<![CDATA[il Giornale]]> Tue, 22 Jul 2014 21:00:51 +0200 Tue, 22 Jul 2014 21:00:51 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Al Baghdadi ordina l'infibulazione di tutte le donne]]> Sgomento, rabbia, incredulità. Sono le sensazioni che si provano appena le agenzie battono questa notizia proveniente dall'Iraq: L'Isil ordina l'infibulazione per tutte le donne. L'Isil (o Isis) è lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, autoproclamatosi il 29 giugno 2014, con a capo Abu Bakr al-Baghdadi. Il folle ordine arriva direttamente dal leader dei jihadisti.&amp;nbsp;Baghdadi ha&amp;nbsp;chiesto l’infibulazione per tutte le ragazze del califfato, a cavallo tra l’Iraq e la Siria. Nel breve comunicato i jihadisti&amp;nbsp;affermano che la pratica è stata imposta dal profeta Maometto e riportano un elenco di suoi hadith (detti), che a loro dire contengono&amp;nbsp;questo ordine.Il comunicato risalirebbe ad alcuni giorni fa ed è l’ennesimo che riguarda le donne, dopo quello che impone il cosiddetto jihad del sesso (vale a dire di&amp;nbsp;concedere le ragazze vergini della propria famiglia ai jihadisti) e quello che impone la segregazione dei sessi all'interno delle università. Mentre&amp;nbsp;negli altri comunicati si faceva riferimento a Mosul, la città irachena controllata dall’Isil, in quello sulle mutilazioni genitali si fa un esplicito&amp;nbsp;riferimento ad Aleppo, nel nord della Siria.Una notizia agghiacciante, commenta la giornalista e scrittrice italo-marocchina&amp;nbsp;Souad Sbai,&amp;nbsp;che citando fonti di stampa arabe dice che almeno 28 ragazzine hanno già patito questa sorte nei&amp;nbsp;giorni scorsi. Rivela ancora una volta quanto pericoloso sia, nella sua follia, questo&amp;nbsp;personaggio a cui l’Occidente continua colpevolmente a lasciare mano libera. Dopo le lapidazioni di due donne, ora la orrenda e&amp;nbsp;disumana volontà di infibulare tutte le donne irachene. In Europa nessuno ha notizia di questo, ma i media arabi e le associazioni di&amp;nbsp;donne arabe ne parlano in maniera preoccupata: la comunità internazionale non può rimanere a guardare, nell’attesa che si compia&amp;nbsp;questo crimine orrendo contro l’umanità.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/07/1404711366-ipad-189-0.jpg" /> <![CDATA[Scooter e moto 125 anche in autostrada]]> Spunta un’altra, importantissima novità del testo della legge delega di riforma del codice della strada approvato in commissione Trasporti a Monteritorio. Gli scooter e i motocicli da 125 cavalli potranno circolare su tangenziali e autostrade se guidati da conducenti maggiorenni. Così - precisa Ancma - l’Italia si allinea al resto d’Europa, dove questa limitazione non è mai esistita.&amp;nbsp;Buone notizie anche per le biciclette: introdotto il principio che le corsie riservate ai mezzi pubblici potranno in futuro essere percorse anche da biciclette e motocicli.&amp;nbsp;Permettere l’accesso nelle corsie riservate ai mezzi pubblici è una misura destinata ad accrescere la sicurezza degli utenti delle due ruote in quanto li separa dal traffico ordinario ed è stata mutuata dall’esperienza di altre città europee, come Londra. E va incontro alle esigenze di una maggiore sicurezza, rendendo più semplice alle forze dell’ordine l’identificazione e il recupero delle biciclette rubate, anche l’introduzione di un sistema di marchiatura volontaria del telaio. Misura che si aggiunge ad una serie di disposizioni volte ad incentivare la mobilità delle due ruote a pedale. Il ministero dei Trasporti è stato, infatti, incaricato di predisporre linee guida destinate agli enti proprietari che definiscano criteri di progettazione e costruzione di infrastrutture stradali sicure per gli utilizzatori di veicoli a due ruote. L'Ancma ha già redatto un vademecum utile a progettisti e tecnici per realizzare infrastrutture che limitino i rischi per i motociclisti, in linea con gli standard comunitari. L’approvazione del testo che contiene le nostre richieste - afferma il presidente di Confindustria Ancma Corrado Capelli - è la testimonianza del dialogo costante e concreto che l’Associazione ha con gli organi deputati a legiferare e del suo lavoro quotidiano sul fronte della sicurezza stradale.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406048365-vespa-125.jpg" /> <![CDATA[Alfano alla Lega: Razzisti. Salvini: Preferisci gli scafisti]]> Durissimo botta e risposta tra la Lega e il Nuovo centrodestra.Semmai sono io che non mi siedo al tavolo con una destra xenofoba e&amp;nbsp;antieuropeista. Il leader di Ncd e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, replica in modo secco al segretario leghista Matteo Salvini che aveva&amp;nbsp;detto di non voler sedere al tavolo con Alfano, padre di Mare nostrum. Può anche prendere il 5 o il 7% alle elezioni - ha&amp;nbsp;spiegato - ma questo partito non farà mai vincere il centrodestra: è la destra giustizialista che oggi ha arrestato Galan, che&amp;nbsp;preferisce raccogliere i morti, piuttosto che salvare i vivi e poi - ha aggiunto ironicamente - se c’è da governare in Lombardia o in&amp;nbsp;Veneto poi si siedono eccome con noi.&amp;nbsp;Il leader del Carroccio replica stizzito: Difendere i confini e i nostri cittadini è buon senso, non razzismo. Lui non parla coi razzisti? Forse preferisce clandestini e scafisti.&amp;nbsp;Alfano raffredda anche l'entusiasmo di Berlusconi, che ha chiesto a gran voce a tutti i moderati di ricostruire l'unità del centrodestra. Noi abbiamo le idee molto chiare - sottolinea il ministro dell'Interno - abbiamo&amp;nbsp;scelto di dividere il nostro destino da quello di Forza Italia non per ragioni giudiziarie e non può essere un’assoluzione ad unirci. &amp;nbsp;Poi smentisce contatti diretti con il leader di Forza Italia. Non è previsto alcun incontro tra me e Berlusconi: vediamo prima come si comporta Forza Italia sulla legge elettorale, ha detto&amp;nbsp;a margine di un convegno alla Camera.A stretto giro di posta arriva la replica di Giovanni Toti,&amp;nbsp;eurodeputato e consigliere politico di Forza&amp;nbsp;Italia:&amp;nbsp;Ncd: pochi e confusi! - scrive su Twitter - Alfano smentisce incontro con&amp;nbsp;presidente Berlusconi. Giusto, nessuno lo aveva invitato.&amp;nbsp;Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia) la butta sull'ironia: Salvini non vuole sedersi al tavolo con Alfano perché sta al&amp;nbsp;governo con Renzi. Alfano definisce Salvini razzista. La De Girolamo parla ma i suoi le dicono di tacere mentre Casini tace e gli si&amp;nbsp;chiede di parlare. Come inizio non c'è male.&amp;nbsp;Io personalmente - conclude La Russa - mi incontrerei e parlerei anche con il diavolo per verificare se e come si può tornare a battere&amp;nbsp;la sinistra. Ovviamente a patto che vi siano le giuste condizioni ma certamente senza pregiudizi.