<![CDATA[il Giornale]]> Sun, 20 Jan 2019 18:44:58 +0100 Sun, 20 Jan 2019 18:44:58 +0100 it-IT 10 <![CDATA[il Giornale]]> <![CDATA[Macron: "Flussi migratori ​diminuiti ​grazie a Gentiloni"]]> Il Presidente francese Emmanuel Macron torna a polemizzare con il governo italiano in merito alla questione migranti, già spesse volte motivo di scontro tra gli esponenti politici dei rispettivi paesi. Durante un dibattito pubblico con oltre 600 sindaci tenutosi a Souillac, nella regione dell'Occitania, per dare risposta alle problematiche degli enti locali francesi, il Presidente Macron ha infatti parlato anche del suo approccio alla gestione dei flussi migratori e della collaborazione tra le autorita transalpine e quelle italiane, sottolineando le sostanziali differenze tra l'attuale governo Conte ed il precedente esecutivo guidato da Paolo Gentiloni: "L'Italia non ha ridotto l'immigrazione con l'attuale governo di coalizione. L'ha ridotta con il Primo Ministro Gentiloni che ha lavorato con la Libia, e lo abbiamo accompagnato in questo senso". Con quest'ultima frase il Presidente francese voleva probabilmente riferirsi ai suoi tentativi del di giungere autonomamente ad un accordo politico tra i due governi attualmente presenti in Libia - quello di Fayez al Sarraj e quello del generale Khalifa Haftar - estromettendo di fatto l'Italia da ogni scelta decisionale. Le affermazioni di Macron, tra le altre cose, contrastano con i dati ufficiali del Ministero dell'Interno: nei sette mesi di governo gialloverde con Salvini al Viminale gli arrivi in Italia sono stati infatti 9.940 contro i 13.430 dei primi mesi del 2018, proprio quando al governo c'era Gentiloni.Macron ha infine voluto rendere omaggio al governo Gentiloni, elogiando il lavoro svolto assieme a quelli che lui ha definito politici democratici e progressisti. Alla domanda, posta dalla sindaca di Montauban Brigitte Barèges, in merito alla gestione degli immigrati in Francia, il Presidente ha inizialmente specificato come sia un errore discutere dell'argomento immigrazione equiparandolo direttamente al terrorismo, elencando successivamente i punti chiave della sua visione politica sul tema, e cioè: diritto di asilo, politiche di sviluppo da attuare nei paesi poveri e politica europea comune per proteggere i nostri confini. Su quest'ultimo punto il Capo di Stato ha inoltre insistito per il rafforzamento dei controlli sulle nuove rotte migratorie provenienti da nordafrica, in particolar modo su quella che attraversa i Pirenei passando per il confine tra Francia e Spagna. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1548002630-sondage.popularite-de-macron-remonte-pour-premiere-fois-depuis-avril.jpg" /> <![CDATA[Migranti, i grillini ribelli contro Salvini: "Possibile adire alle Corti Ue"]]> È ancora battaglia sulla chiusura dei porti italiani rivendicata dal ministro degli Interni Matteo Salvini. Per i grillini ribelli potrebbe addirittura configurarsi "una lesione ai diritti umani" e dunque "la possibilità di agire per loro tutela, anche presso le Corti europee". L'ennesimo attacco al vicepremier leghista dall'interno della maggioranza di governo arriva da una interrogazione che è stata recentemente presentata dalle senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes (al momento sotto osservazione dai vertici pentastellati) e Gregorio De Falco (espulso dal movimento)."Mi intristisce quello che dice Salvini dopo l'ultima strage di migranti in mare, perché manca di umanità, è un cinico", ha commentato oggi De Falco ai microfondi dell'agenzia AdnKronos assicurando, come già detto da Leoluca Orlando, che sul titolare del Viminale peserà "un giudizio morale". Dopo l'ennesima strage nel Mar Mediterraneo, l'ala più di sinistra del Movimento 5 Stelle è in fibrillazione. Ieri sera a dar voce ai malpancisti ci ha pensato il presidente della Camera Roberto Fico con un tweet in cui asseriva che "salvare vite umane è quello che fa una società sana". Una posizione diametralmente opposta da quella di Salvini e coprattutto di Luigi Di Maio. Che, mentre la sinistra tuonava contro il governo accusandolo addirittura di "genocidio", invitava a guardare alla Francia di Emmanuel Macron che affama l'Africa.Ad acuire divisioni già presenti nel Movimento 5 Stelle ci ha pensato De Falco postando su Facebook un'interrogazione depositata nei giorni scorsi a Palazzo Madama e rivolta proprio a Salvini e al collega responsabile per i porti, il grillino Danilo Toninelli. Il testo chiede se esistano davvero provvedimenti per la chiusura dei porti. "Se questi non esistessero, come si ritiene, o non fossero stati resi pubblici - denunciano i tre - si configurerebbe la possibilità di una lesione ai diritti umani e dunque la possibilità di agire anche presso le Corti europee". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1548004191-lapresse-20190118202223-28221468.jpg" /> <![CDATA[Tunisino morto, l'Anm adesso attacca Salvini: "Le brioche? Inopportuno"]]> "Dovevano portagli cappuccino e brioche?". Le parole di Matteo Salvini sul tunisino morto a Empoli durante un fermo di polizia provocano le solite reazioni indignate. Oggi a salire sul carro dei critici è l'Associazione Nazionale dei Magistrati, che in una nota attacca le dichiarazioni "inopportune" del ministro dell'Interno. Secondo l'Anm il leader della Lega non sarebbe stato rispettoso "delle prerogative della magistratura". Il motivo? "Sarebbe stato necessario attendere la conclusione dei doverosi accertamenti che stanno coordinando i magistrati - si legge nel comunicato - gli unici ad essere competenti, sulla base di rigidi parametri costituzionali, a dirigere le attività investigative in corso volte all'accertamento dei fatti". Il 32enne tunisino è morto per un appartente infarto, anche se il pm ha diposto l'autopsia sul suo corpo e per le conferme sul decesso si attendono i referti del medico legale. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo era in stato di alterazione quando è entrato in un money transfer forse per inviare del denaro. Il titolare, ritenendo falsa la banconota, avrebbe rifiutato il servizio facendo così scoppiare una lite. Gli agenti arrivati sul posto, secondo quanto emerso, alla fine sono stati costretti a ammanettare l'uomo e a legargli i piedi con una corda per evitare che scalciasse. Poi l'uomo è deceduto. Immediate sono scoppiate le polemiche, rinfocolate oggi dall'Anm. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/19/1547924105-fotogramma-20190118174836-28220255.jpg" /> <![CDATA[Tiziano Renzi insulta nigeriano: "Ora in tribunale, faccia di m..."]]> Scontro acceso tra Tiziano Renzi, Le Iene e Omogui Evans, un ex lavoratore nigeriano dell'Arturo srl che distribuiva giornali a Genova. Secondo quanto riportato da una sentenza del tribunale del capoluogo ligure, il nigeriano dovrebbe ricevere dalla società del padre di Renzi, entrata in liquidazione nle 2008, circa 90mila euro. E così Filippo Roma e lo stesso Evans hanno incontrato Tiziano Renzi. "Io non ho nulla da dire a lei", ha affermato papà Renzi rivolgendosi a Filippo Roma.A questo punto la Iena lo ha incalzato il padre dell'ex premier: "A proposito dei lavoratori nigeriani. Lei è un ballista". Tiziano Renzi replica subito: "Ah io so" un ballista? Io? Voi siete dei falsi". A questo punto in scena entra proprio Evans che chide conto allo stesso Renzi dei soldi che attende da tempo dalla società in liquidazione. La risposta del padre dell'ex segretario del Pd non si fa attendere e si passa agli insulti: "Ci vediamo in tribunale! Faccia di merda. Ma stai zitto, faccia di m...". L'ultima parola tocca proprio a Evans che in modo provocatorio afferma: "Io ballerò per far vedere, allora io ballerò, finché Renzi non mi pagherà i miei soldi. Io ballerò". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1548001116-ballkus.jpg" /> <![CDATA[Serie A, l'Atalanta a valanga sul Frosinone. Pirotecnico 3-3 tra Fiorentina-Sampdoria]]> Dopo i tre anticipi di ieri che hanno visto le vittorie di Roma e Parma e il pareggio tra Inter e Sassuolo, la 20esima giornata di Serie A è proseguita alle 12:30 di oggi con la netta vittoria dell'Atalanta di Gasperini, per 5-0, sul campo del Frosinone. Mattatore dell'incontro Duvan Zapata, autore di quattro reti, di Mancini l'altra marcatura nerazzurra. Alle 15 si sono giocate altre due partite che hanno visto il pirotecnico 3-3 tra la Fiorentina di Stefano Pioli e la Sampdoria di Giampaolo: in gol il sempreverde Quagliarella e Muriel, entrambi autori di una doppietta, Ramirez e Pezzella.Nell'altro match delle ore 15 è finita per 1-1 tra la Spal di Leonardo Semplici e il Bologna di Filippo Inzaghi: in rete Palacio e Kurtic. Alle ore 18 il Cagliari di Rolando Maran ospiterà l'Empoli di Giuseppe Iachini. Alle 20:30 il Napoli di Carlo Ancelotti se la vedrà contro la Lazio di Simone Inzaghi. Domani, alle ore 15, il Milan, senza Higuain in partenza destinazione Chelsea, giocherà contro il Genoa di Cesare Prandelli, mentre Juventus-Chievo Verona, in serata, chiuderà la 20esima giornata di Serie A.LA CLASSIFICA DI SERIE A: JUVENTUS* 53, NAPOLI 44, INTER 40, ROMA 33, LAZIO 32, MILAN* E ATALANTA 31, SAMPDORIA 30, PARMA 28, TORINO E FIORENTINA 27, SASSUOLO 26, CAGLIARI E GENOA* 20, UDINESE E SPAL 18, EMPOLI 16, BOLOGNA 14, FROSINONE 10, CHIEVO VERONA* 8.*una partita in meno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547999397-getty-20190120143834-28234124.jpg" /> <![CDATA[Migranti, un altro barcone in avaria. ​Sea Watch: "Li prendiamo noi"]]> A poche ore dal naufragio di 117 immigrati al largo della Libia, un altro barcone in avaria ha lanciato la richiesta di soccorso. A raccogliere l'sos, dopo che l'imbarcazione si era rifiutata di chiedere aiuto alle autorità libiche, sono stati i volontari di Alarm Phone, la linea telefonica diretta di supporto utilizzata per segnalare imbarcazioni in difficoltà. "Finora - si legge su Twitter - non abbiamo ricevuto alcuna reazione dalla guardia costiera di Tripoli". A informare la Libia ci ha pensato però la sala operativa di Roma, probabilmente senza esito positivo. Tanto che alla fine un'imbarcazione della Ong tedesca Sea Watch ha fatto rotta verso di loro per recuperarli.L'emergenza in acque libicheIl barcone, sul quale starebbe viaggiando un centinaio di immigrati, ha iniziato a trovarsi in difficoltà quando si trovava a 60 miglia a nord dalla città libica di Misurata. Mentre tentavano di utilizzare un motore, le persone che si trovavano a bordo hanno cominciato ad andare nel panico temendo il peggio. A quel punto, anziché chiedere aiuto alla Marina Militare di Tripoli, hanno contattato i volontari di Alarm Phone, il call center che raccoglie richieste di soccorso in mare, invitandoli apertamente a non informare le autorità libiche della loro posizione. "Volevano che informassimo le autorità, ma non quelle libiche - spiegano - abbiamo fornito loro assistenza legale, spiegando che Libia e Italia avrebbero sostenuto la responsabilità libica per l'area in cui erano".Le autorità libiche non rispondonoUn'ora dopo la prima richiesta di soccorso, arrivata al call center intorno alle 11, gli immigrati hanno fatto sapere che a bordo c'era anche un bambino "in stato di incoscienza o deceduto" e che tra di loro stava montando il panico. A quel punto si trovavano a 12 miglia più a est e avevano problemi di navigazione. "Il natante sta imbarcando acqua", hanno fatto sapere ai volontari di Alarm Phone che hanno immediatamente chiamato la sala operativa di Roma per fornire la nuova posizione Gps dell'imbarcazione. Dall'Italia gli è stato, però, detto di sentire direttamente le autorità maltesi. "Abbiamo richiesto assistenza urgente - hanno spiegato - le mail verso Tripoli ci sono tornate indietro immediatamente". E, dopo aver comunicato che Malta aveva accordato la propria disponibilità a prestare soccorsi, è emerso che anche la sala operativa della Vallertta li ha invitati a rivolgersi alla Guardia Costiera di Tripoli "come autorità in carica". "Abbiamo chiamato diverse volte i 6 diversi numeri della guardia costiera di Tripoli. Non sono raggiungibili. Ma esistono?", ha polemizzato in un altro tweet Alarm Phone. "Abbiamo informato Malta e Italia ci questo e abbiamo ricevuto da Roma un settimo numero, ma anche questo non va. Al momento nessuna autorità ci ha confermato il coordinamento Sar".Il blitz della Sea WatchCon il passare delle ore gli immigrati a bordo del barcone alla deriva nel Mediterraneo si sono lasciati prendere dal panico. E inutili sono stati i tentativi del team di Alarm Phone di cercare di calmarli. "Abbiamo ripetutamente sentito le persone gridare - hanno fatto sapere i volontari - una persona ci ha detto che presto non sarà più in grado di parlare perché sta congelando. La situazione è disperata". A quel punto Sea Watch ha deciso di far rotta verso l'imbarcazione in emergenza. "Siamo a circa 15 ore di distanza - hanno, però, detto - non possiamo coprire da soli il Mediterraneo, dove le persone vengono lasciate morire". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547991456-lapresse-20190120133401-28233546.jpg" /> <![CDATA[Gattuso saluta Higuain: "Non mi ha deluso"]]> Rino Gattuso, nella conferenza stampa alla vigilia di Genoa-Milan (che guarderà dalla tribuna), ha praticamente annunciato l'imminente addio di Gonzalo Higuain. Il tecnico rossonero ha così commentato la decisione del Pipita: "Non sono deluso. Si è comportato molto bene nei miei confronti. Accetto la scelta, ma il rispetto rimane. Poteva fare qualcosa di più lui e noi qualcosa in più per servirlo meglio". Il nativo di Corigliano Calabro ha poi aggiunto: "Voglio vedere a livello mentale gente pronta. È giusto andare fare la guerra con chi è pronto a livello mentale. Higuain in questo momento non era pronto".Gattuso preoccupato: che succede?È raro trovare Ringhio preoccupato, ma oggi pomeriggio lo ha fatto trasparire platelamente: "Oggi penso che sia stato uno dei più brutti allenamenti della mia gestione con tutte queste chiacchiere. La squadra è preoccupata". Un ambiente che certamente si è appesantito nel momento sbagliato, proprio quando i Diavoli dovranno fare i conti con un calendario impegnativo: "Domani ci mancano quattro giocatori, la preoccupazione c'è. Questa squadra ha bisogno di entusiasmo e di lavorare con grandissima tranquillità. Basta vedere la classifica per vedere quello che ci giochiamo". Infine Gattuso ha fatto un passo indietro riguardo la polemica scatenata sulle scelte arbitrali di Banti in Supercoppa: "Ho perso la testa, mi sono comportato da dilettante. Ero arrabbiato nero, dovevo portare più rispetto, ho commesso un errore. Contesto solo il fatto che se c'è il Var si usa e sui fuorigioco si poteva andare a vedere, non costava nulla. Dopo ho sbagliato e chiedo scusa per l'atteggiamento". