Allora aboliamo calendari, affreschi e domeniche

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Caro Direttore,
la sentenza della Corte di Strasburgo mi ha finalmente aperto gli occhi. L’Italia deve svegliarsi dal suo medioevale torpore e imparare dalle avanguardie europee. Diciamola tutta: è l’ora di finirla con quest’Italietta cattolica, con questo Paese di campanili, con il frusciar di tonache pretesche e d’ingerenze cardinalizie a ogni piè sospinto.
Finalmente c’è un giudice a Berlino che riconosce l’inaudita violenza alla quale sono stati sottoposti fin dalla fondazione dello Stato unitario generazioni di studenti, costretti a incrociare con lo sguardo svogliato, quei due pezzi di legno inchiodati al muro. È ora di liberarsi da questi fardelli del passato, la cristianità è tramontata, la Repubblica è laica, i cristiani tengano i crocifissi in casa o in chiesa, non pretendano di imporli a scuola e negli uffici in pubblici né tantomeno nelle aule di giustizia dove vengono giudicati i poveri cristi.
La battaglia per la libertà dal giogo della religione è però appena cominciata. Questo è soltanto un primo, timido ma necessario passo. Te ne suggerisco qualche altro. Non basterà abolire, come tu stesso hai ricordato, il simbolo della Croce Rossa su fondo bianco, ormai tradizionale emblema delle istituzioni ospedaliere. Bisognerà porre la questione ormai irrinunciabile, del computo del tempo. Ti pare corretto che io, laico, sia costretto per un’assurda convenzione d’antan a calcolare gli anni dalla data nascita di un ebreo marginale e irrilevante, venuto al mondo in un villaggio agli estremi confini dell’Impero romano? Ti pare giusto che io debba riferirmi a quella nascita ogni qual volta spedisco un’email, scrivo una lettera, pianifico una vacanza o leggo un giornale? Sopruso insopportabile: son costretto a riferirmi a Gesù ogni santo giorno e più volte al giorno. L’Europa dovrebbe studiare un calendario veramente laico e condiviso, che faccia piazza pulita di queste convenzioni religiose di parte. Si potrebbe ricominciare a contare gli anni dalla fondazione di Roma (ma i laziali saranno d’accordo?) o meglio inventare una data di partenza ex novo.
E poi, vogliamo parlare della domenica? Si continua a chiamarla così, vale a dire dies Domini, giorno del Signore, e sono costretti a festeggiarla tutti, anche i non credenti, quando è risaputo che in questo giorno si ricorda la resurrezione del suddetto ebreo marginale nato in Giudea un paio di millenni fa. Perché favorire quei cattolici (sempre meno), che usano di quel giorno per le loro pratiche religiose di precetto? Noi laici dovremmo ribellarci, e chiedere all’Europa di istituire il fine settimana il martedì (non il mercoledì, sennò favoriamo quelli che vanno all’udienza del Papa), equidistante sia dalla domenica cristiana sia dal venerdì islamico e dal sabato ebraico. Non parliamo poi di feste quali il Natale o la Pasqua, così smaccatamente cristiane. Basta con l’ipocrisia di trasformarle in feste dei buoni sentimenti o della primavera: si aboliscano. E i cristiani che vogliono andare a messa si prendano un giorno di ferie.
Ancora. Vogliamo finirla con le scuole pubbliche e le vie intitolate ai santi? Perché mai una scuola statale dovrebbe chiamarsi «Francesco d’Assisi»? La famiglia benestante potrebbe risentirsi, non ritenendo quello di San Francesco un modello in linea con la new economy, come pure potrebbe non essere d’accordo la famiglia del cacciatore, che agli uccellini e ai lupi preferisce sparare piuttosto che parlare. E i troppi affreschi esposti in luogo pubblico, così irritanti per il loro contenuto ostentatamente religioso? E i campanili che svettano fastidiosamente, impossibili da non notarsi, anche quando si percorre l’autostrada? Non si potrebbero oscurare con appositi pannelli? Chi pensa ai miei diritti di laico quando passeggiando per i sentieri di montagna m’imbatto in quelle edicole con l’effigie della Madonna (la madre dell’ebreo marginale di cui sopra)? E perché in cima alle montagne ci si deve andare per forza a piantare una croce?
Infine, bisognerà pur affrontare anche il problema di certi simboli matematici. Il segno del «più», lo sanno tutti, è una croce bell’e buona. Anche il segno del «per» lo è, infatti quella è la forma della croce di Sant’Andrea. Troviamo un’alternativa, per non offendere i laici che impegnati in un calcolo algebrico, potrebbero perdere la loro concentrazione soffermandosi su quel segno. Un segno che li potrebbe distrarre, ricordando le crociate, le battaglie contro gli arabi musulmani ai quali dobbiamo, tra l’altro, proprio i numeri che utilizziamo ogni giorno. Forse in nome della laicità, e per non sembrare di prendercela solo con i cristiani, sarebbe meglio abolire pure i sincretisici numeri indo-arabici e tornare ai vecchi numeri romani. Mi fermo qui, perché ho già scritto troppo, per l’esattezza LXXIX righe.

