<![CDATA[il Giornale]]> Sun, 29 May 2016 00:03:52 +0200 Sun, 29 May 2016 00:03:52 +0200 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Real Madrid di rigore: i Blancos vincono l'undicesima Champions League]]> Real-Atletico doveva essere una finale di Champions League emozionante e le due squadre non hanno tradito le aspettative. Diversi colpi di scena, ribaltamenti di fronte, azioni pericolose da ambo le parti, errori arbitrali, rigori falliti: è successo di tutto allo stadio Meazza. Eppure la gara si era messa in discesa per gli uomini di Zinedine Zidane che hanno trovato il vantaggio al 15&amp;rsquo; grazie al gol del capitano Sergio Ramos che ha deviato, impercettibilmente, una spiazzata di testa di Bale. La posizione del difensore spagnolo, però, era leggermente irregolare. Primi trenta minuti della prima frazione di marca merengues, meglio i colchoneros negli ultimi 15 con un Griezmann scatenato. Il secondo tempo parte subito con un episodio che può rimettere in carreggiata l&amp;#39;Atletico: rigore concesso da Clattenburg per fallo di Pepe su Torres. Dal dischetto Griezmann, però, la stampa sulla traversa e si resta sull&amp;#39;1-1. I colchoneros spingono ma non riescono a sfondare, il Real tra il 70&amp;#39; e il 77&amp;#39; si divora tre occasioni nitide da gol e viene punito da Carrasco al 79: cross di Juanfran e il calciatore belga si avventa come un falco bruciando Danilo e bucando Navas! Apoteosi Atletico che trascina la sfida ai supplementari dove succede ben poco di significativo vista la grande stanchezza delle due squadre e si arriva così ai rigori: giusto epilogo di questa finale. Dopo i primi sette rigori perfetti è il turno del veterano Juanfran che però colpisce il palo. CR7 è l&amp;#39;ultimo dei Blancos a calciare: rigore perfetto e undicesima Champions per il Real Madrid. Lacrime per l&amp;#39;Atletico che però non ha affatto demeritato e se l&amp;#39;è giocata alla pari. I dettagli hanno permesso alla squadra di Zidane di avere la meglio su quella di Simeone.La cronaca della partita - Finale di Champions League tesa allo stadio Meazza dove Real e Atletico hanno dato vita ad un primo tempo equilibrato dove ci sono state poche occasioni da rete e tanto agonismo. La prima occasione è di marca merengues al 6&amp;rsquo;: punizione velenosa di Bale, toccata sotto porta da Benzema, miracolo di Oblak! Brivido per i tifosi dell&amp;rsquo;Atletico e per il Cholo Simeone. Il vantaggio del Real Madrid arriva, però, al 15&amp;rsquo;: punizione di Kroos, spizzata di Bale che finisce nella zona di Sergio Ramos che tocca in maniera impercettibile il pallone che si infila sotto le gambe del portiere sloveno dell&amp;rsquo;Atletico. Leggermente in fuorigioco Sergio Ramos: materiale per i moviolisti. 1-0 Real con il gol di Sergio Ramos che già due anni fa aveva fatto male ai cugini nella finale di Champions giocata a Lisbona. La rete del Real non scuote l&amp;rsquo;Atletico che fa fatica a costruire e a fare male ai suoi avversari. Negli ultimi 15 minuti della prima frazione l&amp;rsquo;Atletico alza il baricentro e prova a pareggiare le sorti dell&amp;rsquo;incontro. Minuto 30, episodio incriminato in area Real: Griezmann stoppa il pallone dolcemente e tenta il sombrero su Sergio Ramos che arriva come un treno e tocca con il braccio largo, Clattenburg concede l&amp;rsquo;angolo ma restano molti dubbi. Minuto 32: Casemiro ruba palla a centrocampo e aziona in area di rigore Benzema che, defilato punta Godin, lo lascia fermo sul posto, e crossa velenosamente: respinge Oblak. Minuto 33&amp;rsquo;: pallonetto di Griezmann parato da Navas. Minuto 35&amp;rsquo; scodellata di Gabi per Griezmann che lascia partire un siluro parato dal portiere del Real Madrid: tutto fermo, però, perché il francese era in fuorigioco. Minuto 39&amp;rsquo;: ancora Griezmann, uno dei più attivi de suoi, prova il tiro dalla lunghissima distanza, para facilmente il portiere costaricense del Real. 43&amp;rsquo; palla in verticale sempre per Griezmann che controlla e tira di destro: palla fuori alla destra di Navas. Finisce il primo tempo sul risultato di 1-0 per i ragazzi di Zidane.All&amp;rsquo;Atletico Madrid, nel secondo tempo, serve un episodio che cambi le sorti dell&amp;rsquo;incontro, e puntualmente arriva al primo minuto della ripresa. Palla in verticale di Griezmann per Torres che mette il corpo davanti ad uno sciagurato Pepe che lo travolge: rigore per l&amp;rsquo;Atletico. Sul dischetto va il folletto francese Griezmann che centra in pieno la traversa! Si resta sull&amp;rsquo;1-0 per il Real Madrid ma che brivido per Zidane e i tifosi Blancos! Atletico Madrid in pressione e Real alle corde. 55&amp;rsquo;: Savic gira a lato dopo una mischia in area! Minuto 56&amp;rsquo;: missile di Bale che va fuori dallo specchio. 58&amp;rsquo;: Koke tira d&amp;rsquo;esterno destro, la palla va fuori controllata da Navas. Minuto 60: Saul al volo di sinistro su assist dello scatenato Carrasco, subentrato ad Augusto Fernandez ad inizio secondo tempo. Minuto 63&amp;rsquo;: ancora Saul da fuori area, tentativo velleitario. Ora però l&amp;rsquo;Atletico spinge in maniera fantastica. Minuto 70&amp;rsquo;: Oblak salva tutto su Benzema che lanciato da Modric sull&amp;rsquo;esterno converge e punta l&amp;rsquo;area colchonera. Il portiere sloveno ipnotizza l&amp;rsquo;attaccante francese: si resta sull&amp;rsquo;1-0. 77&amp;rsquo;: palla in verticale per Cristiano Ronaldo che calcia di prima intenzione: blocca Oblak! Minuto 78: Cristiano Ronaldo si fa ipnotizzare sotto porta dal bravissimo estremo difensore dell&amp;rsquo;Atletico Madrid poi arriva Bale che scarta il portiere e scarica in porta di destro salvataggio decisivo della difesa dell&amp;rsquo;Atletico! Partita bellissima! Il calcio è crudele e infatti il minuto 79&amp;rsquo; è fatale per i Blancos ed arriva il gol del pareggio degli uomini di Simeone. Scodellata di Gabi per Juanfran che la mette di prima: arriva come un falco Carrasco che brucia Danilo e buca Navas! Che finale! 83&amp;rsquo;: Cross di Juanfran, Torres prova la girata: palla sul fondo, ma che brivido per il Real. Minuto 85: Bale prova il tiro cross, Oblak la mette in angolo. Sul corner svettano Bale e Pepe che si ostacolano e la palla va fuori. Saranno i supplementari o i rigori a decidere la finale di Champions League 2016.Il primo tempo supplementare scorre senza particolari sussulti. Minuto 95: stacco di testa di CR7 che non impatta bene il pallone, blocca Oblak! 97&amp;rsquo; Danilo anticipa uno scatenato Carrasco che ha cambiato il volto al match. Minuto 100&amp;rsquo; ancora Danilo che in scivolata ferma Griezmann lanciato a rete! Minuto 102 ci prova Bale da fuori: murato dalla difesa di Simeone! Secondo tempo supplementare che parte con un tiro al minuto 107 con il tiro alto sulla traversa da parte di Casemiro! Dal minuto 111 in poi, però, non si gioca per via dell&amp;rsquo;infortunio subito da Koke che rimane a terra per 4 minuti prima di lasciare il posto a Thomas Partey. Minuto 118: cross di Marcelo e palla che arriva sui piedi di Lucas Vazquez che stoppa la palla e prova il tiro ma viene murato! Minuto 122: Atletico in 10&amp;rsquo; per via dell&amp;rsquo;infortunio occorso a Carrasco. Il Real prova l&amp;rsquo;azione manovrata e va al tiro con Danilo, la palla viene respinta in angolo! Clattenburg fischia la fine! I rigori decideranno la finale! Che emozioni!I rigori si calceranno sotto la curva del Real e saranno proprio i Blancos ad aprire le danze portando a casa l&amp;#39;undicesima Coppa dei Campioni.SEQUENZA RIGORI: Lucas Vazquez (R) GOL; Griezmann (A) GOL; Marcelo (R) GOL; Gabi (A) GOL; Bale (R) GOL; Saul Niguez (A) GOL; Sergio Ramos (R) GOL, Juanfran (A) PALO!; Cristiano Ronaldo (R) GOL <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464471850-zid.jpg?itok=JIeUBv06" /> <![CDATA[Naufragio, i sopravvissuti: Con noi 400 migranti dispersi]]> Un altro naufragio, giovedì scorso, nel Canale di Sicilia, con centinaia di dispersi. Lo rende noto Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the Children, i cui operatori hanno raccolto le testimonianze - non ancora verificate - dei superstiti, sbarcati questa sera a Pozzallo dalla nave Argo 29 che li ha soccorsi.Secondo le testimonianze, mercoledì notte da Sabrata, in Libia, sono partiti due pescherecci e un gommone. Un primo peschereccio, sembra con 500 persone a bordo, trainava un secondo peschereccio - senza motore - con altre centinaia di migranti. A bordo dei due pescherecci soprattutto eritrei e subsahariani. A fianco dei due pescherecci, un gommone con un altro centinaio di persone, che non sarebbe rimasto coinvolto nel naufragio. &amp;quot;Giovedì mattina - ha raccontato Di Benedetto citando sempre le testimonianze - il peschereccio trainato ha cominciato a imbarcare acqua e dopo un pò è affondato. Alcuni migranti si sono buttati in acqua per raggiungere la prima imbarcazione; ma solo poche persone sono riuscite ad aggrapparsi alla fune che legava il secondo peschereccio al primo e a mettersi in salvo. A quanto pare a bordo c&amp;rsquo;erano tante donne e diversi bambini&amp;quot;.I migranti sono stati poi soccorsi dalla nave mercantile Asso 29, che oggi ha portato a Pozzallo i superstiti, circa 700. Tra questi, anche una bambina sola di 4 anni che ha perso la mamma in un incidente stradale mentre erano ancora in Libia. Sulla nave sono stati rintracciati i suoi zii ai quali la piccola è stata affidata. Intanto è stato fermato a Pozzallo su disposizione della Procura di Ragusa lo scafista dell&amp;rsquo;imbarcazione che trainava un il peschereccio affondato nel Canale di Sicilia. È un sudanese accusato anche di omicidio come conseguenza di un altro delitto: avrebbe ordinato di tagliare la fune da traino del peschereccio che stava per affondare e che, con un &amp;quot;effetto fionda&amp;quot;, ha colpito e ucciso una donna. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/26/1464264957-ansa-20160525161040-19231004.jpg?itok=m61fntBj" /> <![CDATA[Bari, Girone torna a casa sua: ​Amo l'Italia, grazie per tutto]]> Un abbraccio lungo e profondo tra Salvatore Girone e suo nonno. Poi sono arrivati gli amici, i vicini, i parenti. In centinaia hanno circondato i due visibilmente commossi. E un applauso ha sancito il ritorno a casa del marò. Così Torre a Mare, piccola frazione di Bari, ha festeggiato il fuciliere di Marina, da quattro anni in India. Ed ora in Italia, dopo l&amp;#39;autorizzazione concessa ieri dalla Corte Suprema indiana. Sono le 20, il sole sta tramontando su Torre a Mare, ma riesce ad illuminare i tanti tricolori, gli striscioni e i palloncini che circondano &amp;ldquo;casa Girone&amp;rdquo;. Al suo arrivo, i giornalisti si sono precipitati su di lui.&amp;ldquo;Sono felicissimo di essere tornato. Vi ringrazio tutti. Questo per me è un momento importante. Io amo l&amp;rsquo;Italia e credo che noi italiani siamo un grande popolo. Ringrazio chi ha fatto in modo di farmi rientrare in Italia. E anche voi giornalisti per la vostra attenzione sulla vicenda. Ora per favore vi chiedo di lasciarmi in privato con la mia famiglia perché sono anni che non li vedo e vorrei riabbracciarli&amp;rdquo;, queste le prime parole di Girone, pronunciate poco prima di entrare in casa. Insieme a lui la moglie Giovanna e i figli Martina e Michele, che hanno atteso l&amp;rsquo;arrivo a Ciampino del marò sin dal primo pomeriggio di sabato, per poi ripartire immediatamente verso Bari con un volo della Aeronautica Militare.&amp;ldquo;La nostra famiglia si è sempre fatta forza durante l&amp;rsquo;assenza di Salvatore. Siamo riusciti ad andare avanti. E ora, davvero, è bellissimo averlo tra di noi. Poterlo riabbracciare. Per me Salvo è sempre stato un esempio&amp;rdquo;, ci dice il fratello Alessandro. E a festeggiare il ritorno in patria di Salvatore Girone c&amp;rsquo;erano anche il governatore della Puglia Michele Emiliano ed il sindaco Antonio Decaro. Ma nessun esponente del centro-destra nazionale e locale si è presentato nei pressi dell&amp;rsquo;abitazione di Girone. Solo Casapound ha esposto uno striscione per il fuciliere.&amp;ldquo;Oggi torna a casa uno dei tanti servitori della Repubblica. &amp;ndash; ha detto Emiliano - Quella di Salvatore è la sobrietà di uomo speciale che ha voluto salvare, quando è ritornato a Bari nel 2013, l&amp;rsquo;onore d&amp;rsquo;Italia uscendo da questa casa e imbarcandosi nuovamente per l&amp;rsquo;India. Ora, sono davvero felice che sia qui con noi.