Vengono approvati i primi 2 ordini del giorno e, a quel punto, Morabito chiede 5 minuti di sospensione che portano alla decisione, per far mancare il numero legale, di abbandonare l'aula in blocco.Gianelli è costretto a sospendere la seduta. Mentre fuori dall'aula comincia una bagarre fra tutti i consiglieri dell'opposizione che si accusano vicendevolmente uno con l'altro, fa capolino in consiglio il grande assente: Roberto Foglino (Pd) che porta a 12 i presenti facendo tornare il numero legale. Mentre all'esterno continuano le discussioni, Gianelli passata mezz'ora, secondo regolamento, rifà l'appello e mette in votazione il piano triennale che passa con un netto dodici a zero.
La maggioranza esulta, Gianelli tira l'ennesimo sospiro di sollievo mentre i consiglieri di Pdl, An, Lega Nord e gruppo misto accusano la «botta». Incassano e tornano a casa accusandosi a vicenda. Domenico Morabito attacca i colleghi: «Il centro destra da due anni ha la possibilità di mandare a casa chi governa, ma le strategie politiche vanno concordate prima». «Il mio capogruppo - incalza Imma Serra (Pdl) - ha deciso di uscire da solo, le strategie vanno concordate», e gli fa eco il collega Maurizio Uremassi: «Auspichiamo che d'ora in avanti ci sia un minimo di organizzazione e strategie concordate» e, il grande accusato, il capogruppo Pdl Marco Tagliafico replica: «Se tutti avessero lasciato l'aula quando l'ho fatto io sarebbe passato il tempo che è stato necessario a Foglino di rientrare».
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