martedì 09 febbraio 2010
 
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sabato 25 luglio 2009, 07:00

All’armi, siam dipietristi: ecco le squadracce di Tonino

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All’armi, all’armi, siam dipietristi! Le squadracce di Tonino sono entrate in azione e marciano sul Quirinale, su Palazzo Chigi, su chissà che altro dopo. I facinorosi dei valori stanno seguendo un preciso ordine del capo, dato l’altro giorno in un esecutivo nazionale dell’Idv, il Gran Consiglio del dipietrismo: «Dovete fate rumore, inventatevi qualcosa per stare al centro della cronaca, cerchiamo di finire sui giornali, anche se quello che dico spiacerà ai nostri moderati» ha fatto Di Pietro ammiccando all’ala esagitata del partito, un’accozzaglia di transfughi riciclati da contestatori.
Di moderati nell’Idv ce ne sono ma stanno cheti, zittiti e spesso umiliati dal leader durante le riunioni per la loro molle tempra, inadatta all’ora dell’azione. Dichiarazioni sgangherate sul governo nazista, sulla Lega che fa l’apartheid, su Tremonti che affama il popolo, sulla Gelmini che ci riporta al medioevo, sul Colle che non rispetta la Costituzione, sulle banche plutocentriche (qui hanno un esperto, il senatore Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef), sul complotto massonico-piduistico. Si menano le mani a mulinello, a chi tocca tocca. Si osserva anche una specializzazione nella falange di Tonino, c’è quello esperto in insulti (anche se il leader è difficilmente eguagliabile), l’altro che è bravo nei blitz, l’altro ancora che sa organizzare le piazzate, quell’altro che padroneggia le tecniche per terrorizzare i peones. E spesso dalle parole si passa alle vie di fatto, come da migliore tradizione populista.
«Pedica? È tutto contento, non cerca altro che fare casino per fare contento Di Pietro», confessa tra l’imbarazzato e l’insofferente uno dei famosi «moderati» dell’Idv. Oggi la medaglia del miglior disturbatore della vita pubblica spetta a lui, Stefano Pedica senatore Idv, grazie al suo blitz a Palazzo Chigi, a questo funzionario in aspettativa della Scac (Società calcestruzzi), ex democristiano che cambia i partiti come fossero giacche e che alcuni - i più teneri - definiscono «un estremista di centro», uno che faceva casino anche nella Dc, uno che ha teorizzato «la piazza come Terza Camera» e promuove gli «scarpa-day» come grande strumento di democrazia diretta. Il problema è che la Dc è sparita e lui si è trovato senza una sedia, di qui il «moto perpetuo» di Pedica tra le sigle partitiche, quali che fossero, purché gli garantissero un posto al sole. In estrema sintesi perché faremmo notte: dopo la Dc transita nel Ccd, poi passa nell’Udr di Cossiga, quindi ricompare in Democrazia europea con Andreotti e D’Antoni, poi fonda i Cristiani democratici europei con Meluzzi, dopo confluisce in Alleanza popolare di Martinazzoli e Mastella, quindi passa con Mario Segni, poi segue la Nuova Dc di Rotondi, poi approda all’Idv. Chiaro no? È il curriculum di uno che adesso organizza cortei contro la spartizione delle nomine Rai. Era sempre lui, insieme a Di Pietro, a manifestare contro il Quirinale l’altro giorno, con indosso la maglietta «Giorgio non firmare», e lì è riuscito a litigare anche con un poliziotto per via di uno striscione alla black bloc, «Via la mafia dalle istituzioni».
Ma il facinoroso Pedica è in buona compagnia nell’Idv. L’ex missino Luigi Li Gotti, un noto penalista, ha scritto un post sul sito dell’Idv dove accusava di «infermità mentale» il direttore del Giornale
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23 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#23 davidebravo (14) - lettore
il 04.08.09 alle ore 12:35 scrive:
#17 guidode.zolt Battuta veramente infelice, complimenti per il senso civico. Scommetto che vota Lega.
#22 Enrico Maria (616) - lettore
il 25.07.09 alle ore 18:20 scrive:
Non ricordo di chi sia questa favola ,se di Esopo o altri. C'era una volta un pellicano che, credendo di avere un sacco di cose importanti da dire, arringò la folla esponendo i suoi punti di vista. Tutti ne furono entusiasti. Il giorno dopo tornò alla carica. E così nei giorni seguenti. Arrivò il momento in cui la gente che lo aveva ascoltato finora disse: "Sono sempre quei discorsi, Uffa che noia! " Se ne andarono e lasciarono il pellicano solo a predicare con se stesso. Sarebbe ottimo se Di Pietro tenesse questa storia ben in evidenza sulla scrivania.
#21 Gensca (920) - lettore
il 25.07.09 alle ore 16:16 scrive:
Il più pericoloso potrebbe essere Li Gotti. E' stato l'avvocato scelto dalle procure per i cd pentiti di mafia, *** facendo carriera antimafia secondo la teoria sciasciana. Era nessuno ed è diventato "uomo d'onore" di magistratura democratica. E fino a quando questa corrente non farà mancare sostegno a Di Pietro e soci di minoranza, non c'è trippa per gatti! L'Idv continuerà a guadagnare voti a danno del Pd, che non può, non è in grado, per la questione morale che lo attanaglia, di reagire in alcun modo. Franceschetti, Bersanotti, Marinetti, Landolfotto, Serrachianella, D'Alemino, Bassolinetti, Iervolinucci, Chiamparetti e via declinando sono prigionieri di solerti magistrati pronti ad inseguirli in caso di reazione. Bisogna che si giunga dunque ad un punto in cui saranno gli stessi pm a mozzare le unghie del buzzurro molisano. Quel momento non sembra ancora giunto, nonostante la campagna di repubblikella2009-l'espressino: Silvio è ancora in sella, infatti!
#20 lucianoch (466) - lettore
il 25.07.09 alle ore 13:57 scrive:
per #8 aldogan. Più consono o meno consono certamente per di pietro vanno bene
#19 lucianoch (466) - lettore
il 25.07.09 alle ore 13:46 scrive:
per#11esko. Repubblica, l'Unità e il Manifesto sono disonesti verso i loro lettori.
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