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406048049-alfano-angelino.jpg" /> <![CDATA[Giornalismo d’inchiesta, solo per chi ha coraggio]]> La geopolitica, l’informazione, l’interesse per l’attualità e gli scenari internazionali non si affievoliscono nemmeno d’estate.Si è svolta infatti a Lipari, la maggiore delle isole Eolie, la seconda edizione del Premio di giornalismo d’inchiesta “strillaerischia”, ospitato dal Centro di studi eoliani. Premio promosso dal quotidiano “Strill” di Reggio Calabria, rivolto a tutti i giornalisti che mettono in gioco se stessi fino al limite estremo, pur di assolvere all’obbligo morale e deontologico della divulgazione della notizia. L’edizione di quest’anno è dedicata alla paura, quella che si descrive e quella che si prova nel descriverla. Sei i giornalisti premiati, tutti accomunati da una lunga esperienza come inviati di guerra negli scenari più diversi. Tutti hanno descritto la paura e le atrocità scaturite dai conflitti disseminati nel mondo e hanno portato una testimonianza oggettiva ed innovativa di quello che accade.Barbara Schiavulli corrispondente di guerra e scrittrice ha seguito i conflitti internazionali degli ultimi 20 anni. Ha raccontato le sue esperienze, sottolineando come il contatto con le atrocità della guerra può modificare nel profondo l’animo, cercando però sempre di non dimenticare il fattore umano.&amp;nbsp;Toni Capuozzo, inviato di guerra, ha seguito i conflitti in Afghanistan e nell’ex Jugoslavia. Direttore del TG5 fino al 2013, cura e conduce la rubrica “Terra!” su Canale 5. Capuozzo si è soffermato sulla necessità del giornalismo di inchiesta di essere chiaro ed oggettivo, rincorrendo la notizia senza sensazionalismi, riuscendo con la descrizione dei fatti a coinvolgere tutti i lettori e tutti gli strati sociali indistintamente. Il giornalista deve essere, per Capuozzo, “un cronista puro dei fatti che lo circondano”.Sandro Provvisionato curatore insieme a Toni Capuozzo del settimanale “Terra!”, ha parlato delle sue esperienze durante la guerra, sempre poco ricordata, del Kosovo, &amp;nbsp;ripensando alle atrocità che un cronista di guerra sul campo è costretto a descrivere.&amp;nbsp;Domenico Quirico, reporter per “La Stampa” di Torino e Capo servizio esteri, ha raccontato il suo rapimento, non come vicenda personale, bensì come elemento che ribadisce l’obiettivo finale e principale del vero giornalismo d’inchiesta: la testimonianza. È questa – secondo Quirico – l’essenza fondamentale del giornalismo: la presenza sul luogo dei fatti e la successiva testimonianza oggettiva, dovere unico della professione. Ha definito il suo rapimento come “un ovvio rischio del mestiere, che qualunque inviato di guerra deve ben tenere in conto”.Fausto Biloslavo, reporter di guerra dal lontano ‘82, attualmente collabora con il quotidiano “Il Giornale” e il settimanale “Panorama”. Animatore, insieme ad altri, dell’innovativa iniziativa “Gli occhi della guerra” per il sito Il Giornale.it, ha contribuito con i suoi preziosi interventi alle pagine della rivista di geopolitica “Il Nodo di Gordio”. Il progetto “Gli occhi della guerra” si pone l’obiettivo di realizzare reportage dedicati ai teatri di conflitto non sempre pubblicizzati dai media convenzionali. Attraverso il sistema del “crowdfunding”, i reportage sono interamente finanziati e sostenuti dai lettori tramite il sito de “Il Giornale”. L’iniziativa rappresenta la frontiera ultima dell’informazione “libera”, motivata dalla pura volontà di conoscenza, approfondimento e informazione dei lettori stessi, scevri da obblighi di redazione e condizionamenti di sorta. Biloslavo si è soffermato sulla natura della professione del reporter di guerra, considerandolo più che un lavoro, una passione che porta a confrontarsi con realtà sempre diverse, all’interno delle quali è necessario sapersi districare, per riportare una verità “conquistata” sul campo. Ha raccontato la sua esperienza in Ucraina, situazione critica e dai risvolti politici, economici e sociali strettamente interconnessi e di difficile interpretazione. Biloslavo ha dedicato il premio a coloro che si trovano dietro la telecamera: gli “stringer”, le persone del luogo che permettono ai giornalisti di interagire con la popolazione e descrivere la verità dei fatti.&amp;nbsp;Per ultimo è stato premiato Simone Pierani fondatore di China Files, agenzia editoriale con sede a Pechino. Pierani si è soffermato sulle differenze sociali e politiche di una potenza mondiale come la Cina e di come la scarsa e cattiva informazione dia una visione distorta e superficiale del gigante d’Asia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Antonciro Cozzithink tank “Il Nodo di Gordio”www.NododiGordio.org&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406045329-1406045329-servizio-tg5.jpg" /> <![CDATA[Pasti buttati dagli immigrati, la grillina: Non digeriscono la pasta]]> Gli sbarchi di clandestini non si arrestano. Complice il bel tempo, il Mediterraneo riversa decine di migliaia di disperati sulle nostre coste. C'è chi fugge dalla guerra e chi cerca semplicemente un lavoro. E, mentre in Italia dilagano disoccupazione e povertà, il fallimento dell'operazione Mare nostrum si trasforma in un costo abnorme per le casse pubbliche. Le forze della Marina Militare sono impegnate giorno e notte per salvare i barconi in difficoltà, i centri di prima accoglienza sono al collasso e gli enti locali sono obbligati a ospitare migliaia di immigrati che non sanno nemmeno dove mettere. Eppure per la grillina Marialucia Lorefice la vera emergenza è il tipo di cibo fornito agli stranieri appena sbarcati. Pasta e carne non vanno bene: hanno abitudini alimentari e culturali diverse e, a suo dire, lo Stato italiano è chiamato ad adeguarsi alle loro esigenze.La scorsa settimana la Lorefice ha depositato un'interrogazione sul problema della gestione dei pasti nei centri di prima accoglienza. Lo spunto sono state le fotografie scattate al Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo: cassonetti della spazzatura stracolmi di decine e decine di portate di cibo ancora avvolte nel cellophan. Qualcuno dentro la struttura ha fotografato lo spreco e le immagini rimbalzate sul sito locale Ragusanews e riportate dal Giornale hanno creato un vespaio senza precedenti. Pasta, carne e frutta: tutto pagato dai contribuenti, tutto finito tra i rifiuti. Uno spreco su cui è già stata aperta un'inchiesta amministrativa interna alla struttura. E qui è scesa in campo la Lorefice. Non perché sanamente imbarazzata dallo spreco, bensì sulla dieta a cui sarebbero obbligati gli stranieri. Sebbene quelli offerti rispondono alle caratteristiche dieta mediterranea, la migliore, i migranti provengo da zone in cui sono abituati a nutrirsi di cose ben diverse - si legge sulla pagina Facebook della grillina - questo significa che anche la semplice pasta diventa per loro un problema. Non riescono a digerirla. Non solo. A suo dire il problema si porrebbe anche per la carne che i musulmani non possono mangiare.Per tutelare le tradizioni religiose degli islamici, la grillina ha addirittura mobilitato la prefettura di Ragusa e il Viminale. Al ministro dell'Interno Angelino Alfano è stato chiesto di estendere le linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica e di modificare gli orari di distribuzione dei pasti, conseguentemente a particolari periodi di preghiera come quello attuale del ramadan. Una richiesta che ha destato non poche polemiche. Il leghista Davide Boni, per esempio, twitta stupito il contenuto dell'interrogazione. Non è l'unico. In uno stato di emergenza come questo, preoccuparsi della dieta degli stranieri ha scatenato un feroce dibattito sulla rete. Tanto che la Lorefice si è vista costretta a fare un secondo post su Facebook per spiegare le proprie intenzioni: L'Italia non è un Paese razzista, siamo stati e siamo popolo di emigranti anche noi. Chi si spaventa dello straniero, di un pasto dato nel rispetto di una religione diversa è un debole. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/08/1404797766-email.jpg" /> <![CDATA[Svolta per il calendario Pirelli: c'è la prima modella curvy]]> I novanta chili non sono certo il primo dettaglio che salta all'occhio. Perché quegli ottanta chili sono di pura bellezza. Le gambe chilometriche, i lineamenti delicati, lo sguardo ammaliante, le labbra sensuali, le curve sinuose. Per tutto questo, e forse per molto altro, Candice Huffine segna la svolta del prestigioso calendario Pirelli. La bellissima, tra le più famose modelle curvy al mondo, finirà infatti nell'edizione del 2015.Il calendario Pirelli decide di calcare un passo&amp;nbsp;storico. Una vera e propria svolta. Per la prima volta, infatti, una top model dalle forme morbide e abbondanti rientrerà nelle icone della bellezza mondiale. Candice Huffine, 28enne americana, poserà accanto a bellezze del calibro di Adriana Lima o Gigi Hadid. Col suo metro e 80 d'altezza e i 90 chili di peso, la Huffine sdogana l'idea di bellezza da copertina: magra o (quasi) anoressica. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406041546-hires-749332-candice-claudia-fried-11.jpg" /> <![CDATA[Russia, Putin impone l'ora solare permanente]]> Niente più cambio di lancette in Russia, dove Vladimir Putin ha firmato la legge che cancella l'ora legale in tutto il Paese. Questo significa che il prossimo 26 ottobre, quando di tornerà l'ora solare, gli orologi non saranno più toccati. Per gran parte delle repubbliche, regioni e autonomie russe, si tratterà di riportare indietro di un’ora le lancette e lì lasciarle per sempre. Alcuni territori tuttavia hanno deciso di usare il diritto di disporre in autonomia al riguardo. Con la nuova legge, inoltre, aumenta il numero di fusi orari sull’immenso territorio della Federazione: da nove, passano a undici. Un provvedimento che cancella, di fatto, la rivoluzione voluta nel 2011 dall’allora capo del Cremlino, Dmitri Medvedev, il quale aveva introdotto l’ora legale permanente. All’epoca il 73% della popolazione approvava il cambiamento, ma a fine 2013 solo il 32% restava convinto che fosse stata una buona idea. Troppi cittadini, alla prova dei fatti, si sono ritrovati con mattinate troppo a lungo buie, soprattutto in inverno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/06/06/1402033329-ipad-298-0.jpg" /> <![CDATA[Incidenti ferroviari: due morti nel Lazio]]> Due incidenti mortali sulle ferrovie romane nel giro di poche ore.&amp;nbsp;Il primo&amp;nbsp;a 600 metri dalla stazione di Trastevere,&amp;nbsp;è avvenuto stamani intorno alle 11.30: un clochard polacco di 49 anni è rimasto intrappolato sotto un convoglio di un treno&amp;nbsp;merci che viaggiava sulla tratta&amp;nbsp;Maccarese-Roma. Poche ore dopo, intorno alle 15.05,&amp;nbsp;un giovane&amp;nbsp;è stata investita da un treno merci vicino alla stazione di Maccarese,&amp;nbsp;lungo la tratta Grosseto-Civitavecchia. Proprio in quella stessa stazione sono stati deviati questa mattina i treni in direzione Fiumicino&amp;nbsp;inizialmente bloccati a causa della chiusura dei binari tra Ostiense e Ponte Galeria per l'altro incidente mortale. La circolazione dei treni non è stata sospesa, anche se si registrano ritardi di una ventina di minuti a causa dell’intervento della&amp;nbsp;polizia ferroviaria per le indagini di rito. Secondo le prime informazioni, ci sarebbero testimoni che hanno visto il giovane&amp;nbsp;lanciarsi sui binari poco prima del passaggio del treno.L'uomo senza fissa dimora è stato identificato dagli agenti della Polfer grazie alla tessera della Caritas trovata nella tasca dei suoi&amp;nbsp;pantaloni. Chi indaga ipotizza che si sia trattato di un incidente: non si esclude che il polacco stesse tornando nella sua&amp;nbsp;baracca e che fosse sotto effetto di alcolici. Vicino allo scalo, nonostante i continui sgomberi, ci sono alcuni insediamenti abusivi e&amp;nbsp;alcuni clochard hanno l’abitudine di dormire tra le sterpaglie e i binari.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406039737-treno-due-morti.jpg" /> <![CDATA[Berlusconi suona la carica: Ricostruiamo il centrodestra]]> Abbiamo un Pd al 38%, Grillo al 23 e il centrodestra, frammentato, al 30. Lo scenario è quello di un Paese con una forte coloritura di sinistra e con il M5S che rappresenta un serio pericolo per la democrazia. A dirlo è Silvio Berlusconi che sprona così a ricostruire l’unità del centrodestra e far sì che i moderati, maggioranza nel Paese, si trasformino inuna maggioranza politica organizzata. Noi stiamo tentando di farlo con le nostre Comunità azzurre.Il Cavaliere si racconta in un'intervista rilasciata al settimanale Oggi in edicola domani dopo l'assoluzione di secondo grado per il processo Ruby: Mi sono commosso, dice, Si è verificato quello che speravo: che i giudici riuscissero a individuare, nonostante le tante favole dei media, la verità dei fatti. Quello che purtroppo non era avvenuto in primo grado.Parlando poi degli anni in cui è stato al governo, Berlusconi ha spiegato: La rivoluzione liberale che avevo promesso? Mi sono trovato a dover fare i conti con un'incredibile serie di ostacoli, racconta, Alleati molto scomodi e malati di un egocentrismo da prime donne che in molti casi non si sono fatti convincere; una opposizione assoluta della sinistra che ha sempre praticato la politica del tanto peggio, tanto meglio, cancellando con un referendum le nostre riforme istituzionali del 2005, che poi sono le stesse che adesso vuole fare Renzi; la grande crisi economica che è venuta dall'America nel 2008. E tutto questo con il 90% della stampa contro e infine, per quanto mi riguarda, con i 58 processi che ho dovuto affrontare, che mi hanno tolto una infinità di tempo per preparare con gli avvocati le 2.750 udienze: a volte tre alla settimana. Processi e udienze che mi hanno anche privato di quella serenità che è indispensabile per poter operare al meglio. Spero non capitino le stesse cose anche a Renzi.Proprio su&amp;nbsp;Matteo Renzi aggiunge: Una volta, scherzando, gli ho detto che ha commesso un solo errore, quello di non fare politica dentro Forza Italia. Ha la fortuna dalla sua, e questa è una grande qualità per un politico. Con 108 mila voti è diventato sindaco di Firenze, poi con le primarie è diventato segretario del Pd, si è autocatapultato a Palazzo Chigi, si è trovato subito le elezioni europee che gli hanno assicurato quella legittimità democratica di cui aveva bisogno e infine gli è toccata anche la presidenza del semestre europeo. Sfido chiunque a fare di più e più velocemente!.E al premier suggerisce: Non c’è altra soluzione che quella di ricorrere all’eterna formula liberale della crescita e del benessere: meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese, meno tasse sul lavoro producono più consumi delle famiglie, più produzione per le imprese e più posti di lavoro. E anche più entrate nelle casse dell’erario con cui poter aiutare chi è rimasto indietro. