Al Fatto di Travaglio due giudici anti-premier

All'assemblea del quotidiano vicino all'Idv, i magistrati Ingroia e Scarpinato lanciano l'allarme democratico. Dalle trame mafia-politica alla collaborazione con il giornale dei dipietristi: chi dichiara "rischiamo di tornare il Paese di Don Rodrigo" sarà imparziale?

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Roma - Giornalisti, dirigenti Rai, attori e... giudici. Se il premier Silvio Berlusconi avesse voluto creare ad arte un caso per dare sostanza all’ultimo allarme giustizia, non avrebbe potuto fare di meglio. Il Fatto, quotidiano diretto da Antonio Padellaro e Marco Travaglio, non è ancora uscito, ma ieri a Roma, nella sede del giornale dichiaratamente giustizialista, si sono dati appuntamento sostenitori e futuri collaboratori. Un forum durato qualche ora e animato per lo più da pensatori della sinistra, il cui intento era dare suggerimenti a giornalisti e amministratori. Niente di strano quindi.

A parte il fatto che negli uffici di via Orazio si sono materializzati anche Antonio Ingroia e Roberto Scarpinato. Magistrati e di peso. Protagonisti di fatti importanti come il processo Andreotti e quelli sulle stragi, proprio quelli di cui si discute molto in questi giorni e in cui alcuni pentiti chiamerebbero in causa personaggi vicini a Berlusconi. Senza contare le indagini su omicidi mafiosi, da quello di Salvo Lima, fino a Pio La Torre passando per Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sempre in prima linea, anche quando si tratta di denunciare l’ingerenza della politica nella giustizia. Allarmi dai toni forti, del tipo «Poteri occulti premono sui magistrati» o, peggio, «la democrazia oggi è in uno stato gravissimo, rischiamo di tornare il paese di Don Rodrigo» (Scarpinato dixit). Critiche, anche durissime. Condanne preventive. Certo, sempre indirizzate verso una parte, ma mai, fino a ieri, dai giudici era arrivato un gesto così esplicito di simpatia verso un soggetto che è tutto politico. Emanazione di un pezzo di sinistra, quella giustizialista, che si riconosce nell’Italia dei valori. «Una classe politica incline a delinquere che sta ricercando l’impunità a tutti i costi, siamo una democrazia dimezzata», tuonava Ingroia. La soluzione per il giudice, evidentemente, è l’appoggio al nascente quotidiano vicino al movimento di Antonio Di Pietro. A loro agio tra il presidente di RaiSat Carlo Freccero, al giornalista Claudio Sabelli Fioretti, Furio Colombo, Ingroia e Scarpinato hanno assistito alla videoconferenza di Marco Travaglio, che - informava ieri sera il sito Dagospia - si è collegato a Torino, bloccato da un intervento chirurgico. In perfetta sintonia con personaggi di diversa provenienza: da Sabina Guzzanti a Rodolfo Brancoli.

Probabilmente i difensori della separazione dei poteri, ieri non ne sapevano niente, Ad esempio l’Associazione nazionale magistrati ha espresso «indignazione» per le dichiarazioni di Berlusconi, perché il premier ha attaccato giudici che esercitano le loro funzioni «senza condizionamenti». Ma non ha ancora ripreso i due iscritti che hanno partecipato a un forum che più di parte, e politico, non si può. Il gesto di Ingroia e Scarpinato sembrerebbe, infatti, un incredibile boomerang. Un assist a Berlusconi, verrebbe da pensare, accusato dall’Anm di delegittimare la magistratura, perché di parte.

Certo, qualche segnale che i magistrati palermitani avessero una qualche idea politica c’era già stato. Al festival del giornalismo d’inchiesta Scarpinato aveva detto: «Con la scomparsa della classe operaia e la smobilitazione delle masse qualcuno si è accorto di avere le mani libere». Roba da fare accapponare la pelle a molti. Anche a Travaglio o a Di Pietro, che con l’operaismo e le masse non hanno tanta dimestichezza. Di sicuro oggi arriverà una qualche precisazione o smentita. Oppure dovremo rassegnarci al fatto che alla lista delle anomalie italiane, se ne aggiunge una nuova. Un potere costituzionale, quello giudiziario, a breve, avrà un organo ufficiale. Come un partito.

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COMMENTI

146 commenti su 1  2  3  4   5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#126 marioto (775) - lettore
il 10.09.09 alle ore 19:06 scrive:
La Gandus dice che è "nemica" di Berlusconi ma per il CSM può giudicare perchè nel momento in cui indossa la toga è scevra da pregiudizi. Berlusconi la ricusa e giù ......è un attacco inconcepibile alla magistratura. Un quesito: perchè il CSM non rappresenta la stessa percentuale delle correnti politiche che si esprimono in Parlamento? Perchè il CSM non viene eletto in concomitanza delle stesse elezioni politiche e dura in carica lo stesso tempo ? Forse ci sarebbero sorprese non gradite a sinistra. E qualcuno mi sa dire perchè Berlusconi è, è stato e sarà il più inquisito d'Italia ? Ma quanti omicidi ha commesso ? Più di tutti quelli dei comunisti nel dopoguerra ? Mi si spiega perchè solo lui ha collezionato tanti rinvii a giudizio ? Ma quanto ci costa soddisfare i vari Santoro Travaglio e compagni (a) ? Ma non sono bastati i miliardi buttati con Andreotti? Arriveremo alla separazione delle carriere ed all'elezione diretta dei giudici come negli USA visto che si idolatra Obama ?
#125 RMagistrelli (42) - lettore
il 10.09.09 alle ore 18:53 scrive:
Più dell'articolo, è esemplificativa la foto, in cui Travaglio dichiara il suo "spessore"!!!!! Romano Magistrelli
#124 Annibale Bormida (267) - lettore
il 10.09.09 alle ore 18:41 scrive:
#84Enerico Libero: sul fatto da lei citato ha ragione. A questo però siamo veramente mal messi !. Grazie.
#123 heini (723) - lettore
il 10.09.09 alle ore 18:01 scrive:
Subito un intervento del Cesm a tutela dei sostituti procuratori di Palermo che, naturalmente con imparzialità, presenziano all'assemblea del nuovo quotidiano 'moderato'.
#122 RAUMO (241) - lettore
il 10.09.09 alle ore 17:59 scrive:
Una precisazione doverosa al commento #98 di aldogam. Un confronto corretto dovrebbe tenere anche in considerazione il numero delle cause e rapportarlo al numero dei magistrati. inoltre, c'e' anche da far presente il fatto che lo spropositato numero di leggi presenti in Italia non ha eguali nel mondo e la speranza che il "ministro" delle semplificazioni se ne occupi mi sembra una chimera. Detto questo, si potrebbe anche ridurre il numero dei giudici che secondo Aldogam sono troppi ma non credo che si risolverebbe il problema. in Italia si deve rivedere la normativa esistente semplificandola, derubricare alcuni reati minori, incrementare l'attivita' dei giudici di pace e cercare di ridurre il numero di cause assurde che i condomini si fanno l'uno con l'altro. Per non parlare poi dei vari ricorsi e contro ricorsi a cui ci hanno abituato personaggi influenti epr via dei piu' futili motivi. lo snellimento in Italia non conviene ai piu'.
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Alessandro Sallusti
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