Sulla competenza territoriale insiste anche il legale di Innocenzi, Marcello Melandri: «La Procura di Trani è certamente incompetente a procedere in questa vicenda. Se i fatti sono avvenuti a Roma, l’indagine andava trasferita nella capitale». Il Guardasigilli precisa di non conoscere «nel dettaglio» l’inchiesta, ma da quello che si sa vede «almeno» queste tre distorsioni. L’ispezione, sottolinea Alfano, si svolgerà «ovviamente senza interferire nell’indagine, potere che non mi compete».
Da Trani il procuratore Carlo Maria Capristo, che per ora non ha né confermato né smentito nulla, fa sapere: «Siamo qui a disposizione». E ai giornalisti che insistono per saperne di più, replica solo: «State tranquilli, lasciateci lavorare con riservatezza, tranquillità e professionalità. Non ci sono comunicazioni per la stampa».
La decisione di Alfano ne fa il bersaglio delle opposizioni. Per il Pd appare sempre di più come un «ministro ad personam». «Alfano - attacca la deputata Donatella Ferranti -, dovrebbe utilizzare la stessa sollecitudine che usa ogni volta che in un’indagine giudiziaria è coinvolto Berlusconi per risolvere i problemi della giustizia che interessano tutti i cittadini. Ci spiace che con queste sue continue attenzioni alle questioni personali processuali del premier venga sempre più svuotato il suo ruolo istituzionale». E Massimo Donadi dell’Idv rincara la dose: «L’invio degli ispettori alla procura di Trani è l’ennesimo sopruso di questo governo. Un atto arrogante e intimidatorio che si usa nei regimi. Alfano e tutto il governo stanno conducendo una battaglia contro la giustizia e la verità».
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