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/05/23/1400831085-berlusconi.jpg" /> <![CDATA[Arriva il sequel di Fight Club. Ma non al cinema]]> Chi non conosce le regole del Fight Club, film cult che conta tra i protagonisti attori del calibro di Brad Pitt e Edward Norton? Ma a parlare del Fight Club stavolta è stato l'autore del romanzo da cui è tratto: Chuck Palahniuk che ha annunciato il sequel del fortunato film.Ma le avventure di Tyler Durden non arriveranno su grande schermo: Fight Club 2 arriverà sotto forma di fumetti. Dieci albi illustrati da Cameron Stewart e pubblicati da Dark Horse Comics nel maggio 2015. Rispetto al romanzo originale, la storia sarà ambientata nel futuro e nel passato. Si aprirà una decina di anni dopo la fine del romanzo, con il protagonista sposato alla problematica Marla Singer. La coppia ha un figlio di 9 anni di nome Junior con cui il protagonista ha gli stessi problemi di comunicazione che aveva col proprio genitore.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406035525-brad-pitt-fight-club.jpg" /> <![CDATA[Gaza, Ban Ki-moon: Smettetela di combattere e tornate a parlarvi]]> A Gaza e dintorni non c'è nemmeno un luogo sicuro per i civili.&amp;nbsp;Lo ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni unite per gli affari&amp;nbsp;umanitari (Ocha), Jens Laerke evocando una situazione devastante, con più di 100mila persone che risultano sfollate in 69 scuole gestite&amp;nbsp;dall’Unwra (l’ente dell’Onu per i rifugiati palestinesi).&amp;nbsp;Particolarmente preoccupante è la situazione dell’accesso all’acqua: Stimiamo che 1,2 milioni di persone non abbiano&amp;nbsp;accesso all’acqua o solo in modo limitato. Inoltre, abbiamo notizie di inondazioni delle fognature, una minaccia per la salute pubblica.&amp;nbsp;Ma ovviamente il problema principale sono i bombardamenti e la guerra in corso, con Hamas, da un lato, che continua a lanciare razzi, e Israele che risponde.&amp;nbsp;Con la riapertura del valico di Rafah&amp;nbsp;sono 2.230 i palestinesi che hanno attraversato il confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. E&amp;nbsp;da Rafah verso Gaza sono passate 466 tonnellate di aiuti alimentari e 53 tonnellate tra medicine e&amp;nbsp;materiale medico e per l’infanzia, così come molti feriti palestinesi, ricoverati negli ospedali egiziani. Le autorità egiziane - dichiara una fonte governativa - hanno concordato una serie di regole per organizzare il meccanismo di ingresso delle carovane di aiuti per la&amp;nbsp;Striscia, pur sottolineando che anche Israele ha la responsabilità di aprire i valichi e&amp;nbsp;facilitare il passaggio delle persone e l’arrivo dei beni di prima necessità alla popolazione della Striscia di Gaza. Questo - ha concluso&amp;nbsp;- rappresenta un dovere giuridico sulla base del diritto internazionale e degli accordi di Ginevra.&amp;nbsp;Intanto si aggrava di giorno in giorno il bilancio delle vittime:&amp;nbsp;593 quelle palestinesi, 27 soldati e due civili morti per gli israeliani.&amp;nbsp;L'esercito&amp;nbsp;israeliano ha identificato il soldato dichiarato disperso a Gaza: si chiama Oron Shaul, ha 20 anni ed è originario di Poria. Lo scrivono le&amp;nbsp;forze armate su Twitter, aggiungendo: Stiamo ancora lavorando per identificare il suo corpo. Con tutta probabilità è lo stesso Aron Shaul che Hamas aveva detto di aver rapito due giorni fa. Come riferiscono fonti&amp;nbsp;israeliane, era scomparso domenica dopo uno scontro a fuoco nel quartiere di Shujaiyeh, a Gaza. Le autorità di Tel Aviv non hanno&amp;nbsp;ancora confermato il rapimento. Potrebbe, infatti, essere rimasto ucciso.&amp;nbsp;Un aereo da combattimento&amp;nbsp;israeliano ha bombardato, senza causare vittime, l’ultimo piano di una torre residenziale nel centro di Gaza, dove si trova la sede di&amp;nbsp;Al-Jazeera e gli uffici dell’agenzia di notizie statunitense Ap. Ci hanno detto che è stato un errore, ma che comunque era meglio che non&amp;nbsp;tornassimo ad avvicinarci, ha raccontato un collaboratore di una delle testate. Nel dare la notizia l’emittente tv ha addossato la responsabilità della sicurezza del proprio personale al ministro degli Esteri israeliano,&amp;nbsp;Avigdor Lieberman.&amp;nbsp;Quest’ultimo ha definito lunedì al Jazira una colonna portante dell’apparato di propaganda di Hamas e chiesto che le attività&amp;nbsp;dell’emittente vengano bandite in Israele.&amp;nbsp;Nei giorni scorsi Israele ha anche messo in guardia tutti i corrispondenti stranieri presenti a Gaza sul fatto che rimanere è pericoloso e&amp;nbsp;che non potrà garantirne l’incolumità. &amp;nbsp;La guerra si combatte non solo con i razzi, le bombe e l'artiglieria. C'è anche, come sempre, l'arma dei media, con verità veicolate ad arte per suffragare la propria parte. E, stavolta più che mai, si fa un uso massiccio anche dei social network.&amp;nbsp;Da una parte l’Israel Defense Force che su Twitter (@idf) fa la cronaca quasi in diretta della guerra, e spiega l'importanza dei bombardamenti chirurgici. Sull'altro fronte rispondono agguerrite le Brigate Ezzedin Al Qassam, braccio armato di Hamas, che denunciano la barbarie dei bombardamenti israeliani, mostrando lo strazio dei corpi maciullati. La guerra a colpi di tweet non conosce pause. L'esercito israeliano cerca di colpire l'opinione pubblica mondiale postando varie foto (il Big Ben di Londra, la Torre Eiffel di Parigi) sormontate da razzi che opiovono dal cielo (proprio come avviene in Israele). E una domanda: Voi cosa fareste?.Avete bisogno di proteggere i vostri civili dai razzi ed io condanno fortemente il lancio di razzi. Ma la vostra riposta&amp;nbsp;militare sta causando molte vittime civili, ha detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon al ministro della difesa israeliano Moshe Yaalon&amp;nbsp;prima di incontrare il premier Netanyahu. Il popolo di Gaza - ha proseguito Ban - è vittima&amp;nbsp;del brutale regime di Hamas. E rivolgendosi alle due parti che si combattono senza esclusioni di colpi, ha detto:&amp;nbsp;Basta combattersi, iniziate a&amp;nbsp;parlarvi. Le operazioni militari non favoriranno la stabilità di Israele. &amp;nbsp;Ha poi informato Netanyahu e Yaalon dei colloqui da lui avuti con i&amp;nbsp;leader arabi e palestinesi sulla possibilità di una tregua. Il segretario generale ha definito scioccanti i missili che continuano a&amp;nbsp;essere sparati dalla Striscia verso Israele, ma ha anche esortato lo Sato ebraico ad esercitare il massimo contenimento.Benyamin&amp;nbsp;Netanyahu ha risposto in questo modo:&amp;nbsp;Abbiamo&amp;nbsp;usato per molto tempo tutti gli strumenti (per dare una possibilità a Gaza, ndr), abbiamo mostrato la volontà di mantenere le violenze ai&amp;nbsp;livelli minimi, purtroppo Hamas con la sua violenza è contraria alle nostre iniziative.&amp;nbsp;E ancora: Non volevamo questa escalation.&amp;nbsp;Abbiamo accettato la proposta egiziana, sostenuta da Lega Araba e dagli Usa. Ma Hamas l’ha respinta. La nostra è un’autodifesa.&amp;nbsp;Faremo - ha&amp;nbsp;aggiunto - quello che dovremo fare per difenderci.Hamas è come l’Isis, al Qaida e Boko&amp;nbsp;Haram. Loro non vogliono una soluzione a due Stati. La loro lagnanza è che noi esistiamo, ha detto ancora il premier israeliano&amp;nbsp;nella conferenza stampa insieme a Ban Ki-moon.Dall'Egitto torna a farsi sentire il segretario di Stato John Kerry. Hamas deve fare una scelta, che avrà un impatto decisivo sulla gente di Gaza. La scelta è questa:&amp;nbsp;accettare o rifiutare la proposta egiziana per il cessate il fuoco, pienamente&amp;nbsp;appoggiata dagli Stati Uniti.&amp;nbsp;Il cessate il fuoco, però, non può essere abbastanza. Bisogna affrontare le tematiche incredibilmente complesse&amp;nbsp;alla base della crisi.&amp;nbsp;Kerry ha poi concluso il suo discorso affermando che gli Stati Uniti sostengono il diritto di Israele a difendersi, ma che abbiamo&amp;nbsp;visto troppo spargimento di sangue da entrambe le parti.