&amp;rdquo; E a &amp;ldquo;scortare&amp;rdquo; letteralmente Salvatore Girone, facendosi largo tra giornalisti e poliziotti fino all&amp;rsquo;uscio di casa, ci hanno pensato i membri della famiglia dei Leoni del San Marco, rappresentata dai suoi colleghi più stretti, dal Comandante Massimo Goio e dal cappellano del Reggimento con sede a Brindisi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464453166-1464452912-lapresse-20160528181610-19280072.jpg?itok=1VMjsckK" /> <![CDATA[Risparmi e leggi veloci? Ecco tutte le favole sulla nuova Costituzione]]> Per il comitato del &amp;laquo;No&amp;raquo; alla riforma costituzionale, guidato dall&amp;#39;ex presidente della Consulta, Annibale Marini, sono favole quelle raccontate dal governo di Matteo Renzi per giustificare il ddl Boschi. In un lungo e articolato documento, giuristi e politici che ne fanno parte le demoliscono una per una.Risparmio - Il taglio dei costi è nel titolo della legge, ma Lucio Malan, questore Fi di Palazzo Madama, calcola che per il nuovo Senato si risparmierebbe solo l&amp;#39;8,8 per cento: 48 degli attuali 540 milioni di euro. I futuri 100 senatori saranno consiglieri regionali pagati dai rispettivi enti e quindi non ci saranno le loro indennità: 42 milioni e 135mila euro, che al netto dell&amp;#39;Irpef diventano 28. Le spese per lo svolgimento del mandato, dalla diaria ai rimborsi vari, riguarderanno 100 senatori invece di 315 e saranno tagliate dei due terzi: circa 25 milioni lordi, cioè 20 al netto. Nulla cambia per i senatori a vita.Iter legislativo più veloce - Ma con le modifiche si sono sostituiti almeno 7 diversi procedimenti legislativi ed aumenterà &amp;laquo;inevitabilmente&amp;raquo; il contenzioso costituzionale.Nessun nuovo potere al premier - In realtà, il combinato disposto della riforma con l&amp;#39;Italicum, che concede il premio di maggioranza ad una sola lista, comporta nei fatti un cambiamento della forma di governo che, con il tempo, porterebbe ad una sorta di &amp;laquo;premierato assoluto&amp;raquo;. Il nome del leader di partito sarà indicato sulla scheda e non ci saranno i necessari contrappesi, visto che la Camera, legata al governo da rapporto fiduciario, deciderà su quasi tutte le cariche istituzionali.Una riforma per tutti - La Costituzione costituisce l&amp;#39;identità politica di un popolo, quella del &amp;#39;48, approvata quasi all&amp;#39;unanimità, è di tutti. Mentre la nuova voluta dal governo Renzi &amp;laquo;divide anziché unire, lacera anziché cucire&amp;raquo;. Ci si arriva attraverso il referendum e la spaccatura tra Si e No sarà &amp;laquo;delegittimante&amp;raquo;. Prova che &amp;laquo;la maggioranza formale non basta a riformare le istituzioni&amp;raquo;.Legittimazione - Manca un &amp;laquo;clima di pacificazione&amp;raquo; e questa, in realtà, è la &amp;laquo;riforma di una minoranza&amp;raquo;, divenuta maggioranza &amp;laquo;sulla carta&amp;raquo;, grazie al Porcellum bocciato dalla Consulta.Vizio di origine - La mancanza di legittimazione della riforma non può essere superata con il referendum, trasformato da Renzi in una &amp;laquo;macro questione di fiducia su se stesso&amp;raquo;.Mostro giuridico - Nasce dal combinato tra riforma e legge elettorale. Insieme minano &amp;laquo;i principi supremi della Costituzione&amp;raquo;. Il premio di maggioranza alla singola lista consegna la Camera al leader del partito vincente, anche per pochi voti. Del modello dell&amp;#39;uomo solo al comando, risente l&amp;#39;elezione del capo dello Stato, dei componenti di Consulta e Csm. Il sistema è privo dei pesi e contrappesi per l&amp;#39;equilibrio tra poteri e tra partiti.Principio della rappresentanza - Ci sono &amp;laquo;fortissimi rischi di inefficiente e costoso neo-centralismo&amp;raquo;. Per taglio dei costi e riduzione degli eletti, meglio scelte più drastiche, mentre così c&amp;#39;è &amp;laquo;un impatto indiscutibile e decisivo sulla partecipazione democratica, sul pluralismo istituzionale, sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza&amp;raquo;.Superamento del bicameralismo perfetto - Ma rimane lo stesso peso istituzionale della seconda Camera. Con due criticità: &amp;laquo;disordine&amp;raquo; nelle funzioni del nuovo Senato e ambiguità sull&amp;#39;elezione dei membri. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/01/27/1453915468-banche-renzi.jpg?itok=fyiTL0LU" /> <![CDATA[Milano come Firenze: strade allagate per rottura della tubatura]]> &amp;quot;Milano come Firenze&amp;quot;. Silvia Sardone, candidata alle comunali per Forza Italia, definisce così quanto accaduto in via Adriano. &amp;quot;Dalle 14 Via Adriano è sott&amp;rsquo;acqua. ViaAdriano e le limitrofe Piazza Costantino, Via Meucci e via Marchi Gherinisono finite sott&amp;rsquo;acqua per la rottura di una tubatura. I danni sono difficilida calcolare, ma si preannunciano ingenti. Numerosi cittadini stanno cercandodi mettere argini e barriere per limitare l&amp;rsquo;afflusso di acqua nelleabitazioni e alcuni commercianti fanno lo stesso per i propri negozi. Dopo Firenze oggi tocca a Milano. Sembra quasi la maledizione della sinistra chefa annegare le città nella propria incompetenza&amp;quot;, ha affermato la Sardone. Sulla stessa posizione il capolista di Fdi, Riccardo De Corato: &amp;quot;Ce la potremmo cavare con una battuta dicendo che la manutenzione dell&amp;rsquo;acquedotto e della rete idrica da parte del Comune e delle società collegate fa acqua da tutte le parti, più seriamente, invece, vorremmo tanto sapere quanto è stato speso in manutenzione della rete in questi cinque anni&amp;quot;. E ancora: &amp;quot;I danni a cittadini, negozi e attività commerciali sono sempre di più: ricordo il caso del corso di Porta Romana, dove un disagio analogo porto al cedimento del sedime stradale - conclude De Corato -. Il nodo è tutto qui: a quanto ammontano i fondi spesi per la manutenzione?&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464455805-adriano-tubatura.jpg?itok=hPuxc3cc" /> <![CDATA[Rai3, Barbara Serra sta con la Bignardi bacchettona: Nei TG serve sobrietà]]> Scoppia la bufera sulla Bignardi, dopo che la neo-direttrice ha invitato le conduttrici del tg a vestirsi sobriamente. Apriti cielo. Sulla questione sono insorti coloro che le ricordavano il suo passato &amp;quot;scollacciato&amp;quot; e fatto di spacchi e tacchi a spillo e che ora è stato rinnegato del tutto. Ma c&amp;#39;è anche chi le dà manforte, come Barbara Serra, intervenuta nel dibattito con un articolo sull&amp;#39;Huffington Post.La storica conduttrice del TG di Al Jazeera English, nonché collaboratrice di Tv Talk (Rai3), sostiene infatti la &amp;quot;linea Bignardi&amp;quot;: &amp;quot;Bisogna essere eleganti ma mai distrarre da quello che si sta cercando di comunicare&amp;quot;. Ricorda poi come in altre emittenti, come la BBC, il diktat fosse lo stesso: &amp;quot;Mi ricordo ancora il primo consiglio sartoriale che mi fu dato dal direttore quando ero una reporter alle prime armi al TG regionale della BBC a Londra: Quando sei in onda per il TG vestiti sempre come se dovessi intervistare una mamma a cui e&amp;#39; appena morto il figlio.&amp;quot;L&amp;#39;argomento controverso lascia spazio ad altri temi, tra cui quello dell&amp;#39;uguaglianza. Così Barbara Serra si chiede come mai le richieste sul dress code siano diverse per i due sessi: &amp;quot;Gli uomini al lavoro hanno una divisa, giacca e cravatta. Non prenderemmo mai seriamente un conduttore in canotta, per quanto possa essere bello e preparato. Perche&amp;#39; allora abbiamo degli standard diversi per le donne? Una donna che parla di temi seri in un top con bretelline e veramente cosi diversa da un uomo a braccia nude&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464453932-serra.jpg?itok=9c4EEwAc" /> <![CDATA[Famiglie per il No: contro Renzi scendono in campo pure i cattolici]]> I cattolici, uniti contro Renzi, scendono in campo per il No al referendum di ottobre sulle riforme istituzionali. Il comitato organizzatore del Family Day ha lanciato, infatti, oggi a Roma il &amp;quot;Comitato Famiglie per il No&amp;quot;, assieme ad una mobilitazione nazionale delle famiglie cattoliche per bloccare una riforma che, secondo gli organizzatori della convention &amp;quot;va contro i corpi intermedi come la famiglia, distrugge la democrazia e accentra il potere nelle mani di un unico partito e di un&amp;#39;unica persona&amp;quot;.Attacca senza mezzi termini il premier, Massimo Gandolfini, portavoce del comitato organizzatore del Family Day. Lo definisce praticamente un autocrate a capo di un governo &amp;ldquo;poco democratico&amp;rdquo;, che non si è voluto confrontare con i cittadini su una legge, come quella sulle Unioni Civili, approvata ricorrendo per due volte al voto di fiducia, quando lo stesso premier aveva assicurato che non avrebbe fatto ricorso a questo strumento per leggi dal contenuto &amp;ldquo;eticamente sensibile&amp;rdquo;, come lo ha definito Gandolfini.Le famiglie cattoliche si sentono offese dall&amp;rsquo;azione del governo, spiega ancora Gandolfini dal palco, e la campagna per il &amp;ldquo;no&amp;rdquo; non è una &amp;quot;vendetta contro Renzi per l&amp;rsquo;approvazione delle Unioni Civili&amp;quot;. &amp;quot;Non ci muove un sentimento di vendetta, che non appartiene alla nostra cultura, ma se non siamo vendicativi non siamo nemmeno stupidi&amp;quot;, ha aggiunto Gandolfini. Che definisce il referendum uno &amp;ldquo;strumento provvidenziale&amp;rdquo; per arginare la &amp;ldquo;deriva accentratrice&amp;rdquo; di questo governo che, dice dal palco, &amp;ldquo;con un&amp;rsquo;unica Camera, dipendente totalmente dal partito di maggioranza, farebbe approvare in un giorno la legge sull&amp;#39;eutanasia, sulle adozioni per i gay, sull&amp;rsquo;utero in affitto o sulla liberalizzazione delle droghe&amp;quot;, e che &amp;ldquo;ha già il controllo di tutta l&amp;rsquo;informazione, dove ha pure cominciato ad operare le prime epurazioni&amp;rdquo;.E proprio uno degli &amp;ldquo;epurati&amp;rdquo; sulla scia della campagna referendaria, l&amp;rsquo;ormai ex direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ha annunciato il proprio sostegno all&amp;rsquo;iniziativa dei &amp;ldquo;cattolici per il No&amp;rdquo;. Un &amp;ldquo;movimento politico con la &amp;lsquo;pi&amp;rsquo; maiuscola&amp;rdquo;, secondo Gandolfini, perché ha offerto rappresentanza ad un segmento della società, tanto ampio, quanto ignorato, e un &amp;ldquo;comitato di popolo&amp;rdquo;, che fa appello all&amp;rsquo;unità di tutte le forze politiche per fermare le riforme, perché non basta il &amp;ldquo;partito del fare&amp;rdquo;, per Gandolfini, ma serve il &amp;ldquo;partito del fare bene&amp;rdquo;. Insomma, sì alla modifica della Costituzione ma non così, e soprattutto non a colpi di fiducia. Per ora l&amp;rsquo;appello all&amp;rsquo;unità del Family Day è stato accolto dal capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio, presente all&amp;rsquo;iniziativa assieme ad altri esponenti politici come Maurizio Gasparri, di Forza Italia, la deputata di Idea, Eugenia Roccella, e Luca Volontè, e secondo i cattolici riuniti stamane a Roma, il &amp;ldquo;partito del no&amp;rdquo;, sarebbe già al 52% nei sondaggi.&amp;ldquo;Il nostro è un chiaro antagonismo contro un governo che ha mostrato un&amp;rsquo;indole statalista, centralista e autoreferenziale e che ha ignorato il sentire di milioni di italiani che era stato rappresentato chiaramente nelle due piazze del Circo Massimo e di San Giovanni&amp;rdquo;, ha detto il portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini a ilGiornale.it. E sulle amministrative, infine, Gandolfini mette in guardia il popolo pro-family: &amp;ldquo;diffidate da quei candidati che non si sono espressi chiaramente sulla famiglia, contro il gender e la sessualizzazione precoce dei bambini&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464453409-fam-no6.jpg?itok=61HcDovz" /> <![CDATA[Torino, paura sull'autobus: un uomo colpisce ragazza con la cintura]]> Momenti di vera paura ieri sera a bordo di un bus della linea 52. Un malintenzionato, 37 anni e residente a Torino, ha infatti tentato numerosi furti ai danni dei passeggeri presenti, per poi finire in manette non prima però di aver recato danni anche al mezzo pubblico.Erano circa le 21 quando il balordo, un pluripregiudicato di nazionalità italiana, dopo aver tentato di rubare il portafoglio a più persone infilando le mani nelle tasche dei loro giubbotti, ha scatenato la sua furia contro una ragazza &amp;ldquo;colpevole&amp;rdquo; di essersi messa a urlare per mettere in guardia i viaggiatori. La giovane è stata colpita ripetutamente con una cintura.Non ancora soddisfatto, l&amp;rsquo;uomo è quindi sceso a forza dal pullman danneggiando le porte, rompendo un tergicristallo sempre con la cintura e, addirittura, tentando di dare fuoco al mezzo pubblico con un accendino. Tuttavia la sua fuga è terminata per mezzo degli agenti di polizia, che lo hanno bloccato all&amp;rsquo;angolo tra corso Vittorio Emanuele e corso Re Umberto arrestandolo per tentato furto aggravato continuato e denunciandolo per percosse, danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464449994-pullbas.jpg?itok=NOh1IOk4" /> <![CDATA[Cuore e classe: Nibali nella leggendaRimonta da urlo e vittoria del Giro]]> C&amp;rsquo;è chi vince un grande giro e chi sceglie di entrare direttamente nella leggenda. Vincenzo Nibali da Messina compie un&amp;rsquo;impresa da ciclismo di altri tempi, quello di Coppi e Merckxx, i campionissimi. Lo Squalo domenica scorsa, al termine della cronoscalata dell&amp;rsquo;Alpe di Siusi, sembrava sconfitto, battuto, a terra. Quasi 5&amp;rsquo; dalla maglia rosa inattaccabile di Steven Kruijswijk. Gli avevano consigliato di ritirarsi in tutte le lingue. &amp;laquo;Preparazione sbagliata&amp;raquo;, &amp;laquo;tattica suicida&amp;raquo;, &amp;laquo;non ha più voglia di soffrire&amp;raquo;.Ha stretto i denti, ha sofferto, ha ascoltato i de profundiis senza muovere un muscolo. Probabilmente ha scelto di tornare alle vecchie pedivelle più corte di 2,5 millimetri, quella sì una scelta non azzeccatissima del preparatore Paolo Slongo e di tutto lo staff. Ha deciso di prendere il vento in faccia fino alla fine, fin sul traguardo di Torino. L&amp;rsquo;orgoglio è una brutta bestia. L&amp;rsquo;orgoglio di un campione (che i grandi giri li ha già vinti tutti e tre, come solo i grandissimi) può essere il motore di una impresa magnifica.Dopo il colpo del tappone di ieri che lo ha issato a 44&amp;ldquo; dal nuovo leader Chaves e ha riaperto una corsa che sembrava declinare scontata e banale verso Torino, oggi lo Squalo ha riaperto la caccia.Il solito Michele Scarponi a menare le danze sul Colle della Lombarda. Venti chilometri infiniti. L&amp;rsquo;ultima salita vera della corsa. Un ritmo indiavolato che fa sbuffare e sudare i big del gruppetto. Poi, ai -6 km dalla vetta, il marchigiano si volta, è il segnale per il capitano della compagnia dei celestini. Accelerazione decisa, quasi una coltellata. Chaves barcolla, Valverde ondeggia. Gli resistono ancora qualche centinaio di metri. Poi Nibali saluta la compagnia e si invola verso la vittoria del Giro. Per la seconda volta in carriera. Sulla sua strada è decisivo anche l&amp;rsquo;aiuto di un altro compagno, spedito in avanscoperta dal ds Beppe Martinelli, maestro di tattica. L&amp;rsquo;estone Tanel Kangert, in fuga dal mattino, attende lo Squalo a 3 km dalla cima e con una trenata decisiva allarga il solco con la maglia rosa. Che va alla deriva, mollata anche da Uran e Valverde.In vetta Nibali scollina con 56&amp;ldquo; di vantaggio, è leader virtuale. La discesa a rotta di collo è una delle specialità della casa. Gli ultimi due km che arrampicano verso Sant&amp;rsquo;Anna di Vinadio sembrano non finire mai. Ma il siciliano aumenta ancora: sarà 1&amp;rsquo;40&amp;ldquo; sul colombiano alla fine. La penultima tappa, quella ha visto Taramae vincere in solitaria su Atapuma e Dombrovski, incorona ancora lo Squalo. Che, con grande stile, dopo l&amp;rsquo;arrivo abbraccia i genitori di Chaves, che aspettavano in maglia rosa. Poi non sono lacrime come ieri. Ma stanchezza e gioia infinita: &amp;laquo;Tutta la squadra è stata grandiosa, è stato impressionante. Non ci credevo nemmeno io&amp;raquo;. Classe, cuore e orgoglio non mentono mai. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464453153-ansa-20160528175810-19279698.jpg?itok=45CzTIhV" /> <![CDATA[Voto, tira aria di rimonta]]> Manca una settimana al voto, un voto che non riguarda solo i Comuni chiamati alle urne ma l&amp;#39;intero assetto della politica italiana. A chi in queste ore mi chiede - pensando erroneamente che i giornalisti abbiano la sfera di cristallo - come andrà a finire, la risposta è una sola ed è sempre la stessa: dipende da te. Dipende se andrai alle urne, dipende da che scelta farai. Smettiamola, insomma, di pensare che la politica si dipani a prescindere dalla nostra volontà e che tutto sia inutile.È vero che il Parlamento è zeppo di eletti che hanno tradito il mandato, ma è anche vero che ci sono stati il 1994, il 2001, il 2008. Cioè anni in cui la forza della volontà degli elettori ha sovvertito pronostici spacciati per certezze e battuto giochi di palazzo. Potrei sbagliarmi - spero di no - ma quest&amp;#39;anno nell&amp;#39;aria c&amp;#39;è qualche cosa di simile. Prendiamo Milano. Fino a pochi mesi fa Sala sembrava per la sinistra un candidato imbattibile. Poi è arrivato Parisi e il vento è cambiato. Pubblicare sondaggi a una settimana dal voto è vietato, ma quello che posso dire è che, avendoci parlato, il candidato del centrodestra è di ottimo umore, al contrario di quello del suo rivale e di quello del di lui padrino Matteo Renzi.Ma c&amp;#39;è di più. Ai telespettatori più attenti non sarà sfuggito lo stato di forma con cui Silvio Berlusconi si è presentato giovedì sera nello studio di Virus, il talk show di Nicola Porro. Dettagli, dirà qualcuno. Possibile, ma conoscendo un po&amp;#39; il presidente immagino che sia dovuto anche al fatto che non sta fiutando brutta aria neppure a Roma per Marchini e a Napoli per Lettieri. Sensazioni, certo, che però smentiscono lo stato di sconforto e depressione in cui sembravano caduti i politici e parte degli elettori del centrodestra.Restano ancora sette giorni per scrollarsi di dosso del tutto la delusione, a volte la rabbia, giustamente accumulata nel vedere liti, pasticci e disimpegni di persone alle quali avevamo affidato il mandato di rappresentarci e che non si sono dimostrate all&amp;#39;altezza. Ma se fosse che non è finita, che dalle elezioni dei sindaci possa nascere un nuovo centrodestra degno di questo nome? I presupposti ci sono, le persone in campo anche. Tocca a noi decidere, abbiamo una settimana di tempo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/22/1463913389-ansa-20160522122447-19177537.jpg?itok=vdI-XB-j" /> <![CDATA[Cellulare, torna l'allarme: Causano tumori al cervello]]> L&amp;#39;esposizione alle radiofrequenze tipiche dei cellulari aumenta i casi di tumore nei ratti maschi. Lo afferma un grande studio durato due anni del National Toxicology Program statunitense, secondo cui gli aumenti, piccoli ma statisticamente significativi, riguardano proprio gliomi, un tipo di cancro al cervello, e Schwannomi (i neuriroma, tumori benigni) gli stessi riscontrati da alcuni studio epidemiologici sull&amp;#39;uomo.Lo studio, costato 25 milioni di dollari, è stato condotto su oltre 2500 ratti e topi esposti a varie quantità di radiofrequenze in 21 camere progettate appositamente. La decisione di pubblicare i risultati preliminari dello studio sui ratti è avvenuta dopo che il sito Microwave News ne aveva anticipato i risultati, mentre il rapporto completo, che è stato controllato e verificato da autorità indipendenti, sarà pubblicato l&amp;#39;anno prossimo.Anche se lo studio è stato condotto su ratti e topi, secondo gli scienziati che si sono occupati dell&amp;rsquo;esperimento è bene non sottovalutare il rischio. Tuttavia, per il governo statunitense non ci sono ancora abbastanza dati scientifici per dichiarare che le radiazioni dei telefoni cellulari possano essere dannose anche per gli esseri umani. Ad appoggiare la tesi del governo c&amp;rsquo;è un recente studio condotto sul suolo australiano che ha scongiurato la correlazione tra tumori e cellulari, tuttavia, quest&amp;rsquo;ultimo è uno studio statistico, pertanto non garantisce alcuna certezza. Anche se non c&amp;rsquo;è ancora alcuno studio ufficiale sugli effetti delle radiazioni dei cellulari sugli esseri umani, nell&amp;rsquo;incertezza, il consiglio è di adottare le giuste precauzioni. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/09/30/1443613799-cell-2.jpg?itok=uKZNqQz3" /> <![CDATA[Gianluca Semprini sostituirà Massimo Giannini a Ballarò?]]> È uno dei volti più noti di SkyTg24 e potrebbe sostituire Massimo Giannini nella conduzione di Ballarò a partire dalla prossima stagione televisiva. Il suo nome è Gianluca Semprini, volto noto del canale all news di Sky, e, secondo quanto riportato da Il Fatto quotidiano, sarebbe entrato nella rosa di conduttori per il talk politico di Raitre.Il giornalista era già tra i papabili a sostituire Giovanni Floris due anni fa, ma poi la scelta ricadde sul collega di Repubblica.Per quel che riguarda Massimo Giannini, il contratto è in scadenza e non sarà rinnovato. Giannini ha ereditato Ballarò, un titolo legato a Giovanni Floris, che poi è diventato avversario a La7.Il pretesto per la &amp;quot;cacciata&amp;quot; di Giannini sarebbe lo share, mentre i sospetti ricadono sul conteso politico, a lui non proprio favore, visto che più di una volta &amp;quot;ha fatto le pulci&amp;quot; in diretta alle azioni del governo Renzi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464443119-srnrsbrxbx-620x342.jpg?itok=d4aQ5jrh" /> <![CDATA[Facebook: l'editore del futuro impara dalla sharing economy]]> Questa settimana vorrei cucinare una zuppa digitale e prendere due temi diversi, ma legati da questa nostra nuova economia di cui tutti parlano.Partiamo dalla sharing economy. Come tutte le novità, soprattutto se declinate in inglese, oggi sembra che non si possa vivere senza. Che poi di nuovo c&amp;#39;è poco: è l&amp;#39;economia delle cose messe in comune, condivise. Siccome non prevede la proprietà individuale, piace molto a quelli che sono cresciuti con l&amp;#39;idea che la stessa sia un furto. Meglio condividere un auto, che possederne una. Meglio avere un ufficio con tante postazioni diverse, che singoli loculi affittati da singoli professionisti. E così via.La prima sharing economy in fondo fu quella degli anni 80, in cui a condividere gli aerei erano i miliardari. Ma quella roba là, non piace. Piú romantica quella dei contadini che si passavano di mano gli attrezzi per coltivare la terra, ma allora non esisteva l&amp;#39;inglese. Torniamo con i piedi per terra, anzi per strada.Il caso di maggiore successo in Italia sono le auto condivise. Tra le prime a partire è stata Enjoy (ottima intuizione del gruppo Eni che ha preso spunto dalla tedesca Car2go). Come funziona, lo sapete: le 500 rosse sono piazzate in città. Con il telefonino si possono prenotare e si pagano 25 centesimi al minuto per il loro utilizzo. Le portiere si aprono con il proprio smartphone e le chiavi sono accucciate accanto al cambio. Dieci minuti di auto per 2,5 euro, con la libertà di parcheggiarla ovunque, a disposizione del prossimo cliente. Wow. In Italia però ci siamo inventati un trucchetto, per ora solo episodico, ma già vissuto da chi scrive più di una volta.Qualche furbone della sharing economy parcheggia l&amp;#39;auto nel proprio garage. La cosa è ovviamente vietatissima. Ma lo fanno, lo fanno, come diceva Verdone emigrante in Germania quando gli rubano le borchie della sua Alfasud all&amp;#39;autogrill.In sintesi questi furbetti prenotano la 500, la usano per il tempo dovuto e poi arrivati a casa terminano il noleggio (smettendo così di far correre il contatore), ma chiudono la macchina nel proprio garage. In questo modo sono certi che l&amp;#39;indomani, o anche dopo poche ore, nessun altro cliente gliela possa aver sottratta (che poi è lo spirito del car sharing). La 500 risulta prenotabile per il resto del mondo, ma il malcapitato che dovesse farlo, una volta arrivato nel luogo del noleggio, si troverebbe come un cretino a guardarsi intorno e cercare un auto che non c&amp;#39;è. È chiusa nel garage del furbetto. Roba da pazzi.Quella di cui parliamo ora non é una furbata, ma una tendenza del tutto legittima, che dovrebbe peró preoccupare eccome i proprietari dei siti internet. Le cosiddette vetrine (le home page) non funzionano più. Un tempo si diceva che la &amp;laquo;home&amp;raquo; di un grande giornale, un editore, insomma un grande nome, fosse il modo migliore per acchiappare traffico da parte del popolo della rete. In tutto il mondo si digitava il nome del proprio quotidiano preferito e si andava su quella vetrina per aggiornarsi sulle cose che avvengono nel mondo.Si può dire che oggi stiamo assistendo al fenomeno delle &amp;laquo;sharing news&amp;raquo;. Ci spieghiamo meglio. Le home stanno perdendo appeal. Reuters ha fatto uno studio molto interessante sulla modalità con la quale il pubblico della rete acquisisce le news e come sono cambiate le cose dal 2013 al 2014.Il caso italiano è emblematico: il numero degli internauti che si inforna passando dalle home page dei siti di informazione è crollato del 57% passando dal 74 al 32 per cento. Francia e Germania hanno subito anche esse drammatici cali, ma restano entrambe sopra quota 40 per cento. Insomma i social, come Facebook, e gli aggregatori di notizie libere, come Blasting news, saranno i grandi editori di domani.Anzi di oggi. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/01/21/1390335684-enjoy.jpg?itok=XQgd5Moj" /> <![CDATA[Formula Uno, Gp Monaco: pole position per Ricciardo]]> Daniel Ricciardo partirà davanti a tutti nel Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento del Mondiale 2016 di Formula Uno in programma sul circuito di Montecarlo. Il pilota australiano della Red Bull, alla prima pole position della carriera, ferma il cronometro a 1&amp;rsquo;13&amp;quot;622 e partirà in prima fila, affiancato dalla Mercedes di Nico Rosberg, staccato di 169 millesimi. Alle loro spalle l&amp;rsquo;altra Freccia d&amp;rsquo;Argento con Lewis Hamilton al volante (il pilota anglo-caraibico ha rischiato di non prendere parte al Q3 per un problema) e la Ferrari di Sebastian Vettel, quarto a quasi un secondo da Ricciardo.Quindi Nico Hulkenberg su Force India, sesto tempo per Kimi Raikkonen che però sarà retrocesso di cinque posizioni sulla griglia di partenza per la sostituzione del cambio. Al fianco del tedesco ci sarà dunque Carlos Sainz con la Toro Rosso, completano la Top Ten dei tempi Sergio Perez (Force India), Daniil Kvyat (Toro Rosso) e Fernando Alonso (McLaren). <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/07/28/1406523619-ipad-476-0.jpg?itok=osUg4mqh" /> <![CDATA[Berlusconi contro il regime di Renzi. E su Confindustria: Aspiranti sudditi]]> Al cinema Metropolitan di Aversa (Caserta), per sostenere la candidatura a sindaco di Gianpaolo Dello Vicario, Silvio Berlusconi viene accolto con entusiasmo da un migliaio di persone. Nel prendere la parola il Cavaliere ringrazia i presenti con una battuta: &amp;quot;La prossima volta servirà un cinema più capiente&amp;quot;.Berlusconi va subito al sodo commentando la situazione politica nazionale. E ribadisce un concetto già espresso altre volte: &amp;quot;Siamo in una democrazia sospesa&amp;quot;. Il governo attuale &amp;quot;non solo è abusivo ed illegittimo, ma viola l&amp;rsquo;articolo 1 della Costituzione, che afferma che la sovranità appartiene al popolo. Non viviamo in una democrazia. Renzi è stato eletto solo sindaco di Firenze con 108 mila voti. Io sono stato l&amp;rsquo;ultimo presidente del Consiglio eletto dal popolo. Poi sono stato condannato con una sentenza che lo stesso relatore ha definito una gran mascalzonata. Per questo non posso candidarmi pur avendo ottenuto in 20 anni più di 200 milioni di voti&amp;quot;.Il leader di Forza Italia si sofferma anche su Confindustria. &amp;quot;Io definisco questi signori aspiranti sudditi&amp;quot;. Il riferimento è alla posizione espressa da Vincenzo Boccia, neopresidente degli industriali, per il &amp;quot;sì&amp;quot; al referendum di ottobre. Berlusconi ha definito &amp;quot;pericolosa&amp;quot; la riforma costituzionale, &amp;quot;un vestito che Renzi si è cucito su misura&amp;quot;.Ma Berlusconi non si limita a criticare. Guarda avanti. &amp;quot;Siamo già d&amp;rsquo;accordo sul futuro governo - annuncia -. Ci saranno 20 ministri divisi in tre per Forza Italia, tre alla Lega e due a Fratelli d&amp;rsquo;Italia. Mentre 12 ministri saranno scelti tra le persone del fare, persone di successo che vengono dal lavoro e dalla professioni. Per vincere - continua Berlusconi - ci basta recuperare 5 milioni di voti da quei 26 milioni di astensionisti che costituiscono il 55 per cento dell&amp;rsquo;elettorato&amp;quot;. Il leader di Forza Italia ha anche parlato del programma che comprende, tra l&amp;rsquo;altro, la riforma integrale della magistratura con la divisione delle carriere, le pensioni e l&amp;rsquo;abolizione di Equitalia. A tal proposito ha detto: &amp;quot;Non ho mai visto un cittadino sedersi davanti ad un funzionario Equitalia e uscirne con la convinzione di essersi ritrovato di fronte uno Stato amico&amp;quot;.Capitolo elezioni. &amp;quot;Vincere a Napoli, Milano e Roma - assicura il leader di Forza Italia - è possibile. Subito dopo le amministrative apriremo i Comitati per il no al referendum, per impedire a Renzi di fare un regime&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464430958-silvioberlusconi.jpg?itok=wHcm7Uk8" /> <![CDATA[Ambra Angiolini torna in tv: a giugno su Raidue con Coppie in attesa]]> Ambra Angiolini è pronta a tornare sul piccolo schermo. Questa volta però non nelle vesti di attrice, ma in quelle di narratrice, per il programma &amp;quot;Coppie in attesa&amp;quot;.A rivelare l&amp;#39;indiscrezione in anteprima è Tvblog, specificando che non è ancora chiaro che ruolo avrà Ambra all&amp;#39;interno dell&amp;#39;appuntamento estivo di Raidue.