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/10/21/1540103995-gattuso.jpg" /> <![CDATA["Basta soldi", "Mai avuti" Lite Di Maio-Tronchetti Provera]]> Botta e risposta duro tra Marco Tronchetti Provera e Luigi Di Maio. Di fatto il vicepremier grillino ha puntato il dito durante un suo intervento in Abruzzo. Di Maio non usato giri di parole e ha affermato: "Prima di colmare i buchi dobbiamo sospendere il 30% dello stipendio ai banchieri che hanno ridotto le banche così e dividere le banche di speculazione finanziaria da quelle che investno in economia reale". Poi l'affondo diretto: "In questi anni - spiega - Le banche e la politica sono sempre andate a braccetto. Una banca non dovrebbe fallire mai perchè prende i nostri soli e li presta all"economia reale aiutando a creare altri soldi. Se invece come è successo abbiamo avuto partiti politici che si impossessavano delle banche e prestavano soldi ai De Benedetti di turni, ai Tronchetti Provera di turno e quelli non li restituivano è logico che poi ci troviamo in una situazione in cui le banche hanno dei buchi".La risposta di Tronchetti Provera non si è fatta attendere ed è arrivata con una nota il suo portavoce: "Marco Tronchetti Provera non ha mai preso finanziamenti da nessuna banca, italiana o straniera, senza poi restituire il capitale e pagare gli interessi come possono dimostrare i documenti, i banchieri e i funzionari che, negli ultimi 40 anni, si sono succeduti ai vertici degli istituti di credito". Poi ha aggiunto: "È grave e preoccupante che un Ministro della Repubblica e Vice Premier faccia affermazioni non verificate e infondate. Il dottor Tronchetti si riserva ogni azione legale". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/09/28/1506584351-tronchetti.jpg" /> <![CDATA[Quel racconto choc della "Gazosa": "Almeno 12 anni per riprendermi"]]> Ricordate Jessica Morlacchi? Cantante e bassista dei Gazosa, ha fatto perdere la sue tracce nel mondo dello spettacolo da parecchi anni. Adesso torna e si riprende il palcoscenico partecipando a "Ora o mai più", il talent di Amadeus su Rai Uno, in cui di fatto tornano alla ribalta cantanti che sono spariti dalle scene. Ma dietro il ritorno della Morlacchi c'è muna storia tutta da raccontare che lei stessa ha voluto rivelare. La cantante ha affermato: "A 16 anni ho cominciato ad avere attacchi di panico. In più soffrivo di agorafobia, ovvero avevo paura di stare in spazi aperti. Praticamente era impossibile per me vivere e tutto questo è sfociato nella depressione".Poi, dopo aver raccontato il suo periodo difficile, ha voluto rivelare in che modo è riuscita a rinascere e a tornare a fare quello che le piace di più, ovvero suonare il basso e cantare: "Ci sono voluti 12 anni per riprendermi - ha confessato Jessica, oggi 31enne -, per trovare la cura giusta e soprattutto il dottore giusto che mi ha salvato la vita". Insomma la Morlacchi adesso ha nuovamente il sorriso e fa di tutto per mettersi alle spalle il suo periodo "nero". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547998816-morlacchi.jpg" /> <![CDATA["Fedez ti ha tradito con Provvedi?" Ira di Ferragni dopo la bomba di Corona]]> La bomba l'ha lanciata ieri Fabrizio Corona in onda a Verissimo. Ai microfoni di Silvia Toffanin è entrato a gamba tesa nel duo Ferragnez: "Mi ha tradito con Fedez...", ha raccontato l'ex fotografo dei Vip tra la sorpresa dei presenti.Corona non è entrato nei dettagli del presunti tradimenti. Ha ammesso di essere stato anche lui poco fedele durante la storia con una delle Donatella, ma ormai il missile era arrivato a destinazione. La domanda è sorta spontanea: a quando risalirebbe la scappatella della Provvedi con Fedez? Prima o dopo il fidanzamento del cantante con la bella Chiara Ferragni?L'ex fotografo dei Vip e la Provvedi sono stati insieme dal 2015 al 2018. Tre anni burrascosi, che si accavallano con la storia tra Fedez e la Ferragni. I due influencer sono fidanzati da ottobre del 2016 e da qualche mese sono marito e moglie.Difficile trarre conclusioni dalle parole di Corona. Anzi. È sicuramente un azzardo. Però qualche follower ha deciso di interrogare la diretta interessata su Instagram. Alle frequenti domande sui social, la Ferragni alla fine ha deciso di rispondere per mettere in chiaro le cose e allontanare ogni (voluto?) dubbio instillato dalle dichiarazioni dell'ex fotografo. "È vero che Fedez ti ha tradito con Silvia Provvedi?", ha chiesto un follower. L'influencer ha risposto con tre stizzite sole parole: "Ma ti pare?". Messaggio recapitato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/11/1547196185-1537342563-chiara-ferragni-2.jpg" /> <![CDATA[I Ferragnez all'escape room: "Chiara bravissima a barare"]]> Tra un impegno lavorativo e l'altro, i Ferragnez si sono concessi una serata di divertimento insieme a tutta la famiglia. La coppia ha infatti deciso di partecipare a una escape room, una stanza allestita a tema dalla quale cercare di uscire risolvendo enigmi e rompicapo, ispirata a Harry Potter.Travestiti da veri maghetti con tanto di occhiali tondi e bacchetta, Chiara Ferragni e il marito Fedez hanno cercato insieme alla famiglia una via di fuga. Una sfida complicata che i Ferragnez hanno superato brillantemente. O almeno così di pensava, fino a quando Fedez non ha rivelato il trucco."Abbiamo appena finito l'escape room con tutta la famiglia", ha svelato attraverso il suo profilo Instagram. "Devo dire che l'aiuto di Chiara è sempre fondamentale, perché è la più brava... a barare". "Sono riuscita a barare", ha confermato ridendo l'influencer. Non proprio una brava maghetta. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/13/1547398092-ferragni.jpg" /> <![CDATA["Vipera", "No, un cobra": lite tv tra Orietta Berti e Rettore]]> Un duro scambio di battute tra Orietta Berti e Donatella Rettore. Il tutto davanti alle telecamere di "Ora o mai più". Nel corso dell'ultima puntata dello show condotto da Amadeus la Berti ha cantato in coppia con Barbara Cola. Un duetto per la canzone "Quando l'amore diventa poesia". Ma al termine dell'esibizione la Rettore ha criticato fortemente la Berti e anche la Cola: "Questo è tutto ciò che odio della musica italiana".Parole molto dure che hanno imemdiatamente fatto scattare la "difesa" da parte della Berti: "Io non sono una vipera come la Rettore". Ma a questo punto è davvero scoppiato il battibecco con la secca risposta della Rettore: "Vipera? No, un cobra". Amadeus a fatica, non senza imbarazzo, ha riportato il sereno in studio. Insomma a quanto pare nel programma di Rai Uno gli animi si accendono piuttosto facilmente. Di certo la tensione del palco si fa sentire su chi canta. E i giudizi dei "giudici" di gara non sempre sono accettati dai concorrenti. Le critiche però, va ricordato, fanno parte delle regole del gioco... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547995442-donats.jpg" /> <![CDATA[Stefania, uccisa a martellate e bruciata: fermata l'ex amante del marito]]> È stata accusata di omicidio e, per lei, la Procura di Brescia ha disposto il fermo. E così, i sospetti per l'uccisione di Stefania Crotti, la donna di Gorlago (Bergamo), il cui corpo è stato ritrovato carbonizzato, venerdì sera, nelle campagne di Erbusco, in provincia di Brescia, sono caduti su Chiara Alessandri.Secondo le prime ricostruzioni, alla base del delitto potrebbe esserci un movente passionale visto che la 43enne, milanese di Rho e da tempo residente nel comune del Bergamasco, avrebbe avuto una relazione con Stefano Del Bello, il marito della vittima. Che subito dopo la sparizione della moglie ne aveva denunciato la scomparsa.La confessione di AlessandriSecondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Chiara Alessandri, dopo ore di interrogatorio con le forze dell'ordine, assistita dal suo avvocato, Gianfranco Ceci, avrebbe ammesso: "Io volevo solo un chiarimento. Poi abbiamo litigato, ma non volevo ucciderla". Dalle prime ricostruzioni è emerso che la donna non avrebbe avuto altri complici: avrebbe, infatti, ucciso Stefania Crotti massacrandole il cranio, l'avrebbe caricata in macchina e le avrebbe dato fuoco nel boschetto dove poi, il corpo carbonizzato, è stato ritrovato."Per il bene dei figli"La donna avrebbe ammesso la sua responsabilità dicendosi sconvolta. E, secondo la sua versione, la richiesta di chiarimento, finita con l'omicidio, l'avrebbe voluta "per il bene dei figli", suoi e della vittima. Una versione che non prevedrebbe, a questo punto, la premeditazione, come invece poteva risultare dai primi accertamenti degli investigatori.La relazione tra Del Bello e AlessandriSecondo quanto riportato dal Corriere della sera, i due coniugi 44enni, entrambi impiegati, dopo otto anni di fidanzamento e sette di matrimonio, la scorsa estate avevano deciso di separarsi. Del Bello aveva preso un appartamento dove andare a passare la notte. Per non fare insospettire la figlia Martina, di sette anni, l'uomo, la giornata la passava a casa, in famiglia. E sembra che, proprio in quel frangente, Del Bello avesse conosciuto Chiara Alessandri. Una relazione che, però, termina nel momento in cui marito e moglie decidono di riconciliarsi e di tornare insieme.Gli ultimi contatti con la moglieDel Bello racconta alle forze dell'ordine dell'ultimo incontro con la moglie. Era giovedì: "Abbiamo portato Martina a a scuola e siamo andati al lavoro: lei ha svoltato da una parte, io dall'altra". Si sentono con un messaggio all'ora di pranzo per l'ultima volta. Il turno di Stefania Crotti alla Pmg di Cenate Sotto finisce alle 15.30, come sempre. All'uscita, la donna avrebbe aperto la portiera della sua macchina e avrebbe posato, lì vicino, la borsa.L'aggressione nel garageIn quel momento, qualcuno la chiama. È un giovane che si presenta come un amico del marito e le comunica che gli hanno organizzato una festa a sorpresa. Si fermano davanti a un garage e lui se ne va. Secondo le ricostruzioni è proprio all'interno del box che si sarebbe realizzata l'aggressione. Il cranio di Stefania Crotti, al momento del ritrovamento, è sfondato. Forse perché preso a martellate. Attraverso i filmati di alcune telecamere e dalle indagini sarebbe emerso che l'auto di Chiara Alessandri si sarebbe aggirata nella zona del ritrovamento del corpo proprio nei giorni antecedenti l'omicidio.Gli interrogatoriEd è in quel momento che, il marito, non vedenola rientrare a casa e non sentendola più, pubblica l'annuncio della scomparsa su Facebook. Il ragazzo che ha accompagnato Crotti in quel box legge il messaggio di Del Bello. Va dai carabinieri giovedì sera e racconta la sua versoine dei fatti alle forze dell'ordine. Gli agenti, intanto, interrogano il marito e verificano che, nelle ore della scomparsa della moglie, si trova al lavoro. Portano, quindi, in caserma Chiara Alessandri. Che, all'inizio, nega ogni accusa ma che, alla fine, viene indagata per omicidio. E confessa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547979801-combo-6-u431201038627392kje-u3090114319743042c.jpg" /> <![CDATA[Marcuzzi contro le critiche: "Le gambe? Le mostrerò fino a 70 anni"]]> "Se le gambe reggeranno, le mostrerò fino a che avrò 70 anni". Così Alessia Marcuzzi ha risposto a tutti quelli che l'hanno sempre criticata per i suoi outfit, giudicati troppo osé.La conduttrice romana, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, si è tolta qualche sassolino e ha spiegato da cosa nasce la sua volontà di mostrare le gambe: "Lo faccio con serenità e, se reggeranno, lo farò fino a che avrò 70 anni. Forse lo faccio perché da ragazzina indossavo sempre pantaloni molto larghi ed ora metto in mostra le gambe". La Marcuzzi ha anche confessato di essere stata vittima di bullismo: "Ne ho sofferto molto da piccola, mettevo i pantaloni da maschiaccio. Ora, invece, solo minigonne".Alessia Marcuzzi, pronta per la nuova edizione dell'Isola dei Famosi, ha poi parlato della sua famiglia allargata. "Sembriamo una famiglia da telefilm. Però in realtà io ho un ottimo rapporto sia con Gaia, moglie di Simone Inzaghi, che con Wilma, moglie di Francesco Facchinetti", ha spiegato. "Ho pensato anche di farle diventare opinioniste per l"Isola, mi sarebbe piaciuto averle insieme a commentare questa avventura". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547989559-marcuzzi.jpg" /> <![CDATA[La rabbia della Maldera sul web: "Ma tu fai mai sesso?"]]> Desirée Maldera sbotta su Instagram. La figlia della stella di Milan e Roma, Aldo Maldera (morto nel 2012 a 59 anni) ha deciso di pubblicare sui social, sul suo profilo Instagram, la foto del vestito che ha usato per le nozze. Si tratta di un abito con giacca a pantalone. Un tailleur dedicato al giorno più bello, le nozze civili con il suo compagno, ora marito. Ma di fatto la scelta di indossare giacca e pantalone per le nozze ha creato non poche polemiche proprio tra i suoi follower. In tanti infatti hanno criticato la scelta di un abito poco "tradizionale" per un matrimonio.Poi c'è chi è andato oltre e ha puntato il dito contro la Maldera anche per aver scelto il matrimonio civile e non quello religioso: "Semplice contratto risolvibile nel giro di 12 mesi, male che vada". La risposta dell'ex protagonista di Tempation Island non si è fatta attendere ed è stata durissima: "Ma tu hai mai scop***". Insomma a quanto pare la ragazza ha carattere da vendere e sui social si sa difendere. Fin troppo bene... <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547993674-maldera.jpg" /> <![CDATA[Australian Open, Federer fuori agli ottavi: battuto dal greco Tsitsipas]]> Si interrompe a sorpresa il cammino agli Australian Open, battuto in 4 set dal giovane greco Stefanos Tsitsipas, numero 15 del ranking Atp.Una sconfitta inaspettata per il campione svizzero, detentore a Melbourne di due titoli consecutivi e alla ricerca della vittoria numero cento della sua leggendaria carriera. Federer si lascia sfuggire di mano un match equilibrato, 4 set durissimi 6-7 7-6 7-5 7-6 il risultato finale, tradito più volte dal dritto, il suo migliore colpo. Pesa tantissimo lo 0 su 12 nella conversione delle palle break, dato che testimonia l'incapacità di incidere nei punti decisivi del Federer di oggi. Con questa sconfitta, il tennista svizzero scivolerà al sesto posto in classifica, che potrebbe diventare settimo qualora il giapponese Nishikori dovesse andare avanti nel torneo.Protagonista della giornata resta in ogni caso Stenafos Tsitsipas, che compie l'impresa della carriera e già nella vittoria del Master Next Gen a Milano, aveva dato prova del suo immenso talento. Una condotta di gara perfetta e una maturità tattica stupefacente a dispetto dei suoi 21 anni, Tsitsipas mostra tutta la sua solidità mentale e una sana sfrontatezza tipica sola dei grandi campioni. Affronterà ai quarti di finale lo spagnolo Roberto Bautista Agut, imbattuto nel 2019, che ha superato il finalista dell'anno scorso Cilic al 5 set nell'altra sopresa della giornata. Impegno duro ma non impossibile per il talento greco che punta deciso all'ingresso nella Top Ten.Mostra i muscoli invece Rafa Nadal che batte senza problemi Berdych e si candida ad arrivare in fondo nella parte bassa del tabellone, affronterà ai quarti di finale l'americano Francis Tiafoe, rivelazione del torneo. Con tutti gli italiani ormai fuori dal torneo, Fabio Fognini e Camila Giorgi gli ultimi eliminati, si torna in campo stanotte, Djokovic-Medvedev e Serena Williams-Halep gli incontri clou. