Nove bollicine italiane per un Natale tricolore anche nel bicchiere

Non è necessario avere in tavola un'etichetta di Champagne per bere alla grande. Vi proponiamo prodotti che arrivano dalla Franciacorta (Gatti, il Mosnel, Ca' del Bosco), da Conegliano-Valdobbiadene (Bellenda, Merotto, le Vigne di Alice), dal Trentino (Balter e Cesarini Sforza) e perfino dalla Puglia (d'Araprì)

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Le bollicine per le feste? Quest'anno consigli tricolori. E non solo per il patriottismo che pure il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia incoraggia. N´ per la crisi economica che tiene lontani tanti di noi dalle blasonate etichette della Champagne. Ma proprio perch´ gli spumanti italiani hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e sono in molti casi davvero buoni, come provano le guide specializzate uscite nelle ultime settimane.
Noi, stavolta, vogliamo suggerirvi nove etichette dal prezzo abbordabilissimo, che rappresentano i tre territori più importanti del bere «sparkling» all'italiana, con una piccola ma sorprendente divagazione meridionale.
Partiamo dal territorio ormai leader se non in termini quantitativi certamente in quelli qualitativi: la Franciacorta, terra di relativamente recente lignaggio, le cui etichette sono però ormai la vera alternativa autarchica (ma senza cedere in piacevolezza) a quelle delle maison di Reims ed Épernay. Magnifico esemplare ne è il Franciacorta Nature Enrico Gatti ottenuto da uve Chardonnay, con un piccolo saldo di Pinto Nero e con il 15 per cento del mosto che fermenta in botti di rovere, prima dell'affinamento per 24 mesi sui lieviti in bottiglia. Un vino a dosaggio zero di esemplare finezza, con un naso elegantemente fruttato con una svisata minerale che ne fa un campione. Prodotto in 10mila bottiglie, sullo scaffale a circa 22 euro. Dall'azienda Il Mosnel della famiglia Barboglio-Barzanò che ha una tradizione viticola di oltre un secolo e mezzo arriva invece un grande Franciacortà Satèn, tipologia classica di questo territorio, con una minore presenza di anidride carbonica e una maggiore morbidezza. Classico blanc de blancs (è un 100 per cento Chardonnay) vanta 30 mesi di lieviti e propone un nasomagnificamente agrumato e una bocca pastosa e sapida. Prodotto in 35mila bottiglie, costa attorno ai 24 euro. Non potevamo concludere il nostro piccolo viaggio nella Franciacorta senza una delle aziende da sempre al top: Ca' del Bosco, gioiello guidato da Maurizio Zanella. Scegliere un vino dal catalogo di questa azienda è un'impresa ardua, ma noi ci proviamo: ecco quindi la Cuv´e Prestige dall'inconfondibile bottiglia satinata e incartata. Dentro ci finiscono le migliori selezioni di uva Chardonnay (75 per cento), Pinot nero (15) e Pinot bianco (10) provenienti da ben 134 vigne, vinificate separatamente con 28 mesi di affinamento sui lieviti. Naso di erbe aromatiche, bocca composta da primo della classe. Sui 25 euro, di facile reperibilità.
Spostiamoci in Trentino, terra di lunga tradizione spumantistica. Lontano dai soliti noti abbiamo scelto quest'anno due etichette da aziende outsider. Ecco quindi il Trendo doc Brut Riserva, dell'azienda Nicola Balter di Rovereto, da uve Chardonnay (80 per cento) e Pinot Nero (20) vinificate per almeno un quarto in piccole botti di rovere e con una sboccatura che avviene dopo ben 72 mesi di contatto con i lieviti. Il risultato è un vino complesso e carnoso, equilibrato e persistente, con toni di frutta bianca e di erbe aromatiche, campione di alta quota. Il prezzo è sui 18 euro, le bottiglie poche. Per cui se vi imbattete in una, non esitate a comprarla. Sempre dal Trentino eccellente per il rapporto qualità-prezzo è il Trento brut Talento Tridentum di Cesarini Sforza (azienda del gruppo La Vis), da uve Chardonnay (80 per cento) e Pinot Nero (20) con un periodo dai 36 ai 48 mesi di sosta sui lieviti; uno spumante di vera scuola, nel quale la bevibilità e la spiccata freschezza non vanno a scapito di una bocca vellutata e armoniosa. In vendita a circa 15 euro.
Terza area a grande vocazione «frizzante» è Conegliano-Valdobbiadene, terra di Prosecco. Nome che molti, spesso erroneamente, identificano ora come vino spumante tout-court. «Ci facciamo un prosecchino?» è frase passepartout che registra il successo universale di marketing di un prodotto ma nello stesso tempo rischia di metterne in ombra l'aspetto qualitativo, vanto di un pugno di aziende illuminate che non pensano solo a far numeri. Tra queste la piccola Le Vigne di Alice, azienda tutta al femminile (le titolari sono Cinzia Canzian e Francesca Bonicelli). Tra le loro proposte scegliamo la più insolita, la coraggiosa e un po' maliziosa .g (proprio così: punto g!), un metodo classico 100 per 100 Glera. Altra scelta estrema, l'assenza di dosaggio. Il risultato è un vino con naso di mandorla, burro, mela renetta, bocca piena e minerale, grande persistenza. Non facile da trovare, in vendita a circa 23 euro. Più tradizionale la proposta dell'azienda Bellenda, della quale scegliamo l'S.C. 1931, Conegliano Valdobbiadene doc, metodo classico pas dos´ (quindi senza sciroppo di dosaggio) con naso suadente di erba tagliata di fresco e agrumi verdi, e bocca elegante e molto lunga. Un piccolo campione, che troverete al prezzo (imperdibile) di 14 euro. Infine una capatina in casa Merotto, in quel di Valdobbiadene. Vi proponiamo la Cuv´e del Fondatore Graziano Merotto, uve cento per cento Glera provenienti dai vigneti Col di San Martino. Un vino elegante e fruttato, che si colloca in una fascia di prezzo sui 15 euro.
Vi avevamo promesso di chiudere al Sud, ed eccovi accontentati. Chi non crede che al di sotto del Po si possano fare bollicine di alto livello si sorprenderà non poco assaggianto il Brut di d'Araprì, azienda situata nell'agro di San Severo, in Puglia, che prende nome dalle iniziali dei cognomi dei tre soci (D'Amico, Rapini e Priore). Una maison tutta bollicine che utilizza vitigni locali e metodologie «settentrionali» per un cocktail assolutamente originale. Il Brut in questione è un metodo classico da uve Bombino Bianco e Pinot Nero, che sosta almeno 24 mesi sui lieviti. Il risultato è un vino al tempo raffinato e caldo, con sentori di pane e di fiori e che in bocca è una sinfonia di piacevolezza. Prezzo circa 18 euro. E a proposito: cin cin.

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