&amp;nbsp; <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406042904-cannone-israeliano.jpg" /> <![CDATA[Lega, Salvini oscura gli autovelox di Pisapia]]> La Lega Nord oscura i nuovi autovelox del Comune di Milano. Accompagnato da un gruppo di militanti, il leader Matteo Salvini ha coperto con uno scatolone l'impianto che si trova lungo via Enrico Fermi, vialone che conduce al tratto urbano della A4, non distante dalla sede leghista di via Bellerio. Massacrano mille lavoratori al giorno - ha spiegato il segretario del Carroccio - mettano piuttosto gli autovelox fuori dagli ospedali, dagli asili, dalle scuole. Metterli all’uscita dell’autostrada è un furto.Questa mattina i lumbard hanno protestato contro le multe degli autovelox. Secondo un'indagine del Sole 24Ore, i sette autovelox piazzati dal sindaco Giuliano Pisapia a giugno hanno permesso a Palazzo Marino di far cassa con gli automobilisti. Nella prima settimana sono fioccate oltre 64mila contravvenzioni. Tanto che si calcola che ogni automobilista milanese paghi almeno 170 euro l'anno in multe. Così, per contestare la cosiddetta rapina messa in atto dalle multe, Salvini e il consigliere comunale Alessandro Morelli hanno simbolicamente coperto con scatoloni due autovelox posizionatia lato di Viale Enrico Fermi, all’altezza dell’ospedale Niguarda, mentre alcuni militanti con bandiere del partito hanno esposto uno striscione con la scritta Rallenta Pisapia ti multa.Se ci sono mille multe al giorno, vuol dire o che gli automobilisti milanesi sono barbari o che gli autoveloxsono sbagliati - ha commentato Salvini sacrosanta la sicurezza stradale, ma questi messi dalla Giunta Pisapia sono per fare cassa. Morelli ha annunciato che la Lega Nord presenterà a Palazzo Marino un testo dovechiederemo una moratoria delle multe già realizzate e una maggioresegnalazione, perché come potete vedere siamo davanti a strade a tre corsie,o ci sono casi come il cavalcavia del Ghisallo dove ogni giorno vengonofotografate centinaia di vetture. Sono persone che vengono a Milano perlavorare - ha concluso Morelli - ancora una volta Pisapia per coprire i buchi di bilancio usa letasse, e in questo caso le multe. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406030577-pisapia.jpg" /> <![CDATA[Lo juventino Morata subito KO in allenamento Fuori almeno 50 giorni]]> I tifosi juventini sono raggelati ieri pomeriggio quando hanno appreso dal sito ufficiale della Juventus la notizia dell'infortunio subito da Morata in allenamento. Per il giovane ex madridista, che è stato uno dei colpi di mercato di Marotta, uno scontro di gioco nel corso dell'allenamento pomeridiano con una distorsione al ginocchio sinistro. Morata è stato subito soccorso e già dai primi accertamenti si parlava di un possibile stop di trenta giorni, prognosi che poi è aumentata a 50 dopo gli accertamenti definitivi che sono stati svolti questa mattina nella clinica torinese Fornaca.&amp;nbsp;Per Morata si tratta di una distorsione che non interessa il crociato, ma il collaterale mediale, e l'attaccante spagnolo potrà quindi tornare a disposizione del suo tecnico soltanto nel mese di settembre, ma con la necessità di dover effettuare tutta la preparazione, mentre potrà seguire solo da bordo campo le tattiche di Allegri. Lo scontro di gioco, nel quale è rimasto coinvolto, è accaduto durante la fase degli esercizi con il pallone ed è stato con il portiere Rubinho.Un inizio davvero sfortunato per la&amp;nbsp;punta&amp;nbsp;21enne, che aveva fortemente voluto andare a Torino, rifiutando anche le offerte di altri club importanti per giocare con la maglia dei campioni d'Italia. Morata ha motivato la sua scelta con la grande storia e la tradizione della Juventus, che lui ritiene uguale a quella del Real Madrid, dove è cresciuto. E proprio molti suoi ex compagni del Real Madrid lo hanno raggiunto con dei messaggi di auguri dopo aver appreso la notizia dell'infortunio. &amp;nbsp;Questo infortunio è veramente un colpo difficile da digerire per la Juventus e per Massimiliano Allegri, alle prese con la costruzione del suo gioco, che si vede privato dell'attaccante spagnolo per così lungo tempo, e non avrà modo di vederlo all'opera con i suoi nuovi compagni durante la fase di preparazione. Ora la palla passa in mano alla dirigenza bianconera e non escluso un ritorno sul mercato per puntellare l'attacco, con l'altro 21enne Lukaku, belga di proprietà del Chelsea che ha ben figurato con la sua nazionale al mondiale.&amp;nbsp;Ma non si esclude anche la pista Eto'o, libero da vincoli contrattuali, e che porterebbe in dote una buona dote di esperienza in campo internazionale. Per la difesa intanto è arrivata la firma sul contratto di Evrà, che entra quindi a far parte ufficialmente della rosa bianconera, mentre non viene abbandonata la pista che porta all'ex viola Nastasic, che gioca nel Manchester City. La Juventus deve far attenzione però anche al mercato in uscita, perché è partito l'assalto da parte del Manchester United ad Arturo Vidal, con la formazione di Van Gaal che ha messo sul piatto una offerta di 50 milioni di euro per la società bianconera e di 6,7 annuali per il giocatore, Offerta per ora respinta, ma che potrebbe tornare in auge qualora il giocatore esprimesse la sua volontà di accettare il trasferimento. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406030094-morata-presse.jpg" /> <![CDATA[La mamma di Yara e la telefonata del Papa: Non mi ha mai chiamato]]> Maura Panarese, madre di Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa a Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e trovata uccisa il 26 febbraio 2011, avrebbe scritto una lettera a papa Francesco quando le indagini erano ancora in alto mare. Lettera a cui, secondo la ricostruzione del Giorno, il Santo Padre&amp;nbsp;avrebbe risposto con una telefonata. La notizia, però, è stata smentita dalla stessa Maura.Ad oggi si sapeva soltanto della lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una missiva accorata in cui la donna ripercorreva la tragedia famigliare manifestato tutto il proprio sconforto. Al tempo il capo dello Stato aveva risposto in via privata. Oggi il Giorno parla di una seconda lettera indirizzata a Bergoglio e di una telefonata dal Vaticano che sarebbe avvenuta nei giorni scorsi. La signora Gambirasio, però, ha assicurato di non aver ricevuto alcuna telefonata e tantomeno una lettera dal Santo Padre. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/06/16/1402937465-yara562.jpg" /> <![CDATA[Galan non può difendersi ma la Camera vota l'arresto]]> La Camera ha fretta di cappio. Giancarlo Galan aveva chiesto alla Boldrini di poter essere presente per difendersi e spiegare perché vi sia, nei suoi confronti, un fumus persecutionis da parte delle toghe veneziane. Ma la presidente della Camera Laura Boldrini e la sinistra manettara non hanno voluto sentire ragioni. Così, dopo aver respinto la richiesta di rinvio avanzata da Forza Italia per aspettare che l'ex ministro uscisse dall'ospedale di Este (Padova), l'aula di Montecitorio ha detto sì all’arresto di con 395 voti favorevoli e 138 contrari.Dopo un doppio rinvio, dovuto alle condizioni fisiche del deputato di Forza Italia, a seguito dell’ingessatura ad una gamba e del successivo ricovero in ospedale di Este per complicazioni dovute a una tromboflebite, Galan aveva chiesto un nuovo aggiornamento della pratica a non prima del 20 agosto, essendo impossibilitato ad alzarsi dal letto. Ma il tentativo è naufragato per lo stop annunciato dalla Boldrini e confermato oggi dalla Camera. Tanto che l'ex ministro si è visto costretto a seguire la votazione dal reparto di Medicina dell'ospedale, dopo una decina di giorni trascorsi in Cardiologia. Non si può trasformare la Camera in una piazza incontrollata in cui non c’è diritto, ha tuonato Francesco Paolo Sisto facendosi portavoce dell'indignazione di Forza Italia già prima che Montecitorio si esprimesse sull'arresto di Galan.Ad avanzare la richiesta di rinvio, come già aveva fatto precedentemente in conferenza dei capigruppo, era stato il presidente dei deputati azzurri,&amp;nbsp;Renato Brunetta, sottolineando che la questione rappresenta un punto basilare del rispetto dei diritti della persona e del parlamento. A favore del rinvio si sono espressi Ncd e Popolari per l'Italia, mentre Scelta civica si è astenuta. Contrari al rinvio il Sel, i grillini (Non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, ha detto Giulia Grillo) e il Pd. Subito dopo Antonio Leone (Ncd) ha avanzato la richiesta di inversione dell’ordine dei lavori, anticipando il decreto Carceri. Ma anche questa richiesta è stata respinta dall’Aula e, subito dopo, è stato votato per l'arresto. È un’altra pagina triste, ha dichiarato sconsolato Daniele Capezzone denunciando l’uso eccessivo della custodia cautelare e il dilagare del processo mediatico, un combinato che produce un vero e proprio azzeramento del diritto alla difesa, riducendolo a un vuoto simulacro, a una forma svuotata di qualunque sostanza.Gli avvocati Antonio Franchini e Nicolò Ghedini, che difendono Galan, chiederanno che gli siano concessi i domiciliari. Ad annunciarlo lo stesso Franchini secondo cui quello sul parlamentare è un voto politico e non di coscienza. Subito dopo la votazione alla Camera, i sanitari dell'ospedale di Este hanno firmato la lettera di dimissioni. Sono incazzato e sapete benissimo con chi..., ha commentato Galan salendo, in carrozzina, su un’ambulanza che dall'ospedale lo ha portato a casa a Cinto Euganeo sui Colli Euganei.Poco dopo le 20 le agenzie battono la notizia che a Galan è stata notificata, dalla Guardia di Finanza, l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal&amp;nbsp;Gip di Venezia il 4 giugno scorso. L'ex ministro sarà portato nel carcere milanese di Opera. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406025815-galan.jpg" /> <![CDATA[Edge, dagli USA la nuova SUV Ford]]> Più grande di Ecosport e Kuga, arriva dagli USA il nuovo SUV dell’Ovale Blu. La novità non è assoluta, visto che negli States è in vendita dal 2007, ma di originale ci sono senz’altro il look e le dimensioni da auto americana abbinati a un motore decisamente europeo.Edge è infatti mossa da un 4 cilindri common rail di 2.000 cc, sovralimentato mediante turbocompressore. Gli sptep di potenza in cui viene proposto sono due: 180 cv e 400 Nm (40,8 kgm) di coppia oppure 210 cv e 450 Nm (45,9 kgm). Il primo è abbinato a una trasmissione manuale a 6 marce; il secondo con il cambio a doppia frizione.&amp;nbsp;La trazione è integrale permanente a ripartizione variabile della coppia tra gli assali.Assolutamente degne di nota le inedite tecnologie impiegate da Ford per il progetto Edge, che è il primo modello dell’Ovale dotato di sterzo adattivo (sia la servoassistenza sia la demoltiplicazione variano in funzione della velocità e dello stile di guida). Inoltre Edge è la prima Ford diposibile per il mercato europeo dotata della tecnologia di riduzione attiva del rumore. In pratica il sistema diffonde mediante altoparlanti onde sonore opposte al rumore generato dal motore, neutralizzando così i disturbi acustici.&amp;nbsp;Non mancano poi la doppia telecamera anteriore con schermo Split View, il portellone a gestione elettrica e il sistema di connettività SYNC 2 con schermo touchscreen da 8 pollici. In materia di assistenza alla guida e sicurezza, tra gli altri dispositivi di serie che contribuiscono a fare della Edge una auto premium, ci sono poi il cruise control adattivo con frenata d’emergenza in caso di collisione imminente, il mantenimento automatico della corsia di marcia e il riconoscimento della segnaletica sia verticale sia orizzontale.Vuoi conoscere tutto sul mondo di auto e moto? Approfondisci su RED Live <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406024972-fordedge-002.jpg" /> <![CDATA[Nuovi guai per Renzi: un'altra senza laurea]]> Eccone un'altra. Sembra che in Italia non si possano raggiungere posti di rilievo senza barare sul curriculum. Dopo Oscar Giannino, Antonio Mastrapasqua e Guido Crosetto, ora al centro dello scandalo c'è Alessandra Poggiani, individuata come nuovo direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale.Questa volta, almeno nominalmente, una laurea c'è: la Poggiani sarebbe laureata con un corso triennale in Honours Communications and Cultural Studies a Londra. In quale ateneo non è dato saperlo: sul curriculum non è specificato, anche se, come rivela&amp;nbsp;ItaliaOggi, si dichiara l'equipollenza con un corso di Scienze dell'Informazione o della Comunicazione del vecchio ordinamento, secondo una non meglio precisata delibera Consiglio Universitario Nazionale del 1997. Troppo poco per una posizione dirigenziale come quella per cui sarebbe destinata. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406020037-alessandra-poggiani-agid.jpg" /> <![CDATA[Dall'Emilia Romagna alla Puglia: risiko bollente delle canidature Pd]]> Botte da orbi. In via del Nazareno i piddini se le danno di santa ragione. E non accennano mica a smettere. Nemmeno l'arbitro Matteo Renzi riesce a fare da pacere. Anzi, quando ci si mette, se può, fa ancor più danni. Come se la rissa non fosse già abbastanza ingarbugliata, la caterva di scandali e inchieste che hanno investito il Partito democratico non ha fatto altro che peggiorare la situazione. E così il segretario si trova a dover mettere ordine nel grande risiko delle nomine e della candidature, tasselli importantissimi per non far saltare i già delicati equilibri di partito.&amp;nbsp;A inguaiare il premier sono state le dimissioni di Vasco Errani dopo la condanna a un anno di reclusione al processo Terremerse. L'ex governatore dell'Emilia Romagna ha, infatti, lasciato scoperte due poltrone piuttosto importanti. La prima è, appunto, la presidenza della Regione. Il successore sarà scelto attraverso le primarie. E, come racconta ItaliaOggi, sono molti i piddini a scaldare i motori. In pole position ci sono i renziani Matteo Richetti, ex presidente del consiglio regionale, e Stefano Bonaccini, segretario regionale e chiamato dall'ex rottamatore nella squadra nazionale del partito. I bersaniani, però, non staranno a guardare e, giusto per rompere le uova nel paniere di Renzi, presenteranno il sindaco di Imola Daniele Manca. Una mossa ch rischia di avvantagiare i competitor: l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani o Ivano Marescotti che, in lista con il Sel di Nichi Vendola, alle europee ha portato a casa 13mila preferenze.Le dimissioni di Errani liberano anche la poltrona del presidente della Conferenza Stato-Regioni. Qui Renzi vedrebbe bene seduto Sergio Chiamparino, ma il presidente dell'Anci Piero Fassino non vuole sentire ragioni. Così, tra i due piemontesi, cerca