Costato 2 milioni e 600mila euro, Eco1 è stato realizzato grazie a finanziamenti provenienti dal Ministero dell'Ambiente e dalla Regione Liguria, grazie ad un lavoro di sinergia tra Stato ed enti locali che il commissario Cancellieri non esita a definire vincente. L'opera è un record nel record: realizzata dalla ditta Servern Trent Italia che è riuscita a mettere in piedi, in meno di 150 giorni, un impianto tecnologicamente avanzatissimo, Eco1 permetterà, nell'arco di 12 mesi, di recuperare fino a 19 tonnellate di cromo 6, sostanza cancerogena solubile in acqua e per questo difficilmente intrappolabile, che altrimenti finirebbero disperse nell'ambiente. L'impianto tratta le acque sporche di falda, quelle derivanti dalla pulizia dei piazzali e quelle di lavaggio dei camion in uscita. All'interno delle vasche di reazione dove vengono pompati, i fanghi vengono mescolati ad alcuni reagenti che permettono di far precipitare il cromo 6 trasformandolo in cromo 3, non tossico e in forma di sali facilmente smaltibili. Una volta separati i cristalli di cromo dal liquame «un analizzatore automatico effettua le misurazioni finali dei livelli di ph, redox e cromo6 nell'acqua in uscita»: un solo valore fuori norma e il liquame automaticamente viene rispedito all'inizio del processo. «Quest'opera - ha affermato Annamaria Cancellieri - è una risposta efficiente e moderna che sostituisce un impianto, l'Eco 2, obsoleto e non adatto ad assolvere a un impegno che dovrà durare ancora anni». Insomma, il percorso è ancora lungo anche se c'è già chi pensa al futuro dell'area, come i sindaci delle due cittadine attigue. «Abbiamo già dato l'incarico per il piano urbanistico comunale - dichiara Attilio Zanetti, sindaco di Cogoleto - noi puntiamo sull'insediamento di attività produttive anche se al momento l'aspetto primario è la riqualificazione ambientale. Già entro il 2010 verrà bonificata buona parte della spiaggia di Cogoleto». «Questa è una risposta importante - sottolinea infine il commissario Cancellieri - perch´ servirà a bonificare e rendere accessibili gli arenili, restituendo il mare, che in questi anni è stato inavvicinabile, alla collettività».
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