«È dotato di apparecchiature digitali sofisticatissime - hanno spiegato - che permetterà una più fattiva collaborazione con i reparti dell'arma, per offrire un servizio migliore ai cittadini. Parliamo di un elicottero di alta tecnologia, in grado di monitorare il territorio dall'alto, e di svolgere anche attività notturne. Sotto un profilo tecnologico, è quanto di meglio potevamo disporre, sia in termini di prevenzione che in termini di controlli».
Un controllo del territorio che indica nel 2009, a margine della presentazione dei risultati del nucleo a difesa del patrimonio culturale, ottime risposte sotto il profilo del contrasto di furti di opere d'arte a danni di privati e istituti religiosi, musei e nell'ambito del patrimonio archivistico.
«Gli esiti delle numerose indagini svolte, i dati statistici pervenuti e le acquisizioni informative confermano una netta diminuzione dei furti in generale, il 23 per cento in meno; un invariato dato relativo agli scavi clandestini accertati; ma anche, purtroppo - ha aggiunto il comandante Salvatore Lutzu - un incremento del fenomeno della contraffazione di opere d'arte, oggetti e dipinti di vari autori contemporanei, che registra un aumento pari al 1250 per cento. Si aggiunga anche l'incremento dell'attività di contrasto, in termini sia di persone deferite all'autorità giudiziaria (+ 7%), sia di fenomenologie perseguite».
L'analisi evidenzia dunque un'ampia diffusione della falsificazione per quanto riguarda l'arte contemporanea (scultura, grafica e pittura), e una netta ripresa anche in campo archeologico. I dati confermano infatti l'ampia diffusione del fenomeno con 135 sequestri di falsi, a fronte dei 10 del 2008, e un aumento generale delle opere confiscate pari a 334, per un valore stimato di un milione di euro (esclusi i reperti archeologici e i falsi). Alcune delle operazioni condotte hanno consentito di interrompere filiere produttive, con il ritrovamento delle matrici, e consentito di agire direttamente nei confronti di associazioni criminali. «Inoltre l'esito delle attività investigative hanno confermato, che i reati che riguardano i beni culturali - ha continuato Lutzu - sono compiuti prevalentemente da liberi professionisti e persone appartenenti alla classe impiegatizia, ovvero i "colletti bianchi"».
E tra i recuperi effettuati del comando dei Carabinieri di Tutela Patrimonio Culturale di Genova spicca sicuramente quello del pittore ligure del seicento Domenico Fiasella: «Curioso e sicuramente molto pregiato è stato il ritrovamento di quest'opera, valore economico: 270mila euro. Proprietario del quadro un gallerista sanremese, truffato da un pluripregiudicato siciliano, che vantava una condizione economica florida, e invece non ha onorato il pagamento. Fortunatamente l'opera è stata recuperata» ha concluso Lutzu.
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