&amp;quot;Non è chiaro ancora se l&amp;#39;attrice romana trapiantata a Brescia apparirà anche in video incontrando i protagonisti delle puntate o se accompagnerà i telespettatori di Raidue alla scoperta degli innamorati in dolce attesa solo con la voce fuoricampo&amp;quot;, anticipa il sito.Il programma, giunto alla sua seconda edizione, racconta le storie delle coppie, seguite durante i nove mesi che precedono il parto e le settimane successive alla nascita. La partenza è prevista per metà giugno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/09/1462773547-ambra-renga-imbarazzo.rai.jpg?itok=g_8ZVbD2" /> <![CDATA[Grave infortunio alla schiena per Messi: la Coppa America è a rischio]]> Grave infortunio per la stella dell&amp;#39;Argentina Lionel Messi: forse non potrà giocare la Coppa America.Nel corso dell&amp;#39;amichevole Argentina-Honduras, il bomber Messi ha subito un infortunio piuttosto serio alla schiena dopo uno scontro di gioco con Carlos Disua. Il bollettino medico della Federcalcio argentina parla di &amp;quot;una importante contusione ossea e ai tessuti molli della gabbia toracica sinistra (ultime tre costole) e della zona lombare paravertebrale&amp;quot;.Messi accusa anche difficoltà nei movimenti e avverte un dolore molto intenso. Secondo i medici, saranno decisive le prossime 48 ore per capire se il talento blaugrana potrà partecipare o meno alla Coppa America. La notizia ha subito fatto il giro del mondo e della rete e i più scettici lo danno già per spacciato. Ma ci sono anche molti fan che gli stanno facendo sentire la loro vicinanza e affetto.Gonzalo Higuain, compagno di squadra di Messi, ha commentato preoccupato lo stato di salute dela stella del calcio: &amp;quot;Speriamo che non sia nulla di grave. Lionel è un giocatore molto importante per noi&amp;quot;. (Guarda il video dell&amp;#39;infortunio)[[video 1264829]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464439309-lionel-messi-argentina-wallpapers-hd.jpg?itok=0JoWQWFl" /> <![CDATA[Equitalia, cartella da 2000 euro per Matteo Renzi]]> Questa volta la cartella di Equitalia è arrivata direttamente al presidente del Consiglio. È lo stesso Matteo Renzi a rivelarlo: &amp;quot;Ho appena ricevuto un messaggio da mia moglie. Dice che mi è arrivatauna cartella di Equitalia da pagare. Devo pagareduemila euro! E sa perché? Mi sono perso una multa, dovevo pagarla ma l&amp;#39;ho smarrita. Mia moglie me l&amp;#39;aveva data da pagare, ma io l&amp;#39;ho persa e poi me ne sono dimenticato.Ora mi tocca tirar fuori duemila euro ad Equitalia per una contravvenzione di tre anni fa&amp;quot;, afferma il premier. E Renzi come tanti contribuenti punta il dito contro il l&amp;#39;agenzia di recupero crediti: &amp;quot;Erano i giorni dell&amp;#39;incarico con le riunioni, gli incontri al Quirinale - ha aggiunto coi colleghi -. Mi è proprio passata di mente e non l&amp;#39;ho nemmeno cercata&amp;quot;. &amp;quot;Ecco - afferma, stando al racconto de Il Messaggero, -, dovrei spiegare perché occorre riformare Equitalia su Facebook proprio partendo da questa storia&amp;quot;. Poi aggiunge: &amp;quot;No, meglio di no. Meglio non farlo, perché altrimenti sai che dicono! Comunque la riforma di Equitalia va fatta. Basta con queste cartelle. Le tasse e le multe si devono pagare con un clic, un sms&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/08/1462696171-matteorenzi.jpg?itok=mS2NHdQ8" /> <![CDATA[Pensioni, ecco come fermare le follie del governo Renzi]]> &amp;ldquo;In Germania ci sono 8.500 persone in galera per aver raccontato bugie al fisco. In Italia credo non ce ne sia nessuna. Ecco qual è il problema delle pensioni da noi&amp;hellip;&amp;rdquo;. Il professor Alberto Brambilla sembra unire cose lontanissime tra loro, ma non è così. Esperto di previdenza, già sottosegretario al Welfare con Berlusconi premier, con il suo Itinerari Previdenziali da dieci anni rappresenta un pensatoio che offre cifre e progetti sul cantiere eterno della politica nazionale.Professore, perché parla di chi truffa il fisco e lo Stato?&amp;ldquo;In Italia ci sono 16 milioni e 300mila pensionati. Oltre la metà riceve prestazioni coperte in tutto o in parte dalla fiscalità generale, cioè da tutti noi. Un mare magnum di 3.700.000 prestazioni assistenziali, 3 milioni e mezzo di prestazioni al minimo, un milione di maggiorazioni sociali. Oltre a queste categorie, ci sono 900mila pensioni di invalidità civile&amp;rdquo;.Quindi i pensionati che versano regolarmente i contributi per poi percepire una pensione sono una minoranza?&amp;ldquo;Sono meno della metà. Poi il 25% versa meno di quello che poi percepisce e un altro 25% non versa nulla. È come se una colonna di carri armati lunga 20 chilometri attraversasse l&amp;rsquo;Italia e nessuno, governo in testa, se ne accorgesse. I dati che ho indicato segnalano che la metà dei pensionati italiani non sono riusciti in 66 anni di vita a mettere insieme tra i 15 e i 16 anni di onesta contribuzione, da 1.200 euro al mese tipo. Se tutte queste persone non percepiscono alcun reddito, l&amp;rsquo;Italia non è un Paese da G7, ma da America Latina. Invece restiamo nel G7, vuol dire che qualcuno fa il furbo. Vent&amp;rsquo;anni fa l&amp;rsquo;allora presidente dell&amp;rsquo;Inps Gianni Billia con un clic di computer riusciva a sapere tutto di ogni singolo cittadino. Basta incrociare i dati&amp;rdquo;.Non crede che con la crisi economica di questi anni ci siano 8.400.000 pensionati che se la passano male?&amp;ldquo;Tra costoro ci saranno sicuramente persone sfortunate, ci mancherebbe! Ma la media Ocse dei Paesi industrializzati parla dell&amp;rsquo;8% della popolazione. In Italia siamo intorno al 15%. Siamo molto sfortunati evidentemente&amp;hellip;&amp;rdquo;Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha promesso che aumenterà l&amp;rsquo;importo delle pensioni basse. Che significa?&amp;ldquo;Credo si riferisca a coloro che percepiscono i 502 euro al mese di pensione minima o i 448 euro al mese di assegno sociale. Se nelle intenzioni di Renzi ci fosse la cifra magica di 80 euro per tutti coloro che percepiscono la minima, sono 960 euro all&amp;rsquo;anno, cioè all&amp;rsquo;incirca 6 miliardi e mezzo di euro di spesa. Vuol dire che una parte della finanziaria va destinata a questi altri 80 euro&amp;rdquo;.Questi propositi del presidente del Consiglio sono mosse elettorali?&amp;ldquo;Nessuno può vivere dignitosamente in una grande città italiana con 500 euro al mese. Il problema è reale. Il fatto è che in Italia c&amp;rsquo;è una spesa enorme per pensioni e assistenza sociale, nel 2014 rispettivamente 173 miliardi e 93 miliardi. E ricordo che per legge le maggiorazioni di prestazioni sociali sono esentasse. Oltre a ciò c&amp;rsquo;è lo spaventoso debito pubblico, circa 2mila miliardi e 200 milioni di euro&amp;rdquo;.Questi due colossi cosa implicano, professore?&amp;ldquo;Se lo Stato ha un tesoretto di soldi da investire, che so io, mettiamo 3 miliardi, sarebbe irresponsabile investirli per le pensioni minime. In un Paese con 3 milioni di disoccupati, meglio cercare di aumentare l&amp;rsquo;occupazione, perché per mantenere in piedi il sistema pensionistico il rapporto dev&amp;rsquo;essere 1,55 lavoratori per ogni pensionato. In Italia ora siamo a 1,36 occupati per ogni pensionato. Se non c&amp;rsquo;è chi versa i contributi, non ci saranno soldi per pagare le pensioni&amp;rdquo;.Facciamo delle ipotesi. Le parole di Renzi diventano legge, aumenta l&amp;rsquo;importo delle pensioni minime. Cosa accade in pratica?&amp;ldquo;Una pensione di 502 euro al mese diventa di 582 euro. Ricordo che questi 80 euro sono esentasse per legge. Un artigiano con una carriera sfortunata che prende 800 euro lordi di pensione paga il 20% circa di tasse, quindi percepirà al netto 640 euro. Poi c&amp;rsquo;è un altro pensionato che prende 502 euro, se ne trova 582 puliti, quasi come l&amp;rsquo;artigiano che ha lavorato per tutta una vita. Per un giovane artigiano diventa quasi sconveniente versare i contributi e, in definitiva, pagare le tasse&amp;rdquo;.Quindi quale sarebbe l&amp;rsquo;intervento da fare?&amp;ldquo;Soldi a pioggia non servono, anzi sono controproducenti. Bisogna verificare prima se tutti coloro che beneficiano di una pensione sociale o di un&amp;rsquo;altra prestazione assistenziale ne hanno diritto. Solo così si possono evitare situazioni paradossali, come per esempio il fatto che molti affiliati a organizzazioni criminali siano destinatari di questo tipo di prestazioni. O, altro paradosso, che si verifichino incroci tra previdenza e assistenza che rendano conveniente non versare i contributi. I soldi pubblici devono andare ai cittadini realmente bisognosi. Anche perché, come abbiamo visto, di soldi pubblici in cassa ce ne sono sempre di meno&amp;rdquo;.Passiamo alla seconda affermazione del presidente del Consiglio: la flessibilità in uscita. Che significa materialmente?&amp;ldquo;La legge Monti-Fornero, nei principi ispiratori non sbagliata, ha compiuto l&amp;rsquo;errore- forse sotto la pressione dell&amp;rsquo;Unione Europea- di agganciare l&amp;rsquo;età contributiva all&amp;rsquo;aspettativa di vita, dopo aver abolito le pensioni d&amp;rsquo;anzianità e le agevolazioni per i lavoratori precoci. In questo modo si va in pensione più tardi e versando più contributi. Ad ogni modo, oggi in Italia gli uomini vanno in pensione a 66 anni e 7 mesi, le donne a 65 anni e 7 mesi. Mentre l&amp;rsquo;età contributiva per conseguire la pensione è 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne fino al 1&amp;deg; gennaio 2019. Dopo questa data ci vorranno 43 anni e 2 mesi per gli uomini e 42 anni e 2 mesi per le donne. Siamo alla follia!&amp;rdquo;.Come fermare questa follia?&amp;ldquo;Bisogna riportare l&amp;rsquo;anzianità contributiva a 41 anni per tutti, in primis ai lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare prima di compiere 20 anni e non hanno certo fatto professioni intellettuali. E nemmeno i politici&amp;rdquo;.Cosa intende quindi il presidente del Consiglio quando parla di flessibilità in uscita?&amp;ldquo;Con alcuni sistemi di calcolo attuariale (cioè basato su ciò che probabilmente accadrà in futuro, ndr) si potrebbe consentire alle persone di andare in pensione tra i 63 e i 66 anni e 7 mesi, cioè con un&amp;rsquo;opzione fino a 3 anni e mezzo prima del previsto, risparmiando il 3% di pensione all&amp;rsquo;anno. Ma se un lavoratore ha più di 35 anni di contributi, 37 ad esempio, la percentuale può scendere al di sotto del 2,5%&amp;rdquo;.Cioè quanto perde il pensionato che lascia il lavoro prima del previsto?&amp;ldquo;Attenzione, il 3% non significa che il neopensionato prende meno soldi. Semplicemente se pensavo di dare 100 euro in tutto di pensione (è un semplice esempio numerico, ndr) a un uomo di 66 anni per i successivi vent&amp;rsquo;anni, se quel lavoratore sceglie di andare in pensione anticipata di 3 anni, dovrò spalmare quella stessa pensione su 23 anni. Quindi da 5 euro all&amp;rsquo;anno a 4,3 euro all&amp;rsquo;anno. Il totale di 100 euro non cambia, solo si abbassa la quota annuale&amp;rdquo;.Qual è la sua proposta ulteriore sulla flessibilità in uscita?&amp;ldquo;La possibilità di andare in pensione a 63 anni d&amp;rsquo;età e 35 di contributi con 4 anni d&amp;rsquo;anticipo e una penalizzazione del 12,24%. Penalizzazione che scende a 10,20% con 36 anni di contributi, all&amp;rsquo;8% con 37 anni per azzerarsi con 41 anni. Questo meccanismo si completa con l&amp;rsquo;istituzione di un fondo di solidarietà attraverso il quale le imprese paghino questa penalizzazione. Un sistema pensionistico rigido non ha davvero senso&amp;rdquo;.Ma perché le aziende dovrebbero voler pagare queste penalizzazioni?&amp;ldquo;Un&amp;rsquo;azienda non ha interesse a mantenere un dipendente che aspetta di svernare per arrivare alla pensione. Preferisce avere un giovane motivato per affrontare il momento del mercato&amp;rdquo;.Da Lamberto Dini a Elsa Fornero, 20 anni di cantiere infinito sulle pensioni. Quasi come l&amp;rsquo;autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ma quando finiscono i lavori?