Tre gli obiettivi da raggiungere: Cadice-San Salvador (Bahamas), Miami-New York e New York-Cape Lizard (Uk). Tutti percorsi oceanici monitorati dal World Sailing Speed Record Council (Wssrc), l'organismo internazionale che certifica i migliori tempi di percorrenza sulle rotte storiche dei clipper.
La sfida è supportata da Maserati, partner principale che da il nome alla barca, dalla Banca svizzera Bsi (Gruppo Generali) e dalle stesse Generali. L'avventura parte dunque da uno scafo tecnologico di oltre venti metri, che può tranquillamente candidarsi a monoscafo più veloce del mondo la cui messa in acqua è prevista tra novembre e dicembre, mesi decisivi anche per la selezione e gli allenamenti dell'equipaggio.
A sventolare su Maserati, il guidone dello Yacht Club Italiano, il più antico club del Mediterraneo, fondato a Genova nel 1879. Traguardi importanti quelli del velista solitario Giovanni Soldini, che sceglie questa volta di navigare con un equipaggio internazionale di nove persone: «Sono felice perch´ due grandi aziende hanno deciso di avvicinarsi al mondo della vela oceanica sostenendo un'importante impresa italiana. Potremmo essere la prima barca a compiere il tempo di riferimento su una rotta ufficiale Wssrc. La conquista del record del Nord Atlantico è da sempre uno dei miei sogni». E se le condizioni saranno favorevoli, Soldini e Maserati tenteranno di battere anche il record di distanza percorsa dai motoscafi nelle 24 ore.
Inevitabile la soddisfazione di Carlo Croce presidente dello Yci: «Siamo felici di essere accanto a Giovanni Soldini e a Maserati, una barca italiana che parla d'Italia. Credo che noi italiani, non dobbiamo invidiare nulla agli altri». Di «totale simbiosi di valori, tra la casa del Tridente e il grande navigatore italiano, che raccontano di passione, emozione, velocità, adrenalina, innovazione, artigianalità e di italianità» ha invece parlato Harald Wester, l'amministratore delegato di Maserati spa.
A due giorni dall'addio della Fiat a Confindustria, il presidente della Fiat, che è anche vicepresidente di Confindustria in quota Fiat, è tornato sull'argomento e ha parlato di «impegno assolutamente coerente con quello che si è fatto. La nostra uscita non è legata al disimpegno dall'Italia - ha precisato ancora una volta Elkann -. Al contrario. L'importante in questo momento, soprattutto quando uno vede difficoltà e incertezze - ha concluso il numero uno della casa automobilistica torinese -, è di guardare al futuro e investire come stiamo facendo e di innovare».
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