Come se non bastasse la paura, ieri un'altra persona, la terza dall'inizio dell'emergenza, è rimasta ferita. È un volontario che stava lavorando nei boschi alle spalle di Vado Ligure e Quiliano che sarebbe caduto nella frazione di Segno riportando un trauma dorsale. L'uomo non è ferito gravemente, ma è stato trasportato all'ospedale San Paolo. Intanto la Procura di Savona ha confermato di aver aperto un fascicolo a carico di ignoti per incendio colposo. I resti di alcuni raudi rinvenuti nel bosco di Vado Ligure poco dopo l'avvio del vasto incendio che ha bruciato oltre 400 ettari di macchia mediterranea sono stati posti sotto sequestro. Lo ha confermato il procuratore di Savona Francantonio Granero. Una prima relazione è già stata inviata dai carabinieri, delegati nelle indagini, al sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro. Nella relazione i carabinieri hanno ripercorso le tappe dell'emergenza e tutta una serie di ipotesi investigative sulle origini colpose dell'evento: oltre all'esplosione dei botti anche la brace di una stufa buttata ai margini del bosco ancora accesa e infine un mozzicone di sigaretta.
Di sicuro i danni sono enormi: si stima che l'incendio abbia percorso, in tre giorni, almeno 400 ettari di territorio in gran parte coperto da boschi, l'esatta quantificazione dei danni sarà possibile solo a fine emergenza. In serata la buona notizia: «Tutti gli incendi che hanno devastato i nostri boschi mettendo in pericolo case e cascinali, sono stati spenti» ha detto il sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia. «Restiamo in allerta per la prossima notte - ha detto Caviglia -, ma i mezzi aerei hanno completato il loro intervento così come gli uomini da terra che hanno lavorato senza mai prendere fiato per mettere in sicurezza tutte le aree boschive».
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