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547993215-gettyimages-1085431022-612x612.jpg" /> <![CDATA[Nel nostro organismo ci sono ancora 9 parti che non servono più a nulla]]> Nel nostro organismo sono ancora presenti alcune parti che ormai non servono più a nulla. Ma che il processo evolutivo non ha ancora pensato a eliminare definitivamente dal corpo umano. Alcune volte siamo proprio noi a porre fine alla loro esistenza. Come per esempio accade spesso con i denti del giudizio, che sovente sono più un fastidio quando decidono di comparire nella nostra bocca. Un tempo invece erano necessari agli uomini delle caverne per poter masticare alimenti crudi e ostici. A elencare le 9 parti ormai inutili è stata l"antropologa evoluzionista del Boston College, Dorsa Amir. La dottoressa ha spiegato a cosa servisse il muscolo palmare lungo, ormai inutile "Serviva per muoversi più agevolmente sugli alberi, ma ora il 14% della popolazione non ce l"ha neanche più". Stessa sorte per il tubercolo di Darwin che risultava un ispessimento dell"orecchio e che aveva il compito di muoverlo per riuscire a udire meglio e più velocemente i suoni anche lontani. Il coccige sarebbe poi il residuo di una coda un tempo esistente anche nell"uomo. La plica semilunare è ormai solo una piccolissima piega nell"angolo interno dell"occhio, quella dove spesso si accumula il trucco , soprattutto il mascara, per intenderci. Ancora presente in rettili, uccelli e squali per difendere l"occhio da aggressioni esterne, nell"uomo serve per far scolare le lacrime e mantenere corpi esterni fuori dall"occhio.Quando fa freddo o abbiamo paura notiamo ancora la cosiddetta pelle d"oca. Drizzare il pelo serviva sia per proteggere dal freddo, problema risolto grazie a maglioni e giacconi, sia per sembrare più grandi e spaventare il nemico. Se abbiamo gatti in casa possiamo vedere come a volte possa capitare che lo facciano. Anche l"appendice spesso è dimenticata e ci ricordiamo della sua presenza solo quando si infiamma e rischia di andare in peritonite. Nell"antichità il suo ruolo era probabilmente associato al mangiare prevalentemente fogliame. E che dire dei capezzoli maschili? Non servono a nulla, ma la loro comparsa avviene nel ventre materno, ancor prima che sia definito il sesso del nascituro. L"organo vomeronasale serviva infine a captare i feromoni, delle sostanze chimiche che indicano la disponibilità all"accoppiamento, emessi da un potenziale partner. Negli animali questo organo è ancora presente e utilissimo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547989611-eye-1173863-960-7201.jpg" /> <![CDATA[Migranti, l'Anpi attacca: "Responsabilità del governo, politica miope e xenofoba"]]> Anche l'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, attacca il governo sul tema dei migranti. "La strage in mare di 170 esseri umani è la vergogna del nostro tempo. C'è una gravissima responsabilità della Ue, paralizzata dalle divisioni e dalle polemiche fra i suoi Paesi; c'è una ancor più grave responsabilità del governo italiano, con la sua miope, xenofoba e tragica politica di contrasto all'accoglienza".A rivolgere le accuse contro l'Europa e soprattutto contro il governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle, è Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi, in una nota. "Chiudere i porti, ignorare la violenza che ogni giorno avviene in Libia, contrastare la meritoria azione delle Ong, sono le cause di questa, come di altre terribili tragedie del mare. Questi morti gravano sulla coscienza di chi ha voluto o consentito tutto questo. Ancora una volta, con indignazione e dolore, chiediamo che si rispetti la vita e la dignità di tutti. Quei morti bambini, quelle donne e quegli uomini annegati in mare, turbino i sonni dei responsabili di questo sterminio e chiamino a raccolta tutti coloro che vogliono lottare per la difesa della vita e dell'umanità di ogni persona", ha concluso la Nespolo.E non è la prima volta che l'Anpi attacca le scelte del governo in tema di sicurezza. A novembre, la stessa associazioneattaccò il Dl Sicurezza sempre attraverso la presidente Carla Nespolo. In quell'occasione, la presidente disse: "È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all'accoglienza, all'integrazione. A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/04/25/1524652378-1524652215-lapresse-20180425111305-26251412.jpg" /> <![CDATA["Ci fanno bere il loro sangue...". Il mistero dei diavoli innocenti]]> Omicidi, stupri e messe nere. Un quadro a tinte fosche dipinto tra il 1997 e il 1998 nella Bassa Modenese dai "diavoli", come venivano chiamati quei genitori che stupravano, uccidevano e celebravano riti occulti nel cimitero di Massa Finalese. Uno dei bambini coinvolti in questa vicenda racconterà: "Poi c' era il prete nel senso di dire che lui faceva la messa, però dedicata al diavolo allora è andato a prendere l'ostia, è venuto lì al cimitero e ci ha detto 'Gesù non esiste'. Poi ci ha parlato del diavolo, che la notte ti viene a prendere Lui ci metteva sulla tomba e ci faceva fare delle cose come ballare, fare dei gesti Noi avevamo anche dei gatti e noi li uccidevamo. Mio padre il sangue dei gatti ce lo faceva bere a noi. Poi a certi bambini gli aprivano qua e veniva fuori tutto il sangue, si vedevano delle sacche. Dopo ce li facevano uccidere. Io ne ho dovuti uccidere cinque". Un orrore senza fine. Violenza che chiama violenza, senza mai vedere la fine. Fino ad oggi. Già perché l'intera vicenda, come hanno rivelato Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, non è mai successa. Ma andiamo con ordine. Nel 1997 uun bambino di soli tre anni viene allontanato dalla sua famiglia, i Galliera. Finisce prima in un istituto e poi in un'altra famiglia. "Questo fino al 23 febbraio 1997 - come scrive Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano - l' ultimo giorno in cui il piccolo, che ormai ha sette anni, vedrà la sua famiglia naturale. Perché? Perché ha cominciato a raccontare prima alla maestra, poi agli assistenti sociali che suo padre, sua madre, suo fratello abusano di lui. I genitori vengono arrestati. Il bambino racconta altre cose orribili. Dice che mamma e papà lo vendevano a un' amica, Rosa, che assieme a suo marito lo costringeva a picchiarla con un bastone e un attizzatoio, che poi scattavano delle polaroid. Arrestati anche loro".È solamente l'inizio di una vicenda ben più complessa. Il piccolo racconta che altre due sue amiche vengono violentate dalle loro famiglie. Una ginecologa conferma i sospetti: qualcosa non torna e le violenze, almeno sulla carta, ci sono. Le bambine vengono allontanate dai genitori che finiscono prima in carcere e poi ai domiciliari. Una delle due madri non regge il peso di quest'accusa infondata e si getta dal quinto piano, dopo aver lasciato un messaggio all'altra famiglia: "Vi ho voluto tanto bene, mi dispiace". Pure il prete, quello delle finte messe sataniche, no ce la fa. Dopo esser stato condannato a 14 anni viene colpito da un infarto. Secondo quanto riporta Il Fatto, "altri bambini faranno i nomi di amichetti, nonni, cugini, genitori. Venti persone finiranno in carcere, sedici bambini verranno allontanati dai genitori. Qualcuno morirà di infarto dopo la sentenza, qualcuno si ammalerà di tumore in galera. I racconti dei bimbi sono terrificanti: sangue di gatto dato da bere ai piccoli, neonati giustiziati da bambini nei cimiteri, stupri collettivi, i genitori travestiti chi da tigre, chi da pantera, chi da vampiro, bimbi rinchiusi nelle bare, costretti a picchiarsi tra di loro. Il peggiore film horror che possiate immaginare. Già, film. Perché nella realtà nessuno troverà mai il cadavere di neonato, nonostante sia stato perfino dragato un fiume. Nessun bambino andrà mai a scuola con un livido. Non troveranno mai tracce di messe sataniche, nessuna perquisizione a casa degli imputati restituirà anche una sola prova di filmati, violenze, foto, rituali. Per sfilare travestiti da tigri e vampiri, in un paese di 4.000 abitanti con gatti e neonati, senza essere mai stati notati da nessuno, non sarebbero bastate neppure le nebbie modenesi".Il punto è che, come spiegato dall'inchiesta di Trincia e Rafanelli, i bambini sarebbero stati indotti a raccontare queste storie turpi e prive di fondamento. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2015/07/08/1436343701-bunker.jpg" /> <![CDATA[Chelsea, la furia di Sarri: ''Lo dico in italiano, sono inc...ato'']]> Duro sfogo di Maurizio Sarri in conferenza stampa dopo la sconfitta del suo Chelsea sul campo dell'Arsenal per 2-0.Un altro derby di Londra dal sapore amaro per i Blues, sconfitti all'Emirates Stadium dall'Arsenal di Unai Emery. Un approccio sbagliato che porta al vantaggio iniziale dei Gunners con Lacazette, che chiudono i conti a fine primo tempo con il raddoppio del difensore Koscelny. Sarri non ci sta e attacca duramente i suoi giocatori: ''Parlo in italiano così i miei calciatori capiranno meglio il mio messaggio. Sono incazzatissimo per l'approccio mentale disastroso. Questa squadra ha giocatori difficili da motivare".Una sconfitta senza scuse per il Chelsea, l'allenatore toscano è un fiume in piena: ''Siamo stati battuti da una squadra che ci è stata superiore soprattutto nella determinazione e nella cattiveria. Un problema che abbiamo già avuto contro il Tottenham e di cui avevamo parlato coi ragazzi''. Limite mentale o mancanza di motivazioni: ''Pensavo che lo avessimo risolto, invece non è così e cambiare mentalità a questo gruppo richiede un percorso difficile. Anche io mi sento responsabile. Ora dobbiamo parlare nello spogliatoio e con estrema chiarezza. Se ci sono giocatori che non sanno prendersi le proprie responsabilità, forse non meritano di giocare in questo club''.Un aiuto importante arriverà comunque dal mercato con Alvaro Morata sempre più vicino all'Atletico Madrid, Sarri è pronto riabbracciare Gonzalo Higuain, il terminale ideale per i suoi schemi offensivi. Il Pipita attende la conclusione dell'affare Piatek per volare a Londra e raggiungere il suo ex allenatore. Chelsea sconfitto nel Derby di Londra, Sarri abbandona l'inglese per attaccare i suoi giocatori pic.twitter.com/XdfXRNHNaP- Goal Italia (@GoalItalia) 19 gennaio 2019 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547987635-dxtm6mpxqaaup6v.jpg" /> <![CDATA[Quella divergenza sulle cifre: i dubbi sui dati del naufragio dei migranti]]> Il dato ufficiale è quello fornito ieri da Flavio Di Giacomo, il portavoce Oim in Italia che ha intervistato i tre migranti sopravvissuti al naufragio al largo della Libia di venerdì pomeriggio: "Ci hanno raccontato che su quel gommone, partito dalla Libia la notte di giovedì 17, c'erano circa 120 persone - ha spiegato il funzionario -Dopo 10-11 ore di navigazione il gommone ha cominciato a sgonfiarsi ed affondare. Le persone sono cadute in mare e sono affogate".Tra i morti ci sarebbero anche una ragazza incinta e due bambini, di cui uno di soli due mesi. Oggi il Papa ha espresso "dolore" per quanto successo e si è rivolto ai "responsabili" di questa tragedia, pregando anche per loro.Tuttavia, c'è qualcuno che - in queste ore - si sta facendo domande sui numeri forniti dall'Oim. "Io mi chiedo, è solo una domanda, come si fa a quantificare al millimetro il numero dei morti in mare nell'ultimo naufragio, 117. Chi ha certificato e verificato questa cifra?", si chiede in una nota il senatore di Forza Italia, Francesco Maria Giro. "Come è possibile? In base a quali testimonianze? In base ad elenchi degli scafisti? Chi li ha? Chi li conosce? Un'ultima domanda: i corpi sono stati tutti recuperati? Tutti identificati?".Al momento sono due le stime fornite da fonti ufficiali. Una, come detto, è quella dell'Oim che ha riportato le testimonianze di chi era sul barcone. L'altra è registrata nelle comunicazioni ufficiali della Marina italiana.Il barcone naufragato è stato infatti avvistato per la prima volta a 50 miglia a Nord-Est di Tripoli da un aereo da pattugliamento marittimo P 72 del 41° Stormo di Sigonella dell'Aeronautica Militare. Era in volo proprio nell'Operazione Mare Sicuro. Il velivolo ha gettato due zattere di salvataggio, viste le pessime condizioni di galleggiabilità. Poi sono arrivati i soccorsi con un elicottero partito dalla Caio Duilio che recupereranno i 3 superstiti.Quando l'aereo da pattugliamento avvista il gommone, si legge nel comunicato della Marina, era "in fase di affondamento" e con "circa 20 persone a bordo". In una comunicazione di quelle ore (erano le 15.02 del 18 gennaio) del MRCC di Roma, resa pubblica su Twitter dalla Sea Watch, si parla invece di 50 migranti a bordo. I numeri sono dunque discordanti, sebbene gli altri potrebbero essere annegati prima dell'avvistamento. Ma il senatore Giro si chiede: "come si fa a quantificare al millimetro il numero dei morti in mare nell'ultimo naufragio". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547990128-lapresse-20190120133523-28233581.jpg" /> <![CDATA[Le Iene all'attacco di Conte: "Trasparente? Portaci quella fattura..."]]