Più che naturale, dunque,che oggi, a quattro anni dalla scomparsa, il professore, che fu amico di Fernand Braudel e Jacques Le Goff, di Maurice Aymard e Alberto Tenenti, mantenga un'attualità e un'autorevolezza assoluta non solo in campo accademico, ma anche in quello della grande cucina che egli seppe spiegare da abile conferenziere a esperti e gente comune, indifferentemente conquistati dalla simpatia e dall'acutezza delle intuizioni. Ma è soprattutto fra gli amici che Rebora ha lasciato un segno indelebile. Uno di questi, fra i più cari, è Gianni Carbone, «L'Oste». Che un giorno incontra Giovanni, «U Prufessu» e, rigorosamente in genovese, si mette a parlare con lui di pansoti e fugassa, di tradizioni vere e false, e di barbera... Scocca la scintilla, che diventa una bella fiamma, e coinvolge le rispettive famiglie. E sfida il tempo, questa amicizia, e non è interrotta neanche dalla scomparsa di Giovanni. Tant'è che adesso Gianni e sua figlia Gloria, all'unisono con Federico, figlio del professore, lanciano la proposta: l'istituzione di un premio intitolato a «U Prufessu», per un testo sulla civiltà della tavola che si avvicini alla «maniera di pensare» di Rebora, in linea con il «pensiero storico-gastronomico» della famiglia Carbone, che è al timone dello storico ristorante «Manuelina» di Recco.
Per onorare l'opera e la memoria di Giovanni Rebora, quindi, e «per ricordare la sua straordinaria passione e professionalità nel raccontare e scoprire usi, costumi, evoluzione della società antica e moderna, che lo hanno reso protagonista della vita scientifica e culturale contemporanea», viene istituito il «Premio Giovanni Rebora» per la Civiltà della Tavola. Il riconoscimento, che verrà assegnato ogni primavera nel corso di una manifestazione alla «Manuelina», ha due sezioni: quella «autori» prevede l'assegnazione all'autore di un'opera che tratti, nel senso più ampio, la storia, la letteratura, il costume, l'economia connesse alla gastronomia e alla civiltà della tavola. La sezione «carriera», invece, premia una personalità che, nel corso della propria esistenza e della propria attività scientifica o culturale, abbia operato nel campo della gastronomia e della civiltà della tavola con particolare entusiasmo e dedizione. I premiati saranno scelti da una giuria di intellettuali, enogastronomi ed esperti, designata dal Comitato organizzatore. Informazioni per partecipare sul sito: www.premiogiovannirebora.it. Già definiti, intanto, l'appuntamento con la serata finale 2012 - venerdì 16 marzo -, e il premio al vincitore: un «testo» in rame, la tipica teglia in cui si cuoce la focaccia col formaggio di Recco. Sarà anche questo un modo per celebrare la specialità che non mancava mai nei dialoghi fra «L'Oste» e «U Prufessu», e per ricordare nel modo giusto, senza retorica, Chi ben sapeva insegnare riuscendo sempre a strappare un sorriso.
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