Se i liberali hanno bisogno dei cardinali per parlare

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Liberali dove siete? Siete a parlare di «umanesimo liberale» di ideali e di principi (quando va bene) o a parlare dell'inutilità di una manovra sostenendo che fra poco tempo saremo chiamati a farne un'altra. I «Re» del verismo del pessimismo.
Questi sono i liberali senza futuro, sono quelli che non hanno capacità di reazione Liberali (specialmente quelli che contano) abbiate il coraggio di dire cosi non va, non sono le liberalizzzioni delle farmacie, dei tassisti, o dell'ordine degli avvocati, o cose di questo genere a tirarci fuori dalla crisi. Occorre investire in progetti che sembrano quasi impossibili. Proviamoci. Proponiamo senza paura la deducibilità dal reddito di tutte le fatture passive per tutti i cittadini. Diamo questa possibilità e vedrete che il «nero» scomparirà velocemente.
Urliamo che umiliare i risparmiatori è un insulto, perch´ il risparmio è sempre stato la forza del nostro Paese.
Evitiamo che il risparmiatore si senta uno stupido. Gridiamo che aver fiducia nello Stato vuol dire aver fiducia in noi stessi. Lo Stato non deve tradire la fiducia come sta facendo nel caso dei capitali scudati. Quale fiducia a chi tradisce la parola data.
Diciamo che le imposte patrimoniali come formulate sono solo una palese ingiustizia. Colpiscono solo una parte della ricchezza e la più facile da individuare e quella già sottoposta a una infinità di balzelli. Diciamo che chi ha una pensione di 1500/2000 al mese non è certamente annoverabile tra i ricchi.
Diciamo che chi ha guadagnato con onestà per tutta la vita e ha raggiunto un grado di benessere anche importante non è un ladro ma è solo da imitare per i più fortunati.
Diciamo tutte queste cose senza riserve e senza paura e saremo veri liberali altrimenti siamo solo degli opportunisti che si nascondono per non avere coraggio delle proprie idee. Aspettiamo che qualche Cardinale o qualche Bersani lo dicano per noi.

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COMMENTI

1 commenti
#1 Adriano Teso (8) - lettore
il 22.01.12 alle ore 14:07 scrive:
in sintesi : il PDL nasce come "Partito liberale di massa" ed il programma lo è. Chiedetelo ai loro vertici ( liberali ? ) dove sono? Martino e pochi altri, autenticamente liberali, ci sono, parlano e fanno. Ma il PDL ? Noi veri liberali , ai margini del partito o esterni, ci proviamo. Vedi il grande lavoro che fa il Bruno Leoni o il Studi Liberali , ma essere un partito ed incidere è ben altro. Quanti sono il liberali attivi e riconosciuti nel PDL ? Io ripeto che serve un partito di soli liberali, e non di variegate culture dove ovviamente vincono il populismo o il promettere "gratis" tutto a tutti. Solo la disoccupazione dilagande darà ragione ai liberali. Speriamo non troppo tardi. Adriano Teso
Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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