Lo spotting, ovvero l'accensione di focolai secondari dovuta al vento che trasporta materiali leggeri infuocati, ha poi innescato altri cinque fronti diversi. Al fuoco si sono aggiunti i rombi dei cinque Canadair che per oltre 24 ore, con una breve pausa notturna, hanno sorvolato Vado assieme a due elicotteri della Regione Liguria. Non c'è elettricità, in paese; il black-out è stato imposto per consentire ai piloti di Canadair ed elicotteri di operare in sicurezza. A terra, hanno lavorato un centinaio di persone: vigili del fuoco di Savona, con rinforzi dal Basso Piemonte e dalla Spezia; personale della Forestale; volontari dell'antincendio e anche residenti. Uno di loro, 72 anni, si è ustionato le mani e le braccia per togliere materiale infuocato dall'aia della sua casa. Solo ieri il vento è un po' calato, consentendo la riapertura dell'autostrada: i tecnici del Nipaf della Forestale stanno cercando di capire cosa sia successo. Le ipotesi si riducono: non sembra che si tratti di un incendio doloso, ma potrebbe essere di origine colposa. Probabilmente qualcuno ha sparato dei botti nel bosco, innescando così l'incendio che è stato alimentato dal vento. I Canadair e gli elicotteri hanno continuato anche ieri a sfiorare il mare e scaricare acqua senza fermarsi mai.
Il fuoco, nel tardo pomeriggio di ieri sembrava sconfitto. Cosìsi è potuta iniziare l'operazione di bonifica e i grandi aerei e gli elicotteri tornano negli hangar. Ma non tutti i Canadair sono riusciti a tornare a riposo: ieri pomeriggio i vigili del fuoco segnalavano altri focolai: uno, preoccupante, a Voltri, dove è stato inviato un mezzo aereo per velocizzare le operazioni di spegnimento.
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