m0dspu7het1r9e9slo1-1280.jpg?itok=9nayl6oi" /> <![CDATA[Ansbach, la sinistra si schierò contro l'espulsione dell'attentatore]]> L&amp;#39;attentatore islamista che si è fatto saltare in aria nella città di Ansbach, in Germania, sarebbe dovuto essere espulso dal Paese. Eppure Mohammad Daleel, il nome dell&amp;#39;omicida, aveva fatto riscorso. Con l&amp;#39;aassitenza e l&amp;#39;aiuto di Harald Weinberg, un parlamentare del partito di estrema sinistra Die Linke. A renderlo noto è la rivista tedesca Bild.Secondo la Bild, Daleel avrebbe ricevuto un ordine di espulsione da parte delle autorità della Baviera in data 2 dicembre 2014. Weinberg, però, intervenne scrivendo alla città di Ansbach per chiedere di non procedere all&amp;#39;espulsione finché le cure mediche che il siriano stava ricevendo non fossero state portate a termine. Al tempo Daleel era stato ricoverato per una ferita al ginocchio. Weinberg, intervistato dalla Bild, ha detto che &amp;quot;se al tempo avessi saputo di cosa sarebbe successo avrei agito in modo diverso&amp;quot;.Il ricorso del siriano era però stato respinto nel febbraio del 2015. L&amp;#39;atto a procedere venne però rinviato a causa di un presunto tentativo di suicidio da parte dell&amp;#39;espulso, che si era tagliato un braccio &amp;quot;in maniera superficiale&amp;quot;. Il termine masismo per l&amp;#39;espulsione sarebbe dovuto essere in data 13 luglio 2016. Pochi giorni prima che Daleel si facesse saltare in aria in nome dell&amp;#39;Isis. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/25/1469455908-getty-20160725133416-20079701.jpg?itok=nsXmw9zX" /> <![CDATA[Il Milan dice ciao a Menez: il francese va al Bordeaux]]> Il Milan saluta Jeremy Menez dopo sole due stagioni: la prima entusiasmante, la seconda deprimente per via del brutto infortunio all&amp;rsquo;anca che l&amp;rsquo;ha costretto ai box per gran parte della stagione. Le incomprensioni con Sinisa Mihajlovic hanno fatto il resto e l&amp;rsquo;ex Roma non è riuscito ad essere utile alla causa come quando sulla panchina del Milan c&amp;rsquo;era Filippo Inzaghi. Il giocatore andrà in scadenza di contratto il 30 giugno del 2017 e ha avuto l&amp;rsquo;ok da parte della società rossonera per trasferirsi al Bordeaux, con cui firmerà un contratto triennale fino al 30 giugno del 2019. Il 29enne francese, nei giorni scorsi era negli Stati Uniti per via di un problema al ginocchio ed era ormai fuori dai piani di Vincenzo Montella.Il giocatore cercherà di mediare con il Milan per la risoluzione del contratto e dopodiché potrà sposare il suo nuovo club non prima di aver effettuato le visite mediche di rito. Secondo quanto riporta Sportmediaset, è lunedì il giorno buono: Menez svolgerà le visite mediche e poi verrà presentato alla stampa e i tifosi. Dopo Balotelli, tornato al Liverpool, i rossoneri perdono anche il fantasista francese. Carlos Bacca è in procinto di lasciare e anche Luiz Adriano non può dormire sogni tranquilli. Matri è un punto di domanda mentre M&amp;rsquo;Baye Niang e Gianluca Lapadula sono due certezze. Adriano Galliani dovrà lavorare duramente per regalare a Montella almeno un altro attaccante di peso e in quest&amp;rsquo;ottica sta tornando di moda, un anno dopo, il nome di Jackson Martinez, ex attaccante di Porto e Atletico Madrid ora in forza ai cinese del Guangzhou Evergrande. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/12/15/1418628611-jeremy-menez.jpg?itok=1TMY6jsL" /> <![CDATA[Vidal elogia la Juventus: Può vincere la Champions League]]> Arturo Vidal ha passato 4 anni fantastici alla Juventus. Il centrocampista cileno ha messo insieme 171 presenze complessive ed ha realizzato 48 reti in tutte le competizioni. Il classe 87, la scorsa estate, si è trasferito al Bayern Monaco per una cifra vicina ai 40 milioni di euro e dalle colonne della Gazzetta dello Sport ha parlato della sua ex squadra che ha già messo a segno 5 grandi colpi di mercato: &amp;ldquo;La Juventus è diventata davvero molto competitiva, ha preso parecchi giocatori importanti e ora è senza dubbio al livello degli altri top club. Può lottare per vincere la Champions. Ma il mio Bayern Monaco è la squadra migliore del mondo, più forte anche della Juventus di quando c&amp;rsquo;ero io. Per questo vogliamo vincere tutti i titoli possibili. Ancelotti e questo gruppo bastano per diventare i numeri uno in Europa. Ancelotti è un grandissimo allenatore, uno dei più bravi e preparati al mondo. Sono felice che ci sia lui&amp;quot;.Vidal ha anche parlato della sua nostalgia per l&amp;rsquo;Italia:&amp;ldquo;Un po&amp;rsquo; mi manca, lo ammetto. In Italia ho trascorso quattro anni bellissimi e ho ancora tanti amici. Ma mia moglie è felice a Monaco, dove abbiamo iniziato una nuova vita. Tornare in Serie A? La vedo difficile, per un semplice motivo: anch&amp;rsquo;io sono felice a Monaco, il Bayern è tutto quello che posso volere&amp;quot;. La Juventus si è già rinforzata pesantemente sul mercato ma non finisce qui visto che con l&amp;rsquo;addio di Paul Pogba, destinazione Manchester United, costringerà Beppe Marotta e Fabio Paratici a sopperire a tale partenza con l&amp;rsquo;arrivo di almeno un centrocampista di spessore. I nomi sulla lista sono tanti: da Brozovic a Sissoko, fino ad arrivare a Matic e a Witsel che sembra molto vicino alla Vecchia Signora. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2013/10/03/1380783840-vidal.jpg?itok=G-cjqLCq" /> <![CDATA[Rissa in casa Verstappen Jos picchia il padre Frans]]> Rissa in casa Verstappen. A far scattare la lite una accesissima discussione tra Jos Verstappen, ex pilota e padre del fenomeno Max, e il nonno, Franz. Jos, secondo quanto riporta il Telefgraaf, avrebbe picchiato violentemente il padre. L&amp;#39;anziano avrebbe riportato diverse contusioni e ferite. Frans ha deciso di querelare il figlio. Ma il procedimento legale è stato sospeso, con tanto di ritiro della denuncia, quando il caso è diventato pubblico. Il nonno di Max ha spiegato: &amp;quot;Sono fatti nostri e li risolveremo fra noi&amp;quot;. Secondo quanto riporta la stampa olandese, la rissa è stata abbastanza violenta. Tra i due sarebbero volati calci, pugni e insulti. A quanto pare il &amp;quot;caratteraccio&amp;quot; di Jos Verstappen sarebbe abbastanza noto. Infatti a quanto pare già nel 2012 Verstappen finì in carcere per aver aggredito l&amp;#39;ex fidanzata, mentre qualche anno prima l&amp;#39;ex moglie, Sophie Kumpen, chiese e ottenne il divorzio. Insomma a quanto pare in casa Verstappen la rissa è una tradizione di famiglia. Ma questa volta a quanto pare la discussione avrà conseguenze pesanti tra le mura di casa... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/15/1463320371-lapresse-20160514143437-19042888.jpg?itok=b5cIwsr4" /> <![CDATA[Papa Francesco ad Auschwitz prega davanti alla forca]]> La porta del campo di sterminio l&amp;#39;ha attraversata da solo, in commosso silenzio. Così Papa Francesco è entrato ad Auschwitz, oltrepassando quel cancello con la tragica scritta Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi), tappa della sua visita in Polonia.Il Pontefice si è fermato sulla piazza dell&amp;#39;appello e qui è rimasto per diversi minuti, pregando in silenzio. Qui avvenivano le impiccagioni dei prigionieri. Poco distante il muro della morte, dove si eseguivano le fucilazioni.Un quarto d&amp;#39;ora di silenzio, mani giunte e occhi semichiusi, poi il bacio a un palo della forca delle impiccagioni. Il Papa è poi salito su un piccolo kart che lo ha accompagnato al Blocco 11, per visitare le camerate dove i prigionieri erano detenuti e incontrare i sopravvissuti delle vittime.Nel Blocco una tappa alla cella della fame, dove padre Massimiliano Kolbe morì da martire, offrendosi come agnello sacrificale in cambio di un padre di famiglia, accusato di cospirazione.[[gallery 1290947]]&amp;quot;Signore abbi pietà del tuo popolo, Signore perdona per tanta crudeltà&amp;quot;. Questo il pensiero che Papa Francesco ha scritto sul libro d&amp;#39;onore del Campo di concentramento di Auschwitz. Quindi si è avviato a piedi verso l&amp;#39;ingresso per proseguire la sua visita nell&amp;#39;adiacente canpo di Birkenau dove lo attendono un centinaio di &amp;quot;giusti delle nazioni&amp;quot; che salvarono ebrei, con i loro familiari. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469780093-lapresse-20160729100749-20118664.jpg?itok=z_ZQnBTx" /> <![CDATA[L'Italia piange Marta Marzotto mondina, poi modella e stilista]]> &amp;quot;Ciao nonita mia&amp;quot;. Beatrice Borromeo la saluta con un cuore. E niente più. Marta Marzotto, ex modella, stilista e regina dei salotti, se ne va a 85 anni. A febbraio, quando aveva festeggiato il compleanno a Cortina con tanti invitati nella casa dell&amp;#39;amico gallerista Stefano Contini, aveva confidato di sentirseli tutti questi 85 anni. &amp;quot;Sono stanca - aveva detto al Corriere del Veneto - ma come si fa a farlo pesare sugli altri, sono tutti così gentili e carini, non hanno colpa della mia stanchezza. E poi ho troppe cose da fare, idee, progetti, eventi&amp;quot;.Se ne è andata ieri sera alla clinica &amp;quot;La Madonnina&amp;quot; dove era ricoverata da giorni. Musa di Renato Guttuso, al quale fece da modella per diverse opere, Marta Vacondio Marzotto era nata a Reggio Emilia nel 1931. Figlia di un casellante delle ferrovie e di una mondina, nel 1954 sposa il conte Umberto Marzotto dal quale ha cinque figli. Ha vissuto i primi anni a Mortara, in Lomellina, iniziato a lavorare giovanissima proprio come mondina. Da lì è iniziata la storia: apprendista sarta e poi, grazie al fisico che le dava ragione, modella di successo presso la sartoria delle sorelle Aguzzi, di Milano. Donna con uno stile tutto suo nel vestire, parlare, raccontare, sempre bello e originale, modella. Per lei Guttuso scrisse la frase &amp;quot;Sei il mio miele, il mio sangue, il mio respiro, il mio amore&amp;quot;.[[gallery 1290891]]La sua esistenza è stata segnata della moda e da tre amori indimenticabili: il conte Marzotto, il pittore Renato Guttuso e Lucio Magri. &amp;quot;Ma essere nonna è molto più divertente - aaveva detto in un&amp;#39;intervista dello scorso febbraio su Io Donna - i miei nipoti insegno la liberta&amp;quot;. Proprio nell&amp;#39;ambiente della moda, all&amp;#39;inizio degli anni cinquanta, conosce il conte vicentino di Valdagno, comproprietario con altri fratelli dell&amp;#39;omonima industria tessile, e dopo due anni di fidanzamento, il 18 dicembre 1954, si sposa. Nascono cinque figli. Dalla fine degli anni sessanta è la figura femminile dominante nella pittura e nella vita privata di Guttuso che dopo averla conosciuta nel salotto dei Marchi a Milano, la rappresenta in molte opere come nella serie delle Cartoline, un insieme di 37 disegni e tecniche miste (pubblicate dalla casa editrice Archinto nel volume Le Cartoline di Renato Guttuso). Il rapporto tra i due cessa improvvisamente dopo circa venti anni.&amp;quot;Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre&amp;quot;, ha detto ultimamente ripensando alla morte della figlia Annalisa per una malattia. E sulla sua età, sul tempo che passava tagliava corto: &amp;quot;Io no ho età, sono immortale. Bloccatemi se siete capaci&amp;quot;. Se ne è andata nella riservatezza dopo una breve malattia, circondata da tutta la bella e numerosa famiglia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469777773-newpress-20160729100333-20118583.jpg?itok=3vsTn-Ut" /> <![CDATA[Non mi depilo e posta la foto su Facebook: il web la copre d'insulti]]> &amp;quot;Queste sono le mie gambe: pallide e con tanti, tanti peli scuri&amp;quot;: così inizia il post-sfogo di una ragazza su Facebook, che ha pubblicato - pur anonimamente - una foto delle sue gambe non depilate in shorts. Avrebbe voluto essere l&amp;#39;esempio che ognuno può - e deve - essere libero di comportarsi come vuole col proprio corpo, ma gli utenti del celebre social network l&amp;#39;hanno - letteralmente - coperta d&amp;#39;insulti: &amp;quot;Ma che schifo!