E oggi, con ventisei anni di ritardo rispetto ad una tabella di marcia ben oltre l'ottimismo, non si è nemmeno ancora tagliato il nastro per l'ultimo tratto della metropolitana. «Forse verrà inaugurato entro le elezioni - dice Giuseppe Viscardi, candidato sindaco per il movimento «Gente comune» che ieri ha festeggiato con ironia il compleanno dei trent'anni della metrò genovese -. Ci sono sette elettromotrici nuove a cui si aggiungono quelle vecchie. I nuovi mezzi sono più lunghi, ma la rimessa di Di Negro non può contenerli». Per la realizzazione della metropolitana della Superba, continua Viscardi, sono stati sforati tutti i budget previsti per tratta e moltiplicati all'infinito.
«Siamo arrivati a costi esorbitanti e a una tempistica pazzesca. Principe è stata aperta nel 1992 per le Colombiane e poi richiusa. La stazione di San Giorgio venne inaugurata nel 2003 con Montaldo allora che diceva che nel 2004 sarebbero stati a De Ferrari». Invece a De Ferrari ci arrivarono due anni dopo, nel 2005.
«La metropolitana di Genova è la più bugiarda - si legge nel volantino di Gente Comune -, perch´ ieri ogni proclama è stato disatteso, mentre oggi una vulgata benevola ed indulgente tende a minimizzare le responsabilità dei governanti di ieri e di oggi e ad accreditare una tesi secondo la quale i progetti risalirebbero alla metà degli anni Ottanta, l'inizio dei lavori al 1986/87 e la tratta attualmente in costruzione fino a Brignole farebbe parte di uno sviluppo successivo, come il progetto di un eventuale prolungamento fino a Rivarolo centro». Ma non è così, precisa Viscardi, mostrando un comunicato dell'Amt in c'è scritta la data di inizio lavori, 8 febbraio 1982. «Si sono portati avanti di 4/5 anni».
Per il futuro di Genova, lui Viscardi, candidato sindaco ha in mente cose molto più concrete. Basta con le promesse sempre disattese, basta con i proclami, basta con le ideologie e con le visioni di una città che non hanno aderenza con la realtà quotidiana.
«Noi partiamo dalle cose concrete, dai bus che non funzionano o dal decoro e dalla pulizia che mancano. Partiamo da quello che a Genova non si fa».
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