Il pezzo scelto per il debutto è un azzardo, commedia inglese difficilissima di Michael Frayn, insidiosa anche per i più esperti e navigati attori, per la velocità, il ritmo che non rallenta mai nemmeno un momento e che se appena molli, è come un palloncino che si buca. Puff. Per i cambi di scena, per il movimento fisico sul palco, per il tempismo delle entrate e delle uscite dei personaggi. Quelle porte che si aprono e che si chiudono centinaia di volte che soltanto ricordarsi quando girare la maniglia è un passo verso l'Oscar.
Ma soprattutto per il doppio ruolo che gli attori devono recitare in un solo spettacolo e all'interno dello stesso spettacolo. «Rumori fuori scena» è un pezzo di teatro sul teatro, su come si mette in piedi una commedia appunto, con tanto di prove generali, tourn´e, spettacolo e quel microcosmo magico e incredibile che sta dietro alle quinte, pieno di amori, ripicche, gelosie, vendette, competizioni, odio, rivalità che per una volta - che piacere! - viene svelato al pubblico in sala. Che si diverte, ride e chissà, forse anche un po' s'immedesima in uno dei tanti ruoli visti là sopra. Ce n'è per tutti i gusti: la bellona svampita, il bellone un po' meno svampito, il regista marpione, l'ipersensibile, la donna forte, l'assistente che corre dietro a tutti, l'attrice di lungo corso che ora perde un po' di colpi, e quello che invece si perde dietro a una bottiglia di whisky.
Esilarante e bravissima la signora Clackett (Eleonora d'Urso) con i suoi innumerevoli piatti di sardine, le acrobazie per prenderli e dimenticarli, e la Royal. Bravissimo Roger (Nicola Nicchi) che sembra partire in sordina nel primo atto, per esplodere nel secondo e nel terzo. Così come Selsdon (Marco Zanutto) e Vicky (Barbara Alesse), pare facile fare la parte dell'ubriacone o della bella e stupida... Che dire degli altri: bene, bravi, bis. E infatti di rappresentazioni ce ne saranno almeno altre cinquanta. Preparatevi a piangere quindi, dal ridere però.
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