&amp;quot;.&amp;quot;Sono sempre stata una ragazza pelosa - racconta lei nel post -, ho peli, e molti, sul sedere, sul collo, sulla schiena, sulle braccia, su queste mie amatissime gambe. Non ho mai vissuto la depilazione come una scelta, ma come una coercizione sociale. Se non mi depilavo le braccia, c&amp;#39;era sempre qualcuno pronto a fare qualche commento cattivello. E allora lo facevo, anche se silkepil e ceretta facevano un male cane e il prurito post lametta era insopportabile. Lo facevo anche se lo vivevo come un atto di odio di sè, di rifiuto del mio corpo&amp;quot;.&amp;quot;Era una stigmatizzazione di una caratteristica in sé per nulla dannosa - continua - , l&amp;#39;identificazione del mio corpo naturalmente florido (il mio ragazzo dice come una foresta, come un fiume), con qualcosa di sporco e maligno. Questa è la prima estate in cui oso mettermi gli shorts senza sentirmi costretta a sottopormi a questo processo di odio. Sono felice! Mi piacciono le mie gambe, mi piacciono i miei peli, mi sento piena di me, straripante di me. E mi sento finalmente di poter scegliere&amp;quot;.Il post segue la campagna lanciata dalla blogger femminista &amp;quot;Eretica&amp;quot; per sensibilizzare la libertà di ognuno d&amp;#39;indossare quello che vuole. Con l&amp;#39;hashtag #shortspertutti, ha chiesto ai seguaci di postare sulla pagina Facebook di &amp;quot;Abbatto i muri&amp;quot; un selfie delle proprie gambe in pantaloncini. Così anche la ragazza anonima, che si è trovata spiacevolmente oggetto delle beffe del web. &amp;quot;Ma sei davvero una donna?&amp;quot; e &amp;quot;Sei inguardabile&amp;quot;, trai commenti.A difenderla, tuttavia, ragazzi e ragazze che hanno elogiato il suo coraggio: &amp;quot;Grandissima! Anche io vivo la depilazione alla stessa maniera, ma non sono ancora riuscita a reagire come hai fatto tu. Davvero complimenti&amp;quot; e &amp;quot;Questa è una scelta che ben presto farò anch&amp;#39;io: ma chi l&amp;#39;ha mai detto che gli uomini possono non depilarsi e invece le donne devono torturarsi con cerette, aghi elettrici, lamette e chi più ne ha più ne metta?&amp;quot;. Tra le critiche costruttive: &amp;quot;Bene. È una tua scelta, d&amp;#39;accordissimo. Ma perché dovremmo vivere la depilazione come rifiuto del nostro corpo? A me piace truccarmi, ma non ho rifiuto del mio viso. Amo tingere i miei capelli, ma non rifiuto il mio colore naturale. Mi depilo, ma non rifiuto ciò che altrimenti sarei. Semplicemente esistono modi per rendermi più bella e a me piace sentirmici&amp;quot;.Dura la risposta dell&amp;#39;autrice del blog &amp;quot;Abbatto i muri&amp;quot;, in difesa della ragazza: &amp;quot;Abbiamo capito che il pelo è eresia e dato che qui siamo eretiche allora non ce ne può fregare di meno. Non esiste una legge che dice a voi di non depilarvi, ma lasciate che altre facciano un po&amp;#39; quello che vogliono. È una scelta, e non c&amp;#39;è motivazione alcuna per cui lei dovrebbe incontrare la vostra valutazione estetica. Aggiungo che mi fa schifo il body shaming - l&amp;#39;insultare il corpo altrui, ndr - di gruppo, la condivisione di una foto per farci due risate sopra e per poter vomitare un commento incattivito&amp;quot;.Infine, interessante il commento della ragazza anonima agli insulti ricevuti: &amp;quot;... La grande reazione negativa a questa foto dimostra che è vero che non abbiamo una scelta. La società ci dice: depilati, o ti faremo vergognare. Il pelo è così vergognoso che le pubblicità ci mostrano lamette scorrere su gambe glabre e lisce- invece, quelle per i rasoi da uomo ci mostrano delle barbe che ESISTONO prima di essere rasate. Pare che tutti dobbiamo credere che il pelo femminile non esista affatto. E invece sappiamo che esiste! E io credo nel mio diritto, nel nostro diritto, di scegliere cosa fare dei nostri corpi. Questi rituali di cura di sè non sono trivialità, sono una presenza costante nella nostra vita e ci dicono qualcosa. Nella mia, vogliono che siano i MIEI rituali, pieni di amore e cura. Mi rifiuto di aver paura. E spero in un mondo in cui semplici opzioni estetiche non siano un&amp;rsquo;ardua rivoluzione, ma una scelta spensierata&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469781693-13725076-1046220442111782-7982688360947531069-o.jpg?itok=pm2Fzmuv" /> <![CDATA[Terrore a Napoli, straniero ruba una pistola e la punta sulla folla]]> Mattinata di terrore nel centro direzionale di Napoli: uno straniero ha aggredito una guardia giurata, gli ha rubato la pistola e ha minacciato di sparare sulla folla.Intorno alle 7.30 di mattina, uno straniero ha iniziato a malmenare un vigilantes fuori dalla struttura. Dopo qualche minuto di violenza, l&amp;#39;aggressore è risucito a strappare alla guardia giurata la pistola e ha iniziato a seminare il panico tra i passanti. L&amp;#39;uomo ha cominciato a girovagare al di fuori del centro direzionale minacciando chiunque gli passasse sottotiro. I cittadini presenti in zona erano disperati e non sapendo come comportarsi sono corsi a cercare riparo nei bar e nei palazzi vicini.Mentre al centro direzionale c&amp;#39;era il panico più totale, gli altri poliziotti in servizio hanno iniziato a dare la caccia all&amp;#39;extracomunitario che pare sia un nigeriano di 20 anni. Dopo minuti di terrore e di inseguimento, il folle è stato bloccato dagli agenti ed è stato portato in commissariato. Qui l&amp;#39;aggressore ha dichiarato di non aver documenti e non ha voluto nemmeno spiegare agli investigatori il motivo del suo gesto.Intanto, al centro è arrivata l&amp;#39;ambulanza per soccorrere il vigilantes ferito dallo straniero. Il 118 ha anche verificato le condizioni cliniche di alcuni testimoni che dalla paura hanno avuto dei malori. Al momento gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l&amp;#39;esatta dinamica dell&amp;#39;aggressione. Con le immagini delle telecamere di sorveglianza verranno stabilite tutte le fasi di questa mattina di terrore. Quello che è già stato stabilito, grazie alla collaborazione di alcuni testimoni, è che il nigeriano è stato il primo ad aggredire e a ferire il vigilantes.&amp;quot;Ha aggredito la guardia giurata, lo ha colpito anche con un oggetto, una pietra forse e si è impossessato della pistola d&amp;rsquo;ordinanza - raccontano alcuni testimoni a ilmattino -. Poi con l&amp;rsquo;arma tra le mani ha rincorso i passanti. E&amp;rsquo; stato davvero un miracolo se non ci sono stati feriti, se dalla pistola non è partito nessun colpo. Forse l&amp;rsquo;arma si è inceppata o forse quel folle non ha saputo togliere la sicura. Lui sembrava pronto a sparare. Sta di fatto che se l&amp;rsquo;episodio fosse accaduto anche una mezz&amp;rsquo;ora più tardi ci sarebbe stato davvero il panico e qualcuno si sarebbe fatto male&amp;quot;.Poco fa, ilmattino ha fatto sapere che proprio ieri lo straniero, che ha seminato il panico nel centro direzionale, era stato segnalato dalle forze dell&amp;#39;ordine perché infastidiva la gente in strada. Il nigeriano, secondo quanto hanno dichiarato gli agenti, ha seri problemi mentali. &amp;quot;Da tempo ormai dava problemi in zona - spiegano le guardie giurate -. Speriamo che ora possa essere messo nelle condizioni di non arrecare più danni ai cittadini&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/21/1466494726-cara.jpg?itok=tmDJ_Q4-" /> <![CDATA[Trump vuole Usa senza islam Ma mio figlio è morto soldato]]> &amp;quot;Donald Trump non ha sacrificato nulla e nessuno per l&amp;#39;America&amp;quot;. L&amp;#39;attacco al candidato repubblicano alla Casa Bianca viene lanciato dalla convention democratica che ha incoronato Hillary Clinton. A parlare è il padre di Humayun S. M. Khan, militare americano di fede islamica caduto in Iraq nel 2004. Khizir Khan si è scagliato contro il tycoon e la sua proposta di chiudere le frontiere americane a tutti musulmani.Dal palco di Filadefia Khan ha accusato di offendere &amp;quot;costantemente i musulmani&amp;quot;. &amp;quot;Manca di rispetto per le minoranze, le donne, i giudici e persino i leader del suo partito. Afferma che costruirà muri e ci metterà al bando da questo Paese&amp;quot;, ha aggiunto riferendosi alle proposte del candidato repubblicano per contrastare l&amp;#39;immigrazione clandestina e il terrorismo islamico. &amp;quot;Donald Trump - ha continuato Khan - ci chiede di affidarti il nostro futuro, ma le chiedo, ha mai letto la costituzione americana?&amp;quot;.&amp;quot;È mai stato al cimitero di Arlington?&amp;quot;, ha detto ancora riferendosi al famoso cimitero militare di Washington. E ha aggiunto: &amp;quot;Vada a vedere le tombe dei coraggiosi morti difendendo l&amp;#39;America. Vedrà che sono di tutte le fedi, di tutti i generi e gruppi etnici. Lei non ha sacrificato niente e nessuno. Non possiamo risolvere i nostri problemi costruendo muri e provocando divisioni&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469780912-muslim.jpg?itok=H9FtePER" /> <![CDATA[Maxisequestro per Alberto Aquilani: accusato di evasione]]> Brutta avventura per Alberto Aquilani. La Guardia di Finanza ha sequestrato al giocatore un appartamento e un altro immobile per il valore di 400mila euro. Il centrocampista è finito nel mirino della Guardia di Finanza per una presunta evasione fiscale da un milione di euro. A seguire le indagini è il pm Francesco Saverio Musolino, a seguito delle verifiche effettuate da parte dei militari del Nucleo tributario della Guardia di Finanza.E dopo gli accertamenti è scattato immediatamente il sequesto dei beni situati in zona Eur e al Flaminio. Secondo le verifiche della Guardia di Finanza che ha analizzato la dichiarazione dei redditi del calciatore, all&amp;#39;appello dell&amp;#39;erario macherebbe un milione di euro. I fatti risalgono al periodo in cui Aquilani giocava al Liverpool. In quel passaggio ai Reds, Aquilani avrebbe ricevuto un contratto con un ingaggio da capogiro. E secondo l&amp;#39;accusa una parte di quei soldi non sarebbe stata dichiarata. da qui sarebbe scattato il sequestro dei beni. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469783298-aquilo.jpg?itok=L2lFnfwT" /> <![CDATA[Marina Berlusconi sul voltafaccia di Bollorè: Ecco gli effetti di una finanza malata]]> Marina Berlusconi denuncia duramente l&amp;#39;&amp;quot;incredibile voltafaccia&amp;quot; di Vincent Bollorè. La presidente di Fininvest non ha infatti digerito lo strappo di Vivendi che nei giorni scorsi ha rotto l&amp;#39;accordo strategico con Mediaset. Una mossa che, in una lettera al Corriere della Sera, viene definita senza troppi giri di parole &amp;quot;grave&amp;quot; a tal punto che è &amp;quot;impossibile ricordare precedenti analoghi&amp;quot;. &amp;quot;Sia Mediaset sia Fininvest hanno già espresso pubblicamente la loro valutazione sul fatto che un grande gruppo internazionale si sia permesso di stracciare un contratto valido e vincolante - scrive Marina Berlusconi - è stato anche spiegato che cosa lascia intravvedere questo sconcertante &amp;#39;abbiamo scherzato&amp;#39;: il tentativo, nascondendosi dietro uno sbandierato disegno industriale, di garantirsi, in modo inaccettabilmente scorretto, una posizione di rilievo nell&amp;#39;azionariato di Mediaset&amp;quot;.