> C'è una fattura che adesso potrebbe far vacillare Giuseppe Conte. Ed è quella che riguarda la difesa dell'Autorità della privacy in un ricorso della Rai, svolta nel 2002 insieme a Guido Alpa. Un rapporto di affari che però il premier e l'avvocato hanno sempre negato, dicendo di aver emesso due fatture separate.Ma ieri, il programma Le Iene è voluto tornare sulla questione. Antonino Montelone, contattato da AdnKronos, ha poi raccontato la vicenda. Come riporta Il Messaggero, il conduttore ha dichiarato: "Ci eravamo lasciati a ottobre con Conte che diceva che c'erano fatture separate, allora ci siamo rivolti al Garante della privacy chiedendo l'accesso agli atti, ma l'Autorità ci ha risposto a novembre con dieci pagine per motivare il diniego, motivazioni che il nostro avvocato ritiene paradossali. Per questo abbiamo fatto ricorso al Tar. Se si scoprisse che c'è stata una fattura unica, significherebbe che i due erano soci in affari e quindi il concorso da professore ordinario di Conte all'Università di Caserta andrebbe nel cestino perché Alpa era presidente della commissione. L'avvocato Alpa alla nostra richiesta si è opposto, ma Conte, che abbiamo incontrato all'inaugurazione dell'Anno Accademico della Sapienza, ci ha detto che sono state emesse fatture separate. Alla nostra richiesta di mostrarci la sua fattura, però, è sembrato vacillare".La Iena Antonino ha poi continuato: "Il premier fa il 'furbo' perché dice che la fattura è del 2002, quando invece è stata emessa e pagata nel 2010 e lui deve conservarla per dieci anni. Questa reticenza per noi è sospetta, noi siamo qui e se Conte vuole la fattura può darcela. Sull'altro fronte, quello dell'autorità, il presidente Antonello Soro ci risponde: 'ci vediamo al Tar'. Hanno trasformato la fattura di un avvocato in segreto di Stato. Eppure si tratta di documenti emessi da un ente pubblico. Conte, vuoi essere trasparente al 100%? Allora portaci la fattura. Io sono convinto che il Tar, che si esprimerà a marzo, svelerà tutto, perché se dovesse darci torto, significherebbe stracciare via del tutto la normativa Foia (Freedom of information act del 2016, ndr)". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/15/1547543435-lapresse-20190111131358-28153142.jpg" /> <![CDATA[Ornella Vanoni gela Amadeus: "Spero di non addormentarmi"]]> "Io voglio salutare Ornella Vanoni che per la prima volta è in una mia trasmissione. Sei pronta per questa avventura?". Così Amadeus si è rivolto alla cantante, ospite del programma di Rai1 Ora o mai più. E da una semplice domanda è nato un esilarante siparietto tra i due che scatenato le risate del pubblico in studio."Sì, spero solo di non addormentarmi perché di solito verso le 10 e mezza ho un crollo", ha risposto senza tentennamenti la Vanoni. Una risposta che ha creato non poco imbarazzo in diretta, mentre il pubblico è scoppiato a ridere.Sui social la cantante e coach del programma è già diventata una regina: centinaia i messaggi di apprezzamento su Twitter. Chissà quanti altri siparietti ironici regalerà. Amadeus è avvisato. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/02/06/1517953880-vanoni.jpg" /> <![CDATA[Azioni Campari, attenti a non ubriacarvi!]]> Avevamo segnalato su queste colonne il titolo Campari lo scorso 17 novembre. La ragione era prevalentemente tecnica e cioè il fatto che fosse a ridosso dei massimi storici. Se una azione è sui massimi poi scende vero ? No, il contrario. Tutto ciò che è sui massimi prosegue al rialzo e produce nuovi massimi. Così funziona la Borsa, non c"è niente di più sicuro di un titolo che è sui massimi. E Campari da allora non ha fatto che crescere tanto che ieri ha segnato un nuovo massimo storico. Previsione ? Sempre la stessa: massimo storico chiama ulteriore più alto massimo storico. Quindi ci aspettiamo un ulteriore apprezzamento, tanto più che dal 15 novembre non aveva fatto nient"altro che accumulare in direzione orizzontale con volumi tutto sommato interessanti. Quindi ora dovremmo avere una accelerazione.[[fotonocrop 1631649]]A livello di valutazione fondamentale, se anche il prezzo di mercato attuale non appare lontano secondo molti analisti dal fair value, notiamo un incremento consistente della redditività nel 2017 e nei primi mesi del 2018 per cui è ragionevole attendersi una prosecuzione della tendenza positiva. Il 5 dicembre scorso Deutsche Bank ha alzato da 7,6 euro a 9 euro il target price su Campari, ipotizzando un forte rialzo della redditività nei prossimi cinque anni. Gli analisti della banca tedesca hanno anche migliorato il giudizio e nel dicembre scorso hanno consigliato l'acquisto delle azioni. Inoltre la stessa azienda Campari ha comprato azioni proprie sempre nel mese di dicembre 2018 confermando così con il suo stesso portafoglio di credere in una ulteriore rivalutazione delle azioni. Con i prezzi attuali a cavallo degli 8 euro segnati come massimo di giornata nella seduta di venerdì significa sempre un apprezzamento di almeno il 12.5% dai prezzi correnti.Nella immagine che segue il ROE e ROI dell"azienda negli ultimi 3 bilanci annuali approvati.[[fotonocrop 1631651]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547987833-campari-soda-2702959-960-720.jpg" /> <![CDATA[Jesi, la madre sta male, lei si prende a padellate in testa e blocca le ambulanze]]> Un pomeriggio che può definirsi decisamente movimentato quello di Jesi, in provincia di Ancona. A raccontare quanto avvenuto ieri nel comune marchigiano, e precisamente all'ospedale, è Il Corriere Adriatico. Come racconta la testata delle Marche, una donna ha avuto un malore e la figlia ha iniziato a prendersi a padellate in testa. A quel punto, nel delirio più totale, la donna, di circa 50 anni, ha portato la madre in ospedale. Ma la cosa non è finita lì: come racconta Il Corriere Adriatico, la donna, in evidente stato di choc "si dimentica di tirare il freno a mano dell'auto che finisce in mezzo al piazzale bloccando l'uscita delle ambulanze dal pronto soccorso".Un vero e proprio disastro che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi né sulle due donne né sull'ospedale di Jesi. Ma per alcuni minuti, il caos ha regnato sovrano. Tutto si è poi risolto per il meglio, nonostante il disastro provocato dalla donna. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/08/1546946267-118.jpeg" /> <![CDATA[Migranti, Fabio Fazio fa la predica: "Dovremo rendere conto di questi morti innocenti"]]> Ora anche Fabio Fazio ci fa la morale sui migranti. "Non possiamo più far finta di non vedere. Di non sapere. Un giorno dovremo rendere conto di questi morti innocenti. Di ciascuno di loro", scrive su Twitter il conduttore Rai a proposito dei 120 morti in mare ieri.Fazio scritto tutto ciò dopo aver ritwittato una vignetta della Ong Open Arms che accusa il governo, e per la precisione il ministro dell'Interno Matteo Salvini, di essere un irresponsabile."Con o senza la presenza delle Ong nel Mediterraneo i dati dimostrano che le persone continuano a partire", dice all'Adnkronos Veronica Alfonsi, coordinatrice della sede italiana di Proactiva Open Arms, ribattendo così a Salvini che, invece, sostiene il contrario, ossia che la presenza delle Ong "favorisca" il lavoro degli scafisti."Non ci mettiamo nella condizione di doverci difendere dalle accuse, continuiamo semplicemente ad operare nel rispetto del diritto e delle convenzioni internazionali: Sar, Solas, Ginevra. I governi europei, compreso quello italiano, invece non lo stanno facendo e se ne dovranno assumere la responsabilità. Sarà la storia a giudicare", ha concluso la Alfonsi.Non possiamo più far finta di non vedere. Di non sapere.Un giorno dovremo rendere conto di questi morti innocenti. Di ciascuno di loro. https://t.co/jhd5oqkcAY- Fabio Fazio (@fabfazio) 19 gennaio 2019 <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2017/11/09/1510236934-fabiofazio-lapresse.jpg" /> <![CDATA[Finalmente Mia diventa Serena Ma soltanto lei...]]> Che brava Serena Rossi! L'attrice napoletana, nota ai più per la fiction Un posto al sole, è stata scelta per interpretare Mia Martini, le sue canzoni e soprattutto il suo triste destino personale. Dopo il passo falso della mini serie dedicata l'anno scorso a De André c'era nuovamente il rischio di scivolare nell'effetto macchietta; Rossi invece è stata brava a interpretare a suo modo le canzoni originali senza imitarle, pur avendone imparato la gestualità goffa. Ha una voce solida e calda, lontanissima da quella della Martini, magari meno carismatica, ma certo più bella e sensuale, e ha persino accettato di mortificarsi indossando abiti davvero tremendi per assomigliarle il più possibile, senza per questo perdersi in toni da parodia, come era capitato proprio a Luca Marinelli in Principe libero.Il meglio di Io sono Mia, il biopic diretto da Riccardo Donna prossimamente su Rai1 dopo l'anteprima al cinema di questa settimana, finisce qua. Il film, anzi, mostra diversi limiti strutturali, a cominciare dalla ricostruzione storica incerta, accettabile per gli anni '60, poi sempre più farraginosa. Gli autori si sono peraltro misurati con alcuni "grandi rifiuti", dovendosi così arrangiare con personaggi di finzione che somigliassero in qualche tratto a quelli veri. Nelle notti del Piper, ad esempio, compare uno strano travestito dalla parrucca bionda di nome Anthony e dal forte accento romano: è chiaro trattarsi di Renato Zero, che di essere citato non ha voluto saperne, ma almeno bisognava scegliere un ragazzo più giovane, un ventenne, giusto per essere più precisi. È poco più di un cammeo, passi. Andrea, fotografo, fidanzato con Mia per diversi anni, nella realtà non esiste, ma il loro rapporto fragile, tormentato, doloroso ricorda molto quello tra la cantante e Ivano Fossati. Un altro che si è rifiutato eppure c'è, o almeno c'è il suo fantasma.Ridotta all'osso la presenza di Loredana Bertè, bastano pochi minuti per disegnarla ancora più sguaiata di come è, mentre il ruolo del padre (tanto per non smentire l'ennesimo Edipo) ha ben più rilevanza. Dei personaggi famosi l'effetto generale è quello dei concorsi di sosia: si salva solo Antonio Gerardi nel ruolo di Alberigo Crocetta, fondatore del Piper e primo discografico di Mimì. Il Califano secondo Edoardo Pesce è davvero irritante, grassoccio, vestito come un agente immobiliare, perde per strada il proverbiale fascino da seduttore notturno: il Califfo si sarà rivoltato nella tomba. E che dire il Charles Aznavour che assomiglia a Don Lurio? Insomma, siamo davvero alla parodia, ed è un peccato perché queste cadute di tono vanificano lo sforzo di Serena Rossi nell'apparire credibile, anche nei passaggi biografici che peraltro insistono sulla fama da menagrama, sul carattere impossibile, sull'infelicità congenita.E non convince neppure la scelta del titolo, Io sono Mia come un film parafemminista degli anni '70, interpretato da Maria Schneider. Sarebbe bastato Mimì, perché ce la ricordiamo tutti così. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547986095-mia-martini-158.jpg" /> <![CDATA[Rivolta nella scuola di Amici, gli allievi occupano gli studi]]> Tutto nasce dalla scelta del professore di ballo Timor Steffen che ha eliminato uno degli allievi Marco Alimenti. All"insegnante viene contestata la modalità di eliminazione, dopo che già settimane fa il professore si era rifiutato di far lezione con Marco Alimenti, perché secondo il suo giudizio non adatto al suo stile.La scuola è stata tappezzata di cartelloni #fammistudiare, diritto allo studio, e tutti i ragazzi hanno indossando magliette con la scritta "fammi studiare". Oltre a questo i ragazzi hanno annunciato che non si esibiranno o eseguiranno i compiti affidati dagli insegnanti, fino a quando non verranno accolta la loro richiesta di ammettere nuovamente l"allievo.Attualmente stanno facendo lezione solo con i docenti che condividono i motivi della loro protesta. Inoltre chiedono che Marco possa rientrare ed essere giudicato soltanto dopo aver lavorato per almeno una settimana con il professor Steffens e chiedono che questa regola da oggi in poi possa valere per tutti i partecipanti del programma.Di sicuro si apriranno nuove polemiche vista la gravità della situazione e si aspetta un"intervento di Maria Die Filippi notoriamente molto democratica nell"affrontare questo genere di problematica e nota per aver sempre dato grande voce agli studenti. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547985876-classe-0937.jpg" /> <![CDATA[Scrivono "Il preside è gay" sul muro.E il dirigente sorprende tutti]]> "Il preside è gay". È quanto recita la scritta apparsa sul muro del liceo Alfredo Oriani di Ravenna. A denunciare il fatto è stato il dirigente scolastico Gianluca Dradi, destinatario della frase.Il preside però ha deciso di non cancellare la scritta e di tenerla sul muro. "Ciò che offende non è la falsa attribuzione di una condizione, ma il fatto che uno studente del mio Liceo l'abbia pensata come a un'offesa. Non la farò cancellare: resti lì come una 'pietra di inciampo' per l'intelligenza umana", ha scritto su Facebook.Tenere la scritta per dare un insegnamento a tutti gli studenti: la decisione del dirigente scolastico ha trovato l'appoggio di centinaia di utenti che hanno lasciato commenti positivi sotto il post."Fra tutte le scritte che ci sono, all"inizio non me n"ero neanche accorto - ha spiegato Dradi al Corriere di Romagna -. Nella mia esperienza, ho notato che all"interno del tema del bullismo l"omofobia è un tratto ricorrente. Così, quando mi hanno fatto notare la scritta, invece che cancellarla, ho deciso di trarne spunto per un messaggio educativo. Molti studenti, vecchi e nuovi, mi hanno già dato il loro appoggio". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547985525-scritta-ravenna.jpg" /> <![CDATA[Non ci sono più le élite di una volta...]]