I ristoranti sono di buon livello, sia quelli affacciati sul mare sia nell'immediato entroterra, con menù dai prezzi medio alti. La nota dolente è, però, rappresentata dal dopo cena per la difficoltà, con sole poche eccezioni, di trovare un locale serale, divenuto merce sempre più rara. Per non parlare delle discoteche, per cui Sanremo sembra avere l'allergia. In città hanno infatti chiuso tutte, ad esclusione di una allestita in spiaggia solo nel periodo estivo, con grande incredulità di tutti i ragazzi che credono di trovare nella sede del Festival una città a misura di musica. Così come è singolare l'assenza di un museo del Festival, dove poter ammirare cimeli e ricordi della kermesse canora, anche se l'Amministrazione Comunale ha annunciato di voler lavorare su questo progetto. Immancabile una visita al casinò, con le sue tradizionali torrette liberty, che però avrebbe bisogno di una rinfrescata per essere al tempo con i casinò moderni. Se però qualcuno crede di trovare seduti ai tavoli da gioco attori famosi o ricchi arabi rimarrà deluso, la clientela è molto scesa di livello, tanto che neanche la cravatta è più obbligatoria. Di grande fascino invece la centrale via Matteotti, ormai tutta pedonale, la cui pavimentazione è però arredata con tristissime targhe con le canzoni vincitrici del Festival che, imitando male uno stile americano, difficilmente potevano essere realizzate più brutte. Molto varia la gamma di scelta delle spiagge, tra libere, libere attrezzate e stabilimenti privati, ma anche in questo caso mal fornite di parcheggi. La nota più dolente, su cui Sanremo deve lavorare maggiormente, è però la percezione di sicurezza che si respira in città. Specialmente in alcune zone servirebbe veramente una presa di posizione importante, da parte delle istituzioni, per risolvere alcune situazioni poco piacevoli, come furti e spaccio, che rappresentano la peggiore immagine che un turista si possa portare a casa come ricordo.
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