&amp;quot;Sappiamo perfettamente che il mondo degli affari ha le sue dure regole, che la legge del mercato può essere spietata. Ma sempre di regole e di leggi si tratta&amp;quot;. Nella lettera al Corriere della Sera, Marina Berlusconi parla di &amp;quot;capitalismo cannibalesco&amp;quot;, quello cioè che &amp;quot;non cerca il profitto investendo, definendo progetti industriali, concorrendo e rischiando sui mercati, in una parola creando benessere e opportunità di sviluppo&amp;quot;. &amp;quot;Al contrario - spiega - il capitalismo cannibalesco prospera grazie alla distruzione della ricchezza altrui, costruisce il proprio successo sull&amp;#39;altrui rovina. È come una metastasi che si nutre della parte sana del corpo&amp;quot;.Il caso Vivendi diventa l&amp;#39;occasione per analizzare i mali della finanza. E a presidente di Fininvest lo fa spiegando chiaramente quali patologie affliggono la finanza di oggi. &amp;quot;Quando fa il suo mestiere, la finanza è un supporto prezioso, insostituibile, per le imprese, fornisce loro gli strumenti per dare concretezza alle idee - spiega nella lettera al Corriere della Sera - è la finanza malata a seguire altre logiche, la finanza dei raider, abituati a scalare società per prosciugarne le casse, a lanciarsi in spericolate speculazioni, dove il denaro è virtuale, ma i guasti terribilmente reali&amp;quot;. È proprio da questa finanza malata che Marina Berlusconi ha sempre preso le distanze. Una scelta netta che viene rivendicata anche oggi. &amp;quot;Da queste logiche la mia famiglia ha sempre voluto restare rigorosamente lontana - mette in chiaro - noi siamo imprenditori&amp;quot;. E per dimostrarlo ricorda i recenti investimenti della famiglia Berlusconi. Investimenti che vanno dall&amp;#39;accordo strategico con Vivendi all&amp;#39;acquisizione di Rcs Libri e arrivano fino all&amp;#39;intesa con Banzai Media.&amp;quot;Essere imprenditori significa anche questo, a nostro avviso - conclude Marina Berlusconi - credere nel proprio Paese. E noi nell&amp;#39;Italia crediamo. Nonostante tutto, mi verrebbe da dire, visto che in tanti hanno fatto il possibile e anche l&amp;#39;impossibile per renderci la vita difficile. Ma noi qui siamo, qui restiano e non abbiamo intenzione di fare il minimo passo indietro, anzi. Non per eroismo, ma per convinzione&amp;quot;. Insomma, per la presidente di Fininvest essere imprenditori significa &amp;quot;rispettare le regole, attenersi alle norme&amp;quot;, ma soprattutto &amp;quot;non venire mai meno a quella che è una etica di un sistema economico sano e del mercato&amp;quot;. Questo rispetto è del tutto mancato a Vincent Bollorè. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/01/11/1452534108-marinaberlusconi7.jpg?itok=_ZNXPngB" /> <![CDATA[A 80 anni torno bambino per riassaporare tutta la magia del mondo]]> Butch Cassidy, La stangata, A piedi nudi nel parco, Come eravamo, I tre giorni del Condor, Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, La mia Africa, Tutti gli uomini del Presidente. Citare tutti i film che hanno fatto la carriera di Robert Redford è un&amp;#39;impresa impossibile, anche perché, alla bella età di 80 anni (li compirà il prossimo 18 agosto), l&amp;#39;idea della pensione non lo sfiora nemmeno e quindi l&amp;#39;elenco è destinato ad allungarsi. &amp;quot;Io non penso a invecchiare, penso a continuare&amp;quot;, dice l&amp;#39;attore, regista, attivista e fondatore del Sundance, il festival del cinema indipendente che ha scoperto talenti come Quentin Tarantino e Steven Soderberg. Redford non smette di coltivare la curiosità e l&amp;#39;amore per la vita. &amp;quot;Credo sia la curiosità la mia arma vincente. Lo scorrere del tempo non ha mai frenato questa qualità. Non ho mai voluto essere uno di quei vecchietti che si siedono sotto il portico di casa e un giorno si rendono conto che ci sarebbero state ancora mille cose da fare&amp;quot;.Robert Redford le cose le fa. Ora sta producendo due documentari e una miniserie tv e dal 10 agosto sarà al cinema in Il drago invisibile, un fantasy diretto da David Lowery e targato Disney, remake (senza essere musical) di Elliot, il drago invisibile del 1977.È il suo primo film per famiglie, vero?&amp;quot;Per questo l&amp;#39;ho fatto. Mi piaceva l&amp;#39;idea della magia. Quando sei un bambino, il mondo ti sembra enorme e magico, pieno di meraviglie. Poi cresci e il mondo perde la sua magia e più diventi vecchio e più tutto diventa scuro, cinico. Quella parte di me bambino mi manca, è triste perdere la magia e così, quando mi è stato proposto di ritornare a viverla non ci ho pensato due volte. Ricordo che quando ero bambino adoravo ascoltare delle storie. Il classico &amp;#39;c&amp;#39;era una volta&amp;#39; era musica per le mie orecchie, e così ho fatto lo stesso, prima per i miei figli e ora per i miei nipoti. Non solo: del raccontare storie ho fatto un mestiere&amp;quot;.Questo film è il remake dell&amp;#39;omonimo musical. Le dispiace non aver potuto mostrare le sue doti canore in questa versione?&amp;quot;Oh, mi piacerebbe davvero fare un musical. Mi piace fare qualsiasi cosa non abbia mai fatto prima, ma questo film è differente da quella prima versione e va bene così, è comunque qualcosa che non ho mai fatto. Mi piace allontanarmi dalla strada segnata, dai film fatti in precedenza&amp;quot;.Riguarda i film che ha fatto in passato?&amp;quot;Mi capita, magari girando canale, di imbattermi in un mio vecchio film, sì&amp;quot;.E che effetto le fa?&amp;quot;Penso &amp;#39;Oddio, ecco com&amp;#39;ero trent&amp;#39;anni fa!&amp;#39;. Tendo a scordarmelo. Fa strano vedermi, perché non penso mai al passato, penso a dove sono adesso, a chi sono ora. Così quasi non riconosco quel ragazzo sullo schermo...&amp;quot;.Che recita magari insieme a Paul Newman...&amp;quot;Bei tempi. Alcune amicizie sono troppo buone e troppo forti per parlarne&amp;quot;.Quando recita riesce a chiudere il suo occhio da regista e a farsi guidare?&amp;quot;Bella domanda. Se hai diretto un film non sempre è facile farlo. Il tuo occhio da regista ti suggerisce cose e magari tendi a voler fare a modo tuo, ma se la collaborazione con il regista è buona, come è stata in questo caso con David Lowery, allora diventa un&amp;#39;esperienza piacevole per entrambi&amp;quot;.Lei ha creato il Sundance, per aiutare i giovani registi. Pensa ancora che i film possano migliorare la vita?&amp;quot;Ho creato il Sundance perché volevo che il racconto di storie originali rimanesse. L&amp;#39;ho fatto in un momento in cui Hollywood stava cambiando, quando c&amp;#39;era sempre meno spazio per l&amp;#39;originalità e le storie al di fuori dei grandi franchise. I film che amavo e che Hollywood negli anni Settanta produceva stavano sparendo. E sì, penso che un buon film può, se non migliorare la vita, quanto meno regalare un paio d&amp;#39;ore serene in un mondo buio&amp;quot;.Fra poco compirà 80 anni...&amp;quot;Mi sta chiedendo che cosa vuol dire? Vuol dire che tutte le tue capacità fisiche declinano e arriva un giorno in cui devi iniziare a fare qualcosa a cui non avevi mai pensato prima: devi iniziare a stare attento. Sto attento ora, ma voglio continuare a invecchiare esattamente come sono&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469776625-drago-invisibile-robert-redford-bryce-dallas.jpg?itok=bwXWcc5C" /> <![CDATA[Isis, il jihadista di Rouen minaccia la Francia in un video]]> Indossa una polo a righe bianche e verdi e passa con calma, senza una gran verve, lasciando tuttavia fluire parole di fuoco e minaccia, rivolte contro la Francia e i francesi, dopo avere già ucciso, insieme a un complice, il padre cattolico Jacques Hamel.È un video di propaganda diffuso dal sedicente Stato islamico tramite il suo canale d&amp;#39;informazione Amaq a far parlare Abdel Malik Petitjean, il 19enne che a Saint-Etienne-de-Rouvray è entrato in azione, sgozzando un sacerdote in chiesa, e rivendicando quell&amp;#39;attacco per conto dei jihadisti dell&amp;#39;Isis.Nel video pubblicato ieri in tarda serata sui canali dell&amp;#39;Isis, Petijean si rivolge al presidente francese Francois Hollande e al primo ministro Manuel Valls, e lodando le azioni dei jihadisti gli chiede di realizzare che ha a che fare con &amp;quot;uomini determinati&amp;quot;, che hanno &amp;quot;attaccato nel vostro e in altri Paesi delle forze occidentali&amp;quot;.[[video 1290859]]&amp;quot;Assaggerete quello che i nostri fratelli e sorelle hanno assaggiato - dice ancora il jihadista, ucciso nel blitz delle forze di sicurezza francesi nel paese vicino a Rouen -: distruggeremo questo Paese e alzeremo la bandiera della religione e della parola di Allah&amp;quot;.Nei giorni scorsi un primo video dei due jihadisti era già stato pubblicato dalla propaganda jihadista, contenente il giuramento con cui si erano legati al sedicente Stato islamico.Entrambi i jihadisti erano nel mirino dell&amp;#39;intelligence francese, che tuttavia non aveva abbastanza informazioni e non ha potuto fermarli in tempo. Adel Kermiche, il complice di Petitjean, era stato rilasciato con l&amp;#39;obbligo di indossare un braccialetto elettronico. &amp;quot;Un&amp;#39;errore&amp;quot;, ha ammesso in un&amp;#39;intervista a Le Monde il premier Valls. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469645090-site.jpg?itok=vralQ2yr" /> <![CDATA[Toscana, Rossi aggredito ​con secchi di letame]]> Enrico Rossi probabilmente non se l&amp;#39;aspettava. Di fatto non credeva assolutamente alla possibilità di poter ricevere qualche secchiata di letame sul palco. E invece l&amp;#39;imprevisto è accaduto, davanti anche a tutto il pubblico presente che ascoltava il discorso dell&amp;#39;anti-Renzi del Pd. Il governatore toscano stava presentando il suo libro quando un uomo, poi bloccato e identificato, lo ha assalito. L&amp;rsquo;autore del gesto sarebbe un imprenditore contrario a una legge regionale. L&amp;rsquo;uomo si è avvicinato, ha aggredito il governatore spingendolo a terra e gli ha rovesciato addosso il secchio di letame. Rossi ha reagito e l&amp;rsquo;uomo ha tentato di allontanarsi ma è stato riconosciuto e bloccato dalle forze dell&amp;rsquo;ordine. A quanto pare dietro il gesto c&amp;#39;è un motivo abbastanza chiaro: l&amp;#39;imprenditore che ha aggredito Rossi è un imprenditore che ha uno stabilimento per la macellazione dei maiali. Una legge regionale fissa il tetto al numero di macellazioni e a quanto pare la norma, voluta proprio da Rossi, deve essere andata di traverso a Giovanni Cialdini. E così è nata l&amp;#39;idea di attendere il comizio del governatore per la presentazione del libro per poi colpire davanti al pubblico. Secondo i testimoni presenti alla serata, dopo la reazione di Rossi sarebbe nato anche un parapiglia con lo stesso aggressore. Infine qualcuno parla anche di una sedia scagliata su Rossi che avrebbe colpito lo stesso governatore. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469777364-roco.jpg?itok=7No3wnc2" /> <![CDATA[Milano, allarme bomba: fermato un sudamericano]]> Con il suo gesto ha di fatto bloccato Milano per circa un&amp;#39;ora e mezza. Lunedì un allarme bomba ha fatto evacuare la stazione metro di Milano Centrale per il timore che vicino ai binari, abbandonato accanto ad un cestino dei rifiuti ci fosse un ordigno. Dopo l&amp;#39;intervento degli artificieri si è scoperto che si trattava di una scatola di legno che conteneva un&amp;#39;autoradio e una batteria da 12 v. Un episodio che ha subito fatto pensare a qualcuno che forse aveva voluto divertirsi alle spalle di chi in questi giorni vive nella paura per gli attacchi terroristici in Francia e Germania. Rintracciato dalla polzia, l&amp;#39;uomo che ha lasciato quella scatola in metro adesso parla e racconta la sua verità. &amp;quot;Davvero non mi sono reso conto delle possibili conseguenze. Sono mortificato per quello che è accaduto e per i problemi che ho creato&amp;quot;, spiega al Corriere. L&amp;#39;uomo, di nazionalità sudamericana, ha spiegato che quel giorno stava tornando a casa, nell&amp;rsquo;hinterland a Sud di Milano, dopo aver terminato la sua giornata di lavoro. Il capo della sua azienda, quel pomeriggio, gli ha consegnato la scatola con dentro la vecchia radio, perché il ragazzo è piuttosto esperto nei lavori manuali e avrebbe potuto aggiustarla e ricavarne qualcosa. Poi stanco per il peso di quella scatola ha deciso di abbandonarla in metro. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per &amp;quot;procurato allarme&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/29/1464523929-maxresdefault.jpg?itok=KmAr72lg" /> <![CDATA[Lo sfregio di Google a Putin: la ​Crimea torna all'Ucraina]]> La propaganda corre anche sulla toponomastica. Google Maps ha, infatti, cambiato i nomi delle strade della città allineandosi al diktat della politica ucraina che ha vietato ogni riferimento al passato sovietico. Uno strappo che ha mandato su tutte le furie le autorità della Crimea. &amp;quot;È difficile capire perché Google promuova l&amp;#39;isteria &amp;#39;russofobica&amp;#39; di Kiev&amp;quot;, ha dichiarato il presidente di Crimea, Serguéi Axiónov, spiegando che, assecondando l&amp;#39;Ucraina, &amp;quot;Google confonde gli utenti con l&amp;#39;introduzione di un prodotto di propaganda invece che una mappa con i veri nomi delle città di Crimea&amp;quot;.Ieri Vladimir Putin ha firmato un decreto per l&amp;#39;unificazione della Crimea al Distretto federale meridionale della Russia. Vladimir Ustinov, già capo del vecchio Distretto (senza la Crimea) ed ex ministro della Giustizia, è stato designato plenipotenziario nel nuovo Distretto federale meridionale. Fino ad oggi il Distretto meridionale, fondato il 13 maggio 2000 con decreto del presidente russo Putin, ha raggruppato sei entità territoriali russe: le Repubbliche di Adighezia e di Calmucchia, il Territorio di Krasnodar, le Regioni di Astrakhan, Volgograd e Rostov. Il centro amministrativo del Distretto federale meridionale è la città di Rostov sul Don.Secondo l&amp;#39;Istituto federale per le statistiche (Rosstat) la popolazione del distretto ammonta a 14 milioni di persone di cui 8,8 milioni vivono nelle 79 maggiori città, e 5,2 milioni vivono in aree rurali. Secondo il censimento nazionale della popolazione condotto nel 2010, si tratta della maggioranza della popolazione russa (83,75%). Tra le minoranze, armeni (3,19%), ucraini (1,54), kazaki (1,48), i calmucchi (1,24). In Crimea la maggioranza russa ammonta al 58% del totale della popolazione (circa 1,9 milioni). La quota degli ucraini è del 24% e quella dei tatari è del 12%. La mossa di Google Maps rischia ora di scontentare un&amp;#39;ampia fetta della popolazione. Come ha spiegato anche Axiónov, gli utenti non hanno bisogno di &amp;quot;geografia politica&amp;quot;, ma di essere aiutati a orientarsi in un territorio, quello di Crimea, annesso alla Russia dal marzo 2014. Il presidente di Crimea ha anche accusato l&amp;#39;Ucraina di &amp;quot;russofobia cavernicola&amp;quot; per cercare di &amp;quot;distruggere tutto ciò che ricorda la storia comune tra l&amp;#39;Ucraina e la Russia&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469774899-google-maps-mobile-smartphone-ss-1920.jpg?itok=aZ-5Nr0f" /> <![CDATA[Il concorso del ministero è una bufala di quiz Quesiti ridicoli o errati]]> Non solo l&amp;#39;obiettivo è centrare con una crocetta l&amp;#39;informazione esatta fra tre alternative; non solo non è richiesto sebbene si tratti di un concorso che farà dei candidati migliori nuovi funzionari nelle arti e nella cultura di analizzare e sviluppare, ma solo di sfruttare un caleidoscopio di nozioni sparse: le nozioni in questione sono anche, clamorosamente, sbagliate. Di che parliamo? Del concorso pubblico bandito dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) per la selezione di 500 nuovi funzionari: le preselezioni sono iniziate martedì 26 luglio e andranno avanti fino al 4 agosto. I candidati sono 19.479 e i quesiti 4.600. Ma molti dei quiz impiegati nel concorso presentano degli strafalcioni.I bronzi di Riace sono in marmo, in legno o in bronzo? Certo, qualcuno si starà chiedendo se nei quiz era richiesto anche il colore del &amp;laquo;cavallo bianco di Napoleone&amp;raquo;, come vuole un vecchio indovinello per bambini. Addirittura, qua e là nelle tre alternative di qualche quesito, non è presente la risposta esatta. Si domanda al candidato se &amp;laquo;I banchi lignei (plutei) della Biblioteca michelangiolesca a Firenze furono realizzati da: a. Giorgio Vasari; b. Baccio Bandinelli; c. Giovanni Battista Tasso e Antonio di Marco di Giano, detto il Carota&amp;raquo;. Ma le alternative sono tutte e tre errate: secondo Giorgio Vasari, furono realizzati dagli intagliatori Giovan Battista del Cinque e Ciapino. Ancora, tra i quesiti ci sono informazioni di questa caratura: &amp;laquo;Come è denominato il complesso delle più grandi Terme della Roma antica costruito tra il 298 e il 300 d.C. e costituente oggi una delle sedi del Museo Nazionale Romano?&amp;raquo;. Risposte possibili: &amp;laquo;a. Terme di Diocleziano; b. Terme di Stigliano; c. Terme di Saturnia&amp;raquo;. Buona parte dei quesiti contiene definizioni tratte da Wikipedia; la maggior parte una porzione forse eccessiva verte su Roma.&amp;laquo;Ma una volta accettata la prassi, che almeno la compilazione delle domande sia rigorosa&amp;raquo;, commentano gli esperti del gruppo Emergenza Cultura, critici verso le politiche culturali del governo Renzi e del ministro Franceschini. Indignati, come una parte dei candidati, per il macroscopico paradosso di simili domande in un importante concorso che ha al suo nucleo la cultura.In un altro quesito si richiede con tre alternative l&amp;#39;autore della statua bronzea del Pugilatore conservata al Museo Nazionale Romano: ma quella statua, un autore certo e noto, non lo ha mai avuto. Un concorso, quello del Mibact, che ha visto concorrere soprattutto donne (il 70%); 3.623 i concorrenti per un ruolo di funzionario architetto e 4.700 per l&amp;#39;ambito della promozione e comunicazione. 3.286 gli archeologi, 2.416 gli storici dell&amp;#39;arte. Seguono archivisti, restauratori, aspiranti bibliotecari, pochi antropologi e demo-etnoantropologi. Soprattutto laziali, i candidati: e l&amp;#39;1.01% degli iscritti al concorso proviene dall&amp;#39;estero. Niente posti destinati a Calabria, Campania e Puglia.Nonostante le polemiche, il quiz del ministero viene rivendicato come una grande chance dal ministro Franceschini: &amp;laquo;Dopo 9 anni ha dichiarato il ministro il Mibact torna finalmente ad assumere&amp;raquo;. È il Formez a occuparsi del concorso e ha anche stilato la classifica della provenienza dei candidati. Speranze e delusioni fermentano sul web, dove imperversa il tormentone, il quiz giudicato più divertente dagli stessi candidati. Cosa fa Lucio Dalla nella scultura di Carmine Susinni, esposta anche all&amp;#39;Expo di Milano? È fermo in piedi col clarinetto, parla con un gatto, o sta seduto su una panchina? Spassoso. Ma non esattamente una priorità. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/22/1466580149-esame-maturita.jpg?itok=t7JFg-h3" /> <![CDATA[Il dj con l'hobby del pugno che pestava i passanti a caso]]> &amp;quot;No, non è né pazzo né scemo e probabilmente non è nemmeno stupido. A dire la verità a me è sembrato semplicemente molto strafottente&amp;raquo;.La dirigente dell&amp;#39;Ufficio prevenzione generale (Upg) Maria José Falcicchia, reduce con la sua squadra e con il pm Christian Barilli da una nottata e una mattina di controlli, confronti e interrogatori, descrive lo spagnolo di San Sebastian, nei Paesi Baschi, il 23enne Nicolas Orlando Lecumberri come può, visto che il giovane - accusato formalmente di 10 aggressioni a Milano che già ieri, quando si è sparsa la notizia del suo arresto, sono diventate 12 (addirittura anche due in un giorno solo!) - davanti alla polizia si è ben guardato di parlare. In effetti il ragazzo - trasandato, bermuda e maglietta, alto circa un metro e 75, carnagione chiara, capelli biondi, residente nella contea di Los Angeles, dove studia e lavora come cameriere (lo si può vedere sul suo profilo Facebook) - catturato in flagranza di reato nel tardo pomeriggio di mercoledì dalle &amp;laquo;Volanti&amp;raquo; della polizia all&amp;#39;incrocio tra corso Lodi e via Tagliamento, zona a sud di Milano, non ha fatto scenate e non ha tentato di fuggire, preferendo, anche se parla bene l&amp;#39;italiano, chiudersi nel mutismo più totale. Che ha finito per portarlo solo dritto dritto in una cella del carcere di San Vittore con l&amp;#39;accusa di lesioni aggravate dalla premeditazione e dai futili motivi.Nico (così pare lo chiamino gli amici) appena giunto in città (il 1&amp;deg; luglio è la data di arrivo e la prima denuncia è del 10, ma si stanno controllando gli archivi delle segnalazioni senza contare che ora, in questura, diffusasi la notizia del suo arresto, continuano ad arrivare segnalazioni - sei solo ieri - e quindi non si esclude abbia cominciato da subito a menar le mani) si è messo a fare il picchiatore nello stile del knockout game. Senza troppi giri di parole si tratta di un gioco-pestaggio alle spese di ignari malcapitati che vengono aggrediti all&amp;#39;improvviso e senza nessuna motivazione, dopo essere stati fermati con un pretesto. Non sono mancate aggressioni mortali, talvolta le vittime riportano lesioni gravi e invalidanti. A rendere potenzialmente letale questo &amp;laquo;gioco&amp;raquo; è il fatto che la vittima viene colpita all&amp;#39;improvviso senza che possa difendersi. Spesso i complici riprendono la scena per diffonderla sul web.Nico qui a Milano c&amp;#39;era venuto, pare, per turismo. Al momento dell&amp;#39;arresto aveva 300 euro in tasca, in fondo non proprio due soldi. Dalle immagini su FB la sua sembra una bella vita, un&amp;#39;esistenza appagante, serena: a Los Angeles studia per diventare produttore discografico, di giorno starà pure sui libri, ma si fa anche un sacco di bagni nell&amp;#39;oceano con amici e amiche, suona il pianoforte, va in montagna; di notte sta alla consolle e non deve essere male come dj visto che a San Sebastian un giornale locale gli ha dedicato pure un articolo. Pure lì, però, una volta, il 3 giugno scorso, è stato denunciato per aver aggredito un passante.E allora? Perché farsi &amp;laquo;beccare&amp;raquo; a luglio, da solo, in una Milano a dir poco soffocante, con le nocche delle mani rotte a forza di dar pugni a poveri sconosciuti (10 in tutto le denunce formalizzate da italiani tra i 26 e i 38 anni fino al momento dell&amp;#39;arresto e altre due ieri, ndr) a cui, da straniero, fingeva di chiedere, spaesato, informazioni su come muoversi in città e poi via a gonfiarli come zampogne al punto che due sono finiti anche in ospedale? Perché martedì pomeriggio, in largo Cairoli (pieno centro), ha inseguito e picchiato la vittima, un ragazzo italiano di 27 anni, per 200 metri? Per quale ragione l&amp;#39;11 luglio è stato picchiato così violentemente al volto un uomo di 38 anni da fargli rimediare ben tre giorni di prognosi? Forse solo così per Nic il dj la vita è &amp;laquo;olé&amp;raquo;? Chissà che un giorno non ce lo faccia sapere. Intanto le indagini su di lui, vanno avanti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/28/1469706250-nicolas-lecumberri-orlando.jpg?itok=ORQtpUxC" /> <![CDATA[Io mi dò 5, ma la Rossa...]]