Alfano: "Non vogliamo i pm sotto l'esecutivo"

Il Guardasigilli all'Anm: "Non vogliamo sottoporre il pm al potere esecutivo, né intendiamo arrivare surrettiziamente a questo risultato intervenendo sulla polizia giudiziaria". A breve la deroga a mandare i magistrati di prima nomina nelle sedi disagiate

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Roma - "Non vogliamo sottoporre il pm al potere esecutivo, né intendiamo arrivare surrettiziamente a questo risultato intervenendo sulla polizia giudiziaria". Parlando al congresso dell’Anm, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha raccolto numerosi applausi assicurando che proporrà al Parlamento di rendere stabile la deroga a mandare i magistrati di prima nomina nelle sedi disagiate.

I rapporti tra pm ed esecutivo Alfano ha spiegato che il governo non intende compiere questo passo "perché non abbiamo fiducia nei governi che ci hanno preceduto e che potrebbero succederci. Ed è questa la stessa ragione per cui non intendiamo - ha aggiunto - fare della polizia giudiziaria uno strumento nelle mani dell’esecutivo". Insomma "per via diretta o traversa non intendiamo violare il sacro recinto della giurisdizione, perchè non siamo certi che chi verrà dopo di noi non abuserà di quella violazione". I magistrati non hanno comunque applaudito a questo passaggio dell’intervento di Alfano, lo hanno fatto invece quando ha concluso l’intervento. 

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano
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COMMENTI

26 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#26 killkoms (7221) - lettore
il 28.11.10 alle ore 13:50 scrive:
#25mariolinoi50,la francia è sicuramente davanti a noi ma non tanto per la rivoluzione,che al di là dei principi enunciati dalla dichiarazioni dei diritti dell'uomo e del cittadino,ha avuto il sue triste contorno di guerre civili e regolari con tanti ghigliottinati negli intervalli!la francia è davanti perchè ha sempre avuto il coraggiuo e la forza di cambiare quando resosi necessario!la francia è alla 5^repubblica,noi alla 1^e 1/2!noi,a 65 anni dalla fine della 2^g.m.,stiamo ancora a scannarci per chi era monarchico,chi repubblichino e chi resistente;quando poi la maggior parte di questi signori starà già all'altro mondo!non è che il modello francese sia il miglior sistema,anzi,è giusto che anche il pm sia indipendente ma che renda conto delle sue azioni,non solo quando le stesse siano palesemente reati!traduzioni,se non ci acchiappa per tante,troppe,volte, non dico che debba essere licenziato ma rimanendo sempre nell'ambito del ministero di grazia e giustizia possa fare altro!
#25 mariolino50 (1549) - lettore
il 28.11.10 alle ore 10:42 scrive:
#15 killkoms : in Francia è così, però dice anche che ha una tradizione democratica molto migliore della nostra, oltre ad avere avuto la rivoluzione francese e noi il fascismo e non è una piccola differenza, anche lì voglio vedere quanti politici e funzionari vengono indagati e processati visto che ci vuole il permesso del ministro, qui da noi meno di zero se fosse in quel modo, e comunque non è giusto limitare a priori le possibilità di avanzamento delle persone, chi farebbe il pm sapendo che sarà sempre un serie b.
#24 tonipier (1144) - lettore
il 28.11.10 alle ore 8:51 scrive:
Il fallimento della innovazione procedurale si delinea con crescente chiarezza in una prospettiva che conferma come sul legislatore italiano dell'era postbellica incomba l'atroce destino di non essere in grado di azzeccare una sola riforma, di dover assistere alla involuzione di tutte le sue iniziative riformistiche in disastri nazionali. I 746 articoli di cui si compone il codice, ordinati in undici libri (71 articoli in più e cinque libri in più rispetto al codice 1930), sembrano sfidare l'insegnamento di Tacito " plurimae leges in pexima repubblica ", e gli ammonimenti di Gaetano Filangieri e di Cesare Beccaria che una normativa deve essere condensata in enunciazioni chiare, precise, non numerose, perchè la molteplicità e la nebulosità dellle disposizioni di legge rendono possibili interpretazioni interessate, accrescono le occasioni di favoritismo e di corruzione, di degenerazione della giustizia.
#23 dellelmodiscipio (2242) - lettore
il 28.11.10 alle ore 3:55 scrive:
Alfano l'ha fatta fuori dal vaso così vistosamente da farmi sperare che sia una mossa diplomatica, una cortesia. Forse ha imparato dall'esperienza qual'è il tono con cui parlare in certi ambienti: inchinarsi riverente e usare poi gli strumenti legali per togliergli di mano armi improprie. In tutti i paesi civili la polizia è sottoposta all'esecutivo, non ai giudici, che per loro natura stanno nelle loro stanze a vagliare i reati secondo scienza e coscienza, possono disporre perizie o accertamenti, ma non hanno né dovere né diritto di star a fiutare il marcio che c'è nella società, tutelare i cittadini e scoprire i reati è compito della polizia amministrata dal governo. Il poliziotto negligente o che abusa verrà portato davanti al giudice. I procuratori della repubblica devono rassegnarsi, non sono giudici come non lo sono i questori. Se non si accontentano della separazione delle carriere e della pari dignità, beh, troppo vogliono e poco stringeranno.
#22 alberto b. (455) - lettore
il 27.11.10 alle ore 23:50 scrive:
In effetti nessuno vuole la giustizia sottoposta al potere esecutivo, ma TANTO MENO nessuno vuole una giustizia che RICATTA sistematicamente tutti gli altri poteri, (legislativo, esecutivo) ed attraverso una minoranza sfegatata di toghe rosse e partigiane riesce a mettere sotto scacco lo Stato di Diritto.- Questo schifo deve finire e se l'ANM non fa pulizia al suo interno, il potere legislativo ha l'obbligo di stravolgere tale stato di fatto, attraverso una profonda riforma giudiziaria !!!! E' un diritto che gli italiani hanno dato all'attuale governo....quindi, Alfano e Berlusca, avanti a tutta birra.-
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