Ad Annozero spuntano addirittura le accuse di mafia per il premier

Il conduttore guru della sinistra prima lascia che Di Pietro dia più volte del delinquente a Berlusconi. Poi passa la parola a Travaglio che lo dipinge come un boss. Ma i professionisti anti Cav tifano per Silvio

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Roma - Michele Santoro la prende alla larga. È una mossa obbligata, trattandosi di faccende di mafia, complicatissime, avvolte nella nebbia, lontane nel tempo, puntellate da testimonianze contraddittorie. «Verità nascoste», come recita il titolo di Annozero. Si risale addirittura al 1992, e per fortuna che allora Silvio Berlusconi si dedicava ancora interamente a Fininvest, altrimenti l’avrebbero additato come il nemico pubblico numero uno. Ma Berlusconi c’entra sempre. E se non è lui, si tratta di qualcuno dei suoi.
La tesi di Santoro è semplice, pur nell’intricatissima matassa mafiosa. Un politico legato ai mammasantissima di Cosa Nostra (Vito Ciancimino) e due ufficiali dei carabinieri (il generale Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno) si incontrarono più volte nell’anno delle stragi in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino. Mafia e Stato ebbero abboccamenti. Chi c’era dietro? Chi li voleva? Chi li copriva? A chi giovavano?

Ed ecco che salta fuori un nome vicino a Silvio Berlusconi, quello di Marcello Dell’Utri, sulla scorta delle recentissime dichiarazioni del pentito Nino Giuffrè che in aula l’ha definito «tra i politici di riferimento della mafia dopo la fine della Dc». Gli spettatori fanno due più due: Berlusconi è un mafioso. Ovviamente non è vero, l’attendibilità di Giuffrè è tutta da dimostrare, Santoro semina la trasmissione di condizionali, di forse e magari, e finge di frenare la foga forcaiola di Marco Travaglio che dà apertamente del mafioso a Berlusconi. Il messaggio che passa dai teleschermi - stringi stringi - è quello. Il Cavaliere con coppola e lupara.

Santoro non chiedeva di meglio che andare in onda il giorno dopo la bocciatura del Lodo Alfano, tuffarsi nella montagna di fango giudiziario che sta per essere riversato su Berlusconi. Anzi, è lui che apre le cateratte della melma. E appena sulle telecamere si accende la luce rossa della diretta dà la stura alla polemica tra Antonio Di Pietro e Niccolò Ghedini, una lite furibonda perché Di Pietro «con il massimo rispetto» dà del «delinquente» a Berlusconi, «un signore che diffama la Corte costituzionale, che si è messo a fare politica per motivi giudiziari, che sta reiterando procedimenti che fanno comodo a lui e agli amici suoi». Il premier sarebbe un diffamatore per aver detto che la Corte costituzionale si è comportata in modo sleale. Fatalità, poche ore prima, Santoro aveva usato la stessa espressione contro chi attacca il suo programma: «Dall’esterno continuano ad arrivare azioni di disturbo del tutto sleali nei nostri confronti».

È l'unica fiammata di Di Pietro durante l’intera trasmissione. Non è un magistrato esperto di mafia, sulle vicende legate a Cosa Nostra l’ex pm non dice nulla, è solo capace di litigare con l’avvocato di Berlusconi. Evidente che Santoro non l’ha invitato per parlare dei segreti siciliani, ma di Berlusconi. E il conduttore di Annozero gli lascia campo aperto, regala primi piani sul suo faccione contratto dalle urla. Dal Lodo all’odio il passo è brevissimo. Urla anche Ghedini, mandato all’ultimo momento ad Annozero per sostituire il viceministro leghista Roberto Castelli. Se non ci fosse lui a tentare di far tacere Di Pietro, le ingiurie e i veleni lanciati dal leader dell’Italia dei valori non avrebbero contraddittorio. Il battibecco è acceso, Di Pietro invoca la libertà di informazione, «che si è fatto questo, uno spinello?» esclama per zittire l’avvocato.

Santoro lascia che i due si sfoghino, è un avvio di trasmissione pirotecnico, lui stesso si atteggia a vittima: «Arriviamo davvero stremati in trasmissione. Non è che sto rimpiangendo solo i tempi della prima Repubblica quando ho cominciato, ma anche quelli dell’Editto bulgaro non mi sembrano poi così male rispetto a quanto sta succedendo ora». Poi Santoro manda la pubblicità e placa le acque. Il piatto forte della serata è già stato servito. Spegne il furore sul Lodo Alfano perché è sicuro di avere un asso nella manica da giocarsi in seguito. Quell’asso è il collegamento tra la mafia e Berlusconi sancito da Massimo Ciancimino, figlio di Vito, l’ex sindaco di Palermo legato ai boss. Ciancimino jr, che ha sulle spalle una condanna in primo grado per aver riciclato il patrimonio del padre, va in onda in diretta da studio e anche in registrata. Lui stesso ammette che le sue dichiarazioni nel corso del tempo sono contraddittorie.