> Hockenheim &amp;laquo;La Ferrari è sulla strada giusta&amp;raquo;. Alla vigilia del Gp di Germania di domenica (oggi libere) e all&amp;#39;indomani del cambio tecnico a Maranello, via il dt Allison promosso il motorista Binotto, ne è ancora convinto Sebastian Vettel, nonostante la stagione finora al di sotto delle aspettative della Rossa. &amp;laquo;Penso che abbiamo le giuste persone in squadra&amp;raquo;, dice il driver di Heppenheim. &amp;laquo;Si è parlato molto del nostro presidente (Marchionne, ndr) e delle sue aspettative su di noi. La cosa positiva è vedere quanto è coinvolto nel team, con quale convinzione ci spinge. È spesso a Maranello e trascorre parecchio tempo con noi, sa di cosa parla e cerca sempre di capire quello che succede, soprattutto nell&amp;#39;ultimo anno. Sicuramente c&amp;#39;è un grosso cambiamento e non avrà un impatto sul lavoro del week end, ma in ottica futura sicuramente lo avrà... Io credo che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta - aggiunge - e non credo sia vero che non c&amp;#39;è esperienza. Anche Maurizio Arrivabene è nel mondo della F1 da parecchio tempo, conosce l&amp;#39;ambiente molto bene e sta facendo un ottimo lavoro. La sensazione che abbiamo tutti nel team è che lui è il nostro leader e team principal e siamo contenti che sia con noi&amp;raquo;.Parole che al di là della facciata, danno il senso della confusione che regna a Maranello, con un pilota, il leader della squadra, costretto a puntellare la fondamenta del team con le prime dichiarazioni. Le frasi dedicate ad Arrivabene danno l&amp;#39;idea di una difesa d&amp;#39;ufficio, onde evitare futuri ulteriori cambiamenti. Quanto alle prestazioni, &amp;laquo;siamo molto soddisfatti ma ci manca qualcosa per poter davvero mettere in difficoltà le Mercedes. Ci mancano 3-4 decimi sul giro, parecchio, e questo consente loro di vincere con una certa facilità. Ma cercheremo di tirare fuori tutto quello che possiamo&amp;raquo;. Già dalla Germania? &amp;laquo;La natura della pista dovrebbe essere più adatta a noi rispetto all&amp;#39;Ungheria, ma la favorita per la vittoria è sempre la Mercedes. Noi cercheremo di reggere il loro passo e mettere in pista la Ferrari più forte...&amp;raquo;. Riguardo a se stesso, Sebastian non si nasconde, schietto come sempre a domanda risponde: &amp;laquo;Che voto do alla mia stagione? Fin qui... cinque&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/04/1467613693-austrian-grand-prix.jpg?itok=9Nz3UwE8" /> <![CDATA[Gulen: Erdogan avvelenato dal potere. Col golpe non c'entro]]> In molti in Turchia, come l&amp;#39;Akp di Recep Tayyip Erdogan, sono convinti delle responsabilità di Fethullah Gulen, sicuri che la mano che si cela dietro il fallito colpo di Stato del 15 luglio sia quella del leader della Cemaat, che da anni vive in Pennsylvania.A capo di un movimento religioso con grande influenza anche sulla società civile, con una rete di scuole ispirate dal suo pensiero, ha uomini in posti chiave della società turca, dalla magistratura all&amp;#39;esercito, arrivati alle loro cariche anche (o soprattutto) grazie a un&amp;#39;alleanza poi crollata tra i gulenisti e il partito di maggioranza.Ora che è accusato di essere la mente del tentato golpe, Gulen si difende dal suo esilio americano. Lo ha fatto fino a oggi, rispedendo al mittente ogni illazione e continua a farlo in un&amp;#39;intervista (per iscritto) concessa al Corriere della Sera.La questione principale che lo riguarda, al momento, è il tentativo della Turchia di farlo estradare e sottoporlo a processo. Una richiesta che al momento non è ufficializzata, ma che già sta creando più di un attrito tra Ankara e Washington, alleate nella Nato ma anche su posizioni differenti su temi specifici.&amp;quot;Le autorità del governo degli Stati Uniti hanno detto chiaramente che seguiranno le procedure legali nel rispetto della legge e del diritto&amp;quot;, dice Gulen, che già in un editoriale pubblicato sul New York Times aveva chiesto all&amp;#39;America di non accettare le condizioni poste da Erdogan.E se gli si chiede conto di quello che era il suo alleato in politica, il predicatore ha la risposta pronta. Stava dalla parte di Erdogan, è vero, ma &amp;quot;portava avanti riforme democratiche e per l&amp;rsquo;ingresso nell&amp;rsquo;Ue&amp;quot;. E se a farlo fossero stati altri avrebbe &amp;quot;sostenuto ugualmente&amp;quot; il loro sforzo. &amp;quot;Ma sembra che, dopo essere rimasto al potere troppo a lungo, il presidente Erdogan e il suo partito siano stati affetti dal veleno del potere&amp;quot;.&amp;quot;Hizmet è nato in Turchia ma è abbracciato oggi da tutto il mondo, perché i suoi valori sono i valori condivisi dall&amp;rsquo;umanità&amp;quot;, dice ancora Gulen, parlando del suo movimento come del portatore di un islam moderato e ricordando come anche in Italia conti una presenza e come nel 1998 papa Giovanni Paolo II dialogò con lui, per parlare di religione al servizio della pace.Sostiene che il futuro migliore per la Turchia sia nell&amp;#39;Unione Europea, perché &amp;quot;resti democratica&amp;quot;. E sulla questione del colpo di Stato ribadisce quello che ha detto finora e lo fa con forza: &amp;quot;Se degli individui che leggono le mie opere o che ascoltano i miei discorsi o simpatizzano con le mie idee sono stati coinvolti nel colpo di stato, allora quello che hanno fatto è un tradimento dei miei valori di base&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/16/1468657075-fethullah-gulen.jpg?itok=MTkGm66U" /> <![CDATA[Ma il prete di Rouen non è stato ucciso per soldi o per potere]]> Roma - Continua a far discutere la dichiarazione di Papa Francesco che, a bordo dell&amp;#39;aereo che lo portava a Cracovia per la Giornata mondiale della gioventù, ha detto non esistere alcuna guerra di religione. Per il pontefice le guerre si fanno per i soldi, per le risorse della natura, per il potere, non in nome di Dio. E dopo la barbara uccisione di padre Jacques Hamel a Saint-Etienne du Rouvray, si allarga il dibattito se ci sia o meno una &amp;laquo;guerra di religione&amp;raquo;. Abbiamo chiesto l&amp;#39;opinione di Cesare Cavalleri, direttore della casa editrice Ares che pubblica la rivista Studi Cattolici.Le parole del Papa fanno discutere. Stiamo o non stiamo entrando nel vortice di una guerra di religione?&amp;laquo;Intanto credo vada fatta chiarezza su un punto. È bene sottolineare che la domanda posta a papa Francesco è stata fatta nel corso di una chiacchierata con i giornalisti&amp;raquo;.Forse questo rende ancor più importante il messaggio, visto che ad ascoltarlo erano appunto i rappresentanti dei mass media.&amp;laquo;Non era una dichiarazione ufficiale o ufficiosa. Era soltanto una battuta improvvisata&amp;raquo;.Cosa ha spinto secondo lei Bergoglio a essere così prudente?&amp;laquo;Sicuramente la preoccupazione di non calcare la mano. La situazione è delicata. Parlare di guerra di religione in un simile contesto potrebbe soltanto peggiorare le cose&amp;raquo;.Perché?&amp;laquo;Perché così facendo si fa il gioco di chi vuole tenere alta la fiamma dell&amp;#39;odio, di chi perpetua massacri&amp;raquo;.Ma allora perché è morto padre Jacques?&amp;laquo;Di certo non è stato barbaramente trucidato davanti all&amp;#39;altare per soldi o per una lotta di potere. Questo proprio non si può dire&amp;raquo;.Quindi è stato ucciso in nome della religione?&amp;laquo;Diciamo che è stato ucciso a causa del fanatismo&amp;raquo;.Fanatismo comunque religioso.&amp;laquo;Senza dubbio è il frutto di un fanatismo religioso. Che però non coinvolge di certo tutto l&amp;#39;Islam. Il sacrificio di padre Jacques è dovuto all&amp;#39;odio religioso se non altro per le modalità in cui si è consumato. Partire, però, da un singolo episodio per parlare di guerra di religione è senz&amp;#39;altro indebito&amp;raquo;.La strategia dell&amp;#39;Isis, però, è fatta di singoli episodi che si compongono in una lunga catena di sangue. Non è guerra questa?&amp;laquo;Su questo punto il Papa parla chiaro. Il terrorismo dell&amp;#39;Isis ha per oggetto il potere politico e militare. È pur vero, tuttavia, che queste motivazioni non avrebbero il peso che hanno se non fossero spinte dal fanatismo islamico. Di quale Islam stiamo parlando, non spetta a me parlarne.Padre Jacques è martire di una guerra di religione?&amp;laquo;È stato ucciso in nome di una religione. Spetterà alla Chiesa stabilire se ci sono tutti gli elementi per farne un martire cristiano o un beato. Come è stato il caso di monsignor Oscar Romero. È stato fatto beato non soltanto per il modo in cui è morto, ma anche per la vita che ha condotto&amp;raquo;.Come ci si difende da questo odio religioso? Cosa deve fare un cattolico?&amp;laquo;Ovviamente vivendo la propria fede fino in fondo. Il problema però non è di chi ha fede&amp;raquo;.E di chi allora?&amp;laquo;Il problema è che l&amp;#39;Europa tutta ha smesso di riconoscersi nei valori cristiani. Questa perdita di identità ci rende tutti più vulnerabili. Quando un uomo di fede come padre Jacques perde la vita, è comunque consapevole e quindi più coraggioso. Chi non crede in niente è più vulnerabile&amp;raquo;.Lei crede nel dialogo interreligioso?&amp;laquo;È ovvio che bisogna esplorare le possibilità del dialogo fino in fondo. Ma per parlare bisogna essere in due. E l&amp;#39;Islam non è uno, ma una medusa dai mille tentacoli. L&amp;#39;imam di Rouen conosceva padre Jacques ed erano amici, eppure questo non ha impedito la tragedia&amp;raquo;.Se i falchi lamentano la prudenza di Bergoglio le colombe sbandierano la bandiera dell&amp;#39;integrazione come antidoto al terrorismo.&amp;laquo;Visto che la cornice dei fatti di cui parliamo è l&amp;#39;Europa, dico che l&amp;#39;integrazione equivale all&amp;#39;adeguamento. Chi viene qui deve non dico condividere i valori delle nostre radici cristiane ma almeno le leggi&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469531745-c-2-articolo-3022614-upifoto1f.jpg?itok=66oEZlxt" /> <![CDATA[I jihadisti d'Italia: Siamo già tra voi vi macelleremo]]> &amp;laquo;Islamic State in Rome&amp;raquo; era l&amp;#39;hashtag usato per minacciare il nostro Paese. E la propaganda via web, insieme agli attentati che progettavano, sono costati a due aspiranti jihadisti la condanna a sei anni di carcere per terrorismo internazionale. Il pakistano Muhammad Waqas, 27 anni, e il tunisino Lassaad Briki, 35enne, sono stati arrestati nel luglio 2015 e condannati dal Tribunale di Milano lo scorso maggio. L&amp;#39;indagine della Digos - coordinata dall&amp;#39;aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Enrico Pavone - era nata dai tweet con le foto del Duomo di Milano, del Colosseo, di auto della polizia. Alcuni messaggi: &amp;laquo;Siamo in vostre strade. Siamo soldati di Allah&amp;raquo;, &amp;laquo;Siamo già a Roma. Nostri coltelli sono affilati e pronti per la macellazione&amp;raquo;. Le motivazioni della condanna pubblicate ieri dalla corte d&amp;#39;Assise (presidente Ilio Mannucci) sono uno dei primi documenti giudiziari italiani sul fenomeno dei &amp;laquo;lupi solitari&amp;raquo; che aderiscono all&amp;#39;Isis dall&amp;#39;Europa. E preparano attacchi contro gli &amp;laquo;infedeli&amp;raquo;. Come gli imputati che, per gli inquirenti, se non fossero stati arrestati sarebbero passati all&amp;#39;azione. Nel mirino anche la base Nato di Ghedi, non lontano da Manerbio (Brescia), dove i due abitavano. Non serve - spiegano i giudici - che i lupi solitari commettano azioni violente per essere considerati pericolosi ed essere perseguiti. &amp;laquo;L&amp;#39;esecuzione di un&amp;#39;azione terroristica in genere segna anche il momento in cui l&amp;#39;intervento repressivo dello Stato è ormai inutile&amp;raquo;. Da qui la necessità dell&amp;#39;&amp;laquo;anticipazione&amp;raquo; delle contromisure, &amp;laquo;con la configurazione di un reato di pericolo&amp;raquo;. L&amp;#39;Isis ordina &amp;laquo;di colpire gli infedeli ovunque si trovino, cosicché ogni aderente sa perfettamente qual è il suo compito, la cui esecuzione dimostra la condivisione e il perseguimento degli scopi dell&amp;#39;associazione e viene perciò dalla stessa rivendicato&amp;raquo;. È il &amp;laquo;terrorismo individuale&amp;raquo;, marchio di fabbrica del Califfato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469600429-6590852.jpg?itok=bJLjbtmZ" /> <![CDATA[Hillary Clinton: Trump vuole solo dividerci. L'America unita con me sarà più forte]]> &amp;quot;Insieme siamo più forti&amp;quot;. Con questo slogan Hillary Clinton si contrappone alla visione di America tracciata da Trump alla Convention repubblicana di Cleveland. &amp;quot;Siamo più forti quando siamo insieme, questo ci insegnarono i nostri Padri fondatori riuniti in questa città 240 anni fa&amp;quot;. Hillary si richiama alla storia. E non potrebbe essere diversamente nella città dove è nato il sogno di un Paese nuovo, libero e democratico. Dove una campana crepata, la Liberty Bell, venerata come una reliquia, testimonia che proprio qui, a Philadelphia, è nato tutto.La candidata democratica avverte che &amp;quot;l&amp;#39;America è alla resa dei conti. Forze potenti vogliono dividerci. I legami di fiducia e di rispetto reciproco si indeboliscono&amp;quot;. E prosegue richiamando tutti alla responsabilità: &amp;quot;Dobbiamo decidere se vogliamo lavorare insieme per sollevarci tutti insieme. Non ci facciamo illusioni, siamo lucidi sulle sfide che abbiamo di fronte. Ma non abbiamo paura. Saremo all&amp;#39;altezza di queste sfide, come lo siamo sempre stati&amp;quot;.