di farsi strada il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che, dopo la scelta del governo di portare la Concordia a Genova anziché a Piombino, vuole qualcosa in cambio. Rossi, però, non è nella posizione per avanzare pretese. In Toscana il Partito democratico è pesantemente diviso e andare a rimestare in quel ginepraio significa, inevitabilmente, minare assetti e rapporti delicatissimi. Per questo, negli ultimi giorni, sembra spuntato fuori il nome del presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, che ha già portato a casa la nomina di relatore del Comitato delle Regioni per il sesto rapporto sulla coesione dell'Unione europea.Lo scandalo Mose e le dimissioni del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni hanno lasciato scoperta un'altra poltrona. E, anche qui, il Pd è pronto a una battaglia fratricida. In pole position ci sarebbe Felice Casson. Peccato che sia troppo civatiano per i gusti di Renzi. Così l'ultima parola spetterà alle primarie dove, però, si sono già iscritti a correre cinque candidati piddì, uno del Sel e uno dei Verdi. Una corsa affollata che, come si teme per l'Emilia Romagna, rischia di non premiare il candidato forte di via del Nazareno. Perdere una enclave come Venezia potrebbe quindi trasformarsi in un boomerang per lo stesso Renzi che nel 2018 sicuramente correrà per tenere la poltrona di Palazzo Chigi. E, in vista delle prossime politiche, doventa fondamentale la partita pugliese. Qui finirà nel 2015 l'era Vendola che ha già fatto sapere che non ri ricandiderà più. Renzi sceglierà di andare alle elezioni senza un'alleanza organica con Sel ritenendo di vincere da solo il premio di maggioranza, e in questo caso proverà a riprendersi la Puglia - si chiede Giorgio Ponziani su ItaliaOggi - oppure preferirà presentarsi insieme al Sel alle politiche, coprendosi così anche elettroralmente a sinistra, e allora consentirà a Sel di tentare di mantenere la Regione?. Il Sel, dal canto suo, è già in pista: Dario Stefàno ha già iniziato la campagna per le primarie del 30 novembre. Contro di lui Renzi potrebbe schierare l'ex sindaco di Bari Michele Emiliano, anche se già si fanno i nomi dell'europarlamentare Elena Gentile e dell'ex segretario regionale Sergio Blasi. Insomma, la partita resta aperta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/14/1405319928-vendola.jpg" /> <![CDATA[Da Renzi regalo milionario alla coop indagata: maxi appalto in Angola]]> La missione africana di Matteo Renzi ha poratato una barcata di quattrini a Ravenna. La Cooperativa muratori e cementisti, la principale azienda di costruzioni associata alla Legacoop, ha infatti vinto un maxi appalto per la costruzione di un'autostrada in Angola. Peccato che, come fa notare Fosca Bincher su Libero, la Cmc di Ravenna sia piuttotos chiacchierata per lo scandalo Expo 2015 e soprattutto per la consulenza a Primo Greganti, il compagno G che ha riportato a Milano un sistema di mazzette da sempre caro alla sinistra.Una coop, dunque. In perfetta scia con la tradizione comunista, Renzi regala alla cooperativa guidata da Massimo Matteucci un appalto da 250 milioni di euro per la costruzione dei 44,8 chilometri del raccordo autostradale che collegherà Luanda alla città di Soyo. Infrastruttura fondamentale perché unitrà la capitale a un'area ad altissima concentrazione di estrazioni petrolifere. L'operazione - spiega la Sace, la società assicurativa di Stato che ha garantito con un finanziamento da 164 milioni di euro - conferma il lungo impegno di Cmc in Angola, forte di una esperienza decennale maturata nei grandi progetti infrastrutturali in Africa subsahariana, in particolare in Mozambico. Nel 2013 il fatturrato della coop di Ravenna ammonta, infatti, a 355 milioni di euro rispetto a un volume totale di un miliardo. Pur mantenendo ancora la struttura di cooperativa, come era stata fondata nel 1901, la Cmc di Ravenna conta un organico, tra Italia ed estero, di oltre 7.500 unità.La scelta della Cmc di Ravenna è destinata a fomentare non poche polemiche. Lo scandalo Expo ha, infatti, fatto accendere i fari del pool milanese guidato dal pm Alfredo Robledo che la sta indagando per turbativa d'asta dovuta dall'eccesso di ribasso. E nella rete delle indagini è rispuntato furi pure il compagno G, Primo Greganti, che proprio da Ravenna ha ottenuto una chiacchierata consulenza. Non solo. Recentemente anche la procura di Trani sta indagando la Cmc per il porto di Molfetta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/14/1405319791-renzi.jpg" /> <![CDATA[Aereo abbattuto, consegnate le scatole nere]]> Potrebbe essere fatta chiarezza presto sulla vicenda del Boeing 777 abbattuto giovedì scorso in Ucraina. Sono state infatti consegnate agli esperti della Malaysia Airlines le scatole nere del velivolo, finora nelle mani dei filorussi di Donetsk.A nome del governo malese ringraziamo la Repubblica di Dontesk di averci riconsegnato le due scatole nere, che sono di proprietà della Malesia, ha detto uno degli esperti, Vedo che sono praticamente intatte. I ribelli filorussi hanno inoltre annunciato il cessate il fuoco in un raggio di 10 km nella zona in cui è precipitato l’aereo per consentire ulteriori indagini.Intanto sono stati recuperati quasi tutti i corpi delle 298 vittime dell'incidente, ammassati su un treno che li porterà prima&amp;nbsp; Kharkiv, da dove partiranno per l'Olanda, accompagnate dai rappresentanti della Malaysia e dell’Osce. Prima di lasciare la stazione di Torez, i cadaveri sono stati esaminati di nuovo, questa volta da esperti olandesi. Ma restano ancora incongruenze tra i dati delle varie fonti: Kiev riferisce che nei cinque vagoni refrigerati ci sono 252 corpi, mentre gli esperti internazionali parlano di 282. Non tutti sarebbero stati caricati, ha spiegato oggi in conferenza stampa l’ambasciatore ucraino a Roma, Yevhen Perelygin.Ieri sera il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha inoltre approvato all’unanimità una risoluzione che condanna l’abbattimento dell’aereo in Ucraina e chiede un accesso immediato e senza restrizioni al luogo dell’incidente, per consentire un'indagine indipendente. Nel documento, proposto dall’Australia, si chiede in particolare che i responsabili della tragedia siano chiamati a risponderne. A questo proposito la Russia si è detta pronta a fornire completa assistenza.Per quanto riguarda la Ue, poi, il Consiglio dei Ministri esteri ha deciso che la lista delle persone sanzionate sarà allargata sulla base di quanto deciso dal vertice di mercoledì scorso e tale lista sarà sottoposta al Coreper entro giovedì, come ha detto il ministro degli esteri olandese Frans Timmermans confermando che saranno poi richieste proposte di sanzioni più ampie. