Vobbia L’elezione come regalo di compleanno

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Deformazione professionale. Perch´ dopo una vita vissuta all'Agenzia delle Dogane, solo a sentir parlare di sprechi le viene da rabbrividire. E Rita Crosta, 60 anni, candidato sindaco di Ronco Scrivia - che coi simboli di Pdl e Lega cercherà di scalzare il centrosinistra dal municipio di Ronco Scrivia - di sprechi ne vede. A cominciare dall'Ici «che in questi anni a Ronco è aumentata per le seconde case e per i fabbricati mentre la riscossione è stata data a una azienda esterna quando potrebbe essere gestita dagli impiegati comunali». E poi il famoso polo industriale di Ronco (Pip) «progettato da diversi anni ma mai decollato». Non solo: «è stato fatto un sottopasso di accesso che è a rischio di allagamento», contesta la candidata che per il futuro ha il timore che «quello spazio diventi un deposito di container come gli Erzelli che non porterebbe alcun beneficio economico al paese». Con una squadra quasi completamente rinnovata dal 2005, quando il candidato sindaco era Giampiero Traverso (che comunque fa parte delle lista «Noi per Ronco»), la signora Crosta dovrà cercare di contrastare un centrosinistra che, dopo anni di divisioni, questa volta si presenta saldamente unito. A sostenere il sindaco uscente, Simone Franceschi, non ci sono infatti solo Idv e Pd (mentre con Sinistra e Libertà, Federazione di Sinistra e Udc è stato fatto un accordo sul programma), ma anche la lista «Il Ponte» dello storico sindaco comunista Osvaldo Gatto (scomparso da pochi giorni) che aveva conteso la poltrona di primo cittadino a Franceschi, con Stefania Malvasio. Questa volta la stessa Malvasio è entrata nella stessa squadra del sindaco che nel 2003 non ha esitato a fare ricorso attraverso l'Anci contro i tagli dei trasferimenti del governo Prodi. «Da allora abbiamo perso circa 230 mila euro ma siamo riusciti a garantire i servizi», spiega in candidato del centrosinistra che nel programma non si sbilancia: «preferisco dire una cosa in meno e farne una di più».

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Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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