&amp;quot;L&amp;rsquo;America è al suo meglio - prosegue Hillary - quando tutti hanno una chance di realizzare in pieno il proprio potenziale&amp;quot;. La Clinton lancia un appello all&amp;#39;unità, dice di voler ricomporre i pezzi in cui è divisa la società. Quella che si sforza di indicare è una prospettiva positiva. E in questo - sottolinea - c&amp;#39;è la grande differenza tra lei e Trump: lui guarda solo alla paura, alle divisioni. Vuole fare &amp;quot;l&amp;#39;America di nuovo grande&amp;quot; ma solo a parole: infatti, osserva con sarcasmo, &amp;quot;ha zero soluzioni&amp;quot;.Clinton sottolinea che non ci si può fidare di Trump, perché - da imprenditore - ha ingannato diverse aziende che hanno lavorato per lui ad Atlantic City. Come? &amp;quot;Si è rifiutato di pagarle&amp;quot;. E questo, pensa Hillary, deve aprire gli occhi agli americani facendo capire meglio chi è davvero Trump. Che, ribadisce Hillary, vuol solo dividere gli americani (tra di loro e nei confronti del mondo intero), sfruttando la paura. A tal proposito Clinton cita Franklin Delano Roosevelt: &amp;quot;Ha tirato fuori la perfetta strigliata per Trump oltre 80 anni fa, durante un periodo molto più difficoltoso dicendo che l&amp;#39;unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa&amp;quot;. E insiste attaccando il rivale repubblicano: &amp;quot;Non metteremo al bando una religione, lavoreremo con tutti gli alleati per sconfiggere il terrorismo&amp;quot;. Quanto agli immigrati: &amp;quot;Controproducente e disumano cacciare quelli che lavorano da noi&amp;quot;.Gli attacchi contro Trump non finiscono. &amp;quot;Immaginatevelo nello Studio Ovale ad affrontare una vera crisi: come si possono affidare le armi nucleari ad un uomo che puoi far andare in escandescenza con un tweet? Perde le staffe alla minima provocazione quando un giornalista gli fa una domanda difficile, quando viene sfidato in un dibattito, quando qualcuno lo contesta durante un comizio. Non riesce neanche a gestire una campagna presidenziale difficile&amp;quot;. Clinton sottolinea poi che il tycoon manca &amp;quot;dell&amp;#39;intelligenza, del giudizio, della fredda e precisa determinazione per esercitare la forza in modo strategico&amp;quot;. E ricorda come abbia più volte mostrato di non avere rispetto delle donne e degli uomini in divisa che rischiano la loro vita per salvare il Paese.Lavoro e salari giustiUno dei nodi centrali del discorso di Hillary è il lavoro. Creare nuove chance per gli americani, questo è l&amp;#39;impegno prioritario della candidata democratica: &amp;quot;Mi impegnerò per la creazione di maggiori opportunità e posti di lavoro ben remunerati. Per l&amp;#39;aumento dei salari di chi un lavoro ce l&amp;#39;ha. Dal mio primo giorno alla Casa Bianca fino all&amp;#39;ultimo, non smetterò di battermi per voi. Soprattutto in quelle aree che sono state abbandonate al loro destino, emarginate. Dalle città più interne alle più piccole... dall&amp;#39;industriale Midwest fino al Delta del Mississippi e al Rio Grande&amp;quot;. La sicurezza di tuttiPoi c&amp;#39;è spazio, ovviamente, per i numerosi dossier di politica internazionale. Tema su cui Hillary è più ferrata (e criticata, a seconda dei punti di vista), considerata l&amp;#39;esperienza da segretaria di Stato. &amp;quot;S&amp;#39;impongono dure scelte - dice ai 4.700 delegati e 15.000 militanti riuniti nel palazzo del Wells Fargo Center - per la nostra sicurezza nazionale. Le minacce sono ben visibili da Bagdhad a Kabul, da Nizza a Parigi a Bruxelles, da San Bernardino a Orlando. Dobbiamo affrontare e sconfiggere nemici agguerriti. I nostri cittadini sono angosciati ed hanno bisogno di essere rassicurati. Cercano una leadership solida. Per questo io stasera vi dico: sono pronta a raccogliere la sfida, sono pronta a servire il Paese, sono pronta ad essere il prossimo presidente degli Stati Uniti&amp;quot;.All&amp;#39;inizio del suo discorso Hillary ha ringraziato la sua famiglia, il suo staff, gli americani che l&amp;#39;hanno sostenuta. E in particolare ha ringraziato il suo agguerrito sfidante alle primarie democratiche. &amp;quot;Voglio ringraziare Bernie Sanders, ha ispirato migliaia di americani, soprattutto giovani. Ha messo le questioni della giustizia economica e sociale al primo posto, quello centrale, dove devono stare. Ti ho ascoltato - dice Hillary - e la tua causa è la nostra causa&amp;quot;. Basterà a convincere (davvero) i tanti sostenitori di Sanders?La risposta di TrumpArriva dopo poco tempo la replica di Trump a Hillary Clinton, che ha chiesto agli americani di non affidare al tycoon la presidenza e i codici nucleari. &amp;quot;Il rifiuto di Hillary di nominare l&amp;#39;islam radicale - scriver su Twitter - mentre preme per un incremento del 550% dei rifugiati, è un&amp;#39;altra prova che non è adatta a guidare il Paese&amp;quot;. Poi, con una nota ufficiale, commenta il discorso rincarando la dose: &amp;quot;Un&amp;#39;offensiva collezione di clichè e riciclata retorica. Hillary Clinton dice che l&amp;#39;America è più forte unita, ma nell&amp;#39;America di Hillary Clinton milioni di americani vengono lasciati fuori al freddo. Lei è unita solo ai suoi finanziatori&amp;quot;.La sfida è apertaDi certo non basterà un discorso a far pendere l&amp;#39;ago della bilancia dalla sua parte (lo stesso vale, ovviamente, per Trump). La campagna elettorale, da qui al prossimo 8 novembre, è ancora lunga e densa di incognite. I sondaggi cercheranno di sviscerare, nei minimi dettagli, lo stato d&amp;#39;animo degli americani. Ma è difficile, troppo difficile, fare previsioni. La partita è aperta. Lo sanno bene i due candidati, pronti a darsi battaglia, senza esclusione di colpi, fino all&amp;#39;ultimo istante. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/29/1469767061-hillary-clinton-getty.jpg?itok=MoWAgv6S" /> <![CDATA[Videoregistratori addio. Chiude l'ultima fabbrica che li produceva]]> Erano spariti già da un po&amp;#39; dalle nostre case, adesso i videoregistratori Vhs diventeranno definitivamente un pezzo da museo. La Funai Electric, l&amp;#39;ultima ditta che produceva il marchingegno mangia videocassette, ha annunciato che ne dismetterà le linee di montaggio. &amp;quot;Uno dei nostri fornitori ci ha fatto sapere di essere in grande difficoltà a continuare a febbricare un componente per volumi così modesti&amp;quot;, hanno spiegato dall&amp;#39;azienda giapponese.Nel 2000 si vendevano 15 milioni di videoregistratori. Sedici anni dopo il numero è inevitabilmente crollato a 750 mila unità, di cui la maggior parte venduti in Giappone. Lì l&amp;#39;apparecchio è ancora molto utilizzato, tanto che alcuni consumatori hanno preso d&amp;#39;assalto il centralino della Funai Electric.I primi videoregistratori per uso domestico apparvero negli anni &amp;#39;70 e furono una rivoluzione. Per la prima volta si potevano registrare i programmi televisivi per guardarli (o rigurdarli) quando si voleva. I lettori Vhs diedero il via anche al fenomeno della pirateria: nacque in quel periodo infatti il mercato nero delle videocassette, con la vendita di film registrati (spesso in bassa qualità) sul supporto a nastro.Il boom di vendite si ebbe negli anni &amp;#39;80 e &amp;#39;90 per un semplice motivo. Fu in quel periodo che si arrivarono a vendere circa 15 milioni di pezzi all&amp;#39;anno. Sempre in quegli anni ci fu il boom definitivo della cinematografia che portò alla diffusione dei servizi di videonoleggio .L&amp;#39;inizio della fine coincide con la nascita di un altro supporto, meno ingombrante, più capiente e di qualità maggiore: il dvd. Il colpo di grazia finale lo hanno dato streaming e digitale. In molte case ormai ci sono apparecchi che registrano direttamente su hard disk i programmi che vanno in onda in tv. Chi nei mobili custodiva videocassette piene di ricordi di vita ha dovuto convertirle su altri supporti. Il videoregistratore è lentamente scivolato in cantina, adesso bisognerà fare spazio nei musei. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/28/1469711725-vhs-video-recorder-2000s-1.jpg?itok=eoxAAG-5" /> <![CDATA[Il sito del museo Nazionale dà accesso ai video porno]]> A volere il Museo Nazionale dell&amp;#39;Emigrazione Italiana (MEI) era stato in particolare l&amp;#39;ex Presidente Giorgio Napolitano. Tanto che nel 2009 la Farnesina annunciò in pompa magna la creazione al Vittoriale di questo luogo della memoria per i connazionali partiti verso luoghi remoti. Diffondendo la saggezza nostrana nel mondo. Il problema è che ora il sito internet del museo è stato abbandonato ed è diventato un accesso per i siti porno.Il museo dell&amp;#39;emigrazione e i siti porno&amp;quot;Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini, accompagnati dal Ministro per i beni culturali, Sandro Bondi, e dal Sottosegretario agli esteri, Alfredo Mantica&amp;quot;, diceva il comunicato. Poi venne fatto anche un sito, come riporta il Corriere, brutto ma funzionante. Fino a che tutto è caduto in miseria, come spesso accade. Alcune proroghe avevano salvato il museo dalla disgrazia, fino a quando Franceschini non ha capito che era del tutto inutile andare avanti. Ora è Genova a detenere il ruolo di luogo della memoria per l&amp;#39;esodo italiano, grazie al suo museo ben più organizzato e grande di quello romano.Il problema è che molte guide turistiche online ancora indicano il MEI come memoriale attivo. E così riportano il sito internet nelle loro pagine: www.museonazionaleemigrazione.it. Il quale è stato attaccato dagli hacker, spiega Gian Antonio Stella sul Corriere, che devono aver modificato il testo che spiega i motivi dell&amp;#39;emigrazione dei nostri nonni. Rendendolo un portale per entrare nei siti porno. Si legge che gli italiani sono andati via perché il Belpaese &amp;quot;non offriva porno gratis&amp;quot;, che abbandonarono &amp;quot;una terra avara alle porno spalle&amp;quot; e che il museo permette &amp;quot;di approfondirne la tematica dell&amp;rsquo;emigrazione sia sotto il profilo storico, sia sotto l&amp;rsquo;aspetto porno sociologico&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/28/1469698194-cattura.jpg?itok=tOmzvuc9" /> <![CDATA[I suoi giovani e il suo Verdi. Così Muti festeggia i 75 anni]]> &amp;quot;Siete voi giovani la speranza di domani&amp;quot; dice allo scoccare del suo 75esimo compleanno. Riccardo Muti nasceva a Napoli il 28 luglio 1941. Da 49 anni frequenta podi di mezzo mondo, il mezzo che conta. Approdava giovanissimo al Maggio Musicale Fiorentino, quindi alla Scala, ora è alla guida della Chicago Symphony. Matrimoni importanti, e collaborazioni con orchestre e istituzioni di punta, tra cui gli amati Wiener Philharmoniker. Come festeggia Muti? Con i suoi ragazzi. Quelli dell&amp;#39;Orchestra Cherubini e dell&amp;#39;Italian Opera Academy, la bottega che forgia cantanti, maestri collaboratori e soprattutto direttori d&amp;#39;orchestra. Un&amp;#39;istituzione con quartier generale a Ravenna, Muti al timone, il figlio Domenico al management e una leggenda come Renata Scotto quale docente di canto. Nessun soldo pubblico: ma una cordata di privati. Vi partecipano quattro direttori, altrettanti pianisti e dieci cantanti; in questi giorni stanno costruendo, battuta dopo battuta, la Traviata di Verdi. I prescelti lavorano in palcoscenico. Nei palchi e in platea, decine e decine di ragazzi annotano su taccuini e partiture i suggerimenti del Maestro. In camerino, il pellegrinaggio di quanti orbitano, a diverso titolo, nel mondo della musica. Si va dal direttore dell&amp;#39;archivio del Musikverein di Vienna Otto Biba, al sovrintendente della Scala Alexander Pereira. Forse si discute del futuro titolo operistico alla Scala? &amp;quot;Nessun titolo, diciamo che Pereira si butta in avanti è molto carino&amp;quot;, glissa Muti che tornerà alla Scala il prossimo gennaio alla testa della sua Chicago, ma lo si attende per un&amp;#39;opera.