Da Guccini a Baglioni aspettando Ramazzotti

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«... A 35 anni... di nuovo all'opera». Con questo annuncio, Vincenzo Spera ha presentato il nuovo cartellone della sua stagione musicale. Un evento che si rinnova da 35 anni. Il titolo non vuole essere una sorta di bilancio, semmai vuole contrappuntare l'ennesima ripartenza. «Da un lato è una nuova lotta contro la burocrazia, dall'altro il tentativo di portare avanti una programmazione di musica dal vivo a Genova - racconta Spera -. È dal 1974 che opero in questo settore e in questa città, le cose sono cambiate ma la sostanza no. Come, ad esempio, la difficoltà di trovare gli spazi giusti per le varie tipologie di spettacolo. Ho in mente una mostra, un libro e un Dvd per documentare questi 34 anni trascorsi».
Sei ipercritico verso la città?
«Qui prevale sempre la logica dell'appartenenza e non quella della proposta. Un esempio tra i tanti: sono mesi che ho concordato per il 17 febbraio la tappa genovese di Eros Ramazzotti, e non ho ancora ricevuto una risposta dal Vaillant Palace, semplicemente perch´ la struttura è opzionata per 2 mesi dall'atletica. Sono i cosiddetti diritti acquisiti».
Così Genova si taglia fuori dal mercato del Live?
«Certo, da sempre, basta ricordare quando nel 1985 crollò il Vigorelli di Milano, erano state già fissate le date del tour degli U2, così si cercò una location alternativa e fu proposta Genova. Tali furono le lentezze burocratiche che alla fine gli U2 andarono a Bologna. La nostra città sarebbe potuta essere un punto di riferimento per la musica internazionale».
Internazionale? Non è un po' eccessivo?
«Nell'87 ho organizzato un festival jazz a Genova, e fu un successo strepitoso. Oggi a distanza di anni mi telefonano dall'America per sapere se lo organizzo ancora. Qui ho portato i concerti dal vivo di Ella Fitzgerald, Ray Charles, Eric Clapton, Joan Baez, Miles Davis per menzionarne solo una parte. Fu indimenticabile la standing ovation per Ella (Fitzgerald), o quando Pat Metheny mi disse: “Non avrei mai immaginato di suonare in un posto così bello”».
Lasciando la tua storia e i problemi della città, cosa presenta quest'anno il tuo cartellone 2009-2010?
«Esiste una programmazione definita e una in stand-by. Il nastro di partenza lo taglierà uno dei più affermati cantautori della musica italiana, Francesco Guccini, ospite al Vaillant Palace il 13 novembre. Nello stesso mese, il 20, sempre alla Fiumara arriverà in concerto Cristiano De Andr´ che contemporaneamente pubblicherà il suo nuovo album. Il 23 e 24 novembre, sarà tripudio e gioia per i “sorcini” genovesi, l'ever green Renato Zero, sarà a Genova al Vaillant. La prima data è già tutta esaurita, per la seconda ci sono ancora pochi biglietti. A dicembre, invece, sarà il Teatro Carlo Felice ad ospitare sul proprio palco la canzone d'autore: il 4 è atteso Ludovico Einaudi, il 5 Antonello Venditti, il 21 Francesco De Gregori. Il 2010 porterà nel teatro di piazza de Ferrari, per l'esattezza l'8 e il 9 gennaio, Claudio Baglioni, altro artista da soul out. Gli ultimi appuntamenti in programma per il momento saranno al Vaillant Palace, il 30 gennaio con Corrado Guzzanti e il 3 maggio con Elisa».
E del programma in stand-by, non sveli nulla?
«Forse la parte più interessante è proprio quella, sto aspettando l'ok da Giovanni Allevi, la Pfm con “La buona novella”, Paolo Conte, Carmen Consoli, Elio e le Storie Tese e come già detto prima da Eros Ramazzotti. Sarà una rinascita dalle ceneri del live in Genova, parola di Vincenzo Spera».
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Alessandro Sallusti
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