Intanto oggi «Mediterraneo» apre i battenti insieme all'omaggio a Guccione e con Sirotti a Palazzo Reale. Ma non solo: dalle 17 l'ingresso a «Mediterraneo» è ridotto per tutti. Alle 18 Goldin dialoga con Gianni Mura tra rotte d'arte e ciclismo per poi affidarci un'ora dopo al Quartetto Desueto. Alle 20 lo ritroviamo a raccontare la mostra, mentre è alle 21.30 il concerto di Antonella Ruggiero e la PFM.
La mostra è aperta fino all'una di notte e allora molliamo gli ormeggi da Tolone insieme alle tele di Vernet dipinte nel pieno del '700 per poi sentire la natura farsi protagonista tra Granet e Loubon. Ancora qualche passo e ci fermiamo di fronte a un dipinto. I piedi su uno scoglio, il cappello stretto in un saluto che ha la forza di un abbraccio: oltre, il mare e il cielo. Siamo a Palavas, dove Courbet, maestro del Realismo, ascolta l'immensità dello spazio e del silenzio. Qui sentiamo crescere una dialettica che da potenza si fa atto, pienamente pittorico. Il luogo trasmuta in occasione, compenetrazione negli umori della natura e dell'alterità che si dà, nascondendosi al tempo stesso, nella pittura. Ed ecco Monet. A Bordighera nel 1884 dove i giorni diventano mesi e poi ad Antibes nel 1888: nella sua corrispondenza scrive invraisemblance, dell'esperienza dell'inverosimile, della luce e di quei colori per i quali vorrebbe «una tavolozza di diamanti e pietre preziose». Antibes sarà meta anche di Boudin e più tardi di Signac, mentre galeotta per Munch, nel 1891, è una «Mattina sulla Promenade des Anglais». E qui a Nizza Matisse dipingerà nel 1921 un'indimenticabile Carnevale. Arles con la sua piana della Crau accoglie Van Gogh e le sue opere sono sole, terra e vento oltre il tempo di qualsiasi attesa. E poi l'Estaque con Renoir e C´zanne insieme nel 1882 e tra Braque, Dufy e Marquet: oltre alle vette dell'Impressionismo la mostra tocca il suo post e prosegue con i maestri Fauves approdando a Vallotton, Soutine e Bonnard.
A segnare il congedo di un viaggio lungo ottanta opere, l'alchimia degli elementi: la terra con Van Gogh, il mare di Monet e il monte Sainte Victoire di C´zanne.
Ingrandisci immagine