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/22/1406044256-aereo-ab-2.jpg" /> <![CDATA[Expo: Arts & Foods, il racconto del cibo alla Triennale]]> Expo e cibo, Expo e arti, ovvero&amp;nbsp;Arts &amp;amp; Foods: è il racconto declinato su un versante simbolico che lega l’Esposizione universale alla città con un padiglione particolare, l’unico allestito al di fuori dell’area espositiva, in città, in un luogo simbolo di cultura e modernità: il Palazzo della Triennale. A presentare il concept dell'area tematica - allestita dallo Studio Italo Rota - che sarà aperta da 7 aprile al primo novembre 2015, sono stati il presidente della Triennale Claudio De Albertis, il commissario unico del governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, l’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti Giovanni Gorno Tempini e il curatore del padiglione Germano Celant.Il main partner del progetto è Cassa depositi e prestiti, come ha annunciato Sala. Grazie alla qualità del progetto, all'idea del padiglione e alla qualità che il nome di Celant dà a livello internazionale, abbiamo trovato una copertura del 50% del costo totale. Cassa depositi e prestiti, Sace e Fondo strategico italiano contribuiranno per 3 milioni di euro. Il costo vivo della preparazione e dei quasi 7 mesi di manifestazione è pari a 5,3 milioni di euro, a Germano Celant vanno 750mila euro: così si pagano da due anni le persone che lavorano al progetto. È chiaro che Expo non ha una macchina dietro che si occupa di queste cose, Celant deve quindi preoccuparsi di tutti gli aspetti organizzativi del padiglione e dei suoi contenuti”. Sala ha sottolineato anche che il contributo globale delle imprese a Expo che è di 350 milioni di euro “a dimostrazione che si crede nell’Esposizione, nella sua importanza a livello mondiale ed è frutto di lavoro e coinvolgimento reciproco”.“Expo è una grandissima vetrina per attirare investitori e visitatori nel nostro Paese, di cui c'è un gran bisogno - ha detto l'ad di Cdp Giovanni Gorno Tempini - e ci vuole impegno da parte di tutti. Come Cdp abbiamo voluto mostrare la nostra vicinanza a tutta Expo. Siamo attivamente impegnati perché sia un successo. Il Gruppo Cdp ha l'obiettivo di sostenere la crescita dell’economia italiana e le sue imprese, in particolare le Pmi e il sostegno ad Expo è un modo di interpretare la missione di Cdp. L’impegno di Cassa depositi e prestiti, della Sace e del Fondo Strategico Italiano per l'Esposizione universale è coerente con la nostra missione. Expo Milano 2015 è una vetrina straordinaria per l'Italia, un' opportunità irripetibile da molti punti di vista per attrarre interesse e investitori, per rafforzare la crescita del nostro Paese.Siamo molto soddisfatti del percorso artistico proposto da Arts &amp;amp; Foods - ha aggiunto ancora Sala -. Grazie a questa area tematica inserita nel contesto della Triennale non solo portiamo nel cuore di Milano il tema dell'Esposizione, l'alimentazione, ma permetteremo agli amanti e agli appassionati di arte che durante i sei mesi dell'Expo visiteranno la nostra città di godere di opere uniche, che hanno segnato la storia. La collaborazione con le strutture museali di tutto il mondo è fondamentale nel progetto che Celant ha disegnato. Siamo certi che il risultato sarà all'altezza delle attese e ci renderà orgogliosi di aver potuto ospitare una mostra di così importante valore internazionale.Allestita negli spazi interni ed esterni della Triennale - 7mila metri quadrati tra edificio e giardino - la mostra Arts &amp;amp; Foods metterà a fuoco la pluralità di linguaggi visuali e plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851, anno della prima Expo mondiale a Londra, fino ad oggi hanno ruotato intorno al cibo, alla nutrizione e al convivio. Documentazione degli sviluppi e delle soluzioni adottate rispetto al cibo: dagli strumenti di cucina alla tavola imbandita e al picnic, dalle articolazioni pubbliche di bar e ristoranti ai mutamenti avvenuti in rapporto al viaggio per strada, in aereo e nello spazio, dalla progettazione di edifici dedicati ai suoi rituali e alla sua produzione. Il tutto intrecciato a testimonianze di artisti, scrittori, film makers, grafici, musicisti, fotografi, architetti e designer che, dall’Impressionismo e dal Divisionismo alle Avanguardie storiche, dalla Pop Art alle ricerche contemporanee, hanno contribuito allo sviluppo della visione e del consumo del cibo. Visione creativa del tema di Expo Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita attraverso 800 opere, oggetti e documenti provenienti da musei, istituzioni pubbliche e private, collezionisti e artisti di tutto il mondo.Arts &amp;amp; Foods coinvolge tutti i media e linguaggi: dalla pittura alla scultura, dal video all’installazione, dalla fotografia alla pubblicità, dal design all’architettura, dal cinema alla musica e alla letteratura - ha detto Germano Celant -. Si articola con un andamento cronologico che copre il periodo dal 1851, data della prima Expo a Londra e dell’avvio della modernità, all’attualità, attraverso la creazione di ambienti dedicati ai luoghi e agli spazi del convivo, sia in ambito privato che pubblico – dalla sala da pranzo alla cucina, dal bar al cibo da viaggio – in cui arredi, oggetti, elettrodomestici e opere d’arte creano una narrazione di forte impatto visivo e suggestione sensoriale. Esploreremo tutti i linguaggi della creatività che sono stati modificati sul tema del cibo: la letteratura, il cinema, la fotografia, il design, la grafica e l'architettura, cioè tutti gli elementi che sono intervenuti nel modificare immagini e oggetti relativi al cibo. Sarà un percorso di ambientazioni, si cerca di comunicare gli oggetti all'interno di un ambiente: la sala borghese avrà la sua decorazione borghese e i quadri borghesi, la sala futurista un design futurista e le tazzine, tavoli e armadi futuristi. Il concept cambia al secondo piano: Siccome dagli anni Settanta in avanti esplodono i confini tra i linguaggi si cerca di lavorare sull'ambiguità: il pesce di Gehry che diventa sala da pranzo è anche una scultura…”, ha concluso Celant.Triennale protagonista a Expo, dunque ma non solo, perché è stato presentato anche il concept di Cucina &amp;amp; Ultracorpi, (dal 10 aprile 2015 al 21 febbraio 2016) rassegna curata da Celant in collaborazione con Silvana Annicchiarico e allestimento di Italo Rota che si terrà in occasione dell’ottava edizione del Triennale Design Museum e racconterà, collegata al tema di Expo una ulteriore specificità del design italiano: la lunga, inesorabile, trasformazione degli strumenti tradizionali della cucina in macchine e automi. Un'armata d’invasori che, da metà del XIX Secolo con l'avvento dell'industrializzazione, è dilagata arrivando a sostituire molte pratiche del cucinare. L'intento è di ripercorrere l'evoluzione di cucine ed elettrodomestici in Italia.“La Triennale di Milano è l’unica istituzione italiana che tratta le arti visive e applicate in modo multidisciplinare – ha affermato il presidente Claudio De Albertis -. E’ stato quindi naturale accogliere la proposta di Expo di produrre e realizzare la mostra Arts &amp;amp; Foods e la VIII edizione del Triennale Design Museum dedicata al tema così necessario come quello di Expo. Siamo sicuri che avremo un ottimo risultato sotto tutti i profili, c’è un impegno fortissimo da parte di tutta la Triennale per raggiungere questo obiettivo. Grazie allo storico rapporto con il Salone del Mobile e con FederlegnoArredo ci sarà un’apertura anticipati degli eventi al pubblico internazionale che verrà a Milano per il Salone la cui apertura è prevista il prossimo 10 aprile, poco prima di Expo”. De Albertis ha anche annunciato il progetto di aprire alla ristorazione il tetto della Triennale, in accordo con Comune e Soprintendenza: “Potremo offrire un motivo in più per rendere piacevole la visita al pubblico, dalla terrazza si può ammirare un eccezionale scorcio della skyline della Milano moderna”. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/21/1405964923-malinconia-morbelli-asfissia.jpg" />