L'attaccante chiavarese, classe 1982, è stato acquistato dal club laziale e ha già giocato da titolare sia in coppa Italia sia nell'esordio in campionato venerdì scorso a Salerno. E chi si è trovato ad arbitrare il suo esordio in B con la nuova squadra? Ironia della sorte, il signor De Marco di Chiavari. Si prepara a vivere una stagione da protagonista nel campionato cadetto, l'anticamera del calcio che conta. Quel mondo dove il giovane, dopo le trafile nel vivaio chiavarese, arrivò diciassettenne ingaggiato dal Parma.
Dopo la prima gara in Coppa Italia viene convocato per indossare la maglia della Nazionale under 16 con gente come Gilardino e Cassano. Il Parma crede in lui e nella stagione 2000-01 Simone si presenta come quinta punta della società gialloblù, si allena e vive a fianco di campioni del calibro quali Di Vaio, Amoroso, Milosevic, Mboma, Buffon, Cannavaro e Thuram. Per gli addetti era una grande promessa ma così non fu. «Sfortuna, infortuni, cattiva gestione da parte di alcuni procuratori e l'inesperienza, m'indussero ad abbandonare la serie A senza nemmeno una presenza».
Basso iniziò a girovagare per la C: Livorno, Prato, Aglianese lo fanno scivolare nell'anonimato del calcio italiano. Decide di ripartire daccapo e accetta la corte della Lavagnese in serie D e, come d'incanto, si rivede il grande giocatore che era nascosto in lui, si riaprono le porte del professionismo e scommette su di lui prima la Sangiovannese in C1 e poi il Crotone, dove gli creano un'isola felice anche se lontana migliaia di chilometri dalla sua Chiavari, dalla sua famiglia, dai suoi amici. Con la formazione calabrese Simone gioca 60 partite. Il talento è riesploso e il calcio italiano torna a ricordarsi di lui. Addirittura, anche il Bayern Monaco fa un sondaggio per averlo. Basso è di nuovo un giocatore vecchio stile, di quelli che giocano con il cuore ma adesso, consapevole soprattutto «che quando si passa dal dilettantismo al professionismo tutto diventa industria». Una convinzione che se riuscirà a trasformare anche sul campo, potrebbe aprirgli le porte del paradiso del pallone.
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