&amp;ldquo;Se si fanno i controlli incrociati togliendo sussidi e pensioni a chi non ne ha diritto e si introduce la possibilità di andare in pensione in anticipo, il cantiere delle pensioni è chiuso e non lo si tocca più&amp;rdquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/04/21/1429623536-95a129888153376b680738b761303e05.jpg?itok=L1O4eOkl" /> <![CDATA[Piano carceri, il governo vende le galere: Serve un carcere moderno]]> Un piano del governo che prevede la vendita di alcuni carceri storici tra i quali quello antichissimo di Regina Coeli a Roma. Ma non solo: anche Poggioreale e San Vittore, considerati troppo vecchi per le esigenze riabilitative dei detenuti, poco spaziosi, non in linea con il nuovo modello di carcere che invece guarda oltre i vecchi &amp;quot;Moloch&amp;quot; ottocenteschi, strutture ormai superate perché costruite sulla base di uno schema, un corpo centrale e delle braccia, che puntano all&amp;#39;isolamento dei detenuti per motivi di sicurezza senza invece prevedere l&amp;#39;obiettivo della riabilitazione che poi, secondo questa logica avanguardistica per l&amp;#39;Italia, sarebbe la finalità più appropiata per evitare i recidivi. A questo si aggiunge la manutenzione troppo cara, i costi dei servizi, come quello di raccolta dei rifiuti, eccessivi. Insomma dopo che Regina Coeli è stato di recente riammodernato, il suo destino sembra già designato. A svelare questo progetto del governo sulle carceri italiane è Repubblica.Come fare a costruire nuove strutture? Il ministero della Giustizia potrebbe cedere gli storici carceri alla Cassa depositi e prestiti (Cdp) passandone la proprietà in cambio della costruzione di una nuova struttura. Mentre il vecchio carcere potrebbe diventare un hotel. Tra l&amp;#39;altro la Cdp si è già misurata con questo genere di esperienze a Torino con l&amp;#39;ex caserma. Il progetto potrebbe riguardare una dozzina di penitenziari. I nuovi modelli di carcere sono proiettati a preparare i detenuti ai permessi, ai rapporti con l&amp;rsquo;esterno e quindi gli spazi devono essere pensati e strutturati secondo esigenze riabilitative: il detenuto è preparato &amp;quot;dentro&amp;quot; il carcere alla vita che lo aspetterà fuori cominciando dall&amp;#39;inserimento nel mondo del lavoro. Questo nuovo modello, che trova condivisione nel ministro di Grazia e Giustizia Orlando, dovrebbe portare alla riduzione del sovraffollamento e al corretto reinserimento del detenuto nella società. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2014/04/16/1397627584-ipad-92-0.jpg?itok=UokypslY" /> <![CDATA[I super stipendi dei dirigenti Inps]]> In un momento in cui i pensionati fanno fatica ad arrivare a fine mese, tornano sotto i riflettori gli stipendi, i bonu e i benefit dei top manager dell&amp;#39;Inps. Di fatto in questo momento c&amp;#39;è una norma che fissa a 240 mila euro annui la retribuzione massima per i dirigenti pubblici. La norma è stata portata avanti dal governo e resa operativa nel 2014. Già qualche anno prima la Cassazione era intervenuta fissando a 293 mila euro il tetto per la retribuizione.Evento questo che ha spiazzato gli allora vertici Inps che dovettero così bloccare l&amp;#39;erogazione del premio di produzione. Ma c&amp;#39;è un retroscena. Come riporta Libero, proprio nel 2012 il nuovo capo del personale, Sergio Saltalamacchia, decise di erogare proprio il premio di produzione che non avevano percepito. La scelta di fatto fece schizzare oltre i limiti consetiti alcune delle retribuzioni annuali dei super manager inps, al punto da richiedere l&amp;#39;intervento del collegio de sindaci che chiese anche lumi sull&amp;#39;erogazione di un bonus da 30 mila euro per chi aveva dovuto cambaire sede lavorativa, nonostante tale bonus fosse stato già abolito nel 2011.Nel 2014 l&amp;#39;inps decide di recuperare i soldi, ma lo fa in modo strano: da un lato recupera il bonus per il &amp;quot;primo inserimento&amp;quot; nella nuova sede di lavoro, dall&amp;#39;altro lascia quello per i risultati ottenuti in precedenza. Insomma di fatto i manager hanno mantenuto il loro bonus. E così dopo un altro ricorso da parte del collegio dei sindaci, i vertici decidono di consegnare le cifre dei loro stipendi e dei loro bonus. Peccato però che nella documentazione sono scomparsi i dati singoli per ogni dirigente, per &amp;quot;motivi di privacy&amp;quot;. Insomma dopo 3 anni quei bonus sono rimasti nelle tasche dei dirigenti. E a quanto pare ci resteranno a lungo... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/07/23/1437641045-inps.jpg?itok=GCxOZbsI" /> <![CDATA[È morto Giorgio Albertazzi]]> È morto questa mattina all&amp;#39;età di 92 anni Giorgio Albertazzi, mentre si trovava in Toscana &amp;quot;nella tenuta della famiglia in Maremma&amp;quot;.&amp;quot;Il suo cuore ha smesso di battere alle 9&amp;quot;, dice la famiglia annunciando la scomparsa del &amp;quot;più grande attore italiano&amp;quot;, &amp;quot;Vicina fino all&amp;#39;ultimo istante con amore la moglie Pia Tolomei di Lippa sposata davanti a Walter Veltroni nel 2007 nella chiesetta sconsacrata di Caracalla quando lui aveva 84 anni e lei 48&amp;quot;. Domani l&amp;#39;ultimo addio: &amp;quot;Non sarà un funerale, perché il maestro desiderava così, ma un saluto agli amici domani, domenica alle 17 agli amici nella tenuta di famiglia alla Pescaia di Grosseto&amp;quot;.Grande attore di teatro, regista e tra i primi divi della tv - dove è stato protagonista di letture poetiche e di sceneggiati di grande successo -, Albertazzi era nato a Fiesole il 20 agosto 1923. Fino all&amp;#39;ultimo era stato protagonista del mondo dello spettacolo: nel 2014 aveva persino partecipato a Ballando con le stelle, diventando il concorrente più anziano al mondo del format internazionale. Nella stagione 2014-2015 aveva interpretato Il Mercante di Venezia al Teatro Ghione di Roma insieme a Franco Castellano. &amp;quot;Voglio ancora recitare&amp;quot;, aveva affermato di recente.Proprio con un&amp;#39;opera di Shakespeare, Troilo e Cressida con regia di Luchino Visconti, era iniziata nel 1949 al Maggio MusicaleFiorentino la sua carriera. Il Bardo è sempre stato nel cuore di Albertazzi. Nel 1964, in occasione dei 400 anni dalla nascita del grande drammaturgo inglese, il grande attore ha debuttato al Teatro Old Vic di Londra in Amleto, con la regia di Franco Zeffirelli. Era così entrato - unico attore non di lingua inglese - con una foto nella galleria dei grandi interpreti shakespeariani del Royal National Theatre.Ed è sempre stato il teatro la grande passione di Albertazzi, pur avendo girato una trentina di film e avendo lavorato molto in televisione, soprattutto come interprete di sceneggiati televisivi di successo. Albertazzi è approdato sui palcoscenici dopo una controversa esperienza politica, Nel 1943 l&amp;#39;attore ha infatti aderito alla Repubblica di Salò e nel 1945, dopo la sconfitta della Rsi, è stato arrestato con l&amp;#39;accusa di collaborazionismo e di avere comandato, nei giorni immediatamente precedenti la Liberazione, un plotone d&amp;#39;esecuzione. È stato liberato nel 1947 grazie alla famosa &amp;quot;Amnistia Togliatti&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464431049-ansa-20160528112001-19274260.jpg?itok=y2LGEc9r" /> <![CDATA[Kylie Jenner sfoggia su Instagram i nuovi denti d'oro]]> Kylie Jenner, sorella minore della più famosa top model Kendall e sorellastra di Kim Kardashian, a soli 18 anni vive nel lusso più sfrenato, al punto che si è fatta mettere dei denti d&amp;#39;oro.La scelta di Kylie è stata condivisa dalla piccola socialite e imprenditrice su Instagram: i denti d&amp;#39;oro sono quelli inferiori, mentre l&amp;#39;arcata superiore - molti direbbero fortunatamente - è rimasta intatta.A Kylie piace trasformarsi e questa ne è solo l&amp;#39;ultima prova: negli anni si è fatta tingere i capelli di tutti i colori possibili ed è stata fotografata con i look più disparati.Forse la scelta di stile così radicale potrebbe essere interpretata come un gesto fatto per dare una svolta alla sua vita, dopo la fine della relazione con il rapper Tyga, con il quale il rapporto si è logorato per dei presunti tradimenti.L&amp;#39;estate scorsa, quando Kylie aveva compiuto 18 anni, Tyga le aveva regalato addirittura una Ferrari: questo grosso pegno d&amp;#39;amore faceva presumere che tutto andasse a gonfie vele, e invece a quanto pare celava solo la crisi imminente.Ma Kylie è giovane e guarda avanti, con un nuovo sorriso, più o meno:[[fotonocrop 1264812]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464433630-313fbd4600000578-0-image-170-1455673673288.jpg?itok=0cDiAd7d" /> <![CDATA[Rimandate Rio 2016. Il rischio Zika è altissimo: l'appello degli scienziati]]> &amp;quot;Rimandate le Olimpiadi di Rio 2016, il rischio del contagio del virus Zika è altissimo&amp;quot;: così 125 scienziati hanno sottoscritto una lettera indirizzata alla direttrice generale dell&amp;#39;Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, per cercare di far cambiare la data dell&amp;#39;inizio dei Giochi.Secondo questi medici e bioeticisti, il Brasile è l&amp;#39;epicentro di infezioni trasmesse dalla zanzara e i Giochi olimpici aumenteranno a dismisura i casi di contrazzione del virus. Per questo, ieri, hanno deciso di inviare una lettera alla Oms per richiedere un ripensamento sulla data di inizio o sul cambiamento della locations delle Olimpiadi. &amp;quot;Vogliamo che venga aperto un dibattito trasparente sui rischi legati alla manifestazione prevista in Brasile - dice Arthur Caplan, bioeticista della New York University - . I Giochi sarebbero una vera catastrofe. Lo sappiamo già che le Olimpiadi si faranno lo stesso, comunque sia vogliamo che venga fatta questa discussione tra esperti&amp;quot;.&amp;quot;Non è etico che la manifestazione si svolga come previsto, mentre il contagio è così alto&amp;quot; - continuano gli scienziati nella missiva pubblica. La risposta dell&amp;#39;Oms non ha tardato ad arrivare e ha respinto l&amp;#39;appello dei 125 scienziati. &amp;quot;Sulla base dell&amp;rsquo;attuale situazione del virus Zika, che circola in quasi 60 Paesi in tutto il mondo, non esiste alcuna giustificazione per la salute pubblica per posticipare o cancellare i Giochi&amp;quot; - ha dichiarato l&amp;rsquo;agenzia delle Nazioni unite in una nota.L&amp;#39;Organizzazione va avanti e spiega che &amp;quot;il modo migliore per ridurre il rischio di trasmissione rimane seguire le raccomandazioni di salute pubblica durante i viaggi&amp;quot;. E le raccomandazioni al momento diffuse dall&amp;#39;Oms riguardano le donne incinte, che non devono partire per le aree colpite da Zika, incluso ovviamente Rio de Janeiro, e i loro partner di ritorno da questi Paesi devono considerare di praticare sesso sicuro o astenersi fino al termine della gravidanza.Per tutti gli altri, viene consigliato di consultare un medico prima di partire, proteggersi dalle zanzare, praticare sesso sicuro o evitare rapporti, scegliere alloggi con aria condizionata e cercare di non visitare zone in precarie condizioni igieniche. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/02/05/1454679594-zika.jpg?itok=fimbz2QZ" /> <![CDATA[La Ferilli scarica il Pd: Voterò la Raggi]]> &amp;ldquo;E alla fine mi son detta: ma non sarà il caso di provare a votare questa ragazzetta esile, dalla faccia pulita, che fa per nome Virginia Raggi? Per la prima volta disobbedisco: non mi va giù questo partito della Nazione&amp;rdquo;. Sabrina Ferilli intervistata da &amp;#39;Il Fatto quotidiano&amp;#39;, fa il suo endorsement per la candidata a sindaco di Roma dei Cinquestelle.&amp;quot;I romani - dice l&amp;#39;attrice - hanno votato il Marino scienziato, e abbiamo visto. E prima di lui Alemanno lo screanzato, e &amp;#39;nun ne parlamo&amp;#39;. Perché devo ritenere irresponsabile dare un voto all&amp;#39;unico movimento che cerca ancora la piazza come luogo di ritrovo, che chiede alla gente di interessarsi di politica, di prendere parte alle decisioni?&amp;rdquo;, si chiede la Ferilli che si pone anche un&amp;rsquo;altra domanda: &amp;ldquo;Perché lo sberleffo a sta ragazza e ai suoi compagni e tanti salamelecchi ai fetentoni che hanno ridotto la mia Roma a una fogna?