Lasciamo in pace i bambini Ora in Germania lo stato sponsorizza il cibo dei fast food che, dal nome in fuori, sono figli della nostra epoca. Di un'epoca di velocità, di cibi consumati in piedi o su uno sgabello davanti a un muro ma digeriti con tempistiche bibliche. Per carità, niente contro i vari Mc Donald, ma i bambini no. E non è solo una questione dietologica. Non c'è bisogno di poter squadernare a memoria i dati di Super size me per nutrire qualche scetticismo sugli immensi e soffici panini a stelle e strisce. E non è neppure una questione di politicamente corretto. Big Mac e kebab sono i volti diversi di due estremismi alimentari. Avranno tutta la vita, i bambini, per mangiare di fretta, in pause pranzo sempre più anoressiche, in locali affollatti, schiacciati tra gli impegni di lavoro. Almeno a scuola lasciamo che fra una campanella e l'altra mangino, con calma, i cibi della loro tradizione. Panini col salame, focacce (unte e bisunte, non è solo una questione calorica), buccellati e quant'altro offre la tradizione italiana. Perché la globalizzazione delle pance è un cavallo di Troia che mina la nostra cultura, alimentare e non. E poi, alla fine, se siamo quello che mangiamo, è meglio essere un panino con la mortadella che un cheesburgher. Ci somiglia di più.
Ingrandisci immagine