> In un periodo in cui molti saggi si esercitano nel capire il motivo per cui le élite hanno perso il loro tradizionale ruolo in Occidente, ve ne consiglio uno solo: La catastrofe delle élite di Antonio Pilati (Guerini e associati). Pilati, l'establishment lo conosce bene, perché lo ha sempre frequentato senza mai farne davvero parte: ha svolto ruoli importanti, da commissario antitrust a consigliere di amministrazione Rai, ma ha sempre (ve lo dice chi ha la fortuna di conoscerlo sin dai tempi della sua attività pubblicistica agli esordi del Foglio) avuto un occhio distaccato, un atteggiamento da outsider responsabile. Insomma, non si è fatto conquistare dai salotti delle élite.La sintesi, molto semplificata, della tesi di Pilati è che la gente comune, in Occidente, è stretta in una tenaglia: da una parte la rivoluzione digitale, simile, per dimensioni e distruttività, a quella della macchina a vapore, e dall'altra l'ingresso sul mercato di miliardi di cittadini prima esclusi (la Cina è il caso più eclatante). In questo contesto si assiste "ad una divaricazione tra classi dirigenti e popolo, con pezzi di società che vivono in situazioni di disagio esistenziale più che economico". Non è il popolo che è arrabbiato, o meglio lo è anche il popolo, ma è il suo establishment che non ha saputo capire e governare "l'accelerazione tecnologica". Nota con ironia Pilati: "Per i vertici europei e i liberal americani, i leader revisionisti (Trump in testa) demonizzati come impresari del rancore e demagoghi da tweet, sono l'alfa e l'omega di un drammatico, ma in fondo accidentale, degrado politico da cancellare il più presto. In realtà il filo degli eventi non è così semplice: è molto più interessante". Sono figli piuttosto dell'incapacità delle classi dirigenti occidentali di comprendere il cambiamento e sono il risultato di un sistema democratico che negli ultimi decenni è stato un gioco tra simili, che in modo alternato si cooptavano alla guida della cosa pubblica. Saltano così le grandi e sofisticate architetture di organismi internazionali (Onu, Nato, Ocse, Wto...) e i partiti sono ritenuti, a buona ragione, fungibili e comunque "ben raccordati con istituti sovranazionali e organi di garanzia (corti costituzionali, autorità indipendenti, banche centrali) svincolati dal voto popolare, che corrisponde alla visione e agli interessi degli happy few".Pilati nota una somiglianza tra questa rivoluzione e quella industriale. In questo caso l'"Europa si avviluppa in una duplice ideologia altamente ipocrita: sul piano economico professa un'ideologia mercantilistica che trasforma la maggiore area produttiva oggi esistente in una fabbrica di avanzi commerciali nociva per il resto del mondo; sul piano politico si dà l'aria di potenza mite che alla ragion di Stato sostituisce principi legali e prescrizioni giuridiche (diritti umani in primo luogo". Insomma, Pilati descrive magnificamente la contraddizione di una classe dirigente che "si pulisce la coscienza" della propria stabile conservazione e cooptazione, rincorrendo un approccio liberal su diritti umani e formali, che comunque non mettono in discussione la fonte del loro potere. Intuizione ben argomentata e libro da leggere. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547985806-7357296.jpg" /> <![CDATA[Vita, orrori e morte di Heydrich "l'uomo dal cuore di ferro"]]> La "bestia bionda" suonava bene pianoforte e violino e a sei anni leggeva speditamente le note sullo spartito. Del resto il padre Bruno, compositore e cantante d'opera, lo voleva musicista. Così precisione e tempo furono le sue Muse, che tornarono utili quando egli pianificò, con rapidità ed efficienza, la "soluzione finale" alla Conferenza di Wannsee. Quella Shoah che Reinhard Tristan Eugen Heydrich (Halle, 7 marzo 1904 Praga, 4 giugno 1942), tra i più influenti gerarchi nazisti, quale direttore dell'Ufficio centrale di sicurezza del Terzo Reich e della Gestapo, organizzò nel 1942. Quattro mesi prima di saltare in aria, a bordo della sua Mercedes Benz 320 decapottabile, il 27 maggio 1942, per mano d'un commando cecoslovacco munito d'una granata inglese. Si trattava dell'"Operazione Anthropoid" firmata dall'intelligence alleata durante la Seconda guerra mondiale e che nella denominazione - in greco Anthropoid significa "dall'aspetto umano" - allude alla mancanza di umanità del "boia di Praga", manager della crudeltà pianificata a colpi di assassini di massa in Cecoslovacchia, della quale era temuto Reichsprotektor.In realtà, l'architetto capo dell'Olocausto non morì in quell'attentato a nord-ovest di Praga: sia Heydrich, sia il suo autista in un primo tempo fecero fuoco contro gli ufficiali Jan Kubis e Jozef Gabcik, membri della resistenza cèca addestrati in Scozia dalla Raf. A Gabcik, tra l'altro, s'era inceppata la mitraglietta e Heydrich fu lesto a estrarre la pistola, mentre Kubis lanciava una bomba a mano sotto la Mercedes. Dopo il conflitto a fuoco, gli attentatori riuscirono a fuggire, mentre Heydrich venne ricoverato in ospedale: aveva perso molto sangue e la sua milza si era infettata, a contatto con l'imbottitura dell'auto in crine di cavallo. Il 4 giugno 1942, una setticemia pose fine alla crudele esistenza del "giovane Dio della morte", morto a 38 anni dopo che il Führer, impressionato dalla sua spietata condotta nel protettorato di Boemia e Moravia, controllato dal Terzo Reich fin dal 1938, l'ebbe soprannominato "L'uomo dal cuore di ferro".Ed è questo il titolo del film d'azione del francese Cédric Jimenez, da noi il 24 gennaio con Videa, basato sul bestseller di Laurent Binet HHhH (Einaudi, 2011), vincitore del premio Goncourt opera prima nel 2010 e il cui titolo rappresenta l'acronimo d'una battuta che girava su Heydrich, all'epoca delle camicie brune: "Himmler's Hirn heisst Heydrich", cioè: "Il cervello di Himmler si chiama Heydrich". Laddove il gerarca Heinrich Himmler, tra i collaboratori del più carrierista delle SS, fu l'anima nera del genocidio degli ebrei. Un film insolito, con un cast di stelle: da Jason Clarke (visto in Zero Dark Thirty), che con la mascella mussoliniana incarna Heydrich a Rosamund Pike, nominata all'Oscar, qui come Lina von Osten, moglie del "boia di Praga": tutt'altro che una massaia. E poi Jack o'Connell, nei panni di Jan Kubis e Mia Wasikowska, la sua ragazza.Nella prima parte del film - pregevole anche per i suoi soli 120 minuti - si descrive l'ascesa del gerarca nazista, il cui attentato aprì una breccia nel sistema delle croci uncinate. Cacciato dalla Marina per scarso patriottismo, Heydrich resta affascinato da Hitler, finendo col riversare nel Partito nazionalsocialista ogni aspettativa di riscatto. Il film inizia con un flashback sul porto di Kiel, nel 1929, quando Heydrich va davanti alla corte marziale e viene cacciato dalla Marina militare. Non solo per scarso patriottismo, ma anche per la scandalosa relazione con l'aristocratica Lina, che sarà sua moglie. Nella seconda parte si delinea la resistenza cecoslovacca, con Jan e Jozef paracadutati in Cecoslovacchia per portare a termine la missione "Anthropoid". Azione e suspense si mescolano in un prodotto europeo, girato in 35 mm, per ricordarci che anche i boia muoiono. Come Fritz Lang titolava, nel 1943, il suo capolavoro su Heydrich, scritto in America con Bertolt Brecht. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547985514-cattura-8.jpg" /> <![CDATA[De Falco torna a sfidare Di Maio "Salvini senza umanità e cinico"]]> Dopo la stoccata del presidente della Camera Roberto Fico, arriva anche la durissima presa di posizione dell'ormai ex grillino Gregorio De Falco. Che, accodandosi alla sinistra nell'incolpare Matteo Salvini per i 117 immigrati morti nel naufragio al largo delle coste libiche, strumentalizza l'ennesima strage nel Mediterraneo per tornare ad attaccare il governo e soprattutto gli ex colleghi di partito. "Mi intristisce quello che dice Salvini dopo l'ultima strage di migranti in mare, perché manca di umanità, è un cinico", commenta ai microfondi dell'agenzia AdnKronos assicurando, come già detto da Leoluca Orlando, che su di lui peserà "un giudizio morale".A fine anno, incassato il via libera definitivo alla manovra economica, il Collegio dei Probiviri - il "tribunale" grillino deputato a esaminare ed eventualmente sanzionare il comportamento degli eletti - ha punito i quattro "dissidenti" che in Senato e in Europarlamento si sono distinti per aver criticato aspramente l'operato del governo. Tra gli espulsi c'è anche De Falco che è confluito nel Gruppo Misto di Palazzo Madama e da lì continua a bombardare contro il Movimento 5 Stelle e, in particolar modo, contro la gestione imposta da Di Maio. Quello che più non gli va giù è la linea dura imposta da Salvini all'esecutivo gialloverde nella gestione dell'immigrazione clandestina. "È vero che statisticamente sono diminuiti gli sbarchi, ma sono aumentate di molto le morti, bisogna riflettere", spiega all'AdnKronos De Falco criticando apertamente i numeri pubblicati nei giorni scorsi dal Viminale. Per l'ufficiale della Guardia Costiera, "la tesi che con la loro presenza in mare le Ong possano essere di 'stimolo' per far partire gli scafisti con a bordo i migranti, in realtà non sembra trovare riscontro nei fatti, almeno in base agli studi che abbiamo".A De falco, però, non interessa solo pungolare Salvini facendo leva sull'emergenza immigrazione. Il suo obiettivo è anche quello di smarcarsi di Di Maio. "A Luigi ricordo che noi abbiamo sempre detto 'nessuno rimanga indietro' e non abbiamo escluso da questo la povera gente o chi è naufrago", puntualizza l'ex grillino polemizzando apertamente con il capo politico dei Cinque Stelle che, subito dopo la strage nel Mediterraneo, ha puntato il dito contro gli effetti perduranti del colonialismo in Africa, dicendo che "l'Europa ipocrita pensa agli effetti di cause che non ha mai affrontato". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/04/1546586152-lp-8765186.jpg" /> <![CDATA[Baby gang terrorizza Padova: "Ci picchiano e filmano tutto"]]> "Ti prendono di mira, ti avvicinano e ti fanno: 'Ohi, mi stai guardando male?' Finisci da solo contro molti, a volte anche trenta, che ti minacciano, ti spingono e ti rubano le cose, telefono, zaino o altro". È la testimonianza di un 14enne padovano, vittima di una baby gang che da mesi sta terrorizzando la città (guarda il video)."Ti spacco di botte... Ti taglio col coltello... Appena ti vedo ti spacco". Sono queste le minacce fatte dalla gang di Arcella. Una quarantina di ragazzi, "pochissimi italiani" spiega il 14enne, che ogni giorno accerchiano i coetani, li intimidiscono e li picchiano. Il tutto viene ripreso con i telefoni cellulari dai componenti della banda e pubblicato in rete. "Postano i filmati su gruppi di Whatsapp loro e di loro amici. Servono a vantarsi delle prodezze all"interno della cerchia", racconta una delle vittime al Corriere."So di almeno una ventina di ragazzi, forse qualcuno in più, finiti nel mirino. Per loro ci sono i 'centrini' (i ragazzi che vivono in centro città), quelli che chiamano sfigati, ricchi, che cercano solo le ragazze. Poi ci sono loro", spiega il 14enne. "Sapere che c"è gente che, appena esci di casa, ti aspetta per menarti non è bello", confessa.E come lui sono tantissimi i ragazzini che hanno paura della gang e, soprattutto, di parlare di quanto accade a Padova. "Ho contattato i genitori degli amici di mio figlio - spiega il padre del 14enne -, con l"idea di far fronte comune, denunciare, mettere fine a questa storia. Ho trovato una chiusura totale"."Questa é la 'Padova' dell"attuale amministrazione 'buonista e tollerante'", ha commentato su Facebook Massimo Bitonci, sottosegretario al Mef.[[video 1631666]] <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547991140-baby-gang-padova.jpg" /> <![CDATA["Senza Ong, più migranti morti". Ma i dati smentiscono la grande bugia]]> Le tragedie rimangono tragedie. Osservare 170 migranti inabissarsi nel mare tra la Libia, il Marocco e l'Europa è un dolore che segna la pelle di chiunque, anche del più cinico osservatore. Ma anche le bugie restano bugie. Pure quando c'è di mezzo il dolore di un naufragio di massa."Adesso qualcuno dovrà pure prendersi le sue responsabilità per queste vittime", dice a Repubblica Claudia Lodesani, presidente di Msf Italia. L'atto di accusa è rivolto al Belpaese, ai porti chiusi di Salvini, all'Europa che resta in "silenzio" di fronte alla "criminalizzazione delle Ong". Legittimo. Per Salvini invece la "colpa" del naufragio di venerdì è delle Ong. "Non sono io metterle sui gommoni mezzi sgonfi", dice il vicepremier, "sarà una coincidenza che da tre giorni c'è una nave di una Ong che gira davanti alle coste della Libia e in questi giorni gli scafisti tornano a far partire gommoni che si sgonfiano?".Posizioni sostanzialmente inconciliabili. Da una parte chi è certo che la presenza delle navi umanitarie sia un pull factor, spinga cioè i migranti a salpare; dall'altra chi rivendica l'obbligo "di salvare le vite umane" imposto dalla legge internazionale. In mezzo ci sono però i numeri. E quelli non si possono falsificare. "Folle attaccare noi delle Ong, più morti proprio perché ci bloccano", titolava oggi Repubblica. Ma è una bugia.Vediamo perché, osservando i dati sui decessi nel Mediterraneo centrale forniti dal Missing Migrants Project dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni.Quando nel 2014 le Ong erano solo un miraggio ma l'Italia finanziava l'operazione Mare Nostrum (voluta da Letta), di morti in mare se ne contavano 3.165. Tanti, tantissimi. La missione terminò il 31 ottobre 2014 e l'anno dopo i decessi diminuirono fino a 2.877. L'annus horribilis è il 2016: tra l'Italia e la Libia annegano 4.581 immigrati, guarda caso proprio quando a 12 miglia dalle coste di Tripoli navigano quasi 12 navi umanitarie.La strage va avanti fino a metà del 2017. Il calo di decessi inizia ad agosto: dopo le partenze in massa di Pasqua, Minniti decide di varare una stretta. Nasce il codice di condotta per le Ong, iniziano le inchieste, scoppia lo scandalo e l'Italia sostiene la Guardia costiera libica. Così le organizzazioni umanitarie cominciano a limitare le operazioni al largo della Libia e non solo gli sbarchi in Italia calano vertiginosamente, ma anche le tragedie si riducono: dai 4.581 immigrati morti nel 2016 si arriva ai 2.853 del 2017. Gran parte di questi avviene nei primi sei mesi (2.171), poi il numero crolla a 682 nei restanti sei mesi (cioè dopo la stretta di Minniti alle Ong).Nel 2018 il ritornello si ripete. Le Ong abbandonano definitivamente il campo e intanto la Libia inizia seriamente ad intercettare i barconi. I morti scendono da 2.171 a 1.314. Con l'eccezione di giugno (564 decessi), grazie la chiusura dei porti disposta da Salvini ingressi e lutti si sono ridotti via via al lumicino: a ottobre dell'anno scorso ne sono morti solo 7 (contro i 431 del 2016), a novembre 24 (contro i 703 di due anni prima).Certo: vedere inabissarsi 170 corpi in un solo giorno è un dramma inestimabile. Ma asserire che è per l'assenza delle Ong che aumenta il numero di migranti morti è una bugia. Bella e buona. Nel 2019, dal 1 al 20 gennaio, il contatore segna 23 immigrati dispersi. Anno scorso erano 179. Due anni fa 202.Direte: il flusso si è spostato verso la Spagna. Vero. Ma sommando le tragedie nella rotta centrale (Italia), quella occidentale (Spagna) e quella orientale del Mediterraneo, il risultato non cambia: nell'ultimo anno le fatalità si sono ridotte notevolmente, dai 5.143 del 2016 ai 2.229 del 2018.Ps: Ong e sinistra fanno notare che nel 2019 il tasso dei immigrati annegati rispetto alle partenze è notevolmente aumentato. Dal 