&amp;quot;.L&amp;rsquo;attrice, nota per le sue simpatie a sinistra, ribadisce: &amp;ldquo;È la prima volta che disobbedisco agli ordini di scuderia. Mi domanderò: ma come, proprio adesso che al governo c&amp;#39;è il centrosinistra?. Non sono Gastone, resto Paperino&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Non mi va giù - conclude - questa forma di meticciato politico, questo partito della Nazione che raccoglie l&amp;#39;alto, il basso, il rosso, il nero, il buono e il cattivo&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/19/1463652190-c03beb40-d3b2-4e5e-b0f1-181f492a4f51.jpg?itok=SER84rLr" /> <![CDATA[Il film del weekend: Julieta]]> Dopo la digressione ilare de &amp;quot;Gli amanti passeggeri&amp;quot;, in cui la vena provocatoria di Almodovar si era lasciata andare a un&amp;#39;allegrezza sterile, il grande talento del regista torna a farsi sentire con &amp;quot;Julieta&amp;quot;, il suo nuovo film. Presentato in concorso al Festival di Cannes di quest&amp;#39;anno e tratto da tre racconti brevi del libro Runway della scrittrice canadese Alice Munro, &amp;quot;Julieta&amp;quot; è un melodramma. Oltre al genere, anche i temi affrontati sono quelli cari ad Almodovar: si parla di universo femminile e del modo in cui le donne si relazionano a grandi eventi della vita come l&amp;#39;amore, la maternità, la perdita. Ma in quest&amp;#39;opera ci sono scorci nuovi dell&amp;#39;altra metà del cielo, adombrati da nubi cariche di dolore, che l&amp;#39;autore non aveva ancora esplorato. E&amp;#39; un film sul senso di colpa, sull&amp;#39;espiazione, sui rapporti interrotti e sulla sofferenza sedimentata.Julieta (rispettivamente Emma Suàrez e Adriana Ugarte nella versione adulta e ragazza, entrambe superbe) è una donna che vive a Madrid e sta per trasferirsi in Portogallo con il compagno, quando un incontro casuale disseppellisce ricordi in grado di rivoluzionarle l&amp;#39;esistenza. Il fatto è che s&amp;#39;imbatte in informazioni sulla figlia di cui non ha notizie da tanti anni e non riesce più ad andare avanti: rinuncia a seguire l&amp;#39;uomo che ama e torna a stare nel quartiere, addirittura nello stesso condominio, in cui abitava quando faceva la mamma. Per mettere ordine nella sua vita inizia a scrivere una lunga lettera alla figlia in cui ripercorre tutto quello che le ha viste coinvolte fino alla loro separazione.L&amp;#39;espediente narrativo della missiva che non ha la possibilità di raggiungere il destinatario, oltre che essere funzionale, ha una sua verità profonda: la psicologia parla da almeno venti anni dell&amp;#39;abitudine prettamente femminile di scrivere lettere che poi non vengono spedite (Darian Leader ha dedicato un bel libro all&amp;#39;argomento). Al centro del film, dicevamo, il senso di colpa: Almodovar indaga il sottile potere invalidante e divorante dei pesi sul cuore, mostrando come alcuni mutino in rancore verso terzi. Il regista sottolinea come tra i concetti di espiazione e di vendetta, soprattutto quella autolesionista, il confine sia labile quando non si è lucidi emotivamente, avvolti magari in una solitudine e un silenzio che sono l&amp;#39;humus prediletto di certi cortocircuiti della mente. È una pellicola carica di presenze invisibili: quella del destino, personaggio dal peso mortale e della cui onnipresenza ci si accorge solo quando si fa sentire e poi alcune importanti assenze, volontarie o meno, che si impongono come presenze assordanti nei pensieri.Almodovar, dopo alcune sperimentazioni, sembra approdare a una nuova fase, meno travolgente e irruente delle precedenti, in cui rivaluta un&amp;#39;asciuttezza e una misura che finora gli erano sconosciute, dal momento che mai aveva lavorato tanto di sottrazione come in questo caso. Del resto a essere nuova è la tipologia di donna che accosta e rende protagonista: una creatura dalla vitalità meno urlata, il cui essere anticonvenzionale non va mai oltre una tinta di capelli ardita o la subitanea fiducia in un amore appena incontrato.La Julieta del film è la rappresentante di un femminile che si fa giaciglio, ora accogliendo dentro di sé poesia e sentimento, ora nostalgia e sofferenza. La sua caratteristica, ad ogni modo, è custodire ogni emozione nel liquido amniotico della passività. Ma è anche una donna tenace, che non molla gli affetti così come i dolori, incapace di lasciarli andare perché è in quelli che si identifica e in nient&amp;#39;altro. La vita le fa dono di una figlia che è il suo sole per poi toglierglielo e farla precipitare di nuovo in quella nebbia che avvolge chi non ha saputo accendersi una luce dentro. Ebbene, il film non ha soltanto il nome della protagonista come titolo, ma fa sue le caratteristiche fondamentali di questa donna.L&amp;#39;inedita compostezza giova ad Almodovar: lungi dal sembrare una resa alla convenzionalità, il suo ventesimo lungometraggio appare come l&amp;#39;indizio di una maturità e di una consapevolezza nuove. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464428104-julieta-image.jpg?itok=pYuGCYLj" /> <![CDATA[Gigi D'Alessio come Fedez: lascia la Siae]]> Anche Gigi D&amp;#39;Alessio lascia la Siae (Società italiana autori editori) e per la raccolta dei propri diritti d&amp;#39;autore decide di affidarsi a Soundreef. L&amp;#39;accordo tra il cantautore napoletano e l&amp;#39;amministratore delegato di Soundreef, Davide D&amp;#39;Atri, è stato firmato oggi. Forte di 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e con un repertorio di circa 750 brani (uno dei più grandi della discografia italiana), D&amp;#39;Alessio ha incaricato Soundreef di riscuotere dall&amp;#39;1 gennaio 2017 i suoi proventi musicali. Soundreef è una delle prime società in Europa ad essere riconosciuta dal Governo inglese ai sensi della nuova Direttiva europea.&amp;quot;Sono sempre attento alle novità - ha detto il cantante partenopeo - e mi sono accostato con curiosità a Soundreef. Ho cercato di capire meglio e mi ha convinto la trasparenza della rendicontazione al contrario di quella Siae che non è analitica e non chiarisce con esattezza da dove arrivano i proventi. Non era per me una scelta facile ma ho creduto nel progetto di questi giovani e credo nel libero mercato. Laddove c&amp;#39;è il monopolio il mercato non cresce. Sono certo - ha concluso Gigi D&amp;#39; Alessio - che tanti altri colleghi ci seguiranno su questa strada&amp;quot;.&amp;quot;Siamo felicissimi - commenta Davide D&amp;#39;Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef - per l&amp;#39;arrivo di Gigi e questo ci testimonia che siamo sulla strada giusta dell&amp;#39;innovazione, e della necessità di cambiare garantendo meglio tutti, soprattutto i più deboli. Con la direttiva Barnier l&amp;#39;Unione Europea ha preso atto della rivoluzione digitale in corso e della conseguente fine dell&amp;#39;era dei pochi monopoli che ancora resistono come quello italiano della Siae. Credo che presto assisteremo a un effetto domino. Abbiamo tanti contatti in fase avanzata di artisti che hanno espresso la loro volontà di cambiare, esercitando la libertà che la Direttiva riconosce loro&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464429247-gigidalessio.jpg?itok=Yrl3Uk8k" /> <![CDATA[La (ex) moglie di Depp rivela il motivo del divorzio: È violento]]> Lunedì scorso è uscito sui giornali americani che Amber Heard e Johnny Depp stanno divorziando, ora però le cose si fanno ancora più serie perché lei lo accusa di violenza domestica.Era proprio stata Amber ad aver ammesso cosa stava succedendo alla coppia. E con la classica frase, &amp;quot;ci sono differenze inconciliabili&amp;quot;, aveva tenuto a bada la curiosità dei giornalisti. Ora, però, la moglie del bell&amp;#39;attore fa un&amp;#39;accusa molto pesante contro il marito e come sostegno delle sue parole ha portato in tribunale qualche foto.La donna ha accusato Depp di violenze domestiche continue. Come prova, ha mostrato il suo volto ancora tumefatto e alcune foto. La Heard ha spiegato che quei segni riportati sul viso sono il risultato di una lite del 21 maggio. Mentre lei era al telefono con un amico, Jhonny era ubriaco e ha iniziato a dare fuori di matto. Così l&amp;#39;ha presa per i capelli e le ha lanciato il suo smartphone sul viso. La donna, ancora al telefono, avrebbe urlato al suo interlocutore di chiamare la polizia, ma al loro arrivo Depp era scappato.Dopo questa testimonianza, il giudice ha accolto la richiesta di Amber: fino al processo, che si terrà il mese prossimo, l&amp;#39;attore dovrà mantenere una distanza di almeno 100 metri dalla donna. Depp poi dovrà anche seguire un programma per la gestione della rabbia.&amp;quot;Vivo nella paura che lui possa tornare a casa e terrorizzarmi, fisicamente ed emotivamente&amp;quot; - avrebbe detto lei a TMZ, parlando di una relazione segnata da abusi costanti.I due sono sposati soltanto da 15 mesi. Si erano conosciuti dopo che l&amp;#39;attore si era separato da Vanessa Paradis nell&amp;#39;estate scorsa. Attualmente Johnny Depp si trova in Europa per pubblicizzare il suo film &amp;quot;Alice attraverso lo specchio&amp;quot;. Quando volerà negli States, tornerà con i piedi per terra e farà un&amp;#39;amara scoperta. (Guarda la foto che Amber ha portato in tribunale)[[fotonocrop 1264764]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464426190-oggi-sposi.jpg?itok=4k2ENrPA" /> <![CDATA[Sgarbi: Il Papa abbraccia il suo carnefice]]> &amp;quot;Cosa avremmo detto se Pio XII avesse abbracciato Hitler?&amp;quot; Se lo chiede Vittorio Sgarbi sul suo profilo Facebook, commentando la foto che ritrae Papa Francesco insieme all&amp;#39;imam di Al Azhar, Ahmed al Tayeb.&amp;quot;Ovvero, il Papa che abbraccia il suo carnefice&amp;quot;, scrive il critico d&amp;#39;arte che si domanda anche:&amp;quot;Perché il Pontefice non ha chiesto ragione delle tanti stragi di cristiani avvenute in questi mesi in Iraq, Siria o Pakistan? Perchè non ha chiesto all&amp;#39;Imam in nome di quale Dio sono stati uccisi ?&amp;quot;. E ripete: &amp;quot;Cosa avremmo detto se Pio XII avesse abbracciato Hitler? &amp;quot; per poi concludere:&amp;quot;Se avesse sentito una parola di pietà nei confronti di quei poveri morti, forse il Papa avrebbe dato un significato di perdono al suo abbraccio&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464425087-papa-francesco.jpg?itok=pjyiQYxc" /> <![CDATA[I classici sono rivoluzionari. Parola di Ordine]]> Un libro per esortare a leggere libri è, di per sé un paradosso: se uno non legge libri, non leggerà nemmeno questa esortazione; se uno viceversa li legge, questa esortazione non gli sarà necessaria. Scrivere un libro simile comporta dunque una consapevole assunzione di responsabilità. La sua forza sta (o non sta) tutta nella sfida che il suo gioco nasconde, ed è di tale sfida che il lettore avveduto deve andare a caccia. È il caso di questa nuova pubblicazione de La nave di Teseo: Classici per la vita di Nuccio Ordine (pagg. 280, euro 15). In apparenza, nulla di più semplice. Prendi una rubrichetta dedicata ai classici che tieni da anni sul magazine del Corriere, la trasferisci in un libro, preceduta da una buona introduzione, ed ecco un libro utile soprattutto per gli insegnanti, pieno di parole utili e di testi a uso di una delle categorie più tartassate di questo Paese. Una specie di timone robusto, pratico e ricco di idee per aiutare chi ogni mattina deve attraversare un oceano in tempesta.La piccola antologia, da Accetto a Zweig passando per Machiavelli e Rabelais, è splendida e testimonia, se ve ne fosse bisogno, della grande erudizione dell&amp;#39;autore, ben riconosciuta in tutto il mondo. Nuccio Ordine appartiene a quella schiera di italiani -per fortuna ben più ampia di quanto le nostre cronachette ci vogliano far credere- che fanno bello il nome del nostro Paese. Una schiera formata perlopiù da scienziati, ma della quale fa parte, , anche qualche umanista.L&amp;#39;introduzione è semplice e persuasiva, e verte su due punti. Il primo, più palese, riguarda l&amp;#39;insostituibilità dei Classici nel processo formativo di un giovane di oggi. Senza trarre nutrimento da ciò che ci viene dal passato, sarà ben difficile che il tempo presente si trasformi in un futuro roseo.Ma il secondo punto, più obliquo, è in realtà anche il più interessante perché è quello che situa il libro, nella sua apparente semplicità (ma anche con tutta la forza del suo paradosso) nel cuore di una sorta di Faglia di Sant&amp;#39;Andrea in cui si trova oggi la nostra civiltà. Per capire questo secondo punto è necessario ricordare che noi, contrariamente alle apparenze, per default non diciamo esattamente quello che pensiamo, ma quello che ci è concesso di dire (e di pensare) da una forza che tutto il pensiero umano ha cercato di comprendere dandole nomi diversi: Fato, Intelletto Agente, Necessità Storica, Lingua, Divisione del Lavoro, Morte di Dio - possiamo chiamarla in modi diversi (tranne uno: Dio). Uno scrittore che, nell&amp;#39;esercizio del proprio lavoro, non si rendesse conto di questo sarebbe un ben misero scrittore. L&amp;#39;importanza della persona umana, sta nella sua capacità di opporsi a questa forza, guardandola in faccia, riconoscendola. E anche questo si può fare, ma sempre a determinate condizioni: anche nel momento del suo massimo fulgore, l&amp;#39;uomo resta fragile.Classici per la vita ci ricorda qual è il vulcano sul quale siamo seduti. La macchina produttiva, che Marx descrisse nel suo stato nascente, ha avvolto tutto fino a renderne impensabile la vera natura. Ordine ci ricorda che la lettura di un classico non serve per superare un esame, ma perché ci aiuta a incrementare la nostra umanità. Dietro questa esortazione si avverte però un&amp;#39;inquietudine, forse un velato allarme: siamo ancora in grado di stabilire un nesso sano tra la lettura di un classico e l&amp;#39;edificazione della nostra personalità di uomini del XXI secolo? Perché proprio questa è la posta in gioco: la costruzione della personalità umana, o se vogliamo del senso della Finitezza: che è il grande lascito della nostra civiltà. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/10/17/1445064465-libri.jpg?itok=I-2A0yNk" /> <![CDATA[Herbert Huncke Il candido peccatore che inventò i «beat»]]> Herbert Huncke fu l&amp;#39;inventore del termine beat nonché il vagabondo, ladro e tossicomane che ha diviso il cibo, l&amp;#39;abitazione e spesso la refurtiva con i massimi esponenti del movimento, da Kerouac a Ginsberg a Burroughs, i quali ringrazieranno il proto-beat citandolo nei loro versi o trasformandolo in uno dei loro personaggi. L&amp;#39;originale era, in parte, diverso: la sua autobiografia Guilty (Colpevole di tutto, Endemunde, pagg. 189, euro 14) ha il pregio di non offuscare il fondo di rispettabilità calvinista di un uomo che è riuscito a trascorrere undici anni in carcere senza rimanerne corrotto.Nato nel 1915 a Greenfield, nel Massachussets, Huncke si sposta ben presto nel Village di Chicago, dove viene iniziato all&amp;#39;eroina da un ermafrodito alto un metro e novanta &amp;laquo;che abitava in un vecchio hotel vaudeville assieme a cinque minuscoli pechinesi, che lo veneravano&amp;raquo;. A partire dal 1934 percorre gli Stati Uniti in autostop o saltando sui treni. Ha i capelli lunghi, con quarant&amp;#39;anni di anticipo sulla moda, ma la sporcizia degli hoboes non lo attira: &amp;laquo;Ci tenevo ad essere sempre pulito e in ordine. Portavo con me una scatola di sigari nella quale tenevo un paio di calzini, un fazzoletto, spazzolino e dentifricio, crema da barba e rasoio&amp;raquo;. Nel 1943, giunto a New York, sopravvive sulla 42esima strada convincendo i medici che ha bisogno di morfina, che poi rivende. Nel &amp;#39;44 è sulle coste della Normandia, tre giorni dopo lo sbarco degli Alleati. Poco dopo, l&amp;#39;ennesimo furto lo conduce nella prigione di Hart&amp;#39;s Island, l&amp;#39;isola che ospita il cimitero dei poveri di Potter&amp;#39;s Field cantato da Tom Waits.Di nuovo in libertà, entra in contatto con Allen Ginsberg e il variegato universo che lo circonda. Un giorno viene a trovarlo un tipo che indossa un terrificante cappotto con il collo di velluto, &amp;laquo;il cappello floscio posato artisticamente sulla cima della testa, gli occhialini sul naso&amp;raquo;. È William Burroughs, che vuole sbarazzarsi di un fucile a canne mozze e di alcune siringhe monodose di morfina. Huncke si spaventa, teme sia uno sbirro in borghese. &amp;laquo;Non vi era nulla in lui che rivelasse abitudini criminali&amp;raquo;. È Huncke a procurargli il primo buco; e quando Burroughs e la moglie si trasferiscono in Texas, lui li accompagna. Torneranno presto a New York con il portabagagli della jeep stracolmo d&amp;#39;erba, che si rivelerà infumabile.Fra il 1954 e il 1959, gli anni in cui il movimento beat esplode, Huncke è in carcere. Quando esce si dirige verso il caffè Gaslight dove i reading di Ginsberg, che nel frattempo è diventato &amp;laquo;Allen Ginsberg&amp;raquo;, fanno il pienone. L&amp;#39;autore dell&amp;#39;Urlo &amp;laquo;portava una barba di qualche giorno, era vagamente invecchiato, portava capelli più lunghi. Si era ormai fatto una reputazione come poeta e lo capivi dalla fiducia in se stesso che emanava&amp;raquo;. Per colmo di ironia, la tizia responsabile dello stabile in cui abitava &amp;laquo;pensava che Allen fosse assolutamente il massimo dello chic&amp;raquo;. Solo ora Huncke trova il coraggio di scrivere un racconto e di leggerlo in pubblico, ma ormai la &amp;laquo;scena&amp;raquo; del Lower East Side ha sostituito i caffè del Greenwich Village e capita che alle 11 di sera una masnada di artisti più o meno sballati entri in casa. Cinque o sei musicisti dispongono gli strumenti e iniziano a suonare, una ragazza estrae dalla borsa il necessario per apparecchiare una specie di altare casalingo: &amp;laquo;Si tiravano le tende e in men che non si dica compariva una bottiglia blu cobalto, tipo quelle delle farmacie, piena di anfetamine liquide&amp;raquo;. Mentre girano i dischi di Charlie Parker, Nina Simone e Billie Holiday, &amp;laquo;ognuno sistemava da sé il proprio laccio&amp;raquo;. È Burroughs, però, a strabiliare: &amp;laquo;Poteva prendere un foglio di carta bianco, piegarlo in modo che assumesse la dimensione e la forma di un cranio, avvilupparlo con metri e metri di filo di seta per farlo stare insieme e poi iniettarvi del colore con una grossa siringa ipodermica. Aspirava diversi colori con l&amp;#39;ago e lo infilava più e più volte nella sua creazione. Ci lavorava per ore, poi staccava il filo con le forbici e liberava il foglio che si apriva come una crisalide dei colori più squisiti che avessi mai visto&amp;raquo;.Le serate dei beat diventano così note che per imbucarsi c&amp;#39;è gente che scala la facciata dell&amp;#39;edificio per entrare di soppiatto dalle finestre. &amp;laquo;Tanti che conoscevo realizzavano imprese che facevano sensazione. E io?&amp;raquo;, si chiede Huncke. Affiora qui un complesso di inferiorità che non si trasformerà mai in invidia, come rivelano due apoteosi che da sole valgono il prezzo del volume: la descrizione del successo trionfale di Ginsberg nei caffè e il ritorno a New York di Burroughs, che ha già assassinato la moglie ma non esita a leggere Il pasto nudo alla folla adorante.È sempre Burroughs ad essere al centro dell&amp;#39;episodio più divertente di Colpevole di tutto: una notte, Huncke e il suo complice scorgono sul sedile posteriore di una station wagon una sacca del tipo usato dalle banche per trasportare grosse quantità di denaro. Sfondano la portiera, aprono la sacca: è piena di dollari canadesi. Per spenderli, tentano di passare la frontiera del Canada, ma quando i doganieri scoprono che i &amp;laquo;turisti&amp;raquo; hanno con sé Il pasto nudo, apriti cielo. Sono respinti come indesiderabili.C&amp;#39;è anche un&amp;#39;altra verità che si ricava dalle pagine dell&amp;#39;autobiografia, reperibile in un passo che andrebbe letto da chiunque vada a caccia di quell&amp;#39;araba fenice che è la psicologia degli americani, di volta in volta consegnata alla mutria dei puritani, alla democrazia o alla mania per la frontiera. Ormai vecchio, messo da un giudice di fronte alla scelta fra l&amp;#39;entrare in un ospedale per disintossicarsi oppure tornare libero, ma con l&amp;#39;obbligo di troncare ogni frequentazione &amp;laquo;pericolosa&amp;raquo;, Huncke reagisce con una lucidità che lascia a bocca aperta. &amp;laquo;Non desideravo affatto aderire ai valori standard della cosiddetta società né ammettere per un solo istante che questo rifiuto fosse una prova del mio disadattamento. Ciò che bruciava di più era la natura manipolatoria della burocrazia e l&amp;#39;indifferenza per le aspirazioni degli individui. Se assumo droghe, questo è affar mio e se ciò costituisce una violazione della legge e mi beccano, questo diventa una mia sconfitta, da pagare secondo la moneta corrente. Ma loro non hanno il diritto di forzarmi in una posizione sotto il pretesto che quel percorso sia il migliore o il più giusto per me&amp;raquo;. Per decifrare il &amp;laquo;caso Huncke&amp;raquo;, Burroughs scomoda la tradizione picaresca e Lo straniero di Camus, ma forse Colpevole di tutto è semplicemente il diario eccezionale di un peccatore libero e irredento, rimasto sempre se stesso a colpi di orgoglio. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464425377-email-gnocchi.jpg?itok=9JkcMUJm" /> <![CDATA[Come si fa il crime in tv? Senza rimestare nel sangue]]> &amp;laquo;È come quando alla sera i contadini si mettevano sui covoni e raccontavano storie di paura che facevano tremare i bambini&amp;raquo;. Con una semplice immagine Carlo Lucarelli spiega il motivo per cui tante persone stanno ancora con gli occhi sgranati ad ascoltare i delitti più efferati scanalando tra i mille programmi e canali dedicati al crime. Ma c&amp;#39;è modo e modo per affrontare argomenti così delicati. C&amp;#39;è chi rimesta nel sangue per impressionare lo spettatore e chi sta attento a non esagerare. Carlo Lucarelli, scrittore, conduttore, regista, sceneggiatore e anche tanto altro, è tra questi ultimi. Dopo aver guidato per anni gli spettatori nei meandri delle menti criminali in Blu notte su Raitre, ora si è ritagliato uno spazio su misura in un canale tutto dedito al tema: Crime+Investigation (numero 118 della piattaforma Sky). Dal 14 giugno torna in onda la seconda stagione di Profondo Nero, in cui il giallista vira sui grandi casi del passato, da Wilma Montesi a Pietro Maso.Lucarelli, perché raccontare vicende già scandagliate molte volte?&amp;laquo;Perché abbiamo scelto una chiave di lettura diversa. Riprendiamo storie che hanno segnato un cambiamento profondo dei costumi italiani. Per esempio il mostro di Firenze mise l&amp;#39;Italia di fronte all&amp;#39;esistenza dei serial killer, il rapimento e stupro a scopo di matrimonio di Franca Viola costrinse la società a fare i conti con una morale ancora da Medioevo, l&amp;#39;omicidio Montesi fu il primo caso mediatico&amp;raquo;.In onda ci sono decine di programmi e serie dedicati al crime, perché gli spettatori non se ne stancano mai?&amp;laquo;Perché il giallo è un ottimo modo per dire cose sensate. I fatti di nera rappresentano la metà della nostra vita e il noir, nei libri e in tv, è il mezzo più efficace per raccontarla&amp;raquo;.Fin troppo facile catturare lo spettatore prendendolo per le viscere.&amp;laquo;La paura è solo il punto di partenza, il modo per agganciare lo spettatore. Gli si presenta un fatto orrendo per poi inoltrarsi in una narrazione in cui magari si riesce a trasmettere una spiegazione sui fatti di mafia, camorra, mala finanza, pezzi di storia&amp;raquo;.Quali sono gli errori da non fare?&amp;laquo;Il più sbagliato è cercare di aumentare, di ingigantire, come purtroppo fanno alcuni programmi. Se si racconta di un omicidio efferato, non c&amp;#39;è bisogno di indugiare nei dettagli macabri o di rimestare nel sangue. Anzi è meglio togliere: ce l&amp;#39;ha insegnato il maestro Hitchcock&amp;raquo;.Invece cosa bisogna fare?&amp;laquo;Semplificare. E non perdere il filo del discorso. Nei delitti ci sono tante trame che si intrecciano, bisogna isolare quelle tre o quattro principali. Me l&amp;#39;hanno insegnato gli agenti della scientifica quando facevo il cronista di nera. Inoltre ogni parola deve avere una sua necessità, messa lì perché ha una funzione nel racconto&amp;raquo;.In Rai hanno tolto la cronaca nera alla domenica pomeriggio, ma l&amp;#39;hanno lasciata negli altri giorni della settimana. Un controsenso: i bambini vanno tutelati tutti i giorni...&amp;laquo;Io penso che dei delitti si debba parlare anche in fascia protetta perché fanno parte della nostra vita e i bambini ne sentono parlare, anche nei tg. Il problema è sempre come si raccontano le cose&amp;raquo;.Per 16 anni lei lo ha fatto su Raitre, poi è sparito: è il suo giallo personale...&amp;laquo;Ci sono rimasto male perché non mi hanno neppure chiamato per dirmi che Blu notte chiudeva... Ora continuo a raccontare su Crime+Investigation&amp;raquo;.Lei ha paura di qualcosa?&amp;laquo;Come tutti. Da piccolo avevo paura del buio e dei lupi mannari. Da grande vivo i timori di tutti i genitori, per le mie bambine e per il loro futuro&amp;raquo;.Anche per questo ha scritto un libro per bambini, Thomas e le gemelle, con piccoli detective alle prese con un crimine ambientale?&amp;laquo;Ho provato a raccontare i problemi moderni con gli occhi dei bambini, usando il loro linguaggio e certamente in questo mi hanno aiutato le mie figlie. Proprio per le mie paure, non scriverei però un libro in cui rapiscono i bambini...&amp;raquo;.Tra le sue mille attività, cosa sta preparando?&amp;laquo;Sto finendo il romanzo con il commissario De Luca ambientato negli anni &amp;#39;50. E stiamo lavorando alla sesta stagione televisiva dell&amp;#39;Ispettore Coliandro per Raidue&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464423890-lucarelli.jpg?itok=0rBal0Q9" /> <![CDATA[Io, l'unico al mondo ho vinto la coppa con il Milan e l'Inter]]> Nessuno al mondo è come lui, la sintesi dell&amp;#39;impossibile, l&amp;#39;unione degli opposti. Saul Malatrasi è l&amp;#39;unico uomo del pianeta ad aver vinto la Coppa dei campioni con due squadre della stessa città, l&amp;#39;Inter di Herrera e il Milan di Rocco. E nessuno come lui, simbolo della Milano che vince, può parlare del derby madrileno di San Siro. Con l&amp;#39;orgoglio dei giusti, ma anche con un filo di malinconia.Saul, ma il derby di Madrid a Milano non è una specie di affronto per la città?&amp;laquo;Ormai è da tempo che è così: gli spagnoli sono i più forti. Bisogna accettarlo per forza. Io ho fatto il contrario: ho vinto la Coppa dei campioni a Madrid&amp;raquo;.Si, però dai, a San Siro nell&amp;#39;anno in cui le milanesi sono fuori dall&amp;#39;Europa...&amp;laquo;San Siro è all&amp;#39;altezza del Bernabeu se non meglio. Le milanesi invece non sono all&amp;#39;altezza di San Siro&amp;raquo;.Da ex comandante della difesa ti piace Simeone?&amp;laquo;Neanche un po&amp;#39;. Mi danno fastidio gli allenatori che si sbracciano, si agitano, si strappano la camicia. Sai, chi mi ricorda?&amp;raquo;.Proprio no...&amp;laquo;Oronzo Pugliese, l&amp;#39;allenatore del Bari degli anni Sessanta. Veniva in campo con un galletto sottobraccio e poi urlava come un ossesso. A me piacciono Liedholm, Ancelotti. Eleganti, mai fuori posto&amp;raquo;.E il Cholismo allora?&amp;laquo;Quando Mazzone giocava e si comportava come Simeone lo criticavano. Oggi vedo che va di moda. La verità è che quando vinci il gioco che fai va bene a tutti&amp;raquo;.Ma neanche la sua difesa ti piace?&amp;laquo;Quella si. É una difesa che ha qualità non solo cattiveria. Non prendono mai più di un gol. E dove è difficile fare gol è facile lasciarci le penne&amp;raquo;.Allora come vedi questa finale?&amp;laquo;Presi uno per uno il Real è più forte, ma devi sperare nella grande giornata di Ronaldo, nella grande giornata di Bale, nella grande giornata di Benzema...&amp;raquo;E quindi?&amp;laquo;Il Real ha più qualità ma forse è arrivato il momento dell&amp;#39;Atletico. La difesa dei blanncos è meno compatta e lascia sempre qualche spiraglio. Ed è in quello spiraglio che l&amp;#39;Atletico da qualche anno ha imparato a infilarsi sempre&amp;raquo;.La vedrai?&amp;laquo;No, sono ad un&amp;#39;iniziativa di beneficenza. Me la gusterò in differita quando torno a casa&amp;raquo;.La Grande Inter cosa aveva di grande&amp;laquo;Una difesa granitica con Burgnich, Facchetti, Picchi e un attacco da favola con Mazzola, Suarez e Corso. Aveva la difesa dell&amp;#39;Atletico Madrid e l&amp;#39;attacco del Real Madrid&amp;raquo;.E il Milan&amp;laquo;Eravamo un blocco vero, un gruppo unito con quattro attaccanti davanti: Hamrin, Sormani, Rivera e Prati. Oggi sarebbe il Barcellona&amp;raquo;.Rocco e Herrera sarebbero ancora moderni oggi?&amp;laquo;Chi lo sa. Si dice che i tempi siano cambiati, ma il campo era lungo uguale ad adesso, il pali alti come adesso, il pallone sferico come oggi. L&amp;#39;unica cosa è che adesso si vergognano di dire che fanno il catenaccio. Dicono: giochiamo dietro la linea della palla. Però...&amp;raquo;.Però...&amp;laquo;Rocco oggi è Ancelotti e Herrera è il papà di Mourinho. Se i giocatori prendono un sacco di soldi poi lo devono ad Helenio, dovrebbero fargli un monumento. Lui ha cambiato il calcio in questo senso&amp;raquo;.Chi era Ronaldo ai tempi tuoi?