V'è chi ha visto manifestanti fuggire verso piazza Merani, altri residenti hanno notato giovani che, armati di bastoni, urlando rovesciavano e ammassavano cassonetti della spazzatura. Altri ancora, allarmati, hanno tempestato di telefonate i centralini delle forze dell'ordine, chiedendone l'intervento. V'è chi non ha potuto riferire dinanzi ai giudici quel che aveva veduto, perch´ è passato a miglior vita. Il tribunale presieduto da Gabrio Barone ha però acquisito la testimonianza resa ai carabinieri il 13 agosto del 2001, nell'immediatezza dei fatti. L'uomo aveva dichiarato: «Nel pomeriggio di venerdì 20 luglio udendo un forte rumore provenire dalla strada mi sono affacciato dalla finestra che dà su piazza Merani e ho potuto vedere alcuni giovani vestiti normalmente che erano intenti a rovesciare cassonetti dei rifiuti e campane di vetro. Un altro episodio che rammento è occorso nella mattinata del giorno successivo quando ho notato due persone vestite di nero che passando dalle impalcature installate alla scuola Pascoli sono salite sul tetto dell'edificio verosimilmente per osservare la zona dall'alto». Il teste deceduto assistette anche al passaggio di mezzi della polizia in via Cesare Battisti sabato, quando sarebbero stati presi d'assalto dai black block (la Procura ha sempre contestato il lancio di oggetti contro le auto dei poliziotti). Ma il teste concludeva: «Sempre nella giornata di sabato verso le ore 21.30 dalla mia finestra ho visto due autovetture con insegne istituzionali della polizia in transito in via Cesare Battisti verso le quali dei contestatori che si trovavano davanti alla scuola Diaz e Pascoli lanciavano bottiglie di vetro e altri oggetti». C'è anche una telefonata registrata dal 113 alle 22,50 di venerdì 20, con cui una signora abitante in via Battisti comunica che una cinquantina di persone vestite di nero stavano entrando nella scuola.
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