1,6% del 2018, oggi sarebbe al 6,7%. Come mai? Semplice: gli sbarchi si sono ridotti, dunque è salita la percentuale. Una normale conseguenza matematica. Il dato, se non falsato, è quindi utilizzato in maniera pretestuosa. Domanda: ci interessa il tasso o il numero assoluto di migranti morti (in meno) dovuti alla politica dei porti chiusi? <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547983126-lp-9043574.jpg" /> <![CDATA[Maltempo, arriva la neve su gran parte del Paese: ecco tutte le città a rischio]]> L'inverno potrebbe tornare a farsi sentire sull'Italia, portando qualche nevicata, prevista, in particolare, per mercoledì. L'Emilia-Romagna, infatti, potrebbe essere tra le prime regioni colpite dalla neve, nella notte tra mercoledì e giovedì. Le città più interessate sembrerebbero essere Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Ma non solo: potrebbero imbiancarsi anche le quote molto basse di Piemonte e Liguria.La perturbazione che interesserà il Paese i prossimi giorni è la settima di gennaio. Le prima nevicate arriveranno su gran parte dell'Appennino, dai 500 ai 1000 metri al Centro, anche se tra Marche e Romagna la quota neve potrebbe scendere fino alla bassa collina o quasi sulle pianure interne.L'arrivo dell'aria polareTra la notte di martedì e la mattina di mercoledì potrebbe registarsi un ulteriore peggioramento meteorologico, con l'afflusso di aria gelida di origine polare e nevicate sulle pianure nord-occidentali. Secondo quanto riportato da Quotidiano.net, i fiocchi saranno abbondanti, soprattutto in Piemonte, con 10 cm previsti a Torino, Cuneo e Alessandria. In Lombardia, fino a Milano, si attendono dai 6 agli 8 cm di neve. Che potrebbe poi spingersi fino a Firenze, Arezzo, Pistoia e Siena.Neve anche al Sud e SardegnaCielo molto nuvoloso o coperto, con precipitazioni sparse, invece, su Sardegna settentrionale e Lazio, dove sono attese nevicate, inizialmente deboli, sui rilievi appenninici oltre i 700-800 metri, ma che, dal pomeriggio, tenderanno a intensificarsi con neve in discesa fino a quote di bassa collina. Molte le nubi anche al Sud e in Sicilia. Le nevicate sono previste sui rilievi molisani oltre i 1.200 metri ma con quota neve in discesa fino ai 700-800 metri.Le temperatureCalano le temperature su Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Sardegna centromeridionale, Toscana, Marche, Umbria e alto Lazio. In rialzo, invece, nelle zone del Cilento e nelle regioni ioniche. A restare in diminuzione anche le massime su Alto-Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Molise e Puglia settentrionale. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547982718-winter-3925301-960-720.jpg" /> <![CDATA[La confessione di Sara Manfuso: "Il sesso orale? A me piace molto..."]]> Intervenuta alla trasmissione di Radio2 "I Lunatici", in diretta ogni notte, Sara Manfuso ha commentato i litigi social tra la Cuccarini e la Parasi e il tweet controverso di Emis Killa. La presidente dell"associazione "Io Così", commenta gli scambi di battute senza peli sulla lingua."Sono due prime donne più che ballerine. Effettivamente l"immigrazione è una questione seria che condiziona il nostro paese, sono partite da dati reali. Poi sono finite a tarallucci e vino. Sono volati stracci, sembra una diatriba tra donne di carattere ritorsivo, della serie io ho fatto questo e a distanza di anni sono pronta a ricordartelo." Aggiunge: "Mi pare un pessimo modo di spiegare una questione di politica, c"è qualcosa di personale tra di loro."E sul tweet di Killa ribatte: "Il sesso è un atto creativo. Non esiste il sesso perfetto e il decalogo delle cose da fare. Ogni storia, ogni coppia ha i suoi bisogni. Questo significa strumentalizzare la questione" E poi: "Detto questo io non scappo se il mio partner non pratica il sesso orale, ma è giusto essere esigenti. Alle donne piace quella pratica e piace molto anche a me. Da lì a tradire un uomo è un po" troppo." Inoltre: "A me è capitato di avere uomini piuttosto particolari, mi vedevano come la loro padrona. E lì cosa fai? O ti lasci andare oppure tagli i pregiudizi. L"argomento è molto complesso, molto ben articolato da come lo descrive Emis Killa" conclude. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547981043-sara-manfuso-675.jpg" /> <![CDATA[Calcio, Gavin Whyte a luci rosse: si masturba ubriaco per le vie di Belfast]]> Gavin Whyte, giocatore irlandese di 22 anni, si è messo nei guai per via di una bravata che in queste ultime ore sta facendo il giro del web. Il ragazzo, infatti, è stato filmato per le strade di Belfast, visibilmente ubriaco mentre si masturba per strada. Il video, purtroppo per lui, è stato caricato su Youtube ed ha avuto tante visualizzazioni con il suo club l'Oxford United, che milita nella serie C inglese, che ha deciso di multarlo per questi atti osceni.Il video, però, è finito anche sui vari canali social e ora Whyte è indagato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Le immagini lo ritraggono ubriaco, festante e nudo durante i festeggiamenti per aver ricevuto un premio intitolato al grande ex calciatore del Manchester United George Best. Whyte, tra l'altro, è una promessa del calcio nordirlandese ed è andato anche a segno al suo esordio in nazionale maggiore. Il suo allenatore, Karl Robinson, ha parlato all'Indipendent e ha spiegato: "È stato un atto completamente fuori luogo, ma il ragazzo è dispiaciuto. Aveva bevuto troppo, ma è un bravo ragazzo. Raramente ho visto qualcuno più rammaricato di lui, sa che non avrebbe mai dovuto farlo. Ma che sia un calciatore o meno, questo tipo di comportamento è sbagliato.Spero che i tifosi possano perdonarlo". <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547980031-white-si-masturba.jpg" /> <![CDATA[Salvini zittisce i sindaci pro migranti "Sono gli italiani a pagarvi lo stipendio"]]> "ovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio. Sbaglio?". Matteo Salvini non ci sta a farsi tirare mettere sul banco degli imputati dai soliti buonisti che nelle ultime ore stanno cercando di strumentalizzare il naufragio di 117 immigrati clandestini al largo della Libia unicamente per criticare la linea dura adottata dal Viminale per fermare gli sbarchi. Eppure, da Leoluca Orlando a Luigi De Magistris, fino a Enrico Rossi, i soliti ultrà dell'accoglienza continuano a sparare a zero contro il vicepremier leghista incolpandolo della morte dei disperati che erano partiti su un gommone per raggiungere il Vecchio Continente. "Io - ribatte su Twitter il ministro dell'Interno non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in armi e droga, e delle Ong che non rispettano regole e ordini".Sono almeno 117 le vittime del naufragio avvenuto venerdì al largo delle coste libiche, stando al racconto degli unici tre superstiti, trasporti d'urgenza a Lampedusa su un elicottero della Marina in grave stato di ipotermia. "Tra i dispersi - fa sapere il portavoce italiano dell'Oim, Flavio Di Giacomo - vi sono diverse donne, di cui una incinta, e due bambini, di cui uno di dieci mesi". E tra i rinnovati appelli dell'Unhcr a "non chiudere gli occhi" di fronte alle stragi in mare, la sinistra ha subito colto l'occasione per rinnovare gli attacchi pretestuosi a Salvini. L'affondo più duro è arrivato da Palermo con Orlando che è arrivato ad accusare il numero uno del Viminale di "genocidio". "Si farà un secondo processo di Norimberga - ha detto il sindaco dem - e lui non potrà dire che non lo sapeva". Alla ridda di insulti e accuse si è subito accodato De Magistris, un altro fan dell'immigrazione che raramente perde l'occasione per attaccare il segretario del Carroccio. "Salvini e il suo governo attaccano le Ong nel Mediterraneo perché salvano vite umane e sono testimoni della loro disumanità e dei crimini contro l'umanità che si stanno consumando", ha scritto su Twitter il sindaco di Napoli. "Noi non siamo né indifferenti né complici e faremo di tutto per salvare la vita a sorelle e fratelli"."Indignarsi non basta". Per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, gli attacchi (verbali) pronunciati dalla sinistra non sono sufficienti. E così è persino arrivato a teorizzare la protesta fisica contro Salvini. "Occorre reagire insieme, organizzare la lotta - ha spiegato in un lungo post su Facebook - occorre una presenza fisica, organizzata, solidale". Quello che il governatore ha in mente è "una mobilitazione forte" e "permanente in ogni città, quartiere e paese, in ogni scuola e luogo di lavoro. Senza tregua. Giorno dopo giorno". Solo in questo modo la sinistra, divisa da lotte e liti intestine, riuscirebbe (forse) a ritrovare compattezza contro il nemico comune: Salvini, appunto. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547981889-fotogramma-20190118205620-28221704.jpg" /> <![CDATA[Studente di 18 anni di Ventimiglia trovato morto a Parigi, giallo sulle cause]]> È giallo a Ventimiglia, in provincia di Imperia, per la morte di uno studente di 18 anni, Alessio Vinci, trovato cadavere in un cantiere a Parigi. Al momento è ancora troppo presto per stabilire quali siano le cause del decesso e sarà soltanto l'autopsia a chiarire i contorni di questa vicenda. Alcuni quotidiani locali hanno scritto oggi della morte di un diciottenne, ma in mattinata sono emersi nuovi particolari. A partire dal nome della vittima, molto noto in città, soprattutto perla fama tra i giovani.E sì, perché Alessio, che viveva nel quartiere di Roverino, era un ragazzo molto intelligente, più della media. Basti pensare che, iscritto al Liceo Scientifico Aprosio, nella città di confine, era talmente avanti da essere riuscito a frequentare due anni in uno (il quarto e il quinto) laureandosi con 110 e lode.Ma non è tutto. Era riuscito a piazzarsi tra i primi quaranta candidati - su migliaia di iscritti - alle selezioni per entrare alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Torino.L"unica cosa certa, al momento, secondo quanto riferito da chi lo conosceva, è che il solo punto di riferimento del giovane era il nonno. Proprio a quest"ultimo avrebbe detto di recarsi, a Torino, in Università. Invece, lo hanno trovato morto a Parigi. Nessuno sa, perché si fosse recato nella Capitale francese.Sono, dunque, ancora parecchi gli interrogativi al vaglio degli inquirenti. Un ragazzo così giovane e intelligente poteva avere un futuro garantito e tutte le ipotesi restano aperte, compresa quella del suicidio. Ventimiglia è sotto choc per l'accaduto e i suoi amici attendono delle risposte, prima di dirgli addio.Pubblichiamo una sua foto tratta dal profilo Facebook <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547981793-1-morto-alessio-vinci-parigi.jpg" /> <![CDATA["È soggetto pericoloso". Ma l'accattone rumeno non può essere espulso]]> La Cassazione ha deciso: niente rimpatrio per l'uomo originario della Romania ritenuto "pericoloso" dalla Questura perché resosi responsabile di accattonaggio e vagabondaggio.Per l'uomo era stato oridinato il rimpatrio con "divieto di fare ritorno nel Comune di Salerno". Ma la Cassazione ha sancito l'illegittimità del provvedimento e le accuse mosse al rumeno sono così cadute.Come riporta Il Tempo, nel luglio del 2013 gli agenti della Polizia municipale hanno fermato il rumeno insieme a diversi altri stranieri che occupavano un prefabbricato in disuso. Per l'uomo, già destinatario di un foglio di via datato 3 giugno 2013 per episodi di accattonaggio e vagabondaggio, inizia il processo per avere volutamente ignorato il provvedimento emesso dalla Questura.I giudici non avevano dubbi sulla necessità di espulsione dell'uomo, definito "soggetto pericoloso per la sicurezza pubblica", ma i magistrati della Cassazione hanno ribaltato il verdetto. "Il Questore individua solo con espressioni generiche e prive di riferimenti a fatti concreti le modalità delle condotte, per di più prive di rilevanza penale, che ha posto a fondamento del giudizio di pericolosità sociale e, in particolare, di turbamento della tranquillità pubblica" riguardo alla posizione dello straniero. Il rumeno quindi non è da rimpatriare. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/12/23/1545564798-1487157149-1486831828-tribunale.jpg" /> <![CDATA[Napoli, è allarme influenza suina, bimbo ricoverato al Cotugno]]> Un"intera scolaresca del Napoletano è in apprensione per un caso di influenza suina. È allarme nella scuola "Milani" di Caivano, dove un bambino di prima elementare è stato colpito dal virulento ceppo influenzale e adesso è ricoverato nell"ospedale Cotugno di Napoli, dove è tenuto sotto osservazione e sotto trattamento medico per la cura del virus.Gli operatori sanitari hanno convocato gli altri studenti e gli insegnanti che sono stati a contatto con il bambino malato per sottoporli alla consueta terapia di profilassi. Anche all"interno dell"istituto scolastico, che domani mattina resterà chiuso, verrà effettuata la sterilizzazione degli ambienti, per evitare il contagio.L'influenza suina è una malattia respiratoria causata da virus A, tipica dei maiali, che tuttavia è in grado di fare il cosiddetto salto di specie e infettare anche l'essere umano. Questo passaggio non avviene con facilità ma non è impossibile; interessa principalmente allevatori e persone che lavorano a stretto contatto con i suini.Chi viene infettato può trasmettere la malattia ad altre persone, esattamente come avviene con una comune influenza, ed è proprio per questo che nel corso della storia si sono manifestate vere e proprie epidemie. La più conosciuta è quella del 2009, quando un nuovo virus del ceppo H1N1 - che provocò 60 morti in Messico - venne isolato negli Stati Uniti, ma l'influenza suina venne descritta per la prima volta già nel 1918, quando causò una grave pandemia. