Le casse comunali dipendono, infatti, in gran parte dagli introiti della casa da gioco. Per questo a Sanremo i furti al casinò sono visti con grande rabbia da parte di tutta la cittadinanza. I soldi sottratti, infatti, vengono poi a mancare per il materiale didattico nelle scuole, nelle strutture per anziani o nei servizi al cittadino. «Io metto la mano sul fuoco sul sindaco Borea, su altri sindaci e su molti amministratori pubblici del passato ma non su tutti prosegue Zoccarato Chi per esempio ha raccomandato un vietato facendolo assumere è un delinquente e bisogna chiamarlo con il nome giusto». Dai banchi della minoranza è intervenuta Daniela Cassini «Se ci sono zone d'ombra di connivenza tra politica e malaffare all'interno del casinò, si faccia luce» ha chiesto. La discussione in aula si è poi allargata alla gestione generale della casa da gioco, per cui sono state sollevate alcune critiche da parte dell'opposizione. «Il 2011 si è chiuso con 64 milioni di incassi, nel 2012 saranno 55 milioni e nel 2013 il casinò avrà gli introiti esattamente equivalenti ai costi - ha detto il consigliere Massimo Donzella l'Amministrazione Comunale non ha investito in questi anni nella casa da gioco e non si è voluto impedire che nei locali di Sanremo venissero aperte delle videolotteries che fanno concorrenza al casinò stesso. Lo si sarebbe potuto evitare facilmente creando, come in provincia di Trento e di Bolzano, una sorta di zona franca». Marco Lupi, Lega, ha invece rilanciato la privatizzazione del casinò.
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