Ecco così sfilare l'abruzzese Niko Romito (numero 1 in Italia) e il francese Inaki Aizpitarte (miglior straniero), come Viviava Varese, una salernitana a Milano, lo è tra le cuoche. E ancora la piemontese Ivana Palluda miglior maître, il sudtirolese Merch Pescollderungg miglior sommelier, Eleonora Cozzella miglior giornalista. Luigi Taglienti ha invece una mano felice per la cucina con la birra, mentre Valerio Centofanti, abruzzese, è la sorpresa dell'anno e il mantovano Giovanni Santini il volto nuovo della Famiglia italiana.
Ma Inaki non era il solo straniero. La presenza del console giapponese a Milano, Shigemi Jomori, era dovuta ai riconoscimenti per due suoi connazionali che non cucinano giapponese e che non lavorano a Milano, la città gastronomicamente più giapponese d'Italia. Yoji Tokuyoshi ha ritirato il riconoscimento come miglior sous-chef, il secondo capace di interpretare la cucina del titolare in tutto e per tutto, mentre Tatsuya Iwasaki, che ritroviamo agli Amici a Udine, quello come pasticciere («ma io sono nato cuoco e il mio approccio alla pasticceria è da cuoco»). Yoji è invece in forza a Modena all'Osteria Francescana di Massimo Bottura, l'italiano più in voga anche per la capacità di fare squadra con chi lavora con lui: «Contano velocità, tecnica, riflessi e ruoli. Che sono quel che occorre per far girare la macchina di un ristorante. Perché le soddisfazioni non sono tali se non sono condivise con gli altri, lavapiatti inclusi. I fenomeni che non sanno entrare in un meccanismo fanno solo danni». Il suo vice arrivò in Italia nel 2005, si propose a una 40ina di locali al top senza successo. Quando stava per recarsi alla Malpensa e fare ritorno in Giappone, fece un ultimo tentativo con Bottura che lo invitò a Modena, gli offrì la cena e l'indomani un posto di lavoro.
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