Il procuratore, che potrebbe anche rischiare d'essere sottoposto a procedimento disciplinare da parte del Csm, sostiene di essersi sostituito al pm dell'udienza perchè le norme attualmente in vigore consentono di farlo. Lalla afferma che «il nuovo ordinamento giudiziario ha abrogato l'articolo 3 del dispositivo di attuazione del codice di procedura penale il quale stabiliva che, ove possibile, il procuratore facesse andare in udienza il sostituto titolare delle indagini». Il procuratore insiste «sulla impersonalità dell'accusa» e con un riferimento dottrinale cita un esperto in materia, il professor Franco Cordero, famoso giurista, che in un manuale di procedura penale afferma che «appare connaturata al pm l'impersonalità della funzione. É irrilevante l'identità dell'inquirente, purchè ce ne sia uno».
Un fatto è comunque certo. Al nono piano del palazzaccio di Piccapietra, si respira aria pesante. Secondo i sostituti procuratori che hanno firmato il suddetto documento, tra i quali il segretario della sezione ligure dell'Anm, Anna Canepa, e Valeria Fazio, dell'esecutivo nazionale di Magistratura democratica, il procuratore, pur avendo espresso il suo dissenso in merito all'esercizio dell'azione penale contro l'indagato, non aveva esercitato il suo potere di revoca dell'assegnazione del fascicolo per cui il sostituto Pinto aveva formulato la richiesta di giudizio. Solo il 26 Lalla ha informato Pinto d'aver chiesto e ottenuto di essere designato al suo posto a rappresentare l'accusa». Secondo i pm «ribelli», l'intrpretazione delle norme da parte del capo «appare lesiva della dignità professionale del magistrato privato della possibilità di esercitare la sua funzione e di assumere le proprie autonome conclusioni in udienza». Ricordiamo che Lalla, nel corso dell'istruttoria, aveva dimostrato di non condivedere l'impostazione accusatoria, esprimendo il suo dissenso anche nei confronti di Pinto. Il 26 ottobre ha ottenuto dal procuratore aggiunto Morisani di discutere personalmente il processo di Henriquet.
Frattanto ieri sono proseguite le attestazioni di stima nei confronti di Henriquet. Tra gli altri il presidente del Consiglio regionale Giacomo Ronzitti, che ha espresso la sua presonale soddisfazione e quella dell'assemblea per l'assoluzione, rinnovando la solidarietà al professore.
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