&amp;laquo;Uno come Rivera io non l&amp;#39;ho mai più visto. Ronaldo e Messi vanno messi sul piedistallo, sono completi e segnano, ma sul calcio giocato con intelligenza Gianni non ha paragoni ancora oggi. Illuminava il campo e i comnpagni&amp;raquo;.Sai che a Milano c&amp;#39;è Pelè?&amp;laquo;L&amp;#39;ho incontrato appena arrivato alla Fiorentina. Avevo vent&amp;#39;anni ed ero il più giovane della truppa. Il mio battesimo fu con il Real Madrid delle cinque coppe campioni vinte di fila e con il Santos di Pelè&amp;raquo;.Che trauma. E come sono finite?&amp;laquo;Il Real lo abbiamo battuto 2-1 e il Santos 3-0&amp;raquo;.Cosa ti manca di Milano?&amp;laquo;Amo da sempre Milano. Ma quello che mi manca di più sono gli anni della gioventù&amp;raquo;.Abitavi in città o fuori?&amp;laquo;All&amp;#39;Inter abitavo ad Appiano Gentile, al Milan vicino all&amp;#39;Arena in via Pinamonte da Vimercate. Avevo il barbiere sotto casa e il grattacielo di fronte&amp;raquo;.Dicevamo: anche quest&amp;#39;anno Milan e Inter non andranno in Champions.&amp;laquo;Giusto così. Ma il Milan mi pare messo peggio&amp;raquo;In che senso?&amp;laquo;L&amp;#39;Inter ha preso giocatori non da Inter ma da cinque o sei elementi si può ripartire. Se il Milan vuole veramente costruire una squadra di giovani sarà un problema&amp;raquo;.Perché?&amp;laquo;Nelle grandi squadre non c&amp;#39;è voglia e tempo per aspettare i giovani. Nel Milan e nell&amp;#39;Inter se arrivi secondo non hai fatto niente&amp;raquo;.Beh, quest&amp;#39;anno non erano partite per vincere...&amp;laquo;Balle. Quando dicono che l&amp;#39;Inter è partita per arrivare terza dicono balle. Quando giochi in una grande squadra giochi per vincere il campionato. Se dici che giochi per arrivare terzi arrivi quinto&amp;raquo;.Cosa manca alle milanesi la qualità o l&amp;#39;attaccamento alla maglia?&amp;laquo;Tutte e due. Ma soprattutto manca l&amp;#39;amalgama, l&amp;#39;amicizia che è la cosa che conta di più. Quando sento che non vogliono andare in ritiro neanche per una giornata mi viene il mal di pancia&amp;raquo;.Addirittura...&amp;laquo;Dicono: è cambiata la mentalità dei giocatori, ma è cambiata in peggio. Ragazzi che guadagnano quelle cifre non possono, quando la squadra va male, farsi beccare in discoteca fino alle tre di notte. Ti pare professionalità questa?&amp;raquo;.Sei severo.&amp;laquo;Ma hai sentito lo sfogo di Abbiati? Se quando perdi ti vedono brindare con prosecchino e champagnino la gente cosa deve pensare di te?&amp;raquo;.L&amp;#39;Inter ai thailandesi e il Milan ai cinesi. Che ne pensi?&amp;laquo;Il mondo va così. Ci vogliono i soldi per andare avanti nel calcio. E i soldi non hanno nazionalità. Però potrebbe esserci il colpo di scena...&amp;raquo;Cioè?&amp;laquo;Magari Berlusconi dirà che i cinesi non vogliono più il Milan e che lui è costretto a tenerlo. Ma è una mia idea&amp;raquo;.Torneranno quegli anni formidabili&amp;laquo;Si. tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Compresi gli anni di vacche magre&amp;raquo;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/28/1464428290-saulmalatrasi.jpg?itok=SRs2PJ_l" /> <![CDATA[Allarme nei supermercati italiani: ritirato il tonno all'olio di oliva Simply]]> La catena di supermercati Simply ha ritirato dai suoi punti vendita tutte le scatolette di tonno in olio di oliva da 80 grammi confezionate in scatole da tre porzioni ciascuna della marca &amp;quot;Simply&amp;quot;.&amp;quot;A titolo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza - scrive l&amp;#39;azienda nella nota - stiamo ritirando da tutte le filiali Simply Market, che fa capo al gruppo Auchan, il prodotto&amp;quot;. All&amp;#39;interno delle scatolette, infatti, in alcuni casi è stato trovato un corpo estraneo. E così in via precauzionale sono stati ritirati tutti i prodotti della stessa linea di tonno.I clienti, inoltre, sono stati invitati a riportare in negozio il prodotto qualora lo avessero acquistato. L&amp;#39;azienda, comunque, precisa che ad essere interessate sono solo le scatolette da 80gmx3 e non altre confezioni. L&amp;#39;azienda infine si scusa per il danno &amp;quot;arrecato per cause che non dipendono dalla nostra volontà&amp;quot;. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/10/28/1446049053-supermercato3.jpg?itok=Gau071IQ" /> <![CDATA[Gianni Morandi aizza i fan contro Giancarlo Magalli su Facebook]]> Sono due dei personaggi più amati sui social network: uno per le sue foto in scene di vite quotidiana insieme alla sua immancabile Anna, l&amp;#39;altro grazie alla sua irriverenza e autoironia. Gianni Morandi e Giancarlo Magalli però, proprio non riescono ad andare d&amp;#39;accordo e a suon di post su Facebook se le dicono di santa ragione.Galeotta fu la provocazione di novembre scorso quando, alle richieste di Giancarlo Magalli di fare un selfie anche con lui, Gianni Morandi risposte con una foto in cui abbracciava il cartonato del conduttore tv.Poi, le frecciatine sono proseguite, fino a ieri, quando Magalli si lascia andare ad un duro sfogo: &amp;quot;Lui, come altri, hanno una forte preoccupazione di apparire sul web. Morandi ha 2 milioni di follower ma, se esce con un disco nuovo, quei seguaci non valgono 100 dischi in più. Non funziona. E allora qual è lo scopo di fare la fatica di andare ogni giorno a fare una foto con i piedi nel ruscello? Per dare un&amp;rsquo;immagine di te? Dopo cinquant&amp;rsquo;anni di carriera la gente già dovrebbe avercela un&amp;rsquo;immagine ben chiara di quel che sei. La considero una fatica inutile. Io sono lì per divertirmi e divertire senza nessuno scopo commerciale&amp;quot;.Una dichiarazione che Gianni Morandi non ha gradito e che ha postato sulla propria pagina Facebook, senza aggiungere nessuna parola, chiedendo semplicemente ai fan di commentare al posto suo e i follower non si sono risparmiati in critiche e insulti.La mossa non è passata inosservata all&amp;#39;attento Magalli che ha commentato il post del &amp;quot;nemico&amp;quot;, con parole concilianti: &amp;quot;Caro Gianni, mi dispiace che tu voglia aizzarmi contro i tuoi due milioni di follower. Io esprimevo solo un pensiero che forse non era chiaro, ma certamente non voleva essere offensivo. Provo a spiegartelo direttamente, senza il tramite dei giornalisti, anche se vedo che qualcuno dei tuoi commentatori ha capito. Io credo che una persona come te, che ha tanto successo da tanti anni, non abbia bisogno di pubblicare foto strappalike per capire che la gente gli vuole bene. Sono certo che ti basta scendere per strada o fare un concerto per percepire l&amp;#39;affetto della gente. Il pubblico non ha bisogno di vederti sbucciare piselli per capire che sei una persona per bene. Io lo so da anni, da quando non esisteva internet (e forse si viveva meglio). Non te la prendere, continua a pubblicare le foto che vuoi e noi continueremo magari a sorriderne un po&amp;#39;, ma in fondo sorridere è una cosa bella. Ciao&amp;quot;.Riusciranno i due a fare pace prima o poi? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/10/18/1445192137-12116000-10154441586483438-3895669964942520829-n.jpg?itok=f4qfv4Rq" /> <![CDATA[Guzzanti fa a fette moralisti e radical chic]]> &amp;laquo;Oddio, raga&amp;#39; c&amp;#39;è una rumena, state attenti ai sordi&amp;raquo;. &amp;laquo;Ma uno può essere orgoglioso di essere quasi frocio?&amp;raquo;. &amp;laquo;Mo&amp;#39; ai Fantasti 4 hanno fatto la torcia umana negra, io non so&amp;#39; razzista, ma poi si capisce che la gente s&amp;#39;incazza... ma non c&amp;#39;ha poteri paranormali, gl&amp;#39;hanno dato fuoco!&amp;raquo;. Chiunque dicesse queste battute in tv potrebbe rischiare il linciaggio. Invece Corrado Guzzanti no, riesce a essere volgare, razzista, omofobo, cattivo, superare qualsiasi limite del politicamente corretto senza far arrabbiare nessuno, anzi strappando risate a non finire, a destra come a sinistra. Perché Guzzanti, nel suo Dov&amp;#39;è Mario?, in onda dall&amp;#39;altra sera su Sky Atlantic e in chiaro su Tv8 riesce in un&amp;#39;impresa mirabolante: trasformare la satira in fiction. Costruito con grande maestria, con tutti i crismi del cinema, Dov&amp;#39;è Mario? risulta quasi inclassificabile: non è una serie, non è un film, non è uno spettacolo teatrale, non è uno show televisivo, ma è un mix di tutto questo (purtroppo per sole quattro puntate). Come un moderno Dr. Jekyll e Mr. Hyde, lo stimatissimo professore, intellettuale, scrittore, habitué dei salotti radical chic Mario Bambea, con tanto di erre moscia di ordinanza, a causa di un incidente stradale, si sdoppia: di notte si trasforma nel grezzo, pecoreccio, volgare comico Bizio Capoccetti, seguitissimo nel piccolo teatro sotto casa. Di giorno, va ai convegni, frequenta i talk show e scrive libri su incarico del governo, di notte prende in giro stranieri, gay e prostitute. Insomma, se l&amp;#39;altra sera ve lo siete perso, andate a vedervelo (così vi aggiungete ai 330mila che lo hanno seguito susu Sky e ai 233 su Tv8). Il suo merito è di prendere per i fondelli senza distinzioni il giro della gauche caviar e il popolino romano. Sarebbe tutto già visto e fuori tempo massimo (se c&amp;#39;è un merito di Renzi è quello di aver detronizzato l&amp;#39;intellighenzia di sinistra) se non fosse così ben infiocchettato da Guzzanti. E così ci stanno a pennello i camei di Mentana, Floris e Travaglio che si sono prestati con autoironia. Del resto &amp;laquo;so&amp;#39; anni che t&amp;#39;ascolto, ho letto tutti i libri, gli articoli, pure le videocassette, e non ci ho capito un c..., ma voi siete pagati per farmi sentire un coglione?&amp;raquo;, chiede un ascoltatore allo sbigottito professor Bombea invitato in una trasmissione radiofonica. Chi ha ragione? L&amp;#39;importante è &amp;laquo;non guardare Masterchef, un format della massoneria internazionale&amp;raquo;.... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/09/02/1441197135-0101122225359816-20101122.jpg?itok=5MImhMCD" /> <![CDATA[Taylor Swift idolo dei neonazisti]]> Qualcuno vede in lei una star accessibile, non troppo diversa da una ragazza della porta accanto. Altri, nello specifico i suprematisti bianchi americani, sono abbastanza certi che Taylor Swift sia in realtà una neo-nazista incognito, che sta soltanto aspettando il momento giusto per dichiararsi.A dirlo è Andre Anglin, che scrive su The Daily Stormer, blog legato al movimento neo-nazista. Lo riferisce in un&amp;#39;intervista a Broadly, canale tematico di Vice. La curiosa teoria è che la cantante stia soltanto aspettando il successo alle elezioni (se mai ci sarà) di Donald Trump, per uscire allo scoperto e rivelarsi per quello che dicono sia, senza gran prove: un&amp;#39;estremista di destra.&amp;quot;Prima di tutto Taylor Swift è una pura dea ariana - dice Anglin -, un qualcosa di uscito dalla poesia greca classica. Atena rinata. È anche certo che sia segretamente nazista&amp;quot;. La teoria balzana risalirebbe al 2013, quando una serie di immagini satiriche furono postate su Pinterest. In Esse Taylor veniva mostrata con sovrimpresse frasi pronunciate da Hitler ma a lei attribuite. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/05/29/1432910804-taylor-swift-reuters-640x452.jpg?itok=hK638DsO" /> <![CDATA[Grave lutto per Jennifer Aniston: l'attrice piange la morte della madre]]> Jennifer Anitston è in lutto: è morta la mamma che da giorni era ricoverata in ospedale.Nel 2011 era stata colpita da un ictus e da quel momento le sue condizioni di salute erano peggiorate. Nancy Dow, la madre della Aniston era stata ricoverata qualche giorno fa perché il suo quadro clinico era spaventoso. La donna, a parere dei medici, stava per morire. Questa notizia ha scioccato la figlia che ha messo da parte i rancori ed è andata dalla madre per darle l&amp;#39;ultimo saluto.Il 12 maggio scorso, infatti, la Aniston è andata in ospedale e ha stretto la mano di sua madre dopo 5 anni che le due non si guardavano nememno in faccia. Il loro rapporto aveva iniziato a scricchiolare quando Nancy aveva pubblicato un libro contro la figlia. Alla bella attrice questa cosa non è mai andata giù e così ha deciso di tagliare tutti i ponti con lei.Ma la situazione si è ulteriormente fatta critica quando Jennifer si è sposata con Justin Theroux. Nancy non è andata al matrimonio, la Aniston se l&amp;#39;è legata al dito e da quel momento è iniziata la guerra. Dopo cinque anni di indifferenza, secondo quanto riportato dal magazine &amp;quot;In Touch Weekly&amp;quot;, la Aniston si sarebbe riavvicinata alla madre proprio perché consapevole che la sua fine era arrivata. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/04/19/1461058983-jennifer-aniston-e-justin-theroux-sposi-sorpresa.jpg?itok=CMjTMCKG" /> <![CDATA[Raffaella Fico e Alessandro Moggi, weekend hot ad Amalfi]]> Baci roventi, coccole ed effusioni per un intero weekend al largo di Cetara, in costiera Amalfitana. Così sono stati pizzicati Alessandro Moggi - figlio dell&amp;#39;ex dg della Juve Luciano e procuratore sportivo - e Raffaella Fico - ex gieffina, soubrette ed ex di Mario Balotelli -.Di una liason tra i due si parla da settimane, ma le foto pubblicate dal settimanale Chi non lasciano molti dubbi. Ignari dei paparazzi i due sono stati ripresi a bordo di un lussuoso yacht mentre si scambiavano - avvinghiati - tenerezze e baci sotto il sole. [[gallery 1263886]]Raffaella, single da tempo, ha dimenticato la storia con Gianluca Tozzi e pure quella con Mario Balotelli da cui ha avuto la figlia Pia. Alessandro ha invece archiviato Teodora Rutigliano, la meteorina del Tg4 per la quale aveva lasciato la moglie. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2016/05/26/1464252868-1464252722-182841253-fc586c83-21ec-4082-a47b.jpg?itok=53Dp2L_G" />