COMMENTI

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#96 Roberto C (727) - lettore
il 05.11.09 alle ore 19:25 scrive:
Io non ho scritto che Pio XII fosse amico di Hitler - solo che il primo importante riconoscimento internazionale al nazionalsocialismo è stata la stipula del concordato con la Santa Sede, datato 1933, che porta le firme di Von Papen e di Pacelli. Questa, mi spiace non è una leggenda, è solo storia. Altri capi religiosi si sono ugualmente lasciati abbagliare da Hitler. E pochi teologi e religiosi, IN MINORANZA e più longimiranti della massa, si sono opposti pagando in prima persona (tanto x citare 2 nomi particolarmente illustri il cattolico Kolbe e il protestante Bonhoeffer). Quanto a Galileo, subì 2 processi, nel 1615 e 1633; e abiurò. Certo, morì cattolico: penso che fosse anche convinto, ma se pure non lo fosse stato, sa cosa gli sarebbe successo se non avesse abiurato o peggio se avesse dichiarato che non solo non abiurava, ma che nemmeno si riteneva più cattolico? Ma si deve proprio cambiare la storia? Mi pare che c'è stato perfino un papa che ha chiesto scusa x queste cose...
#95 ynnan (2) - lettore
il 05.11.09 alle ore 19:18 scrive:
Ma cosa sta succedendo? questo articolo è pieno di buon senso e pulito dalle false credenze create dalla religione cristiana, la quale, oltre a non fare più il proprio lavoro per cui è profumatamente pagata (mettere in riga la gente), continua a impedire con ogni mezzo e sotterfugio il propagarsi della verità: esistono altre religioni più efficienti e pratiche che indicano la strada ad un essere umano per riscoprire se stesso e Dio. Poverretti, mi sa che stiamo assistendo allo sfascio di una combricola di personaggi che, sotto le tonache, hanno sbaffato per anni alle spalle della gente facendo affari con banche e associazioni senza pagare tasse e dare nulla in cambio, ma ora, grazie ad internet, stanno venendo un po smascherati. Speriamo di leggere ancora articoli di così buon senso...
#94 aquila (365) - lettore
il 05.11.09 alle ore 19:05 scrive:
Perfetto. l'articolo non fa una grinza ma, in alternativa, visto la crisi e la difficoltà economica di radere al suolo tutti i simboli della Cristianità che contaminano e impregnano la nostra vita quiotidiana perchè, in alternativa. non cominciamo a buttare fuori da questo mostruoso Paese bigotto e integralista quella massa di idioti che vi sguazzano provenendo da Paesi improbabili di drogati assassini e senza storia che poi pretendono, grazie alla Magistratura - vero cancro non solo Italiano ma Europeo, di cancellare millenni di cultura e di storia . Usciamo da questa UE di PARASSITI E INVERTEBRATI che non sanno distinguere una donna da un Trans e, soprattutto, radiamo al suolo la magistratura attuale e rifondiamola con criteri e gente seria, onesta e credibile.
#93 FELICE VASSALLO (90) - lettore
il 05.11.09 alle ore 18:55 scrive:
Sono esterefatto, non tanto per l'autore, quanto per il quotidiano che lo ospita.
#92 MARINA58 (830) - lettore
il 05.11.09 alle ore 18:44 scrive:
Ottimo pezzo Tornielli,efficace e pieno di ironia,amara aggiungo io!
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