Annozero si dipana lentamente, la mafia è un tema per specialisti, gli spettatori fanno fatica a seguire l’ingarbugliatissimo labirinto di dichiarazioni, collegamenti, spezzoni di confessioni da collegare, nomi che si accavallano. Ma in questo minestrone di mafia, politica, collusioni e complicità passa un teorema facile facile. Il solito trappolone. Ciancimino parla di rapporti tra mafia e politica. I pentiti fanno il nome di Dell’Utri. Sullo sfondo c’è l’inchiesta riaperta da Ilda Boccassini sui presunti legami tra Cosa Nostra e il Cavaliere, spezzettata tra varie procure, e che Berlusconi ha più volte evocato nelle ultime settimane. «Verità nascoste», le ha chiamate Santoro. Ma il suo gioco è tutto alla luce del sole.
Blog/ Totò e i mammasantissima

Michele Santoro, conduttore di Annozero
Michele Santoro, conduttore di Annozero
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COMMENTI

243 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#243 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 10.10.09 alle ore 15:53 scrive:
*#228 AGFD*- Mi creda, le risponde senza alcuna acredine.Si sbaglia.La mia e' una considerazione generale sugli esseri umani,quindi che tien conto dell'esperienza personale, mia e di altre persone, e di quella politica, e posso assicurarle di averne parecchia per osservazione, studi ed anche partecipazione.Peraltro,temo di non essere riuscita a spiegarle che per me il discorso sulla politica e quello sulle persone e sulla mia persona coincidono su diversi terreni. Se le cose non vanno nel mio Paese,non vanno neppure per me che, se vivessi in un Paese diverso, vivrei di gran lunga meglio.Quindi non si affanni a cercare motivi psicologici personali nel senso in cui lei li intende.Infine, io non divido il mondo in destrorsi e sinistrorsi.Semmai e'da una vita che sento i sinistrorsi dividere il mondo in sfruttati e sfruttatori. Lei fa dunque torto alla mia intelligenza.Circa la quale,mi passi l'improntitudine,non ho dubbi.
#242 Luigi Fassone (2430) - lettore
il 10.10.09 alle ore 9:05 scrive:
Se è per questo,Sig.#225 marcosol (169) - lettore,che scrive " sempre che mi pubblichino i commenti, su dieci di solito ne leggo uno o due al massimo ",non disperi,che anche per quelli che la pensano al contrario di Lei (io,ad esempio) "a l'è dùra". Bisogna fare una faticaccia per vedere pubblicate i commenti. Ma cosa non si fa per un'idea...! Quindi e quinci,tenga dùro. Ma poi,gliene hanno già pubblicati 225,di commenti,di che si lamenta ?
#241 marcosol (363) - lettore
il 10.10.09 alle ore 8:56 scrive:
Scusate, possiamo cominciare a parlare dei rapporti stato-mafia per cortesia? Mi sembra che le dichiarazioni di Martelli nella puntata di Annozero siano molto più importanti di Berlusconi e della sinistra, non vi pare? I gravissimi episodi raccontati ad Annozero e da Martelli sono avvenuti nel 92, prima che il Cavaliere scendesse in campo. Ministro dell'interno era Mancino. Presidente del consiglio, Amato.
#240 oiramissor (327) - lettore
il 10.10.09 alle ore 7:48 scrive:
Ma quale esame di coscienza questi dovrebbero andare in un centro per riabilitazione mentale e non credo che ne uscirebbero piu' in quando per fare la terapia si abbisogna della materia prima, quella grigia ....i cervelli e questi non ne hanno mai avuto uno. Su queste pagine ogni giorno fino alla nausea bisognerebbe ricordare le malefatte del dp essere viscido e traditore dei suoi stessi amici e sostenitori (vedasi caso Cianci e soldi stornati).E se in qualche modo bisogna combattere queste becere trasmissioni la cosa principale e non presenziare perche' andarsi a farsi insultare. Chi sta a dx non ne ha bisogno. senza contradittorio la trasmissione non la vedrebbe piu' nessuno e cosi' avremmo anche risparmiato.
#239 crochi (128) - lettore
il 10.10.09 alle ore 7:05 scrive:
Quello spiritosone di Vauro dimostra di avere la sensibilità di una chiave inglese continuando a fare vignette sui morti. Ridono solo lui e quei 4 fessi che ha intorno...
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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L'opinione

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Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
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