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547976625-pronto-soccorso.jpg" /> <![CDATA["Matteo, elimina Saviano". Salvini reagisce alle grida, ma la sinistra lo attacca]]> La visita ad Afragola (Napoli) tra la folla che lo attendeva è minata di polemiche per Matteo Salvini. Prima il baciamano, criticato da alcuni. Poi il grido contro Saviano. Ma lui, il ministro dell'Interno, sembra farsi scivolare addosso le polemiche.L'ultima riguarda Roberto Saviano e a sollevarla è il quotidiano Repubblica. Mentre stringeva le mani ai sostenitori scesi in piazza per salutarlo, alle orecchie del leader della Lega è arrivato un grido ripetuto tre volte. A urlare è un giovane: "Elimina Saviano. Elimina Saviano". Il riferimento, ovviamente, è all'autore di Gomorra che col ministro dell'Interno è in "guerra" aperta tra polemiche, accuse, insulti e querele.Secondo Repubblica a quelle parole contro Saviano, Salvini non avrebbe risposto "ci si aspetterebbe da un uomo delle istituzioni che ascolta una frase minacciosa lanciata all'indirizzo di un autore che rischia la pelle da più di dieci anni". In realtà il leader del Carroccio ha prestato attenzione a quelle grida e le ha fatte tacere: "No, lunga vita a Saviano", ha detto in direzione del ragazzo. Eppure quelle parole, quel "togligli la scorta, la paghiamo noi", per alcuni è bastato a creare un caso politico (guarda qui il video). <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547975168-dadsaasd.jpg" /> <![CDATA[Napoli, dimessa dall’ospedale per un mal di pancia, muore di infarto]]> Aveva solamente 36 anni Anna Siena e si doveva sposare tra sei mesi, dopo un fidanzamento lungo dieci anni. Una tragedia assurda e inaspettata impedirà alla donna napoletana di coronare il sogno della sua vita. Anna è deceduta nell"ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove si era presentata alcuni giorni prima con dolori addominali, al petto e alla schiena.Dopo la visita al pronto soccorso, la donna è stata dimessa con una terapia a base di antidolorifici e antinfiammatori. Avrebbe dovuto effettuare un"ecografia domani mattina. Tornata a casa, però, i dolori sono aumentati e Anna è stata costretta a tornare in ospedale, ma questa volta in gravi condizioni.Qui, poi, è morta, ufficialmente per arresto cardiocircolatorio, ma i familiari hanno sporto denuncia. La cartella clinica della paziente è stata sequestrata e il pubblico ministero ha disposto l"autopsia per accertare le cause del decesso. Una vicenda tutta da chiarire, una tragedia che ha scosso profondamente tutti coloro che conoscevano la donna, tanti anche in rete i messaggi di cordoglio per la prematura scomparsa. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547975130-ospedale.jpg" /> <![CDATA[I ragazzi under 18 non disdegnano né scuola né professori]]> I ragazzi di oggi sono forse più maturi di quelli di ieri. Secondo un sondaggio condotto dall"Istituto Noto Sondaggi su giovanissimi di età compresa tra i 15 e i 17 anni compiuti, hanno maggiore responsabilità e attaccamento a scuola e professori. Sembra finita l"era delle contestazioni di qualsiasi genere e delle occupazioni scolastiche. Gli under 18 chiedono solo di essere ben preparati e di poter così affrontare il futuro, con tutte le carte in mano per vincere. Il 73% degli intervistati ritiene la scuola una istituzione che può condizionare il modo di vivere, non lontana dalla famiglia che si attesta al 79%. Sembrano però meno portati a criticare tutto, come invece facevano i loro predecessori. Il 67% accetta la scuola così com"è, senza voler portare alcun cambiamento. A volte magari qualche critica servirebbe. Giudizio importante è invece quello riservato ai propri insegnanti. Il 64% si dice soddisfatto dei loro insegnamenti, solo un 10% ha espresso opinioni negative al riguardo.Situazione totalmente diversa quando invece le domande vengono fatte sul futuro. Le materie che esistono vanno benissimo e sono utili per la maggior parte degli intervistati, ma dovrebbero essere incrementate. Più studio quindi, aggiungendo ore di informatica, lingue diverse, finanza ed economia. Per ogni indirizzo scelto dallo studente. Da quanto emerso sembra che i giovanissimi abbiano ben chiaro come possa essere il futuro e soprattutto cosa sia necessario sapere per potersi ritagliare un posto di rilievo nel mondo. E sembrano anche più maturi rispetto alle generazioni passate. Hanno ben chiaro cosa sia realmente importante, cioè trovare lavoro. Solo il 10% ha detto di avere già un impiego futuro o di proseguire il mestiere dei propri genitori. Tutti gli altri invece dovranno cercarselo, e ben il 66% non ha idea di cosa farà tra qualche anno. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547974392-study-921885-960-7201.jpg" /> <![CDATA[Bimba di 20 mesi si ammala e piange troppo: "Uccisa dai genitori rom"]]> Alla fine la polizia ha virato su di loro le attenzioni sui due genitori rom. Papà Slavko Seferovic e mamma Dragana Ahmetovic sono finiti agli arresti e su di loro pende l'ipotesi di omicidio, occultamento di cadavere, simulazione di reato e incendio.Avevano detto che la piccola Espranza, solo 20 mesi di vita, era rimasta all'interno della loro casa-furgone, un Iveco Daily andato in fiamme lo scorso 23 dicembre. Erano tornati da una passeggiata insieme agli altri quattro figli sul litorale di Giorgino, alla periferia di Cagliari, quando avevano visto il camper avvolto dalle fiamme. Avevano ipotizzato che il rogo potesse essersi innescato a causa della batteria dell'auto, un cortocircuito. La piccola Espranza era rimasta lì senza i genitori perché influenzata. Una tragedia?Le loro lacrime e la successiva denuncia non hanno però convinto gli investigatori. La scientifica, come spiega IlGiornale, non ha trovato tracce biologiche all'interno del furgone: la piccola rom non poteva essere lì dentro quando il mezzo è andato in fiamme. I due nomadi 28enni avevano allora avanzato un'altra ipotesi: quella di un rapimento da parte di un'altra famiglia rom con cui i due avrebbero avuto un debito di droga. Ma, anche in questo caso, le indagini della polizia non hanno portato a riscontri."Oltre alle perplessità emerse dalla ricostruzione fornita circa le modalità del sequestro - spiegano gli investigatori - gli inquirenti hanno ricostruito gli ultimi mesi della famiglia. Dagli approfondimenti investigativi è emerso infatti che la bambina, già dalla fine del decorso novembre, non era stata più notata insieme alla propria famiglia ed, in diverse occasioni, il padre, aveva riferito che la bambina era stata affidata ad un imprecisato istituto". Anche all'interno del campo rom di Carbonia dove vivevano, la famiglia sarebbe entrata in conflitto con altri abitanti che chiedevano ripetutamente dove fosse finita la bambina.Non solo. Le testimonianze di un benzinaio e le telecamere di sorveglianza poste lungo il percorso seguito dal furgone poi incendiato avrebbero permesso di accertare che lo stesso giorno del rogo il padre aveva acquistato 2 euro di benzina. Da qui la convinzione degli agenti della polizia che i due assassini siano proprio i genitori di Esperanza, che poi abbiano inscenato l'incendio per nascondere il delitto. Come spiegato dal Giornale, la polizia sta ancora indagando per capire esattamente quale sia stato il movente dell'omicidio. Secondo La Stampa, però, la bimba avrebbe avuto la sola colpa di essere "troppo gracile" e di piangere troppo a causa di una ripetuta influenza. Era gracile. E forse Slavko e Dragana una figlia debole non la volevano. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547970128-7357286.jpg" /> <![CDATA[L'ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane]]> Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Come si ricorderà, la vicenda McCarrick un abusatore seriale - ha provocato un vero e proprio terremoto nella Chiesa cattolica, che dagli Stati Uniti è arrivato in Vaticano, fino a Santa Marta, residenza del Pontefice. Il problema non sono solo gli abusi sessuali, principalmente su seminaristi, che risalgono già agli anni '80 e proseguiti per oltre venti anni. Ciò che maggiormente inquieta è come sia stato possibile che malgrado ci fossero denunce e voci insistenti sulla sua omosessualità attiva e sugli abusi, abbia potuto fare una brillantissima carriera ecclesiastica essendo stato promosso fino all'arcidiocesi di Washington e addirittura nominato cardinale, ancora al tempo di san Giovanni Paolo II. È anche il tema dell'ormai famosa lettera-dossier pubblicata nell'agosto scorso dall'ex nunzio negli Stati Uniti, Carlo Maria Viganò, che ha chiamato in causa diversi esponenti della Curia Romana e lo stesso papa Francesco che, pur a conoscenza dei dossier su McCarrick, gli ha dato importanti incarichi personali per conto della Santa Sede.Lo scorso ottobre, poi, papa Francesco ha accettato le dimissioni di McCarrick dal cardinalato ma solo dopo che era emersa la denuncia riguardo agli abusi su un minorenne. E ora, dopo un processo-lampo alla Congregazione per la Dottrina della Fede, si attende che il Papa lo riduca allo stato laicale. Ma ciò che è apparso chiaro in questi mesi è che papa Francesco vorrebbe chiudere qui il capitolo McCarrick e poi passare semplicemente a decidere le misure per evitare che simili cose accadano in futuro. Ha infatti chiuso l'archivio vaticano ai vescovi americani che volevano una inchiesta radicale, rimandando ogni eventuale iniziativa a dopo il vertice di febbraio. E anche nella lettera ai vescovi Usa dello scorso 1 gennaio proprio sul tema degli abusi sessuali, è evidente il tentativo di confinare ai soli Stati Uniti il problema McCarrick.Il motivo è comprensibile: ci sono vescovi e cardinali strettamente legati a McCarrick che risultano nel circolo degli amici di papa Francesco. A cominciare da Donald Wuerl, chiamato a suggerire i candidati all'episcopato negli Stati Uniti al posto del silurato cardinale Raymond Burke. Wuerl, successore di McCarrick a Washington, ne ha coperto chiaramente le responsabilità in tutti questi anni e proprio nei giorni scorsi sono emerse nuove testimonianze che lo inchiodano. Ma c'è anche il cardinale Kevin Farrell, altro pupillo di McCarrick, che oltre alla porpora ha avuto in "dono" a Roma la guida del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Anche lui mantenuto al suo posto malgrado l'assoluta inattendibilità della reclamata ignoranza sul "vizietto" di McCarrick. Farrell peraltro è anche responsabile della "svolta omosessuale" all'ultimo Incontro mondiale della Famiglia a Dublino, lo scorso agosto, quando a parlare è stato invitato il gesuita americano padre James Martin, che ha lanciato una crociata per inserire l'agenda Lgbt nella Chiesa.Proprio la questione dell'omosessualità nel clero sta infiammando la preparazione del vertice sugli abusi. È evidente che papa Francesco non ne vuole parlare in alcun modo, e anzi ha più volte affermato che la causa degli abusi sessuali va ricercata nel clericalismo, in pratica un abuso di potere. E alcuni suoi collaboratori si sono spinti perfini a negare l'evidenza, ovvero che McCarrick abbia avuto relazioni omosessuali.Sicuramente una pubblica critica che leghi gli abusi sessuali del clero all'omosessualità sarebbe molto impopolare agli occhi del "mondo". Papa Francesco anche recentemente ha detto che chi ha tendenze omosessuali non dovrebbe diventare prete, ma lì si è fermato.C'è però il fondato timore che il vertice di febbraio sarà usato da chi vorrebbe legittimare l'omosessualità anche nel clero: "Si può essere bravi preti anche se gay", è il ritornello di moda tra le correnti più progressiste, ma sicuramente ci sono cardinali influenti, come il tedesco Reinhard Marx, l'austriaco Christoph Schömborn, lo statunitense Blaise Cupich, che non hanno nulla da obiettare. Certo, evitare di parlare di un problema omosessualità nel clero è il primo passo per una sua legittimazione.Per questo nelle ultime settimane ci sono stati diversi interventi di cardinali che hanno criticato l'approccio di papa Francesco al tema abusi. Tra questi i due cardinali superstiti dei Dubia, Walter Brandmüller e Raymond Burke. Il primo ha ricordato ciò che anche un dettagliato rapporto negli Stati Uniti ha messo in evidenza: l'80% degli abusi sessuali non sono commessi su bambini ma su adolescenti maschi. Vuol dire che il legame tra omosessualità e abusi sessuali è "statisticamente provato". Ciò non vuol dire che tutti i preti con tendenze omosessuali siano potenzialmente abusatori, ha sottolineato Burke, ma è un fatto che la stragrande maggioranza di questi abusi vengano da una "debolezza morale" che non c'entra nulla con il clericalismo. Ancora più chiaro l'ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Gerhard Müller che, in una lunga dichiarazione, ha affermato tra l'altro che "balbettare di clericalismo o di strutture della Chiesa come causa, è un insulto alle molte vittime degli abusi sessuali".Ad alzare ulteriormente la temperatura, in questi giorni sono scese in campo anche delle associazioni di laici, che hanno lanciato una petizione online da presentare ai vescovi che parteciperanno al vertice vaticano. Il titolo non lascia spazio ad equivoci: "Fermiamo la rete omosessuale nella Chiesa". È stata lanciata da una associazione svizzera, Pro Ecclesia, sostenuta dal sito americano LifeSiteNews, ma immediatamente rilanciata in tutte le lingue (in italiano da La Nuova Bussola Quotidiana). Chiede una serie di misure, tra cui la reintroduzione di un articolo del Codice di Diritto Canonico del 1917 che stabiliva sanzioni dure, fino alla riduzione allo stato laicale, per i chierici responsabili di atti omosessuali. Improbabile che il Papa acconsenta, ma gli sarà comunque difficile lasciare il tema omosessualità fuori dalla porta del vertice. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/20/1547968690-7357265.jpg" /> <![CDATA["Glass" di M. Night Shyamalan, tanto atteso quanto deludente]]> "Glass", il nuovo film di M. Night Shyamalan, è il seguito di due pellicole dello stesso regista tra loro molto distanti nel tempo, "Umbreakable" (2000) e "Split" (2016).Il crossover tra le due trame diventa il finale di una trilogia che fino a tre anni fa non esisteva neppure nella mente del suo autore.Ritroviamo il protagonista di "Split", Kevin Wendell Crumb (James McAvoy), ancora a piede libero assieme alle sue 23 sub-personalità e David Dunn (Bruce Willis), Sorvegliante e già al centro di "Umbreakable", che gli sta alle calcagna. Quando i due si trovano finalmente a duellare, lo scontro è interrotto dall'intervento delle autorità che li rinchiude entrambi in un ospedale psichiatrico in cui alloggia da molti anni Mr. Glass (Samuel L.Jackson), vecchio antagonista di Dunn. Nei giorni seguenti sarà premura della dottoressa Staple (Sarah Paulson) convincere i tre pazienti di essere persone comuni che hanno fatto l'errore di ritenere poteri superiori quelli che secondo la scienza sono invece solo dei deliri psicotici.Nonostante l'incipit convincente, "Glass" deraglia in un'esperienza scialba.Shyamalan tenta di creare un universo cinematografico condiviso, un po' sul genere di quelli Marvel e DC, attraverso la reunion di personaggi iconici della sua filmografia. Willis, McAvoy e Jackson incarnano tre diverse declinazioni di fascino ma non possono salvare da soli un'opera il cui principale problema è a livello narrativo. "Glass" presenta poca coesione, procedendo in maniera tortuosa e talvolta confusionaria. Per orientarsi è necessario avere ben più di un flebile ricordo delle pellicole cui fa da sequel e di cui riunisce temi e protagonisti. L'eccessiva macchinosità, l'assenza di ritmo e di tensione, le scene d'azione sciatte e i dialoghi tediosi danno luogo a un insieme che non conosce mordente né genera emozioni.Sarah Paulson, poi, è l'anello debole del cast: non si capisce se la totale inespressività del suo volto sia una scelta interpretativa, derivi da un eccesso di trucco o altro.A salvarsi è la regia tecnica, dotata di movimenti di macchina raffinati che regalano alcuni punti di vista insoliti."Glass" mette insieme in maniera pasticciata sfumature da thriller psicologico, citazioni dal mondo dei fumetti e una riflessione sui supereroi, per poi far confluire tutto in una serie di twist finali, marchio di fabbrica del regista. Gli epiloghi, però, sono così numerosi da sfiorare l'autoparodia.Forse penalizzato da un esordio di grandissimo successo come "Il Sesto Senso", Shyamalan pare essersi smarrito: continua a proporre qualcosa la cui carica pioneristica e innovativa è esaurita da troppo tempo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/19/1547907667-glass.jpg" /> <![CDATA[ "Maria, Regina di Scozia" raccontata ai tempi del #MeToo]]> "Maria, Regina di Scozia" è un film che esplora alcuni tra gli anni più turbolenti della vita di Maria Stuarda. Basato sul libro dal titolo 'Queen of Scots: The True Life of Mary Stuart' scritto da John Guy, segna il debutto cinematografico della regista teatrale Josie Rourke e vede gareggiare in bravura attrici come Saoirse Ronan e Margot Robbie.Maria (Ronan), sul trono di Francia a 16 anni e vedova a 18, sceglie di fare ritorno nella natia Scozia di cui è regina per diritto di nascita. Reclama, inoltre, il trono inglese, minacciando la sovranità di Elisabetta I (una Robbie che ruba la scena). Le due sovrane, cugine e rivali, dovranno vedersela non solo tra loro ma anche con ribellioni e cospirazioni.Il film è centrato sul duello tra donne molto diverse: l'una cattolica, carismatica e dalla fierezza indomita, l'altra protestante, insicura e sfigurata dal vaiolo. In comunicazione attraverso gli ambasciatori, le due si rendono ben presto conto di avere un nemico comune nell'aristocrazia maschile, che ritiene inadatte le donne alla gestione del potere. Affascinate e al tempo stesso impaurite l'una dall'altra, devono entrambe tener testa a intrighi di corte e guerre civili per motivi religiosi.Le atmosfere cupe da dramma in costume sono rischiarate dalle luminose performance attoriali delle protagoniste ma l'insieme resta poco armonico, minato com'è da una sceneggiatura poco coerente. Quello che vorrebbe essere un intelligente ibrido tra thriller politico, resoconto storico e dramma, presenta alcuni passaggi arbitrari che finiscono col rendere la trama poco attendibile.L'estetica potente e la sontuosità sono evidenti, ma "Maria Regina di Scozia" resta un'opera punteggiata di inesattezze o, quantomeno, di elementi storicamente discutibili.Non solo non esistono testimonianze certe di un incontro diretto tra le due sovrane, ma la loro leggendaria e documentata rivalità è qui sfumata in una sorta di "sorellanza" a distanza.La rilettura degli eventi vuole evidenziare come la disparità tra uomo e donna, l'intolleranza religiosa e gli scandali politici siano problemi ancora attuali e insoluti.Per chi ama le pellicole storiche sarà piacevole poter osservare una nuova versione di fatti noti ma bisogna ammettere quanto "Maria Regina di Scozia" esca con un tempismo sfortunato: tra una settimana sarà al cinema un'opera dalle stesse tematiche ma più riuscita e accattivante, "La favorita" di Yorgos Lanthimos. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/18/1547814405-maria-regina.jpg" /> <![CDATA[Yogurt, i probiotici al suo interno prevengono le malattie gengivali]]> Lo yogurt e il latte fermentato sono ricchi di probiotici, ovvero di batteri buoni, che possono essere un valido aiuto nel prevenire e contrastare l'insorgere di malattie gengivali, come gengivite e parodontite. A sostenerlo è il vicepresidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), Nicola Marco Sforza. Secondo Sforza, i probiotici contenuti nello yogurt vanno a contastare la proliferazione di batteri, che è la causa principale della comparsa dei disturbi gengivali.I probiotici sono appunto dei microrganismi presenti in grande quantità nello yogurt e nel latte fermentato e sembrano essere davvero benefici per l'organismo umano: da tempo, infatti, è ben nota la loro funzione di protezione dell'intestino. Il Lactobacillus e il Bifidobacterium sono le tipologie di probiotici più comuni e usati per il trattamento di alcuni disturbi tipici dell'intestino, come la diarrea.Ora, stando ad alcuni recenti studi e alle ricerche della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, pare che l'uso di probiotici possa essere davvero benefico per le persone che soffrono di disturbi gengivali. Gli studiosi hanno scoperto, infatti, che la presenza di molti lactobacilli nella bocca e nel cavo orale diminuisce l'insorgenza di malattie parodontali. Ricerche successive e più approfondite hanno, poi, permesso di scoprire che i lactobacilli contenuti nei probiotici dello yogurt svolgono addirittura un'azione di contro bilanciamento dei microbi, che sono la causa delle malattie parodontali, dovute alla placca nel cavo orale.Questi batteri buoni dello yogurt, dunque, hanno una doppia azione positiva per la salute dell'uomo, in quanto, come afferma il dott. Sforza: "Da un lato inibiscono la proliferazione di batteri anaerobici che provocano malattie parodontali, dall'altro, invece, riescono a modulare le difese immunitarie dell'ospite riducendone la suscettibilità a questi microrganismi patogeni". Al momento, comunque, non è ancora possibile quantificare e definire dettagliamente gli effetti positivi dell'uso di questi batteri, poichè sono necessari degli studi a lungo termine. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/18/1547814777-milk-3231772-960-720.jpg" /> <![CDATA[Cure ormonali in menopausa? C'è rischio trombosi]]> Le donne che durante la menopausa utilizzano trattamenti ormonali corrono il rischio di trombosi.A lanciare l"allarme è l"Università di Nottingham che ha condotto uno studio approfondito pubblicato sul British medical journal. La ricerca inglese ha analizzato un campione di oltre 80 mila donne di età compresa tra i 40 e i 79 anni. Dallo studio è emerso che numerose sono le donne che per alleviare i fastidiosi sintomi della menopausa come la sudorazione eccessiva, le vampate frequenti e le difficoltà nei rapporti sessuali, fanno ricorso alla terapia ormonale sostitutiva.Le donne che fanno uso di questi ormoni in compresse sono soggette ogni anno a nove casi in più di trombosi: precisamente corrono il rischio di tromboembolisi venosa profonda, una malattia che colpisce il sistema cardiovascolare. Essa provoca la formazione di coaguli all"interno delle vene.L"utilizzo di ormoni tramite cerotti e in gel, invece, non provoca lo stesso effetto. Sono state considerate dai ricercatori dell"Università di Nottingham delle cure più sicure e meno dannose per la salute del sistema cardiovascolare. Le terapie ormonali sotto forma di gel e cerotti utilizzano un estrogeno diverso, di natura sintetica, chiamato estradiolo. Purtroppo sono poco utilizzate e, infatti, rappresentano solo il 20% delle prescrizioni mediche rispetto al totale di esse che fa uso di compresse a base di estrogeni equini.La ricercatrice Yana Vinogradova, autrice dello studio dell"Università di Nottingham, sottolinea l"importanza di questa ricerca. Il rischio trombosi provocato dalle terapie ormonali in compresse non è per niente da sottovalutare. La trombosi può scatenare infarti e ictus. Bisogna mettere in guardia tutte le donne in menopausa e orientarle verso cure meno rischiose e pericolose. Occorrerebbe parlarne col proprio medico per progettare insieme un trattamento ormonale alternativo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/18/1547808635-depression-824998-960-720.jpg" /> <![CDATA[Il primo post su Instagram di Michelle Pfeiffer è già cult]]> Meglio tardi che mai. Michelle Pfeiffer, splendida 60enne, ha fatto il suo debutto su Instagram lo scorso 16 gennaio e, il primo post, è già diventato un cult. L"attrice che negli anni "90 è stata apprezzatissima per essere stata Catwoman nel film di Batman - il ritorno diretto da Tim Burton, ha salutato così i suoi fan che da tempo richiedevo il suo debutto sui social, con un video unico nel suo genere."Miao, Instagram." Scrive la Pfeiffer al video che ha condiviso sui social, in cui appare con tuta di lattice e sguardo seducente nella prima scena di Catwoman. Un"entrata in scena in grande stile che conferma l"indole fuori dagli schemi della celebre e talentuosa attrice. Sta di fatto che Michelle Pfeiffer, come ha dichiarato recentemente a Vanity Fair, è sempre stata riluttante nel condividere la sua vita sui social, soprattutto su Instagram. "Ho passato una vita a cercare di mantenere un profilo basso, sono stata ossessionata dai social media col timore che potessi fare o dire la cosa sbagliata. E poi ho sempre pensato che il mio feed non potesse essere così irreverente."Alcuni amici avrebbero però convinto l"attrice a fare il grande passo. "Mi sono resa conto di essere una donna molto curiosa, e ho notato che i miei amici si divertivano molto su Instagram e mi è venuto in mente che potesse essere un modo perfetto per interagire con la gente e i miei fan"Presto sarà al cinema in Maleficent 2 e in Avengers: endgame. Visualizza questo post su Instagram MEOW Instagram.Un post condiviso da Michelle Pfeiffer (@michellepfeifferofficial) in data: Gen 16, 2019 at 11:47 PST <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/18/1547801612-michelle-pfeiffer-compie-55-anni-ecco-i-suoi-film.jpg" /> <![CDATA[Nel nostro corpo abitano almeno 5mila specie diverse di batteri]]> Nel nostro corpo umano abiterebbero almeno 5mila specie diverse di batteri e virus. E noi fino a poco tempo fa ne conoscevamo solo il 23%, all'incirca 1,500. Alcune però sono distribuite a seconda dei Paesi, più o meno industrializzati. Il dato ultimo è stato reso possibile grazie a una ricerca italiana condotta dal gruppo di bioinformatica dell"Università di Trento, e pubblicata sulla rivista Cell. Coautori e coordinatori dello studio sono Nicola Segata ed Edoardo Pasolli. Sono stati presi in considerazione circa 10mila campioni di batteri provenienti dai vari continenti e custoditi in banche dati pubbliche. In questo modo gli esperti sono quindi riusciti a catalogare più di 150mila genomi batterici.Così facendo, il team di ricerca ha notato che alcune specie batteriche esistono prevalentemente in Paesi come quelli africani e sudamericani. Risulterebbero invece quasi inesistenti in popolazioni maggiormente industrializzate e sviluppate economicamente. Gli studiosi non escludono che questo possa avvenire in base ai diversi stili di vita adottati, alle diete certo non simili e all"uso o meno di antibiotici. In seguito si potrà anche cercare di capire come mai certe malattie, come quelle autoimmuni, il diabete o le patologie oncologiche stiano aumentando. La ricerca interessa lo studio del microbioma umano, la totalità cioè dei batteri presenti nell'organismo, ed è quindi molto importante per la nostra salute. Ancor più interessante sarà prendere in considerazione tutti quei batteri che abitano il nostro intestino e che rafforzano il sistema immunitario, creando una specie di barriera che blocca i microrganismi nocivi per il nostro corpo. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/18/1547798216-batteri.jpg" /> <![CDATA[Disidrosi, cos'è questo eczema e come si cura]]> La disidrosi, conosciuta anche come eczema disidrotico o pompholix, è una malattia infiammatoria della pelle caratterizzata dalla comparsa di piccole vesciche sul palmo delle mani, ai lati delle dita e talvolta anche sulla pianta dei piedi. Oltre all'eczema disidrotico, ne esistono anche altri:- Eczema atopico o dermatite atopica, infiammazione cutanea alla cui origine vi è sia una componente genetica, sia una ambientale;- Eczema da contatto o dermatite da contatto, infiammazione della pelle che insorge dopo il contatto con alcune sostanze dall'organismo ritenute pericolose;- Eczema xerotico, tipico dell'età avanzata, si manifesta con indurimento e secchezza estrema della cute;- Eczema nummulare, dermatite che causa macchie ovali o circolari rosso-brunastre a livello di tronco, mani, piedi, avambracci e gambe;- Eczema varicoso, infiammazione della pelle tipica di coloro che soffrono di vene varicose.La disidrosi, poiché compare in associazione ad altri disturbi del derma e vieni quindi sottodiagnosticata, presenta una incidenza ignota. Secondo alcuni recenti studi il suo è un andamento stagionale con picchi a cavallo tra primavera ed estate e ne sono maggiormente colpite le persone di età compresa fra i 30 e i 40 anni. Le cause al momento rimangono ignote. Solitamente la malattia è associata ad una reazione allergica o all'eczema atopico. Esistono tuttavia fattori di rischio, quali:1. StressIn pazienti affetti da disidrosi cronica/ricorrente, è stato dimostrato che nuovi episodi sono frequenti nei momenti di maggiore tensione fisica e psichica.2. Esposizione a particolari metalliGli esiti di alcune prove di laboratorio incriminano alcuni metalli come cromo, cobalto e nichel.3. Contatto con sostanze irritantiAlcuni soggetti con pelle particolarmente sensibile e reattiva, a contatto con sostanze irritanti, sviluppano le classiche vesciche della disidrosi.Manifestazione tipica di questa patologia sono le piccole vesciche (1-2 millimetri di diametro) piene di liquido e a stretto contatto tra di loro, tanto che sembrano formare una grande vescica unica. Esse possono provocare dolore e prurito e impiegano circa 3-4 settimane per seccarsi in maniera spontanea. La scelta terapeutica deve essere effettuata tenendo conto della gravità dei sintomi. Generalmente si ricorre a farmaci corticosteroidei sia orali che topici, ma talvolta vengono sostituiti da immunosoppressori o dalla terapia fotodinamica. Esistono, tuttavia, anche dei rimedi naturali in grado di alleviare i sintomi. I più comuni sono:- Amido di riso o bicarbonato di sodio;- Aloe vera;- Camomilla;- Perilla. <img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2019/01/17/1547731489-pelle.jpg" />