&amp;quot;Da un punto di vista musicale, la Chicago è la gioia di questi miei anni&amp;quot;. In più, la soddisfazione di crescere giovani cui dedica un mese all&amp;#39;anno, e giornate che vanno dal mattino al tramonto. &amp;quot;Considerate questo tanto lavoro? A parte il fatto che poi, a casa, vado avanti a studiare, quindi la giornata non finisce lì. Ma è così che si dovrebbe lavorare nei teatri. Quando ero alla Scala dedicavamo un mese alle prove col pianoforte. Solo così si costruisce un&amp;#39;opera&amp;quot;. Ora? &amp;quot;Tanti cantanti si lamentano che le prove sono quasi sparite. I divi, ma sottolineo non con me, si presentano solo alle prove generali&amp;quot;.Muti scommette sui giovani, li segue con piglio, alleggerisce con battute e aneddoti, ma talvolta alza gli occhi al cielo: &amp;quot;Siamo in un altro mondo cara Renata (Scotto, ndr)&amp;quot; dice osservando una orchestrale che mastica vistosamente il suo chewing gum. Idem quando un cantante, in segno di approvazione, allunga i due pollici, stile Fonzie. &amp;quot;Il mio maestro Votto - continua Muti - quando riceveva noi studenti diceva: Forza, avanti un altro fesso&amp;quot;. Ragazzi - comunque - che cantano e dirigono con timore reverenziale. Probabilmente andrà subito a studiarsi la nostra lingua Dawid Runtz, il direttore polacco che non conosce l&amp;#39;italiano: &amp;quot;Forza Chopin, sei alto, bello, ma stai più dritto. E soprattutto devi imparare l&amp;#39;italiano se vuoi dirigere l&amp;#39;opera italiana&amp;quot;.È tutto concentrato sul movimento del braccio Alberto Maniaci. Muti lo ferma: &amp;quot;Ci sono passato anch&amp;#39;io. So benissimo che all&amp;#39;inizio siamo molto preoccupati della gestualità, ma così non sentiamo bene quello che succede in orchestra, so anche che vi sono orchestre mediocri che si divertono a suonare note sbagliate per vedere se il giovane direttore capisce. Devi liberarti dalla preoccupazione della tecnica, solo così le orecchie si apriranno&amp;quot;. E ancora. &amp;quot;La nostra maniera di dirigere è improntata a un abbraccio dell&amp;#39;orchestra. Non chiuderti in te stesso. Devi avere un atteggiamento di apertura verso di loro. E guarda sempre fino in fondo. Ci sono direttori che guardano solo i violini e dimenticano il resto della famiglia orchestrale&amp;quot;.Quindi sprona i cantanti ad essere attori, a recitare ogni parola: &amp;quot;La parola dice tutto, per questo dovete sputarla, articolarla, dirla bene&amp;quot;. Arriva la sferzata al critico, o meglio, sedicente tale. &amp;quot;C&amp;#39;è chi scrive il direttore seguiva bene i cantanti, li faceva respirare. La musica si fa assieme, non si segue nessuno. E poi, far respirare il cantante. Cosa dovrebbe fare un direttore, mettere un tubo d&amp;#39;ossigeno al cantante?&amp;quot;. E narra l&amp;#39;aneddoto di un pianista che disse a Beniamino Gigli, &amp;quot;Commendatore, fossi in lei, qui prenderei un respiro&amp;quot;. E il cantante, inguaribile divo: &amp;quot;Prego, respiri&amp;quot;. Si incupisce quando il ragazzo cinese non sa chi siano né Gigli né Battistini. &amp;quot;Però sai chi è Bocelli, giusto?&amp;quot;, incalza Muti. &amp;quot;Yes&amp;quot;, risponde sorridente Jiao Yang. &amp;quot;La colpa è la nostra&amp;quot;, spiega durante l&amp;#39;intervallo. &amp;quot;Stiamo tradendo il nostro passato&amp;quot;. Un passato fatto di registi come Giorgio Strehler, per esempio. &amp;quot;Ora abbiamo registi che fan fare la pizza a Violetta, ambientano opere in ospedali, e cliniche&amp;quot;. Per questo Muti ormai solo raramente fa opere in forma scenica. Questo accadrà il prossimo anno a Salisburgo, dove è attesa una sua Aida per la regia della iraniana Shirin Neshat. &amp;quot;Lo scontro fra Aida e Amneris è di religione, razza, dunque attuale. Bisogna partire da lì, non certo dal Trionfo. Il vero trionfo è la musica&amp;quot;. Il compositore del cuore. Non glielo chiediamo. Lo sappiamo. Giuseppe Verdi. In occasione del compleanno, la Warner è uscita con 28 cd e un dvd di Muti direttore di Verdi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/28/1469687452-7076849.jpg?itok=g_Kw7WWP" /> <![CDATA[Gigi Buffon e Ilaria D'Amico: il battesimo di Leopoldo Mattia]]> È uno dei sacramenti più importanti per il rito cattolico, quello d&amp;#39;iniziazione alla fede: stamattina, l&amp;#39;ultimo arrivato in casa Buffon-D&amp;#39;Amico, il piccolo Leopoldo Mattia, ha ricevuto il battesimo. Cornice suggestiva del felice evento, quello di una chiesa di Marina di Massa (in Versilia, Toscana), dove i Buffon possiedono uno stabilimento balneare. La famiglia allargata - al gran completo - è stata immortalata dal settimanale Diva &amp;amp; Donna: tanti sorrisi in un clima di festa con i parenti più stretti.Buffon e Ilaria sono apparsi raggianti, mano nella mano con i figli di lui, David Lee e Louis Thomas - che Buffon ha avuto dal matrimonio con Alena Seredova -, e con quello di lei, Pietro - che la telegiornalista ha avuto dalla relazione con Rocco Attisani. Sorridente e radiosa lei, in total white con miniabito e decolletè, fiero e spensierato lui, con uno spezzato grigio e blu. Casual anche i bambini, in bermuda e camicia con collo alla coreana.[[gallery 1290118]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469628023-c-2-fotogallery-3003756-28-image.jpg?itok=RJJ2lEuI" /> <![CDATA[L'Uomo Tigre torna in tv con una nuova serie ]]> L&amp;rsquo;Uomo Tigre tornerà presto sugli schermi con avventure inedite. La nuova serie del cartone animato giapponese con cui sono cresciute diverse generazioni, non sarà un remake dell&amp;#39;originale anime degli anni &amp;#39;60, ma un sequel.Protagonisti della storia sono due giovani lottatori, Naoto Azuma e Takuma Fujii, che si allenano nella piccola federazione chiamata Zipang Pro-wrestling. Quando la loro federazione viene schiacciata da una malvagia federazione chiamata GWM (Global Wrestling Monopoly), dietro la quale si nasconde una rinata Tana delle Tigri, il destino divide i due ragazzi.Sul proprio sito ufficile, la Toei, casa che produce il cartone animato, presenta così la sinossi della storia: &amp;quot;Nella Tana delle Tigri, l&amp;rsquo;organizzazione segreta del rinato mondo del wresting, due giovani lottatori sono uno di fronte all&amp;rsquo;altro. Il primo ha ereditato la tremenda scuola di allenamento e una maschera di tigre che Naoto Ito ha lasciato ai piedi del Monte Fuji. Il secondo ha vinto ogni feroce combattimento da quando è entrato nella Tana, conquistandosi la maschera di Tigre Nera. Un Uomo Tigre che ha scelto di percorrere un cammino luminoso e un Uomo Tigre che ha optato per quello oscuro. Entrambi non hanno ma visto il volto dell&amp;rsquo;altro. Sul ring sono rivali predestinati, ma il loro obbiettivo è lo stesso: Distruggere la Tana delle Tigri!&amp;quot;.La serie &amp;ndash; nata su impulso della federazione giapponese New Japan Pro Wrestling &amp;ndash; presenterà anche le versioni animate di veri wrestler, così come avveniva già nella serie originaria.Verrà trasmessa in Giappone a partire dal prossimo autunno su Tv Asahi e arriverà anche in Occidente a partire dai mesi successivi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469621499-maxresdefault-4.jpg?itok=3SG-Ly08" /> <![CDATA[Guardate, sono invisibile: Robbie Williams nudo su Instagram]]> &amp;quot;Vi lanciamo la sfida: se poteste avere un superpotere, quale scegliereste tra essere invisibili e poter mangiare quante torte volete senza ingrassare?&amp;quot;: questo il sondaggio lanciato dal cantante Robbie Williams e dalla moglie Ayda Field ai followers di Instagram. Il momento di follia ha contagiato sia fan che non, con dibattiti più o meno seri sui pro e contro di entrambi i privelegi supereroistici. Ayda e il marito, dal canto loro, si sono schierati: invisibilità per lui, torte per lei.Alla fine, la stragrande maggioranza delle persone ha scelto mangiare torte (pensateci, senza problemi di calorie e grassi: un vero paradiso), ma Robbie ha pensato bene di non deludere neppure coloro che avevano votato per &amp;quot;l&amp;#39;invisibilità&amp;quot;. Nel video di risposta al sondaggio, dunque, il cantante si è mostrato nudo, con le intimità coperte da un - piccola - torta con glassa rosa. &amp;quot;Guardate, sono invisibile! Per voi una torta fluttuante&amp;quot;, ha dichiarato, mostrando il fisico snello. &amp;quot;Tesoro, ti si vedono le natiche. Non sei invisibile&amp;quot;, ha commentato divertita la moglie - con la telecamera in mano: &amp;quot;A quanto pare, hai scelto anche tu i dolci&amp;quot;.Molte fan hanno apprezzato il piccolo show sexy del cantante, commentando: &amp;quot;Robbie è così bello. Sei fortunata, Ayda&amp;quot; e simili. L&amp;#39;ex Take That pubblicherà entro l&amp;#39;anno un nuovo album, dopo tre anni di assenza dal panorama discografico internazionale. Cake won by a landslide!! @robbiewilliams I think you might be confused. #lol #lmao #mcm #mondayfunday #mondaymadness #cake #supernatural #rydaUn video pubblicato da Ayda Field Williams (@aydafieldwilliams) in data: 25 Lug 2016 alle ore 14:52 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/27/1469615283-robbie-williams-naked-cake-instagram.jpg?itok=2ogiRsRQ" /> <![CDATA[Pornhub: Ecco i film hard che garantiscono l'orgasmo immediato]]> Non tutti i film a luci rosse hanno lo stesso effetto sugli uomini e sulle donne: Pornhub rivela quali sono i porno che fanno raggiungere prima l&amp;#39;orgasmo.La redazione di vice.com per rispondere alla domanda si è messa in contatto con Pornhub. Dal 2013, infatti, il sito a luci rosse analizza i dati di traffico per capire le preferenze degli utenti. Inanzitutto vice.com ha chiesto al sito porno di speigare per quanto tempo, in media, gli uomini e le donne stanno sul sito.Il risultato è sorprendente: c&amp;#39;è un minimo di 7 minuti e 37 secondi e un massimo di 11 minuti e 13 secondi. Avuti questi dati, vice.com ha iniziato a capire quali tipi di filmati permettono di raggiungere prima l&amp;#39;orgasmo. Inanzitutto, tra tutte le categorie presenti su Pornhub, quella &amp;quot;old/young&amp;quot; è quella che attira maggiormente. In questa categoria, di solito, c&amp;#39;è un uomo maturo che fa sesso con le ragazzine.Ma non è tutto. Le altre categorie primarie sono: &amp;quot;mature,&amp;quot; &amp;quot;gay,&amp;quot; &amp;quot;amateur,&amp;quot; &amp;quot;intercial,&amp;quot; &amp;quot;ebony&amp;quot; e &amp;quot;casting&amp;quot;. Sono queste le categorie che fanno letteralmente impazzire gli utenti. Queste chiavi di ricerca, spiega Pornhub, msotrano che agli utenti non interessa vedere solo scene di sesso, importante è anche il contesto. &amp;quot;In generale, stando ai dati, il tipo di video che ti fa venire prima è quello in cui compaiono corpi giovani e fertili, ossia con il maggior potenziale sessuale e riproduttivo&amp;quot; - ha spiegato il reponsabile di Pornhub.Ovviamente, le preferenze in materia di porno cambiano anche in base al sesso di chi guarda. Alle donne, infatti, piacciono di più i porno contestualizzati piuttosto che quelli in cui si