A seguito del blitz sono così state arrestate le infermiere Cristina Ciobanu e Elzbieta Ribakowska, e gli operatori socio assistenziali Ihor «Igor» Telpov, Silvano Fagian, Daniele Raschellà e Assunta «Silvana» Mecca. L'accusa è quella di maltrattamenti, con l'aggravante che la vittima è una persona a loro affidata per cure e che non era in grado di difendersi. Un reato che prevede una pena da uno a cinque anni di reclusione. Tra le persone ristrette agli arresti domiciliari anche la presidentessa della Casa di Riposo Rosalba Nasi, 58 anni, molto nota anche per essere la moglie del senatore del Pdl Gabriele Boscetto, accusata di non essere intervenuta nonostante fosse venuta a conoscenza delle violenze. «La sua responsabilità è quella di non aver adottato provvedimenti volti ad impedire questi episodi pur essendone a conoscenza» ha detto il comandante Rovetto. In totale sono state segnalate all'Autorità Giudiziaria, a vario titolo, sedici persone. A supporto delle accuse le fiamme gialle hanno registrato 155 mila conversazioni, ambientali e telefoniche, e più di 9 mila ore di filmati video. «L'arco di indagine è stato limitato, per la necessità di intervenire in fretta per porre fine a questa situazione ha detto il Procuratore Capo Roberto Cavallone C'era infatti il concreto rischio che questi comportamenti potessero comportare conseguenze letali ad alcuni dei ricoverati. Si tratta inoltre di persone non in grado di difendersi, e proprio per questo è stata contestata l'aggravante della minorata difesa». Del caso è stato interessato anche il Nucleo Antisofisticazione dei carabinieri di Genova, che dovranno accertare eventuali carenze igieniche e la presenza di presidi sanitari scaduti. La lente degli inquirenti è ora puntata anche sulla morte di due ospiti, avvenuta negli scorsi anni, che se fossero riconducibili a maltrattamenti sarebbero punibili con una pena fino a 20 anni di carcere. Si tratta di due donne. Una morì in seguito ad un ictus dopo un ricovero in ospedale dovuto a gravi ferite alla testa. L'altra è deceduta dopo aver ingerito una massiccia dose di farmaci. «Oggi - ha affermato il sostituto procuratore Maria Paola Marrali, titolare delle indagini - non è facile stabilire se le vittime fossero già in condizioni fisiche pregiudicate, o se invece vi possa essere qualche nesso di causalità». Ma la magistratura intende approfondire i due episodi.
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