vedono solo scene spinte. Le donne sono anche più pazienti degli uomini e quindi raggiungono l&amp;#39;orgasmo più tardi. Agli uomini, invece, piace guardare più porno per raggiungere l&amp;#39;orgasmo e a loro poco importa del contesto. L&amp;#39;importante è vedere scene hot.Il responsabile di Pornhub ha anche rivelato che gli utenti cercano principalmente attori porno della stessa nazionalità. Oltre a questo, è stato dimostrato che nei film dove i protagonisti appartengono a culture sessuali aperte c&amp;#39;è più trasporto e quindi si raggiunge prima l&amp;#39;orgasmo.Insomma, vice.com dimostra che i film hard che producono prima piacere sono quelli della nostra stessa cultura e che mostrano scese di sesso tra giovani e maturi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/06/19/1466361645-sesso-virtuale-686209.jpg?itok=EPqVLQSd" /> <![CDATA[Emma in bikini incanta Instagram]]> Non c&amp;#39;è niente di meglio della compagnia di persone care per ricaricare le batterie: lo sa bene Emma, che ha raccolto attorno a sè le migliori amiche - tra cui la manager Francesca Sgualdrini - per una vacanza a tutto relax. La cantante, attivissima sui social, non perde occasione per condividere con i fan le foto della &amp;quot;fuga&amp;quot; estiva, con tanto di scatti al tramonto, di gruppo o in bikini. Recentemente, in particolare, Emma ha pubblicato una foto in costume carica di sensualità, che ha registrato un autentico boom di &amp;quot;mi piace&amp;quot;: più di 51mila (con quasi mille commenti).Nello scatto - in bianco e nero e dal sapore d&amp;#39;altri tempi - , Emma è sdraiata su un fianco in barca e mostra tutta la tonicità del lato b. I capelli le cadono - ad onde - sulla schiena e il costume nero le incornicia le forme, mentre la cantante guarda l&amp;#39;orizzonte. Emma non potrebbe apparire più rilassata (e sexy): &amp;quot;Circondarsi di persone che fanno la differenza... Non importa dove... Quando i veri amici sono con te è come essere sempre a casa. Grazie amiche care...&amp;quot;, scrive in un altro post, mettendo in evidenza l&amp;#39;importanza di avere accanto persone che le vogliono bene.Durante la vacanza, Emma non ha mancato di condividere con i fan anche le date e le tappe del suo &amp;quot;Adesso Tour&amp;quot;, che partirà il 16 settembre a Milano. &amp;quot;Sto lavorando per voi&amp;quot;, ha scritto sui social. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/26/1469532032-13732356-309906919351084-294546725-n.jpg?itok=FjXdKVVa" /> <![CDATA[Silvia Provvedi: A letto con Fabrizio Corona]]> È tempo di passione per Silvia Provvedi e Fabrizio Corona. Dopo un periodo di relazione &amp;quot;tira e molla&amp;quot;, sembra che le cose trai due stiano andando a gonfie vele. A testimoniarlo, uno scatto Instagram particolarmente hot: Silvia e Corona sono abbracciati - avvinghiati - a letto. Lui è mezzo nudo, lei indossa (solo) un&amp;#39;aderente canottiera bianca. Corona la tiene stretta a sé, baciandola sensualmente sulla guancia; Silvia sorride, impegnata a fare la foto. Lo scatto, pubblicato dal profilo ufficiale de Le Donatella, ha riscosso in pochissimo tempo migliaia di &amp;quot;mi piace&amp;quot;.Non più una relazione incerta - quindi - ma qualcosa di più serio, almeno dai fatti: Corona e Silvia passano entusiasmanti serate assieme (vedi l&amp;#39;altra sera in discoteca a Desenzano del Garda) e - a quanto pare - ancor più entusiasmanti notti. Ma non è tutto: qualche giorno fa lui le ha consegnato il mazzo di chiavi di un potente suv (stesso regalo fatto alle ex Moric e Belén), con grande gioia di Silvia. Questo è successo prima della dura sentenza del Tribunale di Milano che, dopo la vacanza di lui (con lei) a Capri, cui Corona si è recato senza nessuna autorizzazione dei servizi sociali, ha vietato al divo di mettere piede fuori dalla Lombardia. Non dubitiamo che l&amp;#39;amore di Silvia aiuterà Corona a deglutire l&amp;#39;amaro boccone. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/25/1469462116-13712569-1131124900282309-1563143582-n.jpg?itok=vNul2QhH" /> <![CDATA[Gb, le rubano il cappuccino in ufficio. La vendetta: Stai bevendo latte materno]]> Lascia stare il pranzo dei tuoi colleghi, perché potrebbero arrabbiarsi oltremisura. Chi lavora in ufficio sa che una delle prime regole non scritte della condivisione del frigo è: &amp;quot;Se il cibo non è tuo, lascialo stare&amp;quot;. Segue a ruota: &amp;quot;Se - invece - hai del cibo, nascondilo meglio che puoi&amp;quot;. Nonostante i buoni propositi e le norme tacitamente condivise dai colleghi, c&amp;#39;è sempre qualcuno che cerca di fare il furbetto e - con l&amp;#39;atteggiamento da ladro di serie A - s&amp;#39;impossessa dei manicaretti succulenti dei compagni d&amp;#39;ufficio.Questa la spiacevole vicenda in cui la signora B - ancora non identificata - si è trovata in mezzo. Da una settimana abbondante, un ladro sconosciuto le rubava il cappuccino (con crema di latte), lasciandola a bocca asciutta. Al contrario di molti suoi colleghi, che pur di non scatenare polemiche subiscono in silenzio le angherie d&amp;#39;ufficio, la signora B si è vendicata in modo geniale. Una mattina, attaccata alla bottiglietta del cappuccino, è stata trovato un post-it esilarante:&amp;quot;Buongiorno! A chiunque si stia gustando il mio cappuccino da tutta la settimana... Sorpresa! Avete bevuto il mio latte materno. Spero vi sia piaciuto. Saluti!&amp;quot;, con tanto di: &amp;quot;P.S., è organico, quindi niente paura&amp;quot;.La foto della nota, postata sul social Reddit, è diventata subito virale, con migliaia di condivisioni e commenti di solidarietà, vedi: &amp;quot;Succede sempre anche a me, hai fatto bene&amp;quot; o &amp;quot;Non vorrei mai averti come nemica, signora B&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/22/1469184227-3676180e00000578-3700820-image-22-1469086806327.jpg?itok=0u7l_zAe" /> <![CDATA[Mercedesz Henger, il video sexy su Instagram fa impazzire i fan]]> Protagonista - tra alti e bassi - de L&amp;#39;Isola dei Famosi, Mercedesz Henger non smette un attimo di far parlare di sé. Attivissima sui social, non perde occasione per condividere coi fan foto tenere delle vacanze in famiglia, selfie divertenti e... scatti decisamente hot. Mercedesz, che ha ereditato il fisico da urlo della madre Eva, mette in mostra le forme toniche per la gioia dei fan, che riempiono i suoi profili social con complimenti d&amp;#39;ammirazione.In uno degli ultimi video postati sui social, Mercedesz mette in scena una sfilata di sensualità: con indosso solamente un costume bianco con dettagli floreali ed un paio di scarpe col tacco, la modella-attrice ruota su sé stessa, mettendo in mostra il - tonico - lato b. La forma del costume non lascia spazio all&amp;#39;immaginazione, mettendo in risalto le forme sode di Mercedesz.Le reazioni dei fan non sono tardate ad arrivare, con commenti entusiastici e complimenti vari: &amp;quot;Sei bellissima. Quel costume ti sta alla perfezione&amp;quot; e &amp;quot;sei una dea&amp;quot;. Tuttavia - come in altri post dello stesso tipo - non sono mancate neppure le critiche: &amp;quot;A L&amp;#39;Isola eri molto più acqua e sapone. Adesso sei troppo snob&amp;quot;, ad esempio.Mercedesz studia psicologia in Inghilterra, ma sta attualmente tentando la carriera televisiva. &amp;quot;Se non funzionasse, pazienza - ha dichiarato recentemente -. Tra l&amp;#39;altro, adoro la cucina. Magari apro un ristorante&amp;quot;. @larevecheUn video pubblicato da Mercedesz Henger (@mjmemi) in data: 19 Lug 2016 alle ore 07:38 PDT costume: @larevecheUna foto pubblicata da Mercedesz Henger (@mjmemi) in data: 19 Lug 2016 alle ore 08:38 PDT <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/22/1469179988-13696879-177739815964687-1763502715-n.jpg?itok=FVQmCc-1" /> <![CDATA[Il sindaco di Rio De Janeiro vuole Pokemon GO per le Olimpiadi]]> Il sindaco di Rio De Jainero, Eduardo Paes, ha lanciato un messaggio a Nintendo per far sì che Pokémon GO sia rilasciato in Brasile, o quanto meno nella sua città, in tempo per le Olimpiadi di Rio 2016.L&amp;#39;incredibile successo del videogioco per smartphone e tablet che permette di catturare i piccoli mostri giapponesi ha indotto il primo cittadino a chiedere tramite un messaggio su Facebook il rilascio del gioco in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, prevista per il 5 agosto.Nelle intenzioni del sindaco, c&amp;#39;è quella di sfruttare la presenza dei Pokémon per animare e movimentare i Giochi olimpici.Nintendo però non ha annunciato una data ufficiale per il rilascio dell&amp;#39;applicazione in Brasile. Mancano solo tre settimane all&amp;#39;inaugurazione delle Olimpiadi e i tempi sono decisamente stretti per programmare un lancio.Attualmente, Pokémon GO è disponibile in Italia, negli Stati Uniti, in Australia, in Germania, in Spagna, in Portogallo, in Nuova Zelanda e in Gran Bretagna.Ecco il post del sindaco della città che ospiterà le Olimpiadi: <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/14/1468503022-pokemon-go-750x400.jpg?itok=O_SdGLgB" /> <![CDATA[Buffon e D'Amico: La nostra famiglia allargata]]> Gigi Buffon è raggiante: gioca a pallone sulla spiaggia, porta i figli al parco-giochi, si rilassa al mare con la compagna Ilaria D&amp;#39;Amico. Le lacrime post-Europeo sono solo un brutto ricordo per il portiere, che ha superato la delusione calcistica con l&amp;#39;affetto dei suoi cari. Paparazzato dal settimanale Chi, Gigi si diverte a Forte dei Marmi in compagnia della D&amp;#39;Amico e dei figli David Lee e Louis Thomas, avuti dal matrimonio con la showgirl ceca Alena Seredova.E non è tutto: nel gruppo c&amp;#39;è anche Pietro, figlio che la D&amp;#39;Amico ha avuto dalla relazione con l&amp;#39;immobiliarista Rocco Attisani. Nelle foto di Chi, i bambini giocano assieme sulle giostre di un parco-giochi, sotto lo sguardo amorevole dei genitori. Gigi e Ilaria scattano qualche foto dei piccoli, sorridendosi con fare rapito. Tra scherzi e risate, la coppia si scambia un tenero bacio. Assente dalla serata in famiglia il piccolo Leopoldo Mattia - nato lo scorso gennaio -, rimasto a casa con la babysitter.[[gallery 1287338]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/20/1469028979-1866629-scansione0097.jpg?itok=FHgMiqFu" /> <![CDATA[Ecco i cinque segreti che le donne non diranno mai agli uomini]]> Si sa che le donne non raccontano tutto al loro uomo: in un elenco ecco quello che le vostre compagne vi nascondono per non sentirsi in imbarazzo o per non fare storie inutili.Capire le donne è dà sempre considerata un&amp;#39;impresa titanica. Soprattutto se si pensa che la maggior parte di loro dice una cosa, ne pensa un&amp;#39;altra, ne fa un&amp;#39;altra ancora e vorrebbe l&amp;#39;opposto di quello che fa e ha. Insomma, un modo a parte molto complesso che purtroppo pochi uomini riescono a comprendere. Ecco allora secondo Buzzexcite, i cinque segreti che le donne non diranno mai ai loro uomini.1 - Controllano cosa fa l&amp;rsquo;ex guardando il suo profilo Facebook cercando di scoprire tra i nuovi avvenimenti della vita dell&amp;rsquo;ex compagno se ha trovato un&amp;rsquo;altra donna che l&amp;rsquo;abbia definitivamente sostituita2 - Qualsiasi cosa riguardi la vostra storia, ne sarà prontamente informata anche la sua migliore amica. È risaputo dello stretto e intimo legame che riescono ad istaurare due donne, portandole a confidarsi su tutto3 - Le donne non rivelano mai il numero corretto di quanti ti hanno preceduto. E così che mentono sul il quantitativo di ex che hanno alle spalle4 - Amano che il proprio uomo sia geloso. In fondo questo gli da un senso di sicurezza del rapporto5 - Probabilmente conserva tutte le foto insieme all&amp;rsquo;ex che dimostrano spesso il fatto che in qualche modo gli è rimasta legata <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/07/19/1468943478-letto.jpg?itok=-w56jAvS" />